Enuma Elish


     E' il testo sacro dei Babilonesi, vecchio di 4000 anni, considerato per un secolo, da quando è stata decifrata la scrittura cuneiforme sulle tavolette di argilla, pura mitologia.
     Nel 1976 è stata formulata una nuova ipotesi, ad oggi non confutata, secondo la quale l’Enuma Elish è la descrizione in forma epica della formazione del sistema solare (avvenuta circa 4,6 miliardi di anni fa).
     Nel testo babilonese, il sistema solare era, in origine, fortemente instabile: attorno al Sole vagavano, in orbite diverse da quelle attuali, altri dieci pianeti. Finché un giorno:
     Marduk, che corrisponde al pianeta che i Sumeri chiamavano Nibiru, di massa enorme, venne proiettato, da un evento cosmico, all’interno del sistema solare.

     Attratto dalla forza gravitazionale del Sole, Marduk mutò la propria traiettoria e nella sua corsa fu calamitato nell’orbita di Ea/Nettuno, dirigendosi poi verso Anu/Urano, verso Anshar/Saturno e Kishar/Giove, ed entrò in rotta di collisione con il pianeta Tiamat, caratterizzato dalla particolare ricchezza di acque. Nello scontro, Marduk "dilaniò il ventre" di Tiamat, " penetrò nelle sue viscere" e le "tagliò di netto il cranio" dividendola in due parti.

     Una metà, ossia la Terra, fu spinta "verso luoghi che ancora nessuno conosceva", ossia deviata nella sua nuova orbita attorno al Sole assieme al suo satellite Kingu (la Luna).

L’altra metà di lei egli innalzò come un paravento nei cieli:
schiacciata, piegò la sua coda sino a formare la grande fascia,
simile a un bracciale posto a guardia dei cieli

     Marduk, il fattore creativo, aveva quindi generato, seguendo le indicazioni contenute nell’Enuma Elish, la Terra. E nel luogo dello scontro, tra Marte e Giove, restò una fascia di asteroidi, mentre le schegge Comete furono proiettate in orbite distanti.

     Il poema epico babilonese della Creazione Enuma elish è scritto su sette tavolette, ciascuna tra le 115 e le 170 linee di lunghezza.

     Col suo studio 'The 12th Planet,1976' (Il pianeta degli Dei), Zecharia Sitchin commenta l'epopea della creazione 'Enuma Elish' scritto in caratteri cuneiformi sulle tavolette di Argilla.
Quando sopra: il cielo non era stato chiamato
Né la terra sotto: pronunciata per nome
     Il titolo dell'opera prende il nome dal primo verso.

 

 

 

 

              

 

 

 

 

 Atra - Hasis

 

Gli antichi scribi hanno tradotto su tavolette di argilla, in caratteri cuneiformi, i testi sumerici ancora più antichi. Spesso manco sapevano cosa significassero le frasi e le espressioni che scrivevano, ma in modo preciso, come richiedeva la tradizione, ne facevano le copie fedeli.
    Il testo sumerico ci è pervenuto in parte in frantumi attraverso i millenni.
     Inti, che con Enki aveva fatto esperimenti di clonazione sugli animali terrestri, quando gli operai Igigi con una rivolta si rifiutarono di continuare il faticoso e sfibrante lavoro di scavo, ebbe l'incarico di clonare gli dei con un animale terrestre che più si adattava al lavoro, come aveva constatato Enki.
     Ciò che sappiamo oggi sul meccanismo della replicazione delle cellule e della riproduzione umana, ci basta per valutare come l'antico rapporto su quell' evento di clonazione sia veritiero.
     Questo è il resoconto dell'esperimento e della creazione della razza umana.

 

 

 

              

 

 

 

 

   Epopea di
Gilgamesh


     La saga narra le gesta di un antichissimo re sumerico alle prese con il problema dell'umanità, quello della morte. L'opera si svolge con una tale ampiezza di respiro e drammaticità che, da tempo, la critica letteraria ha elevato la saga di Gilgamesh al rango di altre composizioni divenute patrimonio di tutte le genti.

     Ci sono noti sei poemi sumerici su Gilgamesh risalenti al terzo millennio a.C. solo alcuni confluiranno nell'epopea classica. Il primo vero tentativo di composizione epica unitaria sulle gesta del re di Uruk risale al 1800-1600 a.C., ovvero al periodo della prima dinastia di Babilonia con il suo re prestigioso Hammurabi quello del primo codice delle leggi.

     Grazie allo zelo dei bibliotecari babilonesi i primi scopritori e traduttori moderni della saga poterono stabilire il titolo, il numero di tavole d'argilla e quindi la lunghezza approssimativa dell'opera (ca. 3000 versi per l'Epopea classica).

 

 

 

 

              

 

 

 

 

  Vimaanika shastra
  I Vimana


     Un tempo gli dèi si mostravano agli uomini nei vimana, splendidi velivoli frutto di una tecnologia impressionante.
     Le più antiche civiltà terrestri maturarono alte conquiste nel campo letterario, artistico, politico e metafisico, espressione di un elevato grado di crescita intellettuale.

     Gli antichi testi sacri, scritti in sanscrito e per millenni nelle biblioteche tibetane, letti in chiave scientifica, svelano l’oscura terminologia di individui che assistettero a fenomeni fuori della loro comprensione. Se vi troviamo, però, dettagliate descrizioni tecniche in un linguaggio moderno di strane macchine mosse da un’energia sconosciuta, le cose assumono un’altra prospettiva.

 

 

 

 

 

Maha-Bharata
  Bhagavad-Gita


     Poema epico dell'antica India. Tema principale del Mahabharata (in sanscrito, 'Grande storia dei Bharata') è la contesa dinastica tra due nobili famiglie di cugini, i Pandava e i Kaurava, per il possesso della regione di Kurukshetra, nell'India settentrionale.
All'interno delle vicende dei protagonisti si sviluppano parentesi filosofiche e religiose, come la Bhagavad-Gita, dialogo sul senso della vita fra Krishna, ottava incarnazione del dio Vishnu, e l'eroe pandava Arjuna, che di fronte all'esercito nemico, composto da suoi amici e parenti, ha paura.

     Comprende 18 libri, per un totale di 90.000 distici, intercalati da didascalie in prosa, ed è l'opera più vasta della letteratura mondiale.

 

 

 

 

 

 Ramayana


     Il Ramayana è un poema epico della letteratura sacra dell’India. Da tempo immemorabile ha esercitato una profonda influenza sulle idee, i sentimenti, il costume, le tradizioni e la coscienza del popolo indiano, ispirando santi, poeti, filosofi e artisti.

     Ha plasmato nei millenni l’anima della nazione indiana, insegnando con bellissime storie e leggende mitologiche le più sublimi verità morali e spirituali, retaggio di una tradizione che si perde nella notte dei tempi.

     Insegnato e trasmesso oralmente per migliaia d’anni, racconta la storia di antichi saggi e re, e contiene preziose testimonianze di vita sociale e religiosa di periodi per i quali non abbiamo alcuna testimonianza storica.

     La conoscenza del Ramayana è fondamentale per comprendere lo spirito dell’India, poiché i suoi personaggi rappresentano gli ideali umani ammirati ed emulati da tutti.

 

 

 

 

 

   E N O C H


     I LibrI di Enoch sono ancora oggi un testo religioso canonico per i Copti (Etiopi. I precursori degli Egizi).
     Hanno 6 particolarità: a) raccontano dettagliatamente, fatti come "La Caduta degli Angeli Ribelli", b) parla di Enoch come umano prediletto del "Dio Signore", c) risale ad un tempo preistorico nel quale non c'era ancora il concetto di "anima", d) racconta, dettagliatamente, di eventi catastrofici prediluviani (oltre 10.000 anni), e) racconta, dettagliatamente,di guerre spaziali. f) tutti i racconti derivano dal fatto che Enoch è stato prelevato ed è stato informato "direttamente" sui segreti della creazione, da ‘Angeli’ e dallo stesso Signore dei Signori (gli fu dettato e scrisse il libro del sapere per gli uomini). Inoltre egli parla delle sue osservazioni personali.
     A causa di tutto questo, il testo è stato dichiarato apocrifo al Concilio di Trento. Nella Bibbia è stato tagliato tutto ed è rimasto Enoch solo come il 7° Patriarca ebraico che testimoniò la Caduta degli Angeli ribelli.
Enoch nasce ad Ardis, vicino al Lago Tana, in Etiopia, 11.276 anni fa. E' un uomo dalla pelle scura ed è un discendente di Adamo.
     10.946 anni fa Enoch assiste alla discesa dal cielo su Ardis di 200 individui, comandati da Semeyaza. Fanno parte degli Angeli Vigilanti ma scelgono delle donne umane per proliferare. Insegnano la scrittura, la fusione dei metalli, i segreti dei colori, la lavorazione delle radici e delle erbe per estrarre medicine e colori. Insegnano a fabbricare armi, ad accoppiare gli animali diversi fra loro per produrre degli ibridi come il mulo, a riconoscere le stelle. Ecc.. Ma dagli accoppiamenti nascono degli individui giganteschi, idioti e sanguinari. Allora insegnano alle donne come abortire. Al che, alcuni capi rimasti in cielo, come Azaz-el (che significa: Colui che sa cambiare l'aspetto e le forme) tentano di porre rimedi. Ma le cose peggiorano. Al che, il gruppo dei 200 viene accusato di una specie di tradimento e viene abbandonato sulla Terra, Azaz-el compreso e Enoch li trova disperati e privati dei loro poteri, sulla riva di un fiume.
     Secondo la Bibbia, questi sono gli Angeli Decaduti o gli Angeli ribelli che divennero simili a demoni e che abitano ancora oggi la Terra.

    Il testo è una traduzione automatica dall'inglese. Molti brani contengono distorsioni di significato dovuti al traduttore automatico.
Questa mia presentazione è solo indicativa. Chi è interessato a studiare gli eventi descritti è meglio si rivolga a fonti più chiare ed autorevoli.
Io, da parte mia, mi sono fatto una mia opinione leggendo le testimonianze arrivateci dai millenni passati. Sia qui nei testi di Enoch, che nei testi quali il MahaBharata o il Ramayana o l' Hatra Hasis, il principio è sempre lo stesso: Potenti Dei hanno abitato la Terra, volando per il mondo e verso e dalle stelle, e ci hanno creato (o clonato), noi umani. Rimasti soli, oppure gli Dei umanizzatisi, ci è rimasto il ricordo della loro grandezza e imponenza, e ancora oggi idealizziamo quegli esseri che tanto ci hanno dato e insegnato.
Persino nella Mitologia Greco-Romana gli Dei appartengono alle generazioni in cui gli Angeli discesi in Ardis conobbero le figle degli uomini.
Spero, col tempo, di finire di correggere, in italiano corrente, tutte le pagine.

 

 

 

 

   Dinastia Mitologica
Greca


      Nessun intento di disquisizione filosofica, ma solo una rappresentazione della mitologia. Qui vogliamo solo fare uno schema di figure ed eventi che hanno partecipato alla formazione della mitologia greca
Dobbiamo considerare, avvicinandoci alla Teogonia, l’atemporalità dell’azione degli DEI. Gli DEI agiscono fuori da un tempo definito. Anche se la loro azione di generare fa apparire una consequenzialità temporale, in realtà quest’azione è fuori dal tempo. E' un’attività "creatrice" di Coscienza e Consapevolezza continua.L'ordine qui proposto, perciò, ha il solo scopo di sommare gli eventi, ma non in ordine cronologico.

Chi si accosta da monoteista (il Dio creatore) alla mitologia greca, trova la confusione di Dei, Ninfe, semidei, eroi e uomini. Ma chi ha vissuto quella natura divina della sua terra, non ha avuto bisogno di un creatore, perché l’intero creato era divinità. Ogni albero, ogni pianta, ogni ruscello, ogni onda del mare, ogni animale era la manifestazione ora di un Dio, ora di una Ninfa, e persino lavarsi il volto con l’acqua era un immergere il proprio volto nell’essenza di una Ninfa.

La mentalità del creare è cercare un punto di origine, mentre la mentalità greca è la mentalità del divenire, del cambiamento. Le cellule del corpo si disgregano e si riaggregano in altra materia o corpi futuri, e si vive in eterno. Solo con un animo semplice ci si può accostare e si può vivere la vita del politeismo.

Con sottile eleganza i personaggi del Mito arrivano dal primo giorno dell’Universo e ci raccontano come dal Caos nacque l’Ordine, come dall’Eternità nacque il Tempo. Il Mito dice all’adulto che il bambino ha un potere naturale superiore perché non è ancora diviso dalla natura, cosa che succede con l’arrivo del dominio intellettualistico.


In una laminetta orfica, trovata nella tomba di una giovinetta in una località della Magna Grecia, all’anima della defunta si consiglia di non accostarsi alla prima fonte che troverà, quella del «Lete» (o della dimenticanza), bensì alla seconda, che «scorre dalla palude di Mnemosine», cioè della Memoria. Per chi visse nel periodo olimpico, la salvezza consisteva nell’attingere alla memoria: mantenere la memoria vuol dire mantenere l’identità. Mnemosine era la madre delle Muse, quindi la madre della civiltà: la civiltà è dunque fondata sulla memoria storica.


La mitologia greca comprende un insieme vastissimo di leggende, spesso collegate tra loro, riguardanti dei immortali dalle sembianze e sentimenti umani, che dimoravano sul monte Olimpo e che avevano ruoli precisi e per questo venivano adorati dai mortali con riti differenti.

Su tutti governava Zeus (Giove), il signore degli dei.

Gli altri undici dei principali erano Afrodite (Venere), Apollo, Ares (Marte), Artemide (Diana), Atena (Minerva), Demetra (Cerere), Efesto (Vulcano), Era (Giunone), Ermes (Mercurio), Estia (Vesta), Poseidone (Nettuno).
Ogni dio aveva poteri derivanti dal proprio ruolo e veniva spesso accompagnato da divinità minori. In ogni città e si organizzavano sovente feste in loro onore in cui poeti cantavano le loro gesta leggendarie contribuendo così a divulgare oralmente la conoscenza degli dei nel popolo.


Le tradizioni talvolta non sono concordi su una leggenda tramandata, e ho dovuto fare una scelta preferendone una per la chiarezza della presentazione.

 

 

 

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