Osservanze, precetti, purificazioni, prescrizioni psicofisiche, regole di condotta, ardente ricerca della perfezione, cercare austerità, studio dell’Io.


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Pratica ed Esercizi


Shauscia: Cura e salute.
  • Kriya: Arte della cura e della pulizia.
    • Neti:
      • JALA NETI.   La pulizia del naso si attua introducendo il liquido in una narice e facendolo uscire da quella opposta. Generalmente viene impiegata acqua pura, leggermente tiepida, alla quale è stata aggiunta una piccola quantità di sale.
        Tradizionalmente viene impiegato uno specifico recipiente: la lota, costruita in modo tale da favorire l'introduzione del liquido nel naso. Il beccuccio si adatta ermeticamente alla narice, senza ferire le delicate mucose. Esecuzione: Assumere una posizione del tronco leggermente piegata in avanti. Ruotare il capo verso destra ed applicare il beccuccio della lota (o di un' ampolla adatta) alla narice destra. Iniziare a respirare tranquillamente con la bocca e regolare la rotazione del capo sino a che non si percepisca l'acqua transitare nella narice opposta.
        Se la rotazione è eccessiva, l'acqua scorrerà direttamente nella gola!
        Proseguire per alcuni secondi, quindi ripetere dalla parte opposta.


      • VYUTKRAM NETI   In questo procedimento - che consigliamo di seguire solo dopo che sia stata raggiunta una certa familiarità con jala neti - l'acqua viene fatta transitare per aspirazione dal naso ed eliminata dalla bocca. Esecuzione: Assumere la stessa inclinazione in avanti del tronco, ma senza ruotare il capo.
        Immergere sufficientemente le narici nel liquido che viene raccolto in un piccolo recipiente (non la lota!). E' consigliabile, all'inizio, aspirare l'acqua con piccoli movimenti della glottide, fino a che essa non si raccolga nella bocca, quindi eliminarla.
        Dopo un pò di pratica, si potrà introdurre il liquido direttamente con una sola aspirazione ed eliminarlo dalla bocca.

        La regolare pulizia con il neti aiuta a prevenire il raffreddore, favorisce la stimolazione delle terminazioni nervose presenti nella cavità nasale, migliorando la percezione olfattiva.
        Può essere di aiuto nei disturbi degli occhi, della gola e delle tonsille. Dopo il lavaggio asciugare accuratamente i turbinati, dove l'acqua tende a ristagnare.
        Assumendo le stesse posizioni del tronco, alternativamente chiudere una narice e soffiare dall'altra.
      BASTI:
        JALA BASTI:    Sedere in uno stagno (o in una vasca da bagno)  fino alla cintola e  rilassare gli sfinteri rettali finchè l'acqua fluisca nel crasso per forza di gravìtà. é ovvio che tale sistema  difficilmente  può essere eseguito nel mondo occidentale; perciò, sebbene i Maestri moderni di Yoga non considerino favorevolmente altre irrigazioni, tuttavia propendono verso una irrígazione dí circa due litri di acqua tiepida pura, da immettersi lentamente nell'intestino crasso, e da trattenere circa cinque minuti, in modo da permettere all'acqua di circolare in tutto l'intestino.

        SHANKPRAKSHALAN BASTI:   Questa pratica che potremmo chiamare "il lavaggio della conchiglia, "dall'etimologia dei termini 'shank' = conchiglia rituale, e 'shalan' = lavare, riguarda la pulizia del canale digerente e del colon mediante il transito veloce di acqua salata.
        Mai eseguire la pratica da soli perchè ci sono dei movimenti "asana" specifici da fare, e  solo un maestro yogi, che già conosce ed esegue la pratica agevolmente, può aiutare.
        Nel mondo occidentale, per pulire l' apparato digerente ed il colon dai microbi parassiti,   possiamo usare delle purghe consigliandoci con il medico.
        Sarebbe opportuno, un giorno prima, cibarsi esclusivamente di alimenti semiliquidi e predisporre l'organismo per una facile evacuazione. Le prugne cotte sono un lassativo ideale.
        Questa radicale pulizia dell'intestino andrebbe ripetuta almeno due volte l'anno.
      DHAUTI:   Pulizia della testa e delle sue parti.
      NAULI:
        Questi esercizi vanno eseguiti a stomaco vuoto. La posizione di partenza è in stazione eretta, le gambe leggermente divaricate e flesse, i piedi distanti circa quaranta cm. uno dall' altro. Le braccia tese e le mani poste sopra le cosce. la schiena leggermente incurvata. Curvare il capo verso il basso.
        Si inspira lentamente; poi dalla bocca rapidamente si espelle l' aria. Si tirano indietro tutti i muscoli posti sopra l' ombellico, in modo da sollevare il diaframma e creare una depressione, facendo cioè una contrazione addominale (uddiyana bandha).
        Si espira ancora e si alza tutta la muscolatura delle spalle, dilatando il torace.
        Da questa posizione si eseguono varie forme di nauli:


        NAULI MADHYAMA   In cui si premono le mani, che si troveranno sulle ginocchia; cìò aiuta l'azione dei muscoli retti che vanno dall' osso del pube alle costole.
        La contrazione crea una massa verticale compatta­, che raggiunge anche lo sterno. Non è un eser­cizio facile, in quanto l'azione della spinta dei muscoli­ sembra a prìma vista antinaturale, procedendo dal basso verso l'alto. Le braccia allentano la tensione e i muscoli retti si rilasciano.
        All'ínizio è bene contrarre prima un solo muscolo­ retto per volta; solo quando ciò è riuscito com­pletamente, si può praticare il nauli centrale.



        NAULI DAKSHINA   Dalla posizione base ci si incurva un pò a destra e in avanti, mantenendosi invece eretti a sinistra, parte che deve essere rilassata.
        Eseguire poi la contrazione addominale e premere il braccio destro solamente per aiutare a contrarre solo la parte addominale destra; tale posizione è senz' altro difficile agli inizi, perchè i muscoli retti tendono a contrarsi insieme.



        NAULI VAMA    Eseguito facilmenete il nauli destro, si passa a quello sinistro. Dalla posizione base, curvarsi a sinistra cercando di stare eretto a destra, lato che bisogna far rimanere rilassato.
        Effettuare la contrazione addominale e facilitare il nauli contraendo il braccio sinistro.



        NAULI KRIYA (o contrazione alternata)   da eseguire solo dopo l' ottenimento del completo controllo della tensione separata dei due muscoli retti.
        Le due contrazioni dovranno essere effettuate senza alcuna sosta, in modo da determinare un' azione rotatoria dei retti, simile a un' onda che va da destra a sinistra e viceversa, con una certa rapidità.
        Con tale esercizio si determina un efficace controllo su tutto il tratto del colon e sulla vescica.
        Lo yogi esperto crea un vero e proprio bagno d' aria internamente all' intestino.
        Le contrazione devono durare pochi secondi.
        Tutti questi esercizi devono essere assolutamente vietati a coloro che hanno una elevata pressione sanguigna, cuore affaticato, ai giovani che non hanno ancora raggiunto la pubertà, ai sofferenti di appendicite cronica.

         

      MASSAGGI:

        Il massaggio accelera il ricambio dei tessuti, dissolve i depositi abnormi di materiali organici ed espelle dal muscolo l' acido lattico che lo avvelena, facilita l' afflusso sanguigno convogliandovi più ossigeno e più glicogeno e facilitando il deflusso delle scorie. Sulle articolazioni dà maggiore elasticità. Sulla cute agisce asportando le cellule morte e stimolando la secrezione delle ghiandole sebacee e sudoripare. Sulla circolazione sanguigna agisce determinando una iperemia attiva, tanto che la temperatura cutanea superficiale aumenta di due o tre gradi. Ha un' azione distensiva sul sistema nervoso che, se calma l'eccitato psichico, stimola il depresso.
        Distesi su una panca dura coperta da una tovaglia, ci si fa massaggiare il corpo con una certa pressione in ogni sua parte con olio di semi.
        Sulle gambe e sulle braccia nel senso come scorre il sangue venoso, dalle estremità verso il cuore. Sul dorso dalla vita verso la spalla. Sull' addome seguire la direzione delle lancette dell' orologio. Il torace dal basso verso l' alto.
        Il massaggio deve durare circa mezz' ora. Ritmo veloce per la schiena e gli arti, lento per addome ed articolazioni.

      KAPALABHATI.

        Respirazione purificatrice del cranio e dei polmoni. In sanscrito l'esercizio viene chiamato respirazione che fa splendere il cranio, in quanto esso sarebbe purificato e perciò pulito e risplendente.
        Eseguire l'esercizio con il corpo bene eretto e pos­sibilmente nella posizione del loto. Il volto dovrà essere completamente rilassato. Consta di tre gradi:
        Primo grado
        è l'espìrazìone, brusca e vigorosa; questo avviene per una rapida contrazione dei muscolì addominalí e del diaframma.
        In questa maniera l'aria passa attraverso la glottide aperta. è consiglìabile che l'aria, nel suo passaggio, non faccia attrito con le parti terminali delle narici o con mucose delle vie nasali più interne.
        Secondo grado E' l'inspirazione. Si deve essere completamente rìlassati, specie con i muscoli addominali. L'inspira zione deve essere calma, serena e tranquilla.
        Terzo grado
        Espirare rapidamente, senza ritenere affatto aria ed inspirare in modo che tra un movimento e l'altro non vi siaalcun attimo di pausa. Si acquista velocità progredendo nell'esercizio.
        Durante questo esercizio la mente deve essere concentrata su ciò che stiamo facendo e solo su questo; perciò ci si concentrerà sull'espirazione e sul fatto che il corpo viene purificato dai gas tossici; sull'inspirazione e sul fatto che immettiamo assìgeno per rigenerare i tessutì dell'organísmo.
        Il tempo minimo di durata di tutto l'esercizio è dapprima di 15 secondi per arrivare ad un massimo di due minuti primi. In generale si sospende la respirazione Yoga allor­chè campare un certo senso dì stanchezza. In questi casi riposare e respirare normalmente per riprendere dopo qualche minuto la pratica.
        Questo tìpo di respirazione pulisce i condotti nasali sin nell'interno del cranio; inoltre porta una maggiore aria purificatrice a livello dei polmoni. Grandi benefici sono apportati pertanto, sia al sistema respiratorio, sia a quello digestiva o circolatorio.
        Anche il sistema nervoso riceve da tale esercizio una notevole azìone curativa. I centri nervosi spirituali che di norma sono inattivi vengono favorevol­mente influenzati

      TRATAKAM:
    BANDHA:

        Contrazioni muscolari interne che completano il Pranayama e ne aumentano la potenza.
        Ci sono muscoli striati dipendenti dalla volontà, e muscoli lisci (muscoli delle visceri e degli organi) che non subiscono l' azione della volontà. Il cuore pur essendo un muscolo striato, non non subisce il controllo della volontà. E' attraverso la funzione riflessa della respirazione, che può essere resa cosciente e sottomessa alla volontà, che si può raggiungere e comandare il cuore, e la respirazione assieme ai Bandha possono agire sui muscoli lisci e, tramite essi, sul sistema nervoso autonomo dal quale dipendono le funzioni riflesse.

      JIHVA BANDHA:
          La contrazione della lingua consiste nel premere il muscolo della lingua contro la cavità faringea e il palato molle a tutte le altezze, sia dritta che arrotolata. La parte mediana della lingua contro il palato duro, i bordi della lingua verso alle gengive. Almeno una volta al giorno, circa sei volte in un minuto.
        Per lo stimolo alla circolazione sanguigna vengono rinforzati i muscoli della gola e del collo, e ne hanno vantaggio la tiroide, la faringe, le corde vocali, i nervi e i gangli cervicali, la faringe e le ghiandole salivari. Effetti straordinari si hanno nelle infiammazioni tonsillari, congestioni dell' apparato respiratorio e nell' intorpedimento del timpano.

      JALANDHARA BANDHA:
          Posizione seduta, schiena dritta, mani aperte sulle ginocchia, occhi chiusi, corpo rilassato. Sciogliere i muscoli del collo volgendo lentamente il capo a destra e a sinistra. Inspirare profondamente e trattenere il respiro. Deglutire (chiudere il passaggio della glottide), piegare sia il collo che il capo in avanti e, stirando la nuca, assestare il mento tra lo sterno, nell' incavatura vicino alla gola. Contrarre i muscoli della gola e del collo allungando fino in fondo le braccia e spingendo in avanti le spalle. Conservare questa posizione fino a quando potete trattenere il respiro senza sforzo, poi allentate le tensione di spalle, braccia e collo. Rialzate piano la testa ed espirate lentamente.
        Si può eseguire ritenendo il respiro dopo aver espirato. Non respirare prima di aver allentato la tensione ed aver alzato la testa.
        Benefici alla spina dorsale, al midollo nervoso. Rallentando i battiti del cuore e la circolazione c' è il rilassamento cardiaco e mentale.

      UDDIYANA BANDHA:
        Il migliore di tutti i Bandha. Allontana il decadimento fisico ed ha effetto di ringiovanimento. Non eseguire mai la contrazione con aria nei polmoni. Gli intestini siano vuoti.
        Fase preparatoria di circa un mese: In piedi (gambe divaricate, braccia ai fianchi) o distesi. Concentrarsi sui muscoli dell' addome contratti a far abbassare ed alzare ritmicamente il diaframma per circa dieci volte.
        PRIMO In piedi, gambe divaricate flettendo un poco le ginocchia e piedi distanti 30-50 cm.. I gomiti piegati vicino ai fianchi, le mani sulle cosce con le dita rivolte in dentro. Mento appoggiato contro la gola (jalandhara).
        SECONDO Rilassare i muscoli addominali. Sollevare e curvare un poco in avanti le spalle. Inspirazione controllata gonfiando il ventre e senza emettere suoni gutturali. Espirare vigorosamente e rapidamente a fondo. Bloccate il respiro.
        TERZO Eseguite una falsa inspirazione allargando le costole e "tirando aria" dal di dentro. Il ventre viene risucchiato verso l' alto come se fosse stato aspirato all' interno senza contrazione muscolare, ma dovuto al sollevamento del diaframma. Conservate questa ritenzione per cinque secondi senza irrigidirvi, l' addome deve restare molle. Abbassate dolcemente le costole sollevate ed inspirate normalmente rilasciando il ventre. quindi espirando nuovamente a fondo come prima, ricominciate fino a cinque volte tenendo sempre il mento contro la gola. L' allenamento progressivo consiste in un non esagerato prolungamento della ritenzione, più che nella ripetizione delle fasi.
        In caso di disturbi o dolori continuativi, interrompere e consultate il medico.
        Per il massaggio profondo operato sulle visceri si può rimediare alla stitichezza, sistemare gli organi abbassati, ridurre l' adipe addominale, conferire snellezza e vigoria a tutto il corpo.

      MULA BANDHA:
        Ginocchi a terra, seduti col perineo premuto sui talloni, mani aperte al suolo, occhi chiusi e corpo rilassato.
        Espirate profondamente. Bloccate il respiro. Fare jalandhara bandha.
        Contraete, sollevandoli, tutti i muscoli della regione perineale tra cui l' ano. Mantenere la contrazione finchè si può.
        Allentate la tensione. Rialzate la testa e inspirate piano.
        Le contrazioni perineali agiscono sul sistema nervoso simpatico, rinforzano i muscoli del basso ventre, stimola la peristalsi intestinale. Per evitare disturbi al sistema digestivo evitare contrazioni troppo violente e troppo a lungo.

      KANTA BANDHA:
        - I In piedi, gambe leggermente divaricate, mani ai fianchi, testa e sguardo dritti. Respirare lentamente e normalmente.
        Girare lentamente la testa a destra. Quando si ferma, forzare dolcemente qualche millimetro ancora. Forzare ancora per due o tre volte, poi tornare a centro e continuare allo stesso modo all' altro lato.
        Ripetere il tutto due o tre volte.
        - II Stessa posizione. Far cadere dolcemente il capo in avanti, farlo girare lentamente caduto attorno al collo. Destra sulla spalla, verso la schiena, sulla spalla sinistra, sulla gola. Rilassarsi. Ripetere all' altro lato. Il tutto per due o tre volte.
        - III I gomiti ravvicinati, su un ripiano. a) Intrecciate le mani dietro la base della testa, sopra il collo e spingete dolcemente finchè il mento tocca l' apice del torace. Mantenere la posizione e poi rilassarsi.b) Non muovete le braccia. Girate la testa lentamente e appoggiate il mento sul palmo della mano destra; la mano sinistra saldamente appoggiata sul collo. Fate girare lentamente la testa con le mani verso destra, senza forzare. Occhi chiusi. Mantenere la posizione, poi tornare lentamente al punto di partenza.Ripetere al lato opposto; le mani invertite. Muovere la testa lentamente senza forzare.
        Per liberare il collo dalla rigidità, dalla durezza, dalla tensione.
    ALIMENTAZIONE

      L' Alimentazione è un mezzo, non un fine, da cui la regola generale: mangiare poco. In Occidente si è portati a mangiare troppo, a dilatare esageratamente lo stomaco in modo che l'apparato digerente acquista nell'organismo un ruolo parassitario, occorrendo per il suo funzionamento quasi tutte le forze prodotte dall'assimilazione del cibo.
      E' cosa ottima mangiare solo nei pasti della colazione, del pranzo e della cena; e bere solo in ore lontane dai pasti. In linea generale sarà bene ridurre considerevolmente la dieta carnea, dando ai cereali e specialmente al grano una grande importanza; ricordare che i legumi sono più nutrienti della carne e che, se lo stomaco lo sopporta e se le relazioni sociali lo permettono, un buon consumo di cipolle e di aglio non potrà che essere benefico.
      Se analizziamo le secrezioni digestive e salivari e il tempo medio di vita delle mucose nel condotto digerente, scopriremo, con sorpresa, che queste non risultano affatto efficaci al fine della digestione di carni e cibi crudi. A differenza degli animali carnivori infatti, il cui intestino è molto corto in modo che il cibo, una volta digerito, possa essere espulso molto velocemente prima dell'insorgenza di processi di fermentazione, l'uomo possiede un'intestino lunghissimo (all'incirca 11 metri!) e gli alimenti impiegano un tempo molto lungo per percorrerlo nella sua interezza. Poiché gli alimenti vegetali difficilmente fermentano sono da considerarsi i più adatti per una corretta alimentazione.
      Per quanto riguarda il vino occorre berne molto poco perchè è un ostacolo alla pratica degli esercizi psichici e può addirittura costituire un pericolo durante l'allenamento. Quanto all' alcool occorre sopprimerlo completamente.Per le altre bevande, l'uso smoderato di caffè e di tè rende molto difficile la concentrazione psichica e affatica il cuore durante gli esercizi respiratori.
      In linea generale quindi lo Yoga, per quanto concerne l'alimentazione, consiglia un consumo copioso di legumi, frutta, latte, miele, orzo e riso, mentre tra le bevande l'acqua ed il latte sono le migliori.
      Trascrivendo un brano di un libro Yoga sull'argomento, possiamo dedurne un vero e proprio codice: Vengono raccomandate le sostanze nutritive pure, gradevoli e facili a digerirsi. Così i prodotti latticini ; i cereali, come il frumento, l'orzo ed il riso; i legumi come il fagiolo, la lenticchia e la fava; gli erbacei e le verdure, come le melanzane, i cetrioli, gli spinaci, la lattuga; le frutta, come i fichi, le banane ed i datteri. A colui che segue lo Yoga è sconsigliato l' uso di spezie, ma può usare gli aromi: menta, basilico, salvia, origano, timo, etc .

Santosha: Contentezza, Ottimismo, Allegria.

    La pratica costante dello yoga rende lo yogi ottimista, felice di essere quello che è. Il che gli permette di affrontare i problemi quotidiani con maggiori tranquillità e lucidità.

    • Qualche volta è piacevole fare anche qualche pazzia.(Seneca)
    • è dolce folleggiare a tempo opportuno. (Orazio)
    • Nessuno si duole con maggiore ostentazione di chi maggiormente gioisce. (Tacito)
    • L'allegria dell'anima è capace di mitigare anche i dolori del corpo. Ma se a tali dolori si associa anche la tristezza interiore, la malattia si raddoppia. (S. Girolamo)
    • L'allegria non ci lascia invecchiare, anzi ci mantiene una cert' aria di freschezza, invece di quel pallore e quelle rughe che provengono dalle inquietudini. (Clemente XIV)
    • L'allegria è la gioia vestita in abito di primavera che danza vivace in un prato di fiori. Si potrebbe dire che è la contentezza espressa in una forma ideale e vestita di un manto più sfarzoso. (Mantegazza)
    • I dolori degli uomini sono difficili, ma le gioie sono impossibili a descriversi. (Balba)
    • Quello è vero gioire che nasce da virtù dopo il soffrire. (Guarini)
    • L'uomo allegro vive più giorni dell'ipocondriaco, e li vive assai meglio. (Federici)
    • Senza cuor contento non c'è bene che valga, come col cuor contento non c'è male che nuoccia. (D'Azeglio)
    • L'uomo allegro non è mai di carattere pericoloso e difficile. (Somerey)
    • Chi non sa ridere è uno schiavo anche se governa. (J. Sullivan)
    • Far nascere un sorriso è bontà. (V. D. Meerch)
    • Felici coloro che hanno un'arpa nel cuore e nel loro spirito una musica che eseguono operando. (Joubert)
    • Mio Dio, m'hai dato il potere che tutti coloro che mi guardano, abbiano voglia di cantare; quasi che io debba comunicare loro il tema a bassa voce. (P. Claudel)
    • Si finisce per gioire di quanto si fa bene, e si fa sempre bene quanto si fa con piacere. (G. Courtois)
    • Sorridere è tutto: sorridere è amare. Le fibre più sensibili comunicano dal cuore alle labbra. (A. Dufresne)
    • Per sapere cosa significa « felicità » bisogna saper vivere negli altri, bisogna amare. (Godwin)
    • Per mezzo dell'allegria si sente meno la fatica e si sopportano meglio le contraddizioni, gli imprevisti, le contrarietà. (P. Veron)
    • Con l'allegria lo spirito è più lucido, il pensiero più chiaro, l'anima più serena. (G. Courtois)
    Quel che si fa con buonumore riesce sempre meglio. (P. Veron)
    • L'allegria attira le simpatie, ispira confidenza, facilita le relazioni cordiali, gradite, amichevoli con tutti, anche con le persone meno ben disposte verso noi. (G. Courtois)
    • L'ebbrezza del piacer all' alma stanca è noia: sii parco nel piacere se vuoi gustar la gioia.
    • è vano mostrare la nostra sventura: nessuno ce la può togliere; è stolto sfoggiare la propria gioia: chiunque ce la può sottrarre. (T. Colsalvatico)
    • Se vogliamo renderci sopportabili dobbiamo nascondere la felicità come nascondiamo il dolore.
    • L'allegria è una signora che vuol essere servita con mani pulite. (T. Colsalvatico)
    • A volte è tanta la gioia che quasi diventa peccato. Lo diventa quando ce la teniamo tutta egoisticamente per noi, senza comunicarla ad altri. (T. Colsalvatico)
    • Il volto di chi ride spesso, quando non ride, è il volto più mesto.
    • Difenditi dalla tristezza come ti difendi dal freddo.
    • Sii lieto perché la tua letizia rallegri gli altri.
    • Far sorridere: anche questo é un atto di bontà che merita il paradiso.
    • I volti tristi sono come il cielo nuvoloso: non piacciono a nessuno.
    • Un fiore senza colore e senza profumo, è fieno; un uomo senza amore e senza sorriso, è un palo.
    • Se vuoi vivere in allegria guarda avanti e non dietro.
    • Tre cose chiudono la porta al medico: allegria, temperanza e quiete.
    • La gioia verace / per farsi palese / d'un labbro loquace / bisogno non ha. (Metastasio)
    - E' vano mostrare la nostra sventura, nessuno ce la può levare. E' stolto sfoggiare la propria gioia, chiunque ce la può sottrarre.
    -Un fiore senza colore e senza profumo è fieno. Un uomo senza amore e senza sorriso è un palo.
    -La libertà è la sola molla che fa scattare una risata innocente e pura.
    -Sorridi alla vita che viene e avanza sempre così ricca di sorprese e di novità.
    -Sorridi al vento che accarezzandoti reca in dono il profumo ossigenante di campi e mari vicini e lontani.
    -sorridi al sole che ancora non si è stancato di offrirti una cascata di luce e di calore.
    -Sorridi ai tentativi che fai per diventare una creatura nuova.
    -Sorridi ai bambini che incontri perché sono il grande motore del futuro.
    -Sorridi all' anziano dal volto grinzoso perché ha nel cuore una storia che ti è necessario sapere.
    -Sorridi alla pagina del dolore perché quando l' avrai completata, voltandola, ne troverai una tutta bianca e sarà l' inizio di una stagione tutta nuova.

Tapas: Ricerca di perfezionamento. Austerità.
  •  Energia magnetica.

    • Modi di disperdere l' Energia.
      • Espansività:
        • Impellente desiderio di comunicare una notizia appena appresa . . . ed esaudito!
        • Manifestare le proprie impressioni (specie quelle che riguardano pettegolezzi).
        • Commenti e chiacchiere frivole sugli avvenimenti del giorno.
        • Apprezzamenti sulle persone che passano o sulle azioni cui assisti.
        • Non parlare con animazione, non discutere.
        • Non lasciare che ti si faccia parlare tuo malgrado.
        • Se qualcuno ti tormenta con le sue ciarle fai finta di interessarti a ciò che dice, lascia che sperperi la sua forza nervosa e continua a condensare la tua. Ogni esclamazione, ogni parola, ogni gesto trattenuti aumentano la tua riserva nervosa.
        • Tutto questo non significa asocialità, ma semplicemente inibizione di attività inutili a te e agli altri. Quando devi necessariamente parlare non farlo automaticamente, pesa le tue espressioni e sostituisci a quelle che stai per pronunciare impulsivamente altre parole su cui hai riflettuto.

      • Ricerca di approvazione.
        • Siamo portati a dare agli altri un' idea vantaggiosa della nostra personalità, a comunicare le nostre opinioni che consideriamo sempre superiori.
        • Ascolta quelli che parlano: Quanti sforzi sterili impone la vanità alle persone inclini al desiderio di essere approvate.
        • Osservati e medita il modo di reprimere questa tua tendenza.

        Impulsività:
        • Cominciando a dominare un leggero moto di impazienza si arriva a conservare il sangue freddo imperturbabile anche davanti a provocazioni gravi. Il disappunto, l'irritazione, il nervosismo determinano atteggiamenti, gesti, scatti di voce che è molto vantaggioso reprimere.
          L' esercizio della impassibilità contribuisce fortemente a sviluppare la volontà.
      Fonti di Energia.
        Isolamento fisico: Consiste nel sottrarsi al maggior numero possibile delle fonti di percezione, in particolare all'ambiente abituale.
        • Dopo un giorno di lavoro indaffarato e di frastuono si torna in una dimora isolata.
        • A un' ora mattutina prima del lavoro sedere in una piazza o percorrere una strada deserta.
        • La domenica recarsi lontano da casa (al mare, in un bosco) per favorire il riposo del pensiero.
        • Durante la giornata interrompere il lavoro intenso e la fatica con un quarto d' ora di vagabondaggio per le vie vicine (o un vicino supermarket, o i corridoi della propria azienda).
        • I pigri non si lasciano sfuggire alcuna di queste occasioni, ma non sanno uscire dal loro torpore al momento voluto.
        Isolamento mentale:
        • Ci si stacca mentalmente dall' ambiente che ci circonda per mezzo di Shavasana, anche seduti coi piedi appoggiati. Questo stato di vuoto totale riposa meglio e più rapidamente del sonno profondo.
        Oggettivazione:
        • Quante volte siamo in presenza di una viva tentazione la cui soddisfazione pur procurandoci un appagamento immediato, genererebbe tutta una serie di conseguenze indesiderabili per l' avvenire. In questi momenti conviene rappresentarci mentalmente con la massima precisione, da una parte quello che avverrà se seguiamo il nostro impulso, dall' altro quello che motiva la sua repressione.
        • Nella vita ordinaria l' oggettivazione ci sembra la chiave della rettitudine. Se riuscissimo a rappresentarci sotto una forma concreta le conseguenze logiche di ogni nostro atto, paralizzeremmo la maggior parte degli impulsi dannosi da cui nessuno è esente.
        • Quando cerchiamo di indurci ad uno sforzo, è indicata la stessa pratica. Essa consiste nel contemplare l' immagine mentale dei vantaggi che si attendono dallo sforzo in questione; nel gustare in anticipo la soddisfazione che ci daranno.
          L' efficacia di questo esercizio è proporzionale all' attenzione e al tempo che vi si dedica. Oggettivare rapidamente quello che si desidera fare, aiuta considerevolmente a realizzarlo.
    Auto Suggestione   Esercizi:
    • Ripetizione automatica di una formula. Consiste nel ripetersi mentalmente un' ingiunzione, un'affermazione con lo scopo di fissarsela solidamente nel cervello in modo che finisca col dominare le tendenze o gli elementi contrari. Quando il campo della coscienza è tutto preso da una sola idea, questa esercita un' influenza straordinaria sull' individuo: Tutto ciò che entra attraverso lo spirito esce dai muscoli.
    • Visualizzazione: Per risultati profondi e rapidi conviene procedere sotto forma di immagini. Per sviluppare una qualità, dopo aver ben definito in che consiste e tutti i buoni risultati che permette, bisogna pensare di trovarsene già in possesso e di vedersi agire di conseguenza. non ripetersi dunque parole, ma vivere con immagini mentali diverse circostanze in cui manifestiamo quella qualità.
    • Prima del sonno:L' auto suggestione opera più efficacemente immediatamente prima del sonno. Si può impostare l' autosuggestione come uno stato di attesa fino al momento del risveglio, crea però un sonno agitato. Meglio visualizzare una situazione, uno stato d' animo che si attui al risveglio, in concomitanza di una situazione esterna: Il cinguettio degli uccelli, il rumore della strada, la luce del giorno, etc. ...
    • Costanti fisiche: Il senso di benessere fisico risultante dall' osservanza dell' igiene razionale, tende a consolidare l' ottimismo, la fiducia in se stessi, la calma, l' energia. Devi vivere fisicamente con l'atteggiamento del corpo e l' espressione del viso ciò che senti di essere.
      Assumendo deliberatamente certe posizioni fisiche, fai sorgere in te gli stati mentali corrispondenti. Esiste infatti una relazione fra lo stato mentale e l' espressione fisica (psicosomatica).
    La Forza   Esercizi:
        Il desiderio è una corrente mentale carica di potenza, e precisamente la stessa potenza che l' uomo magnetico esercita sul suo prossimo. Quando cedete al desiderio, sprecate forza e diminuite il vostro potere di attrazione. La forza del desiderio si manifesta sotto un gran numero di correnti mentali, come l' impazienza la collera, la vanità. Il modo di procedere, appena sentite una corrente di desiderio, è dunque quello di rifiutarvi di soddisfarlo. Con questo sforzo cosciente della vostra volontà, vi isolate dalla scarica debilitante.
        Non immaginatevi che questa abitudine di reprimere i vostri impulsi produrrà uno stato di torpore da cui il desiderio sarà annientato. L' effetto è contrario: I desideri acquistano una forza decuplicata. Accumulare le energie il cui spreco appare inutile significa costituirsi una sorta di batteria mentale, una riserva a cui si attingerà per agire e voler agire.
    Swadyaya Lettura e conoscenza dei testi.
      La Coscienza è la Realtà attraverso la quale operano mente e materia; la coscienza che si manifesta come mente e materia è solo una parte del tutto, cioè della Realtà Infinita, assoluta.
      Il funzionamento di tutto il corpo umano è controllato dal sistema nervoso centrale (cervello e midollo) ed è a questo livello che si situano i centri psichici che la tradizione indiana chiama chakra, il cui completo risveglio permette di unire la coscienza individuale con la coscienza assoluta.

      Un concetto fondamentale nella pratica yogica è quello di KUNDALINI SHAKTI.
      Kundalini, l'energia cosmica. In forma dinamica dà vitalità all’individuo, in forma statica rimane sopita anche durante la normale coscienza di veglia. E’ rappresentata come un serpente-femmina arrotolato (Kundala significa rotolo di corda) dormiente alla base della colonna vertebrale. Con tecniche yoga e meditazione, con la rinuncia dell’appagamento dei sensi si aprono le porte della vista interiore, l’energia statica si dinamizza risalendo lungo la colonna vertebrale e comincia a scorrere nelle nadi (Canali di energia: idâ=sinistra, Pingalâ=destra) e fatta salire per Sushumma, canale di energia vuoto lungo la spina dorsale che attraversa i sette chakra fino al Sahasrara chakra nella corona del capo, dove è l’unione della Kundalini Shakti col Signore Shiva.

      I sette chakra da svegliare sono:

      Muladhara chakra: Sede della forza vitale dormiente. Qui come un serpente arrotolato pronto a scattare sta l’ energia Kundalini. Plesso prostatico.

      Swadisthana chakra: Controlla il desiderio sessuale. Plesso prostatico.

      Manipura chakra: Centro di tutte le energie del corpo. Plesso solare.

      Anahata chakra: Controlla la respirazione. Plesso cardiaco.

      Vishudda chakra: Comanda il discorso e la conoscenza intellettuale. Plesso faringeo.

      Ajna chakra: Piano della chiaroveggenza. Plesso frontale.

      Sahasrara chakra: Sopra-coscienza. Plesso cranico.

      Un altro importante aspetto della filosofia yogica è il concetto di GUNA, o qualità. In tutta la creazione esistono in compresenza questi tre attributi, anzi si può affermare che la manifestazione stessa è retta da questi guna, sono indivisibili e vicendevolmente si sopraffanno e si sostengono. I tre attributi sono :

      • SATTVA significa armonia, perfezione; è la modalità della luce e dell’intelligenza. L’individuo sattvasico è libero da attaccamento, calmo, disinteressato, saggio e puro.
      • RAJAS significa azione, movimento, passione; è la modalità dell’energia motoria. L’individuo rajasico è sempre in movimento, irrequieto, passionale, spinto dal forte desiderio di agire.
      • TAMAS significa inerzia, tenebre, staticità; è la modalità dell’oscurità psichica, opposta a SATTVA. L’individuo tamasico è inerte confuso, schiavo dei sensi, dominato dall’ignoranza.

      Il completo risveglio della kundalini porta alla sublimazione degli elementi ed allo scioglimento di tre nodi (Granthi):
       Il nodo di Brahma (Granthi Brahma) si trova nel primo chakra, è il nodo del samsara, cioè del “mondo fatto di nomi e forme” (nama-rupa) creato da Brahma , che rappresenta il primo ostacolo alla realizzazione del Sé. Il mondo di nomi e forme comunica attraverso le cinque finestre dei sensi (occhi, orecchie, naso, lingua e pelle). Sciogliendo questo nodo ci liberiamo dall’attaccamento.

      Il nodo di Vishnu (Granthi Vishnu) è localizzato nel chakra del cuore, questo nodo produce KARUNA (compassione), un vivo desiderio di dedicarsi all’umanità sofferente. Vishnu è il signore della conservazione, e questo nodo fa nascere il desiderio di conservare le tradizioni e le istituzioni, si manifesta l’attaccamento alla conservazione. E’ difficile da sciogliere perché è legato al codice genetico, infatti in India l’ordine ascetico dei sannyasa prevede la morte sociale del devoto e si dà per scontato che la famiglia ne celebri il funerale affinchè possa rinascere un’altra volta.

      Il nodo di Shiva o Rudra (Granthi Rudra) è localizzato sul terzo occhio Ajna chakra, dove i tattva (elementi) si fondono con la loro sorgente e lo yogi diventa trikaladharshi, veggente, conoscitore di passato, presente e futuro ed il rischio è di compiacersi di queste facoltà intuitive, di siddhi e miracoli. Solo se supera questo nodo può procedere nella beatitudine.

    • La conoscenza Yoga è vastissima, non basta una vita per approfondirla tutta. Daltronde ciò non è importante, quel che conta è trovare l' ispirazione da mettere in esperienza personale.

    Ishwara Pranidhana Devozione
    • Offrire le proprie azione alla Suprema Forza Universale, allo scopo di acquistare l' umiltà che caratterizza il vero Yogi.











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25.12.2016