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Blues

Accostandosi alla civiltà dei bianchi con anima semplice, i negri portarono il respiro di un mondo diverso, una forza non corrotta dalla civiltà: Il 'Blues', da 'blue devils', che è uno stato di melanconia struggente proprio degli schiavi negri, e lo manifestarono nel canto e nella musica.

Voci Blues femminili furono:

Mamy Smith  (Robinson) (26 maggio 1883 - 16 settembre 1946)

Cantante vaudeville (commedia leggera e canto) americana.
Il 10 Agosto 1920, a New York, la Smith registrò una serie di canzoni tutte scritte dalla cantautrice afroamericana, Perry Bradford, tra cui "Crazy Blues" e "It's Right Here For You (If You Don't Get It, 'Tain't No Fault of Mine)". E' stata la prima registrazione di blues vocali di un artista afroamericano, e la registrazione èdiventata un best seller, vendendo un milione di copie in meno di un anno. Con sorpresa della casa discografica, un gran numero di dischi fu acquistato da afro-americani, con un forte incremento di popolarità delle canzoni in gara.
Dato il significato storico, "Crazy Blues" èstato inserito nella Grammy Hall of Fame nel 1994, e dal 2005, ènel National Recording Registry.


Ma Raney:  Ma Gertrude Rainey, ( Columbus, 26 aprile 1886 – Columbus, 22 dicembre 1939)

Fu una delle prime cantanti blues di professione che ha registrato dei dischi ed ha avuto un'importante influenza su altre donne che in seguito si sono dedicate a questo genere di musica.
A quattordici anni si unì ad un gruppo teatrale itinerante vaudeville e fu durante questo periodo che decise di dedicarsi alla musica blues, dopo aver assistito alla performance blues di una ragazza a St. Louis nel Missouri.

Sposatasi cominciò ad andare in tournée con il gruppo Rabbit Foot Minstrels cantando un miscuglio di blues e canzoni popolari.

Il primo disco risale al 1923, e fino al 1928 registrò più di 100 canzoni, tra le quali i classici C.C. Rider, Jelly Bean Blues, Ma Rainey's Black Bottom.


Bessie Smith:  (Chattanooga, 15 aprile 1894 – Clarksdale, 26 settembre 1937)

Nel 1912 si esibiva in teatri e tendoni (TOBA, Theatre Owner's Booking Agenzy) riservati a un pubblico di colore. In questo gruppo vi era anche la grande cantante blues "Ma" Rainey, La madre del Blues.
Nel febbraio del 1923, la Columbus le fece incidere dei brani, tra i quali Down Hearted Blues; in pochi mesi vendette 780.000 dischi.
Dal 1924 al 1927 collaborò coi più grandi musicisti alla stesura e arrangiamento delle sue canzoni. Girò pure un cortometraggio, "St. Louis Blues" della Warner Bros.
La crisi del '29 fece crollare la vendita di dischi e portò anche alla chiusura dei locali dove si suonava blues e jazz. Fu la fine di questi due grandi generi musicali.
Soprannominata l'Imperatrice del Blues per la sua voce elegante e imponente, influenzò la musica americana successiva. Artisti come Annette Hanshaw, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Mahalia Jackson, Janis Joplin e Norah Jones si sono ispirati alla sua arte.


Ida Cox: nata Ida Prather  (Toccoa, 25 febbraio 1896 – Knoxville, 10 novembre 1967)

Imparato a cantare in chiesa, si esibì in minstrel show come cantante e commediante vaudeville.
Ebbe una movimentata e soddisfacente vita artistica.
Nel 1923 con la Paramount registrò le canzoni Graveyard Dream Blues e Weary Way Blues. Con altre case discografiche, e pseudonimi, Kate Lewis, Velma Bradley, Julia Powers e Jane Smith, registrò ben settantotto canzoni, molte rivolte alle condizioni sociali e ai problemi razziali. Famose la "Wild Women Don't Have the Blues", per la libertà sessuale delle donne, "Last Mile Blues", riguardante la pena di morte, e "Pink Slip Blues" che parlava del problema della disoccupazione.
La Cox negli anni trenta continuò ad esibirsi in pubblico, anche con Bessie Smith.
Negli anni quaranta si ritirò a vita privata.


Sippie Wallace: (Beulah Thomas, 1 Novembre 1898 – 1 Novembre 1986)

Nata e cresciuta a Houston in Texas, in una numerosa famiglia di musicisti, fratelli pianisti e compositori, imparò presto l'arte musicale e si fece un seguito come vivace cantante blues.
Sposatasi, a Chicago occupò la vivace scena musicale Jazz della città, e ne 1923 ebbe un contratto discografico con la Okeh Records, per la quale registrò canzoni composte sia dai suoi fratelli, sia da Louis Armstrong: "Shorty George", "Up the Country Blues", "Blues Camera ", "I'm a Mighty Tight Woman".
Morti giovani il marito e fratelli, Nel 1930 lascia lo show business e fino al 1960 si ritira organista e direttore di coro in una chiesa, quando la sua amica e cantante Blues, Victoria Spivey la tira fuori dal letargo e la rilancia nel circuito folk and blues festival.
Tornò al successo con Album "Women Be Wise" e "Don't Advertise Your Man", e incise dischi di Louis Armstrong "A Jealous Woman Like Me", "Special Delivery Blues", "Jack O'Diamond Blues", "The Mail Train Blues" and "I Feel Good".
La sua carriera, sia a fianco di Victoria Spivey, sia in turnée anche all'estero, durò a lungo fin negli anni '80.


Billie Holiday: "Lady Day", (Eleanor Fagan Gough, Baltimora, 7 aprile 1915 – New York, 17 luglio 1959)

Holiday dal padre,la madre la chiamò scerzosamente 'Billy' per i suoi modi di maschiaccio.
La madre ballerina sedicenne l'affidò alla cugina, dove fin da piccola dovette difendersi da stupri e violenze. Tornò dalla madre a New York, che ora puliva le case, e per mantenersi si prostituiva in un bordello ad Harlem. Qui nel salotto, ascoltava i dischi di Bessie Smith e di Louis Armstrong, e quando arrestata e rilasciata, evitò di ritornare nel bordello, cercò lavoro come ballerina in un locale notturno. Non sapeva ballare, ma quando la sentirono cantare la assunsero subito, e a quindici anni cominciò la sua carriera di cantante. Le colleghe la chiamavano 'Lady' perché si rifiutava di prendere le banconote che offrivano tra le cosce.

Nel 1933, fu notata dal produttore John Hammond, che dopo alcune incisioni la fece conoscere al grande pubblico con "Your Mother's Son-in-law" e "Riffin' the Scotch". "Si imponeva per la sua voce intensamente drammatica, per la capacità di «volare» sul tempo e per l'emozione che sapeva trasmettere anche su testi a volte banali".
Nel 1936 cominciò a frequentare grandi nomi della musica, e fu tra le prime cantanti nere ad esibirsi con musicisti bianchi, ma doveva usare l'ingresso riservato ai neri, e restare nel camerino fino all'entrata in scena. Una gardenia bianca tra i capelli e si trasformava in "Lady Day" come i colleghi la chiamavano.
Dopo un matrimonio tormentato e la morte della madre, cominciò ad assumere stupefacenti (eroina, marijuana) e La sua voce iniziò a risentirne, ma per ancora un decennio non mancò di soddisfare i suoi ammiratori, e fece pure turnée all'estero, tra cui l'Italia. Suo ammiratore fu Frank Sinatra.
Sue le canzoni 'God Bless the Child (da lei composta)', 'Lover Man', 'I Loves You Porgy e The Man I Love' di George Gershwin, 'Billie's Blues', 'Fine and mellow', 'Strange Fruit' inno di protesta vivile.


Cantanti Blues uomini
ma per lo più hanno incrementato il Blues strumentale:

W.C. Handy così descrisse la nascita del Blues come stile musicale: "Con una dozzina di uomini che partecipavano, l'effetto era spesso notevole...A noi piaceva di più dei tamburi di un esercito, e facevamo ritmi più complicati"  -  "I neri del Sud cantavano su qualunque cosa. Si accompagnano usando qualunque cosa da cui possano estrarre un suono o un ritmo... e in questo modo preparavano l'atmosfera per quello che adesso chiamiamo blues."
Handy si riferiva ai canti di lavoro degli operai di una fonderia di Florence, dove anch'egli aveva lavorato brevemente, mentre usavano il battito delle pale come accompagnamento.

W. C. Handy William Christopher Handy (Florence, 11 novembre 1873 – New York, 28 marzo 1958)

E' noto come "Il padre del blues".
Di famiglia religiosa, e si sente nella sua musica, non gli fu facile accostarsi alla 'peccaminosa' chitarra  o frequentare gruppi musicali, dove però imparò a suonare la cornetta. Né, dopo un periodo in cui cercò il suo sbocco lavorativo negli anni '90, gli fu facile farsi conoscere come amatore della musica, e trovare un gruppo che lo accogliesse stabilmente. Anche sposato fece una vita randagia, finché con la moglie scelsero di tornare alla natia Florence.
Un "College for Negroes" gli offrì un posto d'insegnante di musica, che Handy accettò, ma rimase insoddisfatto nello scoprire che il programma era basato sull'insegnamento della musica colta europea e trascurava completamente la musica popolare. Insoddisfatto si unì ai Mahara Minstrels in tour nel Midwest e nella costa Nord Ovest. Nel 1903 gli accadde questa famosa esperienza nella stazione di Tutwiler, in Mississippi: "Un nero dinoccolato cominciò a pizzicare una chitarra accanto a me mentre dormivo... Mentre suonava, utilizzava la lama di un coltello sulle corde della chitarra, nella maniera resa popolare dai chitarristi Hawaiani...Il cantante ripeteva lo stesso verso tre volte mentre si accompagnava alla chitarra con una delle musiche più strane che avessi mai sentito."
Un'altra esperienza fu una serata a cleveland, nel 1905, in cui fu permesso a degli afroamericani di esibirsi:  “Iniziarono una di quelle melodie che sembrano non avere un inizio e neanche una fine. La pulsazione della chitarra era piuttosto monotona, ma non smetteva, una canzone sui campi di canna e il lavoro sugli argini. Battevano i piedi ritmicamente sul pavimento. Non era sgradevole - forse si potrebbe dire che era ossessionante, incalzante."
Eventi come questi lasciarono impronta nella sua musica e nelle sue composizioni. Quando divenne editore a Menphis la fece conoscere come musica Blues in tutto il mondo.  Colto musicista sviluppò la struttura musicale del Blues con la sua Menphis Orchestra. e, divenuto pure discografico,  negli anni '20 - '30  pubblicò le sue "Memphis Blues", "Beale Street Blues", e "St. Louis Blues" con la partecipazione dei cantanti più in voga nel periodo, fra cui Bessie Smith, Louis Armstrong e altri.


Gus Cannon:  (Red Banks, 12 settembre 1883 – Memphis, 15 ottobre 1979)

E' stato un musicista statunitense che ha contribuito a rendere popolare le jug band durante gli anni venti e trenta.
Nato in una piantagione del Mississippi, imparò la musica da autodidatta, suonando improvvisati strumenti fatti con padelle e pelle di procione.
A quindici anni si allontanò da casa per dedicarsi alla musica, suonando nei pressi di segherie, argini e stazioni ferroviarie nella zona del delta del fiume Mississippi.
Recatosi a Memphis, dal 1908 a tutti gli anni '20,  si esibì in pubblico e nei "Medicine Shows" itineranti, dove si vendevano medicamenti "miracolosi". Ma sosteneva economicamente la sua famiglia svolgendo anche una varietà di altri mestieri quali il mezzadro, scavatore di fossati e giardiniere.

Cannon iniziò a registrare dischi sotto il nome di Banjo Joe, con la Memphis Jug Band. Poi Cannon formò una propria jug band, denominata Cannon's Jug Stompers con cui fino agli anni '30 registrò il suo materiale musicale all'auditorium di Memphis.
I Jug Stompers nel corso degli anni trenta furono una delle più popolari jug band di Memphis, famosa a quei tempi per essere uno dei fulcri della musica blues.
Ritiratosi dalle scene, continuò ad esibirsi sporadicamente come musicista solista, fino agli anni '60, quando raccolse in un Album la sua musica, fra cui l'hit Walk Right In.


Lead Belly:  Huddie William Ledbetter (Moorningsport, 23 gennaio 1885 – New York, 6 Dic. 1949)

Ventunenne, Huddie lascia casa per vagare lungo il Texas e la Louisiana, nel tentativo di vivere da
musicista. I dieci anni successivi li trascorre all'insegna del vagabondaggio attraverso i territori
del sudovest statunitense, suonando la chitarra quando possibile e lavorando come manovale quando
necessario.
Il nome Leadbelly deriva dalle parole inglesi lead (piombo) e belly (pancia). Egli scelse questo
pseudonimo dopo aver riportato una ferita da arma da fuoco: il proiettile non venne mai estratto e
perciò gli rimase del "piombo nella pancia".

La sua vita, travagliata dalle sue abitudini irruente e il suo stile di vita violento, unite al contesto storico culturale influenzato dal razzismo negli USA d'inizio Novecento, la trascorre in parte dietro le sbarre.
E' qui che Huddie incontra John A. Lomax, etnomusicologo, che viaggiava il sud per
conto della Library of Congress per raccogliere e registrare le ballate tradizionali folk,
tramandate fino ad allora solo per via orale. Tra canzoni di lavoro, ballate, spiritual e canti tradizionali, Leadbelly è una scoperta del tutto inaspettata. Una sua canzone fatta ascoltare al governatore Allen gli procura la libertà (si dice).
Nel 1935 Lomax porta Leadbelly nel nord america, dove ottiene un buon successo. nel 1940 Leadbelly diviene ben noto presso l'industria discografica. Nei nove anni successivi la sua notorietà cresce ed il suo successo si mantiene stabile fino a che, durante un tour europeo, gli viene diagnosticata la sclerosi laterale che lo conduce alla morte il 6 dicembre 1949.

E' stato uno dei più importanti esponenti della musica blues e virtuoso della chitarra a 12 corde.
Appartenente alla tradizione del delta blues ma anche alla tradizione afroamericana, i suoi brani e
il suo apporto stilistico sono stati di particolare influenza per innumerevoli artisti successivi.


Louis Daniel Armstrong (Satchmo) (New Orleans, 4 agosto 1901 – New York, 6 luglio 1971)

Armstrong crebbe nel fondo della scala sociale, in una città molto segregata ma anche appassionata del tipo di musica che ai tempi veniva chiamato “ragtime” e non ancora “jazz”.

Cacciatosi nei guai, vivendo per strada, finì più volte in riformatorio dove imparò a suonare la cornetta. Fu aiutato nella disciplina musicale da Black Benny, così suonò nelle Band in esibizioni cittadine e sui battelli. Seguiva i grandi artisti: Joe "King" Oliver fu suo idolo, ma anche sua guida e figura paterna. Nel 1919 Joe Oliver lasciò la Band e Armstrong prese il suo posto. Ora leggeva la musica, e fu uno dei primi ad eseguire assolo di tromba con propri stile e personalità. Imparò a creare un suono unico e iniziò inoltre a cantare nelle sue esibizioni.

Nel 1923, in Chicago, incise i suoi primi dischi, ma fu a New York City, nel 1924, con l'orchstra di Fletcher Henderson che fece ammirare la sua arte. Rivali musicali e direttori venivano al famoso Roseland Ballroom per ascoltare le prestazioni del trombettista, e qui accompagnò cantanti blues come Bessie Smith, Ma Rainey, e Alberta Hunter.

Lui era felice a New York con l'orchestra, ma la seconda moglie, la pianista Lil Hardin Armstrong lo convinse a sganciarsi e tornare a chicago, per non essere limitato nella sua crescita artistica; lo definiva in pubblico, lui modesto, "il più grande trombettista del mondo". In questo periodo incise gli Hits Potato Head Blues, Muggles (un riferimento alla marijuana), e West End Blues. Con la moglie fecero colonne sonore per film e per Show, e la versione Jazz della Madame butterfly. In Heebie Jeebies, con i suoi Hot Five, la voce diventa strumento musicale ('Scat sing') e la userà poi sempre. Il gruppo divenne famoso e diventò uno dei più celebri d'America. Giovani musicisti, neri e bianchi, erano affascinati dal nuovo tipo di jazz di Louis.

Assai movimentata fu la sua vita artistica e dopo il periodo della depressione, nel 1936, con la chiusura del Cotton club di New York, finivano gli anni d'oro dello Jazz. Si spostò a Los Angeles. Tornò a New Orleans e poi iniziò un tour attraverso l'Europa. Tornato negli Stati Uniti si improvvisò attore e cantante. Curò i problemi alle dita e alle labbra, deformate a causa del suo modo di suonare.
Nel 1943, dopo molti anni on the road si stabilì definitivamente a New York, nel quartiere di Queens. Nei trenta anni successivi si esibì per trecento serate l'anno. Sviluppò il suo stile musicale e nel 1964, registrò una delle sue canzoni più famose, Hello, Dolly!. Il singolo scalò le classifiche musicali, "cacciando" i Beatles dalla prima posizione.
La sua agenda fu sempre piena fino a pochi anni prima della morte. Fece inoltre dei tour in Africa, Europa (anche in Italia) e Asia. Non essendo più giovane, i suoi appuntamenti vennero limitati ma continuò lo stesso a suonare fino al giorno della morte.


Robert Johnson: Robert Leroy Johnson (Hazlehurst, 8 maggio 1911 – Greenwood, 16 agosto 1938)

La sua stupefacente tecnica chitarristica, basata sul fingerpicking ètuttora additata come una delle massime espressioni del Delta Blues (il delta del Mississipi); le evocazioni generate dalla sua voce e dalle sue complesse strutture chitarristiche; il sinistro contenuto dei suoi testi, pur largamente improvvisati, spesso narranti di spettri e demoni.

I musicisti che lo conobbero riferiscono della sua iniziale goffaggine nel suonare la chitarra: in base a questi racconti, tutti concordanti, Johnson scomparve dopo la morte della prima moglie per poi riapparire, l'anno successivo, dotato di una bravura e di un'espressività tali da lasciare tutti allibiti. Ci fu un incontro allo scoccare della mezzanotte a un crocevia desolato, tra Johnson e un misterioso uomo in nero il quale gli avrebbe concesso un ineguagliabile talento chitarristico in cambio della sua anima. L'unico dato conosciuto riguarda la sua abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe, al punto da venire additato quale emissario del demonio.

Ernie Oertle, un famoso scopritore di talenti, organizzò per lui alcune sedute di registrazione in una stanza d'albergo. In sole cinque sessioni fra il novembre del 1936 ed il giugno del 1937 vennero incise le 29 canzoni che rappresentano l'intera sua discografia.

« Morì nel mistero: qualcuno ricorda che fu pugnalato, altri che fu avvelenato; che morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane; che la sua morte aveva qualcosa a che fare con la magia nera.»

Sonny Boy Williamson II e David Honeyboy Edwards che suonavano con lui la notte del 13 Agosto 1938 al Three Forks, un locale a 15 miglia da Greenwood, attestano come, complici l’alcol e l’atmosfera di grande eccitazione, gli atteggiamenti di Robert e della moglie del Barman furono talmente spudorati da risultare persino imbarazzanti, e chiara la rabbia dipinta sul volto del marito. Poi gli fu offerta una bottiglia aperta di whisky che Sonny Boy gli strappò di mano ma gliene fu passata un'altra aperta da cui infuriato bevve con stizza. In stato confusionale smise di suonare e in delirio tornò a casa dove dopo due giorni di agonia morì.
La vera tomba di Robert Johnson non èancora ufficialmente definita. Nei dintorni di Greenwood ci sono ben tre pietre tombali con il nome di Robert Johnson inciso sopra.

Negli ultimi anni ha preso piede il dubbio sulle reali tonalità e velocità di esecuzione di Robert Johnson: secondo i sostenitori di questa teoria le registrazioni dei pezzi sarebbero state velocizzate di circa il 20% in fase di stampa. Se ciò fosse vero, questo significherebbe che la reale voce di Johnson sarebbe molto meno acuta di come la ascoltiamo oggi.

Per eseguire come li sentiamo oggi le sue registrazioni, il bluesman avrebbe dovuto utilizzare in diversi pezzi un capotasto al quarto tasto, spingendosi durante l'esecuzione in posizioni chitarristicamente scomode, in particolar modo sui modelli di chitarra che si suppone egli suonasse.


Il consorzio OKeh/Vocalion, che pubblicò originariamente il materiale, era noto per la sua prassi di aumentare il numero di giri al minuto delle incisioni (dai 78 agli 81) per fare suonare i brani maggiormente moderni e aggressivi. Essendo oggigiorno le fonti originali delle registrazioni andate perdute, non è possibile verificare se effettivamente ci sia stato un intervento di questo tipo da parte dei tecnici del suono.

Scrisse di lui Eric Clapton: « Per me Robert Johnson èil più importante musicista blues mai vissuto. [...] Non ho mai trovato nulla di più profondamente intenso. La sua musica rimane il pianto più straziante che penso si possa riscontrare nella voce umana.»

La sorprendente combinazione di tecnica chitarristica, canto e improvvisazione, ha costituito una base imprescindibile per intere generazioni di musicisti a venire, tra cui Muddy Waters, Bob Dylan, i Rolling Stones, i Cream, gli Allman Brothers, Johnny Winter, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jeff Beck e i Led Zeppelin. Robert Johnson fa parte del cosiddetto "Club 27", il gruppo dei grandi artisti morti a 27 anni.
La rivista Rolling Stone lo ha collocato in quinta posizione nella Lista dei 100 migliori chitarristi della storia.


Muddy Waters:  McKinley Morganfield (Rolling Fork, 4 aprile 1915 – Westmont, 30 aprile 1983)

Dalla nonna Venne soprannominato fin da bambino Muddy Waters ("acque fangose"), per via della sua
abitudine di sguazzare nel fango in riva al Mississippi.

Iniziò a suonare a 9 anni, e nonostante guadagnasse qualche centesimo suonando a feste e pic-nic,
lavorava, come la maggior parte dei neri del Sud, come raccoglitore nei campi di cotone dei bianchi.
Son Slims, violinista e chitarrista, fu uno dei suoi primi maestri e con esso fece la sua prima
registrazione per l'esperto in folklore Alan Lomax (1942). Per un certo periodo gestì un juke joint,
una sorta di locale improvvisato dove si praticava il gioco d'azzardo e si poteva ascoltare la
musica di un jukebox, o lo stesso Muddy che si esibiva dal vivo.

Le sue prime registrazioni non vennero pubblicate (uscirono decenni dopo), e Muddy Waters decise di
andare a cercar fortuna a Chicago dove il blues stava ormai dilagando. Arrivato nella capitale
dell'Illinois, lavorava di giorno come autista e di sera suonava nei bar e in piccoli club. Fece
così conoscenza di Sonny Boy Williamson e Tampa Red. Trovò presto un contratto con la casa
discografica blues Chess.

Muddy Waters morì nel sonno. Al suo funerale, una folla di musicisti blues e fans rese omaggio ad
una delle forme d'arte più genuine.

Considerato uno dei più grandi bluesman di tutti i tempi nonché uno degli artisti più influenti del
ventesimo secolo, Muddy Waters èstato di grande ispirazione per l'esplosione della musica beat
britannica degli anni sessanta e punto di riferimento per gruppi come Rolling Stones e Yardbirds:
"Dovranno passare anni e anni prima che la maggior parte della gente comprenda quanto èstato
grandioso per la storia della musica americana", disse di lui B.B. King.

Nel 2004 Muddy Waters èstato posizionato al 17esimo posto nella lista dei "100 Greatest Artists of
All Time" stilata dalla rivista Rolling Stone.


 

Jazz

Nei primi anni del '900, il blues si appropria della tecnica musicale colta . La modifica in diverse parti, e le infonde un ritmo irresistibile.

Nel campo musicale i negri hanno portato l'ardore, come si sente in questi brani suonati da Scott Joplin a cavallo del 1900.

The Entertainer

Maple Leaf rag

Fig Leaf Rag   


Così, la tradizione musicale africana (ritmo e improvvisazione), e la musica americana ed europea (armonia e strumentazione) si fondono in un genere che dà il senso della vita vissuta a pieno, e in maniera effervescente: il Jazz.

Questa musica nuova veniva suonata in ogni locale e in ogni angolo di strada di Storyville, dove la musica nuova si manteneva bene con l'ambiente di delinquenti, prostitute e ruffiani, benché Albert Story (ma Storyville non deriva da lui) avesse represso la prostituzione nei quartieri di New Orleans nel 1917. Da qui la pessima reputazione che aveva il jazz: « Il jazz è sempre stato rappresentato come il tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia.» (Duke Ellington).

Tra i musicisti, i più conosciuti che bazzicavano nei locali c'erano Buddy Bolden, Jelly Roll Morton e Joe 'King' Oliver.


I musicisti afroamericani cresciuti nella scuola di Storyville, negli anni '10, '20 migrarono verso le città del nord, dove i bianchi li conobbero e apprezzarono la loro musica, tanto che il primo disco jazz registrato fu eseguito da una Dixieland Jazz Band di bianchi:
“Livery Stable Blues”.


Livery Stable Blues   

The great Buddy Holden
New Orleans Jazz Band
Barrelhouse Jazzband
King Oliver 1923
K. Ol. Creole Jazz Band
High Society K. Ol. 1923

Negli anni '20 e '40, tra i musicisti di Chicago, New York o altre città, si formano delle Big Band dove emerge la figura del solista come Louis Armstrong, o dell'arrangiatore leader di orchestra come Fletcher Hendersone e Duke Ellington, e si diffondono nuovi balli come lo Swing, con l’accento ritmico sul secondo e sul quarto tempo della battuta (‘Swing Era’).
Le tournée concertistiche in Europa contribuiscono alla diffusione del Jazz oltreoceano.

Louis Armstrong Fletcher Henderson
Duke Ellington Sarah Vaughan
Charlie Parker John Coltrane
Ella fitzgerald Miles Davis
Chet Baker Benny Goodman
Artie Shaw Count Basie

 

Be Bop

Già da prima della seconda guerra mondiale, il Jazz è uno stile di musica internazionale ed in continua maturazione. Restano costanti l'espressività ed gli elemeti musicali africani, quali le scale pentatoniche e la cadenza su due note. La musica europea apporta le armonie e i ritmi sincopati e poliritmi. I due stili si sono incrociati e arrivarono musicisti classici a suonare Jazz e musicisti Jazz a dare performance jazz di musica classica.

Le quattro stagioni di Vivaldi: Autunno


Dopo la guerra, a New York, una nuova generazione di Jazzisti si stacca dalle Big Band e dà l'avvio alla rivoluzione be bop, dal caratteristico suono di due note che si susseguono: ritmo swing sincopato, poliritmia e tono malinconico dato dalle due note. Su questa base si sviluppa l'improvvisazione che, dato il tema iniziale, si sbizzarriva in variazioni sempre più libere fino ad arrivare al Free Jazz, e il tema poteva pure scomparire nella "improvvisazione collettiva". Era musica ardita eseguita da piccoli complessi che davano al jazz un nuovo punto di vista ritmico, sonoro, melodico e armonico.

Be Bop

Ci si avvia ad un periodo dorato, che con l'avvento del microsolco, allungando il tempo di esecuzione, dà la possibilità di più ampie espressioni artistiche e di "élite". I protagonisti negli anni '50, '60 furono Charlie Parker e Dizzy Gillespie , Thelonius Monk, Bud Powell, Fats Navarro, Miles Davis, Charles Mingus, Kenny Clarke, Max Roach, John Coltrane.

Cominciano a diferenziarsi gli stili:

- Cool Jazz: Stile melodico e rilassato.
- Jazz modale: Le scale greche modali, invece degli accordi armonici.
- Free Jazz:a ogni strumento ha il suo "A solo", senza schemi e con metriche irregolari.

Cool Jazz
Jazz Modale
Free Jazz


Con il Jazz fusion, nuove generazioni di musicisti penetrano nel Rock e nel Funk: Herbie Hancock, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Keith Jarreth, Chick Corea, Pat Metheny, ecc.

Jazz Fusion

L' Acid Jazz, negli anni '80, ha ora a disposizione mezzi acustici ed elettronici per integrare nuovi stili emergenti quali hip hop, house, soul.

Acid Jazz

 

Per sfuggire al Jazz la musica si è andata a nascondere nel "minimal".

Minimal 2011

 

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