Mondello,
per gran parte dell'anno, è il centro mondano-balneare di Palermo.
Da Monte Pellegrino fino a Monreale è tutta una vasta conca,
la "Conca d' oro" per i suoi aranceti, dentro cui si sviluppa la
città .
Dentro il montuoso territorio dell' hinterland, a capo di un' ampio
pendio,
si trova la zona residenziale di Carini.
A EST:
- Palermo e il suo porto,
Reggie e palazzi di arabi e normanni che hanno lasciato
qui loro vestigia e loro re.
- Monte Pellegrino
col Santuario di S. Rosalia.
- Monreale: Cattedrale normanna.
A OVEST:
Punta Raisi
con l'aeroporto Falcone-Borsellino,
Cinisi e terrasini e Partinico.
Nel mezzo, su un pendio, c'è Montelepre.
Il
modello è in Scala 1:41.500 - 2,5 cm = 1000 m.
Misura cm 87 x 62
[un altro modello è in Scala 1:25.000
4 cm = 1000 m.
Misura cm. 140 x 89
è meno maneggevole, ma più dettagliato.]
Vi è aggiunto un elenco di tutti i siti caratteristici rintracciabili
attraverso il sistema ortogonale di ricerca.
Esempio: M5= Romitello.
Between
Castellammare del Golfo and Bagheria, enters into the sea a very
montainous territory: Palermo's Hinterland.
From Mondello-M. Pellegrino as far as Monreale extends a wide valley:
"La Conca d' Oro" (the golden basin), because of its orange groves.
Here expands Palermo, the lively and vital town.
Scale 1: 41.500
Measures cm 110 x 40
A list is included to search, with orthogonal system, for characteristic
sites.
Altri
Modelli
Palermo
Scala
1: 25.000 cm 150x89 € 130.00
Scala 1: 41.500 cm 87x62 € 103.00
Capri
Scala
1: 21.000 cm 42 x 30 €
30.00
Scala 1: 15.000 cm 48 x 33
€ 37.00
Egadi - Erice
Scala
1: 25.000 cm 260x67 € 110.00
Scala 1: 67.000 cm 110x40 € 77.00
E L B A
Scala
1: 56.000 cm 70 x 42 €
43.00
I S C H I
A
Scala
1: 20.500 cm 57 x 47 €
50.00
Panarea
Scala
1: 10.500 cm 42x32 € 31.00
Pantelleria
Scala
1: 20.000 cm 85 x 59 €
65.00
Scala 1: 33.000 cm 52 x 36
€ 47.00
Salina
Scala
1: 12.500 cm 67 x 58 €
41.00
Scala 1: 15.200 cm 49 x 42
€ 51.00
Ustica
Scala
1: 8.500 cm 67 x 48
€ 45.00
Scala 1: 12.000 cm 52 x 36
€ 33.00
Caverna Sub
cm
50x50x50 Pesa 1.5 Kg
€ 25.00
Spedizione
Caratteristiche:
Diorami in scala di isole e territori caratteristici
della nostra Italia. Sono costruiti in vetroresina e
incollati su compensato di 8mm impermebilizzato e rinforzato,
colorati con colori acrilici. Sui bordi sono segnati
gli indici delle coordinate ortogonali per rintracciare
le località .
Ogni modello è unico e costruito a mano con passione
e precisione.
Le spese di consegna non sono incluse nel costo
del modello.
La spedizione può avvenire preferibilmente per
posta, oppure per corriere, o come convenuto.
In caso di ripensamento, avvisare prima della spedizione.
Palermo è il capoluogo della Sicilia e quinta città d’Italia
(660.460 abitanti, ma oltre un milione considerando l’hinterland). Posta
al centro del Mediterraneo, culla delle più antiche civiltà , la cittÃ
è stata da sempre crocevia di culture fra Oriente e Occidente. Luogo strategico
di transito, scalo privilegiato di traffici mercantili e commerciali, approdo
di popoli di razze, lingue e religioni diverse, Palermo ha affascinato visitatori
e stranieri per la sua felicissima posizione, la mitezza del clima e la
bellezza dei luoghi. Anche per questo, innumerevoli sono state, nei secoli,
le dominazioni subite.
Non sono molte, nel mondo, le città che, come Palermo, hanno conservato
tante testimonianze della cultura dei conquistatori: dai Romani ai Bizantini,
dagli Arabi ai Normanni, dagli Svevi ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci,
tutti hanno lasciato l’inconfondibile traccia della loro permanenza; e
quasi sempre si tratta di testimonianze di straordinario valore, in quanto
la confluenza di forme e stili, dal Nord Europa all’Africa, dal Medioevo
al Barocco, ha spesso dato vita ad originalissime creazioni artistiche,
architettoniche e decorative.
Ed è questa l’altra particolarità di Palermo: che, nonostante la commistione
di culture, la città ha conservato la sua identità . Un’identità di cittÃ
capitale che in ogni tempo ha saputo coniugare il meglio delle altre genti
con la propria vocazione di libertà .
Le origini di Palermo si fanno risalire tra l’VIII e il VII secolo a.C.,
all’epoca della colonizzazione dei Fenici. Ma, in precedenza, il sito
– posto ai margini di una vasta e fertile conca abbondante d’acqua –
era stato frequentato dai Sicani (provenienti dal sud Italia o, forse, dalla
Spagna) nel terzo millennio, dai Cretesi nella seconda metà del secondo
millennio, dagli Elimi (provenienti, secondo la tradizione, dalla distrutta
di Troia) intorno al XII secolo a.C. e dai Greci nell’VIII secolo. Il
nome è, appunto, greco e vuol dire “tutto porto†(παν-ÏŒÏμος),
dovuto alla facilità d’accesso dal mare.
Due fiumi, quelli che poi furono chiamati Papireto e Kemonia, formavano
una penisoletta lunga circa un chilometro dove sorse il primo nucleo della
città (Paleopoli), e che si trovava nella zona dell’attuale Palazzo Reale;
attorno al IV secolo a.C. venne fortificato tutto il territorio tra i due
fiumi (Neapoli). L’emporio fenicio-cartaginese, dopo un vano attacco del
siracusano Dionisio I nel V secolo a.C., fu uno dei cardini della contesa
tra Roma e Cartagine all’epoca delle guerre puniche.
Preceduta dalle scorrerie dei pirati barbareschi, nell’831 l’espansione
araba investe buona parte della Sicilia e Palermo assume un ruolo di grande
prestigio in tutto il Mediterraneo. Accoglie stranieri da ogni parte, moltiplica
il numero degli abitanti (raggiungendo 300.000 unità ), sviluppa industria
e commerci (i mercanti genovesi, amalfitani, pisani e veneziani vi tengono
i loro fondachi), diventa centro culturale di prim’ordine (la cultura
araba era dominante in Europa), vi si costruiscono centinaia di moschee,
palazzi e giardini; ha un nuovo assetto urbanistico, che rimane immutato
per quasi un millennio. Viene descritta dai geografi e cantata da poeti.
È chiamata ziz, “splendidaâ€, e attraversa un’epoca di ricchezza che,
probabilmente, non raggiungerà mai più.
Alla decadenza politico-militare musulmana dà il colpo di grazia l’arrivo
dei Normanni, giovane popolo del nord della Francia: nel 1072, il Gran Conte
Ruggero d’Altavilla e il cugino Roberto il Guiscardo prendono Palermo
dopo cinque mesi di assedio, e negli anni successivi conquistano tutta la
Sicilia. I nuovi dominatori coltivano le arti e i commerci, ed instaurarono
un regime feudale. Il figlio del Gran Conte, Ruggero II, nel 1130, viene
incoronato re di Sicilia, con il benestare del Papa. I Normanni – così
come, d’altronde, gli Arabi – hanno la lungimiranza di mantenere buoni
rapporti con i vinti; anzi, consapevoli della loro superiorità culturale,
si servono di architetti e maestranze arabe (oltre che bizantine) per i
palazzi, le chiese che edificano al posto delle moschee e i sontuosi apparati
decorativi: nascono capolavori assoluti come la Cappella Palatina e il Duomo
di Monreale; e poi, la Zisa, la Cuba e il castello di Maredolce, all’interno
dello sterminato parco del Genoardo.
Palermo continua ad essere fiorente e rinomata, ma quando la monarchia normanna
si indebolisce, la nobiltà feudale comincia ad insidiarne l’autorità .
Rimasta senza eredi diretti, la dinastia normanna viene spazzata via dal
Sacro Romano Impero, di nazionalità germanica: Arrigo VI, figlio di Federico
Barbarossa, sposa Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, e s’impadronisce
della Sicilia. Il nuovo imperatore è Federico II di Svevia, che diventa
maggiorenne nella raffinata corte palermitana, dove accorrono gli spiriti
più illuminati dell’epoca, e dà vita alla Scuola poetica siciliana, dalla
quale nascerà la lingua italiana. Federico restaura l’impero germanico,
lotta contro il papato, tiene a bada i nobili siciliani; ma alla sua morte,
nel 1250, Palermo e tutta l’isola perdono il ruolo egemone che avevano
nel Mediterraneo.
Chiamato dal Papa in Sicilia, Carlo d’Angiò instaura un regime vessatorio
e sposta il centro del potere a Napoli. Nel 1282, il popolo di Palermo insorge,
caccia i Francesi, dando inizio alla guerra del Vespro, che durerà vent’anni.
Nel frattempo, la nobiltà sollecita l’appoggio dei forti monarchi d’Aragona.
La Sicilia entra sempre più nell’orbita spagnola, dapprima solo come
regno vassallo, mentre le grandi famiglie feudali siciliane, approfittando
dell’assenza degli Aragona, si danno battaglia. È un periodo di anarchia
e di decadimento, che vede il declino commerciale del Mediterraneo. Palermo
è nelle mani dei Chiaramonte, che tengono a bada la nobiltà catalana e
il potere regio, e subisce una profonda involuzione sociale ed economica.
Ma Palermo è anche decimata da periodiche pestilenze e malattie; e se i
nobili e il clero ostentano opulenza, il popolo è in miseria. Le rivolte
popolari – celebre quella del 1647 di Giuseppe Alessi – vengono tutte
soffocate nel sangue.
Cambiati gli equilibri politici europei, per un breve periodo (1713-1718)
la Sicilia è annessa al Regno sabaudo di Vittorio Amedeo, poi è sotto
la dominazione austriaca degli Asburgo (1718-1734), per passare infine,
con lo spagnolo Carlo III, sotto i Borbone, come Stato autonomo nel Regno
di Napoli.
È lotta aperta, e questa volta Palermo compatta dà vita alle rivolte popolari:
prima nel 1820 e poi nel 1848, quando dà inizio ai moti rivoluzionari in
tutta Europa contro i regimi assolutisti. Nel 1860, Giuseppe Garibaldi –
appoggiato del Piemonte di Cavour e dall’Inghilterra – sbarca con i
suoi Mille volontari a Marsala, sbaraglia le truppe borboniche e trionfa
a Palermo, realizzando di fatto l’Unità d’Italia.
Nel nuovo Stato nazionale, Palermo, dopo mezzo secolo d’abbandono, risana
pian piano le sue ferite; si forma una borghesia mercantile con una timida
attività industriale; la città si espande al di là del centro storico, nascono
nuovi quartieri, si realizza il “taglio†di via Roma previsto dal piano
regolatore Giarrusso; sul modello delle grandi capitali europee, si edificano
due grandi teatri, il Politeama e il Massimo. È l’epoca dei Florio, famiglia
di lungimiranti imprenditori, che danno sviluppo al commercio, alla cultura
e alle arti, e grazie ai quali, nei primi vent’anni ’900, Palermo attraversa
un’epoca florida, diventando stazione climatica di rinomanza europea.
Fondamentale, in questa rinascita, è l’opera dell’architetto Ernesto
Basile, attorno al quale si riuniscono artisti e maestranze di assoluto
livello che danno vita alla breve stagione del Liberty. Profondamente ferita
nel suo tessuto urbanistico dalle bombe della seconda guerra mondiale, Palermo
nel 1947 – con l’Autonomia della Sicilia – diventa sede del Governo
e dell’Assemblea regionale siciliana.