Il Sesso è uno dei più complessi ed appassionanti
misteri della natura. Perchè i meccanismi dell'
evoluzione che favoriscono sempre l' adozione delle
soluzioni più efficaci, hanno favorito l' adozione,
da parte di così tante specie, del sesso? Considerato
con tutti i preliminari (incontri, corteggiamento,
riti, regali, ... ), il sesso richiede un enorme
dispendio di energia. è molto meno efficace di altri
sistemi per svolgere la funzione principale: Fare
figli.
Gli organismi asessuati producono il doppio di figli senza
modificare il loro patrimonio genetico (cloni).
Noi "sessuati" ogni volta che facciamo un figlio
rimescoliamo i nostri geni con quelli del partner,
col rischio di peggiorare la miscela: l' unico scopo
di questa faticosa ricombinazione di geni è sopravvivere.
Cambiando continuamente il Dna e salvaguardando
la varietà, il sesso garantisce più possibilità
che esistano individui capaci di resistere ai parassiti
(virus) e salvare la discendenza. Se un virus attacca
una specie fatta di organismi tutti uguali, può
distruggerli dal primo all' ultimo.
Questa la teoria; ma è la spiegazione perchè il sesso sta
dilagando e invadendo ogni aspetto della nostra
vita? è questa una "misteriosa", ma piacevole, invasione.
Per il sesso c' è chi dilapida patrimoni, compie
azioni di cui non si sarebbe mai creduto capace,
commette reati. Il sesso è importante nella nostra
vita quotidiana, nel modo in cui ci vestiamo, ci
curiamo, ci impegniamo e ci comportiamo sul lavoro,
scegliamo un' auto, decidiamo dove passare le vacanze.
Represso per secoli, liberato è esploso come fenomeno
di erotizazione di quasi tutte le aree della nostra
esistenza. Può essere mercificato, e per questo
la società dei consumi lo esalta.
Ma per l' uomo il bisogno d' amore è una spinta più importante
della pulsione erotica. Richiede più impegno e più
tempo. e soprattutto non si può comprare.
Abitudini sessuali dei nostri
antenati.
"Fare l'amore è bello, restare incinta è sgradevole",
dice un proverbio sumerico del 2000 a. C., che esprime
molto bene la concezione che Sumeri e Assiro-Babilonesi
avevano del sesso; e diventa ancora più evidente
se si aggiunge che il proverbio era pronunciato
da una donna e che l'espressione tradotta con "fare
l'amore" nel testo originale significava "essere
penetrata". Presso questi popoli il sesso era religione
e il luogo più adatto per farlo era il tempio, dove
centinaia di sacerdotesse della dea babilonese Belit-Ishtar
si concedevano ai fedeli. Era sufficiente versare
un'offerta: l'accoppiamento avveniva nei dintorni
del tempio, alla vista di tutti, perché non c'era
pudore, il coito era considerato un gesto sacro
e l'orgasmo un modo per avvicinarsi agli dei. Ancora
più sorprendente, visto con gli occhi di un europeo
del XXI secolo, è però l'assoluto, e spesso molto
violento, dominio maschile nel rapporto tra i sessi:
una caratteristica comune a gran parte delle civiltà
avvicendatesi nei 4 millenni successivi. In altre
parti della città, era per esempio usanza riunire
tutte le più belle ragazze da marito: dopo averle
fatte spogliare, venivano messe all'asta. Era perfino
previsto che i Babilonesi, prima di acquistarle,
le "provassero" sul posto. Il ricavato di tale vendita
forniva la dote alle ragazze brutte e storpie, in
modo che anch'esse potessero sposarsi.
• Capezzoli colorati
In Egitto l'amore era esaltato con naturalezza,
senza pregiudizi e sensi di colpa. La nudità era
normale: la maggior parte delle donne andava in
giro poco vestita o con abiti così trasparenti da
lasciare poco all'immaginazione. Forse per questo
le donne, invece di spogliarsi per prepararsi all'amore,
si coprivano: indossavano una parrucca elaborata
e profumata di essenze, si dipingevano i capezzoli,
inoltre cospargevano i peli del proprio sesso con
unguenti e sostanze afrodisiache. In altre situazioni,
invece, le donne inscenavano veri e propri spettacoli
di strip-tease in cui le ballerine rimanevano "vestite"
di soli tatuaggi o di una sottile cintura di perle.
• Bava dì stallone
La posizione preferita per il sesso era in piedi,
anche perché il letto sarebbe stato inventato solo
alcuni secoli più tardi e la posizione "del missionario"
era molto poco piacevole su una stuoia. In una società
in cui fare sesso non era difficile, erano molto
diffusi i prodotti afrodisiaci e i contraccettivi.
Perché la donna potesse provare più piacere si consigliava
per esempio di ungere, prima del rapporto, il pene
del partner con la bava di uno stallone o con una
miscela di miele e acacia triturata. Per evitare
gravidanze indesiderate, invece, si ricorreva o
a preservativi ricavati da intestini d'animale,
oliati e profumati o a cappucci di lino ricamato
(i ricami erano in rilievo per dare più piacere
alla donna) legati alla base del pene. Per essere
grandi amatori, secondo gli egizi, bisognava inoltre
mangiare tanta cipolla (vietata infatti ai sacerdoti
che avevano fatto voto di castità).
• Spettacoli "a luci rosse
Nell'Atene classica fu elaborata un'organizzazione
del piacere a pagamento che sarebbe stata presa
a modello anche da Roma. Un proverbio dell'epoca
diceva "Le prostitute sono per il piacere sessuale,
le etere (letteralmente "compagne". In pratica prostitute
di lusso) per le cure di tutti i giorni e le spose
per aver una discendenza legittima". La città di
Atene acquistava centinaia di giovani schiave per
i suoi cittadini con l' obiettivo garantire la castità
delle donne libere. Ecco come uno scrittore descriveva
il classico rapporto che il greco medio aveva con
il sesso: «I giovani della nostra città possono
trovare belle ragazze nei bordelli e le possono
vedere scaldarsi al sole, disposte in fila a seno
nudo. Ognuo può scegliere la ragazza che si adatta
ai suoi gusti, esile o grassa, alta o magra: un
prezzo diverso per posizioni diverse. Tali bordelli
sono aperti sempre, di giorno e di note». Con i
profitti tratti dal commercio di queste donne, ad
Atene si costruì anche un tempio in onore di Afrodite
Pandemia protettrice dell'amore a pagamento. Un
momento importante nella giornata degli ateniesi
di buona società era il simposio, cioè il banchetto,
alla fine del quale si svolgevano spesso spettacoli
"a luci rosse'' che si ispiravano a scene della
mitologia: uno dei più gettonati era l'incontro
del dio Bacco con Arianna, interpretato da veri
pornodivi dell'epoca di fronte ai convitati estasiati
e molto eccitati.
• Romani puritani e gelosi
Prima di assimilare i costumi greci, i romani erano
invece molto puritani nei costumi sessuali. Basti
pensare che ancora in epoca augustea (fine I sec.
A.C.) era considerato deprecabile che un'amante
scoprisse il seno o facesse l'amore con la lucerna
accesa. Fissare in pubblico una matrona romana sposata
era considerato un atto simile allo stupro. Si sa
di mariti che fecero malmenare a sangue gli amanti
delle proprie consorti, spinsero i propri schiavi
a orinare e defecare su di loro e infine li fecero
sodomizzare. Questo non toglie che anche a Roma,
nelle case più ricche, andassero di moda, alla fine
delle feste, spettacoli a luci rosse. L'imperatore
Nerone organizzò addirittura un villaggio del sesso:
ancorò una grande zattera in uno stagno in Campo
Marzio su cui furono disposte le tavole del banchetto.
La zattera era raggiungibile con barche manovrate
da schiavi omosessuali suddivisi in squadre, secondo
le loro abilità sessuali. Intorno allo stagno era
stato costruito un villaggio "a luci rosse" dove
le più belle prostitute della città, completamente
nude, assumevano pose oscene o si lanciavano in
spettacoli saffici: a gestire queste case l'imperatore
aveva imposto che fossero molte matrone o vergini
di buona famiglia di Roma, che dovevano recitare
la parte di prostitute o di ostesse.
• Repressione imperiale
è opinione comune che il Medioevo e il Cristianesimo
abbiano provocato una svolta nella concezione e
nella pratica sessuale. In realtà, secondo Qli storici,
la svolta avvenne molto prima, già durante l'impero
romano. «La repressione sessuale arrivò con la legge
imperiale romana». La nuova religione cristiana
trasformò poi con la forza della legge divina un
comportamento di pochi aristocratici in legge universale,
regolamentando i rapporti amorosi, condannando l'aborto.
proibendo la bisessualità. I medici sostenevano
che l' eiaculazione maschile era uno sforzo costoso
a livello fisico, di conseguenza era necessario
gestire con parsimonia il proprio sperma. L'abuso
del coito era considerato pericoloso, perché, si
diceva, abbreviava la vita, debilitava il corpo
prosciugandolo, distruggeva gli occhi.
• Donne incontrollabili
Inoltre l'uomo doveva saper fermare la donna, considerata
più soggetta al desiderio sessuale perché capace
di avere orgasmi ripetuti. Era quindi importante
che l'uomo non si abbandonasse a smodate carezze
con la consorte per evitare che l'eccitazione femminile
diventasse inarrestabile. Meglio soddisfare la donna
ingravidandola. Vi erano precisi divieti e conseguenti
penitenze per i coniugi che praticavano sesso: per
esempio se "Ti sei accoppiato da dietro con la tua
sposa o con un'altra donna, come fanno i cani, farai
penitenza 10 giorni a pane e acqua. Se ti sei unito
con la tua sposa o con un'altra donna nel loro periodo
mestruale, farai penitenza per altri 10 giorni con
pane e acqua". .. e così via.
• Abbasso il piacere
Tutte queste regolamentazioni portarono anche nel
Medioevo una grande diffusione dei bordelli. Le
case da appuntamento erano spesso camuffate da bagni
pubblici: sembra, infatti, che fosse considerato
molto erotico incontrare e consumare l' appuntamento
con la prostituta nelle grandi tinozze di legno
colme di acqua calda e proseguire poi in grandi
letti chiusi da pesanti cortine. La Riforma protestante
e la Controriforma cattolica limitarono, alla fine
del XVI secolo, sempre più la presenza del piacere
sessuale nella società, bollandolo spesso come peccato
mortale. La bellezza femminile era considerata una
trappola di Satana. Si doveva fare l' amore il più
vestiti possibile, di notte, evitando a tutti i
costi la nudità. Si consigliava la posizione del
missionario classica, e una penetrazione violenta
con eiaculazione veloce, nella quasi totale indifferenza
per il piacere della compagna. Posizioni diverse
erano considerate pericolose, provocavano la collera
di Dio. offendevano l'ordine naturale e potevano
originare figli deformi.
• Borghesia ipocrita
Le grandi rivoluzioni del XVIII secolo (americana.
francese. e industriale), portarono in molti ambiti
la ragione e la scienza a trionfare sulla superstizione;
tuttavia i pregiudizi sul sesso, invece di sparire,
si rafforzarono ancora di più: la società borghese
nascondeva i propri comportamenti sessuali. Anzi:
doveva reprimerli o convogliarli nelle case di tolleranza.
Questo fece sì che la prostituzione in Europa si
diffondesse a macchia d'olio: solo a Parigi, prima
della I Guerra mondiale, "operavano" 500 mila prostitute!
Solamente la diffusione delle malattie veneree,
la rivoluzione sessuale del 1968 e il femminismo
sarebbero riusciti a ribaltare millenni di pregiudizi
sessuali e di maschilismo.
Le armi della seduzione.
L' intero corpo umano gioca un ruolo da protagonista nei potenti meccanismi
d' attrazione e desiderio scatenati dal sesso. Ecco
le parti più importanti di questo speciale linguaggio
del corpo.
1 Il cervello
Controlla ormoni, comportamenti e anche le fantasie.
Come si chiama l' organo sessuale più importante e più grande
nella specie umana? Sembra una domanda banale, ma
non lo è. La risposta giusta, secondo i sessuologi,
è infatti “il cervello". è nel cervello che si sviluppano
le fantasie che accendono il desiderio. Ed è da
“centri di controllo” come l'ipotalamo e
il nucleus accumbens che è guidato, attraverso
una cascata di ormoni, lo svolgimento del rapporto
sessuale. è grazie al cervello che si decidono quali
sono i comportamenti più adatti nelle varie situazioni
del corteggiamento e del rapporto di coppia, in
una specie di infinita partita scacchi. Ed è sempre
qui che si immagazzinano i modelli di bellezza che
costituiscono il nostro immaginario erotico e che
sono così importanti nelle prime fasi della seduzione.
Modelli che sono spesso un retaggio dell'evoluzione
della nostra specie: indicatori di forza per i maschi
(sedere, spalle, muscoli, voce) e di fertilità (fianchi,
seno, sedere) per le donne.
Il colpo di fulmine visto dal cervello
Negli incontri tra due potenziali amanti il cervello svolge un ruolo
determinante e inconsapevole. Prima si attiva la
corteccia temporale, dov'è il "deposito immagini
facce" per il riconoscimento(1). Il giudizio estetico,
se positivo, viene espresso nella corteccia frontale
sinistra (2). Con l'incrociarsi degli sguardi si
attiva lo striato ventrale (3), deputato al piacere
della ricompensa e attivato anche dal gioco d'azzardo.
Lui si avvicina e percepisce l'odore di lei (4),
importante nella scelta del partner. Poi tocca alla
corteccia orbito-frontale (5), area solo umana della
morale, che valuta eventuali sensi di colpa nei
confronti del partner abituale.
Vai! Infine, se l'incontro finisce a letto, l'ordine per una sequenza
(erezione, accoppiamento, eiaculazione), difficile
da interrompere, parte da un gruppo di cellule dette
Bnst (6). Il legame di coppia si stringe
nell'ipotalamo (7); l'euforia da "cotta" nasce nel
cingolato anteriore (8)
2 Il
sedere
Per i primati è la principale arma di seduzione.
Ma così tondo e irresistibile. . . L' abbiamo solo noi.
Il sedere è da sempre lo strumento più efficace di seduzione in tutte
le quasi 300 specie di primati esistenti. Ma quello
dell'uomo ha una caratteristica unica: natiche semicircolari
sporgenti, che derivano dal camminare in posizione
eretta. E per quanto questo modo di camminare lo
abbia reso meno visibile. è rimasto nell'immaginario
erotico, sia maschile sia femminile, una forrnidabile
arma d'attrazione.
In epoca greca l'attributo che più spesso era dato alla divinità della
bellezza, Venere, era "callipigia" cioè "dalle belle
natiche". E c'è perfino chi sostiene (come l'antropologo
Desmond Morris) che il simbolo universale dell'amore,
la forma - stilizzata - del cuore, rappresenti in
realtà il sedere femminile. Le caratteristiche che
rendono attraente un sedere variano però da Paese
a Paese e di epoca in epoca. E anche fra le diverse
popolazioni: in genere i neri hanno un sedere più
grosso e scultoreo grazie alla maggiore percentuale
di masse muscolari rispetto ai bianchi.
Come gobbe di cammelli
Ma tra le popolazioni africane dei Boscimani e degli Ottentotti. anche
i glutei di un centometrista di colore sarebbero
considerati troppo piccoli. Loro apprezzano infatti
la "steatopigia" cioè l'ipertrofia delle natiche.
Nell'Islam devono invece essere bianchissime e abbondanti.
Mentre nella pittura erotica degli indiani d'America
uomini e donne, completamente vestiti, lasciano
scoperto solo il fondoschiena.
Ma il sedere non ha solo valenze erotiche. è anche la più imponente
massa muscolare del corpo umano, un inesauribile
deposito di energie. di grassi (come le gobbe dei
cammelli). la parte del corpo che ci permette di
stare seduti, muovere le gambe e camminare. Insomma:
una vera meraviglia. Coperto per secoli in osservanza
a tabù morali, ora il sedere torna a essere valorizzato:
dai vestiti attillati degli anni '60, oggi si è
arrivati al "vedo-non vedo" degli abiti da sera
e al tanga. Molti antropologi ritengono che il seno
si sia sviluppato come richiamo erotico da esibire
nella postura eretta in sostituzione del sedere.
I gusti, poi, variano con le epoche: primitivi e
africani apprezzano la steatopigia, cioè l'ipertrofia
dei glutei, simbolo di fecondità . . . E di fortuna,
come dimostrano molti coloriti modi di dire tuttora
in uso.
3 IL SENO
Non è un organo sessuale, ma attrae.
Perchè . . . "sostituto del sedere"?
Per l'antropologo Desmond Morris la natura ha favorito lo sviluppo
del seno per rendere più attraente anche l' aspetto
frontale. A parte lo sguardo... La parte del corpo
femminile che più attrae gli uomini è il seno. Banale?
Sì, ma anche molto strano. Il seno non è un organo
sessuale, non esistono altri animali che lo usino
come strumento di richiamoo sessuale (avete mai
visto un toro interessato alle mammelle di una mucca?).
E anche all'interno della specie umana non è sempre
considerato un richiamo erotico: in alcune zone
dell'Africa e dell'India, per esempio non lo è.
Fonte di cibo e di piacere
La spiegazione più accreditata, avanzata dall'antropologo britannico
Desmond Morris è che il seno sia erotico perché
somiglia al sedere. Meglio: perché lo sostituisce.
Per lanciare un segnale sessuale le femmine di scimmie
esibiscono le natiche, come probabilmente facevano
le nostre progenitrici. Poi, con l'acquisizione
dell'andatura eretta, per rendere anche l'aspetto
frontale seducente,l'evoluzione ha favorito lo sviluppo
di due rigonfiamenti simmetrici che ricordano i
glutei. Oggi le relazioni sociali avvengono frontalmente,
quindi è inevitabile che le parti più osservate
in una donna siano occhi e seno.
E poi c'è una ragione inconscia: il seno evoca una sensazione di sicurezza
e calore perché rappresenta il primo contatto intimo
del neonato, fonte di cibo e di piacere. Non a caso
la sua potenza è raccontata persino dalla Bibbia,
nel Cantico dei cantici. E quadri come la "Tempesta"
di Giorgione e "la Fornarina" di Raffaello ne celebrano
la potenza e il mistero.
Guardarsi negli occhi?
Molto meglio il décolleté. Qual è la parte del corpo che esercita una
maggiore attrazione? A un ballo, la prima cosa che
i maschi osservano è il seno, mentre le donne sono
più attente al sedere e, in genere, alla struttura
corporea.
E poi nacque il reggiseno Quand'è nato il reggiseno? Nel
Periodo romano c'erano il "mammillare", fascia di
cuoio che appiattiva, e lo "strophium", che avvolgeva
senza comprimere. Poi più nulla fino al Rinascimento,
quando le donne indossano un pettorale di tela rigida.
Solo dal '600 il seno è spinto in alto col corsetto,
ma è lasciato libero sotto la camicia. Dopo la Rivoluzione
francese il busto, in tessuto leggero, è indossato
sopra la camicia e compare il "fichu", fazzoletto
che avvolge e sostiene le mammelle. Invenzione USA. Il reggiseno moderno è brevettato
negli Usa da Caresse Crosby nel 1914: è formato
da due fazzoletti e un nastro. Da allora l'indumento
vive alterne fortune: raro durante la Guerra perché
scarseggiavano i tessuti, rinasce nel '50 con le
nuove fibre sintetiche. Le femministe degli anni
'60 lo bruciano in piazza; negli ultimi 20 anni
diventa strumento di seduzione (anche tecnologico),
ottenuto assemblando oltre 30 parti diverse.
4 La bellezza ormonale:
Mani, Bocca, Spalle, Fianchi, Piedi.
La maggior parte delle zone "erogene" del corpo umano è indice di salute
e di fertilità, o (nei maschi) di forza: tutte qualità
governate dagli ormoni. Anche se i criteri estetici
e le parti preferite del corpo umano possono cambiare
nel corso del tempo e a seconda dei luoghi, ci sono
alcuni "punti caldi" che influenzano da sempre in
modo irresistibile la scelta dell'uomo o della donna
da corteggiare. è un retaggio ancestrale, che probabilmente
abbiamo ereditato dagli ominidi e che è stato selezionato,
secondo i meccanismi dell'evoluzione, in milioni
di anni.
Lui & Lei
Le parti del corpo femminile che più attraggono i maschi sono
quelle che indicano fertilità o sono manifestazione
di ormoni utili per la riproduzione. Come il seno
e i fianchi larghi (che garantiscono le qualità
di mamma), i capelli luminosi (indice di salute),
la pelle liscia (indice di giovinezza), fronte spaziosa,
occhi grandi (sono essenziali nel primo contatto),
naso piccolo. Labbra carnose e rosse attraggono,
secondo gli antropologi, perchè "imitano" i genitali
femminili. Seni simmetrici e sodi. rapporto ' vita
fianchi 0,7 (la vita deve essere il 70% dei fianchi).
E oggi anche l'ombelico, che "allude" ai genitali.
Mentre ad attrarre le donne sono soprattutto le parti del corpo
maschile che indicano la forza, una qualità indispensabile
in passato per garantire la sicurezza e le crescita
dei figli: Alta statura, spalle larghe, muscoli
(da quelli del sedere a quelli del tronco, ai pettorali),
fronte ampia, sopracciglia marcate, mascella larga
(favorita dagli ormoni maschili), mento pronunciato.
Rapporto vita-fianchi 0,9.
5 I Genitali
Celati dai vestiti, ma presenti in molti oggetti.
Le forme degli organi sessuali sono usate come simboli in molti utensili,
spot e riti. Mentre le zone erogene "secondarie"
(seni, labbra, capelli, sedere), sono sempre più
spesso esibite dalla moda, i protagonisti principali
di quello straordinario fenomeno che chiamiamo sesso,
i genitali, stanno in genere ben nascosti sotto
i vestiti. In compenso appaiono, in forma allusiva,
in un'infinità di oggetti.
In passato i simboli degli organi genitali maschili e femminili erano
molto più espliciti: i totem precolombiani degli
indiani d'America avevano una chiara forma fallica;
i cippi funerari etruschi avevano forma fallica
per i maschi e di casetta per le donne. E anche
lo scettro dei re era una chiara allusione all'origine
sessuale del potere maschile. Oggi la pubblicità
sfrutta missili, banane, bottiglie di spumante e
altri oggetti che possono ricordare il fallo.
E i genitali riappaiono nei riti della nostra società,
come il matrimonio: l' anello (come i tutti i cerchi
simbolo femminile) che lei infila al dito
(simbolo maschile) di lui.
I rituali di conquista
Se foste dei cervi, avreste a disposizione un solo
giorno per conquistare la vostra partner. Se foste
paradisee, gli splendidi uccelli tropicali, per
attirare l'attenzione delle femmine vi mettereste
a testa in giù ed emettereste suoni incredibili.
Quando si tratta però di corteggiare una donna, i
rituali possono essere altrettanto pittoreschi.
Muscoli messi ìn bella vista, auto potenti esibite
come trofei, voce alta e battute brillanti: un piccolo
campionario delle strategie usate dagli uomini per
attirare l'attenzione dell'altro sesso. Se vi sembrano
più sottili rispetto ai canti degli uccelli o alle
lotte spietate dei cervidi, il motivo è il tempo:
a differenza della maggior parte degli animali,
l'uomo ha a disposizione tutto l'anno per cercare
una compagna.
Sussurrate il vostro amore
«Per l'animale maschio», spiega Enrico Alleva, direttore
del Laboratorio di Fisiopatologia comportamentale
all'Istituto superiore di sanità di Roma, «mettere
in mostra grandi code o corna imponenti significa
rendersi più vulnerabile nei confronti dei predatori.
Chi lo fa vuole comunicare che dispone di geni forti
e sani, che gli permettono di sopravvivere nonostante
tutto». I maschi di rane, per esempio, sfidano il
pericolo gracidando rumorosamente per attirare l'attenzione
delle femmine. Una strategia familiare anche per
qualche uomo. «In presenza di una donna attraente,
gli uomini tendono spesso ad alzare la voce o a
ridere più rumorosamente», spiega Marco Pacori,
esperto di Comunicazione non verbale. «Una voce
forte è certamente indice di una personalità dominante.
Meglio evitare però le risate troppo fragorose,
è preferibile sorridere in modo rasserenante: i
rapporti con l'altro sesso generano sempre una certa
diffidenza e per avere successo bisogna mostrarsi
sì forti e dominatori, ma anche rassicuranti».
Al posto dei muscoli
Un mix complesso che si esprime in un gioco di gesti.
«Gonfiare il torace e tirare in dentro la pancia,
per esempio, serve all'uomo per aumentare la dimensione
“psicologica” del proprio corpo», prosegue Pacori.
«Mentre sorridere, distendere i tratti del volto,
sedersi con le gambe leggermente divaricate sono
altrettanti modi per esprimere un approccio non
aggressivo».
E chi sui muscoli non può contare? Gli umani rimediano
utilizzando abiti dalla forma squadrata e imbottiture
che li fanno apparire più robusti e quindi desiderabili.
Ci sono invece animali, soprattutto rettili, che
adottano lo stratagemma di gonfiarsi per apparire
più grandi e potenti. «Lo fanno i varani, ma anche
le comuni fucertole», prosegue Alleva. «Alcuni di
questi rettili alzano la testa per mostrare le macchie
colorate sotto la gola che diventano più vivide
nel periodo degli amori. Altri gonfiano le sacche
che hanno ai lati del collo oppure mettono in evidenza
squame o aculei, a volte colorati».
Falla ridere: Le donne si conquistano con una
risata
Il segreto per un rapporto spumeggiante e ricco di
passione non è riempirla di attenzioni e di regali,
ma farla sganasciare dalle risate da mattina a sera,
perché sono loro che lo desiderano.
Molte donne, soprattutto tra le più giovani, non
ci penserebbero due volte ad abbandonare il proprio
partner per un po' di divertimento!
Ma sapete qual è il significato originario del verbo
divertirsi? Deriva dal latino divertere,
vuol dire cambiare, distogliere, volgere altrove.
Detto con un sinonimo più moderno: evadere.
Evadere dalla routine della vita quotidiana, dalla
noia che, secondo le donne intervistate è la peggior
nemica della felicita , dell' amore e del sesso
. Proprio la noia è il peggior male che possa affliggere
la coppia.
La soluzione è semplice: basta saper far ridere e
un po' di fantasia! Il segreto per una relazione
duratura con la propria partner? Farla ridere!
L'importanza dell'olfatto
Attenzione anche a non sottovalutare I'importanza
dell'olfatto: tutti gli animali, compreso l'uomo,
hanno delle ghiandole che producono sostanze odorose,
richiami sessuali chimici. Il loro messaggio raggiunge
i centri nervosi del sistema limbico attraverso
i recettori dell'olfatto, localizzati alla radice
del naso. La nostra reazione a questi segnali è
del tutto inconscia, sebbene sia molto intensa.
Anche chi è solito conquistare con fiori e regali,
è in ottima compagnia. «Fra gli animali, le offerte
sono più spartane, ma non meno gradite», conferma
Alleva. «Molti uccelli come le averle, per esempio,
esibiscono insetti e piccole lucertole, magari infilzandole
su rametti o filo spinato. Il dono del cibo è un
classico segnale non aggressivo, serve a tranquillizzare
la femmina e indurla a seguire il maschio. Magari
nel nido, decorato per l'occasione con pietruzze
o ramoscelli, come fanno molti uccelli e alcuni
animali marini come il polpo».
Se mancano le idée
Se siete a corto
d'idee per conquistare la vostra donna (ma anche
uomo) dei sogni, potete prendere spunto da una delle
strategie utilizzate dagli animali: pur non essendo
una assoluta garanzia di successo, sicuramente vi
aiuteranno a comunicare al potenziale partner il
vostro interesse.
Se poi avete la fortuna di arrivare a un bacio,
dovrete giocare la «partita» della seduzione sul
filo delle reazioni chimiche. Aumento della pressione
sanguigna e della sudorazione, battiti accelerati,
sudore: la responsabile dello «stress da bacio»
è l'adrenalina prodotta dall'ipotalamo. Uno stress
decisamente piacevole e positivo, però, che gli
europei hanno la fortuna di considerare un «preliminare».
Gli americani, invece, considerano il bacio un gesto
erotico, che accompagna il rapporto sessuale e lo
suggella. Non a torto, visto che secondo gli esperti
il bacio è il contatto intimo per eccellenza. Ancora
di più dell' unione sessuale.
Eros Si & No
Sacerdoti celibi, anticoncezionali vietati, verginità prima del
matrimonio, masturbazione peccaminosa... la religione
sembra proprio considerare il sesso come un male,
anche se un male necessario.
• Kamasutra nel tempio
Non è però sempre stato così, soprattutto in Oriente. Anzi, a parte
alcuni tabù sessuali che tutti condividono (come
l'incesto e l' adulterio), il sesso in molte religioni
del passato era visto come strumento per ricongiungersi
a Dio. In India, per esempio, esisteva una categoria
di donne. le Devadashi, alle quali era affidato
il compito di esercitare, nei templi, la funzione
dì "prostituta del dio": ne parlano già i Veda,
i testi sacri dell'induismo, elaborati fra i 2500
e il 500 avanti Cristo. Anche il famoso manuale
Kamasutra, che illustra le diverse posizioni dell'amplesso
sessuale. non era affatto considerato un testo pornografico.
Al contrario, aveva tali connotazioni religiose
che alcuni tra i più azzardati intrecci umani da
esso descritti sono scolpiti sulle pareti esterne
di vari templi in India.
• Riassorbire lo sperma
In Cina regnava il taoismo. una dottrina filosofico-religiosa fondata
nel VI secolo avanti Cristo da Lao-Tse. Il Tao è
il principio cosmico originario, nel quale si fondono
lo Yang e lo Yin (ovvero il principio maschile e
quello femminile). Gli uomini hanno una sostanza
vitale yang (lo sperma), le donne una sostanza vitale
yin (le secrezioni vaginali) che insieme formano
il principio stesso della vita. La loro unione sessuale,
dunque, è sacra.
I Cinesi, anzi, andarono anche oltre. Ritenevano infatti che l' uso
costante di tecniche e pratiche erotiche garantisse
salute e longevità. Tanto che già ai tempi della
prima dinastia Han (206 a. C. - 24 d. C.) esistevano
ben 80 opere che descrivevano minuziosamente le
modalità e i benefici di ogni aspetto della sessualità
umana. Con una singolarità: nella sua forma estrema,
l'unione sessuale taoista non doveva culminare nell'
eiaculazione. Lo sperma accumulato andava invece
trattenuto affinché, giunto al cervello attraverso
la colonna vertebrale, si trasformasse in puro spirito
vitale.
Più tardi, al taoismo si affiancò il confucianesimo (fondato fra il
VI e il V secolo avanti Cristo da Confucio): una
dottrina molto più puritana, ma che comunque incoraggiava
l'attività sessuale e promuoveva l'uso delle tecniche
erotiche del taoismo, anche se principalmente allo
scopo di avere figli sani e forti.
• Culto del pene
Uno degli aspetti che accomunavano in passato religione e sesso era
il mito della creazione, vista spesso come una riproduzione
sessuale di ordine superiore. Gli dèi, in un certo
senso, erano quindi veramente padri e madri del
mondo, come accadeva per esempio in Egitto.
Sempre in Egitto era molto diffuso il fallotenismo, cioè il culto del
pene, legato alla fertilità dei campi, degli animali
e degli uomini. Praticato soprattutto dalle donne,
aveva profonde radici religiose. Di culti simili
si sono trovate tracce in India, in Grecia e a Roma.
Molto più antica dell'Afrodite greca e della Venere romana era poi
Hator, dea dell'attrazione sessuale e dell'amore.
Il principale centro di culto della dea era la città
di Denderah, in Egitto, dove ogni anno il popolo
celebrava in suo onore la "festa dell'ebbrezza"
che durava 13 giorni e aveva un carattere orgiastico.
• Le scappatelle di Zeus
Nella culla della civiltà occidentale, la Grecia antica, le cose non
andavano in modo molto diverso. Lo si intuisce già
dal comportamento sessuale delle divinità, che era
la proiezione fantastica delle virtù e dei vizi
del popolo greco. Zeus, signore degli dèi, si concedeva
per esempio frequenti avventure amorose, anche con
donne mortali, benché avesse una consorte divina.
Il liberalismo erotico greco comincia dall'esaltazione del corpo umano
nudo. Soprattutto fra gli scultori attivi a partire
dal V secolo avanti Cristo, il nudo trova la sua
più alta idealizzazione nella ricerca, essenzialmente
religiosa, della forma umana ideale con le statue
di Apollo, dio della luce, e di Afrodite, dea della
bellezza.
• Zampe di caprone
Il cosiddetto "amore greco'', cioè il rapporto sessuale fra uomo e
uomo non escludeva affatto il rapporto fra uomo
e donna; più che di omosessualità, si trattava quindi
di bisessualità.
Bisessualità praticata anche da varie divinità maschili, a cominciare
da Zeus che appare di gran lunga il più libertino
tra gli dèi, quasi a sancire anche sotto questo
aspetto la sua supremazia sugli altri.
Nel pantheon greco, infine, esistevano figure che facevano del sesso
l'unica ragione di vita: i satiri, raffigurati con
zampe di caprone e torso e testa umani. celebri
per l'inesauribile potenza sessuale. Tanto celebri
che ancor oggi la parola "satiro" evoca libidine
e potenza sessuale.
• L'amore è femmina
Per i Romani, fin dai primi tempi della Repubblica, al momento
culminante dell'unione sessuale c'è un dio che interviene.
La differenza maggiore rispetto ai Greci è che l'
intervento divino diventa femminile (Venere sostituisce
Eros), come ad affermare che l'amore è prerogativa
femminile ed è la donna che dà valore sacro all'unione
carnale.
C'è poi Iside, la dea di origine egiziana che trionfa a Roma contemporaneamente
all'evoluzione dei costumi e all'emancipazione della
donna. Iside impone penitenze e periodi di castità
rituale alle donne, ma protegge la loro dignità
ed esalta la loro potenza erotica e generatrice.
Tutti gli inni che celebrano Iside le attribuiscono
il merito di avere insegnato agli esseri umani l'amore,
dando loro il mezzo per trionfare sulla morte.
• La "sozza libidine"
Nel cristianesimo, la concezione dell'erotismo come peccato, e perciò
da reprimere, risale ai primi padri della Chiesa,
in particolare ad Agostino da Ippona. Nelle sue
opere, scritte agli inizi del V secolo, Sant' Agostino
attribuisce gran parte dei mali dell' umanità, se
non tutti, alla "libidine" che dà vita alla "massa
dannata" dei peccatori. Se non ci fosse stato il
peccato originale commesso da Adamo ed Eva, la libidine
non avrebbe posto sulla Terra, i figli verrebbero
generati «senza conoscere la vergognosa concupiscenza,
l'uomo li metterebbe al mondo con ordine e numero,
mosso da volontà, non eccitato da sozza libidine».
La visione di Sant' Agostino fu determinante nel
bandire ogni caratteristica sacra dal sesso.
Dal Medioevo all'Età Moderna, il marchio di peccato impresso
sull'erotismo è servito, nella cultura cristiana
in Europa e altrove, come strumento di dominio,
di repressione, di intimidazione, spesso in alleanza
con il potere politico. Tendenza culminata, nel
XVI secolo, con la Riforma e la Controriforma, vale
a dire due ondate di moralismo e persecuzione identiche
negli effetti anche se di segno contrario (fu allora,
per esempio, che la nudità scomparve da molti affreschi
sacri).
Dal Medioevo a oggi la tendenza si è comunque invertita, benché persista
una frattura fra sesso "ufficiale" e sesso "reale".
Lo fanno tutti e bene
La masturbazione, condannata fina a pochi anni fa, è in realtà un istinto
naturale, praticata da molti animali e utile all'
uomo.
Ai galli va il primato per la fantasia: quando sono su di giri, mimano
il coito con una gallina immaginaria e ci danno
dentro fino a eiaculare. Gli scimpanzé, invece,
si toccano con le mani, i delfini si strofinano
sul dorso delle tartarughe, mentre cani, cavalli,
gatti e, più in generale, tutti i quadrupedi, si
strusciano contro gli alberi, il suolo e tutto ciò
che si trova a portata di genitali. Dunque, non
siamo i soli.
L'autoerotismo è una pratica che coinvolge l'intero mondo animale e
ci accompagna per tutta la vita, anzi, inizia addirittura
prima della nascita, come dimostrano le ecografie
su feti di entrambi i sessi: oltre a succhiarsi
il pollice, i futuri bebè si trastullano con contatti
oro-genitali. Non solo è normale, la masturbazione
è anche legittima secondo l'Organizzazione mondiale
della sanità: un "diritto" al piacere che, dalle
stime ufficiali, viene esercitato da quasi l' 80%
delle donne e da oltre il 90% degli uomini in tutto
il mondo. Fra i più entusiasti praticanti del passato
sembra ci fossero Omero, Giulio Cesare (che la definiva
"un meraviglioso diversivo") e Michelangelo. E questo
nonostante il monito biblico: Dio uccise Onan perché
"disperdeva a terra" il suo seme. La condanna dalle
religioni ebraica e cristiana la mise al bando,
almeno ufficialmente (la Chiesa prevedeva 15 anni
di prigione per chi la praticava) in tutto il mondo
occidentale.
• Piacevolmente utile
Negli ultimi trent' anni i pediatri hanno riconosciuto alla masturbazione
il ruolo importante di gioco esplorativo, utile
per conoscere il proprio corpo, e i sessuologi quello
di esercizio propedeutico a una felice vita di coppia.
«In passato i medici tolleravano l' autoerotismo solo perché era considerato
una sorta di sfogo, utile ai maschi adolescenti
non ancora in grado di gestire un rapporto di coppia.
In realtà è un atto positivo, che aiuta a crescere:
toccandosi, i bambini scoprono come sono fatti,
e da più grandicelli imparano a conoscere le proprie
reazioni. Scoprono, per così dire, i loro personali
'punti grilletto', quelli che fanno scattare il
piacere». Ma l'onanismo può essere anche una terapia:
aiuta a recuperare sia la sessualità di coppia sia
quella individuale. Oggi i medici, per curare la
frigidità e l'incapacità femminile di raggiungere
l' orgasmo, consigliano di praticare la masturbazione
individuale o bilaterale. Le carezze, in fatti,
sono uno dei modi privilegiati per scoprire non
solo la propria anatomia, ma anche le proprie zone
erogene, le strade intime verso il piacere. «La
masturbazione viene consigliata anche dagli andrologi
per contrastare il fenomeno dell'eiaculazione precoce.
Basta cambiare il modo con cui ci si masturba, per
trasformare questa pratica in un esercizio di autocontrollo».
Ma le funzioni non si esauriscono qui: perfino l'autostima e il senso
di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo.
Nei cosiddetti periodi critici della vita, per esempio
dopo una gravidanza, o dopo i sessant' anni, o semplicemente
quando ci sentiamo inadeguati, il nostro potere
seduttivo viene messo in discussione e ci si sente
tagliati fuori dal circuito erotico. è allora che
possono nascere ansie e insicurezze che l' autosoddisfazione
tampona. E poi il piacere è un potente ansiolitico
naturale, tant' è vero che adulti e ragazzi ricorrono
di più alla masturbazione nei momenti di maggiore
stress.
• Fa bene a tutti
Ma cosa accade nell'organismo quando ci dedichiamo alle carezze intime?
«La letteratura scientifica è concorde nel considerare
la masturbazione un fenomeno che interessa poco
il sistema psiconeuroendocrino. In altre parole:
masturbandosi non vengono prodotti neurormoni dall'ipotalamo,
quindi questa pratica non ha l'effetto benefico,
tipico dei rapporti sessuali, di favorire la produzione
del testosterone, che stimola non solo il desiderio,
ma anche la forza, sia fisica sia psichica, e il
benessere generale». Tuttavia gli esperti non hanno
dubbi: la masturbazione ha altri effetti molto positivi
sulla salute. Innanzitutto è efficace dal punto
di vista vascolare: «La circolazione dei corpi cavernosi
dell'uomo, ma anche della donna. è molto particolare.
In quelle zone. infatti. ci sono vasi molto piccoli
e una quantità limitata di ossigeno: è probabile,
quindi, che vi si sviluppino processi degenerativi.
Per contrastare questi fenomeni è necessario che
ci siano eccitazioni, erezioni, lubrificazioni:
la masturbazione permette tutto questo, perciò è
considerata un'utile ginnastica vascolare». E i
vantaggi non finiscono qui. Studi recenti hanno
provato che nell'uomo l'emissione di liquido seminale
è uno degli elementi più importanti per la prevenzione
del cancro alla prostata. è vero che ciò avviene
anche con i rapporti sessuali: ma la masturbazione
è una valida alternativa per chi non ha un'attività
sessuale frequente.
• Meglio del sesso a due?
Infine è una pratica che giova all'apparato riproduttivo: elimina gli
spermatozoi più vecchi; che se non sono espulsi
si accumulano nel corpo maschile. e rinnova così
il patrimonio delle cellule riproduttive maschili.
Nelle femmine, invece, l'autoerotismo influisce
sul coito successivo, regolando la capacità dell'utero
di trattenere lo sperma per favorire il concepimento.
La masturbazione e il coito sono piaceri diversi,
dal punto di vista fisiologico, ma ugualmente intensi:
«Non si può dire con certezza quale sia il migliore,
dipende dalle persone». Per molti uomini l'autoerotismo
rappresenta il massimo piacere fisico: l'orgasmo
raggiunge un'intensità unica. «Bisogna considerare
che nel coito subentrano meccanismi più articolati
(endocrini, psicologici e ormonali): complessivamente,
quindi, il rapporto può essere più appagante. L'importante
è che si smetta di considerare la masturbazione
come un ripiego: è una cosa diversa rispetto al
rapporto sessuale, e risponde ad altre esigenze.
è un atto del tutto naturale, sano dal punto di
vista medico e fisiologico».
• Quando è troppo
Ovviamente, come succede per quasi tutto, non bisogna esagerare. «Se
si trasforma in un comportamento compulsivo, se
cioè diventa un'ossessione e prevarica tutti gli
interessi personali, finisce col causare una chiusura
verso il mondo e verso le relazioni sociali. In
questi casi è il sintomo di un disagio profondo.
Soprattutto se si ha un partner». L'autoerotismo
sconfina invece nella perversione quando si sente
il bisogno di ricorrere a pratiche masochistiche:
«Le più comuni sono l'introdurre corpi estranei
nell'uretra». All'estremo opposto dei dipendenti
dalla masturbazione ci sono coloro che la evitano
dopo aver scoperto il sesso a due o che addirittura
non si sono mai masturbati. «Se ci si sente soddisfatti
e se la vita sessuale di coppia è appagante non
c'è nulla di male, perché è vero che l'autoerotismo
può far bene. ma se non lo si pratica non significa
che si è malati. Se invece la vita sessuale è insoddisfacente,
il rifiuto potrebbe nascondere un disturbo della
sfera psico-sessuale».
Ecco alcune delle più diffuse credenze sul "vizio solitario" inventate
dai detrattori della masturbazione.
-«Causa alitosi». L' apparato digerente e quello
riproduttivo non hanno punti di contatto: l'alito
cattivo non può essere dunque collegato in alcun
modo alla masturbazione.
-«Vi ammalerete». Non è vero.
-«Rende pazzi»? No, e neppure deprime.
-«Vi vengono i peli sulle mani!». Ovviamente falso.
-Blocca la crescita. Ma no, è infondato!
-«Dopo la prima bisogna smettere». In realtà subito
dopo l'eiaculazione segue una fase di refrattarietà
agli stimoli sessuali che dura un tempo variabile
in base all'età, al desiderio, agli stimoli. Finita
questa fase si può fare ciò che si vuole.
-«Fa diventare ciechì». In passato si credeva che
la perdita di sostanze e di energie durante la masturbazione
indebolisse il fisico e in particolare la vista.
In realtà non vi è alcuna correlazione.
-«Rimpicciolisce il pene» Falso: non c'è alcuna
correlazione tra dimensioni del pene e pratica masturbatoria.
-«Fa venire la depressione». Il fatto che la masturbazione
provochi qualche senso di colpa è perfettamente
normale. Si tratta di entrare in contatto con la
propria intimità e soprattutto con qualcosa che
comunque imbarazza tutti, dal momento che è in stretta
relazione con paure e tabù ereditati da una cultura
che mette al primo posto la riservatezza della sfera
sessuale.
Per un giorno d' amore non so
cosa darei!
Se l'amore si logora durante la settimana lavorativa, la domenica è
il giorno per rigenerarlo: Una lenta domenica lussuriosa.
Una giornata trascorsa a letto, tra coccole, carezze
e sesso! Il connubio tra relax e passione è infatti
il perfetto ingrediente per una perfetta domenica
all'insegna del dolce far niente e dell'amore. Ci
si sveglia con coccole, dolci baci e languide carezze
per poi passare in cucina per una ricca colazione
fino ad arrivare a un bel bagno caldo a base di
essenza di cannella per rivitalizzare mente e corpo,
seguito da un massaggio tra le coperte. All'ora
del pranzo le scelte cadono o su atmosfere e sapori
forti, a base di cibi speziati, o il classico pranzo
domenicale, o ci si lascia influenzare dal clima
e dalla stagione.
Le carezze e i baci prima di un rapporto sessuale possono essere anche
più fondamentali dell'atto stesso, specialmente
per le donne. Se spesso a un uomo basta un bel corpo
femminile per provare eccitazione, una donna chiede
di più. Deve essere stimolata e coccolata e solo
così potrà raggiungere la massima soddisfazione.
Uno dei segreti è saper stimolare tutte le parti
giuste del proprio e del suo corpo, nel modo e nell'ordine
esatto. Bisognerebbe infatti cominciare dalle zone
meno sensibili di lei. e ne sarà piacevolmente sorpresa
. Potete usare anche le dita e le unghie per fare
una leggera pressione oppure per picchiettare sulla
sua pelle, in particolar modo tra le pieghe dei
gomiti, sotto il seno e all'interno delle cosce.
Le carezze possono anche essere un po' rudi, ma
senza esagerare. Il tocco fatto con il dorso della
mano, per la durezza delle nocche pare possa stimolare
molto la partner. Anche un pizzicotto dato nel momento
giusto aiuta, specie nelle zone in cui c'è più carne,
oppure una pacca decisa sulle cosce e sui glutei,
ma sempre con moderazione.
Comunque, non solo sul letto si possono fare queste esperienze. Anche
una vasca da bagno può essere molto stimolante.
Un buon bagno rende la pelle morbida, profumata
e stimolante per i sensi. Preparate una vasca d'acqua
calda e immergetevi la vostra partner. Dopo esservi
insaponati per bene le mani, massaggiatela lentamente
e non cedete se lei dovesse diventare impaziente.
Rassicuratela dicendole che avete tutto il tempo
del mondo. Una volta terminato, fatela uscire e
poi entrate voi stessi nella vasca e lasciate che
sia lei a massaggiarvi. Non è solo prima del rapporto
sessuale che un contatto fisico dolce può dimostrare
la propria efficacia. Può capitare anche in occasione
di una tranquilla serata davanti alla tv o al cinema.
Toccarsi dolcemente i capelli o le braccia è un
modo molto piacevole di stare insieme.
Quando però l' intimità è in fibrillazione, inizia l' accarezzarsi
intimo che bisogna saper fare. La vulva è racchiusa
tra due strutture cutanee ricoperte da peli che
si chiamano grandi labbra; divaricandole si possono
osservare due lembi ricoperti da mucosa denominate
piccole labbra. All'interno delle piccole labbra
è localizzato l'introito vaginale, ovvero l'orifizio
che dà accesso al canale vaginale, e sopra ad esso
il meato uretrale attraverso il quale avviene l'emissione
di urina. Le piccole labbra si fondono verso l'alto
intorno al clitoride, ricoprendolo con un piccolo
cappuccio mucoso. Il clitoride è il corrispettivo
embriologico del pene maschile e come esso è riccamente
innervato da fibre nervose sensitive; può essere
considerato l'epicentro del piacere femminile e,
proprio per la sua grande sensibilità, se viene
stimolato in modo poco adeguato può trasmettere
sensazioni di fastidio e dolore anziché di piacere.
è senz'altro da evitarne la stimolazione diretta
prima che la donna abbia raggiunto un alto livello
di eccitazione. Inizialmente è meglio toccarlo dolcemente
appoggiandosi al cappuccio mucoso che lo ricopre.
Comincia a muovere le tue dita sulla regione clitoridea
con piccoli movimenti circolari mentre la tua ragazza
indossa le mutandine; con l'aumentare della sua
eccitazione potrai in un secondo tempo andare direttamente
sulla vulva, dischiuderla, raccogliere sui polpastrelli
la secrezione lubrificante presente all'introito
vaginale e tramite essa stimolare il clitoride con
un ritmo crescente. Dovrai avere pazienza perché
la risposta eccitatoria della donna è più lenta
rispetto a quella dell'uomo, ma soprattutto chiedi
a lei di aiutarti a capire.
E di sera . . . La danza del ventre.
Di origine, l' esotica “danza del ventre” è un culto africano di iniziazione
alla fertilità e al parto, poiché i movimenti ritmici
circolari rilassano e allo stesso tempo addestrano
la muscolatura del bacino. In gravidanza i movimenti
vengono effettuati più lentamente e delicatamente,
e al nascituro, stare in grembo alla madre tra dolci
movimenti, certo non dispiace. I Pigmei portarono
la danza in Egitto e di qui si diffuse in Asia,
Nordafrica, Spagna e Sudamerica. Fece il suo ingresso
nel mondo occidentale nel 1893 con l' esibizione
delle danzatrici del ventre alla esposizione mondiale
di Chicago.
L' esotica danza merita attenzione per i suoi effetti
positivi sull' animo femminile, difatti, con le
sue mosse, movenze e ruotar delle anche, aiuta a
scaricare lo stress e a sentire ancora piacere del
proprio corpo. Il temperamento della danza viene
scelto dalla donna stessa, ed Il portamento diritto
e fiero le fanno scoprire la grazia e l' erotismo,
anche se alla bilancia risultasse qualche chilo
di troppo, difatti non si deve essere snelle o sportive
per goderne i vantaggi. Ed in più, la maggior sensibilità
del bacino ha effetti positivi sulla vita sessuale.
Per questo ogni donna che sa destreggiarsi con la
"danza del ventre", padroneggia nuovi strumenti
di seduzione. E quale uomo non si lascia affascinare
volentieri dalla danza dei sette veli di Salomé?
Gli agili movimenti leniscono i disturbi
della mestruazione e correggono la debolezza
della vescica nelle piccole perdite di urina
che dipende, per lo più, da una debolezza di
tutto il bacino.
L' intenso lavoro delle gambe rafforza la
muscolatura dei piedi, dei polpacci e delle
cosce.
I muscoli della pancia, delle natiche e
delle anche sono rinforzati dai movimenti del
bacino, quelli del busto e delle spalle dal
deciso gesticolare delle braccia.
L' esercitarsi regolarmente migliora l'abilità
di coordinazione ed il senso di equilibrio.
I movimenti del ballo regolano l' irrorazione
del sangue negli organi interni e stimolano
il sistema digerente.
Esercitazioni molto dinamiche contribuiscono
ad una profonda respirazione. Così che il corpo
intero è meglio fornito di ossigeno.
Sempre più coppie
si servono del giorno di festa per rivitalizzare
la fiamma della passione con una cura all'insegna
della lentezza e della dolcezza Baci, carezze, effusioni
e sussurri: roba per sole femminucce? Niente di
più antico, adesso sono gli uomini a volere la dolcezza
sotto le lenzuola e a considerare i preliminari,
fino a oggi ritenuti un desiderio tutto femminile,
un ingrediente fondamentale per rendere più intenso
e romantico il rapporto d'amore. Ora emergono da
una parte un maschio che sa aspettare, anzi, apprezza
particolarmente questo lato del rapporto perché
lo trova eccitante, dall'altra una donna più intraprendente
e istintiva che non sa che farsene di abbracci e
carezze. Insomma il contrario di quanto si è sempre
pensato, detto e scritto. per la maggioranza del
gentil sesso, infatti, i preliminari sono considerati
"non indispensabili". Anche a proposito della durata,
l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento:
sono almeno 30 i minuti di tempo che gli uomini
desiderano dedicare a baci e carezze che precedono
il rapporto sessuale, mentre le donne sostengono
che un quarto d'ora sia sufficiente a introdurre
l'incontro.
Ma in che cosa consistono le pratiche preliminari? Lui preferisce sfioramenti
e carezze, lei predilige essere baciata con passione
e toccata con decisione. Un uomo docile, generoso,
e una donna cui non piacciono i mezzi termini sono
quindi i protagonisti del nuovo scenario sessuale:
"Le idee coscienti degli italiani sul sesso si sono
modificate nell'ultima generazione più che in tutto
il secolo precedente".
Sesso felice.
Per essere appagati occorre superare l'ossessione riguardo a tutto
ciò che concerne l'eros. La soddisfazione del proprio
desiderio non dipende dal numero di rapporti, né
dalla prestanza fisica o dal sex appeal del partner:
Per essere pienamente contenti di un rapporto amoroso,
occorre creare e coltivare le proprie fantasie che
aiutano ad affrontare l'incontro carichi di aspettativa.
Insomma le persone che possiedono una buona intelligenza
sessuale hanno molte meno probabilità di soffrire
di disfunzioni rispetto a chi invece ne è carente.
Esistono in entrambi i sessi alcuni atteggiamenti che tradiscono i
pensieri e i sentimenti di chi li manifesta. La
donna si morde il labbro inferiore e si scopre il
collo quando vuole approfondire la prima conoscenza.
L'uomo, invece, per manifestare il proprio interesse,
accarezza la cravatta, toglie la giacca o gli occhiali
mentre parla, arrotola una rivista tra le mani alludendo
a un simbolo fallico. Ma intuito e intelligenza
sessuale accompagnano il rapporto anche quando risulta
già consolidato e permettono di cogliere i desideri
del partner nei momenti di maggiore intimità.
Un uomo intelligente, con un ricco bagaglio di conoscenze, deve anche
essere spiritoso, e deve notare soprattutto la bellezza
della propria donna, i suoi punti forti, la causa
della sua tristezza; deve sapere dire almeno qualche
parola d'amore, perchè l'amore passa prima attraverso
l'orecchio della donna, per poi raggiungere il suo
cuore.
Il nostro corpo vive di ricordi propri, memorizza ogni contatto con
l' altro sesso grazie ad un sofisticato meccanismo
biologico. anche se gli anni passano e tutto scompare
nel nulla, il ricordo dell'amore e del sesso non
finisce mai nell'oblio, anzi avvolto da un'alone
misterioso, vive la sua vita eterna senza mai invecchiare.
Questo ricordo può uscire in qualsiasi momento:
in sogno, mentre riflettiamo su qualche argomento
importante, mentre camminiamo per strada, o leggiamo
un libro, o parliamo con uno sconosciuto, o, addirittura,
mentre facciamo l'amore con un'altro partner.
Se vivrete senza complessi, meno timori e meno paura di far brutte
figure, imparerete a conoscere meglio voi stessi,
amerete di più il partner e la vostra vita sessuale
sarà tutta "rose e fiori".
Il Bacio
Tra i ricordi più splendenti che ci terremo per sempre sono i
baci. Il bacio unisce più di un rapporto sessuale,
rivela chi siamo, è quanto di più intimo possiamo
condividere.
Delle persone che amiamo o che abbiamo amato ci tornano in mente le
labbra. Sulle nostre. Sulla pelle. Perché? Ci viene
spiegato con la poesia.E adesso ci si è messa anche
la scienza ad analizzare la magia di un bacio. Neurologi,
psicologi, fisiologi fanno un gran parlare della
biochimica delle emozioni. Il bacio, studiato, analizzato,
sezionato perde un po' del suo fascino. Ma
per fortuna la vita ce lo riabilita tutto.
Nel bacio come atto sessuale tra adulti, sopravvive il significato
di accudimento tra genitori e prole: e poiché più
spesso è il maschio introduce la propria lingua
nella bocca della femmina, si perpetua simbolicamente
il ruolo attivo del primo come procacciatore di
cibo per la compagna e di suo protettore. Esperienze
infantili fondamentali per la vita umana sono legati
alla bocca e alla lingua, innervata e sensibilissima.
Questi due organi sono i nostri primi strumenti
di esplorazione del mondo circostante. Vengono prima
degli occhi: il neonato conosce il mondo con la
lingua e la bocca prima ancora di vederlo. Il mondo
per il nuovo nato è il seno della madre, che prevede
l'impiego coordinato di labbra, palato e lingua,
già noto per istinto, facente parte della strumentazione
di base di tutti noi. Baciare quindi rievoca esperienze
arcaiche, archiviate in un luogo defilato della
mente, ma non per questo meno vitali e influenti
nel presente e su chi siamo diventati.
Baciare una persona è il modo più diretto e autentico di mettersi in
relazione con lei. Una relazione profonda, fusionale,
simultanea. Addirittura più di un rapporto sessuale,
che implica un gioco di alterità tra i partner,
nella gestualità e anche nella tempistica. Il bacio
è una relazione tra sensi prossimali (distali: vista
e udito. Prossimali: olfatto, tatto e gusto). E'
attraverso i sensi prossimali che si supera una
soglia, il limite tra noi e gli altri. Si
entra nel territorio dell'altro, conoscendolo e
rivelandogli il nostro. Con risultati a volte sorprendenti:
perché un bacio può capovolgere un rapporto emotivo
basato sulla percezione visiva o uditiva di una
persona, cioè determinato dai sensi distali. Prima
di baciarla, e quindi di entrare in relazione
con lei la trovavamo attraente e ora ci disgusta.
E viceversa.
Incontrare qualcuno in un bacio significa imparare molto di lui. E
tutto in una volta. Il bacio è una cartina al tornasole.
Perché ciascuno bacia a modo suo e si racconta.
Anche se è poco romantico specificare, ci sono dei
parametri che la dicono lunga: staticità o dinamicità
della lingua, rigidità o rilassatezza della medesima,
labbra aperte o socchiuse, profondità del bacio,
ritmo, durata, respiro. Ciascuno di questi aspetti
ha un significato specifico e variabile in funzione
di chi glielo attribuisce: rivela generosità, coraggio,
slancio vitale, fantasia, ma, anche aggressività,
insicurezza, ansia, incomunicabilità, avarizia.
Senza dimenticare il fattore età: il bacio ha valenze
diverse anche a seconda dell' età in cui lo si scambia.
Per i giovanissimi, la dimensione esplorativa è
prevalente, così come quella sperimentale in campo
erotico.
E che succede a coloro che giovani non sono più e hanno cassetti pieni
di vita e di baci, donati, scambiati, rubati, che
considerano scaduto il tempo delle effusioni semplicemente
su base anagrafica o anche per la stanchezza di
lottare per amare? La vita non è finita per chi
ancora desidera un bacio, un inatteso e meraviglioso
incontro di uomini e donne sulla soglia delle loro
bocche. Un bacio dice che siamo in gioco, conferma
sentimentalmente chi fa parte praticamente della
nostra vita, apre le braccia a chi bussa alla porta,
invita, promette, seduce. Allo stesso modo, anche
il bacio negato parla; a esso tocca l'ingrato compito
di rifiutare, sospendere, eludere. Non mentiamo.
Non sprechiamo. Ma se lo sentiamo germogliare dentro,
facciamolo fiorire. Non neghiamo mai a noi stessi
e agli altri la grazia di un bacio. Rilassante: Nell'atto di baciarsi
si attivano due ormoni: La vasopressina, più importante
nell'organismo maschile, e l'ossitocina, prevalente
in quello femminile. Nel gioco entrano anche le
neurotrofine, proteine che alimentano i neuroni.
Gli effetti di vasopressina e ossitocina: Hanno
un'azione rilassante che produce sensazioni di pace
e di benessere, facendo aumentare la fiducia in
se stessi e quindi l'autostima. In più rilassano
i muscoli, riducendo il battito cardiaco e favorendo
la vasodilatazione: distendono cioè le pareti delle
arterie migliorando la circolazione e contribuendo
ad abbassare la pressione. Antistaminico: Le neurotrofine aiutano a
mantenere in buona salute il cervello: Nel soggetto
adulto, o in età avanzata, dove non si sono manifestate
particolari patologie, l'azione delle neurotrofine
riduce il rischio di malattie neurodegenerative.
Diverso è il discorso che riguarda gli allergici,
specie i giovani: il bacio può agire come un efficace
antistaminico, inibendo i mediatori biochimici responsabili
delle reazioni allergiche, con un evidente miglioramento
delle condizioni generali. Immunizzante: Lo scambio dei batteri contenuti
nella saliva fa aumentare le immunoglobuline di
tipo A, quelle coinvolte nelle secrezioni, rafforzando
le difese immunitarie dei singoli partner. Antidepressivo: In quanto ormoni del benessere
emotivo, vasopressína e ossitocina potrebbero agire
positivamente sui malati di depressione: il bacio
quindi potrebbe rivelarsi un efficace antidoto naturale.
I giovani depressi (in questo del tutto simili agli
adulti) probabilmente baciano poco, mostrando spiccatamente
una tendenza a ridurre al minimo le frequentazioni
sociali e il numero di rapporti personali, ad avere
un atteggiamento autosvalutante e a spostare il
baricentro della loro vita sul prossimo, la cui
eventuale valutazione anche solo lievemente negativa
può renderli estremamente vulnerabili. Uno smacco
insormontabile, immaginando il quale fuggono preventivamente,
senza misurarsi. Alla scoperta
del Sesso
Viaggio nelle profondità del corpo umano. Alla scoperta
delle trasformazioni biochimiche che si scatenano
in noi prima e durante il sesso.
Perché le donne provano l'orgasmo con frèquenza
inferiore ai maschi'? Perché a volte è sesso e altre
è amore? E perché in fatto di attrazione fisica
il cervello obbedisce al corpo? Domande che oggi
trovano risposta in studi che ci riportano a una
evidenza scientifica: siamo governati dalla fisiologia
e da complessi meccanismi. Comprese tutte le trasformazioni
del corpo umano quando si scatenano gli ormoni.
Certo la spinta al sesso e alla riproduzione entra
spesso in conflitto con la cultura e l'educazione.
Dal primo incontro all'atto conclusivo è un equilibrio
precario: gli ormoni emessi dalle strutture più
profonde e antiche del cervello (ipofisi e ipotalamo)
combattono con stimoli, ricordi e inibizioni elaborati
dalla corteccia frontale. Così l'atto sessuale si
presenta come una "conquista finale" che le spiegazioni
della scienza rendono ancora più affascinante. Quando
due persone sono interessate l'uno all'altra, ogni
segno è interpretato con grande attenzione dalle
zone del cervello sviluppate per analizzare le sensazioni.
Ma è col tatto che si inizia il rapporto vero. Anche
se non tutto il corpo risponde allo stesso modo,
perché la combinazione di sensori cambia secondo
la zona: ci sono gruppi di cellule che rispondono
alla pressione, alle vibrazioni o alla temperatura.
Le labbra e gli organi sessuali, per esempio, sono
molto ricchi di sensori tattili, ed è per questa
ragione che giocano un ruolo così importante negli
scambi sessuali; tanto che una parte rilevante della
"corteccia sensoria" del cervello è dedicata ad
analizzare i segnali provenienti da labbra e lingua.
Ma il cervello elabora i segnali in modo diverso
secondo le occasioni, le persone e il nostro stato
interno. Nel momento in cui la pelle è stimolata
da un tocco, anche leggero, e i nervi inviano la
sensazione percepita, se ci tocca un estraneo, tendiamo
a ritrarci. Se la stessa identica sensazione proviene
da una persona amata, scatena una serie di reazioni
ben diverse.
Nella prima fase della risposta sessuale, quando
l'interesse si trasforma in eccitazione, si risponde
agli stimoli e all'attrazione: all'interno del corpo
tutto cambia. II cuore batte più forte e i muscoli
si tendono: sono i processi biologici che sommati
danno l'eccitazione. Al primo è anche collegata
la dilatazione dei vasi, in modo che il sangue possa
fluire più rapidamente nelle zone dov'è necessario.
E i muscoli si tendono proprio nelle zone erogene,
come i capezzoli (sia negli uomini sia nelle donne),
la vagina e lo scroto. L'intricata preparazione
all'atto sessuale, che coinvolge tutto il corpo,
dimostra come la nostra specie si sia evoluta per
trarne il massimo piacere. Perché questo accada
è però ancora un mistero evolutivo: forse serve
a rafforzare il legame tra i membri della coppia,
o convincere il maschio a non fuggire dopo l'accoppiamento,
come succede in altre specie. Solo così può essere
indotto a prendersi cura dei piccoli.
L'ovaia è un organo complesso, che ogni mese produce
una cellula adatta alla fecondazione attraverso
un intricato concerto di ormoni, la cui concentrazione
si alza e si abbassa secondo le condizioni, il periodo
e la salute della donna. La produzione ciclica delle
cellule sessuali è però un processo che ha inizio
quando la donna ha pochi mesi di vita: in quel momento
infatti ogni ovaio raggiunge la sua "dotazione"
di uova fecondabili, che durerà tutta la vita. Liberato
dall'ovaia dal rilascio di ormoni come I'Fsh e I'Lh,
l'uovo viaggia attraverso le tube di Falloppio fino
all'utero. Qui ha la possibilità di incontrare la
cellula maschile, lo spermatozoo, e di essere fecondato.
Se ciò non avviene, l'intera parete dell'utero,
che si era sviluppata per accogliere l'uovo fecondato,
si sfalda e viene espulsa dal corpo femminile: sono
le mestruazioni.
Mentre l'uovo femminile è merce preziosa, "prodotto"
una volta al mese con grande dispendio di energia
e attenzione, gli spermatozoi maschili sono minuscoli
e facili da produrre, tanto che ogni giorno ne nascono
milioni. I testicoli umani, gli organi che li sintetizzano,
sono situati fuori dal corpo, forse per tenere bassa
la temperatura della "fabbrica". Dopo il complicato
processo di produzione le minuscole cellule sessuali
maschili si spostano dai testicoli agli epididimi.
Qui rimangono fino al momento dell'espulsione, quando,
uniti a liquidi prodotti dalla vescichetta seminale
e dalla prostata, si avventurano nel corpo femminile.
Dove avviene la loro maturazione definitiva, un
processo chiamato capacitazione. Dopo, e solo dopo,
potranno essere in grado di fecondare l'ovulo.
L'ipofisi, il direttore d'orchestra è una ghiandola
non più grande di un pisello. La sua funzione è
stata a lungo un mistero, tanto che si pensava servisse
solo a produrre muco. Ma senza di essa il corpo
non funziona. è infatti una vera centrale di smistamento
di ormoni che comandano quasi tutte le funzioni
del corpo: dalla crescita alla pressione sanguigna,
dalla produzione di latte al metabolismo. Ma I'ipofisi,
situata in un alloggiamento osseo alla base del
cranio, organizza soprattutto le funzioni degli
organi sessuali, sia nei maschi sia nelle femmine.
è da qui che partono i comandi per la produzione,
in altri distretti del corpo, degli ormoni sessuali:
estrogeni, testosterone e Dht. Che, nonostante siano
designati come ormoni femminili (estrogeni) e maschili
(testosterone e Dht), sono presenti tutti in entrambi
i sessi. è infatti solo un equilibrio tra queste
sostanze che conduce a risposte sessuali corrette
in maschi e femmine.
Nonostante le evidenti differenze esterne, l'apparato
sessuale femminile e quello maschile hanno la stessa
origine embriologica; anche se già a sole otto settimane
di sviluppo nel feto si possono notare le strade
diverse che prenderanno gli organi. Prima e durante
il rapporto sessuale, l'intero apparato femminile
si modifica profondamente; si arricchisce di sangue
e diventa più sensibile alle stimolazioni. Su questa
base "biologica", tuttavia, si innesta l'intricata
stratificazione di natura e storia culturale che
porta ogni società a considerare in maniera diversa
l'atto sessuale. Che però ha una caratteristica
comune, nella maggior parte delle società. conosciute:
avviene in luoghi nascosti. Secondo gli etologi
umani, la ragione di ciò potrebbe essere la vulnerabilità
delle persone coinvolte nell'atto.
L'apparato riproduttore maschile va incontro a notevoli
cambiamenti prima del rapporto; si riempie di sangue
che occupa i corpi cavernosi del pene e induce l'erezione.
Altrettanto rapidamente torna in situazione di riposo
dopo il rapporto. L'esperienza dell'orgasmo, comune
a entrambi i sessi, ha sollevato parecchi interrogativi
negli studiosi del comportamento, specialmente per
quanto riguarda quello femminile. La psicologa Elisabeth
Lloyd elenca le ipotesi che spiegano, dal punto
di vista evolutivo, la funzione dell'orgasmo femminile;
sono quasi trenta e vanno dal fatto che l'orgasmo
è più forte con i compagni più desiderabili all'idea
che le contrazioni che lo accompagnano "aspirino"
gli spermatozoi nel tratto riproduttivo. Lloyd trova
difetti in ognuna di queste ipotesi, e giunge alla
conclusione che l'orgasmo femminile altro non è
che un sottoprodotto di quello maschile. E come
tale è evolutivamente inutile.
Glispermatozoi, che per arrivare all'obiettivo devono
sostenere qualcosa di simile a una vera e propria
maratona. Durante l'atto sessuale, che culmina con
I'eiaculazione, circa 400 milioni di loro vengono
riversati nel canale cervicale della donna, dal
quale migrano per 3 0 4 giorni verso la cavità dell'utero.
A una velocità pari a 35 millesimi di millimetro
al secondo, lo spermatozoo raggiunge una delle due
tube entro 4-6 ore e lì avviene una fortissima selezione:
soltanto alcune centinaia riescono a raggiungere
le ampolle degli ovidotti. Tutti gli altri muoiono
nella risalita e sono fagocitati dai leucociti presenti
nell'utero. I gameti maschili acquistano la capacità
di fecondare durante questa difficile risalita delle
vie genitali femminili, ma solo uno di loro arriverà
a fecondare la cellula uovo. Lo zigote così formato
migrerà attraverso l'ovidotto per raggiungere il
lume dell'utero, dove andrà poi ad annidarsi: ormai
è fatta!
Ogni parte del corpo umano è coinvolta nel sesso;
ma anche tutte le strutture cerebrali contribuiscono,
in un modo o nell'altro, all'esperienza. è un delicato
gioco di equilibrio tra la parte più evoluta, la
corteccia, e le più antiche, I'ipotalamo e I'ipofisi.
La prima si abbandona a pensieri e fantasie sessuali
che possono dare lo spunto giusto per il rapporto,
le altre controllano l'intero processo con la produzione
di numerosi ormoni. Ancora, l'area del cervello
definita sistema limbico governa e coordina le emozioni,
positive e negative, che accompagnano ogni esperienza.
I segnali, che giungono al cervello attraverso le
vie più varie, sono elaborati grazie alla produzione
di sostanze, neurotrasmettitori come I'ossitocina
o l'ossido nitrico (che regola il flusso sanguigno),
che mediano le reazioni del corpo. L'intero processo
è così delicatamente bilanciato che anche gli apporti
di sostanze esterne possono modificarlo profondamente.
Alcol, droghe e farmaci possono cambiare l'equilibrio
ormonale e rendere il sesso un'esperienza negativa.
Per quanto riguarda il primo, persino Shakespeare
disse, nel Macbeth: «It provokes the desire, but
it takes away the performance» (provoca il desiderio,
ma peggiora la performance). Se una modesta quantità
può contribuire a diminuire l'inibizione del primo
incontro, infatti, bere molto ottunde le sensazioni;
per l'uomo è più difficile raggiungere l'erezione
e per la donna l'orgasmo. Con diverse modulazioni,
anche l'uso, o l'abuso, di sostanze psicotrope ha
effetto sul sesso; è stato dimostrato che, a dosi
elevate, la sostanza attiva della marijuana (Thc)
riduce la produzione di ormoni sessuali. La cocaina,
se pure diminuisce le inibizioni e aumenta l'eccitazione
sessuale, a dosi più elevate ha un effetto depressivo.
Diverso e più controverso, forse perché modificato
da profonde stratificazioni culturali, è il ruolo
dei cibi afrodisiaci. La lista di sostanze che dovrebbero
aumentare il desiderio e l'eccitazione è quasi infinita,
dalle ostriche alla mandragola, dal miele a numerose
spezie al cioccolato. A volte, l'unica connessione
tra sostanze e proprietà afrodisiache è dovuta alla
somiglianza tra una parte della pianta e gli organi
sessuali, come nel caso del ginseng o delle oloturie
(cetrioli di mare); altre volte è la rarità del
cibo che fa pensare al suo potere. In nessun caso
(a parte quello di sostanze molto pericolose come
la cantaridina) la scienza è arrivata a stabilire
con certezza il potere afrodisiaco di un cibo. Tanto
che Manuel Vàzquez Montalbàn scrisse, nelle sue
Ricette immorali: «Nessuno ha mai sedotto soltanto
grazie al cibo».
Dopo l'atto, i corpi di maschi e femmine rispondono
in maniera diversa. In media ci vogliono da 10 a
20 minuti per "calmarsi", ma nella femmina la discesa
dell'eccitazione è un processo lento, mentre nei
maschi c'è un vero e proprio crollo. Tanto che molti
si sono chiesti se questa sonnolenza non abbia un
qualche tipo di spiegazione. Questa, dal punto di
vista biochimico, chiama in causa il rilascio da
parte del cervello di un cocktail di composti, tra
cui la noradrenalina, la serotonina, Vossitocina,
l'ossido nitrico e l'ormone prolattina. La prolattina
in particolare è legata alla soddisfazione dopo
l'atto sessuale, e la quantità di questa sostanza
è direttamente proporzionale al "tempo di recupero".
Ma la sonnolenza per i maschi potrebbe essere anche
solo un effetto collaterale della presenza nel sangue
degli stessi ormoni. II loro primo scopo, con un
profondo significato evolutivo, sarebbe infatti
quello di stringere i legami tra i componenti della
coppia. Indispensabili perché il maschio non "fugga"
quando arriva il frutto del concepimento.
Le fasi dell' Amore
L'amore viene spesso paragonato a una droga da cui è impossibile liberarsi.
La novità è che ora sono d'accordo anche gli scienziati:
«Da un punto di vista psicologico, l'amore non è
altro che la soddisfazione di un desiderio, magari
associato anche al raggiungimento di una certa stimolazione
sensoriale. In gioco ci sono i concetti di piacere
e gratificazione, che sono coinvolti anche nei comportamenti
in cui si manifesta dipendenza». Qui non si tratta
solo di psicologia: diversi studi, negli ultimi
anni, hanno dimostrato che l'amore è una faccenda
di fisiologia e biochimica e proprio da un punto
di vista chimico ha non pochi punti in comune con
il fenomeno della dipendenza da droghe.
Partiamo dal primo incontro. Si guarda una persona,
la si trova attraente, si capisce di essere in qualche
modo ricambiati e l'organismo sembra perdere il
controllo: le guance si arrossano, le mani sudano,
lo stomaco si chiude, il cuore batte all'impazzata,
le pupille si dilatano.
Una vera e propria tempesta, insomma. Che gli scienziati
attribuiscono a una molecola in particolare, la
feniletilamina (Pea), che in elevate concentrazioni
induce effetti simili a quelli delle anfetamine
e che agisce sul comportamento amoroso regolando
la produzione di due ormoni: la dopamina e la noradrenalina.
La dopamina è un neurotrasmettitore legato a un
circuito neuronale che genera sensazioni gratificanti
e piacevoli quando si soddisfano stimoli come la
fame, la sete e il desiderio sessuale. Ecco perché,
nelle prime fasi dell'innamoramento, il desiderio
di stare con la persona amata continua a crescere:
l'incontro con il partner provoca il rilascio di
dopamina e una sensazione piacevole che il soggetto
è spinto a rivivere.
Se la dopamina è responsabile della sensazione di
benessere, la noradrenalina è responsabile dell'agitazione.
Questa molecola provoca eccitazione ed euforia,
riduce l'appetito e aumenta il rilascio di adrenalina
che, a sua volta, determina un aumento del battito
cardiaco, della frequenza respiratoria e della pressione
del sangue. Come se non bastasse, la noradrenalina
provoca vasocostrizione: una condizione che, a livello
dell'organo sessuale maschile, favorisce l'erezione.
Tutte queste sono le caratteristiche dell'amore
romantico, quella fase dell'amore che consente di
concentrare un'enorme quantità di energia sul partner,
che diventa l'unico vero motivo di interesse, al
punto di non mangiare e non dormire più. In realtà,
per chiudere il quadro dell'amore romantico bisogna
chiamare in causa ancora un'altra molecola, la serotonina,
i cui livelli nel cervello delle persone innamorate
sono più bassi del normale, e ciò rende probabilmente
conto dei comportamenti di natura ossessiva.
La fase dell'amore super romantico, ovviamente,
non è eterna. Ma quanto dura esattamente? L' innamoramento
dura al massimo un anno o poco più: dopo questo
periodo, il batticuore e le farfalle nello stomaco
passano. E il passaggio è evidente anche a livello
biochimico: Mentre i neo-innamorati mostrano elevati
livelli di una particolare sostanza - il fattore
di crescita nervosa: le neurotrofine - nel corso
del tempo la concentrazione di questa sostanza diminuisce.
Come ben sappiamo, però, la fine dell'amore romantico
non è la fine di tutto: A questa fase subentra quella
dell'attaccamento, una fase a lungo termine in cui
la coppia si prepara a mettere al mondo un figlio
e ad accudirlo per gli anni a venire. Qui in gioco
ci sono altri due ormoni, i cui livelli in questa
fase tendono a salire: l'ossitocina nella donna
e la vasopressina nell'uomo. Sono gli ormoni dell'appagamento,
dell'attaccamento affettivo, della fissazione nella
memoria di ricordi positivi. Nella donna 1'ossitocina
(che tra l'altro viene prodotta anche durante il
parto per indurre le contrazioni dell'utero e durante
l'allattamento per favorire la fuoriuscita del latte
dalle ghiandole) facilita comportamenti che predispongono
al rapporto sessuale. Durante e dopo il rapporto,
i livelli di ossitocina e vasopressina aumentano,
contribuendo alla sensazione di appagamento che
ne deriva.
Il ruolo dell'ossitocina nella stabilizzazione dei
rapporti sociali ha molto a che fare con un effetto
particolare di questo ormone, e cioè la riduzione
dello stress: nella sua prima fase, l'amore induce
infatti uno stato di agitazione e di stress inizialmente
positivo, ma che potrebbe avere effetti
deleteri nel caso in cui durasse troppo a lungo.
Ecco allora che interviene 1'ossitocina come un
provvidenziale ansiolitico naturale.
Fino a ora abbiamo visto solo due dei tre sistemi
cerebrali che caratterizzano l'amore e cioè quello
romantico e quello a lungo termine. Manca il terzo
sistema: l'attrazione sessuale, che spinge gli individui
ad accoppiarsi ed è legato essenzialmente alla produzione
di testosterone. In realtà, questi tre sistemi cerebrali,
possono funzionare benissimo anche in modo indipendente
l'uno dall'altro. Si può avere un forte attaccamento
verso una persona, provare amore romantico nei confronti
di un'altra ed essere allo stesso tempo attratti
sessualmente verso una terza (o anche più di una)».
In altri casi, invece, i tre sistemi si intersecano.
Così, per esempio, l'amore romantico può essere
innescato da un rapporto sessuale casuale. Può capitare
di fare l'amore con qualcuno che è solo un amico
e improvvisamente ritrovarti pazzamente innamorato
di lui: in certi casi l'elevato tasso di testosterone
provocato dall'eccitazione sessuale può indurre
un'alta produzione di dopamina nel cervello e scatenare
l'amore. Difatti la scelta del partner ideale non
dipende soltanto dalla cultura, dalle convenzioni
sociali e dagli stereotipi della pubblicità. Sotto
sotto c'è qualcosa che ha a che fare con l'istinto
e con la storià evolutiva del genere umano: meccanismi
collaudati nel corso di milioni di anni ci guidano
in queste decisioni, all'unico scopo di garantire
il nostro successo riproduttivo.
Nel mondo animale, l'obiettivo di ogni individuo
è quello di riuscire a produrre il maggior numero
possibile di figli sani e forti, in modo che riescano
a loro volta a riprodursi e a trasmettere il proprio
materiale genetico alle generazioni successive.
Proprio per non sprecare le occasioni di riproduzione
(cioè le cellule riproduttive, uova e spermatozoi),
è necessario riconoscere il compagno e la compagna
più adatti.
In questa incessante ricerca del partner ideale,
però, è la femmina a dover stare più attenta: anzitutto
perché le sue risorse riproduttive sono più limitate
di quelle maschili e poi perché ogni gravidanza
rappresenta un enorme spreco di energia, oltre che
un pericolo per la sopravvivenza. Le femmine, insomma,
non possono permettersi sbagli ed è per questo che
in genere sono loro a scegliere. Ed è per questo
che sceglie solo dopo un attento processo di ricognizione
che coinvolge ragionamento e memoria, mentre in
genere all'uomo basta un'occhiata per capire se
una donna è giovane e sana.
Nel mondo animale, spesso la scelta si basa sui
cosiddetti ornamenti sessuali: elementi che non
hanno alcuna funzione pratica, ma che rendono il
maschio particolarmente attraente, come la coda
del pavone
o il canto degli uccelli e delle rane. Secondo la
cosiddetta teoria"dei buoni geni", questi ornamenti
rappresentano degli indicatori dello stato di salute
dell'animale che li porta. In effetti, non solo
gli ornamenti spesso non servono a nulla, ma rappresentano
addirittura dei fardelli che, per esempio, possono
ostacolare la fuga davanti a un predatore. Per questo,
solo un animale molto forte o astuto può permettersi
di possederli ed è quindi possibile che i suoi figli
erediteranno queste caratteristiche ottimali di
forza o astuzia.
Nella nostra società sono gli status symbol a rivestire
il ruolo di ornamenti sessuali: Le macchine di lusso,
gli abiti firmati, i gioielli di per sé non servono
a nulla, ma lanciano un segnale forte e preciso,
suggerendo il livello di prestigio, potenza e ricchezza
di chi li esibisce.
Nella scelta del partner, inoltre, gli esseri umani
danno spesso un peso notevole a un aspetto particolare:
le caratteristiche del volto. In effetti, come tutti
i primati siamo portati a concentrarci sul volto
degli altri sia per riconoscere i singoli individui
sia per cercare di interpretarne emozioni e intenzioni
e capire al volo se abbiamo di fronte un individuo
amichevole o uno ostile. Questo significa che siamo
portati per natura a valutare con attenzione il
volto degli altri. Ma in base a cosa decidiamo se
è bello o brutto? Sia uomini sia donne giudicano
più attraenti i volti più simmetrici. Ma in generale
i due sessi seguono criteri di bellezza differenti:
gli uomini tendono a considerare come attraenti
volti iper-femminili come quello della Barbie, con
occhi grandi, fronte alta, labbra carnose, naso
e mento piccoli. Tutto ciò potrebbe avere una spiegazione
evolutiva: I tratti ritenuti iper-attraenti in un
volto femminile sono quelli che segnano maggiormente
la differenza del volto di Homo sapiens da quello
dell'uomo di Neanderthal e che, di conseguenza,
hanno allontanato, nel corso della nostra storia
evolutiva, il rischio di accoppiamento con questa
specie. Un accoppiamento che sarebbe stato improduttivo,
visto che in genere l'accoppiamento tra individui
di specie diverse o non dà prole o porta alla nascita
di individui sterili.
Nel caso delle donne è più difficile indicare preferenze
assolute. Alcuni studi sembrano dimostrare che le
donne prediligono volti con caratteristiche più
femminee che mascoline, ma questo non è sempre vero.
Di certo c'è il fatto che le preferenze variano
in funzione di caratteristiche psicologiche oppure
ormonali, legate in particolare alla fase del ciclo.
Così nel momento del ciclo, caratterizzato da massima
possibilità di concepimento, le donne sembrano più
attratte da facce molto mascoline (attraenti compagni
occasionali), mentre in altri momenti preferiscono
volti più delicati, quasi femminili, espressione
di un partner potenzialmente propenso a dedicarsi
alla famiglia.
Sempre più complicate, le signore...
Potere e Sesso
• Potere e Sesso sono sempre andati di pari passo. Spesso il secondo
è stato usato per raggiungere il primo. Ma ancor
più spesso chi deteneva il primo ha ottenuto come
corollario anche il secondo. Il sesso è il motore
della Storia: Una lagge di natura, spietata ma motivata,
che vige fra gli uomini come fra gli animali più
evoluti. Nei rapporti con l' altro sesso il maschio
dominante di un branco ha più successo rispetto
ai subordinati, garantendosi l' esclusiva su tutte
le femmine del gruppo. Succede fra i leoni e i gorilla
(si chiama Alfa il gorilla dominante). Lo scopo
di questa legge biologica, che abbina sesso e potere,
è chiaro: garantire alla prole un padre rispettato,
quindi un'adeguata protezione e maggiori probabilità
di sopravvivenza. Hanno applicato questo principio,
che vale per gli animali, esseri umani emuli del
gorilla Alfa: Benito mussolini, il brutto Aristotele
Onassis, Boris Eltsin, negli anni '30 alcune donne
tedesche provavano qualcosa come l' orgasmo ascoltando
i discorsi dell' ometto nevrotico Adolf Hitler.
Comun denominatore, fra questi personaggi, il potere
politico o economico.
• Nelle civiltà passate, il sesso aveva anche una
valenza religiosa e sociale, ed è stata la fusione
di fede, erotismo e poesia. Il potente re dell'antico
Israele, Salomone, figlio di Davide, personaggio
venerato da tre grandi religioni (ebraismo, cristianesimo
e islam) nonché emulo del gorilla Alfa: pare avesse
700 mogli e 300 concubine. Il suo cantico dei cantici
è nella Bibbia: "I tuoi seni sono come due cerbiatti
gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli".
A Tiro e a Sidone tutte le fenicie in età da marito,
prima di sposarsi, venivano arruolate come prostitute
sacre nel tempio della dea della fertilità (ma anche
della guerra) Astarte, che le metteva "a disposizione"
dei pellegrini in cambio di un'offerta. Solo dopo
aver dimostrato sufficiente devozione alla dea (cioè
solo dopo aver raccolto una somma prestabilita)
una donna era libera di tornare a casa, essendosi
guadagnata il diritto di convolare a giuste nozze.
Facendo di nuovo valere le ragioni biologiche del
"motore della Storia".
• è stato il sesso, attraverso il meccanismo dell'incrocio
del patrimonio genetico di maschi e femmine, a determinare
il passaggio dai primi ominidi a ciò che noi siamo
oggi. Certe caratteristiche fisiche - per esempio
un bacino più largo (e quindi adatto al parto),
grandi seni o una struttura scheletrica leggera
ma resistente per le donne. La forza muscolare o
un'alta statura sono state di volta in volta preferite
nella scelta del partner uomo. Le caratteristiche
più premiate nelle diverse epoche furono poi diffuse
dall'arte, dalla letteratura e dalla poesia come
criteri estetici e canoni di bellezza. Se il naso
di Cleopatra fosse stato più corto, sarebbe cambiata
tutta la faccia della Terra perché Antonio non si
sarebbe innamorato della regina, l'Egitto non sarebbe
finito sotto il diretto controllo romano e quindi
gli equilibri nel Mediterraneo (e di conseguenza
il corso della Storia) sarebbero stati diversi.
• Che il sesso fosse decisivo nelle questioni dinastiche
si sapeva fin dal tempo dell'Iliade: Omero non racconta
forse di una guerra combattuta 3 mila anni fa per
una donna, Elena? A Omero fece eco lo storico romano
Tito Livio, narrando che uno dei primi conflitti
scatenati da Roma puntava proprio a un bottino sessuale:
le donne dei vicini Sabini (che effettivamente si
unirono ai Latini, forse però senza alcun "ratto").
Ai lanzichenecchi del '400 e del '500, fu garantito
il diritto di saccheggiare case e razziare donne
nei territori conquistati. Ed è noto, infine, che
negli Anni '30 del secolo scorso le campagne coloniali
fasciste suscitarono consensi anche grazie alla
prospettiva (in seguito contrastata con motivazioni
razziali) di unirsi alle donne dell'Africa orientale,
esaltata da Giuseppe Micheli e Mario Ruccione in
una celebre marcetta: "Faccetta nera, bell'abissina
/ aspetta e spera che già l'ora si avvicina... ".
• Guerre e invasioni hanno portato alla vicenda
umana, insieme a orrori e nefandezze, anche qualche
vantaggio. In America Latina, dopo una prima fase
di massacri, gli accoppiamenti fra conquistadores
bianchi, nativi e neri evitarono ciò che accadde
nel Nord, dove la promiscuità non ci fu e dove i
pellerossa non furono mai integrati, finendo sterminati.
Negli Stati Uniti, bianchi, latinos e neri vivono
vite sociali e sessuali separate. Una separatezza
che si ritrova in tutti i Paesi colonizzati dagli
anglosassoni: in Australia, Sudafrica e India i
meticci sono una rarità. Spagnoli e portoghesi in
Sudamerica (ma anche i russi in Asia Centrale, gli
arabi in Nord Africa, i francesi ai Caraibi) hanno
invece dato vita a popoli di sangue misto. Perché
questa differenza tra cultura latina e anglosassone?
Tutta colpa del puritanesimo inglese che prese piede
nell'Inghilterra a cavallo fra '500 e'600; una reazione
contro il papato (e contro il clero anglicano) accusato
di essere corrotto, anche nei costumi sessuali.
Va infatti ricordato che il cristianesimo aveva
separato, per la prima volta nella Storia, il sesso
dalla sfera sacra. In precedenza, gli dèi grecoromani
erano fortemente caratterizzati sessualmente. In
Oriente, nell'India antica, il Kamasutra era un
testo religioso, ancor prima che erotico. E lo stesso
islam, che sul tema ci appare oggi rigidissimo,
storicamente ebbe con il sesso un rapporto più aperto
del cristianesimo: Maometto aveva varie mogli, i
califfi suoi successori anche. Questa "anomalia"
determinò conseguenze a catena. La prima fu che,
una volta eliminato il suo legame con la sfera sacra,
il sesso fu visto solo come un male assoluto. Per
questo molti potenti dell'Occidente hanno cercato
di accreditarsi come "esenti" da pulsioni sessuali».
Dal papa, unico monarca al mondo votato alla castità,
alle regine inglesi "sessuofobe" (Elisabetta I e
Vittoria), fino a George W. Bush, che quando si
insediò alla Casa Bianca sottopose a una benedizione-esorcismo
la sala dove si incontravano Clinton e la Lewinski.
Le frequenti "deroghe" a questa separazione fra
sesso e cristianesimo indignarono i puritani inglesi,
che poi fondarono le prime colonie nordamericane.
• Ottenuto il primo embrione umano clonato, Il sesso
perde, pensano in molti, il suo ultimo potere: l'esclusiva
della procreazione. Negli Anni '30, lo scrittore
britannico Aldous Huxley aveva immaginato un'umanità
generata artificialmente e composta da cloni, divisi
in caste programmate al servizio di registi occulti,
i quali davvero pensavano che “kumannari è megghiu
ca futtiri”. A proposito: in quel mondo, oltre al
sesso, era bandito anche l'insegnamento della Storia,
sua inseparabile compagna.
• Negli ultimi 150 anni si è discusso se all'alba
della Storia il potere fosse prevalentemente maschile
o femminile. «Senz'altro femminile» rispose a fine
'800 Johann lakob Bachofen, storico svizzero delle
religioni e padre della teoria del matriarcato originario.
Secondo Bachofen i sacerdoti maschi delle civiltà
protostoriche "detronizzarono" divinità femminili
preistoriche, sostituendole con sommi dèi maschi.
Quel primigenio "golpe celeste" (di cui resterebbe
traccia nei miti greci, dove si narra il succedersi
di tre generazioni divine) sarebbe la prova dell'avvento
del patriarcato, cioè del predominio sessuale, economico
e politico degli uomini.
A Wilczice, un villaggio polacco, l'archeologo Romuald
Schild, dell'Accademia delle scienze dì Varsavia,
ha scoperto nel marzo scorso (2007) una trentina
di statuette femminili di 15 mila anni fa, apparentemente
legate al culto delle 'Veneri preistoriche" considerate
da molti legate all'antichissimo culto di una Grande
Madre. Obietta lo storico delle religioni antiche
Paolo Scarpi: Il concetto di Dio come lo intendiamo
noi apparve solo nel III millennio a. C., E da allora
molte tra le più importanti società umane sono state
impostate su un modello patriarcale. E le statuette
di Wilczice o ì tanti altri reperti simili? Reperti
preistorici che raffigurano donne sono numerosi
quanto quelli che raffigurano uomini, risponde Scarpi.
«Ma che si riferiscano a divinità è un'interpretazione
di noi moderni". Anche se sono state magari trovate
in tombe e aree sacre, non ci sono insomma certezze
che quelle immagini rappresentino delle divinità.
• Ci sono uomini (e donne) che preferiscono inseguire
cariche e poltrone piuttosto che dedicarsi alle
conquiste amorose. Perché? Secondo i fondatore della
psicanalisi Sigmund Freud (1865-1939) le radici
di questo comportamento sarebbero da cercare nella
cosiddetta "sublimazione". Nei suoi scritti, Freud
ipotizzò che la sessualità attingesse tutta la sua
energia a una riserva inesauribile, che chiamò libido.
Ma questa energia può essere diretta, proprio attraverso
i processo di sublimazione, verso obiettivi diversi
dal sesso: gli impulsi del desiderio potrebbero
cioè deviare dal loro oggetto naturale verso qualcosa
di socialmente più accettabile. Proprio indirizzando
le energie sessuali verso obiettivi diversi dalla
riproduzione, artisti, scienziati, politici e altri
grandi della Storia avrebbero compiuto imprese che
hanno favorito il progresso umano. La conquista
del potere non sarebbe dunque altro che uno di questi
"obiettivi" alternativi per gli Istinti sessuali.
Così, nella mitologia greca, la prima moglie di
Zeus, Meti, è l'unico "oggetto del desiderio" della
divinità. Ma poi, di fronte al rischio di perdere
il potere a causa della nascita di un figlio da
Meti, Zeus preferisce sacrificarla e rimanere il
dio supremo. E il re d'Inghilterra Enrico VIII (1494-1547)
sacrificò volentieri 8 mogli pur di restare su trono.
Le donne votate al sesso
Se eserciti, pulpiti, cattedre e troni sono stati spesso
negati al sesso femminile, di una cosa non si è
mai dubitato: che grazie al proprio ascendente sugli
uomini le donne potessero distruggere quegli stessi
eserciti, pulpiti, cattedre e troni. Ma le avventure
(non sempre a lieto fine) di molte cortigiane insegnano
che non basta un corpo flessuoso per sedurre. Occorre
anche un cervello scattante.
Tradita gli occhi viola di Elizabeth Taylor, che
l'ha interpretata sul grande schermo nel 1963, per
noi Cleopatra è solo la sensuale e un po' isterica
regina che prima sedusse Cesare (dandogli un figlio,
Cesarione), poi passò a Marco Antonio (dalla loro
passione nacquero due gemelli) e infine riuscì quasi
a sedurre anche Ottaviano (il futuro imperatore
Augusto) prima di suicidarsi trentanovenne. Ma anche
se, come confermerebbe la recente scoperta di una
moneta del 32 a. C. con la sua effigie, non era
proprio una bellezza (il grande naso è però forse
frutto della leggenda) aveva enorme fascino.
Cleopatra VII, figlia di Tolomeo XII e ultima "faraone"
d'Egitto, salì al trono diciassettenne, nel 51 a.
C. Dovette sposare il fratellastro Tolomeo XIII,
di appena 10 anni, che tentò presto di farla fuori.
Rimessa al suo posto da Cesare (di cui divenne l'amante),
sposò un altro fratello, Tolomeo XIV, che forse
fece avvelenare nel 44 a. C. Gli storici romani
cercarono subito di demolirla: Plinio il Vecchio
la definì regina meretrix.
Recenti studi spiegano quest'odio con il fatto che
Cesare, attraverso l'imposizione della sua figura
(identificata con la Venere dell'Esquilino), pare
avesse tentato di introdurre a Roma il culto orientale
del re divinizzato, anticipando così ciò che sarebbe
avvenuto con l'impero.
Con i cristiani non andò meglio: Dante la spedì
all'inferno tra i lussuríosi, Boccaccio ne condannò
la "lascivia". Dal '700 in poi fu principalmente
una maestra di erotismo.
La realtà storica è che Cleopatra tentò di salvare
l'autonomia politica dell'Egitto. Parlava molte
lingue, conosceva la letteratura e tentò di ripristinare
la tradizione faraonica, messa in ombra dalla civiltà
greco-ellenistica.
La greca Frine, celebre soprattutto per il processo
contro di lei, è stata prima di tutto una prostituta
spiritosa e raffinata.. Un' etèra, ovvero una donna
che, oltre al proprio corpo, vendeva la sua capacità
di suonare, danzare e conversare.
Frine, "Ranocchietta", era un soprannome: in realtà
si chiamava Mnesarete, "Colei che fa pensare alla
virtù". Era ; nata a Tespi, cittadina della Beozia,
nella prima metà del IV secolo a. C. Al contrario
di molte sue colleghe, era di condizione libera,
ma si prestò a fare i lavori più umili: "raccoglieva
capperi" scrisse di lei il poeta Timocle. Ad Atene,
divenne una prostituta ricercatissima. Guadagnò
molto e riuscì a studiare, diventando l'influente
amica di artisti, politici, magistrati e scrittori.
Una rarità in Grecia, dove le donne "perbene" non
uscivano di casa. Fu l'amante-musa del grande scultore
Prassitele e del più celebre pittore dell'antichità,
Apelle, che la raffigurò come Venere che emerge
dalle acque. Quando, tra il 350 e il 340, fu condotta
davanti al tribunale di Atene con l'accusa di avere
offeso gli dèi, il suo difensore Iperide la spogliò
davanti ai giudici esclamando: "Come può una simile
bellezza offendere gli dèi?!". E vinse la causa.
Della fine di Fine non sappiamo nulla. Sappiamo
però che, ricca com'era, si offri di ricostruire
le mura di Tebe (capitale della Beozia) distrutte
da Alessandro Magno nel 335 a. C. Chiese in cambio
solo una lapide che ricordasse: "Alessandro le ha
distrutte, Frine le ha ricostruite". I notabili
di Tebe però rifiutarono, sdegnati.
Se Frine amava Tebe, un'altra etèra, Taide, volle
vendicare Atene, distrutta dai Persiani nel 480
a. C. Quando, 150 anni dopo, Alessandro Magno invase
l'Asia Minore, il sovrano macedone si era portato
dietro, oltre ai soldati, un esercito di cortigiane.
Taide era una di loro. Seguace del dio Pan, suonatrice
di flauto e danzatrice, proprio grazie alla danza
riuscì a compiere l'impresa che la fece entrare
nella Storia: l'incendio della reggia persiana di
Persepoli.
Alessandro era rimasto abbagliato dalla splendore
della città conquistata e non intendeva certo distruggerla.
Per convincerlo, la donna pronunciò un discorso
che lo storico greco Plutarco giudicherà secoli
dopo "troppo elevato per una come lei". Dimenticava
quanto un'etèra, magari educata in una delle scuole
dove si insegnavano "eros e poesia" sparse per la
Grecia, potesse essere colta. In una notte di bevute
e di danze sfrenate, comunque, Alessandro decise
di accontentare Taide.
Alla corte dei papi. L'eredità delle colte etère
greche fu raccolta, nel Rinascimento, dalle "cortigiane
oneste", come le definì il capo cerimoniere di papa
Alessandro Borgia. Veronica Franco, la più celebre
e la più influente di loro, era nata a Venezia nel
1546. Borghese, era a sua volta figlia di una cortigiana,
che divenne la ruffiana della figlia. Dopo un matrimonio
combinato fallito, conobbe Jacomo di Baballi, il
più ricco mercante di Ragusa (oggi Dubrovnik) e
primo dei suoi amanti-protettori.
In una delle 50 lettere che lei stessa pubblicò
nel 1580, Veronica scrisse che avrebbe passato tutto
il suo tempo nelle accademie, se solo le fosse stato
concesso. Ma anche se diventò poetessa e patrona
delle arti, la sua pagina di Storia la scrisse fra
le lenzuola. Per la gloria di Venezia, infatti,
fu spedita nel letto di Enrico dì Valois, futuro
re di Francia. Questo non le evitò di finire nelle
mani dell'Inquisizione, con l'accusa (frequente
per le cortigiane) di stregoneria. Come Frine, fu
salvata dalle sue conoscenze, o forse dalla sua
bellezza.
La stagione delle grandi cortigiane finì all'inizio
del '900 con la Belle époque, quando Parigi dívenne
la capitale delle grandes horizontales, le
"grandi orizzontali". La più celebre fu Carolina
Augustina Carasson (o Iglesias), meglio nota come
la Bella Otero. Lei raccontava di essere una gitana
andalusa figlia di un greco morto in duello, ma
la realtà era meno romantica: nata in Galizia (Spagna
del Nord) da una madre prostituta che la maltrattava,
Carolina era la seconda di sette figli, tutti di
padri diversi e ignoti. Per di più, a 11 anni fu
violentata, rimanendo sterile. Fuggita di casa e
da un collegio, a 18 arrivò a Parigi. E qui iniziò
la sua carriera. Avrebbe voluto diventare attrice
o cantante, ma sapeva soprattutto ballare con movenze
seducenti. Fu la sua fortuna. Carolina stregava
gli uomini: era snella, aveva gli occhi verdi, i
capelli nerissimi e un seno alto e sodo, che divenne
celeberrimo.
Dai palcoscenici di tutta Europa alle alcove degli
uomini più potenti del suo tempo il passo fu breve:
quasi tutte le teste coronate vollero conoscerla,
dal re del Belgio allo zar di Russia; miliardari
come l'americano Vanderbilt o celebrità , come l'ingegner
Eiffel e l'architetto Antoni Gaudì caddero ai suoi
piedi. E più di un uomo si tolse la vita per lei.
Il potere che esercitava sugli uomini di potere
non la salvò però da una triste e lunga vecchiaia,
durata fino ai 96 anni.
Decisamente meno tormentate furono le vite delle
signore degli harem. Almeno di quelle che partivano
schiave e finivano sovrane. Come l'araba Khayzuran
(`Bambù"), vissuta nell'VIII secolo, senza la quale
non esisterebbero Le mille e una notte. La bella
concubina del califfo di Baghdad riuscì infatti
a mettere sul trono il figlio Harun Al-Rashid. E
Harun, feroce califfo della dinastia abbasside,
fu l'ispiratore di molte novelle della raccolta.
Khayzuran era una quaina, cioè una schiava che conosceva
la poesia, la danza, la musica e il canto. Entrata
nell'harem del califfo Al-Mahdi, che regnò dal 775
al 785, divenne la favorita del sovrano, dandogli
due figli maschi. Quando il califfo morì, sali al
trono il primogenito Musa Al-Hadi, così com' era
stato deciso dal padre. E da Khayzuran. In pochi
anni, la bella ex-schiava era infatti diventata
la consigliera più ascoltata del sovrano. Alla morte
di lui pose fine alle guerre interne liquidando
l'esercito mercenario del califfo con ricchissimi
doni. Ben presto, però, si accorse che il figlio
non intendeva tollerare le sue manovre politiche,
Musa fu ucciso e tutti puntarono il dito contro
di lei. Non ci sono elementi né per scagionarla
né per condannarla. Sappiamo però che Khayzuran
riuscì a mettere sul trono il secondogenito, Harun,
senza disordini. Sotto il suo regno il potere della
donna continuò a crescere fino alla sua morte, nel
789.
Otto secoli dopo, un'altra schiava del sesso conquistò
il potere nell'impero ottomano. Si chiamava Roxelana,
"la Rossa". Il suo vero nome era forse Aleksandra
Lisowska ed era nata tra il 1506 e i11510 nell'attuale
Ucraina. Fu fatta prigioniera e venne portata al
mercato degli schiavi di Istanbul. La comprò il
gran visir Ibrahim Pascià, che era molto amico del
sultano, Solimano il Magnifico, al quale la regalò.
Secondo alcuni, la donò invece prima al padre di
Solimano, Selim, che, non essendo più in età di
goderne, la cedette al figlio.
Solimano aveva quattro concubine ufficiali, le ikbal,
ovvero le madri degli eredi al trono. Pur confusa
tra altre circa 300 schiave, Roxelana riuscì a farsi
notare, non solo per i suoi capelli biondo-rossi
e il suo sguardo, ma anche per la prontezza di spirito
e la sua abilità di narratrice. Il sultano le concesse
sempre più tempo di accompagnarlo nelle sue apparizioni
pubbliche. E alla fine, incredibilmente, nel 1534
la sposò, facendone l' unica e veneratissima moglie.
Roxelana, a cui Solimano dedicò versi dolcissimi,
era in realtà una donna fredda e determinata: si
vendicò del potentissimo visir Ibrahim Pascià e
nel 1536 riuscì a farlo uccidere. Nel 1541 approfittò
di un incendio dell'harem (che era separato dal
palazzo) per trasferirsi con tutte le donne presso
la corte, al Topkapi di Istanbul. Poi indusse Solimano
a far assassinare il suo primogenito, Mustafà, favorendo
così la successione dei propri figli Bayezid e Selim.
Che però, dopo la morte della madre, nell'aprile
del 1558, si scagliarono l'uno contro l'altro.
Se l'Oriente inventò le signore dell'harem, i sovrani
francesi fra Sei e Settecento crearono qualcosa
di molto simile: le maîtresses en titre, amanti
ufficiali con tanto di palazzo e stipendio.
Una delle più potenti fu madame du Barry. Marie-Jeanne
Bécu nacque il 19 agosto 1743 a Vaucouleurs, sulla
Mosa. Sua madre era figlia di un rosticciere, faceva
la sarta e collezionava amanti. Il padre di Jeanne
era forse un monaco cappuccino, che l'avrebbe raccomandata
per un posto in un collegio religioso. Ne uscì ignorante
ma decisa a sfondare. Iniziò come parrucchiera ma
intuì presto di avere un altro talento. Incontrò
allora il conte guascone Jean du Barry, un ruffiano
che era solito far prostituire le sue numerose amanti.
Il conte ebbe almeno un merito: l'affidò ai migliori
professori di letteratura e filosofia. Poi, dopo
averla spinta nel letto di alcuni nobili, la offrì
come amante, nel 1768, al re Luigi XV, in sostituzione
dell'adorata madame de Pompadour, morta quattro
anni prima.
Luigi XV, in 59 anni di regno, fu in assoluto il
re con il maggior numero di favorite. E Jeanne Antoinette
Poisson Le Normand d'Etiolles, marchesa di Pompadour,
era stata forse la più influente. Ma aveva due difetti:
era frigida e malata di tubercolosi. Per questo
il re, pur lasciandole ampia libertà d'azione a
corte, la tradì spesso. Quando vide la du Barry,
bionda e con gli occhi azzurri, dovette pensare
di aver trovato una degna sostituta. Nel 17681a
invitò a stabilirsi a Versailles, ma la costrinse
a sposare il fratello del conte du Barry: non era
giudicato dignitoso, per l'amante ufficiale del
re, essere nubile.
Come la Pompadour, la du Barry influenzò, dall'alcova,
gli affari di Stato. Un ruolo che Jeanne pagò a
caro prezzo: dopo la Rivoluzione francese fu arrestata
e accusata di finanziare i nobili francesi fuoriusciti,
di svolgere attività controrivoluzionaria e di aver
sottratto beni della Corona e quindi del popolo
francese. Dopo un lungo processa, fu condotta alla
ghigliottina 1'8 dicembre 1793.
La du Barry della Cina, invece, visse quasi 2.300
anni prima della sua omologa francese. Ma fu più
di un'amante influente. Fu la Mata Hari d'Oriente.
Si chiamava Xi Shi e nacque tra la fine del VI e
l'inizio del V secolo a. C. in un villaggio dell'attuale
provincia cinese di Zhejiang. Il paesino si chiamava
Zholou e si trovava nel regno di Yue, uno dei tanti
in cui era allora divisa la Cina.
Nel 494 a. C. il regno di Yue era stato sconfitto
da quello di Wu. Gou Jian, re di Yue, era caduto
prigioniero ed era stato torturato. Una volta libero,
decise di vendicarsi. Il suo ministro Wen Zhong
escogitò un piano: regalare al re di Wu bellissime
ragazze, addestrate però a spîarlo. Il bando fu
diffuso in tutte le province e arrivò nel villaggio
di Xi Shi. Per tre anni Xi Shi e le altre prescelte
furono istruite nel canto, nella danza, nella musica
e nell'arte della seduzione. Furono anche indottrinate
sulla cultura, la lingua e l'etichetta del nemico
regno di Wu. Xi Shi si rivelò la migliore.
Donata al sovrano di Wu, Fu Chai, Xi Shi lo sedusse
e lo distrasse con le sue delizie dal governo. Fece
allontanare e poi indusse al suicidio il potente
ministro Wu Zixu, che sospettava l'intrigo. Quindi
propose al monarca di preparare la guerra contro
i vicini regni di Qi, Jin e Lu. Fu Chai si lasciò
persuadere. L'attacco al regno di Qi, all'inizio
vittorioso, si trasformò in una guerra di logoramento.
II re di Yue ne approfittò, attaccò e sconfisse
Fu Chai, costretto ad accettare una pace così umiliante
che alla ' fine si uccise, nel 473 a. C.
Xi Shi entrò nella leggenda: della sua fine esistono
almeno quattro versioni. Sappiamo che rientrò in
patria, ma non è chiaro se fu poi uccisa o se riuscì
a tornare al suo villaggio.
La storia di Xi Shi ricorda quella di un'altra seduttrice
patriottica, ma dell'Ottocento. Un'italiana che
contribuì a fare l'Italia da sotto le lenzuola.
Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa
Maria Oldoini era nata a Firenze il 23 marzo del
1837, anche se dichiarò sempre di essere più giovane.
Era una bugiarda cronica, il che servì ai suoi scopi
ma ne minò la credibilità agli occhi degli storici.
Il padre "ufficiale" di Virginia era il marchese
Filippo Oldoini Rapallini, un ambasciatore colto
e mondano. La madre, Isabella Lamporecchi, era una
salottiera irrequieta. Forse il padre naturale era
però Giuseppe Poniatowski, squattrinato discendente
del re di Polonia.
Virginia mostrò molto presto di essere assai disinvolta
con gli uomini. Non ancora diciassettenne sposò
il conte Francesco Verasis di Castiglione Tinella
e di Costigliole d'Asti, cugino di Camillo Benso
di Cavour, diventando così la contessa di Castiglione.
Virginia non amava il marito, ma il matrimonio fu
per lei una svolta: si trasferì a Torino e fece
il suo travolgente debutto alla corte dei Savoia.
II re, come ipnotizzato, la coprì di regali. Cavour
la giudicava immorale, ma la trovava utile, anche
perché Virginia parlava perfettamente il francese.
Come aveva fatto oltre 2 mila anni prima il ministro
del regno di Yue, Cavour propose al re di utilizzarla
per sedurre l'imperatore di Francia Napoleone III
e convincerlo ad appoggiare l'unità italiana. Il
9 gennaio 1856 Virginia si trasferì col marito a
Parigi.
Il successo di Virginia alla corte fu immediato
e spettacolare. Napoleone III, donnaiolo impenitente,
non resistette al suo fascino. I due si amarono,
per mezz'ora, nella camera azzurra del castello
di Compiègne. Missione breve, ma compiuta. L'appoggio
francese alla causa italiana fu aiutato anche da
quel momento di passione.
L'imperatrice Eugenia, gelosissima, cominciò a fare
la guerra alla rivale e Virginia non ebbe quasi
più contatti con 1'imperatore. Intanto il marito
di Virginia chiese il divorzio, documentando le
numerose scappatelle di lei: Costantino Nigra (influente
ambasciatore sabaudo in Francia), il principe Eugenio
di Carignano (fratello minore di Vittorio Emanuele
II) e l'ingegnere Ferdinando de Lesseps, futuro
progettista del canale di Suez.
L'inquieta Virginia prese a vivere tra la Francia,
l'Italia e l'Inghilterra. I suoi affari andavano
benissimo: da vera insider, si arricchì grazie a
notizie economiche riservate. Continuò anche un'intensa
attività patriottica, sia come informatrice, sia
come "ambasciatrice occulta". La sua vita di intrighi,
però, la rese vittima di manie di persecuzione.
Dal 1879 (l'Italia unita era ormai una realtà) Virginia
prese a uscire solo di notte. Mori il 28 novembre
1899 a Parigi, sola e tormentata dai rancori.
Fu l'esame che confermò la sua verginità a renderla
affidabile agli occhi del re. E così a Giovanna
d'Arco furono consegnate le sorti della Francia.
Giovanna era una contadínella senza istruzione,
nata forse il 6 gennaio 1412 a Domrémy (Lorena).
A 13 anni cominciò a sentire voci, accompagnate
dalla visione di santi, che le ordinavano di liberare
la Francia, allora divisa in tre parti: dominio
inglese, ducato di Borgogna e regno "legìttímo"
di Carlo VII.
II 6 marzo 1429, vestita da uomo, Giovanna giunse
a Chinon, dov'era la corte di Carlo VII. Riconobbe
il sovrano e ne conquistò la fiducia sottoponendosi
a quell'esame medico. La verginità fu interpretata
come garanzia di purezza di spirito: ancora una
volta la sorte di una nazione era decisa da una
questione di sesso, anche se, in questo caso, negato.
Dopo una furiosa battaglia, I'8 maggio la ragazza-condottiera
liberò Orléans assediata dagli inglesi. Le voci
sulla pulzella (dal francese medioevale pulcele,
"vergine») d'Orléans corsero per tutto il regno,
facendone un personaggio semileggendario capace
di trascinare folle ed eserciti. Giovanna inanellò
una serie di vittorie, finché, il 17 luglio, riuscî
a far incoronare Carlo a Reims.
La Francia rinasceva. Ma anziché tornare a casa,
Giovanna restò in armi e da allora le andò tutto
storto. II 23 maggio 1430 fu fatta prigioniera dai
borgognoni, che la vendettero agli inglesi. A Rouen,
il 30 maggio 1431, fu arsa sul rogo, condannata
per stregoneria. Da secoli considerata, almeno dai
francesi, una martire, fu proclamata santa i19 maggio
1920 da papa Benedetto XV.
Per millenni la diplomazia si è servita di accordi
matrimoniali per tessere alleanze. Ecco la “strategia
nuziale” delle grandi dinastia: sai faraoni ai re
di Pagna fino ai Savoia.
“ Matrimoni per amore, matrimoni per forza l ne
ho visti di ogni tipo, di gente di ogni sorta" cantava
Fabrizio De André. Si era dimenticato quelli per
interesse, numerosi almeno quanto quelli per amore
e forse più di quelli per forza.
Gli alberi genealogici di tutte le dinastie d'Europa
ne sono pieni, ma in pole po
sition (o quasi) ci sono i Savoia che, benché nati
provinciali e montanari, diventarono potenti facendo
sposare le loro donne a due duchi di Milano, un
duca di Sassonia, un re di Spagna, un re del Portogallo,
un re di Germania, quattro re di Francia e addirittura
due imperatori. Uno di questi ultimi era
Enrico IV che, dieci secoli fa, si convinse ad "andare
a Canossa" per chiedere perdono a papa Gregorio
VII anche su pressione della moglie, Berta di Savoia.
«I traffici tra famiglie e la strategia matrimonale
dei nobili» ha scritto il grande medievalista francese
Georges Duby «finivano abitualmente per porre la
donna in posizione di superiorità nella coppia.
Ciò, con il prestigio che aveva arrecato, le valeva
dopo la morte la venerazione della discendenza».
Fra i Paesi d'Europa ce n'è addirittura uno che
a un matrimonio "strategico" deve la propria esistenza.
Si tratta della Spagna, che sei secoli fa era solo
un mosaico di staterelli, un po' come i Balcani
di oggi, riunificati nel 1469 dalle nozze tra Ferdinando
II e Isabella, eredi delle due più importanti corone
della regione, quelle di Aragona e di Castiglia.
Grazie alla I loro unione, i due regni si fusero:
prima di fatto e poi anche di diritto. Non contenti
di ciò, i coniugi si preoccuparono di tessere alleanze
di parentela con le maggiori dinastie d'Europa,
facendo sposare quattro loro figli a rampolli delle
case reali di Portogallo, Borgogna (Francia), Austria
e Inghilterra.
L'abitudíne di usare i matrimoni per fini politici
non è però un'esclusiva dell'età moderna. Si narra
per esempio che il mitico re d'Israele Salomone,
cercando di stringere alleanze diplomatiche, arrivò
a contare 700 mogli. E riuscì nello scopo, perché
Israele non fu mai potente come allora.
Ma il matrimonio che più di ogni altro influì sulla
Storia antica fu forse quello che oltre 3 mila anni
fa unì il faraone Ramses II con la bella Nefertari.
Secondo varie fonti (non tutte concordi) Nefertari
era una
principessa ittita. Egizi e Ittiti erano le due
superpotenze dell'epoca, che spesso si erano affrontate
in armi, cercando di prevalere una sull'altra. Dopo
la battaglia decisiva (combattuta a Qadesh, nel
1274 a. C.) ambedue i regni si dichiararono vincitori,
ma in realtà non aveva vinto nessuno. La questione
fu risolta solo dal matrimonio Ramses-Nefertari,
che assicurò una lunga pace.
...e anche gli uomini
Favorita: sostantivo femminìle. Donna prediletta da un
uomo, specialmente potente".
Così recita il Dizionario della lingua italiana
Zanichelli. Il maschile di questo nome esiste, ma
ha un altro significato prevalente: "favorito" può
essere un aggettivo, un participio o un sinonimo
di basetta. Ma è davvero così? In altre parole:
chi c'è al posto delle concubine quando il potere
è declinato al femminile? La risposta è semplice:
i ruoli si invertono ma le dinamiche non cambiano
Emblematica è la storia di Caterina II, zarina di
Russia (1729-1796), che tramite il sesso conquistò
il potere e poi per le stesse vie lo redistribuì
(con parsimonia) ai suoi numerosi amanti (almeno
21). Nobile di provincia di origini polacche, nata
con il nome di Sofia, la futura zarina fu chiamata
a corte come promessa sposa del granduca Carlo Pietro
Ulrico (erede al trono, futuro zar Pietro III).
Che poi non solo sposò, ma anche cornificò, detronizzò,
imprigionò e infine fece probabilmente strangolare
in prigione da uno dei suoi favoriti nel luglio
del 1762, scippandogli la corona.
I biografi non ufficiali della zarina l'hanno descritta
come un'assatanata di sesso. Pare che nel Palazzo
d'inverno di San Pietroburgo, residenza degli imperatori
russi, l'ex-Sofia avesse fatto allestire una stanza
hard, decorata con statue raffiguranti accoppiamenti
di ogni tipo, comprese scene sadomaso, atti di pedofilia
e copule con animali. Si mormorava che lei stessa
fosse sensibile all'eros zoofilo, tanto che una
leggenda popolare attribuì poi la sua morte a lesioni
dovute a un rapporto sessuale con un cavallo. La
notizia non è vera, ma la dice lunga sulla fama
di cui godeva l'imperatrice presso i sudditi.
Nessun cavallo della corte russa fece mai carriera
grazie ai "favori" di Caterina. Ma almeno quattro
uomini, i "favoriti ufficiali", sì. I quattro si
chiamavano Sergeij Saltykov, Stanislao Poniatowski,
Grigorij Orlov e Grigorij Potémkin; i primi tre
diedero alla zarina anche un figlio a testa (Paolo,
Anna e Alekseij). Chi trasse il maggior vantaggio
dalle imperiali prestazioni fu Poniatowski, incoronato
re di Polonia. Anche Potémkin ne uscì benissimo:
diventò infatti governatore della Crimea e principe
della Tauride, una regione strappata all'Impero
ottomano. In cambio, pur di compiacere la sua "padrona",
faceva costruire lungo il percorso delle visite
imperiali al regno finti villaggi ridipinti di fresco
(chiamati poi "villaggi Potémkin") e abitati da
contadini festanti, che nascondevano la povertà
del Paese reale.
In fatto di favoriti, nessuna regina della Storia
può rivaleggiare con Caterina II. Ma la zarina fu
solo meno accorta delle sue colleghe regnanti, che
avevano altrettanti favoriti ma più ritegno: per
esempio, Maria Antonietta (1755-1793), moglie di
Luigi XVI e primattrice della reggia di Versailles,
che fu ghigliottinata dopo la Rivoluzione francese;
o, prima di lei, Giovanna II d'Angiò (1373-1435),
regina di Napoli, che nel Mezzogiorno è ritenuta
tuttora un proverbiale esempio di lussuria. I suoi
favoriti passati alla Storia furono due: tali Pandolfello
Alopo e Gianni Caracciolo. Entrambi ottennero, in
tempi successivi, il titolo di "gran siniscalco"
di corte, una delle sette cariche più importanti
del regno. Ma Pandolfello finì male: quando Giovanna
decise di sposarsi, per ragioni politiche, con il
cugino Giacomo di Borbone, quest'ultimo si ingelosì
dell'intimità che Giovanna dimostrava col gran siniscalco
e, andato su tutte le furie, fece prima arrestare,
poi torturare e infine decapitare l'incomodo rivale.
Invece Caracciolo, di carattere molto forte e autoritarío,
riuscì a imporsi sulla regina e addirittura a far
cacciare da Napoli suo marito.
La Storia ricorda anche un favorito "platonico",
che riuscì a sfruttare a proprio favore la passione
(non ricambiata) che una regina nutriva nei suoi
confronti. I protagonisi della strana vicenda furono
Elisabetta I, sovrana d'Inghilterra (1533-1603),
e sir Walter Raleigh (1552-1618), un navigatore-esploratore
famoso per aver importato in Europa due prodotti
americani destinati ad avere largo successo: il
tabacco e la patata. Generalmente refrattaria agli
uomini (tanto da meritarsi il soprannome di "regina
vergine"), Elisabetta ebbe un debole solo per Raleigh,
a cui finanziò vari viaggi transatlantici. Lui accettò
tutti i favori, ma non cedette mai alla corte spietata
della regina.
Non tutte le donne di potere si circondarono serenamente
di favoriti, distribuendo privilegi in cambio di
sesso. Ci furono regine che, imitando modelli maschili
di tutt'altro genere, si procurarono gli amanti
con la forza. Tra queste la babilonese Semiramide,
che secondo Dante "a vizio di lussuria fu sì rotta
/ che libito fé licito in sua legge". Si narra che
costei dichiarò guerra all'Armenia pur di possedere
Ara il Gentile, sovrano di quel Paese, di cui si
era invaghita.
2050: Sesso per ricreazione
I - Nel 2050 si continuerà a fare l'amore, anche
se, probabilmente, con modalità un po' diverse da
oggi.
II - Il sesso potrebbe essere definitivamente disgiunto
dalla riproduzione. Cosa che, in un certo senso,
è già accaduta: con l'introduzione della pillola,
negli anni '60, le donne hanno iniziato a godersi
il sesso senza preoccupazioni e, contemporaneamente,
l'accettazione crescente dell'omosessualità ha autorizzato
rapporti sessuali non finalizzati alla nascita di
un bambino.
• Tutti in provetta
Nei prossimi decenni questa distinzione tra procreazione e "ricreazione"
si rafforzerà, per più motivi:
1) molti di coloro che sono nati con tecniche in
vitro sono infertili,
2) i gay vogliono poter avere figli e
3) la ricerca di una prole sana determinerà un ricorso
generalizzato alla provetta.
Quando la definitiva separazione tra coito e gravidanza si sarà verificata,
non sarà solo lo scopo dell'atto sessuale a mutare.
Saranno anche i rapporti tra i sessi. A partire
dal tipo di partner che le donne cercheranno.
• Il nuovo principe azzurro
L'intreccio tra nuove tecnologie e comportamenti sessuali provocherà
una trasformazione più signicativa di quelle avvenute
negli ultimi 2 milioni di anni. Sicure di potersi
riprodurre artificialmente e sempre più emancipate
dalla scelta di un partner che assicuri alla prole
protezione e sostentamento economico, le donne cercheranno
nel web i propri partner. La libertà di scelta sposterà
gli orientamenti femminili dalla relazione con un
uomo solido, magari non attraente ma dotato di un
certo status sociale a un altro prototipo: quello
giovane, forte e capace di soddisfare le aspettative
immediate. Insomma, posto che avere figli sarà sempre
più un fatto personale che di coppia, per le donne
conteranno più le caratteristiche genetiche di un
"donatore di sperma" che le sue prospettive future
nel mantenimento della prole. Il che significa che
un giorno i ricchi e potenti si renderanno conto
di non riuscire più a fare colpo su una ragazza.
Riconoscendo che, come affermava l'armatore areco
Aristotele Onassis, uno che di soldi se ne intendeva,
«senza donne tutto il denaro del mondo non ha più
senso».
• La droga di Barbie
La ricerca del piacere verrà intrapresa da uomini e donne secondo modalità
distinte perché è l'eccitazione sessuale a funzionare
diversamente nei due sessi: quella maschile si lega
maggiormente a stimoli fisici, quella femminile
è più una questione culturale. Rispetto a un uomo,
una donna ha 25 volte meno testosterone, ormone
che regola la risposta fisica a uno stimolo sessuale.
L'idea che il piacere femminile sia soprattutto
di origine culturale e non biologica trova credito
tra gli antropologi, i quali ipotizzano che la capacità
di provare piacere nelle donne si sarebbe formata
solo 3 milioni di anni fa. L'orgasmo femminile,
non indispensabile alla riproduzione, sarebbe dunque
nato allo scopo biologico di rendere più stabili
(e quindi più utili alla sopravvivenza del gruppo),
i rapporti di coppia. Eppure i laboratori sfornano
incessantemente farmaci che agiscono a livello fisico
per intensificare il desiderio femminile: cerotti
al testosterone. creme alla Prostaglandina E1, che
aumentano la lubrificazione vaginale, varie forme
di DHEA, ormone importante nell'invecchiamento (ed
efficace soprattutto sulle donne over 70) e la cosiddetta
Barbie drug, una molecola che deve il suo nome alla
capacità di inibire l' appetito, facilitare l'abbronzatura
e innalzare la libido, rendendo le donne belle e
sexy come la celebre bambola, appunto. La società
Usa Palatin sta testando il PT-141, ormone che agisce
sul cervello per aumentare l'eccitazione e che verrà
venduto come spray nasale. Infine, non mancano congegni
meccanici come l'Eros Cct, una sorta di pompa che
dovrebbe aumentare l'afflusso di sangue alla clitoride
e che di recente é stato approvato dalla Food and
drug administration USA.
• Sexy shop a luci "rosa"
Ma sui farmaci del desiderio rosa grava un sospetto: quello che curino
disturbi inesistenti. Cioè che le disfunzioni sessuali
femminili siano un'invenzione del marketing delle
aziende farmaceutiche. Cioè le aziende farmaceutiche
riducono la sessualità femminile a una questione
organica, come la digestione o la respirazione,
mentre riguarda le emozioni.
Forse per questo, desiderose di gestire personalmente la loro sessualità,
alcune disinibite americane hanno inventato nuovi
metodi, più meccanici che chimici, per liberare
il desiderio. Come gli Strip-a-thon, serate con
strip femminile fatto da socie per socie, o la vendita
di film porno "non centrati sul maschio". Il modello
è Ann Sommers, pioniera dei sexy shop unisex. In
Usa esiste perfino una catena di sexy shop per sole
donne: Toys in Babeland.
• Mouse o Yagra?
Se le donne avranno meno bisogno e voglia dei maschi questi si potranno
consolare con il cvbersex e i gadget digitali*.
L'ambiente virtuale sembra particolarmente adatto
a dare sfogo alle fantasie maschili. Il sesso via
computer rappresenterebbe l'evoluzione della normale
masturbazione maschile. Per due motivi: dà soddisfazione
senza richiedere granché in cambio ed è praticabile
ogni volta che lo si vuole. In questo senso, c'è
differenza tra l'approccio al web di maschi e femmine.
I primi lo usano per proiettarvi le proprie fantasie
(cercando soprattutto filmati e immagini stimolanti),
le seconde per iniziarvi possibili relazioni (grazie
alle conoscenze nate in chat). In rete, infatti,
ogni tipo di perversione è permesso, compresi i
diffusissimi riti sadomaso con travestimenti in
lattice cuoio e vinile. E allora, perché mai uno
dovrebbe preferire una normale vita di coppia alle
sue fantasie più ardite? Eppure, nonostante tutta
questa libertà, gli stessi adepti del cybersesso
concordano sul fatto che niente è paragonabile all'esperienza
reale. Per loro fortuna gli estimatori della realtà
possono contare sulle pastiglie per soddisfare il
loro appetito sessuale. Anche perché, prolungandosi
l'aspettativa di vita, avranno più tempo per farlo.
Già oggi il mercato di queste pillole ammonta a
vari miliardi di dollari l'anno. Questi preparati
faticano però a imporsi in Europa. Colpa della riluttanza
dei maschi (soprattutto latini) «ad ammettere disfunzioni
erettili». Perciò, in Europa, invece di accusare
gli uomini di non essere abbastanza virili, la pubblicità
antiimpotenza si rivolgerà alle donne; invitandole
ad aiutare i compagni nei momenti... di difficoltà.
• Il terzo sesso
Il sesso eterosessuale come lo concepiamo oggi potrebbe diventare sempre
più un'opzione di minoranza. Già ora esistono i
Mud (Multiple lisers Domain), ambienti on-line dove
gli utenti interagiscono in giochi erotici in cui
assumono le identità preferite. Descritti nel libro
Clicking In, Hot links to a Digìtcrl Culttire. scritto
da Lvnn Hershmann Leeson. questi ambienti sono popolati
da maschi che esibiscono il loro lato femminile.
L'utente può inventarvi anche individui dalla personalità
multipla e cambiare a piacimento sesso e stato emozionale.
Per Sadie Piant, scrittrice femminista, proprio
la diffusione di identità virtuali dal sesso incerto
dimostra che gli individui non si definiscono più
con l'identità originaria. «Avere un terzo sesso,
né uomo né donna, diventerà possibile: le scelte
non saranno più sovrapposte ai corpi e l'identità
sessuale delle persone diventerà sempre più fluida».
Adrian Coyle, docente all'università del Surrev:
«Il confine tra etero, omo e biséx diventerà sempre
più permeabile. Terapie ormonali consentiranno a
chiunque di provare gli impulsi di un sesso».
• Qual è la mamma?
Che la confusione e la sovrapposizione di ruoli sessuali sia inarrestabile
pare suggerirlo anche l'apparizione odierna di un
nuovo soggetto sessuale: il Drag king, una
via di mezzo tra il travestitismo e la performance
artistica, inscenata da donne omosessuali che di
tanto in tanto si travestono da uomo. Non si tratta
della solita posa di donne eterosessuali che si
baciano, come Madonna e Britney Spears», né di travestiti.
Le Drag queen sono maschi che emulano star
femminili. La fluidità sessuale, ovvero il fatto
che non si rimarrà uomo o donna tutta la vita, si
ripercuoterà probabilmente anche sul concetto di
maternità biologica: ogni donna potrà avere figli
con ogni altra donna e lo stesso avverrà per ogni
uomo. Il che renderà difficile identificare la mamma.