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Le armi della seduzione.

   L' intero corpo umano gioca un ruolo da protagonista nei potenti meccanismi d' attrazione e desiderio scatenati dal sesso. Ecco le parti più importanti di questo speciale linguaggio del corpo.

1  Il cervello
     Controlla ormoni, comportamenti e anche le fantasie.
    Come si chiama l' organo sessuale più importante e più grande nella specie umana? Sembra una domanda banale, ma non lo è. La risposta giusta, secondo i sessuologi, è infatti “il cervello". è nel cervello che si sviluppano le fantasie che accendono il desiderio. Ed è da “centri di controllo” come l'ipotalamo e il nucleus accumbens che è guidato, attraverso una cascata di ormoni, lo svolgimento del rapporto sessuale. è grazie al cervello che si decidono quali sono i comportamenti più adatti nelle varie situazioni del corteggiamento e del rapporto di coppia, in una specie di infinita partita scacchi. Ed è sempre qui che si immagazzinano i modelli di bellezza che costituiscono il nostro immaginario erotico e che sono così importanti nelle prime fasi della seduzione. Modelli che sono spesso un retaggio dell'evoluzione della nostra specie: indicatori di forza per i maschi (sedere, spalle, muscoli, voce) e di fertilità (fianchi, seno, sedere) per le donne.

Il colpo di fulmine visto dal cervello
   Negli incontri tra due potenziali amanti il cervello svolge un ruolo determinante e inconsapevole. Prima si attiva la corteccia temporale, dov'è il "deposito immagini facce" per il riconoscimento(1). Il giudizio estetico, se positivo, viene espresso nella corteccia frontale sinistra (2). Con l'incrociarsi degli sguardi si attiva lo striato ventrale (3), deputato al piacere della ricompensa e attivato anche dal gioco d'azzardo. Lui si avvicina e percepisce l'odore di lei (4), importante nella scelta del partner. Poi tocca alla corteccia orbito-frontale (5), area solo umana della morale, che valuta eventuali sensi di colpa nei confronti del partner abituale.
   Vai! Infine, se l'incontro finisce a letto, l'ordine per una sequenza (erezione, accoppiamento, eiaculazione), difficile da interrompere, parte da un gruppo di cellule dette Bnst (6). Il legame di coppia si stringe nell'ipotalamo (7); l'euforia da "cotta" nasce nel cingolato anteriore (8)



2 Il sedere
   Per i primati è la principale arma di seduzione.
   Ma così tondo e irresistibile. . . L' abbiamo solo noi.
   Il sedere è da sempre lo strumento più efficace di seduzione in tutte le quasi 300 specie di primati esistenti. Ma quello dell'uomo ha una caratteristica unica: natiche semicircolari sporgenti, che derivano dal camminare in posizione eretta. E per quanto questo modo di camminare lo abbia reso meno visibile. è rimasto nell'immaginario erotico, sia maschile sia femminile, una forrnidabile arma d'attrazione.
   In epoca greca l'attributo che più spesso era dato alla divinità della bellezza, Venere, era "callipigia" cioè "dalle belle natiche". E c'è perfino chi sostiene (come l'antropologo Desmond Morris) che il simbolo universale dell'amore, la forma - stilizzata - del cuore, rappresenti in realtà il sedere femminile. Le caratteristiche che rendono attraente un sedere variano però da Paese a Paese e di epoca in epoca. E anche fra le diverse popolazioni: in genere i neri hanno un sedere più grosso e scultoreo grazie alla maggiore percentuale di masse muscolari rispetto ai bianchi.

Come gobbe di cammelli
   Ma tra le popolazioni africane dei Boscimani e degli Ottentotti. anche i glutei di un centometrista di colore sarebbero considerati troppo piccoli. Loro apprezzano infatti la "steatopigia" cioè l'ipertrofia delle natiche. Nell'Islam devono invece essere bianchissime e abbondanti. Mentre nella pittura erotica degli indiani d'America uomini e donne, completamente vestiti, lasciano scoperto solo il fondoschiena.
   Ma il sedere non ha solo valenze erotiche. è anche la più imponente massa muscolare del corpo umano, un inesauribile deposito di energie. di grassi (come le gobbe dei cammelli). la parte del corpo che ci permette di stare seduti, muovere le gambe e camminare. Insomma: una vera meraviglia. Coperto per secoli in osservanza a tabù morali, ora il sedere torna a essere valorizzato: dai vestiti attillati degli anni '60, oggi si è arrivati al "vedo-non vedo" degli abiti da sera e al tanga. Molti antropologi ritengono che il seno si sia sviluppato come richiamo erotico da esibire nella postura eretta in sostituzione del sedere. I gusti, poi, variano con le epoche: primitivi e africani apprezzano la steatopigia, cioè l'ipertrofia dei glutei, simbolo di fecondità . . . E di fortuna, come dimostrano molti coloriti modi di dire tuttora in uso.

3 IL SENO
    Non è un organo sessuale, ma attrae.
    Perchè . . . "sostituto del sedere"?

   Per l'antropologo Desmond Morris la natura ha favorito lo sviluppo del seno per rendere più attraente anche l' aspetto frontale. A parte lo sguardo... La parte del corpo femminile che più attrae gli uomini è il seno. Banale? Sì, ma anche molto strano. Il seno non è un organo sessuale, non esistono altri animali che lo usino come strumento di richiamoo sessuale (avete mai visto un toro interessato alle mammelle di una mucca?). E anche all'interno della specie umana non è sempre considerato un richiamo erotico: in alcune zone dell'Africa e dell'India, per esempio non lo è.

Fonte di cibo e di piacere
    La spiegazione più accreditata, avanzata dall'antropologo britannico Desmond Morris è che il seno sia erotico perché somiglia al sedere. Meglio: perché lo sostituisce. Per lanciare un segnale sessuale le femmine di scimmie esibiscono le natiche, come probabilmente facevano le nostre progenitrici. Poi, con l'acquisizione dell'andatura eretta, per rendere anche l'aspetto frontale seducente,l'evoluzione ha favorito lo sviluppo di due rigonfiamenti simmetrici che ricordano i glutei. Oggi le relazioni sociali avvengono frontalmente, quindi è inevitabile che le parti più osservate in una donna siano occhi e seno.
   E poi c'è una ragione inconscia: il seno evoca una sensazione di sicurezza e calore perché rappresenta il primo contatto intimo del neonato, fonte di cibo e di piacere. Non a caso la sua potenza è raccontata persino dalla Bibbia, nel Cantico dei cantici. E quadri come la "Tempesta" di Giorgione e "la Fornarina" di Raffaello ne celebrano la potenza e il mistero.

Guardarsi negli occhi?
   Molto meglio il décolleté. Qual è la parte del corpo che esercita una maggiore attrazione? A un ballo, la prima cosa che i maschi osservano è il seno, mentre le donne sono più attente al sedere e, in genere, alla struttura corporea.

E poi nacque il reggiseno
   Quand'è nato il reggiseno? Nel Periodo romano c'erano il "mammillare", fascia di cuoio che appiattiva, e lo "strophium", che avvolgeva senza comprimere. Poi più nulla fino al Rinascimento, quando le donne indossano un pettorale di tela rigida. Solo dal '600 il seno è spinto in alto col corsetto, ma è lasciato libero sotto la camicia. Dopo la Rivoluzione francese il busto, in tessuto leggero, è indossato sopra la camicia e compare il "fichu", fazzoletto che avvolge e sostiene le mammelle.
Invenzione USA. Il reggiseno moderno è brevettato negli Usa da Caresse Crosby nel 1914: è formato da due fazzoletti e un nastro. Da allora l'indumento vive alterne fortune: raro durante la Guerra perché scarseggiavano i tessuti, rinasce nel '50 con le nuove fibre sintetiche. Le femministe degli anni '60 lo bruciano in piazza; negli ultimi 20 anni diventa strumento di seduzione (anche tecnologico), ottenuto assemblando oltre 30 parti diverse.

4 La bellezza ormonale:
   Mani, Bocca, Spalle, Fianchi, Piedi.
   La maggior parte delle zone "erogene" del corpo umano è indice di salute e di fertilità, o (nei maschi) di forza: tutte qualità governate dagli ormoni. Anche se i criteri estetici e le parti preferite del corpo umano possono cambiare nel corso del tempo e a seconda dei luoghi, ci sono alcuni "punti caldi" che influenzano da sempre in modo irresistibile la scelta dell'uomo o della donna da corteggiare. è un retaggio ancestrale, che probabilmente abbiamo ereditato dagli ominidi e che è stato selezionato, secondo i meccanismi dell'evoluzione, in milioni di anni.

Lui & Lei
    Le parti del corpo femminile che più attraggono i maschi sono quelle che indicano fertilità o sono manifestazione di ormoni utili per la riproduzione. Come il seno e i fianchi larghi (che garantiscono le qualità di mamma), i capelli luminosi (indice di salute), la pelle liscia (indice di giovinezza), fronte spaziosa, occhi grandi (sono essenziali nel primo contatto), naso piccolo. Labbra carnose e rosse attraggono, secondo gli antropologi, perchè "imitano" i genitali femminili. Seni simmetrici e sodi. rapporto ' vita fianchi 0,7 (la vita deve essere il 70% dei fianchi). E oggi anche l'ombelico, che "allude" ai genitali.
    Mentre ad attrarre le donne sono soprattutto le parti del corpo maschile che indicano la forza, una qualità indispensabile in passato per garantire la sicurezza e le crescita dei figli: Alta statura, spalle larghe, muscoli (da quelli del sedere a quelli del tronco, ai pettorali), fronte ampia, sopracciglia marcate, mascella larga (favorita dagli ormoni maschili), mento pronunciato. Rapporto vita-fianchi 0,9.

5 I Genitali
    Celati dai vestiti, ma presenti in molti oggetti.
   Le forme degli organi sessuali sono usate come simboli in molti utensili, spot e riti.  Mentre le zone erogene "secondarie" (seni, labbra, capelli, sedere), sono sempre più spesso esibite dalla moda, i protagonisti principali di quello straordinario fenomeno che chiamiamo sesso, i genitali, stanno in genere ben nascosti sotto i vestiti. In compenso appaiono, in forma allusiva, in un'infinità di oggetti.

   In passato i simboli degli organi genitali maschili e femminili erano molto più espliciti: i totem precolombiani degli indiani d'America avevano una chiara forma fallica; i cippi funerari etruschi avevano forma fallica per i maschi e di casetta per le donne. E anche lo scettro dei re era una chiara allusione all'origine sessuale del potere maschile. Oggi la pubblicità sfrutta missili, banane, bottiglie di spumante e altri oggetti che possono  ricordare il fallo. E i genitali riappaiono nei riti della nostra società, come il matrimonio: l' anello (come i tutti i cerchi simbolo femminile)  che lei infila al dito (simbolo maschile) di lui.



 

 

 




Il corteggiamento:

      I rituali di conquista
      Se foste dei cervi, avreste a disposizione un solo giorno per conquistare la vostra partner. Se foste paradisee, gli splendidi uccelli tropicali, per attirare l'attenzione delle femmine vi mettereste a testa in giù ed emettereste suoni incredibili.
      Quando si tratta però di corteggiare una donna, i rituali possono essere altrettanto pittoreschi. Muscoli messi ìn bella vista, auto potenti esibite come trofei, voce alta e battute brillanti: un piccolo campionario delle strategie usate dagli uomini per attirare l'attenzione dell'altro sesso. Se vi sembrano più sottili rispetto ai canti degli uccelli o alle lotte spietate dei cervidi, il motivo è il tempo: a differenza della maggior parte degli animali, l'uomo ha a disposizione tutto l'anno per cercare una compagna.

      Sussurrate il vostro amore
      «Per l'animale maschio», spiega Enrico Alleva, direttore del Laboratorio di Fisiopatologia comportamentale all'Istituto superiore di sanità di Roma, «mettere in mostra grandi code o corna imponenti significa rendersi più vulnerabile nei confronti dei predatori. Chi lo fa vuole comunicare che dispone di geni forti e sani, che gli permettono di sopravvivere nonostante tutto». I maschi di rane, per esempio, sfidano il pericolo gracidando rumorosamente per attirare l'attenzione delle femmine. Una strategia familiare anche per qualche uomo. «In presenza di una donna attraente, gli uomini tendono spesso ad alzare la voce o a ridere più rumorosamente», spiega Marco Pacori, esperto di Comunicazione non verbale. «Una voce forte è certamente indice di una personalità dominante. Meglio evitare però le risate troppo fragorose, è preferibile sorridere in modo rasserenante: i rapporti con l'altro sesso generano sempre una certa diffidenza e per avere successo bisogna mostrarsi sì forti e dominatori, ma anche rassicuranti».

      Al posto dei muscoli
      Un mix complesso che si esprime in un gioco di gesti. «Gonfiare il torace e tirare in dentro la pancia, per esempio, serve all'uomo per aumentare la dimensione “psicologica” del proprio corpo», prosegue Pacori. «Mentre sorridere, distendere i tratti del volto, sedersi con le gambe leggermente divaricate sono altrettanti modi per esprimere un approccio non aggressivo».
      E chi sui muscoli non può contare? Gli umani rimediano utilizzando abiti dalla forma squadrata e imbottiture che li fanno apparire più robusti e quindi desiderabili. Ci sono invece animali, soprattutto rettili, che adottano lo stratagemma di gonfiarsi per apparire più grandi e potenti. «Lo fanno i varani, ma anche le comuni fucertole», prosegue Alleva. «Alcuni di questi rettili alzano la testa per mostrare le macchie colorate sotto la gola che diventano più vivide nel periodo degli amori. Altri gonfiano le sacche che hanno ai lati del collo oppure mettono in evidenza squame o aculei, a volte colorati».

      Falla ridere:
      Le donne si conquistano con una risata
      Il segreto per un rapporto spumeggiante e ricco di passione non è riempirla di attenzioni e di regali, ma farla sganasciare dalle risate da mattina a sera, perché sono loro che lo desiderano.
Molte donne, soprattutto tra le più giovani, non ci penserebbero due volte ad abbandonare il proprio partner per un po' di divertimento!
      Ma sapete qual è il significato originario del verbo divertirsi? Deriva dal latino divertere, vuol dire cambiare, distogliere, volgere altrove. Detto con un sinonimo più moderno: evadere. Evadere dalla routine della vita quotidiana, dalla noia che, secondo le donne intervistate è la peggior nemica della felicita , dell' amore e del sesso . Proprio la noia è il peggior male che possa affliggere la coppia.
      La soluzione è semplice: basta saper far ridere e un po' di fantasia! Il segreto per una relazione duratura con la propria partner? Farla ridere!

      L'importanza dell'olfatto
      Attenzione anche a non sottovalutare I'importanza dell'olfatto: tutti gli animali, compreso l'uomo, hanno delle ghiandole che producono sostanze odorose, ri­chiami sessuali chimici. Il loro messaggio raggiunge i centri nervosi del sistema limbico attraverso i recettori dell'olfatto, localizzati alla radice del naso. La nostra reazione a questi segnali è del tutto inconscia, sebbene sia molto intensa.
      Anche chi è solito conquistare con fiori e regali, è in otti­ma compagnia. «Fra gli animali, le offerte sono più spar­tane, ma non meno gradite», conferma Alleva. «Molti uccelli come le averle, per esempio, esibiscono insetti e piccole lucertole, magari infilzandole su rametti o filo spinato. Il dono del cibo è un classico segnale non ag­gressivo, serve a tranquillizzare la femmina e indurla a seguire il maschio. Magari nel nido, decorato per l'occa­sione con pietruzze o ramoscelli, come fanno molti uc­celli e alcuni animali marini come il polpo».

      Se mancano le idée
            Se siete a corto d'idee per conquistare la vostra donna (ma anche uomo) dei sogni, potete prendere spunto da una delle strategie utilizzate dagli animali: pur non es­sendo una assoluta garanzia di successo, sicuramente vi aiuteranno a comunicare al potenziale partner il vo­stro interesse.
Se poi avete la fortuna di arrivare a un bacio, dovrete giocare la «partita» della seduzione sul filo delle reazioni chimiche. Aumento della pressione sanguigna e della sudorazione, battiti accelerati, sudore: la respon­sabile dello «stress da bacio» è l'adrenalina prodotta dall'ipotalamo. Uno stress decisamente piacevole e po­sitivo, però, che gli europei hanno la fortuna di consi­derare un «preliminare».
      Gli americani, invece, considerano il bacio un gesto erotico, che accompagna il rapporto sessuale e lo suggella. Non a torto, visto che secondo gli esperti il bacio è il contatto intimo per eccellenza. Ancora di più dell' unione sessuale.




 

 




Il Bacio

   Tra i ricordi più splendenti  che ci terremo per sempre sono i baci. Il bacio unisce più di un rapporto sessuale, rivela chi siamo, è quanto di più intimo possiamo condividere.
   Delle persone che amiamo o che abbiamo amato ci tornano in mente le labbra. Sulle nostre. Sulla pelle. Perché? Ci viene spiegato con la poesia.E adesso ci si è messa anche la scienza ad analizzare la magia di un bacio. Neurologi, psicologi, fisiologi fanno un gran parlare della biochimica delle emozioni. Il bacio, studiato, analizzato, sezionato  perde un po' del suo fascino. Ma per fortuna la vita ce lo riabilita tutto.
   Nel bacio come atto sessuale tra adulti, sopravvive il significato di accudimento tra genitori e prole: e poiché più spesso è il maschio introduce la propria lingua nella bocca della femmina, si perpetua simbolicamente il ruolo attivo del primo come procacciatore di cibo per la compagna e di suo protettore. Esperienze infantili fondamentali per la vita umana sono legati alla bocca e alla lingua, innervata e sensibilissima. Questi due organi sono i nostri primi strumenti di esplorazione del mondo circostante. Vengono prima degli occhi: il neonato conosce il mondo con la lingua e la bocca prima ancora di vederlo. Il mondo per il nuovo nato è il seno della madre, che prevede l'impiego coordinato di labbra, palato e lingua, già noto per istinto, facente parte della strumentazione di base di tutti noi. Baciare quindi rievoca esperienze arcaiche, archiviate in un luogo defilato della mente, ma non per questo meno vitali e influenti nel presente e su chi siamo diventati.
   Baciare una persona è il modo più diretto e autentico di mettersi in relazione con lei. Una relazione profonda, fusionale, simultanea. Addirittura più di un rapporto sessuale, che implica un gioco di alterità tra i partner, nella gestualità e anche nella tempistica. Il bacio è una relazione tra sensi prossimali (distali: vista e udito. Prossimali: olfatto, tatto e gusto). E' attraverso i sensi prossimali che si supera una soglia, il limite tra noi e gli  altri. Si entra nel territorio dell'altro, conoscendolo e rivelandogli il nostro. Con risultati a volte sorprendenti: perché un bacio può capovolgere un rapporto emotivo basato sulla percezione visiva o uditiva di una persona, cioè determinato dai sensi distali. Prima di baciarla, e quindi di  entrare in relazione con lei la trovavamo attraente e ora ci disgusta. E viceversa.

   Incontrare qualcuno in un bacio significa imparare molto di lui. E tutto in una volta. Il bacio è una cartina al tornasole. Perché ciascuno bacia a modo suo e si racconta. Anche se è poco romantico specificare, ci sono dei parametri che la dicono lunga: staticità o dinamicità della lingua, rigidità o rilassatezza della medesima, labbra aperte o socchiuse, profondità del bacio, ritmo, durata, respiro. Ciascuno di questi aspetti ha un significato specifico e variabile in funzione di chi glielo attribuisce: rivela generosità, coraggio, slancio vitale, fantasia, ma, anche aggressività, insicurezza, ansia, incomunicabilità, avarizia. Senza dimenticare il fattore età: il bacio ha valenze diverse anche a seconda dell' età in cui lo si scambia. Per i giovanissimi, la dimensione esplorativa è prevalente, così come quella sperimentale in campo erotico.

   E che succede a coloro che giovani non sono più e hanno cassetti pieni di vita e di baci, donati, scambiati, rubati, che considerano scaduto il tempo delle effusioni semplicemente su base anagrafica o anche per la stanchezza di lottare per amare? La vita non è finita per chi ancora desidera un bacio, un inatteso e meraviglioso incontro di uomini e donne sulla soglia delle loro bocche. Un bacio dice che siamo in gioco, conferma sentimentalmente chi fa parte praticamente della nostra vita, apre le braccia a chi bussa alla porta, invita, promette, seduce. Allo stesso modo, anche il bacio negato parla; a esso tocca l'ingrato compito di rifiutare, sospendere, eludere. Non mentiamo. Non sprechiamo. Ma se lo sentiamo germogliare dentro, facciamolo fiorire. Non neghiamo mai a noi stessi e agli altri la grazia di un bacio.
Rilassante: Nell'atto di baciarsi si attivano due ormoni: La vasopressina, più importante nell'organismo maschile, e l'ossitocina, prevalente in quello femminile. Nel gioco entrano anche le neurotrofine, proteine che alimentano i neuroni. Gli effetti di vasopressina e ossitocina: Hanno un'azione rilassante che produce sensazioni di pace e di benessere, facen­do aumentare la fiducia in se stessi e quindi l'autostima. In più rilassano i muscoli, riducendo il battito cardiaco e favorendo la vasodilatazione: distendono cioè le pareti delle arterie migliorando la circolazione e contribuendo ad abbassare la pressione.
Antistaminico: Le neurotrofine aiutano a mantenere in buona salute il cervello: Nel soggetto adulto, o in età avanzata, dove non si sono manifestate particolari patologie, l'azione delle neurotrofine riduce il rischio di malattie neurodegenerative. Diverso è il discorso che riguarda gli allergici, specie i giovani: il bacio può agire come un efficace antistaminico, inibendo i mediatori biochimici responsabili delle reazioni allergiche, con un evidente miglioramento delle condizioni generali.
Immunizzante: Lo scambio dei batteri contenuti nella saliva fa aumentare le immunoglobuline di tipo A, quelle coinvolte nelle secrezioni, rafforzando le difese immunitarie dei singoli partner.
Antidepressivo: In quanto ormoni del benessere emotivo, vasopressína e ossitocina potrebbero agire positivamente sui malati di depressione: il bacio quindi potrebbe rivelarsi un efficace antidoto naturale. I giovani depressi (in questo del tutto simili agli adulti) probabilmente baciano poco, mostrando spiccatamente una tendenza a ridurre al minimo le frequentazioni sociali e il numero di rapporti personali, ad avere un atteg­giamento autosvalutante e a spostare il baricentro della loro vita sul prossimo, la cui eventuale valutazione anche solo lievemente negativa può renderli estremamente vulnerabili. Uno smacco insormontabile, immaginando il quale fuggono preventivamente, senza misurarsi. Alla scoperta del Sesso

Viaggio nelle profondità del corpo umano. Alla scoperta delle trasformazioni biochimiche che si scatenano in noi prima e durante il sesso.


Perché le donne provano l'orgasmo con frèquenza inferiore ai maschi'? Perché a volte è sesso e altre è amore? E perché in fatto di attrazione fisica il cervello obbedisce al corpo? Domande che oggi trovano risposta in studi che ci riportano a una evidenza scientifica: siamo governati dalla fisiologia e da complessi meccanismi. Comprese tutte le trasformazioni del corpo umano quando si scatenano gli ormoni. Certo la spinta al sesso e alla riproduzione entra spesso in conflitto con la cultura e l'educazione. Dal primo incontro all'atto conclusivo è un equilibrio precario: gli ormoni emessi dalle strutture più profonde e antiche del cervello (ipofisi e ipotalamo) combattono con stimoli, ricordi e inibizioni elaborati dalla corteccia frontale. Così l'atto sessuale si presenta come una "conquista finale" che le spiegazioni della scienza rendono ancora più affascinante. Quando due persone sono interessate l'uno all'altra, ogni segno è interpretato con grande attenzione dalle zone del cervello sviluppate per analizzare le sensazioni. Ma è col tatto che si inizia il rapporto vero. Anche se non tutto il corpo risponde allo stesso modo, perché la combinazione di sensori cambia secondo la zona: ci sono gruppi di cellule che rispondono alla pressione, alle vibrazioni o alla temperatura. Le labbra e gli organi sessuali, per esempio, sono molto ricchi di sensori tattili, ed è per questa ragione che giocano un ruolo così importante negli scambi sessuali; tanto che una parte rilevante della "corteccia sensoria" del cervello è dedicata ad analizzare i segnali provenienti da labbra e lingua. Ma il cervello elabora i segnali in modo diverso secondo le occasioni, le persone e il nostro stato interno. Nel momento in cui la pelle è stimolata da un tocco, anche leggero, e i nervi inviano la sensazione percepita, se ci tocca un estraneo, tendiamo a ritrarci. Se la stessa identica sensazione proviene da una persona amata, scatena una serie di reazioni ben diverse.


Nella prima fase della risposta sessuale, quando l'interesse si trasforma in eccitazione, si risponde agli stimoli e all'attrazione: all'interno del corpo tutto cambia. II cuore batte più forte e i muscoli si tendono: sono i processi biologici che sommati danno l'eccitazione. Al primo è anche collegata la dilatazione dei vasi, in modo che il sangue possa fluire più rapidamente nelle zone dov'è necessario. E i muscoli si tendono proprio nelle zone erogene, come i capezzoli (sia negli uomini sia nelle donne), la vagina e lo scroto. L'intricata preparazione all'atto sessuale, che coinvolge tutto il corpo, dimostra come la nostra specie si sia evoluta per trarne il massimo piacere. Perché questo accada è però ancora un mistero evolutivo: forse serve a rafforzare il legame tra i membri della coppia, o convincere il maschio a non fuggire dopo l'accoppiamento, come succede in altre specie. Solo così può essere indotto a prendersi cura dei piccoli.


L'ovaia è un organo complesso, che ogni mese produce una cellula adatta alla fecondazione attraverso un intricato concerto di ormoni, la cui concentrazione si alza e si abbassa secondo le condizioni, il periodo e la salute della donna. La produzione ciclica delle cellule sessuali è però un processo che ha inizio quando la donna ha pochi mesi di vita: in quel momento infatti ogni ovaio raggiunge la sua "dotazione" di uova fecondabili, che durerà tutta la vita. Liberato dall'ovaia dal rilascio di ormoni come I'Fsh e I'Lh, l'uovo viaggia attraverso le tube di Falloppio fino all'utero. Qui ha la possibilità di incontrare la cellula maschile, lo spermatozoo, e di essere fecondato. Se ciò non avviene, l'intera parete dell'utero, che si era sviluppata per accogliere l'uovo fecondato, si sfalda e viene espulsa dal corpo femminile: sono le mestruazioni.


Mentre l'uovo femminile è merce preziosa, "prodotto" una volta al mese con grande dispendio di energia e attenzione, gli spermatozoi maschili sono minuscoli e facili da produrre, tanto che ogni giorno ne nascono milioni. I testicoli umani, gli organi che li sintetizzano, sono situati fuori dal corpo, forse per tenere bassa la temperatura della "fabbrica". Dopo il complicato processo di produzione le minuscole cellule sessuali maschili si spostano dai testicoli agli epididimi. Qui rimangono fino al momento dell'espulsione, quando, uniti a liquidi prodotti dalla vescichetta seminale e dalla prostata, si avventurano nel corpo femminile. Dove avviene la loro maturazione definitiva, un processo chiamato capacitazione. Dopo, e solo dopo, potranno essere in grado di fecondare l'ovulo.


L'ipofisi, il direttore d'orchestra è una ghiandola non più grande di un pisello. La sua funzione è stata a lungo un mistero, tanto che si pensava servisse solo a produrre muco. Ma senza di essa il corpo non funziona. è infatti una vera centrale di smistamento di ormoni che comandano quasi tutte le funzioni del corpo: dalla crescita alla pressione sanguigna, dalla produzione di latte al metabolismo. Ma I'ipofisi, situata in un alloggiamento osseo alla base del cranio, organizza soprattutto le funzioni degli organi sessuali, sia nei maschi sia nelle femmine. è da qui che partono i comandi per la produzione, in altri distretti del corpo, degli ormoni sessuali: estrogeni, testosterone e Dht. Che, nonostante siano designati come ormoni femminili (estrogeni) e maschili (testosterone e Dht), sono presenti tutti in entrambi i sessi. è infatti solo un equilibrio tra queste sostanze che conduce a risposte sessuali corrette in maschi e femmine.


Nonostante le evidenti differenze esterne, l'apparato sessuale femminile e quello maschile hanno la stessa origine embriologica; anche se già a sole otto settimane di sviluppo nel feto si possono notare le strade diverse che prenderanno gli organi. Prima e durante il rapporto sessuale, l'intero apparato femminile si modifica profondamente; si arricchisce di sangue e diventa più sensibile alle stimolazioni. Su questa base "biologica", tuttavia, si innesta l'intricata stratificazione di natura e storia culturale che porta ogni società a considerare in maniera diversa l'atto sessuale. Che però ha una caratteristica comune, nella maggior parte delle società. conosciute: avviene in luoghi nascosti. Secondo gli etologi umani, la ragione di ciò potrebbe essere la vulnerabilità delle persone coinvolte nell'atto.


L'apparato riproduttore maschile va incontro a notevoli cambiamenti prima del rapporto; si riempie di sangue che occupa i corpi cavernosi del pene e induce l'erezione. Altrettanto rapidamente torna in situazione di riposo dopo il rapporto. L'esperienza dell'orgasmo, comune a entrambi i sessi, ha sollevato parecchi interrogativi negli studiosi del comportamento, specialmente per quanto riguarda quello femminile. La psicologa Elisabeth Lloyd elenca le ipotesi che spiegano, dal punto di vista evolutivo, la funzione dell'orgasmo femminile; sono quasi trenta e vanno dal fatto che l'orgasmo è più forte con i compagni più desiderabili all'idea che le contrazioni che lo accompagnano "aspirino" gli spermatozoi nel tratto riproduttivo. Lloyd trova difetti in ognuna di queste ipotesi, e giunge alla conclusione che l'orgasmo femminile altro non è che un sottoprodotto di quello maschile. E come tale è evolutivamente inutile.


Glispermatozoi, che per arrivare all'obiettivo devono sostenere qualcosa di simile a una vera e propria maratona. Durante l'atto sessuale, che culmina con I'eiaculazione, circa 400 milioni di loro vengono riversati nel canale cervicale della donna, dal quale migrano per 3 0 4 giorni verso la cavità dell'utero. A una velocità pari a 35 millesimi di millimetro al secondo, lo spermatozoo raggiunge una delle due tube entro 4-6 ore e lì avviene una fortissima selezione: soltanto alcune centinaia riescono a raggiungere le ampolle degli ovidotti. Tutti gli altri muoiono nella risalita e sono fagocitati dai leucociti presenti nell'utero. I gameti maschili acquistano la capacità di fecondare durante questa difficile risalita delle vie genitali femminili, ma solo uno di loro arriverà a fecondare la cellula uovo. Lo zigote così formato migrerà attraverso l'ovidotto per raggiungere il lume dell'utero, dove andrà poi ad annidarsi: ormai è fatta!


Ogni parte del corpo umano è coinvolta nel sesso; ma anche tutte le strutture cerebrali contribuiscono, in un modo o nell'altro, all'esperienza. è un delicato gioco di equilibrio tra la parte più evoluta, la corteccia, e le più antiche, I'ipotalamo e I'ipofisi. La prima si abbandona a pensieri e fantasie sessuali che possono dare lo spunto giusto per il rapporto, le altre controllano l'intero processo con la produzione di numerosi ormoni. Ancora, l'area del cervello definita sistema limbico governa e coordina le emozioni, positive e negative, che accompagnano ogni esperienza. I segnali, che giungono al cervello attraverso le vie più varie, sono elaborati grazie alla produzione di sostanze, neurotrasmettitori come I'ossitocina o l'ossido nitrico (che regola il flusso sanguigno), che mediano le reazioni del corpo. L'intero processo è così delicatamente bilanciato che anche gli apporti di sostanze esterne possono modificarlo profondamente.


Alcol, droghe e farmaci possono cambiare l'equilibrio ormonale e rendere il sesso un'esperienza negativa. Per quanto riguarda il primo, persino Shakespeare disse, nel Macbeth: «It provokes the desire, but it takes away the performance» (provoca il desiderio, ma peggiora la performance). Se una modesta quantità può contribuire a diminuire l'inibizione del primo incontro, infatti, bere molto ottunde le sensazioni; per l'uomo è più difficile raggiungere l'erezione e per la donna l'orgasmo. Con diverse modulazioni, anche l'uso, o l'abuso, di sostanze psicotrope ha effetto sul sesso; è stato dimostrato che, a dosi elevate, la sostanza attiva della marijuana (Thc) riduce la produzione di ormoni sessuali. La cocaina, se pure diminuisce le inibizioni e aumenta l'eccitazione sessuale, a dosi più elevate ha un effetto depressivo.


Diverso e più controverso, forse perché modificato da profonde stratificazioni culturali, è il ruolo dei cibi afrodisiaci. La lista di sostanze che dovrebbero aumentare il desiderio e l'eccitazione è quasi infinita, dalle ostriche alla mandragola, dal miele a numerose spezie al cioccolato. A volte, l'unica connessione tra sostanze e proprietà afrodisiache è dovuta alla somiglianza tra una parte della pianta e gli organi sessuali, come nel caso del ginseng o delle oloturie (cetrioli di mare); altre volte è la rarità del cibo che fa pensare al suo potere. In nessun caso (a parte quello di sostanze molto pericolose come la cantaridina) la scienza è arrivata a stabilire con certezza il potere afrodisiaco di un cibo. Tanto che Manuel Vàzquez Montalbàn scrisse, nelle sue Ricette immorali: «Nessuno ha mai sedotto soltanto grazie al cibo».


Dopo l'atto, i corpi di maschi e femmine rispondono in maniera diversa. In media ci vogliono da 10 a 20 minuti per "calmarsi", ma nella femmina la discesa dell'eccitazione è un processo lento, mentre nei maschi c'è un vero e proprio crollo. Tanto che molti si sono chiesti se questa sonnolenza non abbia un qualche tipo di spiegazione. Questa, dal punto di vista biochimico, chiama in causa il rilascio da parte del cervello di un cocktail di composti, tra cui la noradrenalina, la serotonina, Vossitocina, l'ossido nitrico e l'ormone prolattina. La prolattina in particolare è legata alla soddisfazione dopo l'atto sessuale, e la quantità di questa sostanza è direttamente proporzionale al "tempo di recupero". Ma la sonnolenza per i maschi potrebbe essere anche solo un effetto collaterale della presenza nel sangue degli stessi ormoni. II loro primo scopo, con un profondo significato evolutivo, sarebbe infatti quello di stringere i legami tra i componenti della coppia. Indispensabili perché il maschio non "fugga" quando arriva il frutto del concepimento.






 

 

 




Le fasi dell' Amore

 L'amore viene spesso paragonato a una droga da cui è impossibile liberarsi. La novità è che ora sono d'accordo anche gli scienziati: «Da un punto di vista psicologico, l'amore non è altro che la soddisfazione di un desiderio, magari associato anche al raggiungimento di una certa stimolazione sensoriale. In gioco ci sono i concetti di piacere e gratificazione, che sono coinvolti anche nei comportamenti in cui si manifesta dipendenza». Qui non si tratta solo di psicologia: diversi studi, negli ultimi anni, hanno dimostrato che l'amore è una faccenda di fisiologia e biochimica e proprio da un punto di vista chimico ha non pochi punti in comune con il fenomeno della dipendenza da droghe.

Partiamo dal primo incontro. Si guarda una persona, la si trova attraente, si capisce di essere in qualche modo ricambiati e l'organismo sembra perdere il controllo: le guance si arrossano, le mani sudano, lo stomaco si chiude, il cuore batte all'impazzata, le pupille si dilatano.
Una vera e propria tempesta, insomma. Che gli scienziati attribuiscono a una molecola in particolare, la feniletilamina (Pea), che in elevate concentrazioni induce effetti simili a quelli delle anfetamine e che agisce sul comportamento amoroso regolando la produzione di due ormoni: la dopamina e la noradrenalina. La dopamina è un neurotrasmettitore legato a un circuito neuronale che genera sensazioni gratificanti e piacevoli quando si soddisfano stimoli come la fame, la sete e il desiderio sessuale. Ecco perché, nelle prime fasi dell'innamoramento, il desiderio di stare con la persona amata continua a crescere: l'incontro con il partner provoca il rilascio di dopamina e una sensazione piacevole che il soggetto è spinto a rivivere.

Se la dopamina è responsabile della sensazione di benessere, la noradrenalina è responsabile dell'agitazione. Questa molecola provoca eccitazione ed euforia, riduce l'appetito e aumenta il rilascio di adrenalina che, a sua volta, determina un aumento del battito cardiaco, della frequenza respiratoria e della pressione del sangue. Come se non bastasse, la noradrenalina provoca vasocostrizione: una condizione che, a livello dell'organo sessuale maschile, favorisce l'erezione.
Tutte queste sono le caratteristiche dell'amore romantico, quella fase dell'amore che consente di concentrare un'enorme quantità di energia sul partner, che diventa l'unico vero motivo di interesse, al punto di non mangiare e non dormire più. In realtà, per chiudere il quadro dell'amore romantico bisogna chiamare in causa ancora un'altra molecola, la serotonina, i cui livelli nel cervello delle persone innamorate sono più bassi del normale, e ciò rende probabilmente conto dei comportamenti di natura ossessiva.


La fase dell'amore super romantico, ovviamente, non è eterna. Ma quanto dura esattamente? L' innamoramento dura al massimo un anno o poco più: dopo questo periodo, il batticuore e le farfalle nello stomaco passano. E il passaggio è evidente anche a livello biochimico: Mentre i neo-innamorati mostrano elevati livelli di una particolare sostanza - il fattore di crescita nervosa: le neurotrofine - nel corso del tempo la concentrazione di questa sostanza diminuisce.
Come ben sappiamo, però, la fine dell'amore romantico non è la fine di tutto: A questa fase subentra quella dell'attaccamento, una fase a lungo termine in cui la coppia si prepara a mettere al mondo un figlio e ad accudirlo per gli anni a venire. Qui in gioco ci sono altri due ormoni, i cui livelli in questa fase tendono a salire: l'ossitocina nella donna e la vasopressina nell'uomo. Sono gli ormoni dell'appagamento, dell'attaccamento affettivo, della fissazione nella memoria di ricordi positivi. Nella donna 1'ossitocina (che tra l'altro viene prodotta anche durante il parto per indurre le contrazioni dell'utero e durante l'allattamento per favorire la fuoriuscita del latte dalle ghiandole) facilita comportamenti che predispongono al rapporto sessuale. Durante e dopo il rapporto, i livelli di ossitocina e vasopressina aumentano, contribuendo alla sensazione di appagamento che ne deriva.

Il ruolo dell'ossitocina nella stabilizzazione dei rapporti sociali ha molto a che fare con un effetto particolare di questo ormone, e cioè la riduzione dello stress: nella sua prima fase, l'amore induce infatti uno stato di agitazione e di stress inizialmente positivo, ma che potrebbe avere effetti
deleteri nel caso in cui durasse troppo a lungo. Ecco allora che interviene 1'ossitocina come un provvidenziale ansiolitico naturale.


Fino a ora abbiamo visto solo due dei tre sistemi cerebrali che caratterizzano l'amore e cioè quello romantico e quello a lungo termine. Manca il terzo sistema: l'attrazione sessuale, che spinge gli individui ad accoppiarsi ed è legato essenzialmente alla produzione di testosterone. In realtà, questi tre sistemi cerebrali, possono funzionare benissimo anche in modo indipendente l'uno dall'altro. Si può avere un forte attaccamento verso una persona, provare amore romantico nei confronti di un'altra ed essere allo stesso tempo attratti sessualmente verso una terza (o anche più di una)». In altri casi, invece, i tre sistemi si intersecano.
Così, per esempio, l'amore romantico può essere innescato da un rapporto sessuale casuale. Può capitare di fare l'amore con qualcuno che è solo un amico e improvvisamente ritrovarti pazzamente innamorato di lui: in certi casi l'elevato tasso di testosterone provocato dall'eccitazione sessuale può indurre un'alta produzione di dopamina nel cervello e scatenare l'amore. Difatti la scelta del partner ideale non dipende soltanto dalla cultura, dalle convenzioni sociali e dagli stereotipi della pubblicità. Sotto sotto c'è qualcosa che ha a che fare con l'istinto e con la storià evolutiva del genere umano: meccanismi collaudati nel corso di milioni di anni ci guidano in queste decisioni, all'unico scopo di garantire il nostro successo riproduttivo.

Nel mondo animale, l'obiettivo di ogni individuo è quello di riuscire a produrre il maggior numero possibile di figli sani e forti, in modo che riescano a loro volta a riprodursi e a trasmettere il proprio materiale genetico alle generazioni successive. Proprio per non sprecare le occasioni di riproduzione (cioè le cellule riproduttive, uova e spermatozoi), è necessario riconoscere il compagno e la compagna più adatti.
In questa incessante ricerca del partner ideale, però, è la femmina a dover stare più attenta: anzitutto perché le sue risorse riproduttive sono più limitate di quelle maschili e poi perché ogni gravidanza rappresenta un enorme spreco di energia, oltre che un pericolo per la sopravvivenza. Le femmine, insomma, non possono permettersi sbagli ed è per questo che in genere sono loro a scegliere. Ed è per questo che sceglie solo dopo un attento processo di ricognizione che coinvolge ragionamento e memoria, mentre in genere all'uomo basta un'occhiata per capire se una donna è giovane e sana.

Nel mondo animale, spesso la scelta si basa sui cosiddetti ornamenti sessuali: elementi che non hanno alcuna funzione pratica, ma che rendono il maschio particolarmente attraente, come la coda del pavone
o il canto degli uccelli e delle rane. Secondo la cosiddetta teoria"dei buoni geni", questi ornamenti rappresentano degli indicatori dello stato di salute dell'animale che li porta. In effetti, non solo gli ornamenti spesso non servono a nulla, ma rappresentano addirittura dei fardelli che, per esempio, possono ostacolare la fuga davanti a un predatore. Per questo, solo un animale molto forte o astuto può permettersi di possederli ed è quindi possibile che i suoi figli erediteranno queste caratteristiche ottimali di forza o astuzia.
Nella nostra società sono gli status symbol a rivestire il ruolo di ornamenti sessuali: Le macchine di lusso, gli abiti firmati, i gioielli di per sé non servono a nulla, ma lanciano un segnale forte e preciso, suggerendo il livello di prestigio, potenza e ricchezza di chi li esibisce.

Nella scelta del partner, inoltre, gli esseri umani danno spesso un peso notevole a un aspetto particolare: le caratteristiche del volto. In effetti, come tutti i primati siamo portati a concentrarci sul volto degli altri sia per riconoscere i singoli individui sia per cercare di interpretarne emozioni e intenzioni e capire al volo se abbiamo di fronte un individuo amichevole o uno ostile. Questo significa che siamo portati per natura a valutare con attenzione il volto degli altri. Ma in base a cosa decidiamo se è bello o brutto? Sia uomini sia donne giudicano più attraenti i volti più simmetrici. Ma in generale i due sessi seguono criteri di bellezza differenti: gli uomini tendono a considerare come attraenti volti iper-femminili come quello della Barbie, con occhi grandi, fronte alta, labbra carnose, naso e mento piccoli. Tutto ciò potrebbe avere una spiegazione evolutiva: I tratti ritenuti iper-attraenti in un volto femminile sono quelli che segnano maggiormente la differenza del volto di Homo sapiens da quello dell'uomo di Neanderthal e che, di conseguenza, hanno allontanato, nel corso della nostra storia evolutiva, il rischio di accoppiamento con questa specie. Un accoppiamento che sarebbe stato improduttivo, visto che in genere l'accoppiamento tra individui di specie diverse o non dà prole o porta alla nascita di individui sterili.
Nel caso delle donne è più difficile indicare preferenze assolute. Alcuni studi sembrano dimostrare che le donne prediligono volti con caratteristiche più femminee che mascoline, ma questo non è sempre vero. Di certo c'è il fatto che le preferenze variano in funzione di caratteristiche psicologiche oppure ormonali, legate in particolare alla fase del ciclo. Così nel momento del ciclo, caratterizzato da massima possibilità di concepimento, le donne sembrano più attratte da facce molto mascoline (attraenti compagni occasionali), mentre in altri momenti preferiscono volti più delicati, quasi femminili, espressione di un partner potenzialmente propenso a dedicarsi alla famiglia.
Sempre più complicate, le signore...





 

 




Per un giorno d' amore non so cosa darei!

   Se l'amore si logora durante la settimana lavorativa, la domenica è il giorno per rigenerarlo: Una lenta domenica lussuriosa. Una giornata trascorsa a letto, tra coccole, carezze e sesso! Il connubio tra relax e passione è infatti il perfetto ingrediente per una perfetta domenica all'insegna del dolce far niente e dell'amore. Ci si sveglia con coccole, dolci baci e languide carezze per poi passare in cucina per una ricca colazione fino ad arrivare a un bel bagno caldo a base di essenza di cannella per rivitalizzare mente e corpo, seguito da un massaggio tra le coperte. All'ora del pranzo le scelte cadono o su atmosfere e sapori forti, a base di cibi speziati, o il classico pranzo domenicale, o ci si lascia influenzare dal clima e dalla stagione.

   Le carezze e i baci prima di un rapporto sessuale possono essere anche più fondamentali dell'atto stesso, specialmente per le donne. Se spesso a un uomo basta un bel corpo femminile per provare eccitazione, una donna chiede di più. Deve essere stimolata e coccolata e solo così potrà raggiungere la massima soddisfazione. Uno dei segreti è saper stimolare tutte le parti giuste del proprio e del suo corpo, nel modo e nell'ordine esatto. Bisognerebbe infatti cominciare dalle zone meno sensibili di lei. e ne sarà piacevolmente sorpresa . Potete usare anche le dita e le unghie per fare una leggera pressione oppure per picchiettare sulla sua pelle, in particolar modo tra le pieghe dei gomiti, sotto il seno e all'interno delle cosce. Le carezze possono anche essere un po' rudi, ma senza esagerare. Il tocco fatto con il dorso della mano, per la durezza delle nocche pare possa stimolare molto la partner. Anche un pizzicotto dato nel momento giusto aiuta, specie nelle zone in cui c'è più carne, oppure una pacca decisa sulle cosce e sui glutei, ma sempre con moderazione.
   Comunque, non solo sul letto si possono fare queste esperienze. Anche una vasca da bagno può essere molto stimolante. Un buon bagno rende la pelle morbida, profumata e stimolante per i sensi. Preparate una vasca d'acqua calda e immergetevi la vostra partner. Dopo esservi insaponati per bene le mani, massaggiatela lentamente e non cedete se lei dovesse diventare impaziente. Rassicuratela dicendole che avete tutto il tempo del mondo. Una volta terminato, fatela uscire e poi entrate voi stessi nella vasca e lasciate che sia lei a massaggiarvi. Non è solo prima del rapporto sessuale che un contatto fisico dolce può dimostrare la propria efficacia. Può capitare anche in occasione di una tranquilla serata davanti alla tv o al cinema. Toccarsi dolcemente i capelli o le braccia è un modo molto piacevole di stare insieme.
   Quando però l' intimità è in fibrillazione, inizia l' accarezzarsi intimo che bisogna saper fare. La vulva è racchiusa tra due strutture cutanee ricoperte da peli che si chiamano grandi labbra; divaricandole si possono osservare due lembi ricoperti da mucosa denominate piccole labbra. All'interno delle piccole labbra è localizzato l'introito vaginale, ovvero l'orifizio che dà accesso al canale vaginale, e sopra ad esso il meato uretrale attraverso il quale avviene l'emissione di urina. Le piccole labbra si fondono verso l'alto intorno al clitoride, ricoprendolo con un piccolo cappuccio mucoso. Il clitoride è il corrispettivo embriologico del pene maschile e come esso è riccamente innervato da fibre nervose sensitive; può essere considerato l'epicentro del piacere femminile e, proprio per la sua grande sensibilità, se viene stimolato in modo poco adeguato può trasmettere sensazioni di fastidio e dolore anziché di piacere. è senz'altro da evitarne la stimolazione diretta prima che la donna abbia raggiunto un alto livello di eccitazione. Inizialmente è meglio toccarlo dolcemente appoggiandosi al cappuccio mucoso che lo ricopre. Comincia a muovere le tue dita sulla regione clitoridea con piccoli movimenti circolari mentre la tua ragazza indossa le mutandine; con l'aumentare della sua eccitazione potrai in un secondo tempo andare direttamente sulla vulva, dischiuderla, raccogliere sui polpastrelli la secrezione lubrificante presente all'introito vaginale e tramite essa stimolare il clitoride con un ritmo crescente. Dovrai avere pazienza perché la risposta eccitatoria della donna è più lenta rispetto a quella dell'uomo, ma soprattutto chiedi a lei di aiutarti a capire.

E di sera . . . La danza del ventre.
   Di origine, l' esotica “danza del ventre” è un culto africano di iniziazione alla fertilità e al parto, poiché i movimenti ritmici circolari rilassano e allo stesso tempo addestrano la muscolatura del bacino. In gravidanza i movimenti vengono effettuati più lentamente e delicatamente, e al nascituro, stare in grembo alla madre tra dolci movimenti, certo non dispiace. I Pigmei portarono la danza in Egitto e di qui si diffuse in Asia, Nordafrica, Spagna e Sudamerica. Fece il suo ingresso nel mondo occidentale nel 1893 con l' esibizione delle danzatrici del ventre alla esposizione mondiale di Chicago.

L' esotica danza merita attenzione per i suoi effetti positivi sull' animo femminile, difatti, con le sue mosse, movenze e ruotar delle anche, aiuta a scaricare lo stress e a sentire ancora piacere del proprio corpo. Il temperamento della danza viene scelto dalla donna stessa, ed Il portamento diritto e fiero le fanno scoprire la grazia e l' erotismo, anche se alla bilancia risultasse qualche chilo di troppo, difatti non si deve essere snelle o sportive per goderne i vantaggi. Ed in più, la maggior sensibilità del bacino ha effetti positivi sulla vita sessuale. Per questo ogni donna che sa destreggiarsi con la "danza del ventre", padroneggia nuovi strumenti di seduzione. E quale uomo non si lascia affascinare volentieri dalla danza dei sette veli di Salomé?



Altri effetti positivi:


  • Gli agili movimenti leniscono i disturbi della mestruazione e correggono la debolezza della vescica nelle piccole perdite di urina che dipende, per lo più, da una debolezza di tutto il bacino.
  • L' intenso lavoro delle gambe rafforza la muscolatura dei piedi, dei polpacci e delle cosce.
  • I muscoli della pancia, delle natiche e delle anche sono rinforzati dai movimenti del bacino, quelli del busto e delle spalle dal deciso gesticolare delle braccia.
  • L' esercitarsi regolarmente migliora l'abilità di coordinazione ed il senso di equilibrio.
  • I movimenti del ballo regolano l' irrorazione del sangue negli organi interni e stimolano il sistema digerente.
  • Esercitazioni molto dinamiche contribuiscono ad una profonda respirazione. Così che il corpo intero è meglio fornito di ossigeno.


   Sempre più coppie si servono del giorno di festa per rivitalizzare la fiamma della passione con una cura all'insegna della lentezza e della dolcezza Baci, carezze, effusioni e sussurri: roba per sole femminucce? Niente di più antico, adesso sono gli uomini a volere la dolcezza sotto le lenzuola e a considerare i preliminari, fino a oggi ritenuti un desiderio tutto femminile, un ingrediente fondamentale per rendere più intenso e romantico il rapporto d'amore. Ora emergono da una parte un maschio che sa aspettare, anzi, apprezza particolarmente questo lato del rapporto perché lo trova eccitante, dall'altra una donna più intraprendente e istintiva che non sa che farsene di abbracci e carezze. Insomma il contrario di quanto si è sempre pensato, detto e scritto. per la maggioranza del gentil sesso, infatti, i preliminari sono considerati "non indispensabili". Anche a proposito della durata, l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento: sono almeno 30 i minuti di tempo che gli uomini desiderano dedicare a baci e carezze che precedono il rapporto sessuale, mentre le donne sostengono che un quarto d'ora sia sufficiente a introdurre l'incontro.
   Ma in che cosa consistono le pratiche preliminari? Lui preferisce sfioramenti e carezze, lei predilige essere baciata con passione e toccata con decisione. Un uomo docile, generoso, e una donna cui non piacciono i mezzi termini sono quindi i protagonisti del nuovo scenario sessuale: "Le idee coscienti degli italiani sul sesso si sono modificate nell'ultima generazione più che in tutto il secolo precedente".

Sesso  felice.
   Per essere appagati occorre superare l'ossessione riguardo a tutto ciò che concerne l'eros. La soddisfazione del proprio desiderio non dipende dal numero di rapporti, né dalla prestanza fisica o dal sex appeal del partner: Per essere pienamente contenti di un rapporto amoroso, occorre creare e coltivare le proprie fantasie che aiutano ad affrontare l'incontro carichi di aspettativa. Insomma le persone che possiedono una buona intelligenza sessuale hanno molte meno probabilità di soffrire di disfunzioni rispetto a chi invece ne è carente.
   Esistono in entrambi i sessi alcuni atteggiamenti che tradiscono i pensieri e i sentimenti di chi li manifesta. La donna si morde il labbro inferiore e si scopre il collo quando vuole approfondire la prima conoscenza. L'uomo, invece, per manifestare il proprio interesse, accarezza la cravatta, toglie la giacca o gli occhiali mentre parla, arrotola una rivista tra le mani alludendo a un simbolo fallico. Ma intuito e intelligenza sessuale accompagnano il rapporto anche quando risulta già consolidato e permettono di cogliere i desideri del partner nei momenti di maggiore intimità.
   Un uomo intelligente, con un ricco bagaglio di conoscenze, deve anche essere spiritoso, e deve notare soprattutto la bellezza della propria donna, i suoi punti forti, la causa della sua tristezza; deve sapere dire almeno qualche parola d'amore, perchè l'amore passa prima attraverso l'orecchio della donna, per poi raggiungere il suo cuore.
   Il nostro corpo vive di ricordi propri, memorizza ogni contatto con l' altro sesso grazie ad un sofisticato meccanismo biologico. anche se gli anni passano e tutto scompare nel nulla, il ricordo dell'amore e del sesso non finisce mai nell'oblio, anzi avvolto da un'alone misterioso, vive la sua vita eterna senza mai invecchiare. Questo ricordo può uscire in qualsiasi momento: in sogno, mentre riflettiamo su qualche argomento importante, mentre camminiamo per strada, o leggiamo un libro, o parliamo con uno sconosciuto, o, addirittura, mentre facciamo l'amore con un'altro partner.
   Se vivrete senza complessi, meno timori e meno paura di far brutte figure, imparerete a conoscere meglio voi stessi, amerete di più il partner e la vostra vita sessuale sarà tutta "rose e fiori".

 




















 

 

 




Lo fanno tutti e bene

   La masturbazione, condannata fina a pochi anni fa, è in realtà un istinto naturale, praticata da molti animali e utile all' uomo.

   Ai galli va il primato per la fantasia: quando sono su di giri, mimano il coito con una gallina immaginaria e ci danno dentro fino a eiaculare. Gli scimpanzé, invece, si toccano con le mani, i delfini si strofinano sul dorso delle tartarughe, mentre cani, cavalli, gatti e, più in generale, tutti i quadrupedi, si strusciano contro gli alberi, il suolo e tutto ciò che si trova a portata di genitali. Dunque, non siamo i soli.
   L'autoerotismo è una pratica che coinvolge l'intero mondo animale e ci accompagna per tutta la vita, anzi, inizia addirittura prima della nascita, come dimostrano le ecografie su feti di entrambi i sessi: oltre a succhiarsi il pollice, i futuri bebè si trastullano con contatti oro-genitali. Non solo è normale, la masturbazione è anche legittima secondo l'Organizzazione mondiale della sanità: un "diritto" al piacere che, dalle stime ufficiali, viene esercitato da quasi l' 80% delle donne e da oltre il 90% degli uomini in tutto il mondo. Fra i più entusiasti praticanti del passato sembra ci fossero Omero, Giulio Cesare (che la definiva "un meraviglioso diversivo") e Michelangelo. E questo nonostante il monito biblico: Dio uccise Onan perché "disperdeva a terra" il suo seme. La condanna dalle religioni ebraica e cristiana la mise al bando, almeno ufficialmente (la Chiesa prevedeva 15 anni di prigione per chi la praticava) in tutto il mondo occidentale.

• Piacevolmente utile
   Negli ultimi trent' anni i pediatri hanno riconosciuto alla masturbazione il ruolo importante di gioco esplorativo, utile per conoscere il proprio corpo, e i sessuologi quello di esercizio propedeutico a una felice vita di coppia.
   «In passato i medici tolleravano l' autoerotismo solo perché era considerato una sorta di sfogo, utile ai maschi adolescenti non ancora in grado di gestire un rapporto di coppia. In realtà è un atto positivo, che aiuta a crescere: toccandosi, i bambini scoprono come sono fatti, e da più grandicelli imparano a conoscere le proprie reazioni. Scoprono, per così dire, i loro personali 'punti grilletto', quelli che fanno scattare il piacere». Ma l'onanismo può essere anche una terapia: aiuta a recuperare sia la sessualità di coppia sia quella individuale. Oggi i medici, per curare la frigidità e l'incapacità femminile di raggiungere l' orgasmo, consigliano di praticare la masturbazione individuale o bilaterale. Le carezze, in fatti, sono uno dei modi privilegiati per scoprire non solo la propria anatomia, ma anche le proprie zone erogene, le strade intime verso il piacere. «La masturbazione viene consigliata anche dagli andrologi per contrastare il fenomeno dell'eiaculazione precoce. Basta cambiare il modo con cui ci si masturba, per trasformare questa pratica in un esercizio di autocontrollo».
   Ma le funzioni non si esauriscono qui: perfino l'autostima e il senso di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo. Nei cosiddetti periodi critici della vita, per esempio dopo una gravidanza, o dopo i sessant' anni, o semplicemente quando ci sentiamo inadeguati, il nostro potere seduttivo viene messo in discussione e ci si sente tagliati fuori dal circuito erotico. è allora che possono nascere ansie e insicurezze che l' autosoddisfazione tampona. E poi il piacere è un potente ansiolitico naturale, tant' è vero che adulti e ragazzi ricorrono di più alla masturbazione nei momenti di maggiore stress.

• Fa bene a tutti
   Ma cosa accade nell'organismo quando ci dedichiamo alle carezze intime? «La letteratura scientifica è concorde nel considerare la masturbazione un fenomeno che interessa poco il sistema psiconeuroendocrino. In altre parole: masturbandosi non vengono prodotti neurormoni dall'ipotalamo, quindi questa pratica non ha l'effetto benefico, tipico dei rapporti sessuali, di favorire la produzione del testosterone, che stimola non solo il desiderio, ma anche la forza, sia fisica sia psichica, e il benessere generale». Tuttavia gli esperti non hanno dubbi: la masturbazione ha altri effetti molto positivi sulla salute. Innanzitutto è efficace dal punto di vista vascolare: «La circolazione dei corpi cavernosi dell'uomo, ma anche della donna. è molto particolare. In quelle zone. infatti. ci sono vasi molto piccoli e una quantità limitata di ossigeno: è probabile, quindi, che vi si sviluppino processi degenerativi. Per contrastare questi fenomeni è necessario che ci siano eccitazioni, erezioni, lubrificazioni: la masturbazione permette tutto questo, perciò è considerata un'utile ginnastica vascolare». E i vantaggi non finiscono qui. Studi recenti hanno provato che nell'uomo l'emissione di liquido seminale è uno degli elementi più importanti per la prevenzione del cancro alla prostata. è vero che ciò avviene anche con i rapporti sessuali: ma la masturbazione è una valida alternativa per chi non ha un'attività sessuale frequente.

• Meglio del sesso a due?
   Infine è una pratica che giova all'apparato riproduttivo: elimina gli spermatozoi più vecchi; che se non sono espulsi si accumulano nel corpo maschile. e rinnova così il patrimonio delle cellule riproduttive maschili. Nelle femmine, invece, l'autoerotismo influisce sul coito successivo, regolando la capacità dell'utero di trattenere lo sperma per favorire il concepimento. La masturbazione e il coito sono piaceri diversi, dal punto di vista fisiologico, ma ugualmente intensi: «Non si può dire con certezza quale sia il migliore, dipende dalle persone». Per molti uomini l'autoerotismo rappresenta il massimo piacere fisico: l'orgasmo raggiunge un'intensità unica. «Bisogna considerare che nel coito subentrano meccanismi più articolati (endocrini, psicologici e ormonali): complessivamente, quindi, il rapporto può essere più appagante. L'importante è che si smetta di considerare la masturbazione come un ripiego: è una cosa diversa rispetto al rapporto sessuale, e risponde ad altre esigenze. è un atto del tutto naturale, sano dal punto di vista medico e fisiologico».

• Quando è troppo
   Ovviamente, come succede per quasi tutto, non bisogna esagerare. «Se si trasforma in un comportamento compulsivo, se cioè diventa un'ossessione e prevarica tutti gli interessi personali, finisce col causare una chiusura verso il mondo e verso le relazioni sociali. In questi casi è il sintomo di un disagio profondo. Soprattutto se si ha un partner». L'autoerotismo sconfina invece nella perversione quando si sente il bisogno di ricorrere a pratiche masochistiche: «Le più comuni sono l'introdurre corpi estranei nell'uretra». All'estremo opposto dei dipendenti dalla masturbazione ci sono coloro che la evitano dopo aver scoperto il sesso a due o che addirittura non si sono mai masturbati. «Se ci si sente soddisfatti e se la vita sessuale di coppia è appagante non c'è nulla di male, perché è vero che l'autoerotismo può far bene. ma se non lo si pratica non significa che si è malati. Se invece la vita sessuale è insoddisfacente, il rifiuto potrebbe nascondere un disturbo della sfera psico-sessuale».

   Ecco alcune delle più diffuse credenze sul "vizio solitario" inventate dai detrattori della masturbazione.
-«Causa alitosi». L' apparato digerente e quello riproduttivo non hanno punti di contatto: l'alito cattivo non può essere dunque collegato in alcun modo alla masturbazione.
-«Vi ammalerete». Non è vero.
-«Rende pazzi»? No, e neppure deprime.
-«Vi vengono i peli sulle mani!». Ovviamente falso.
-Blocca la crescita. Ma no, è infondato!
-«Dopo la prima bisogna smettere». In realtà subito dopo l'eiaculazione segue una fase di refrattarietà agli stimoli sessuali che dura un tempo variabile in base all'età, al desiderio, agli stimoli. Finita questa fase si può fare ciò che si vuole.
-«Fa diventare ciechì». In passato si credeva che la perdita di sostanze e di energie durante la masturbazione indebolisse il fisico e in particolare la vista. In realtà non vi è alcuna correlazione.
-«Rimpicciolisce il pene» Falso: non c'è alcuna correlazione tra dimensioni del pene e pratica masturbatoria.
-«Fa venire la depressione». Il fatto che la masturbazione provochi qualche senso di colpa è perfettamente normale. Si tratta di entrare in contatto con la propria intimità e soprattutto con qualcosa che comunque imbarazza tutti, dal momento che è in stretta relazione con paure e tabù ereditati da una cultura che mette al primo posto la riservatezza della sfera sessuale.















 

25.12.2016