"Mio signore, perché piangi? Perché il tuo cuore è così triste? Oggi
stesso io andrò per tirare fuori il pukku dagli Inferi, il
mekku andrò a tirare fuori dagli Inferi".
Egli indossò vestito lindo, così essi riconobbero che egli là era
uno straniero.
Con unguento prezioso egli si spalmò,
così essi sentendo il suo profumo si assembrarono
attorno a lui.
Egli gettò negli Inferi il boomerang, così quelli che erano stati
uccisi dal boomerang, lo circondarono.
Egli prese in mano uno scettro, allora tremarono davanti a lui gli
spiriti!
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Egli mise ai piedi sandali, e fece rumore negli
Inferi!
Sua moglie, l'amata, baciò, tua moglie, l'odiata, picchiò, suo
figlio, l'amato, baciò,
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suo figlio, l'odiato, picchiò: allora il lamento
degli Inferi lo intrappolò:
"Di colei che là riposa, che là riposa, la madre di Ninasu, che là
riposa: le sue pure spalle non sono ricoperte di nessun vestito, i
suoi puri seni sono come coppe di unguento appese!"
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Quando Enkidu tentò di risalire dagli Inferi, non lo
trattenne Namtar, non lo trattenne Asakku, lo trattennero gli
Inferi!
Non lo trattenne il guardiano di Nergal, lo trattennero gli Inferi!
Non cadde in un campo di battaglia, lo trattennero gli Inferi!
Il padre Sin non gli diede ascolto. Così egli
tutto solo andò da Enki:
"Padre Enki, oggi mi è caduto il pukku
negli Inferi, il mekku mi è caduto negli Inferi!
Enkidu che era andato per
riportarmeli su, lo trattengono gli Inferi.
Non lo trattiene Namtar, non lo trattiene Asakku, lo trattengono gli
Inferi colà!
Non lo trattiene il guardiano di Nergal, lo trattengono gli
Inferi!
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Non cadde in battaglia, lo trattengono gli Inferi".
Il padre Enki lo ascoltò, si rivolse
allora a Nergal, l'eroe forte:
"Nergal
eroe eccelso, vorresti tu aprire una fessura negli Inferi,
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affinché lo spirito di Enkidu possa uscire dagli Inferi,
ed egli possa informare suo fratello Gilgamesh sull'ordinamento degli
Inferi?".
Nergal l'eroe eccelso, ubbidì, e non appena egli ebbe aperto una
fessura negli Inferi, lo spirito di Enkidu, come una folata di vento,
uscì fuori dagli Inferi.
"Hai visto colui che ebbe un solo figlio, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto:
egli piange amaramente vicino al chiodo piantato nel
muro".
"Hai visto colui che ebbe due figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: egli siede su due mattoni e mangia pane".
"Hai visto colui che ha generato tre figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: egli beve acqua da un otre [ ]".
"Hai visto colui che ha generato quattro figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: il suo cuore gioisce come quello di colui che ha
aggiogato quattro asini".
"Hai visto colui che ha generato cinque figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: come un buono scriba, egli è servizievole e retto,
ed entra facilmente nel Palazzo".
"Hai visto colui che ha generato sei figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: il suo cuore gioisce come quello di un fattore".
"Hai visto colui che ha generato sette figli, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: come un compagno degli dei, egli siede su un trono
ed ascolta musica".
"Hai visto colui che non ha eredi, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: come (fosse) mattone ...egli mangia pane".
"Hai visto il sovrintendente di Palazzo, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto:
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come un incompetente capo operaio egli grida: Al lavoro!
mentre se ne sta nell'ombra".
"Hai visto [ ], l'hai visto?". "Si, l'ho visto: come uno splendido
stendardo [ ]".
"Hai visto la donna che non ha mai partorito, l'hai vista?"
"Si, l'ho vista: come un vaso rotto essa è buttata via violentemente,
essa non dà gioia alcuna al suo uomo".
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"Hai visto il giovane uomo che non ha strappato le
mutande a sua moglie, l'hai visto?". "Si, l'ho visto: tu offri a
lui una corda si salvataggio ed egli piange sopra di essa".
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"Hai visto la giovane donna che non ha strappato le
mutande a sua marito, l'hai vista?". "Si, l'ho vista: tu offri a
lei una corda si salvataggio ed ella piange su di essa".
"Hai visto [ ]?". "Si, l'ho visto:
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[ ]
"Hai visto [ ]?". "Si, l'ho visto: [ ]
lacuna di 4 righe
"Hai visto l'uomo affetto da lebbra, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto: separato dalla comunità, egli mangia il suo pane, beve
la sua acqua...; egli vive in un luogo appartato".
"Hai visto colui che è morto annegato, l'hai visto?"
"Si, l'ho visto:
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egli si dibatte come un bue mangiato dai vermi".
lacuna di 8 righe
"Hai visto l'uomo colui che è caduto dall'albero della nave, l'hai
visto?". "Si, l'ho visto:
ora egli invoca sua madre mentre le fiancate della nave
si rompono".
"Hai visto colui che è morto prematuramente, l'hai visto?".
"Si, l'ho visto: egli giace in un letto e beve acqua pura".
"Hai visto colui che cadde in battaglia, l'hai visto?".
"Si, l'ho visto: suo padre e sua madre sollevano il suo capo, mentre
sua moglie piange su di lui".
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"Hai visto colui il cui corpo è stato abbandonato nella
steppa, l'hai visto?". "Si, l'ho visto: il suo spirito non riposa
negli Inferi".
"Hai visto colui il cui spirito non ha nessuno che si curi di lui,
l'hai visto?" "Si, l'ho visto: egli è costretto a mangiare i
resti della ciotola, i rimasugli del cibo buttati per strada".