A- Uomini e donne sono
diversi
A1 -Diversi i ruoli
Un tempo l'uomo lavorava per mantenere la famiglia; il senso
di orgoglio e realizzazione che di conseguenza provava,
insieme all'amore e al sostegno che riceveva tra le mura
domestiche, lo aiutavano ad alleviare le molteplici tensioni
quotidiane.
La donna si dedicava perlopiù alla casa e alla vita familiare,
coltivava le amicizie e dava il suo contributo alla comunità.
Era un ruolo impegnativo ma dato che aveva il tempo di concentrarsi
sui suoi compiti, era in grado di vivere a tali ritmi.
Con l'aumento del costo della vita molte donne vengono chiamate
a contribuire al mantenimento familiare. Il femminismo ha
portato nel contempo a una sorta di risveglio della coscienza
femminile e le ha spesso indotte a perseguire carriere appaganti
in cui poter sviluppare tutte le loro capacità. Oggi, quando
una donna torna a casa, sa di avere il compito di mantenere
un'atmosfera accogliente e costruttiva in famiglia e di
doverlo fare nonostante gli impegni di lavoro. Non c'è dunque
da stupirsi che tra casa e lavoro si sentano sopraffatte.
L'uomo non torna più a casa per riposare e riprendersi da
una dura giornata, ma per affrontare una famiglia più esigente:
la moglie si aspetta che la aiuti a gestire la casa e a
seguire i figli. Egli non avverte più quel senso di realizzazione
insito nell'essere il capofamiglia. Non ha il tempo di riprendersi
dalle tensioni lavorative e finisce per sentirsi stanco
e irritabile. Dopo essersi dedicata alle numerose incombenze
della vita domestica, una coppia ha ben poco tempo e desiderio
di pensare a sé: questo è causa delle sottili tensioni che
rischiano di compromettere i rapporti.
La famiglia moderna subisce gli effetti collaterali della
mascolinizzazione della donna in ambito lavorativo. Per
raggiungere il successo professionale, deve fare in molti
casi grandi sacrifici e, quando non ha il tempo di coltivare
giorno dopo giorno il suo lato femminile, si sente stanca,
svuotata, colma di rancore. Ne consegue che il naturale
senso di conforto, di tranquillità, di comprensione e indulgenza
presente tra le mura domestiche venga sovente minato da
apprensioni, ansie e da un profondo sfinimento.
A2 – Di natura diversa
Il problema principale in una relazione è rappresentato
dal fatto che non vengono considerate in modo corretto e
positivo le diversità della natura maschile e femminile.
Dato che non reagiscono alle situazioni nello stesso modo,
uomini e donne hanno bisogno di un sostegno diverso per
superarle: Mentre l'uomo si ritira nella sua tana e dimentica
i problemi della giornata, la donna desidera interagire
e discutere. Quando lei esprime le sue frustrazioni, il
partner le propone soluzioni mentre lei chiede soltanto
un po' di solidarietà. Se non mettiamo a fuoco con chiarezza
le reciproche necessità, finiamo per sentirci poco apprezzati
e abbandonati a noi stessi. Se invece partiamo dal presupposto
che uomini e donne vengono da mondi diversi, possiamo evitare
pericolose collisioni e trovare il modo di sostenerci a
vicenda.
Se siamo consapevoli delle differenze biochimiche innate
esistenti tra i due sessi, possiamo liberarci del desiderio
compulsivo, malsano di cambiare il partner e giungiamo persino
ad apprezzare la nostra diversità. Non coviamo più risentimento
ma ridiamo delle nostre differenze. Invece di opporre resistenza,
di nutrire rancore o persino di rifiutare l'altro, possiamo
apprendere nuove strategie per dargli il sostegno di cui
ha bisogno e nello stesso tempo ottenere l'aiuto che ci
serve.
A3 – Le donne non pretendano dagli uomini
di essere quello che non sono o di dare quello che non hanno.
Le donne sono in grado di svolgere qualsiasi professione,
al pari degli uomini. Il fatto che siano diverse e risolvano
i problemi a modo loro non significa che non siano competenti
quanto i colleghi maschi. Per essere rispettate, sul lavoro
come a casa, non devono tuttavia snaturarsi.
Parità non è infatti sinonimo di identicità. Perché tra
uomini e donne esista pari rispetto, è indispensabile riconoscerne
e corroborarne le diversità. Rispetto significa tenere in
debita considerazione la persona ed essere pronti ad apprezzare
quanto ha da offrire.
Visti il tempo dedicato al lavoro e il maggiore onere che
si ritrova quale madre e casalinga, una donna ha indubbiamente
bisogno di un aiuto più consistente in casa ma questo non
deve indurre l'uomo a snaturarsi.
Nei suoi sogni, l'uomo vorrebbe tornare
a casa e trovare una partner felice, che gli abbia preparato
la cena e sia pronta a soddisfare ogni suo desiderio sessuale.
Oggi la donna, generalmente, non ha tempo, energie né propensione
ad assecondare tali fantasie, eppure nutre anche lei aspettative
utopistiche nei confronti del compagno: anche lei quando
rientra dal lavoro, vorrebbe spesso trovare una «moglie»
affettuosa da cui avere conforto.
Tali aspettative rappresentano una nuova fonte di contrasti
nella coppia. Le donne pretendono, in vari modi e in misura
diversa, che gli uomini siano come loro, ossia che si assumano
pari responsabilità in casa e nell'ambito della relazione.
Un uomo non è più solo la fonte di sostentamento della famiglia:
se anche la donna lavora, deve contribuire per equità alla
gestione domestica ed essere più presente nella vita di
coppia. Se lei svolge un lavoro tradizionalmente «maschile»,
lui deve svolgere compiti tradizionalmente «femminili».
Sembra un principio giusto ma c'è un problema da considerare:
se la donna vuole che l'uomo cambi, l'uomo non vuole che
la donna cambi. Gli uomini desiderano in genere che la partner
resti la regina del focolare, proprio come lo erano le loro
madri. Vogliono tornare a casa e trovare il conforto di
una moglie affettuosa. Dato che fanno quello che facevano
i loro padri, le mogli devono fare quello che facevano le
loro madri e, ignari di quanto sia complicato gestire una
casa, pretendono da loro l'impossibile.
La donna ha nuove aspettative, che appaiono
tuttavia altrettanto utopistiche. Perlopiù desidera un partner
comprensivo, disponibile a parlare dei problemi della giornata,
ad assumersi la sua parte di responsabilità e di oneri domestici,
ma anche premuroso e romantico, incline a portarla fuori
per farla divertire dopo aver risolto i numerosi imprevisti
che si verificano nella vita familiare. In poche parole,
desidera una «moglie» che condivida la routine domestica
e un marito che abbia l'energia e la voglia di dedicarsi
alle affettuosità dopo aver fatto tutto quello che un uomo
fa di solito, come riparare le cose rotte e gestire le emergenze:
se gli uomini coltivano antiche aspettative, le donne ne
hanno di nuove, giustificabili ma utopistiche.
Oggi le donne hanno un onere doppio rispetto alle loro madri:
non solo si sentono economicamente e socialmente costrette
a lavorare, ma restano sensibili all'antico stimolo genetico
che le induce a crearsi un proprio nido. L'istinto affettivo
e la necessità di avere una casa hanno portato nel corso
di varie generazioni all'affermazione di determinati bisogni
e modelli.
Gli uomini apprezzano di solito una casa bella e ordinata,
ma anche in un ambiente poco curato non hanno problemi a
rilassarsi davanti alla tv. Nella loro ottica il rilassamento
è infatti prioritario rispetto all'ordine e alla pulizia
di casa. Terminata una lunga giornata di lavoro, sospirano
di sollievo e iniziano a rilassarsi al solo pensiero di
rincasare.
Quando una donna rientra dal lavoro, la sua tensione sale.
«La casa va pulita prima di poter stare tranquilli» sembra
gridarle ogni cellula del corpo. Vorrebbe riposare, ma non
può. Nella mente femminile c'è sempre un lungo elenco di
cose da sbrigare: finché non le termina, una donna difficilmente
riposa, si rilassa o fa qualcosa per suo piacere.
La donna organizza e stabilisce quello che va fatto. A tale
scopo prima individua le necessità, poi coinvolge il partner.
Questi è in genere contento di fare quanto gli si chiede,
ma raramente prende l'iniziativa. Talvolta deve essere sollecitato
più volte perché svolga un determinato compito, e quando
infine si decide lo sbriga con tale indolenza che la donna
conclude sia meglio fare da sé. Non capisce, in sostanza,
perché il partner non si senta altrettanto motivato a condividere
le responsabilità domestiche e se ne risente.
La donna è la vestale dell'amore, della famiglia e del rapporto
di coppia. Quando smette di essere donna ed è sottoposta
a stress eccessivi che le impediscono di svolgere tale funzione,
è la catastrofe. La donna ricorda all'uomo quello che conta
nella vita, possiede la saggezza e lo ispira ad agire con
il cuore. L'uomo può anche essere dotato di grande sagacia,
ma è la donna a gettare le basi della relazione: se lei
non è felice, nessuno lo è. Quando la donna si trasforma
in uomo, l'uomo perde lo scopo, il senso e l'ispirazione
nella vita.
Per eliminare questa fonte di contrasto, è necessario che
uomini e donne si capiscano meglio. I primi devono rendersi
conto di quello che la donna sta vivendo oggi: è già molto
tesa per l'onere di gestire la casa e qualsiasi ulteriore
pressione le arrivi dal partner può indurla a esplodere.
Le donne nel contempo dovrebbero prendere atto di quanto
l'uomo possa fare per aiutarle.
A4 – Quello che un uomo sa fare
Nel caso in cui il marito non aiuti abbastanza in casa,
la soluzione è chiedergli una mano in modo mirato. L'importante
è indirizzarlo, senza sperare che si accorga di tutto quello
che nell'ottica femminile va fatto. Per un uomo i compiti
di routine non sono urgenti. Fondamentale, quindi, è chiedere
aiuto in maniera specifica. L'uomo ama i programmi, che
sono specifici in quanto hanno un inizio e una fine; può
di conseguenza stabilire che cosa farà, come lo farà e soprattutto
quando. Spesso svolge prima quello che ritiene più importante.
Tutti questi fattori contribuiscono a conferirgli l'energia
e la motivazione necessarie. Ecco alcune strategie per domandare
aiuto a un uomo in modo mirato anziché generico.
- Se una sera lei è stanca, può chiedere: «Stasera potresti
preparare tu la cena o ordinare una Pizza?».
- Se il bucato si è accumulato: «Stasera puoi aiutarmi
a piegare la biancheria?».
- Se non ha voglia di pulire la cucina: «Stasera puoi
fare tu i piatti per favore? Ho bisogno di riposarmi
un po'». Oppure, se ha bisogno di una mano per sparecchiare,
invece di aspettare che lo faccia lui può domandare:
«Puoi portarmi i piatti?» o «Puoi sistemare i piatti
stasera? Ti sarei davvero grata se mi aiutassi».
- Se le serve qualcosa al supermercato, invece di andarci
di persona può chiedere: «Puoi fare un salto al supermercato
e comprare alcune cose?».
In ognuno dei casi descritti la donna dà all'uomo un programma
con un inizio e una fine. Per un uomo stanco un lavoro domestico
di routine rappresenta di rado una priorità, a differenza
di quanto accade per la donna. Un programma che ha un termine
preciso e porta a una soluzione gli conferirà invece un
po' di carica, soprattutto se dal tono di voce o dall'espressione
di lei capisce che il risultato del suo intervento sarà
apprezzato. Quando fa qualcosa per aiutare la partner si
sentirà più vicino a lei e sarà maggiormente disposto a
darle una mano in futuro.
A5: Nutrire aspettative realistiche.
La donna non ha le risorse per essere nel contempo romantica,
attenta alla casa e capace di comunicare come l'uomo vorrebbe.
È illusorio attendersi che curi alla perfezione la casa
senza aiuto e senza che vengano apprezzati i suoi sforzi,
che sia sempre di buonumore, che non abbia mai esigenze
e sia sempre disponibile. Molte donne cercano di realizzare
questa fantasia, ma se il partner non ricambia il loro amore
si sentono ingannate e tradite.
Quando inizia a comprendere le nuove esigenze della donna,
l'uomo si sente naturalmente motivato ad aiutarla di più.
Egli deve tuttavia prestare attenzione anche alle sue necessità,
altrimenti finiranno entrambi per logorarsi e sentirsi sopraffatti
dalle difficoltà. Fortunato è l'uomo in grado di provvedere
alle sue esigenze e soddisfare quelle della partner per
quanto riguarda gli aiuti domestici, il
dialogo e la sfera affettiva, perché
quando tornerà a casa troverà una persona felice ad attenderlo!
Uomini e donne non si lamentano del partner quando stanno
bene. Difficoltà e pretese emergono quando si vive perennemente
sotto pressione. Le aspettative utopistiche nascono quando
cerchiamo il sostegno dell'altro senza comprendere che uomini
e donne vivono e affrontano in modo diverso le tensioni.
Il problema non è mai soltanto il partner, ma la nostra
incapacità di gestire le situazioni che si accumulano. Quando
impariamo a controllarle con più efficacia e ad aiutare
il partner a fare lo stesso, ci liberiamo facilmente di
ogni aspettativa utopistica. Proviamo allora sentimenti
di comprensione, fiducia e apprezzamento che consentono
al rapporto di crescere.
- Se l'uomo cede alle pressioni di una donna che nutre aspettative
utopistiche, potrà anche esserle di grande aiuto in casa,
ma nell'arco di qualche anno romanticismo e passione svaniranno.
Quando in una relazione l'uomo diventa simile alla donna,
finirà inevitabilmente per sentirsi sopraffatto, sfinito
e logorato.
Tale inversione dei ruoli può minare il «romanticismo» di
un rapporto di coppia. Se l'uomo diviene più femminile,
l'attrazione che la donna provava per lui all'inizio scompare.
Invece di diventare più sensibili in assoluto, gli uomini
dovrebbero diventare più sensibili alle esigenze femminili:
le donne in realtà desiderano questo. Il rischio che un
uomo corre nell'eccedere con le attenzioni verso la donna,
è quello di far nascere in lei sentimenti materni. Tutto
questo va a discapito dell'attrazione sessuale. Al contrario,
quando una donna mostra sensibilità, apprezzamento e fiducia
per il sostegno che il partner le offre, l'interesse sessuale
che quest'ultimo ha per lei aumenta incredibilmente. La
sensibilità femminile grazie a cui la donna sa godersi le
piccole cose della vita, ha un forte potere eccitante sull'uomo.
Quando comprende quello di cui la partner ha bisogno, l'uomo
riesce a essere un valido aiuto e a controllare le tensioni;
inoltre può soddisfare le esigenze per quel che riguarda
la gestione della casa, il dialogo e l'aspetto romantico
del vivere insieme in modi che risultano efficaci anche
per lui. Senza diventare simile a lei, può fornirle l'appoggio
richiesto anche se non nella forma che lei si aspetta.
L'uomo apprezza il sostegno, la capacità di comunicare e
l'aspetto romantico di una relazione, ma ben più rilevante
per lui è sapere di poter accontentare la compagna.
Quando un uomo cerca di soddisfare le esigenze della partner,
basta lasciarlo fare, dandogli solo poche indicazioni. L'uomo
si sente importante quando riesce ad accontentarla. La donna
non deve quindi dirgli troppo, o dargli ordini perentori
ma solo indirizzarlo affinché riesca a soddisfare le sue
esigenze.
La strategia dell'«aiutarlo ad aiutarla» sembra tuttavia
estranea alla maggior parte delle donne, che in tal modo
respingono l'aiuto del partner senza rendersene conto. Ogniqualvolta
si lamentano, avanzano pretese, si infuriamo, non chiedono
aiuto e si offendono per il fatto di doverlo chiedere, è
come se gli dessero del fallito e finiscono per rifiutare
il suo sostegno.
In poche parole, la donna dovrebbe chiedere aiuto invece
di aspettarsi che l'uomo glielo dia, e manifestargli con
sincerità l'apprezzamento per quanto riceve. Trovare un
approccio sincero per comunicare al partner che il suo impegno
è apprezzato non significa ricorrere alla vecchia tecnica
femminile di sacrificarsi senza chiedere nulla: vuol dire
invece assumersi una maggiore responsabilità allo scopo
di soddisfare i propri bisogni e imparare a chiedere sostegno
al partner gradualmente, in maniera realistica e ragionevole.
Anche quando si dedica a se stessa, la donna può aiutare
l'uomo a sentirsi realizzato all'interno della relazione:
se è felice, lui se ne attribuirà sempre il merito e si
sentirà meglio. Al contrario, questa teoria non funziona
quando è l'uomo a dedicarsi a se stesso, la donna si sente
spesso trascurata. Perciò lei ha difficoltà a lasciarsi
andare. Capire le differenze tra i sessi ci permette di
adottare un'ottica completamente nuova che non solo fa emergere
il lato migliore del partner, ma rende molto più agevole
la vita di coppia.
A6 – Gli uomini possono soddisfare le esigenze
delle donne.
Quando si tratta di definire il ruolo che l'uomo ha nella
sua vita, la donna è confusa: c'è chi vorrebbe fosse simile
a lei oppure c'è chi ha la sensazione che non le serva un
partner. Nessuno dei due approcci è efficace. Le donne moderne,
più indipendenti e autosufficienti, vorrebbero un uomo che
condivida la loro esistenza ma non ne avvertono veramente
la necessità. Lo desiderano ma l'idea di averne bisogno
le terrorizza, e anche quando ne hanno bisogno, vorrebbero
sia quello che non è, e non potrà mai essere.
Le donne che avvertono il bisogno di un uomo attraggono
naturalmente il sesso opposto. Viceversa, quelle che hanno
uno spirito molto indipendente e sono professionalmente
affermate restano spesso sole, dato che non capiscono perché
si debba aver bisogno di un uomo.
Una donna indipendente non deve rinunciare alla sua libertà
per sentire il bisogno di un uomo. Si può essere indipendenti
da certi punti di vista e dipendenti dal partner da altri.
Non deve essere tutto o niente.
Il fattore che allontana la donna dalla sua sfera emozionale
e dal bisogno di una relazione è la necessità di sopravvivere,
o il desiderio di far carriera. Per raggiungere il successo
professionale, deve dare spazio alla parte più indipendente
di sé e incontra quindi difficoltà a recuperare il lato
femminile che la induce a sentire il bisogno di un uomo.
Queste donne desidererebbero avere accanto un uomo sensibile
e premuroso, ma in realtà devono solo riprendere contatto
con l'aspetto più femminile della loro personalità.
In sostanza, pensano sia più sicuro svelare il loro lato
femminile a un uomo sensibile e immaginano di potergli parlare
come farebbero a un'amica o a un maestro saggio; purtroppo
però, anche quando incontrano un uomo del genere, non recuperano
facilmente il contatto con i loro sentimenti. Più l'uomo
è sensibile, più i discorsi ruoteranno attorno a lui. Un
uomo bisognoso di attenzioni spegne qualsiasi entusiasmo
nella donna: dopo un po' questa non desidererà nemmeno più
parlargli perché si ritroverebbe costretta ad ascoltare
discorsi riguardanti i suoi stati d'animo o filippiche improntate
alla sua intransigenza. Quando una donna crede di aver bisogno
di un uomo sensibile ed emotivo, ha in realtà bisogno di
esprimere la parte più vulnerabile di sé e di essere ascoltata,
cosa che qualsiasi uomo può imparare a fare.
A7 – Gli uomini devono sentirsi indispensabili,
le donne non sentirsi sole.
I tempi in cui una donna cercava un uomo soltanto per sopravvivere
ed essere protetta sono ormai passati.
Il potere e la forza della femminilità andrebbero riscoperti.
La donna non deve imitare l'uomo per essere influente e
ottenere quello che vuole o che vede sia necessario; in
modo analogo, il maschio non deve imitare la donna, per
donare amore e stabilità in una relazione di coppia.
Uomini e donne hanno esigenze sostanziali diverse: i primi
devono sentirsi indispensabili, le seconde non sentirsi
sole. Così come una donna è felice quando sa di ricevere
ciò di cui necessita, un uomo lo è quando sa di poter soddisfare
le richieste della partner. Si tratta di una distinzione
importante. Uomini e donne hanno bisogno gli uni delle altre,
ma per motivi differenti.
Quando sa di essere di sostegno alla donna, l'uomo vive
più sereno e trova una ragione di vita. La donna, dal canto
suo, è meno tesa se percepisce di non essere sola e di ricevere
quello di cui ha bisogno. Quando è certa di poter aprire
il suo cuore e di avere qualcuno sempre al suo fianco, vive
molto più tranquilla.
Quando una moglie non si rende conto di aver bisogno del
marito, lui sente spegnersi l'amore e l'apprezzamento: vivere
con lei diventa sempre più faticoso.
Se invece la donna riesce a mantenere il contatto con il
suo lato femminile e a capire l'autentico bisogno che ha
di un uomo, può aiutare il partner a dare il meglio di sé
e questi, invece di stancarsi, sarà sempre più stimolato
dalla relazione di coppia.
L'amore non è un ideale di perfezione in cui ogni nostra
richiesta viene soddisfatta, ma è la condivisione della
vita, l'impegno che dimostriamo per cercare di provvedere
ai bisogni dell'altro. Perdonare il partner per i suoi errori
e accettarne i limiti può essere appagante quanto apprezzarne
i doni e i pregi.
I rapporti profondi, realmente basati sull'affetto, costituiscono
il fondamento di una vita appagante. Tutti gli stimoli che
ci inducono ad avere di più, a vivere a ritmi sempre più
veloci e a far meglio possono distoglierci da questa semplice
verità. I mutamenti sociali che ci hanno resi più liberi
ci hanno anche costretti a trovare nuovi modi per preservare
l'armonia nei legami più importanti.
B: Il cervello.
B1- Reazioni e capacità diverse.
Il cervello maschile e quello femminile sono strutturalmente
e funzionalmente diversi.
Una volta compreso il quadro biologico, ci renderemo conto
della perfetta complementarietà dei due sessi. In verità,
è proprio come se uomini e donne fossero fatti gli uni per
le altre. Talvolta le persone non sono compatibili, ma di
solito i problemi nascono dall'incapacità di cogliere le
diversità.
Quando vi opponete alle esigenze del compagno invece di
sostenerle, fate emergere la parte peggiore del suo carattere.
Che siate sposati o soli, acquisendo consapevolezza delle
diversità che caratterizzano uomini e donne potrete far
affiorare il lato migliore di voi stessi e di chi vi sta
accanto.
Quando l'uomo ha bisogno di un po' di tempo per stare solo
o non vuole parlare della giornata appena trascorsa, non
significa che si disinteressi della partner. In modo analogo,
quando la donna desidera discutere della sua giornata, non
significa che avanzi troppe pretese o sia troppo esigente.
Se il distacco maschile non è sinonimo di indifferenza,
le reazioni emotive più spiccate della donna non significano
che non apprezzi quanto l'uomo fa per lei.
Uomini e donne si comportano, pensano, percepiscono e reagiscono
in modo diverso. È ovvio che non elaborino linguaggio, sentimenti
e informazioni nella stessa maniera: Le donne sono più solidali
e inclini a cercare la sicurezza rispetto agli uomini, oltre
a possedere migliori capacità sociali e verbali. Gli uomini
sono invece più indipendenti, aggressivi, dominatori e possiedono
abilità spaziali e matematiche più sviluppate.
Dal punto di vista pratico, questo significa che situazioni
di per sé semplici diventano molto noiose e sfibranti se
non capiamo e accettiamo le nostre differenze. L'educazione
ricevuta ha senza dubbio una grande importanza in tal senso,
ma in linea di principio l'uomo è più propenso a rischiare
mentre la donna dà priorità alla sicurezza. Una volta compresa
tale differenza, l'uomo non deve offendersi se la partner
fa tante domande: la cosa non indica necessariamente che
non abbia fiducia in lui, cerca soltanto di soddisfare la
sua maggiore necessità di sicurezza. Quando l'uomo, più
impulsivo, vuole trovare subito una soluzione, lei deve
invece ricordare che questa è la sua natura, non interpretare
tale atteggiamento come segno di disinteresse verso i suoi
sentimenti, i suoi desideri o le sue esigenze.
B2- Il cervello maschile e quello femminile.
Il nostro cervello potrebbe essersi sviluppato in modo diverso
perché gli uomini e le donne primitivi avevano ruoli molto
specifici, dettati da ragioni di sopravvivenza: i primi
andavano a caccia e dovevano percorrere lunghe distanze
per inseguire la selvaggina. Grazie alla spiccata capacità
di orientamento divennero abili cacciatori e procacciatori
di cibo. L'uomo dipendeva per forza da se stesso per trovare
la via di casa: a quel tempo non c'era possibilità di chiedere
informazioni.
Le donne raccoglievano il cibo nei territori in cui soggiornavano
e si occupavano dei figli. Formavano forti legami affettivi
con le altre donne, dalle quali dipendevano quando gli uomini
erano lontani. Quando raccoglievano frutta secca e bacche
per sopravvivere, ispezionavano il territorio circostante
l'accampamento: forse è per questo che oggi riescono a trovare
qualsiasi cosa in casa o nei cassetti quando l'uomo sembra
non vedere nulla!
Si è ipotizzato che le maggiori capacità verbali della donna
siano legate alle sue dimensioni corporee. L'uomo aveva
la forza fisica per lottare con i suoi simili, la donna
usava invece il linguaggio per discutere e convincere; inoltre,
aveva modo di utilizzarlo, a differenza dell'uomo che nei
momenti di pericolo doveva restare per lo più in silenzio.
Oggi in situazioni di stress l'uomo tende a tacere e si
ritira nella sua tana per recuperare le energie, mentre
la donna si è adattata imparando a esternare le tensioni
che l'affliggono. Comunicando agli altri i suoi problemi,
riesce più facilmente a ottenerne l'aiuto. Se non parlasse,
nessuno saprebbe quello di cui ha bisogno.
Il cervello si è dunque sviluppato in modo diverso nei due
sessi per ragioni di sopravvivenza. Gli adattamenti cui
è andato incontro si sono verificati nel corso di migliaia
di anni ed è pertanto assurdo pensare che possa modificarsi
d'un tratto, in conformità con i profondi cambiamenti di
ruolo avvenuti negli ultimi decenni.
B3- Il cervello maschile si concentra su
un compito alla volta, quello femminile tende a svolgere
più compiti.
Il cervello femminile ha un corpo calloso più grande.
Tale struttura, costituita da un fascio di nervi che collega
i due emisferi cerebrali, consente la comunicazione tra
essi ed è del 25 percento più grande di quello dell'uomo.
Praticamente questo significa che gli uomini non associano
sentimenti e pensieri con la stessa rapidità delle donne.
Il cervello femminile ha, per così dire, immense autostrade
che collegano la sfera emozionale con il linguaggio, mentre
in quello maschile ci sono solo strade secondarie costellate
di stop. Secondo alcuni ricercatori l'integrazione dei due
emisferi potrebbe spiegare l'«intuito femminile», che sarebbe
quindi frutto di un'attività di elaborazione dell'intero
cervello.
La presenza di maggiori collegamenti tra le aree cerebrali
potenzia la capacità femminile di svolgere più compiti nello
stesso momento. Quando una donna ascolta, nel contempo pensa,
ricorda e prova sentimenti.
Il cervello dell'uomo è altamente specializzato: usa una
parte specifica di un singolo emisfero per svolgere un determinato
compito. Il cervello della donna si attiva in modo più generico
e utilizza entrambi gli emisferi per svolgere più compiti.
Questa differenza neurologica consente agli uomini di concentrarsi
e di escludere qualsiasi fonte di distrazione per lunghi
periodi di tempo; le donne, d'altro canto, tendono a vedere
ogni cosa in un contesto più vasto, da un punto di vista
più ampio.
L'uomo, che tende a fare una sola cosa alla volta, mentalmente
e concretamente, è facile che si dimentichi della partner
e delle sue necessità: per esempio se è concentrato sull'obiettivo
di ottenere un certo risultato sul lavoro, dimentica di
comprare il latte. La donna spesso fraintende tale comportamento
ritenendolo segno di disaffezione.
Alla luce di quanto poc'anzi ricordato, non dovrebbe offendersi
se a una sua domanda il partner, impegnato in un’attività,
appare infastidito: per lei è semplice spostare l'attenzione
quando viene interrotta, per lui è molto più complicato.
Se questi assume un'aria seccata, dovrebbe ricordare che
per l'uomo è molto più difficile voltare pagina.
In modo analogo, la donna si irrita quando l'uomo cerca
di limitare la conversazione a un argomento soltanto: talora
la interrompe, le chiede di andare al sodo, di non inserire
riferimenti tra parentesi quando sta parlando di un argomento
o le domanda che cosa voglia da lui, affermazione che la
donna interpreta come un invito a smettere di parlare.
Lui ritiene che non sia necessario continuare a parlare
perché ha capito; lei, che è ancora impegnata a elaborare
quello che si propone di dire, sa invece che non può aver
capito tutto. Quando una donna si esprime, l'argomento non
è mai unico. Se l'uomo dedicasse più tempo ad ascoltare
tutte le sfumature del discorso, potrebbe aiutarla a recuperare
una prospettiva più equilibrata e serena.
Da parte sua, la donna dovrebbe interrompere il meno possibile
un uomo concentrato in un'attività, per aiutarlo ad alleviare
la tensione. Lasciare un uomo solo e ignorarlo è talvolta
la strategia migliore per dargli una mano. Quando comprendiamo
che tali differenze sono dettate dalla diversità del nostro
cervello, superiamo il risentimento e scopriamo sistemi
pratici per interagire con il partner.
Tale differenza strutturale ha un'altra implicazione importante
per quanto concerne l'alleviamento della tensione: un uomo
riesce con più facilità a scollegarsi dall'emisfero sinistro
preposto a gestire questioni serie, di responsabilità. Quando
vive un periodo di forti pressioni, rivolge spesso la sua
attenzione a un hobby o alla tv e si rilassa. Passa in sostanza
dall'emisfero sinistro, logico, pratico, legato alla realtà,
a quello destro, associato a sentimenti, fantasie e alla
tendenza a correre rischi. Nel momento in cui effettua la
commutazione, si allontana in modo automatico dalle tensioni
generate dalle sue responsabilità. Grazie a questo sistema
l'uomo può dunque prendere le distanze dalle preoccupazioni
quotidiane con maggiore facilità.
La donna non è altrettanto fortunata, dato che il tessuto
connettivale presente tra i due emisferi non le consente
di scollegarsi con la medesima rapidità. Quando attiva l'emisfero
destro nel tentativo di rilassarsi o di divertirsi, resta
sempre connessa con la parte analitica e razionale del cervello.
Dal punto di vista pratico, quando diviene consapevole di
tale differenza, l'uomo si rende conto dell'inutilità di
fare commenti quali, «lascia perdere» o «non ti preoccupare»
mentre parla con una donna. Lei non riesce a scollegarsi
con altrettanta semplicità, ma è indotta a esternare le
sue preoccupazioni. Se un uomo non riesce a risolvere un
problema, se ne dimentica finché non trova una via d'uscita;
se una donna non riesce a risolvere un problema, ritiene
che «almeno se ne possa parlare». Discuterne con qualcuno
che ha a cuore il suo benessere attiva i neurotrasmettitori
necessari per controllare la situazione. Ricordando i problemi
che la affliggono, la donna riesce in realtà a liberarsi
dalla morsa che l'attanaglia e le altera l'umore.
B4- La sostanza bianca e la sostanza grigia.
Uomini e donne possiedono un cervello diverso, capace di
pari intelligenza. L’uomo ha una sostanza grigia
6,5 volte più estesa di quella femminile; la donna ha una
sostanza bianca quasi dieci volte più grande di quella
maschile. I centri di elaborazione delle informazioni sono
localizzati nella sostanza grigia. I collegamenti, o reti,
tra di essi sono invece composti da sostanza bianca. Tali
differenze spiegano perché l'uomo tenda a eccellere nei
compiti che implicano un'elaborazione effettuata dalla sostanza
grigia - in matematica, per esempio - mentre le donne sono
più abili a integrare e assimilare i dati necessari per
il linguaggio, provenienti da varie regioni della sostanza
grigia, grazie al maggior numero di connessioni cerebrali
formate da sostanza bianca.
La diversa costituzione cerebrale spiega perché comunichiamo
in modo tanto dissimile. Il cervello femminile riesce a
collegare tutto quanto. Più una donna ha a cuore qualcosa,
più la connette con tutte le altre informazioni presenti
nel suo cervello.
Siccome l’uomo spesso non ha nulla da dire, la donna presume
che non voglia discutere, quando in realtà non ha commenti
da fare. Se invece è al corrente delle diversità poc'anzi
illustrate, capisce che è interessato ad ascoltare la sua
opinione, anche se non ha niente da aggiungere. Quando una
donna smette di pretendere che il partner sia più loquace,
non solo questi apprezza la sua disponibilità al dialogo
ma a poco a poco diventa più ricettivo.
Lo stesso vale quando gli chiede della giornata trascorsa
o di un viaggio che ha intrapreso: se l'uomo ha poco da
dire, non nasconde volutamente qualcosa. Significa che ha
dato scarso peso ai fatti accaduti e di conseguenza non
ricorda molto. La donna invece non vede l'ora di descrivere
tutto: il processo di comunicazione la aiuta a ridurre i
livelli di stress.
Due regioni del cervello, l'area di Broca nel lobo
frontale e l'area di Wernicke in quello temporale,
sono associate al linguaggio; nella donna sono più grandi,
il che ne spiega la loquacità. I ricercatori hanno individuato
sei o sette centri del linguaggio in entrambi gli emisferi
del cervello femminile. Nell'uomo il linguaggio è localizzato
solo nell’emisfero sinistro; dato che possiede un minor
numero di centri specializzati, non solo ha maggiore difficoltà
a esprimere quello che sente ma non ne avverte nemmeno la
necessità.
I centri maschili del linguaggio si attivano in particolare,
per risolvere un problema. Alcuni uomini sono più loquaci
all'inizio di una relazione perché in tale fase si presentano
e parlare è un modo per «risolvere il problema», ossia aiutare
la donna a fare la loro conoscenza e riuscire a capire che
cosa provano per lei. Risolto il problema, i centri del
linguaggio non si attivano tanto facilmente. In modo analogo,
il centro dell'ascolto si attiva soprattutto in presenza
di una difficoltà da superare.
Il cervello femminile è strutturato per comunicare ed esprimere
sentimenti. Rispetto a quello maschile, è molto più attivo,
sempre impegnato a coordinare reazioni e percezioni. Quando
una donna parla, molte aree vengono attivate completamente.
L'uomo non è altrettanto pronto a collegare i sentimenti
con i pensieri o a esprimere quello che prova, e tale differenza
è fonte di notevole attrito nelle relazioni. Se tuttavia
una donna comprende che il partner non le nasconde nulla
quando è silenzioso, può liberarsi del senso di frustrazione
che prova quando cerca di indurlo a descriverle in dettaglio
la giornata.
Con la pratica un uomo può imparare ad ascoltare, il che
rappresenta uno dei modi più efficaci per aiutare la donna.
Lei apprezza un uomo capace di aprirsi e di comunicare pensieri
e sentimenti, ma finché non si sentirà ascoltata non riuscirà
a rilassarsi. Inoltre, a mano a mano che l'uomo diventa
più abile ad ascoltare, impara ad aprire il suo cuore, purché
la donna sappia apprezzarne l'impegno.
Il lobulo parietale inferiore (Lpi) è una regione
presente in entrambi gli emisferi cerebrali, localizzata
poco al di sopra delle orecchie. Le sue dimensioni sono
legate alle capacità matematiche. Il lobulo parietale inferiore
sinistro, più sviluppato nell’uomo, interviene nella percezione
del tempo e della velocità, nonché nella capacità di ruotare
le figure tridimensionali. Tali abilità sono fortemente
correlate con la passione maschile per i videogame: più
del 90 percento degli utenti è rappresentato da uomini!
Questa è anche la ragione per cui l'uomo sembra sollecitare
la donna, quando parla o deve prendere una decisione ad
arrivare al punto: è attento al tempo che impiega per farlo.
Mentre la ascolta, cerca inoltre di stabilire come intervenire
per risolvere quanto prima il problema. Questo atteggiamento
non nasce dunque dal disinteresse, ma dall'interesse che
ha per lei: desidera aiutarla, pur senza rendersi conto
che allo scopo sarebbe meglio porle più domande invece che
esortarla ad arrivare al sodo.
Il Lpi consente al cervello di elaborare le informazioni
provenienti dai cinque sensi. Il Lpi destro, dominante nelle
donne, è associato alla memoria e alla valutazione delle
relazioni spaziali, nonché alla percezione dei sentimenti:
il punto di forza delle venusiane!
Se l'uomo è abile nel seguire da lontano il pallone in un
campo di calcio, la donna è maestra nel rilevare le sfumature
dei sentimenti suoi e altrui.
L'amigdala, una struttura a forma di mandorla presente
nella parte anteriore del cervello, poco al di sotto della
sua superficie, controlla la risposta al pericolo ed esercita
la sua azione in modo diverso nell'uomo e nella donna. Il
destro è più attivo negli uomini e presenta più connessioni
con altre zone cerebrali; il lato sinistro è invece più
attivo nelle donne. Il cervello maschile possiede più collegamenti
tra l'amigdala e la corteccia visiva, il che significa che
l'uomo è più reattivo agli stimoli visivi rispetto alla
donna.
Questo spiega perché tenda maggiormente a guardare le altre
donne: in tal modo il suo cervello si mantiene più attivo.
Quando un uomo si trova di fronte a una sfida - e una donna
lo è! - la sua corteccia visiva viene stimolata. L'istinto
di guardare le altre donne non indica - disamore per la
partner, al contrario è una semplice manifestazione di quanta
energia generi quest'impulso nel suo cervello. L'uomo non
deve tuttavia dimostrarsi insensibile. Quando guarda un'altra
donna, dovrebbe mantenere un atteggiamento di rispetto nei
confronti della partner, evitando di prolungare l'occhiata
e, in ogni caso, subito dopo dimostrarle un po' più di affetto
e attenzione.
È un bene che l'uomo sia attratto dalle donne: anche perché
altrimenti non sarebbe stato attratto neanche da sua moglie.
Per il semplice fatto di reagire visivamente ad altre donne,
non significa che non sia attratto dalla partner o non la
ami. Se, quando lei è presente, non si sente sicuro nel
dimostrare la sua attrazione verso le altre donne, finirà
per comportarsi freddamente con lei.
Nel cervello maschile l'amigdala è inoltre direttamente
connessa con il centro dell'azione, il che rende in genere
l'uomo più impaziente o impulsivo di fronte a un problema
urgente da risolvere.
Nel cervello femminile l'amigdala sinistra, più attiva,
è collegata con altre regioni cerebrali tra cui l'ipotalamo,
il quale riceve i segnali sensoriali dal corpo più che dall'ambiente
esterno. L'amigdala femminile quindi è direttamente legata
alle aree che elaborano i sentimenti più che le azioni.
Nella donna la connessione con l'emisfero sinistro controlla
i processi corporei; per questo risulta particolarmente
sensibile su quanto avviene all'interno dell'organismo.
Secondo alcuni ricercatori tale differenza si è sviluppata
perché il corpo femminile deve affrontare fattori traumatici
come la gravidanza e il parto. Nel cervello maschile le
aree associate all'amigdala reagiscono invece all’ambiente
esterno.
Come già osservato, la sua amigdala, grande quasi il doppio
di quella femminile, è connessa con i centri visivi e dell’azione
votati alla «ricerca di una soluzione». L’amigdala femminile
è viceversa associata ad altre parti del cervello che controllano
i sentimenti più che le azioni. Quando lui si sente indotto
ad agire, lei preferisce analizzare ulteriormente il suo
stato d'animo.
Il cervello femminile è concepito per cogliere e rievocare
i sentimenti con maggiore intensità rispetto a quello maschile.
Le donne tendono ad avere ricordi più vividi e profondi
dei fatti legati a sentimenti rispetto agli uomini. Sono
inoltre in grado di rievocarli più rapidamente. I ricordi
infine sono più dettagliati e intensi; nei momenti di stress
possono letteralmente invadere la mente di una donna.
La capacità della donna di ricordare offese, torti e liti
del passato ha dunque una spiegazione fisica. L'amigdala
svolge un ruolo fondamentale nelle risposte emozionali nonché
nella memoria emozionale. Le connessioni neurali con il
resto del cervello fanno sì che risponda rapidamente agli
stimoli sensoriali e influenzi le reazioni psicologiche
e comportamentali della persona.
Così come ricorda i sentimenti negativi, quando è più serena
la donna ha una maggiore capacità di rammentare le cose
positive che l'uomo ha fatto ed è proprio questa caratteristica
che la rende tanto attraente agli occhi maschili: l'uomo
infatti dimentica facilmente i risultati conseguiti, ma
le manifestazioni affettuose della partner gli ricordano
l'importanza del suo ruolo.
Le donne che sperano che in un legame gli uomini dimostrino
la loro stessa intensità e la loro stessa attenzione resteranno
deluse. Quando tuttavia si rendono conto di tale differenza,
possono sempre variare le loro aspettative: non si tratta
di ridimensionarle, solo di adattarle in modo che risultino
realistiche. Per esempio, una donna ricorda molto bene e
con gioia un momento particolarmente romantico e si avvilisce
quando si accorge che il partner lo ha completamente rimosso.
Invece di sentirsi ferita o arrabbiata, dovrebbe ricordare
che il cervello maschile e quello femminile sono diversi.
Come già osservato, se accettiamo la realtà, anche se è
molto meno romantica di un film, possiamo sperimentare il
profondo appagamento del vero amore, che non chiede a nessuno
di essere perfetto.
Il sistema limbico, composto da ipotalamo, ippocampo
e amigdala, è la sede dei sentimenti e degli stimoli. Una
donna possiede un sistema limbico più vasto ed esteso
che le consente una percezione più intensa dei sentimenti.
La sua capacità di instaurare legami e di sentirsi vicina
agli altri ha origine proprio in tale zona del cervello.
Il maggior sviluppo cui questa è andata incontro la renderebbe
tuttavia più vulnerabile alla depressione; viceversa, se
corroborata dall'affetto e da sentimenti positivi, la donna
può raggiungere un livello di appagamento molto maggiore
dell'uomo. Anche per questo l'uomo ne è così attratto: vedendone
la straordinaria capacità di gioia, serenità e autorealizzazione,
si rende conto che può fare molto per stimolarla. Dal canto
suo, quando la donna sì prende spiritualmente cura del partner,
trova in sé una pace ancora più profonda.
Se desideriamo crescere e non solo sopravvivere, dobbiamo
rivedere le nostre capacità relazionali in modo che esprimano
le nostre abilità, tendenze ed esigenze naturali.
Quando comprendiamo le differenze sostanziali esistenti
tra i due sessi, riusciamo a interpretare il comportamento
del partner in un'ottica più positiva e a liberarci dell'aspettativa
utopistica che possa pensare, percepire e agire come noi.
A questo punto si può iniziare a usare nuovi sistemi e strategie
per sostenersi vicendevolmente. Il modo più efficace per
farlo è rispettare le diversità insite nel nostro cervello.
Invece di scontrarci per cercare di ottenere di più dal
partner, ci concentreremo su un solo obiettivo: creare l'armonia,
dando a noi stessi quello di cui abbiamo bisogno per poter
in seguito dare di più al partner.
Quando arriviamo a capire che il cervello femminile e quello
maschile sono fatti per completarsi, ogni conflittualità
scompare. La donna vuol essere felice e l'uomo desidera
che lo sia; quando lei è felice, lo sono entrambi.
C: Gli ormoni
Gli ormoni sono messaggeri che agiscono da catalizzatori
delle variazioni chimiche che avvengono a livello cellulare
e influenzano la crescita, lo sviluppo, l'energia e l'umore.
Quando siamo innamorati, ci sentiamo al settimo cielo: ci
abbandoniamo alla passione e di conseguenza tendiamo con
più facilità ad accettare o a ignorare le nostre differenze.
Nelle prime fasi di un legame siamo ansiosi di soddisfare
le esigenze del partner. Quando l'uomo si prende cura della
donna, nel suo organismo si attivano particolari ormoni;
in modo analogo, altri ormoni vengono stimolati nella donna
che beneficia delle sue premure. All'inizio di una relazione
dunque tali ormoni sono elevati e contribuiscono a ridurre
lo stress, il caos e le tensioni della vita quotidiana.
Passata la novità dei primi tempi, si instaura un senso
di familiarità e routine. Gli ormoni del benessere cominciano
a diminuire e i livelli di stress ad aumentare. È come se
l'amore ci regalasse tre anni di ormoni della felicità;
quando però termina questa sorta di luna di miele, dobbiamo
guadagnarceli.
C1- Adrenalina e Cortisolo.
Ingorghi, bollette da pagare, case da pulire, tensioni sul
lavoro, una valanga di cose da fare, scadenze, mancanza
di aiuti, bambini che piangono... sono certamente alcune
delle numerose cause di tensione nella vita quotidiana.
Il corpo umano reagisce producendo adrenalina e cortisolo,
due ormoni secreti dalle ghiandole surrenali che possono
a poco a poco diminuire la riserva di endorfine, i cosiddetti
ormoni del benessere.
Se ci troviamo in condizioni di pericolo, le ghiandole surrenali
liberano adrenalina, cortisolo e altri ormoni per conferirci
una carica improvvisa e temporanea di energia oltre a un'adeguata
lucidità mentale. Per i nostri avi tali ormoni rappresentavano
un sistema di sopravvivenza nelle situazioni rischiose:
o riuscivano a fuggire o venivano divorati. Quando vengono
rilasciati adrenalina e cortisolo, l'energia in più viene
indirizzata al cervello e ai muscoli per acuire i sensi,
aumentare la forza e prolungare la resistenza. In questo
processo viene inoltre deviata l'energia da altri apparati
e sistemi: digestione e altre funzioni secondarie vengono,
per esempio, rallentate.
Adrenalina e cortisolo assolvono un'importante funzione
di sopravvivenza nelle situazioni in cui la vita è a rischio;
l'organismo tuttavia non è concepito per adattarsi alla
liberazione continua degli ormoni dello stress. Se siamo
sottoposti a tensioni incessanti ma non a pericoli, tali
ormoni vengono ugualmente rilasciati e nel tempo finiscono
per compromettere l'apparato digerente e il sistema immunitario.
Ne conseguono una diminuzione del livello di energia e un
aumento della vulnerabilità alle malattie. In presenza di
stress prolungati cortisolo e adrenalina determinano fluttuazioni
indesiderate della glicemia, responsabili di variazioni
dell'umore, lievi forme depressive, senso di inquietudine,
irritabilità, ansia e malessere generale. Tutti questi fattori
possono influenzare le nostre relazioni:
1. La depressione lieve, che inibisce la passione.
2. Il senso di inquietudine, che ci rende impazienti e inflessibili.
3. Malessere, ansia e panico, che riducono notevolmente
la nostra capacità d'essere felici.
4. L'irritabilità, che mina l'affetto, l'apprezzamento per
l'altro e la premurosità nei suoi confronti.
5. La minore energia, che ci impedisce di donarci liberamente
all'altro.
6. In presenza di fluttuazioni glicemiche diventiamo indifferenti
o siamo soggetti a troppi sbalzi d'umore.
7. L'uomo perde interesse per la relazione, mentre la donna
si sente sopraffatta: ha troppe cose da fare e non ha il
tempo o l’aiuto necessari.
Quando individuiamo questi sintomi, comprendiamo perché
molte relazioni finiscano. Modificando opportunamente le
nostre capacità relazionali, possiamo usare il rapporto
di coppia come strumento per alleviare lo stress invece
di considerarlo come un'ulteriore fonte di tensioni.
Tra cortisolo, obesità e aumento del grasso immagazzinato
nel corpo c'è un nesso. Livelli elevati di tale ormone tendono
a favorire l'accumulo di grasso nella regione addominale,
che è ritenuto dannoso in quanto predisponente a ictus e
attacchi cardiaci.
La presenza di un alto tasso di cortisolo è inoltre responsabile
delle cattive abitudini alimentari. Le donne con cortisolo
elevato dovuto allo stress tendono a mangiare cibi ricchi
di grassi o di carboidrati raffinati rispetto a quelle con
una minore quantità di cortisolo nell'organismo. Avete notato
che quando siete stanchi o tesi andate alla ricerca di cibi
contenenti carboidrati raffinati come biscotti, patatine
o bevande gassate? Questo perché in condizioni di stress
l'organismo trae energia da tali sostanze.
Il cortisolo stimola la secrezione di insulina, che a sua
volta aumenta l'appetito. Questo terribile circolo vizioso
porta a ingrassare e può alla fine causare l'insorgenza
di diabete e di numerose altre malattie. Gli effetti dell'incremento
di tale ormone evidenziano l'importanza di seguire una dieta
sana nei periodi di stress: in queste circostanze ci sembra
di non avere il tempo di mangiare o di cucinare piatti salutari,
invece dovremmo ricordarci che un'alimentazione corretta
diventa ancor più importante quando viviamo momenti di tensione.
Una tecnica per capire quali cibi siano controindicati è
osservare che cosa mangiamo quando siamo sotto pressione:
sono proprio questi gli alimenti che ci fanno sentire peggio
e aumentare di peso.
Diciamolo chiaramente: quando siamo in forma, ci sentiamo
non solo meglio ma anche più attraenti, e quando ci sentiamo
attraenti, il partner è effettivamente più attratto da noi!
Per poter invecchiare insieme, sani e innamorati come agli
inizi, è dunque importante imparare a controllare lo stress
e saremo non solo più sani ma anche più dinamici, pazienti
e felici, oltre a vivere una vita di maggiore passione.
Una delle grandi differenze tra uomini e donne è rappresentata
dal fatto che nei momenti di stress le donne producono più
cortisolo, il che spiega in parte perché abbiano maggiori
problemi di peso. Quando il cortisolo è elevato, bruciamo
solo carboidrati o zuccheri per ricavare energia invece
di utilizzare una combinazione corretta di carboidrati e
grassi. Nel caso in cui questi ultimi non vengano efficacemente
utilizzati, non solo è più difficile dimagrire ma si ha
anche minore apporto energetico. I grassi forniscono venti
volte più energia dei carboidrati.
L'aumento del cortisolo ha un altro grave effetto sul corpo
femminile: il prodotto secondario dell'utilizzo dei carboidrati
è l'acido lattico. Se l'organismo di una donna brucia carboidrati
al posto dei grassi, il livello di acido lattico sale; quando
raggiunge quantità eccessive, il calcio presente nelle ossa
viene liberato per neutralizzarlo. Questo spiega perché
l'80 percento dei soggetti affetti da osteoporosi è di sesso
femminile.
C2- Testosterone e Ossitocina.
All'inizio di una relazione l'uomo è eccitato e motivato
dalla sfida di conquistare l'affetto della donna, il che
stimola automaticamente la produzione di testosterone, ormone
che gli conferisce un senso di forza e benessere. Quando
il suo livello è normale, l'uomo è pieno di entusiasmo e
si dimostra più premuroso e attratto dalla partner.
Quando con il tempo comincia la routine e il senso di sfida
si affievolisce, il livello di testosterone si riduce: è
questa la fase in cui termina la luna di miele e l'uomo
va in cerca di stimoli per aumentarlo nuovamente. Il lavoro
gli offre quasi sempre nuove sfide che attirano il suo interesse
e incrementano il tasso di testosterone. Nel momento in
cui passa dall'estasi dell'innamoramento all'entusiasmo
lavorativo, va incontro a un calo di passione a livello
biologico.
In modo analogo, quando una donna arriva a conoscere il
partner e si sente sicura di lui, nel suo corpo aumenta
la produzione di ossitocina, il cosiddetto ormone delle
coccole. Così come l'uomo reagisce al livello di testosterone,
la donna si sente più dinamica, più felice, più flessibile
e prova maggiore attrazione per il partner quando ha una
maggiore quantità di ossitocina in corpo.
Con il passare del tempo, posta di fronte alla realtà che
spesso smentisce le sue aspettative, si convince che non
tutte le sue esigenze potranno essere soddisfatte. Speranza,
fiducia e ottimismo si riducono di conseguenza, il che influenza
il tasso di ossitocina. La routine quotidiana perde un po'
della sua magia, che lei cerca di recuperare dedicandosi
maggiormente al rapporto; quando tuttavia i suoi tentativi
non vengono corrisposti, entusiasmo e motivazione vacillano.
L'atteggiamento distaccato dell'uomo e la sempre maggiore
attenzione che la donna pone sulla mancanza di contatto
finiscono inevitabilmente per generare tensioni nella coppia.
Se si esaminano con più attenzione gli effetti del testosterone
e dell'ossitocína, si può comprendere meglio la diversa
risposta allo stress di uomini e donne e trovare il modo
di sfruttarla per raggiungere l'armonia nel rapporto.
- Testosterone, il re
degli ormoni.
Il testosterone, l'ormone maschile più importante, è uno
dei fattori chiave che determinano i tratti sessuali dell'uomo,
tra i quali il carattere dominante, la forza fisica ed emotiva,
la forma corporea, la pelosità, il tono di voce, l'odore
e la performance sessuale. L'ormone influenza anche la sicurezza
di sé, lo spirito d'iniziativa, la competitività, la creatività,
l'intelletto e la capacità di concepire e attuare nuove
idee. Anche le donne possiedono una certa quantità di testosterone,
ma rispetto a loro un uomo adulto ne produce venti, trenta
volte di più. Il testosterone è importante ai fini della
buona salute generale e contribuisce allo sviluppo di ossa
e muscoli. Con il giusto livello di testosterone, un uomo
è in grado di controllare lo stress. Questo è l'aspetto
fondamentale: l'ormone non deve essere troppo né troppo
poco.
Il testosterone infatti può aumentare significativamente
in caso di stress acuti e potenziare l'aggressività. Dalle
ricerche è emerso che molti uomini sono affetti da stress
cronico, il che determina una drastica diminuzione di tale
ormone. Il fenomeno si associa alla cosiddetta sindrome
dell'uomo irritabile, caratterizzata da asocialità, suscettibilità
e depressione.
Fattori quali l'invecchiamento, il fumo e l'obesità non
spiegano completamente tale riduzione. Una dieta ricca di
carne potrebbe avere un ruolo in tal senso, perché gli ormoni
usati nell'allevamento agiscono nel nostro corpo come gli
estrogeni, gli ormoni sessuali femminili capaci di inibire
la secrezione di testosterone. Anche l'alcol. e i derivati
della soia hanno un effetto negativo sui livelli di testosterone:
la birra, per esempio, contiene fitoestrogeni in grado nel
tempo di ridurre l'ormone maschile. Questo è peraltro uno
dei motivi per cui talvolta quando si beve non si riesce
a far sesso.
Nell'uomo un livello normale di testosterone si associa
a una sensazione di appagamento. Per star bene in un rapporto
di coppia, l'uomo deve sapere di poter soddisfare le esigenze
della partner. Quando lei gli dimostra fiducia, consenso
e apprezzamento, non solo ne arricchisce lo spirito ma contrasta
gli effetti dello stress contribuendo a mantenere un livello
adeguato di testosterone nel suo organismo.
Spesso un uomo innamorato si tormenta all'idea di rendere
felice la donna. Le sfida rappresentata dalla relazione
genera in lui un'ondata di sentimenti positivi e un incremento
di testosterone. Quando percepisce di poter ottenere quello
che vuole, la produzione dell'ormone aumenta; quando invece
avverte il contrario, sale lo stress e il testosterone si
riduce.
La sensazione di fallimento, effettiva o imminente, legata
all'incapacità di rendere felice la donna genera stress
nell'uomo e ne diminuisce il tasso di testosterone. Più
un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto,
più il livello dell'ormone si manterrà a livelli adeguati.
La sicurezza di sé stimola il testosterone e i comportamenti
che ne inducono la produzione aumentano a loro volta la
sicurezza che un uomo ha di sé. Vale in entrambi i sensi.
Quando un uomo percepisce di avere successo, gode di maggiore
energia e benessere perché i livelli di testosterone sono
normali. Se invece ha la sensazione di essere inetto, energia
e interesse calano di pari passo con la quantità dell'ormone.
Per questo per un uomo è molto importante essere accettato
e apprezzato.
Quando l'uomo sente di non avere successo sul lavoro o si
preoccupa per problemi che non è in grado di risolvere,
il livello di testosterone comincia a diminuire e finché
non tornerà normale egli si sentirà giù di morale. Gli uomini
depressi hanno in effetti una scarsa quantità di testosterone.
Questa dinamica spiega anche perché l'uomo prenda spesso
le distanze da un problema e per un po' se ne dimentichi.
Dedicandosi a un'altra attività meno impegnativa, riesce
con facilità a riconquistare la sicurezza di sé e quindi
a ripristinare il tasso di testosterone. A quel punto potrà
riprendere in mano il problema e risolverlo in modo più
efficace.
L'ambiente lavorativo tradizionale, dominato dagli uomini,
presenta un'ampia gamma di attività, sfide, regole e situazioni
adatte a stimolare la produzione di testosterone, tra cui:
• Definizione degli obiettivi
• Competizione
• Risoluzione di problemi
• Responsabilità
• Rischio
• Pericolo
• Posizioni di predominio
• Successo
•Efficienza
•Urgenza
• Denaro
•Conquista
• Progetti
•Risultati finali
•Potere
Se un uomo si sente sicuro delle sue
capacità, tali fattori stimoleranno la secrezione di testosterone
e lo entusiasmeranno, riducendo gli effetti devastanti dello
stress. Gli stessi fattori però possono essere fonte di
depressione se non ha fiducia in se stesso. Sviluppare e
mantenere la sicurezza di sé è una delle maggiori difficoltà
che l'uomo incontra nella vita: da essa dipendono il suo
successo o il suo fallimento, il suo entusiasmo o la sua
depressione.
In tutti gli uomini i livelli di testosterone si riducono
nel corso della giornata. L'ormone segue infatti un ciclo
naturale e raggiunge un picco al mattino. Lavorando l'uomo
esaurisce le sue riserve, e quando termina ha bisogno di
rilassarsi per ripristinarle; questo processo si avvia di
solito al tramonto. Quando si trova nella fase di recupero,
l'uomo non segue più l'istinto che lo porta a essere responsabile,
il che permette ai livelli ormonali di normalizzarsi. Allo
scopo può fare un sonnellino, impegnarsi in qualcosa di
semplice o svagarsi guardando la tv e leggendo il giornale.
Se invece non si concede un po' di tempo per recuperare,
il livello di testosterone si abbassa ancora, fatto che
compromette non solo il desiderio sessuale ma anche l'umore:
l'uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo. La
donna non capisce istintivamente il bisogno maschile di
relax, perché il suo benessere non dipende dalla normalizzazione
dei livelli di testosterone.
Spesso pensa quindi che il marito sia pigro, quando in realtà
segue solo l'imperativo biologico a riposare. La donna produce
testosterone, che tuttavia nel suo caso è scarsamente correlato
con lo stress. L'ormone che ha una funzione equivalente
nell'organismo femminile è l'ossitocina.
- Ossitocina, l’
ormone delle coccole.
L'ossitocina, nota anche come ormone dell'attaccamento,
viene prodotta in gran quantità durante il parto, la lattazione
e l'orgasmo, in entrambi i sessi. Nella donna i livelli
di ossitocina possono aumentare durante un massaggio rilassante
e diminuire in situazioni di trascuratezza e abbandono.
Tale ormone influenza i legami interpersonali, la fiducia
e il riconoscimento sociale. Nella donna stimola il comportamento
materno e induce l'eccitazione sessuale; riduce inoltre
la pressione sanguigna, il tasso di cortisolo e la sensazione
di paura. Gli studi condotti sull'argomento hanno dimostrato
che uomini e animali con livelli elevati di ossitocina sono
più calmi, meno ansiosi e più inclini a socializzare.
Uomini e donne hanno in media la stessa quantità di ossitocina
nel sangue, ma le donne possiedono più estrogeni che ne
potenziano l'efficacia. Inoltre, il testosterone presente
nell'uomo contrasta l'effetto calmante dell'ossitocina.
La modalità in cui questa interagisce con estrogeni e testosterone
spiega la diversa reazione allo stress di uomini e donne.
Si è scoperto che l'ossitocina diminuisce lo stress nella
donna ma non ha lo stesso effetto sull'uomo. Stimolare una
produzione eccessiva di tale ormone negli uomini può in
realtà ridurne il livello di testosterone; in modo analogo,
nella donna una quantità eccessiva di testosterone può compromettere
l'efficacia dell'ossitocina ai fini della gestione dello
stress.
L'ossitocina genera sentimenti di attaccamento; non a caso
aumenta quando la donna crea un legame di amicizia, condivisione,
aiuto o affetto e diminuisce quando invece perde qualcuno
o subisce una perdita di qualche tipo, si separa o si sente
sola, ignorata, rifiutata, disarmata e insignificante. Una
donna innamorata presenta un livello elevato di ossitocina:
arde dal desiderio di donare se stessa e di trascorrere
più tempo con il partner.
Per star bene in una relazione, la donna deve sapere che
il partner si dedica a lei con altrettanta cura. Questo
tipo di sostegno influenza direttamente i livelli di ossitocina
del suo organismo, il che a sua volta riduce lo stress da
cui è afflitta. Se dal partner arrivano messaggi di interessamento,
comprensione e rispetto, nella coppia si crea un legame
di fiducia che nutre lo spirito della donna e ne aumenta
l'ossitocina.
Il modo in cui interpreta il comportamento del partner è
determinante allo scopo: se lo ritiene attento, i livelli
dell’ormone salgono, se lo giudica noncurante, diminuiscono.
La fiducia nel rapporto e la sensazione di poter vedere
soddisfatte le sue esigenze, così come lei soddisfa quelle
del partner, stimolano l'aumento di tale ormone. Questa
aspettativa ha però l'effetto contrario quando una donna
si attende dall'uomo più di quello che può darle: a quel
punto la delusione limita la produzione di ossitocina.
Quando una donna si aspetta troppo dal partner, il suo tasso
di ossitocina non aumenta. Invece di ricercare altri tipi
di sostegno, pretende che l'uomo provveda a tutto: quando
inconsapevolmente lo vede come l'unica fonte utile per stimolare
l'ossitocina, predispone la strada per il suo fallimento.
Esistono diversi modi in cui la donna può incrementare l'ossitocina
presente nel suo organismo: per esempio, aiutando qualcuno.
In questo caso si adopera perché ha a cuore una persona,
non perché viene pagata o perché deve svolgere il suo lavoro.
Quando diamo per avere in cambio qualcosa, aumentiamo il
testosterone, non l'ossitocina. Se una donna sente di non
ricevere abbastanza da una relazione, si dona al partner
in modo limitato: in altre parole, è più concentrata su
quello che riceve in cambio. Il suo donare non disinteressato
stimola ben poco la produzione di ossitocina; la sua produzione
è minata dalla negatività e dalla rabbia. Quando invece
doniamo in modo incondizionato, l'ormone aumenta notevolmente:
ciò si verifica nel caso in cui ci dedichiamo agli altri,
condividiamo e creiamo legami di amicizia senza nutrire
aspettative. Così come aumenta quando doniamo qualcosa agli
altri, la produzione di ossitocina si incrementa anche quando
doniamo qualcosa a noi stessi.
In passato nelle comunità femminili, dove le donne lavoravano
allevando nel contempo i figli e aiutandosi a vicenda, erano
presenti attività, comportamenti e fattori che favorivano
la liberazione di tale ormone:
• Condivisione
• Dialogo
• Sicurezza
• Pulizia
• Bellezza
• Fiducia
• Lavoro di squadra
• Interessamento agli altri
• Condivisione delle responsabilità
• Coerenza
• Elogi
• Affetto
• Virtù
• Attività educativa
• Sostegno
• Cooperazione
• Impegno collettivo
• Routine, ritmo e regolarità
A casa, come del resto in una relazione, il corpo femminile
produce ossitocina quando la donna si sente libera di donare
a se stessa e agli altri. Se invece è indaffarata, sopraffatta
o sotto pressione, esaurisce la riserva di ormoni utili
a controllare lo stress facendolo aumentare.
L'ossitocina inizia a normalizzarsi quando la donna si sente
di nuovo considerata, ascoltata e sostenuta. Al termine
della giornata, il pensiero di un semplice abbraccio, di
due chiacchiere e di un po' di affetto può essere davvero
corroborante per una venusiana. Quando una donna è convinta
di non poter ricevere tra le mura domestiche quello di cui
ha bisogno, ogni sentimento affettuoso scompare e il livello
di ossitocina si riduce drasticamente.
Partecipare ad attività lavorative che stimolano la produzione
di testosterone può ridurre il tasso di ossitocina nella
donna. Quando torna a casa con una scarsa quantità di ossitocina
nell'organismo, la donna vive come un peso il ruolo di compagna,
madre, amica e dispensatrice di affetto. Se presume di dover
ancora sbrigare molte incombenze senza avere né il tempo
né le energie sufficienti, lo stress di cui è vittima aumenta.
La donna vive in sostanza un'esperienza molto diversa dall'uomo.
Quando questi termina la giornata di lavoro, comincia già
a rilassarsi. Se a casa si sente sollecitato a fare di più,
la sua attitudine al riposo viene frustrata; posto di fronte
ad altre responsabilità e con poco tempo per riprendersi,
ha sempre meno energie. Invece di tornare a casa e trovare
un ambiente affettuoso e corroborante, uomini e donne si
trovano quindi di fronte a una nuova fonte di stress. Gli
uomini sono quasi privi di forze, le donne hanno bisogno
del loro tempo e del loro aiuto; di conseguenza entrambi
ricevono sollecitazioni negative.
Le donne che valutano l'idea di divorziare affermano spesso
di dare in continuazione ma di non ricevere quello di cui
hanno bisogno. Aggiungono inoltre che notano l'indolenza
del marito e questo le demotiva ancora di più. Avendo l'impressione
che il partner non si curi delle sue esigenze, la donna
si sente sempre più insoddisfatta e carica di risentimento.
Può continuare ad amarlo ma desidera porre fine alla relazione
perché sente che non ha più nulla da dargli.
Stare insieme a lui non la aiuta più a ripristinare i livelli
di ossitocina dopo un'impegnativa giornata di lavoro. La
sola idea di poter essere ignorata o rifiutata induce un
ulteriore abbassamento dell'ormone e un aumento dello stress.
Invece di rappresentare una fonte di sostegno, il partner
diventa così un ulteriore fardello. Se viceversa questi
riesce a comprendere le sue necessità, è pronto ad abbracciarla
quando si rivedono e a passare un po' di tempo con lei per
permetterle di parlare della sua giornata, la produzione
di ossitocina aumenta e così il benessere della coppia.
Dato che la donna sarà altrettanto attenta alle esigenze
di lui, non si dimostrerà troppo esigente e lascerà che
il partner si goda un momento di riposo.
Il successo professionale è importante per una donna, ma
non migliora la qualità delle sue relazioni se questa non
raggiunge un equilibrio tra attività lavorative legate alla
produzione di testosterone e comportamenti utili a stimolare
l'ossitocina. Le prime possono ridurre lo stress nell'uomo,
non nella donna: per lei l'elemento fondamentale è infatti
la qualità delle relazioni.
C3- L'effetto degli ormoni.
La reazione del «combatti o fuggi» è una risposta automatica
dell'intero organismo a ciò che viene percepito come un
attacco o una minaccia per la sopravvivenza: ci prepara
in sostanza a difenderci ed è insita nel nostro cervello.
Quando siamo in pericolo, il sistema nervoso centrale si
attiva; adrenalina, cortisolo e altri ormoni vengono liberati
nel sangue mentre frequenza cardiaca, pressione sanguigna
e respirazione aumentano. Per consentirci di avere più energia
per correre e lottare, l'afflusso di sangue viene deviato
dall'apparato digerente ai muscoli e agli arti. l'attenzione
si acuisce e gli impulsi diventano più rapidi. In questo
stato di allerta qualsiasi cosa può essere percepita come
un nemico o una minaccia per la sopravvivenza. Tale reazione
fisica è dunque un efficace sistema di difesa nelle situazioni
in cui c'è pericolo di vita.
Oggi, a causa delle tensioni prolungate della vita moderna,
gli ormoni dannosi dello stress vengono secreti nel nostro
corpo in risposta a eventi che non rappresentano una vera
minaccia fisica. Non riusciamo a utilizzarli né a metabolizzarli
con l'attività fisica, né possiamo fuggire dalle minacce
percepite o combattere contro quanti consideriamo avversari.
Dobbiamo invece mantenere la calma quando veniamo biasimati
sul lavoro, dominare la rabbia quando restiamo imbottigliati
nel traffico, essere pazienti quando incappiamo in situazioni
spiacevoli che non possiamo evitare. Molti fattori che generano
tensione nella vita quotidiana attivano la reazione del
«combatti o fuggi» e possono indurci all'aggressività o
a comportamenti eccessivi. Questa reazione, inoltre, può
avere effetti devastanti a livello emozionale e psicologico:
abbiamo infatti la sensazione di passare da una crisi all'altra.
Per di più l'accumulo degli ormoni dello stress determina
la comparsa di disturbi quali cefalee, sindrome dell'intestino
irritabile, ipertensione, affaticamento cronico, depressione
e allergie.
La risposta a questo tipo di pressione è suddivisa in tre
fasi: fisiologica, psicologica e comportamentale.
- A livello fisico, l'organismo entra in stato di
allerta, passa poi alla fase di resistenza nella quale
inizia a rilassarsi, per giungere infine a una condizione
di spossatezza estrema.
- La risposta psicologica allo stress comporta sentimenti
di ansia, paura, rabbia, tensione, frustrazione, disperazione
e depressione.
A livello comportamentale tentiamo di alleviare i sentimenti
negativi causati dallo stress: mangiamo troppo o troppo
poco, beviamo o fumiamo troppo, assumiamo più farmaci
o attuiamo la reazione del «combatti o fuggi», rispettivamente,
dimostrandoci polemici o chiudendoci in noi stessi.
Quando l'uomo manifesta tale reazione, il suo organismo
libera vasopressina che viene potenziata dal testosterone.
La combinazione di tali ormoni sopprime la produzione di
ossitocina, per questo l'uomo ha più difficoltà a calmarsi:
non possiede quel tranquillante innato di cui dispone invece
la donna per controllare lo stress. Nello svolgimento delle
attività quotidiane le donne sono soggette a maggiori reazioni
emotive ma nei momenti di grave pericolo, quando gli uomini
sono pronti a combattere, sono spesso loro a calmare le
acque.
Gli scienziati ritengono che le nostre antenate abbiano
sviluppato tale reazione allo stress per proteggersi durante
la gravidanza, l'allattamento e la cura dei figli. Nei momenti
di tensione la donna accudisce la prole e aiuta gli altri
per salvaguardare la sopravvivenza della specie. Dato che
un gruppo ha più probabilità di un individuo di evitare
un pericolo, la sensibilità e la capacità di intessere legami
è un meccanismo protettivo sia per la madre sia per il figlio.
In passato, quando gli uomini andavano a caccia, aiutare
le altre donne era un atto necessario per la sopravvivenza,
dal momento che gravidanza, allattamento e cura della prole
rendevano una madre più vulnerabile alle minacce esterne.
Creandosi una rete di sostegno, le donne godevano dunque
di protezione e assistenza maggiori per allevare i figli.
Lavorare in gruppo consentiva loro di raccogliere il cibo
e di occuparsi in modo più efficace del focolare. Nella
preistoria gli uomini tendevano a formare gruppi più grandi
per ragioni difensive e offensive, le donne gruppi più piccoli
da cui trarre sostegno emotivo e affettivo nei momenti di
tensione.
Esse non possedevano forza, dimensioni corporee e massa
muscolare tali da potersi difendere alla stregua degli uomini.
La reazione del «combatti o fuggi» non avrebbe garantito
la sopravvivenza loro e dei loro figli, perché non avrebbero
potuto metterla in pratica in gravidanza né proteggere i
bambini quando erano impegnate ad allattarli o accudirli.
Questa reazione allo stress è ancora oggi evidente nel comportamento
femminile: invece di chiudersi in sé o di diventare aggressiva,
per alleviare la tensione la donna cerca il contatto sociale
soprattutto con altre donne e si dedica ai figli. Come osservato,
la produzione di ossitocina è direttamente legata ai comportamenti
e alle reazioni inerenti alla cura dell'altro. Le situazioni
in cui una donna si dedica agli altri o instaura contatti
a livello emozionale sono le più efficaci per stimolare
tale ormone.
Nel mondo del lavoro il rilascio di ossitocina può essere
compromesso dalla necessità di prendere decisioni o di stabilire
priorità in base al risultato da conseguire, nonché di comportarsi
in modo professionale. Tali circostanze stimolano infatti
il testosterone e, pur non essendo affatto negative, non
servono a diminuire il livello di stress nella donna.
Anche i comportamenti di una madre che accudisce i figli
e cura la casa possono tuttavia diventare stressanti se
lei percepisce di avere tutto sulle sue spalle, di non beneficiare
del sostegno della comunità o di altre donne.
In definitiva, la donna è vittima dello stress quando non
si ritaglia il tempo necessario per svolgere attività in
grado di aumentare i livelli di ossitocina.
Quando comprende quali siano i comportamenti utili a stimolare
l'ossitocina, l'uomo riesce a interpretare gli atteggiamenti
della donna in un'ottica completamente diversa. Per esempio,
quando questa si lamenta perché non ha abbastanza sostegno
o sente la necessità di parlare di un problema, capirà che
non disprezza il suo aiuto e che sta solo cercando di controllare
lo stress mediante l'ossitocina.
La maggior parte degli uomini non sa che parlare e condividere
i problemi può aumentare la quantità di ossitocina e aiutare
quindi una donna a gestire lo stress. Se non conosce questo
impulso biologico, l'uomo può presumere erroneamente che
la donna voglia da lui una soluzione e la interrompe per
fornirgliela: questo perché, come abbiamo già visto, risolvere
i problemi è una delle strategie che adotta per star meglio
quando è teso. È convinto di poter aiutare anche la partner
in tal modo, invece così facendo aumenta il proprio livello
di testosterone, non quello di ossitocína di lei. Quando
un uomo comprende che ascoltare la partner è sufficiente
a rasserenarla, il suo tasso di testosterone aumenta lo
stesso perché sa che sta risolvendo un problema.
La donna non ha mai tregua, ma se i suoi livelli di ossitocina
sono ottimali, la riduzione dello stress che ne consegue
le permette di avere una fonte infinita di energia e di
apprezzare anche il sesso. Insieme a un'efficace comunicazione,
l'intimità sessuale può essere per lei uno dei metodi più
validi per alleviare le tensioni, perché durante l'eccitazione
sessuale e l'orgasmo viene appunto rilasciato tale ormone.
Il problema sta nel fatto che, per provare desiderio sessuale,
ha in genere bisogno di una buona quantità di ossitocina
in corpo. Le donne sessualmente molto attive tendono a voler
fare molto sesso perché in questo modo innescano una produzione
a cascata dell'ormone. Quelle che invece non hanno rapporti
da tempo non ne sentono la mancanza, perché sono sottoposte
a un grave stress. Si tratta, in sostanza, di una reazione
da «tutto o niente».
Dopo una giornata impegnativa l'ultima cosa che di solito
una donna desidera è fare sesso: spesso questo occupa l'ultimo
posto della lunga lista di cose da sbrigare. Ci sono certamente
eccezioni, ma nella maggior parte dei casi lo stress inibisce
il desiderio sessuale della donna.
Alcune donne, per così dire più sensibili al testosterone,
desiderano far sesso anche quando sono tese e hanno un basso
livello di ossitocina: sono, in poche parole, simili agli
uomini, che possono usare il sesso per alleviare lo stress.
Quando questo succede, trovano un po' di sollievo ma per
ragioni diverse dall'uomo.
L'orgasmo aumenta temporaneamente il tasso di ossitocina
e riduce quello di testosterone; per un breve periodo loro
sono quindi sollevate dagli effetti dell'ormone maschile.
Talvolta desiderano intensamente fare sesso ma sono incapaci
di raggiungere l'orgasmo o non vengono appagate da un solo
orgasmo. Per quanto eccitante possa sembrare, in realtà
è un fatto molto frustrante per entrambi i partner. L'uomo
vuole essere in grado di soddisfare la donna, proprio come
lei desidera essere soddisfatta. L'ossitocina dà una sensazione
di appagamento. Una quantità eccessiva di testosterone può
invece interferire con la capacità della donna di fare sesso
in modo soddisfacente. È come mangiare un biscotto ricco
di zucchero: ha un buon sapore ma aumenta la voglia di mangiarne
altri.
L'attivítà sessuale stimola la produzione di testosterone
nell'uomo, l'orgasmo determina il rilascio di ossitocina.
L'effetto calmante di questa cascata ormonale spiega perché,
dopo, l'uomo spesso si addormenti. In tale fase i livelli
maschili di testosterone calano per qualche tempo: per questo
subito dopo il rapporto l'uomo sente talora la necessità
di un maggior distacco.
Uomini e donne hanno reazioni diverse dopo il sesso per
ragioni ormonali: mentre i livelli elevati di ossitocina
rendono la donna incline alle tenerezze, l'aumento di ossitocina
e la diminuzione di testosterone inducono sovente l'uomo
a chiudersi in sé nella fase in cui gli ormoni si normalizzano.
Conoscendo e accettando tale diversità, si evitano spiacevoli
incomprensioni.
Far sesso con regolarità e in modo appagante è uno dei lati
migliori di un valido rapporto di coppia. Per riuscire a
beneficiarne a vita, ben oltre gli entusiasmi iniziali,
uomini e donne devono dare spazio alla creatività e trovare
nuovi modi per aumentare i livelli femminili di ossitocina.
Quando una donna riesce a rilassarsi, apprezza di nuovo
la sessualità.
Dare al partner quello che vogliamo produce spesso il risultato
opposto a quello desiderato. Uomini e donne hanno molti
obiettivi identici: vogliono entrambi sentirsi protetti,
felici, realizzati e amati, ma per raggiungere lo scopo
possono aver bisogno di strategie molto diverse. Sono gli
ormoni che fanno la differenza.
Alla luce dei fattori biologici che spiegano la diversa
reazione allo stress di uomini e donne, si comprende perché
talvolta Marte e Venere entrino in collisione. Il condizionamento
sociale, il modello parentale e la cultura possono influenzare
significativamente il modo in cui interagiamo e reagiamo;
la nostra risposta allo stress è tuttavia insita nell'organismo
e nel cervello.
D L' Energia delle donne.
D1- La lista infinita.
Più una donna si sente vittima dello stress, più ne viene
sopraffatta: ha troppe cose da sbrigare prima di potersi
rilassare e quando cerca di fare l'impossibile arriva allo
sfinimento. Purtroppo però il problema non finisce qui:
più si sente esaurita, più avverte l'ansia di fare tutto
quello che ha in mente.
- Sempre qualcosa da fare.
Lo stress induce a sentirsi sopraffatti, sentirsi sopraffatti
porta all'esaurimento, l'esaurimento genera ansia e l'ansia
provoca ulteriore stress. Si instaura, in poche parole,
un circolo vizioso. Quando una donna si dedica ad attività
che stimolano la produzione di ossitocina, il livello di
stress diminuisce, il senso di sopraffazione scompare e
le energie ritornano. Se è piena di energia, le sue responsabilità
le appaiono molto piacevoli: ha sempre una lista infinita
di cose da fare ma l'impresa non le sembra più tanto sconfortante.
Quando lo stress si riduce e le energie abbondano, le donne
sono felici e orgogliose di fare quanto devono. Mia madre
ha cresciuto sei maschi e una femmina; mio padre viaggiava
molto, eppure lei riusciva a fare quello che doveva anche
quando lui era assente, senza sfinirsi. Apparteneva a un'altra
generazione di donne che erano in grado di fare tutto. Vero
è che seguivano un altro stile di vita: non erano immerse
nel mondo del lavoro né si occupavano di attività che stimolavano
continuamente la produzione di testosterone. Adottavano
un modo di vivere e un'alimentazione che garantivano loro
tutta l'energia necessaria e favorivano il rilascio di ossitocina.
Indipendentemente dal fatto che abbia o no figli, la donna
ha il dono della resistenza. Studi recenti hanno rivelato
che il corpo femminile possiede una resistenza quasi doppia
rispetto a quello maschile. L'uomo ha circa il 30 percento
di massa muscolare in più della donna, ma i suoi muscoli
si stancano molto più rapidamente - a una velocità quasi
doppia - rispetto a quelli femminili. La scoperta è stata
effettuata dai ricercatori della Nasa. Nello spazio l'uomo
perde tanta massa muscolare che all'atterraggio lascia la
navicella sulla sedia a rotelle; quando sono andate in orbita
le donne, si è osservato che i loro muscoli non si logoravano
quanto quelli maschili.
Questa è una delle ragioni per cui l'uomo deve produrre
più testosterone: oltre a ridurre lo stress, l'ormone ne
ricostruisce la massa muscolare. Come abbiamo già visto,
il livello di testosterone si ripristina quando l'uomo sta
a riposo.
Maggiore è lo stress cui è sottoposto durante il giorno,
maggiore è lo svuotamento mentale cui va incontro. Per la
donna è inconcepibile che l'uomo possa star seduto senza
pensare a niente, eppure è così: gli basta trovare un punto
focale per liberare del tutto la mente. Alla donna questo
non succede perché i suoi muscoli non si logorano quanto
quelli maschili e non privano di conseguenza il cervello
degli amminoacidi necessari alle attività mentali. Più un
uomo si sente vittima dello stress, più ha necessità di
recuperare. I messaggi positivi che gli giungono dalla partner
possono tuttavia aiutarlo a ridurre le tensioni e il tempo
necessario a riprendersi.
Il corpo femminile è molto diverso da quello maschile anche
per altri aspetti. Dato che possiede il 20-25 percento di
grasso in più, la donna dispone di una riserva prolungata
di energia per restare attiva durante le ore di veglia.
Il rapporto massa grassa-massa muscolare più elevato le
consente non solo di produrre gli ormoni necessari in gravidanza
ma anche energia in più. Bruciando il grasso immagazzinato
nelle cellule adipose, la donna genera un'energia circa
venti volte superiore a quella dell'uomo per alimentare
il cervello che non riposa mai e continua a elaborare liste
infinite di cose da fare.
- La vera ragione della stanchezza
femminile.
La donna si esaurisce non per logoramento muscolare ma per
mancanza di una quantità sufficiente di ossitocina. A mano
a mano che il livello di stress sale e l'organismo produce
più cortisolo, diventa più difficile bruciare i grassi per
ricavare energia, che viene invece ottenuta dai carboidrati
e dagli zuccheri. In tale condizione la donna sente il desiderio
di ingerire carboidrati, caffeina o zuccheri per avere una
carica a breve termine, che la lascia ben presto ancora
più sfinita. Come abbiamo visto, nel suo caso la soluzione
non è dedicare maggior tempo al riposo, ma trovare attività
in grado di stimolare l'ossitocina per ridurre lo stress.
- Il Somatotipo
La reazione della donna all'incapacità dell'organismo di
bruciare i grassi a causa dello stress è influenzata dalla
tipologia corporea. Esistono tre somatotipi principali:
endomorfo, mesomorfo ed ectomorfo.
Endomorfo: la donna che tende ad avere una forma corporea
arrotondata possiede più energia di molte altre, ma nei
momenti di stress inizierà a immagazzinare i grassi in eccesso
nei punti indesiderati. Ritiene che troppe persone abbiano
bisogno di lei e a poco a poco finisce per esaurirsi.
Mesomorfo: la donna che ha un corpo più muscoloso immagazzinerà
un po' di grasso in più nei muscoli, ma nei momenti di stress
resterà priva di energie. Senza un'elevata quantità di ossitocina
in corpo, sarà sempre più vittima dello stress e avrà la
sensazione di avere troppo da fare.
Ectomorfo: la donna molto magra, con grasso e massa muscolare
minori di altre, nonché priva di un livello adeguato di
ossitocina, è afflitta da ansie e preoccupazioni sempre
più profonde. Ha la sensazione di doversi preoccupare di
troppe cose.
Quando l'organismo non produce abbastanza ossitocina, la
donna va in genere incontro ad aumento di peso, perdita
di energia e a un senso di sopraffazione. L'entità di tali
effetti dipende dal somatotipo.
La ragione per cui oggi le donne sono stanche non è rappresentata
dalle tante cose da fare, ma dal rilascio di una quantità
inadeguata di ossitocina che le aiuti a gestire lo stress.
Quando non si rendono conto del vero problema, si danno
molto da fare invece di svolgere attività in grado di aumentare
tale ormone, erroneamente convinte di poter alla fine riposare.
Non solo impongono a se stesse un maggior carico di lavoro,
ma si attendono che il partner le imiti.
L'idea che, depennando tutte le voci della lista, stress
e angosce scompaiano è un'illusione. È proprio lo stress
a indurre sfinimento e senso di sopraffazione.
D2- La vita si logora.
- Come non trattare
le donne tese.
Spesso l'uomo commette lo sbaglio di credere che, aiutando
la partner a risolvere i suoi problemi, questa si senta
meglio: è una strategia efficace per lui, non per lei. Come
già rilevato, l'aumento del testosterone impiegato nella
risoluzione dei problemi non giova alla donna logorata dallo
stress. Quello che invece l'uomo può fare è aiutarla a produrre
più ossitocina.
Se ignora questa differenza tra i sessi, l'uomo peggiora
la situazione nel tentativo di darle una mano o di accorciare
la lista di cose da fare. Il caso qui descritto è piuttosto
tipico e forse vi sarà familiare:
Lui- Rilassati. Guardiamo un po’ di TV.
Lei- Non capisci. Ho troppe cose da fare: Devo preparare
la cena, pagare le bollette. Devo fare il bucato. Non
ho ancora telefonato ai miei per ringraziarli. E stavo
quasi dimenticando che avevo promesso di preparare gli
inviti per il compleanno della piccola e non riesco
a trovare niente sulla scrivania: è un tale caos! »
Con un sospiro aggiunge: «Sono così indietro con tutto.
Non ho tempo di guardare la tv.
Lui- Ma è ridicolo, non hai niente da fare!
Lei- Non è affatto vero. Tu proprio non capisci!
Invece di aiutarla, le risposte noncuranti
di lui e il tentativo di indurla a considerare le situazione
da un altro punto di vista aumentano tensioni e fraintendimenti.
Inoltre, una discussione simile ingenera nell'uomo una sensazione
di sconfitta; dopo qualche anno non si curerà nemmeno più
di aiutare la partner perché avrà l'impressione che non
ci sia nulla che le vada bene. Lei alla fine smetterà di
comunicargli quello che prova perché non lo riterrà in grado
di capire quello di cui ha bisogno per rasserenarsi.
L'uomo ama provvedere alle necessità: si pone sempre delle
priorità in ordine a quello che deve fare e valuta l'energia
che possiede, in modo da realizzare prima gli obiettivi
più importanti. Come già ricordato, si concentra su un solo
compito alla volta; questo fatto gli impedisce di venire
sopraffatto come invece capita alla donna, ma anche di capire
lo stato d'animo della partner.
Quando la donna parla, l'uomo vaglia tutto ciò che dice
per decidere che cosa vada fatto prima. Stabilisce continuamente
priorità e confronta le esigenze della partner con tutti
gli altri problemi da appianare: in altre parole, classifica
le sue affermazioni come importanti o irrilevanti in relazione
a una serie di questioni da risolvere in base a determinate
priorità. Se quanto esprime è irrilevante nel quadro generale
delle cose, finisce in fondo alla lista.
Tale approccio genera talvolta nella donna la sensazione
che le sue richieste non siano importanti per l'uomo, ovvero
di non essere importante per lui. Ciò non corrisponde al
vero ma questa è l'impressione che ha. Di certo converrebbe
che, rispetto a molti altri problemi, i suoi non sono così
gravi, ma nella sua ottica non è questo il punto. Le donne
parlano per molteplici ragioni che possono non riguardare
affatto il superamento delle difficoltà: bisogno di vicinanza,
desiderio di ricreare un contatto, voglia di sentirsi meglio
o necessità di analizzare i propri sentimenti.
- Dare meno per ricevere
di più
Talora la donna descrive tutta una serie di fatti secondari
che le sono accaduti: desidera solo essere compresa, invece
il partner li vaglia e li classifica come meno rilevanti
rispetto a questioni serie come guadagnare di più e migliorare
il tenore di vita. Mentre è assorto in questo compito, la
qualità della conversazione scade. Proprio come lei ha difficoltà
a mantenere viva la sua attenzione, lui ha difficoltà a
concentrarsi sul discorso.
Se viceversa smette di cercare di risolvere i problemi della
partner e si limita ad ascoltarla - esigenza questa che
è perfettamente in grado di soddisfare - resta concentrato.
Dal canto suo, la donna può mantenere elevati i livelli
di testosterone dell'uomo quando gli affida compiti concreti
da svolgere.
In molti casi ha bisogno soltanto di esprimere i suoi sentimenti,
di sapere che il partner la ascolta e cerca di capire che
cosa prova. Non vuole che le risolva tutti i problemi o
che la aiuti a stabilire che cosa debba o non debba fare.
Quando spiega il suo stato d'animo, la donna cerca di alleviare
lo stress aumentando l'ossitocina che ha in corpo.
Se tuttavia spera dentro di sé di motivare il partner a
darsi da fare, si sbaglia completamente. Se l'uomo non deve
cercare di risolvere i problemi della donna quando questa
esterna il suo stato d'animo, la donna non deve aspettarsi
che l'uomo ascolti e intervenga per appianare le difficoltà.
In poche parole, deve ricordare con chiarezza che comunicare
i propri sentimenti non significa domandare indirettamente
aiuto per tutte le cose che ha da fare. In un altro momento,
quando sarà in grado di mettere da parte i sentimenti, potrà
chiedergli in modo molto più efficace una mano per uno scopo
preciso.
Se ignora la correlazione tra testosterone e senso di benessere
nell'uomo, la donna potrebbe pensare che gli uomini non
siano che bambini desiderosi di attenzioni. In fondo, le
donne non hanno bisogno di apprezzamenti per tutto quello
che fanno in casa: vogliono solo un po' di aiuto. Se tuttavia
non conoscono le differenze ormonali che ci caratterizzano,
rischiano di ignorare o sminuire la necessità che l'uomo
ha di sentirsi apprezzato.
L'uomo, dal canto suo, può fraintendere in modo analogo
il comportamento femminile. Se per esempio non capisce che
la donna ha bisogno dell'ossitocina per rilassarsi, tende
a giudicarla, gli sembra troppo esigente nella sua ricerca
di una maggiore intimità. Il bisogno di ricevere più complimenti,
attenzioni, affetto e abbracci, dettato da tale ormone,
può essere facilmente trascurato o recepito come eccessivo.
Quando invece comprendiamo che i comportamenti sono influenzati
dagli ormoni, iniziamo a capire perché i tentativi compiuti
in passato per aiutare il partner siano falliti.
Quando la donna vive un periodo di stress, commette spesso
l'errore di dare di più invece di concentrarsi su se stessa
per ricevere quello di cui ha bisogno. Così come l'uomo
ha necessità di riposare e recuperare dopo il lavoro, la
donna deve poter controbilanciare il ritmo frenetico della
giornata ritagliandosi un po' di tempo per ricevere il sostegno
che le serve. Il suo livello di ossitocina risulta ottimale
solo se, oltre a dare, percepisce di ricevere amore, aiuto
e affetto.
Se si sente sostenuta, l'ormone aumenta; in questo caso
può continuare a donare agli altri e riesce a controllare
lo stress. Si crea così un ciclo ideale che favorisce l'appagamento.
Tuttavia c'è anche un rischio: quando non riceve quello
di cui ha bisogno, la donna obbedisce all'imperativo femminile
di dare di più per stare meglio e salvo che non compia volutamente
uno sforzo, sentirà un bisogno compulsivo di donare invece
di ricevere dagli altri.
Se non si impone di smettere, rischia di fallire nel suo
intento. L'uomo è diverso: ama di più la partner quando
lei non ha l'impressione di sacrificarsi e accetta quanto
ha da darle. A mano a mano che la donna impara a ricevere
l'aiuto offertole, l'uomo si sente sempre più realizzato.
«Dare di meno» è facile per l'uomo ma non lo è altrettanto
per la donna. Per produrre ossitocina, lei ha bisogno di
sentirsi appagata nel dare ma anche nel ricevere. Imparare
a dire di no alle richieste altrui è importante tanto quanto
saper dire di sì. Dato che una donna ha difficoltà a dire
di no alle necessità del prossimo, può cercare di vedere
la questione in una luce diversa: non dire di no agli altri
ma sì a se stessa. Ricevendo di più, riuscirà a donare con
il cuore senza covare rancori e avere l'impressione di sacrificarsi.
Molte donne temono che, pensando un po' a sé, il partner
smetta di amarle. Chiaramente non è vero: l'uomo amerà sempre
una donna appagata e realizzata. Quando le donne lo capiscono,
si liberano dell'ulteriore peso di dover rendere felice
il partner.
- Quando il sacrificio
è positivo.
Questo non significa che non dobbiamo fare sacrifici per
chi amiamo. Quando il sacrificio è un peso, è un sacrificio
negativo, quando invece nasce dal cuore è un sacrificio
positivo, ossia un meraviglioso atto di amore. La parola
sacrificio deriva dal latino «rendere sacro». Quando mettiamo
da parte i nostri desideri per aiutare l'altro, lo rendiamo
speciale e acquisiamo maggiore capacità di amare.
Ricordiamo l'atto di amore nell'alzarci la notte per confortare
i figli quando stanno male o piangono. Abbiamo sacrificato
una notte di riposo ma non lo abbiamo vissuto come
un peso: è stato un sacrificio positivo.
Perché un rapporto possa funzionare, è necessario adattarsi
e scendere a compromessi. Gli uomini sono felici di farlo
tanto quanto le donne. Se ci ricordiamo che gli uomini vengono
da Marte e le donne da Venere, i sacrifici negativi si possono
facilmente trasformare in sacrifici positivi.
Quando in macchina ho voglia di correre e mia moglie desidera
invece che vada piano, ho la sensazione di dover sacrificare
la mia esigenza per il suo bisogno di sicurezza. Talora
mi sento anche controllato e non accetto il compromesso.
Guidare velocemente abbassa il mio livello di stress ma
aumenta quello di mia moglie. Dato che capisco le sue esigenze,
faccio un sacrificio positivo per esprimerle il mio amore
e la mia considerazione: non è necessario che rinunci del
tutto ad andare veloce, quando sono in sua compagnia devo
solo rallentare un po'.
In sostanza, quando capisco che il mio comportamento aumenta
il suo stato di tensione, il sacrificio diviene ragionevole
e utile. Di conseguenza, rallentare diventa un sacrificio
positivo, un semplice adattamento da parte mia in nome della
premura che ho per lei. Quella che può sembrare una richiesta
fastidiosa assume un nuovo significato, perché capisco quello
di cui lei ha bisogno per alleviare il suo stress.
Rispettare le diverse esigenze di mia moglie quando sono
alla guida e lei mi siede accanto è una dimostrazione di
ragionevolezza. In auto la nostra serenità è dettata da
fattori diversi, ma questo non significa che lei non si
fidi di me o cerchi di controllare il mio comportamento.
Per ridurre i livelli di stress, avverte semplicemente un
maggior bisogno di sicurezza, e nonostante le risponda brontolando
il gesto che compio mi fa sentire un eroe.
Il desiderio che un uomo ha di rendere felice la partner
viene tuttavia ampiamente sottovalutato, la donna come abbiamo
visto, trae gioia ed energia dalle attività che favoriscono
la produzione di ossitocina, come prendersi cura degli altri
ed esserne a sua volta sostenuta. L'uomo, viceversa, trae
gioia ed energia soprattutto dalle azioni che aumentano
il livello di testosterone e lo fanno sentire appagato.
D3- Rendere felice un uomo è facile.
Il detto «il cane è il migliore amico dell'uomo» ha un fondamento
di verità: il cane infatti è sempre felice, anche se il
padrone ha avuto una giornata terribile, non ha lamentele
da fargli. Quando rincasa, lo accoglie con entusiasmo e
gli comunica ancora una volta che è un eroe. Non appena
l'uomo lo vede scodinzolare, sente lo stress diminuire.
Tutte le volte che rientro, il mio cane impazzisce di gioia.
Corre in soggiorno e annuncia il mio arrivo facendo molte
feste: l'eroe è tornato e spesso è ferito. La sua reazione
mi aiuta a dare un senso a ogni cosa. Questo è il modo in
cui un uomo desidera essere amato: l'affetto incondizionato
e lo straordinario apprezzamento che un cane gli dimostra
hanno enorme importanza. Capire perché l'uomo sia tanto
legato al suo cane è utile per comprenderne la natura e
l'affettività.
Il buon esito delle sue azioni e decisioni aumenta i livelli
di testosterone e lo fa sentire bene. Per questo l'entusiasmo
manifestato dal cane quando rientra gli fa tanto piacere:
vedendo la lealtà assoluta e l'apprezzamento incondizionato
che questo gli mostra, ha l'impressione di essere accolto
da una folla plaudente dopo una grande vittoria.
Per una donna il riconoscimento è importante, ma non serve
a ridurre lo stress. Spesso peraltro non capisce perché
l'uomo desideri tanto essere apprezzato per i suoi successi.
Come già osservato, questo stimola la produzione di testosterone.
La donna tuttavia non considera subito l'importanza di tale
fattore, visto che a lei il testosterone non produce lo
stesso effetto.
Questa semplice differenza spiega perché l'uomo tenda a
non chiedere indicazioni quando è in macchina o rimandi
una visita medica finché non diventa assolutamente necessaria.
In tali circostanze la donna è invece molto più incline
a chiedere aiuto. L'uomo lo fa solo quando sente ai aver
tentato tutto il possibile; solo in questo caso la richiesta
di aiuto può stimolarne il livello di testosterone perché
diventa un modo per risolvere il problema. Il punto è semplicemente
che uomini e donne hanno tempistiche diverse: i primi cercano
innanzitutto di superare le difficoltà da soli.
La verità è che gli uomini chiedono sempre indicazioni,
ma quando lei non c'è. In macchina la donna percepisce che
il partner ha bisogno di aiuto molto prima che questi se
ne accorga. La cosa induce ancor di più l'uomo a dimostrarle
che non si è perso e che è in grado di risolvere il problema.
Ricevere aiuto è più importante per la donna, perché è un
processo che stimola l'ossitocina. Non a caso spesso le
scappa un bel sorriso, a conferma che riceve proprio quello
di cui ha bisogno. Per le donne la qualità delle relazioni
ha maggior rilevanza del successo di un'impresa; in termini
ormonali, l'ossitocina prodotta svolgendo attività collettive
è più importante del testosterone prodotto svolgendo attività
per conto proprio.
Nelle relazioni il desiderio più profondo dell'uomo è rendere
felice la partner. Gli uomini sono biologicamente predisposti
a realizzare qualcosa, le donne a essere positivamente colpite
da quanto realizzano. L'uomo non passa la vita in cerca
di qualcuno che lo ami, ma di qualcuno da poter amare.
In questo modo uomini e donne riescono a integrarsi alla
perfezione. Lei è felice quando il partner si adopera per
soddisfare le sue esigenze, lui quando riesce a soddisfarle.
Grazie a questo tipo di sostegno una donna si libera del
fardello di tutte le incombenze che ha da sbrigare. Anche
se non ci sarà mai un momento in cui non avrà nulla cui
pensare, l'appoggio che riceverà la conforterà, le darà
una carica incredibile di energia e non la farà sentire
sola.
Potrà quindi rilassarsi e accettare con gioia le sue numerose
responsabilità, nonché i vari modi in cui il partner la
aiuta. L'uomo sarà felice di poter contribuire alla sua
serenità e di liberarla dall'obbligo di dover terminare
tutto quello che ha in programma. Capire tale differenza
può segnare una vera e propria svolta in una relazione,
ridurre le tensioni e favorire rapporti oltremodo diversi.
E: La felicità della
donna
E1- Cosa la rende felice
Quando una donna presenta un basso livello di ossitocína,
le viene spontaneo cercare a casa il sostegno di cui ha
bisogno per alleviare lo stress. Il problema è che, come
già visto, si attende di averlo dal partner. Per migliaia
di anni le donne non hanno fatto affidamento sugli uomini
per stimolare la produzione di tale ormone, ma sull'aiuto
delle altre donne della comunità mentre i mariti erano a
caccia o, in epoche successive, al lavoro.
Storicamente gli uomini hanno sempre fornito alle donne
solo una piccola percentuale del sostegno di cui avevano
bisogno. Essi avevano infatti la funzione di provvedere
alla famiglia e di proteggerla. Oggi conservano ancora questo
ruolo, che tuttavia non è più così significativo perché
le donne sono in grado sia di provvedere a se stesse sia
di proteggersi.
In realtà, l'uomo è in grado di dare alla donna solo una
piccola parte dell'appoggio che le serve per alleviare lo
stress. Immaginiamo che il fabbisogno femminile di ossitocina
sia come un pozzo da riempire: l'uomo riesce a farlo solo
al 10 percento, il resto deve colmarlo lei. Quando il pozzo
è quasi pieno, il partner si sentirà naturalmente motivato
a ultimare il compito. Bisogna tener presente però che se
il pozzo è vuoto e lui contribuisce con il suo 10 percento,
sarà molto difficile colmarlo. Entrambi i partner avranno
di conseguenza la sensazione che l'intervento dell'uomo
sia stato irrilevante. Quando la donna si assume la responsabilità
di riempire il 90 percento di quel pozzo, riesce a costruire
un rapporto molto più appagante con il partner. La strategia
del 90/10 può dunque aiutare uomini e donne a porsi aspettative
più realistiche.
- Piccole cose fanno
felice la donna
L'uomo può favorire la produzione di ossitocina nella donna
solo quando lei si sforza di procurarsi in altro molo il
sostegno che le serve. Invece di fare affidamento sull'uomo
per soddisfare gran parte delle sue esigenze, deve modificare
le sue aspettative: tale atteggiamento è in grado di influenzare
considerevolmente la dinamica del rapporto di coppia.
L'uomo, con il suo contributo solo in apparenza minimo,
induce un profondo cambiamento nello stato d'animo della
partner: quando lei si sentirà totalmente bene, gli conferirà
tutto il merito e anche lui sarà felice. Nel momento in
cui si rende conto che facendo piccole cose per la partner
ottiene un risultato notevole, l'uomo sarà automaticamente
motivato a fare ancora di più. Tale consapevolezza diminuisce
inoltre i suoi livelli di stress, stimola l'interesse che
ha per il rapporto e aumenta l'energia che può dedicare
all'aspetto passionale del rapporto.
Così come è utopistico presumere che una donna possa fare
tutto quello che faceva sua madre e svolgere nel contempo
un'attività lavorativa, è altrettanto irrealistico ritenere
che un uomo possa compensare il carico ulteriore di tensioni
cui lei è sottoposta e rappresentare l'unica soluzione al
problema. Uomini e donne possono collaborare per alleviare
lo stress, ma solo se nutrono aspettative realistiche e
possiedono un adeguato senso di responsabilità. L'uomo non
può ignorare le nuove incombenze che ricadono oggi sulla
donna e limitarsi a fornirle il sostegno dei mariti di un
tempo. Molti peraltro non capiscono di che cosa abbiano
veramente bisogno le donne. Migliorando le capacità relazionali
tra i sessi, si può aumentare il tasso di ossitocina della
donna, ma lei deve anche trovare il modo di aiutarsi da
sola. Soltanto se riuscirà a raggiungere uno stato di benessere
con le sue forze, il partner potrà aumentare ancora la sua
felicità. Allo scopo la donna può, per esempio, modificare
lo stile di vita in modo da dedicare più tempo alle cose
che ama: questo indurrà un sicuro aumento dell'ossitocina
nel suo organismo.
- 100 modi della
donna di aiutarsi
Come già accennato, l'uomo si sente più motivato quando
si accorge di svolgere una funzione importante. Il solo
pensiero di passare un po' di tempo con la partner gli conferirà
grande energia, sempreché abbia la sensazione di poter contribuire
al suo benessere. Egli tuttavia può raggiungere questo obiettivo
solo se lei ha fatto la sua parte. La donna dovrebbe impegnarsi
al massimo per ottenere il genere di sostegno di cui ha
bisogno e incrementare quindi i livelli di ossitocina;
a tal fine può ricorrere a molte strategie senza dipendere
direttamente dal partner. Quando si assume la responsabilità
di alleviare lo stress di cui è vittima, diviene sempre
più ricettiva e sensibile nei confronti dell'impegno dell'uomo
nel renderla felice.
Qui di seguito vengono elencati diversi metodi per stimolare
la produzione di ossitocina e aiutare la donna a raggiungere
uno stato di benessere. Si tratta di attività in cui può
prendersi cura di sé oppure fare qualcosa di gratificante,
appagante, confortante e che implichi il contatto con altre
persone oltre al partner. La produzione di ossitocina viene
favorita da comportamenti mirati alla cura e all'aiuto del
prossimo.
l. Fare un massaggio.
2. Andare dal parrucchiere.
3. Fare una manicure/pedicure.
4. Progettare una serata con le amiche.
5. Parlare al telefono con un'amica.
6. Pranzare con un'amica per motivi che non siano di
lavoro.
7. Cucinare con un'amica e sparecchiare insieme.
8. Meditare quando si cammina o fare esercizi di respirazione
profonda quando ci si allena.
9. Dipingere una stanza insieme ad amici o familiari.
10. Ascoltare musica.
11. Cantare sotto la doccia.
12. Prendere lezioni di canto.
13. Cantare in un coro.
14. Fare un bagno aromatico.
15. Cenare a lume di candela.
16. Fare spese per divertimento con un'amica.
17. Andare un giorno in una spa o fare una vacanza in
una spa con amici.
18. Fare un trattamento al viso.
19. Seguire un programma di allenamento con personal
trainer.
20. Frequentare un corso di yoga.
21. Frequentare un corso di ballo.
22. Camminare per almeno un'ora.
23. Incontrare regolarmente un'amica per una passeggiata.
24. Preparare da mangiare per una coppia di amici che
ha appena avuto un bambino.
25. Preparare da mangiare per amici e familiari ammalati.
26. Piantare rose e altri fiori profumati in giardino.
27. Comprare fiori per la casa.
28. Piantare e curare un orto.
29. Andare al mercato.
30. Preparare un pasto con i prodotti del proprio orto.
31. Fare un'escursione a piedi.
32. Fare una gita in tenda con amici.
33. Tenere un bambino piccolo.
34. Coccolare, tenere o occuparsi di un animale domestíco.
35. Prendersi «una pausa» con un'amica.
36. Chiedere un regalo.
37. Chiedere aiuto.
38. Prendersi tutto il tempo di curiosare in un negozio
di libri.
39. Leggere un buon libro.
40. Raccogliere le ricette migliori delle amiche.
41. Fare un corso di cucina.
42. Procurarsi un aiuto per cucinare, pulire, fare la
spesa e curare la casa.
43. Procurarsi un abile tuttofare per le riparazioni
di casa.
44. Progettare attività divertenti per la famiglia.
45. Trasformare un pasto in un'occasione speciale usando
i piatti e le tovaglie migliori.
46. Partecipare a una riunione insegnanti-genitori.
47. Cucinare qualcosa per una raccolta di fondi.
48. Andare a teatro, ai concerti, ai balletti.
49. Fare un picnic con amici e familiari.
50. Progettare eventi speciali, da attendere con gioia.
51. Entrare a far parte di un'associazione di mamme
o fondarne una.
52. Occuparsi di bambini.
53. Dare da mangiare a chi ha fame.
54. Leggere riviste che trattino di moda e personalità
varie.
55. Frequentare regolarmente incontri spirituali e religiosi.
56. Tenersi aggiornate sulla vita degli amici.
57. Guardare il programma televisivo preferito 0 un
dvd con un'amíca.
58. Ascoltare cassette o cd in grado di stimolare e
dare la carica.
59. Parlare con il proprio terapeuta o telefonargli.
60. Conoscere una nuova cultura e assaggiarne la cucina.
61. Passare un po' di tempo sulla spiaggia, lungo un
fiume o un lago.
62. Imparare a sciare, a giocare a golf o a tennis con
gli amici.
63. Andare a degustazíoni di vino con gli amici.
64. Partecipare a una dimostrazione per una causa sociale
o politica.
65. Andare o partecipare a una parata.
66. Farsi aiutare da qualcuno per buttar via le cianfrusaglie
che si hanno in casa.
67. Offrirsi di aiutare un amico a fare qualcosa.
68. Fare un corso di alimentazione, cucina o benessere.
69. Leggere o scrivere poesie oppure andare a una lettura
di poesie.
70. Comprare una mangiatoia per uccellini e ammirarli
mentre si sfamano.
71. Visitare un museo d'arte.
72. Andare al cinema di pomeriggio.
73. Andare all'incontro con un autore nel negozio di
libri o nella biblioteca della zona.
74. Tenere un diario quotidiano dove annotare pensieri
e sentimenti.
75. Creare un diario fotografico per ogni figlio.
76. Creare un elenco di e-mail degli amici cui mandare
fotografie recenti.
77. Chiedere loro di fare altrettanto.
78. Realizzare un elenco di e-mail di amici con idee
politiche simili per sviluppare una forma di sostegno
reciproco.
79. Frequentare un corso di pittura o scultura con un'amica.
80. Lavorare ai ferri una sciarpa per qualcuno cui si
vuole bene.
81. Andare a bere un caffè con gli amici.
82. Fare una donazione per beneficenza. 83. Riorganizzare
l'armadio.
84. Cambiare colore di capelli.
85. Comprare un vestito nuovo
86. Acquistare biancheria sexy.
87. Mostrare il proprio album fotografico agli amici.
88. Iscriversi in palestra.
89. Giocare a carte con gli amici.
90. Seguire un nuovo regime alimentare o disintossicante
per migliorare la propria salute.
91. Dare i vestiti vecchi ai poveri.
92. Mandare un biglietto d'auguri per un compleanno.
93. Usare prodotti per la casa non dannosi per l'ambiente.
94. Preparare e congelare qualche piatto per le occasioni
in cui non avrà voglia di cucinare.
95. Fare un corso per imparare l'arte di disporre i
fiori.
96. Fare volontariato in un ospedale o in un centro
per cure palliative.
97. Organizzare una festa a sorpresa per un amico.
98. Donare libri usati all'ospedale e alla biblioteca
locale.
99. Fare da baby-sitter al bambino di un'amica in modo
che lei possa avere un po' di tempo per sé.
100. Prendersi un po' di tempo per fare stretching durante
la giornata.
Troverete indubbiamente molte altre attività utili per il
vostro benessere. I suggerimenti qui descritti si basano
tutti sulla condivisione, sull'interessamento agli altri,
sul l'assistenza e sulla cura di qualcuno, pertanto stimolano
la produzione di ossitocina e aumentano di conseguenza il
senso di benessere.
Per alcune donne questo elenco è una vera rivelazione, perché
le induce e in un certo qual modo le autorizza a impegnarsi
di più nelle attività che amano, per altre è semplicemente
un'ulteriore lista di cose da fare. Se state vivendo un
momento di stress, probabilmente penserete di non avere
risorse per altre attività; vi esorto tuttavia a non tralasciare
la lista: non ignorate le esigenze dei figli solo perché
avete la sensazione di essere sopraffatte.
Cominciate con il seguire una sola attività di questo elenco,
integrandola con i vostri impegni settimanali. A mano a
mano che il livello di ossitocina aumenta, vi sarà sempre
più facile aggiungerne altre. Ricordate sempre che la ragione
per cui vi sentite sopraffatte è che svolgete troppe attività
che stimolano il testosterone e poche in grado di produrre
ossitocina.
La soluzione è dunque trovare un equilibrio e solo voi potete
riuscirci. Il partner potrà certamente aiutarvi, ma il 90
percento dell'impegno spetta a voi, alle vostre amiche e
alla vostra comunità.
Se continuate a vivere a ritmi frenetici, tamponando i problemi
quando sorgono, non vi libererete mai della sensazione d'essere
sopraffatte e verrete logorate dallo stress. Solo se imparate
a stimolare la produzione di ossitocina, potete ridurre
le tensioni e godervi pienamente la vita. Se non riuscite
a farlo per voi, fatelo per il partner o i figli, tenendo
sempre presente che «quando la mamma è felice, lo sono tutti».
- Il punteggio venusiano.
Come abbiamo visto, l'uomo non può essere completamente
responsabile della felicità della partner, ma desidera renderla
felice in tutti i modi: se la donna si sente sopraffatta,
può essere un'impresa difficile. Adesso vedremo come le
donne valutino il contributo e l'impegno maschile in tal
senso.
Così come l'uomo calcola i punteggi negli sport, la donna
calcola i punteggi delle relazioni. A livello inconscio,
confronta sempre quanto dà e quanto riceve. Quando l'uomo
le dà qualcosa, gli attribuisce un punto; quando è lei a
dare, si assegna analogamente un punto.
Anche gli uomini usano un sistema simile, ma non nello stesso
modo e nella stessa misura. Essi tendono infatti a credere
che realizzare qualcosa di importante, come guadagnare bene
per mantenere la famiglia o regalare alla moglie una vacanza
costosa, equivalga a vincere cento punti. Inoltre, quando
compiono un'impresa significativa, pensano di potersi rilassare
per un po'. Il punteggio femminile tuttavia non funziona
così.
Per la donna qualsiasi dono d'amore è uguale agli altri,
per quanto grande possa essere. Quando l'uomo compie un
gesto importante, ottiene soltanto un punto; quando ne compie
molti anche se più piccoli, ottiene tanti punti. Dal punto
di vista della produzione di ossitocina, non conta che cosa
si faccia ma quanto si faccia. Sono le piccole manifestazioni
di affetto, premura e aiuto che consentono all'uomo di ottenere
un buon punteggio nella classifica venusiana.
Un uomo sposato si vede assegnare un punto per il fatto
, di andare al lavoro, uno per il fatto di tornare a casa
e uno per essere fedele. Si tratta di tre punti fondamentali:
senza questi, non ne conquisterà mai altri. A questo punto,
la donna è pronta ad aprirgli il suo cuore, ma saranno in
seguito le piccole cose a consolidare il rapporto.
È fondamentale che l'uomo lo capisca cosicché non si senta
sconfortato quando, pur facendo cose speciali, la partner
si lamenta perché ha poca iniziativa. Può anche compiere
un gesto importante come portarla a cena fuori una sera
- atto che nella sua ottica dovrebbe valergli una caterva
di punti - ma per lei una serata piacevole vale relativamente
poco. Il rischio è che in seguito, quando lei protesterà
che non passano abbastanza tempo insieme, lui concluderà
di avere a che fare con una donna troppo esigente o che
non ci sia mai nulla che la renda felice.
per le donne è il pensiero che conta: il semplice fatto
di offrirvi di fare qualcosa vi fa ottenere un punto prima
ancora che vi mettiate all'opera. Invece di alzare subito
il termostato in casa, dico a mia moglie: «Vedo che hai
freddo. Vuoi che aumenti il riscaldamento?». In un colpo
solo guadagno tre punti: uno per averla presa in considerazione
e aver pensato a lei, uno per essermi offerto di fare qualcosa
senza che me lo chiedesse e uno per aver alzato il termostato.
Se capisce come collezionare punti, l'uomo riesce facilmente
a combattere lo stress e a rendere felice la partner.
Se voglio guadagnarne altri, mi offro di accendere il caminetto
per una serata romantica. A quel punto ottengo altri punti:
uno perché esco fuori al freddo a prendere la legna, uno
perché la porto in casa e uno perché accendo il caminetto.
Faccio in modo che il fuoco resti basso e ogniqualvolta
lo alimento conquisto un punto perché noto una necessità
e uno perché aggiungo un ciocco.
Allo stesso modo, l'uomo colleziona punti quando ascolta:
tutte le volte che lei parla di un argomento senza essere
interrotta dai suoi consigli, gli assegna un punto. In dieci
minuti di conversazione si possono guadagnare anche dieci
punti. I piccoli gesti alleviano lo stress della donna e
fanno sì che il suo stato di benessere aumenti notevolmente.
Comportandosi così, l'uomo ha inoltre la sensazione di provvedere
alla partner e si sente realizzato.
Se le dona una dozzina di rose, lei apprezza il gesto ma
gli conferisce solo due punti: uno perché lo ha fatto senza
essere sollecitato e uno per le rose. Se desidera aumentare
il suo punteggio, invece di regalarle una dozzina di rose
ogni due o tre mesi, può portarle una rosa dodici volte:
così si conquisterà ventiquattro punti.
Imparando ad aggiudicarsi punti con i piccoli gesti, l'uomo
in realtà, pur facendo meno riceve maggiore considerazione
dalla donna. Quando la partner si lamenta per tutti i lavori
da sbrigare, invece di farsi carico delle responsabilità
di lei può cercare di svolgere tanti piccoli compiti, che
presi tutti insieme risulteranno molto più significativi
di qualche mansione importante. Non è necessario che le
risolva i problemi: basta che si concentri sulle attività
che stimolano la produzione di ossitocina.
L'uomo si aggiudica più punti sia abbracciando la partner
che provvedendo a qualche sua necessità concreta. abbracciamo
la moglie quattro volte al giorno: il mattino dopo il risveglio,
al saluto per andare al lavoro, quando si torna a casa e
quando andiamo a dormire. Il gesto di andarla a cercare
allo scopo e di trovarla fa guadagnare un ulteriore punto;
pertanto, con quattro abbracci otteniamo otto punti.
Mostrandoci interessati e chiedendole della sua giornata,
conquistiamo facilmente altri dieci punti. Ogniqualvolta
le poniamo domande inerenti al suo lavoro, mi vediamo assegnare
un punto. A questo proposito va ricordato che un uomo ottiene
più punti quando pone domande specifiche: invece di dire:
«Com'è andata la giornata?», chiedere: «Sei riuscita a ottenere
quello che volevi nella riunione con il tuo capo?» significa
dimostrare un vero interessamento. Domandarle con sollecitudine
della sua giornata è utile per conquistare punti; domandarle
com'è andata la visita dal medico o il pranzo di lavoro
consente di acquisire ulteriori punti, perché si dimostra
di sapere quello che succede nella sua vita e di preoccuparsene.
Telefonarle ogni tanto durante il giorno per avere notizie
di un determinato evento fa salire ancora il punteggio.
Come già ricordato, il semplice gesto di ascoltarla mentre
parla senza cercare di risolvere o minimizzare i suoi problemi
consente di guadagnare punti. Ogniqualvolta lei tocca un
nuovo argomento e lui non la interrompe, ottiene un punto.
Più lei parla, più punti lui acquista.
Portarla in ferie è un'iniziativa che procura punti, ma
pianificare una vacanza o una fuga romantica in anticipo
ne procura molti di più, perché in quel modo lei ha più
tempo per prepararsi e fantasticare sull'idea. Prima di
partire, quando ne parlerà con un'amica o andrà a comprare
qualcosa per il viaggio gli attribuirà un punto. L'uomo
può dunque guadagnarsi già una trentina di punti prima della
partenza. Se in vacanza faranno fotografie, quando al ritorno
lei le mostrerà agli amici gli conferirà altri punti ricordando
i bei momenti trascorsi.
Un altro semplice modo per acquisire punti è andarle incontro
quando si torna a casa o smettere di fare quello in cui
si è impegnati se lei arriva dopo e accoglierla con un abbraccio:
in questo caso si avrà un punto per l'abbraccio, uno per
l'iniziativa e un altro per avere abbandonato la propria
occupazione e averle dato priorità.
E', in sostanza, lo stesso principio che ispira i comuni
atti di cortesia come aprire la porta. La donna è perfettamente
in grado di fare da sé, ma con tale gesto le si esprime
considerazione: è come cercare di renderle la vita più facile.
Quando un uomo cammina per strada con la partner a fianco,
dal lato opposto del traffico, è come se la proteggesse
da eventuali pericoli, perciò ottiene un punto. Tutte le
volte che si offre di darle una mano in una situazione difficile,
pericolosa o noiosa, si vede attribuire un punto. Questo
non significa tuttavia che la donna non debba svolgere determinati
compiti: significa solo che esistono modi grazie ai quali
l'uomo può acquisire punti.
Quando si offre di portare un peso, buttare l'immondizia,
spostare cose, occuparsi dei bagagli, guidare, raccogliere
un oggetto caduto per terra o riparare un elettrodomestico,
l'impianto elettrico, un guasto idraulico, l'uomo favorisce
la produzione di ossitocina nel corpo della donna. Lei tende
a notare tutti i suoi piccoli gesti, che insieme contribuiscono
a farla sentire amata e protetta, nonché ad alleviarle lo
stress.
Se è compito dell'uomo pulire il garage, quando lo fa guadagna
un punto; se però la macchina di lei è quasi senza benzina,
farle trovare il pieno ne fa guadagnare molti di più. Aiutarla
a svolgere qualsiasi mansione, soprattutto quando non spetta
a «lui», è un modo per stimolare la produzione di ossitocina
nel suo organismo e acquisire punti.
Anche dimostrarle affetto o farle un complimento aiutano
nell'impresa. Quando l'uomo nota la bellezza della partner
e le fa un complimento, lei lo apprezza molto. Lui ha forse
la sensazione di ripetersi, ma una donna non si stanca mai
dei complimenti. Tutto serve per aumentare il punteggio.
Quando l'uomo si impegna a fondo per realizzare qualcosa,
desidera che i suoi sforzi vengano riconosciuti. In modo
analogo, la donna è contenta quando l'uomo nota il suo aspetto.
Spesso dedica molte energie a farsi bella, perciò è importante
che il partner se ne accorga e le dica qualcosa di gentile.
Se l'uomo non si interessa di moda, la donna sì. Ammirandola
per qualche istante, acquista punti.
Quando lei parla, dovrebbe di tanto in tanto toccarle la
mano: è un gesto semplice e naturale che vale altri due
punti. Le manifestazioni affettive sono molto importanti
per la donna perché favoriscono sensibilmente la produzione
di ossitocina.
E2- Come alimentare la felicità
Gli uomini si rivelano spesso inetti quando si tratta di
capire come soddisfare le esigenze emozionali delle donne.
Se non conoscono l'importanza delle attività in grado di
stimolare l'ossitocina, l'impresa si rivelerà impossibile;
in caso contrario saranno molto facilitati. Non bisogna
mai dimenticare a questo proposito che le piccole cose fanno
la differenza.
- 100 modi di aumentare
l'ossitocina nella donna.
L'elenco seguente fornisce all'uomo alcuni suggerimenti
utili. Se proverà a metterli in pratica, noterà un cambiamento
istantaneo nella partner. Le donne amano essere apprezzate.
Più lui farà piccole cose per lei, più la vita di coppia
sarà gradevole. Recupereranno lo smalto e sarà lui l'artefice
di tale successo.
1. Prepararle il tè o il caffè il mattino, soprattutto
nel fine settimana.
2. Lasciarle un biglietto con scritto «ti amo».
3. Regalarle un'unica rosa a gambo lungo.
4. Notare la sua nuova camicetta.
5. Aprirle la porta.
6. Organizzare un picnic a sorpresa.
7. Proporle di andare a fare una passeggiata.
8. Dirle che è bella come il giorno in cui vi siete
conosciuti.
9. Abbracciarla quando vi alzate.
10. Abbracciarla quando uscite di casa.
11. Abbracciarla quando tornate a casa.
12. Abbracciarla prima di andare a dormire.
13. Svuotare la lavastoviglie senza che ve lo chieda.
14. Notare quando è stata dal parrucchiere e farle í
complimenti per l'acconciatura.
15. Aprirle la portiera, almeno quando uscite per una
serata speciale.
16. Prendere i biglietti per un concerto o uno spettacolo
teatrale che desidera vedere.
17. Fare insieme un corso di ballo.
18. Andare a ballare con gli amici.
19. Incoraggiarla ad andare a vedere un film sentimentale
con le amiche.
20. Rivolgersi a un personal trainer per allenarsi insieme.
21. Accendere il caminetto in una giornata di pioggia.
22. Crearle un piccolo giardino fiorito.
23. Crearle un piccolo giardino di erbe aromatiche sul
davanzale.
24. Offrirsi di fare un lavoro noioso in cucina.
25. Prepararle una compilation delle canzoni che ama.
26. Massaggiarsi a vicenda.
27. Imparare a farle un massaggio senza alcuna aspettativa
sessuale.
28. Massaggiarle i piedi quando è stanca.
29. Regalarle l'abbonamento a una rivista specialistica.
30. Portarla a una mostra dell'artigianato.
31. Regalarle una fotografia incorniciata di voi due
insieme.
32. Farle qualche nuova foto da tenere sulla scrivania.
33. Prepararle a sorpresa una colazione a base di dolcetti
o macedonia nel fine settimana.
34. Farla accomodare sia a casa sia al ristorante scostandole
la sedia e lasciando che abbia la vista migliore.
35. Regalarle una scelta di caffè e tè esotici.
36. Portare a lavare la sua macchina o lavarla in giardino.
37. Lavare i piatti e riporli.
38. Regalarle un buono per una manicure.
39. Regalarle biancheria sexy.
40. Portarla a un mercatino delle pulci.
41. Chiederle se dovete comprare qualcosa mentre tornate
a casa.
42. Offrirsi di fare la spesa.
43. Aiutarla a riporre la spesa.
44. Dirle che l'amate.
45. Portarla a mangiare un gelato una sera d'estate.
46. Regalarle il nuovo romanzo del suo scrittore preferito.
47. Offrirsi di piegare la biancheria pulita.
48. Comprare un piccolo televisore o una radio per la
cucina.
49. Regalarle una serie di essenze per aromaterapia
perché si rilassi.
50. Offrirsi di portare o di prendere i vestiti in tintoria.
51. Fare un giro di bicicletta con lei.
52. Noleggiare una commedia romantica in dvd
53. Portarle la colazione a letto insieme ai bambini.
54. Apparecchiare la tavola se lei sta preparando la
cena.
55. Mandarle una e-mail per dirle che sentite la sua
mancanza.
56. Portarla in barca a vela, in canoa o in barca a
remi.
57. Mettere i calzini nel cesto della biancheria sporca.
58. Portarla a un museo dopo una notte di buon sonno.
59. Proporre di invitare i suoi genitori a cena al ristorante.
60. Regalarle graziose confezioni di saponi mignon.
61. Giocare a tennis insieme.
62. Rifare il letto ogni tanto.
63. Incorniciare un paio di fotografie delle vacanze
o realizzare un album online.
64. Realizzare un video del compleanno per ciascun figlio.
65. Andare a pesca insieme.
66. Regalarle un bracciale a cui appendere un nuovo
ciondolo per ogni evento speciale o viaggio.
67. Portarla a una mostra canina.
68. Regalarle un dvd per imparare la meditazione.
69. Informarsi della sua giornata ponendo domande specifiche.
70. Farle í complimenti per il suo splendido gusto.
71. Incontrarla a pranzo.
72. Sostituire una lampadina rotta senza che lei lo
chieda.
73. Fare un po' d'ordine in casa quando arrivano gli
ospiti.
74. Portarla a raccogliere frutti nel bosco.
75. Portarla regolarmente fuori.
76. Portarla a sorpresa a fare un giro in bicicletta
in campagna.
77. Tenerle la mano al cinema (non per tutto il tempo).
78. Ringraziarla perché vi ama.
79. Giocare a carte con altre coppie.
80. Farle i complimenti per la sua cucina.
81. Ascoltare i messaggi in segreteria telefonica e
prenderne nota.
82. Portarla a una fiera.
83. Brindare alla sua salute prima di cena, con qualsiasi
cosa abbiate nel bicchiere.
84. Stupirla con una pianta di orchidea.
85. Farle i complimenti per tutte le cose che sa gestire
in modo così efficiente.
86. Comprare un audiolibro per un lungo viaggio in macchina.
87. Eliminare periodicamente il mucchio dei vostri vestiti
accanto al letto.
88. Partecipare con lei ad un gruppo di lettura o ad
un seminario.
89. Offrirsi di iniziare a risparmiare per fare un viaggio
da favola.
90. Regalarle oli o sali da bagno lussuosi.
91. Regalarle un abbonamento ad una tv interattiva se
lavora fino a tardi.
92. Darle biglietti d'auguri o biglietti personali nelle
occasioni speciali.
93. Farle i complimenti per la splendida casa che ha
saputo creare.
94. Assumersi l'onere di cucinare una sera alla settimana.
95. Andare a fare un'escursione in una riserva naturalistica.
96. Dirle quanto è bella quando esce dalla doccia.
97. Portarla in una galleria d'arte.
98. Regalarle un buono per un trattamento al viso.
99. Chiederle che vi prepari un elenco di cose da fare
durante il mese.
100. Offrirvi di pensare alle bevande quando ricevete
ospiti
- Il sistema valutativo
femminile
Mentre valuta il comportamento del partner, la donna giudica
anche il suo. Talvolta l'uomo si sente ininfluente perché
lei ritiene di avere accumulato più punti. «Io faccio più
di lui, quindi i suoi punti non contano», è il tipico ragionamento
che subentra quando il punteggio si attesta su trentatré
a tre.
Come già osservato, l'uomo inizia con tre punti, dovuti
al fatto che va al lavoro, torna casa ed è fedele. Lei si
attribuisce gli stessi tre punti, più altri trenta perché
svolge tutte le incombenze elencate nella sua lista infinita
che, chiaramente, riguarda anche il partner. Ogniqualvolta
raccoglie da terra qualcosa che gli appartiene, si attribuisce
un punto. Quando prepara un piatto che lui ama, fa lo stesso;
si assegna un punto anche quando si preoccupa per lui. Le
donne sono maestre nell'accumulare punti.
A fine giornata, se ha raggiunto trentatré punti e lui è
rimasto a tre, fa inconsciamente un'altra operazione: sottrae
i punti del partner dai suoi. Nella sua ottica il punteggio
del partner equivale a zero, perciò quando l'uomo tornerà
a casa sarà al punto di partenza. Se la donna si trova in
questo stato d'animo, significa che è in una fase di lieve
risentimento: in altre parole, ha la sensazione che nella
coppia il sostegno non sia equilibrato.
Se il partner non si scoraggia e continua fare piccole cose,
il punteggio tornerà in pari e lei si sentirà più equa.
È come se la mente femminile monitorasse l'andamento; quando
il punteggio è quasi identico, la donna prova un grande
benessere.>
Poi c'è la fase di risentimento moderato, molto più delicata,
che si verifica quando il punteggio è impari e la riserva
di ossitocína di lei è quasi esaurita. In tal caso niente
di quello che lui fa conta. Prima di riprendere ad assegnargli
punti, la donna deve avere il tempo di ripristinare i suoi
livelli ormonali.
Nella fase di risentimento moderato, inizia a sottrargli
punti quando commette errori o non soddisfa le sue aspettative.
Viceversa, se i suoi livelli di ossitocina sono quasi ottimali,
le viene spontaneo attribuire punti al partner per i numerosi
aiuti che le dà; anche se è semplicemente seduto sul divano
a guardare il telegiornale, lei percepisce il conforto della
sua presenza. In poche parole, invece di toglierli punti
quando sbaglia, gliene dà per tutti i tentativi che compie.
All'inizio della relazione apprezzava ogni sua iniziativa
e può riprendere a farlo.
Tale mutamento può avvenire solo se anche la donna si impegna
per migliorare la sua condizione e non vede il partner come
fonte primaria del suo benessere. Quanto egli fa per aumentarne
il tasso di ossitocina ha rilevanza quando lei stessa cerca
con le sue risorse di ripristinarlo.
Un’altra differenza tra i sessi per quanto concerne il sistema
di punteggio è rappresentata dal fatto che l'uomo è felice
quando vince. Quando ha più punti, assume un atteggiamento
passivo e per un po' si rilassa; quando è in testa, la donna
ha invece la sensazione di perdere: per poter vincere, deve
percepire di ricevere tanto quanto dà.
E3- L'importanza del dialogo.
Se una donna viene incoraggiata a parlare della lista infinita
di cose che deve fare e se viene ascoltata quando descrive
i sentimenti che ha provato durante la giornata, il fardello
di tutte queste attività scompare. Lo stress che l'affligge
riguarda più lo stato d'animo che i compiti effettivi da
svolgere.
Quando li elenca, inizia a liberarsi della compulsione a
fare sempre di più senza prendersi un po' di tempo per sé.
Come abbiamo visto, la donna possiede più centri del linguaggio
dell'uomo. Se durante la giornata lavorativa usa la parola
per risolvere problemi piuttosto che per condividere sentimenti,
non riesce a produrre l’ossitocina necessaria ad alleviare
lo stress. Il cervello femminile è predisposto in particolare
al linguaggio; prendersi cura degli altri è il modo in cui
la donna si rilassa. Quando parla senza dover risolvere
problemi, in pochi minuti il suo stato d'animo cambia profondamente.
Lei si sente più felice e più serena a mano a mano che i
livelli di ossitocina aumentano, eppure nessuno dei suoi
problemi si è risolto o depennato dalla lista.
Passare un po' di tempo a conversare con la partner è una
strategia generale per ridurne il livello di tensione, ma
da sola non basta. Un tempo la donna dedicava molte ore
del giorno ad attività di gruppo che stimolavano naturalmente
la produzione di ossitocina. La sua stessa vita era fonte
di appagamento; le affettuosità del marito costituivano,
per così dire, un bonus occasionale seppur molto speciale.
Anche quando lavorava fuori casa, si ritrovava di solito
in una comunità di donne che svolgeva attività per gli altri
come insegnare, accudire e fare da balia ai bambini. Oggi
la maggior parte delle donne si ritrova ad affrontare i
problemi e gli impegni della giornata lavorativa senza godere
degli effetti corroboranti di un'attività o di un ambiente
in grado di stimolare l'ossitocina. Assumendosi maggiore
responsabilità del suo benessere, la donna non solo eviterà
di covare rancore verso il partner ma lo aiuterà ad aiutarla.
In questo modo si sentiranno entrambi realizzati.
F: In Famiglia
Il bisogno che l'uomo ha di un suo spazio per stare solo
e quello della donna di disporre di più tempo da trascorrere
con il partner sono dettati da fattori biologici. Adesso
sappiamo dell'esigenza di solitudine dell'uomo quando torna
a casa: si chiude infatti nella sua tana per ripristinare
i livelli di testosterone che a fine giornata sono inevitabilmente
calanti. Così, come la donna ha bisogno di tempo per parlare,
per condividere stati d'animo e interagire con l'uomo, questi
ha bisogno di tempo per riprendersi dalle tensioni: perciò
necessita di un ampio spazio dove fare quello che desidera
in solitudine, o almeno dove poter essere padrone delle
sue azioni.
Quando la donna ne critica il desiderio di rintanarsi o
il bisogno di spazio, ignora che si tratta di strategie
importanti per stimolare la produzione di testosterone.
Le è difficile concepire simili necessità, visto che l'uomo
ha molto più bisogno di lei di ripristinare i livelli di
tale ormone. Come abbiamo già osservato, per poter controllare
efficacemente lo stress gli serve una quantità di testosterone
trenta volte maggiore. Agli occhi di una donna il suo comportamento
appare dunque incomprensibile.
In definitiva, le donne cercano di alleviare le tensioni
mediante il contatto con il partner, non allontanandosi
da lui. Potrebbero tuttavia utilizzare il tempo che trascorrono
in solitudine per riposare un po', liberarsi dell'ansia
quotidiana di fare tutto quello che hanno in mente e dedicarsi
alla cura di sé, svolgendo attività mirate a stimolare l'ossitocina
e il rilassamento. Il che non è facile: alcune restano sgomente
alla sola idea di pensare un po' a sé e apprezzare quello
che hanno.
Altre, in particolare se svolgono attività che favoriscono
la produzione di testosterone, per esempio nel settore bancario,
legale e degli investimenti o se hanno mansioni dirigenziali,
sentono l'esigenza di rintanarsi nel loro spazio proprio
come gli uomini. Il loro lavoro stimola il testosterone
e hanno quindi bisogno di ripristinare sia i livelli di
tale ormone sia quelli di ossitocina: desiderano rinchiudersi
nella loro tana ma anche recuperare il contatto con gli
altri.
Se non si libera dallo stress, la donna non solo non riesce
a vedere le cose positivamente ma può anche andare incontro
a sterilità oltre alle malattie di cui abbiamo già parlato.
Ho conosciuto molte donne diventate sterili perché incapaci
di controllare efficacemente lo stress generato da un lavoro
«maschile». Negli ultimi decenni la sterilità femminile
è diventata un importante problema di salute e della coppia.
Queste donne gestiscono spesso lo stress lavorativo passando
un po' di tempo da sole o svolgendo un'attività fisica solitaria,
come correre; così facendo, però, non si prendono cura del
loro lato femminile e la produzione di ossitocina viene
compromessa. Molte sono riuscite a risolvere i problemi
di sterilità semplicemente incrementando tali comportamenti,
nonché ricorrendo a terapie e alimenti adeguati.
Così come le donne vittime dello stress hanno difficoltà
a dedicare un po' di tempo a se stesse, in situazioni di
tensione gli uomini hanno difficoltà a dedicarsi agli altri.
A fine giornata le donne ricercano il contatto, spinte da
un senso di collaborazione e condivisione; per gli uomini
questo approccio non è produttivo, anzi li priva delle poche
energie restanti. Il desiderio che la donna ha di passare
un po' di tempo con il partner è pressoché inefficace per
alleviarne le tensioni; quando tuttavia egli si sarà ripreso,
la condivisione e il contatto saranno fonte di grande appagamento,
come del resto la consapevolezza di essere importante per
la serenità della compagna.
F1- L'uomo: Come immedesimarsi
nel mondo femminile.
I metodi di comunicare dell'uomo sono naturalmente volti
a ridurre lo stress, ma spesso non si rende conto che così
facendo può invece aumentare lo stato di tensione della
donna. Per scaricarsi, lui risolve il problema o in qualche
modo lo accantona. Una donna cerca invece una reazione più
calorosa e solidale: quando il partner esprime un'opinione
per rendersi utile, lei percepisce tale atteggiamento come
freddo e insensibile o conclude che non abbia capito il
suo discorso. Consideriamo ora la questione da un punto
di vista pratico.
Gli esempi qui elencati illustrano frasi tipiche che gli
uomini usano per risolvere o accantonare i problemi della
Partner:
• Non preoccuparti.
• Questo è quello che dovresti fare...
• Lascia perdere.
• Non è così importante.
• Non è quello che è successo.
• Non è quello che intendo.
• Pretendi troppo.
• Devi accettare le cose come sono.
• Non ti agitare tanto.
• Non devi permettergli di parlarti in questo modo
• Non è necessario che tu lo faccia.
• Fa' quello che ti senti di fare.
• Non lasciarti condizionare in questo modo.
• È semplice, digli soltanto...
• Tutto quello che devi fare è...
• Non ci pensare più. Hai fatto tutto il possibile.
• Non è poi una gran cosa.
• Senti, non c'è nient'altro che tu possa fare.
• Non devi sentirti così.
• Devi imparare a essere più dura.
Per un uomo commenti stringati del genere sono utili, per
una donna sono talora offensivi. Quando desidera risolvere
un problema, tali osservazioni possono esserle d'aiuto,
ma se è agitata e ha bisogno di sostegno, giudica l'atteggiamento
del partner arrendevole e condiscendente.
Ascoltare e porre altre domande è una strategia migliore:
invece di fare commenti mirati alla soluzione dei problemi,
l'uomo può pronunciare parole di rassicurazione come suggerito
nel dialogo seguente:
Giulia crolla sul divano accanto al marito e si sfila le
scarpe.
Lui posa la rivista che stava leggendo. «Ciao, tesoro» esclama
abbracciandola. «Com'è andata la tua presentazione?»
«Non te lo immagini?» risponde lei appoggiandosi stancamente
al marito. «Mi sento a pezzi!»
«Che cos'è successo?»
«Be', il mio capo mi ha interrotta in continuazione con
le sue domande...»
«Uh-oh...»
«Sapevo tutte le risposte... mi ero preparata fin troppo
bene.»
«Sei sempre precisa» la incoraggia lui.
«Ma Pietro ha spezzato il ritmo del discorso» prosegue lei,
«e credo di essere stata meno efficace.» «Davvero?»
«Be', il suo modo di fare mi ha disorientata. Tutte le volte
che avevo la carica giusta, Pietro aggiungeva qualcosa come
se fossimo in competizione, non dalla stessa parte. È stato
così frustrante.»
«Lo credo.»
«Volevo parlargliene, ma ho pensato che prima dovessi calmarmi.»
«Ottima mossa.»
«E mi ha elogiata davanti ai clienti.» «Che cosa pensano
i tuoi colleghi?» «Daniela è venuta nel mio ufficio e ha
detto di averlo notato, ma ha anche aggiunto che Pietro
ha fatto la figura dell'imbecille. Franco si è semplicemente
congratulato con me per l'intervento.»
«Tu sei un'abile professionista... e anche molto affascinante.»
Giulia scoppia ridere. «Grazie caro. Anche tu non sei male...
»
Nonostante desideri con tutto se stesso proporle una soluzione
o darle un parere utile, il marito si comporta nel modo
giusto: è come se facesse un profondo respiro e la invitasse
a raccontargli maggiori particolari.
Con questo approccio presta attenzione a quanto la partner
prova e racconta, aiutandola a ridurre lo stress. Calarsi
nei panni del signor Sistematutto, che fornisce soluzioni
o minimizza i problemi, non serve. Quando l'uomo comprende
la diversa reazione femminile allo stress, capisce anche
perché in passato molti tentativi di rendersi utile siano
falliti.
La donna ammira l'uomo in grado di restare calmo, impassibile,
ed è certamente contenta quando questi trova un rimedio
valido; se tuttavia si sente dare consigli mentre si sfoga
emotivamente, recepisce tale atteggiamento come una mancata
considerazione dei suoi sentimenti. In questa fase ha soltanto
bisogno che il partner la ascolti e le ponga domande. Più
si sente ascoltata e capita, meglio starà.
- Il signor 'Sistematutto'.
Quando il signor Sistematutto deve fare qualcosa in casa,
è meglio che lavori da solo, secondo il suo ritmo. Come
già osservato, l'uomo è più adatto a svolgere compiti che
stimolino la produzione di testosterone. Per questo motivo,
preparare un programma anche per i lavori di routine da
seguire punto dopo punto secondo una determinata tempistica,
può risultare utile allo scopo. La programmazione ha un
inizio e una fine precisi, per cui favorisce il rilascio
di testosterone e non lo fa sentire controllato o gestito
dalla partner. Elemento ancora più importante, non deve
dipendere da lei per prendere decisioni. Se infatti avverte
di non avere il controllo su un programma, l'uomo perde
ogni energia.
Talvolta gli uomini apprezzano le attività di collaborazione
che stimolano l'ossitocina, ma queste non servono ad aumentare
il loro tasso di testosterone. Molti finiscono in effetti
per perdere energie e interesse quando svolgono compiti
simili, di routine, come fare il bucato, la spesa, cucinare
e pulire. Qualora se ne occupino, li gestiscono in modo
da favorire la produzione di testosterone, da assumere il
controllo della situazione o almeno da avere una funzione
particolare.
Per un uomo dover chiedere continuamente alla partner dove
vada messo un determinato prodotto o ricordarsi dove voglia
venga sistemato, può essere piuttosto logorante: gli uomini
sono portati per lavorare da soli, soprattutto se già stanchi.
In genere l'uomo è contento di svolgere tutte le attività
che non implicano cura o assistenza; in poche parole, ama
riparare le cose che si rompono. «Riparare» è un compito
che stimola il testosterone, curare stimola invece l'ossitocina.
Organizzare, gestire, usare i vari prodotti di casa, guidare
nei lunghi viaggi, sbrigare commissioni specifiche, accompagnare
e andare a prendere i bambini, tenere in ordine garage e
giardino, portare fuori l'immondizia ed effettuare altri
lavori a contatto con la sporcizia, portare scatole pesanti
o le borse della spesa, tagliare l'erba, sistemare le grondaie,
dipingere, riparare tubi, rimettere tutto a posto dopo un'inondazione
o un disastro, occuparsi di perdite, emergenze e sciagure,
ispezionare i dintorni in caso di pericolo: queste sono
attività che favoriscono il rilascio di testosterone e che
andrebbero affidate a un uomo. Quando le avrà portate a
termine, si sentirà più legato alla partner e lei a sua
volta apprezzerà l'aiuto.
- Lavori
da velocista.
Coinvolgere l'uomo nella gestione della casa è possibile,
ma ci vuole un metodo diverso. La donna desidera istintivamente
condividere le mansioni e prendere le decisioni insieme,
l'uomo invece ha una necessità molto più profonda di spazio
e di svolgere il lavoro di testa sua, al suo ritmo. Dato
che le donne hanno tempistiche e priorità diverse, stentano
a capire tale esigenza. Per un uomo riposo e rilassamento
sono quasi sempre più importanti dei compiti di routine,
che a suo avviso possono essere rimandati finché non diventano
urgenti. In effetti, si dedica volentieri a riparare le
cose o a fare commissioni con l'auto perché vive queste
attività come piccole emergenze che lo stimolano a intervenire.
Come già accennato, l'uomo ama in genere avere un programma,
gestire le richieste immediate e offrire altri aiuti specifici
per accontentare la partner, soprattutto se questa ha un
problema o è troppo stanca. Costringerlo a condividere ogni
giorno le attività quotidiane significa logorarlo. Da questo
punto di vista siamo molto compatibili: le piccole emergenze
e le difficoltà conferiscono energia all'uomo mentre sfiniscono
la donna.
L'uomo è fiero di fare da sé. Per questo non chiede subito
aiuto: per dimostrare che è in grado di risolvere il problema
con i suoi mezzi, gira per un'ora in macchina piuttosto
che chiedere indicazioni. Offrirgli un aiuto non richiesto
può irritarlo o offenderlo. Gli uomini vivono talvolta i
suggerimenti come un fastidio, anche se le donne desiderano
solo dare una mano.
F2- La Donna: Il comitato
domestico.
La donna crede di rendersi maggiormente utile quando offre
all'uomo un aiuto non richiesto, dal momento che lei stessa
è contenta di riceverlo e spesso se lo attende. Aiutare
è un modo per passare più tempo insieme, per creare un contatto
e collaborare, tutte attività che diminuiscono il livello
di stress femminile ma non maschile. Una donna condivide
volentieri il compito di pulire la cucina o di lavare i
piatti dopo un pasto: fare cose insieme ad altri è il suo
approccio per rasserenarsi.
Quando ama, il desiderio di aiutare si estende anche al
partner perché vuole indurlo a sviluppare pienamente le
sue potenzialità. Talora sì entusiasma tanto all'idea della
vita di coppia e di questa nuova opportunità che forma una
sorta di Comitato per il miglioramento domestico. Proprio
come l'uomo tende a essere il signor Sistematutto, la donna
tende ad avere il gene del miglioramento della casa.
Non è questa l'attenzione cui l'uomo ambisce, ma lei è convinta
di dimostrargli affetto: in questo caso entrano infatti
in gioco gli ormoni della cura e dell'assistenza del prossimo.
Fare qualcosa da soli produce testosterone, fare qualcosa
insieme agli altri produce ossitocina. «L'ho fatto io» stimola
il testosterone, «lo abbiamo fatto noi», l'ossitocina. Per
l'uomo il Comitato per il miglioramento domestico è un fastidio,
anche se la donna vuole solo rendersi utile.
Ecco alcuni esempi di interventi del Comitato:
• Hai intenzione di mettere quella cravatta?
• Oggi hai mangiato?
• Ne hai parlato con il tuo avvocato?
• Perché devi comprarne uno nuovo?
• Quando lo metterai via?
• Non è il caso che vada a tagliarti i capelli?
• Dovresti comprarti qualche maglietta nuova. Queste hanno
i buchi.
• Dovresti andare più piano, rischi una multa.
• Quando hai intenzione di pulire lo studio? Non so come
tu faccia a lavorare!
• Come fai a pensare con la musica così alta? O Hai intenzione
di metterlo a posto?
• Quando tagli l'erba?
• La prossima volta dovremmo leggere le recensioni.
• Ti sei lavato le mani?
• Hai già mangiato il dolce.
• Non ti concedi abbastanza tempo per riposare.
• Dovresti pianificare le cose con maggiore anticipo.
• Ti sei dimenticato di restituire il dvd. Forse, se lo
mettessi lì, te ne ricorderesti.
• Ricordati di prenotare.
• II tuo armadio è un caos. Quando metti in ordine?
- Strategia di convivenza
Una strategia migliore per prendersi cura di un uomo è dargli
molto spazio perché possa fare le cose come desidera. Invece
di cercare di cambiarlo e migliorarlo, è importante considerare
i risultati che ottiene e apprezzarli. Quando la donna tiene
in considerazione quello che fa il partner, lo aiuta a ripristinare
i livelli di testosterone. Il semplice fatto di tornare
a casa da una donna che gli è grata per il suo sostegno
lo induce a rilassarsi e a recuperare le energie.
Ecco la situazione ideale:
«Che bello, sei tornato a un'ora decente» esclama Carla
dando un bacio al marito che sta appendendo il cappotto.
«In questo periodo lavori così tanto.» «Ciao, tesoro, sono
a terra.»
«ll martedì è sempre duro. Perché non ti rilassi un po'?
Intanto scaldo la minestra che hai preso ieri sera, quando
sei tornato tardi. Preparerò anche un'insalata.»
«Ottimo. Guardo solo i risultati in tv.»
«Fa' pure. Dimmi solo quando sei pronto per la cena. Terrò
in caldo la minestra e l'insalata in frigo.» «Va bene» risponde
Giorgio allentandosi la cravatta. «Penso che nel frattempo
guarderò la cassetta di yoga che mi ha prestato Laura: c'è
una serie di esercizi veloci di rilassamento che potrei
sperimentare.» «Mi fa piacere che ti prenda un po' di tempo
per te. Sei grande!»
In questo modo Carla permette a Giorgio di rifugiarsi nella
sua tana, mostra apprezzamento per le piccole e grandi cose
che fa e riesce a inserire nella sua routine un'attività
in grado di stimolare l'ossitocina.
- A fare spese.
Il bisogno maschile di spazio e quello femminile di tempo
si evidenziano molto bene nel differente approccio allo
shopping. Fare spese, soprattutto quando si tratta di scarpe
e di accessori, riduce lo stress cui è sottoposta la donna.
Guardate nell'armadio di una donna e scoprirete file e file
di scarpe di tutti i colori, per ogni stagione, stato d'animo
e abito. I colori maschili per qualsiasi stagione il nero
e le diverse tonalità di marrone.
Provate a osservare un uomo in un centro commerciale mentre
fa acquisti con la moglie: si trascina sperando che il tormento
finisca presto, cerca disperato una panchina mentre la partner
cammina contenta, guarda di qua e di là, nota tutto, studia
le nuove mode e scopre le novità utili per la casa, per
i figli, per un familiare o un'amica. Tali attività stimolano
l'ossitocina e le riducono lo stress, ma non influenzano
minimamente l'uomo. Se non incontra presto un bar
rischia di morire sul posto.
L'uomo ama fare spese da solo e si diverte: alcuni hanno
una vera e propria ossessione per le automobili, l'elettronica
e i gadget. La differenza sta nel fatto che lo shopping
maschile mira a stimolare la produzione di testosterone:
in altre parole, l'uomo deve avere una meta o un obiettivo
precisi. Per lui è molto importante sapere dove andare,
quale risultato perseguire e desidera entrare e uscire dal
negozio il più rapidamente possibile perché è come se fosse
in missione.
Talvolta gli uomini alleviano lo stress spendendo denaro:
il testosterone aumenta perché l'atto di spendere è spesso
indice di capacità e potere. La donna trae beneficio dallo
shopping ma in altro modo: lo usa per allentare le tensioni
visto che rientrano tra le attività che implicano la cura
di sé. A condizione di averne il tempo, prendersi cura di
sé stimola l'ossitocina tanto quanto prendersi cura degli
altri. A poco a poco riesce, in sostanza, a non pensare
più al prossimo e a concentrarsi sui propri desideri e sulle
proprie necessità.
Le donne sono le consumatrici più incallite: a loro si deve
più del 70 percento di tutti gli acquisti. Amano risparmiare
ma anche spendere. Alcune si offendono quando le si ricorda
l'importanza dello shopping come strumento per combattere
lo stress, ma anche per loro fare acquisti può essere un'ottima
terapia pro-ossitocina. Affinché sia efficace, devono però
avere il tempo necessario per dedicarvisi ed essere in compagnia
di un'amica più esperta che ami tale attività.
Dato che è predisposta per aiutare il prossimo, la donna
ha talora difficoltà a provvedere alle sue necessità. Tuttavia,
lo stimolo visivo di tante cose da comprare aumenta gradualmente
il desiderio di possederle, il che può indurla a recepire
di nuovo le sue esigenze come una priorità.
Quando non trova quello che vuole, la donna non si infastidisce
perché ha una ragione per tornare a fare spese. Quando l'uomo
va a fare acquisti, è a caccia: vuole entrare e uscire dal
negozio con quanto gli interessa. Per la donna non è altrettanto
importante: prende quello che è disponibile e può sempre
tornare dopo, per comprare un articolo in saldo o nel momento
più opportuno. Persino la abitudini in tema di acquisti
riflettono gli antichi ruoli di chi si dedicava alla caccia
e chi alla raccolta.
Più conosciamo le nostre differenze, più è facile andare
d'accordo e ridurre i motivi di attrito. Invece di attenderci
che il partner ragioni come noi, comprendiamo che cosa sia
meglio per lui innescando così un meccanismo di continua
crescita per entrambi.
Quando cerchiamo di trattare il partner con il rispetto
che si merita, la nostra vita acquisisce un senso e una
finalità. In fondo, nessun sacrificio è troppo grande se
nel nostro cuore percepiamo che è giusto.
G: La Lite
G1 Anatomia di una lite
- I motivi della lite
La ragione principale delle liti in una coppia è lo stress
eccessivo. Quando corpo e mente sono sottoposti a tensioni,
diventiamo mutevoli d'umore e basta poco per farci esplodere.
Gli animi si accendono e, influenzati dall'adrenalina e
dal cortisolo, reagiamo secondo la modalità del «combatti
o fuggi». Come già osservato, quando non si conosce la diversa
reazione allo stress dei due sessi, Marte e Venere entrano
in collisione.
Tale discrepanza comportamentale aggrava la situazione.
In una discussione animata le donne tendono a manifestare
pensieri, sentimenti e reazioni con un'ampia gamma di sfumature
emotive, gli uomini si affrettano a risolvere il problema
proponendo soluzioni in modo indifferente e distaccato.
La donna è per natura incline a porre domande e a parlare,
l'uomo ad agire. Ai suoi occhi può dunque apparire troppo
emotiva, irragionevole ed eccessivamente esigente, così
come lui rischia di essere giudicato arrogante, insensibile
e deciso ad avere sempre ragione.
Queste reazioni naturali sono efficaci con i membri del
nostro stesso sesso, ma in quello opposto possono sembrare
provocatorie. Invece di dimostrarci gentili e attenti, spesso
esterniamo frustrazioni dovute ad altri motivi e finiamo
per sembrare critici, insofferenti, scontrosi o intolleranti.
Ora analizzeremo le ragioni delle liti e la dinamica in
base alla quale una normale discussione sfocia in un vero
e proprio scontro.
Di solito una coppia si trova in disaccordo e litiga per
questioni come il denaro, gli impegni, le responsabilità
domestiche, le funzioni parentali e il sesso. In qualsiasi
caso, dopo qualche minuto finiamo per litigare per il modo
in cui litighiamo e proprio qui sta il punto: invece di
restare sul tema, di concentrarci su un solo argomento,
trasformiamo il partner nel problema da risolvere. Ci discostiamo
dalla questione fondamentale e opponiamo resistenza all'altro
per il modo in cui si esprime.
Quando ci scontriamo, perdiamo di vista il vero motivo della
discussione per varie ragioni: l'uomo tende a vedere nella
reazione emotiva della donna il problema sostanziale, la
donna fa lo stesso con la reazione del partner al suo stato
d'animo. In condizioni di stress l'animo femminile ribolle
di sentimenti: un eventuale disaccordo può dunque scatenare
una forte reazione. Questo induce l'uomo a credere che la
compagna sia esagerata o fin troppo agitata e il suo atteggiamento
non fa che aumentare la rabbia di lei. In un istante il
vero problema viene dimenticato e scoppia la lite.
Dall'esterno la dinamica appare ovvia, ma quando siamo coinvolti
non ci rendiamo nemmeno conto di cosa succede. Se non si
comprendono tali meccanismi, interrompere il circolo vizioso
è come cercare di uscire dalle sabbie mobili: più ci sforziamo,
più la situazione peggiora.
A un certo punto hanno superato la soglia: lui ha fatto
il tipico commento marziano «non ti preoccupare» e lei si
è infuriata. Si sente messa da parte, le sembra che la sua
opinione non conti. Le sue parole implicano che il marito
non si preoccupa del futuro e non provvede a loro. La coppia
è pronta per una lite.
La discussione è destinata a farsi più accesa. Più parleranno,
più tempo impiegheranno dopo per far pace. Tutto questo
può essere evitato imparando alcune tecniche per comunicare
meglio. Allo scopo l'uomo deve evitare commenti che critichino
lo stato d'animo femminile, la donna battute di disapprovazione
riguardanti i pensieri e le azioni del partner.
- Perché le liti degenerano
Di solito le liti degenerano quando l'uomo minimizza involontariamente
i sentimenti provati dalla donna, che a quel punto reagisce
disapprovandolo. Quando non presta la debita considerazione
allo stato d'animo della partner, questa presume che non
si curi di lei e passa all'offensiva. Lui di conseguenza
si mette sempre più sulla difensiva. Invece di avvicinarsi,
i due si allontanano.
Il tono ha un impatto persino maggiore delle parole. Quando
discute, l'uomo cerca perlopiù di agire in modo corretto
e di proporre soluzioni, perciò il suo tono può apparire
distaccato, quasi disinteressato. Si preoccupa dei desideri
e delle esigenze della partner, ma il suo tono freddo non
comunica interessamento. Quando invece impara ad ascoltare
con attenzione il punto di vista di lei, i motivi di conflitto
si riducono spesso al minimo.
Quando discute, la donna cerca soprattutto di manifestare
i sentimenti che prova e di porre domande. Dal tono che
usa può sembrare che non si fidi del compagno, che non lo
apprezzi e sia molto critica; nella maggior parte dei casi
crede che il partner voglia aiutarla, ma non glielo comunica
nel modo giusto. Se impara ad ammorbidire le affermazioni
esprimendo parole di lode per quanto dice e fa, può interrompere
questa serie esplosiva di reazione a catena.
L'uomo dovrebbe dunque evitare di dire alla donna quali
sentimenti provare, la donna di esasperare la discussione
parlando troppo del suo stato d'animo, che tra l'altro rischia
di essere minimizzato. Invece di spiegare come si sente,
deve in sostanza attenersi al problema.
Quasi tutti gli esperti che si occupano di relazioni sentimentali
invitano le coppie a manifestare quello che provano, ma
si tratta di un consiglio che viene ampiamente frainteso.
Parlare di «sentimenti positivi» è di solito utile; parlare
di quelli negativi può essere efficace quando ci sentiamo
sostenuti, ma in situazioni di conflittualità siamo di rado
apprezzati, appoggiati e capiti. Esternare sentimenti negativi
è una delle cause più frequenti di lite.
Invece di cercare soluzioni passiamo al contrattacco. Quando
iniziamo a vedere l'altro come un problema, non riusciamo
più a collaborare per appianare le difficoltà. In questa
fase delicata la donna ha bisogno di percepire che il partner
tiene in considerazione le sue idee, l'uomo di sapere che
lei è disposta ad accettare il suo aiuto.
- Abbiamo bisogno di rassicurazioni
Spesso pensiamo che il partner sappia sempre con certezza
che lo apprezziamo e ci prendiamo cura di lui. Così come
nelle giornate calde una pianta ha bisogno di una maggiore
quantità d'acqua, nei momenti di tensione e di difficoltà
le coppie devono venirsi incontro e rassicurarsi di più.
La donna ha difficoltà a mantenere un atteggiamento ricettivo
e aperto quando avverte che il partner non dà grande peso
alle sue opinioni; continua tuttavia a manifestarle, perché
è per natura incline a farlo. L'uomo ha invece difficoltà
a mantenere un atteggiamento di sostegno e di considerazione
se ritiene di essere mal giudicato quando sta solo tentando
di risolvere il problema o vuole essere lasciato solo per
riprendersi. Lei ha bisogno di sentirsi importante, lui
bravo.
Una discussione può sfociare in un diverbio quando cerchiamo
di convincere il partner del nostro punto di vista: la lite
si scatena proprio nel momento in cui smettiamo di considerare
la sua esigenza di essere ascoltato e rispettato.
L'uomo, sensibile com'è al testosterone, si affanna per
trovare una via d'uscita e la donna non si sente ascoltata:
come già osservato, tende a parlare a lungo del problema
che l'affligge e non dice direttamente quello che vuole
né suggerisce soluzioni.
Il modo migliore per ridurre al minimo le liti è comunicare
al partner che comprendiamo e in un certo qual modo riconosciamo
i lati positivi delle sue idee. Una donna, in particolare,
ha bisogno di sapere che il partner la ascolta, capisce
quello che dice e considera valido il suo punto di vista;
l'uomo, che la donna ascolta e apprezza i lati positivi
di quanto afferma.
Lui si preoccupa di agire nel modo giusto, lei di ottenere
quello di cui ha bisogno. Talvolta la donna ha difficoltà
a far valere le sue esigenze e, quando ci riesce, spesso
non si dimostra molto garbata. Se l'uomo glielo fa notare,
peggiora le cose.
Quando un uomo sostiene una tesi, evidenziarne i punti deboli
equivale a metterlo ancor più sulla difensiva. Se invece
la donna si sforza di capire il senso del discorso, il partner
si dimostrerà più incline al compromesso.
Allo scopo potrebbe, per esempio, pronunciare frasi del
tipo: «Questo per me ha un senso, allora significa che...?»
oppure: «Credo di capire. Intendi dire che...?».
Riflettere su quello che l'altro dice, elemento che viene
spesso trascurato nelle discussioni, è una delle strategie
migliori per far sì che gli interessati ricevano entrambi
quello che desiderano.
In una coppia, trovarsi in disaccordo non significa intavolare
un dibattito in cui una parte cerca di avere ragione e di
dimostrare che l'altra ha torto. Una discussione non implica
giudizi di merito, non è una competizione in cui uno vuol
vincere e battere l'avversario.
Quando abbiamo punti di vista divergenti o esigenze conflittuali,
la discussione comincia ad assumere i toni di un dibattito,
di un processo o di una competizione, con conseguenze disastrose.
È sempre necessario sostenersi a vicenda, anche quando si
è in presenza di gravi tensioni e si tende a dimenticarne
l'importanza.
Quando si hanno punti di vista diversi, per trovare una
soluzione si può adottare il seguente approccio:
1. Comunicare al partner che si comprende il suo punto di
vista.
2. Valutare l'importanza che la questione ha per voi e per
il partner. Se per voi non è tanto rilevante ma lo è per
il partner, intervenite prontamente per porre fine al conflitto.
Saggezza vuole che in tal caso acconsentiate a soddisfare
le sue esigenze.
3. Se entrambi non riuscite a ottenere quello di cui avete
bisogno, è necessario arrivare a un compromesso.
G2- Gli errori
- Gli errori della donna durante una
lite
Quando riflettiamo sul ruolo che abbiamo avuto nel provocare
una discussione, possiamo liberarci di molti sentimenti
negativi e favorire la ricerca di un compromesso. Per la
donna può essere utile valutare la seguente lista di errori:
in tal modo riuscirà a capire che non è l'unica a non ricevere
quello che vorrebbe. La reazione maschile di difesa le apparirà
più comprensibile se riconosce il ruolo avuto nel fomentare
il contrasto.
1. Alzare la voce e usare toni emotivi: accusare, piagnucolare,
deridere, essere sarcastiche. Cercate di comportarvi in
modo razionale.
2. Ricorrere a domande retoriche quali: «Come fai a dire
che?... », invece di esprimere direttamente quello che gradite
o accettate. Per esempio: «Capisco e convengo con te che...
ma...».
3. Interpretare la posizione del partner e portare il discorso
sul vostro stato d'animo: «Mi fa rabbia che tu...». In una
discussione è sempre preferibile riaffermare quanto ha detto
il partner: «Intendi dire che...».
4. Esprimere lamentele generiche più che specifiche: «Guardi
sempre la tv» o «Non stiamo mai insieme». La donna dovrebbe
esprimere le proprie esigenze usando formule diverse quali:
«Mi piacerebbe fare qualcosa di speciale insieme», «Andiamo
a fare due passi in centro» o «Questa settimana andiamo
fuori una sera».
5. Focalizzarsi sulle lamentele invece di dichiarare ciò
che si vuole. Il partner dovrebbe essere la soluzione, non
il problema. È quindi opportuno evitare frasi quali: «Non
mi piace che...» preferendo formule come: «Mi piacerebbe
tanto...» o «Ti spiacerebbe se...».
6. Aspettarsi che l'uomo reagisca come una donna invece
che come un uomo. «Sei così razionale», «Perché non parli
con il cuore?» oppure «Perché non ti apri?». Critiche simili
vengono mosse quando si ignorano le differenze tra uomo
e donna. Molto più utile è riconoscerne le discrepanze e
ricorrere a frasi quali: «Capisco che per te sia difficile
parlare di questo...» o «So che desideri trovare una soluzione...».
7. Paragonare il partner a un altro uomo o a com'era in
passato. «Una volta eri molto più affettuoso» o «Nessuno
dei miei ex si è mai comportato così». È invece importante
apprezzare quello che fa: «Sono molto contenta quando tu...».
8. Scatenare una lite per esternare sentimenti repressi:
«Non mi dai mai una mano», «Lasci i piatti nel lavandino».
9. Continuare a parlare senza consentire al partner
di esprimere il suo punto di vista. È un chiaro comportamento
venusiano che denota perdita di autocontrollo.
10. Vedere il partner come la fonte del proprio benessere
invece di impegnarsi a conquistarlo con le proprie risorse:
«Questo non mi fa stare meglio». Dovreste invece cercare
di aiutarvi: «Credo che ora farò un po' di tapis roulant
per rilassarmi...».
11. Opporre resistenza usando i sentimenti: «Ho la sensazione
che tu...» oppure «Mi fai sentire come ...». Riformulate
invece quanto afferma: «Quindi, mi stai dicendo che...».
12. Rivangare vecchie questioni per sostenere la vostra
posizione: «Così mi sono sentita quando tu...». Non inquinate
la discussione usando la memoria emozionale a mo' di arma.
13. Non essere disposte a perdonare finché lui non cambia,
non si scusa o non soffre abbastanza. Quando arrivate a
comprendere le esigenze del partner, dovreste essere in
grado di dimostrarvi generose. Aspettare che il partner
cambi per aprirgli il vostro cuore rende più difficile la
crescita interiore di entrambi. Aprire il proprio cuore
e chiedere quello che si desidera è molto più efficace che
attendere passivamente un cambiamento del partner.
14. Pretendere invece di esprimere preferenze. «Devi fare
così» oppure «Non dovresti agire in quel modo». Potete esprimere
gli stessi concetti sotto forma di preferenze: «Mi piacerebbe
che tu facessi cosi» oppure «In questo modo per me sarebbe
meglio. Ti spiacerebbe fare così?».
Non c'è bisogno di aspettare una lite per riflettere su
questi errori. Una strategia valida per evitare possibili
contrasti è leggere con attenzione l'elenco e valutare il
proprio comportamento. Individuate i vostri errori più frequenti
e immaginate di discutere con il partner. Questa sorta di
esercizio è molto efficace. Musicisti e atleti ricorrono
a un metodo simile per imparare ad agire e reagire spontaneamente
in determinate situazioni.
L'elenco descritto può essere utile agli uomini come alle
donne. Prima che un uomo rifletta sugli sbagli che commette
quando litiga, è opportuno che valuti quelli femminili qui
illustrati: gli è infatti più facile assumersi la responsabilità
dei suoi errori quando capisce quello che gli accade intorno.
Così funziona il cervello maschile!
È altrettanto importante che la donna si renda conto degli
sbagli commessi dall'uomo: comprendere in che modo litighi,
la aiuta a corroborare i suoi sentimenti e a ricordarsi
che certi errori sono frequenti. Potrà così imparare a non
prendere troppo personalmente il comportamento del partner.
- Gli errori dell' uomo durante una lite
L'uomo controlla con facilità i suoi stati d'animo se a
livello mentale riesce ad avere un quadro chiaro di quello
che non ha funzionato e di cosa invece è efficace. La seguente
lista di errori lo stimolerà a elaborare eventuali motivi
di rimpianto o a riflettere l'opportunità di comportarsi
in modo diverso.
1. Alzare la voce o diventare freddo, pungente o distaccato.
Dato che la voce maschile è più profonda di quella femminile,
quando siete in collera potreste apparirle minacciosi e
intenzionati a sopraffarla. L'uomo desidera tanto essere
nel giusto che talora non si rende conto di avere un tono
che alla donna appare distaccato. Lei tende, di conseguenza,
a pensare che il suo sia semplice disinteresse.
2. Dimostrarsi condiscendenti affermando: «Non ti preoccupare»
o «Stai facendo un caso di Stato per nulla». È invece opportuno
dimostrarle di aver compreso il suo stato d'animo: «Capisco
la tua ansia...».
3. Interromperla con commenti che criticano il suo stato
d'animo o cercano di modificare le sue idee: «Non dovresti
sentirti così» oppure «Non è quello che è successo». Riformulate
invece quanto afferma osservando: «Se capisco bene, pensi
che...».
4. Giustificare il vostro comportamento smentendo l'interpretazione
che lei ne ha dato. «Non è quello che intendevo» oppure:
«Ti sei fatta un'idea sbagliata». Riformulate invece il
vostro punto di vista: «Lascia che te lo spieghi in un altro
modo...».
5. Criticarla o mortificarla chiarendo un'affermazione:
«Non è questo il punto» o «Ma non vedi che...?» o «Ma non
è evidente che...?». È invece opportuno riaffermare la questione
dicendo: «Quello che intendo è...».
6. Dimostrarvi scoraggiati per il tenore della discussione:
«Perché dobbiamo parlarne all'infinito?» oppure «Ho già
detto che...». Potete invece affermare: «Capisco che tu
debba riflettere sulla cosa» e quindi proporre una tregua.
7. Suggerire soluzioni invece di fare altre domande: «Dovresti
fare così...» o «Tutto quello che devi fare è...». Chiedete
invece: «Che cosa pensi dovremmo fare?».
8. Modificare le sue priorità anziché corroborare i suoi
valori: «Non c'è bisogno che...» oppure «Non è importante
che...». Affermate: «Capisco perché questo abbia tanta importanza
per te».
9. Minimizzare il suo stato d'animo anziché restare in silenzio
ad ascoltarla: «Non dovresti agitarti tanto» oppure «Non
c'è bisogno di farne una questione di vita o di morte».
In questo modo non vi rendete conto di ingigantire quanto
lei ha già ingigantito. Limitatevi a riconoscere i suoi
sentimenti: «Ti vedo molto agitata...».
10. Sminuire il suo stato d'animo e cercare di porre fine
al discorso: «Ho capito, vuoi che...» oppure «Va bene, ho
capito. Adesso possiamo lasciar perdere?» o «Adesso possiamo
stare in pace?». Affermate invece: «Credo di capire. Quello
che intendi è... Giusto?».
11. Voler avere l'ultima parola. Qualsiasi cosa lei dica,
ribattere: «Come sempre, bisogna fare come vuoi tu». È molto
più utile riformulare le sue affermazioni: «Se ho afferrato
bene, vuoi...».
12. Ripagare della stessa moneta. Quando lei si lamenta,
esprimere lamentele ancora maggiori sul suo conto quasi
a trasformarla nel vero problema: «E vero ma...» oppure
«Questo non è niente, non ricordi quando tu...». Avvalorate
invece quello che dice: «In questo caso capisco perché tu
sia arrabbiata».
13. Cedere alle sue richieste lasciando intendere che si
comporta in modo irragionevole, troppo esigente o che vuole
farvi sembrare colpevole. «D'accordo, farò come dici» oppure
«Va bene, faremo di nuovo a modo tuo». Dopo aver trovato
una soluzione, dovreste accettarla pienamente: «Convengo
che dovremmo...».
14. Minacciare invece di esprimere preferenze. «Se hai intenzione
di fare così, dovremmo seriamente pensare al divorzio.»
Potreste invece esprimere una preferenza: «Per me è davvero
importante. Vorrei...».
Questi sono gli sbagli più frequenti che l'uomo commette
durante una discussione accesa o una lite; può tuttavia
anche ricorrere alle tipiche tattiche femminili e rispondere
con le stesse armi in base al principio: «Se mi fai questo,
ti ripago della stessa moneta».
G3- Prevenire la lite
Ogni legame attraversa momenti critici, soprattutto quando
dobbiamo far fronte ai molteplici problemi della vita: dobbiamo
occuparci di così tante questioni che talora abbiamo difficoltà
a restare in sincronia con il partner. Come osservato in
questo capitolo, lievi disaccordi e delusioni possono degenerare
in liti vere e proprie durante le quali dimentichiamo l'influenza
che le differenze tra i sessi hanno sul nostro comportamento.
Lo stress aumenta le diversità e ci rende intolleranti,
il che rappresenta la condizione ideale per favorire i contrasti.
Abbiamo dunque illustrato l'anatomia di una lite: perché
bisticciamo e per quali motivi. Ora vedremo quali tecniche
usare per interrompere una discussione e fare pace.
- Come l'uomo può evitare una lite
Uno dei metodi più semplici con cui l'uomo può evitare una
lite è cercare di non sminuire lo stato d'animo della partner.
All'inizio può essere difficile, perché non si rende nemmeno
conto di avere tale atteggiamento: in molti casi infatti
le parole che offendono lei lasciano indifferente lui. Se
una coppia si sforza di evitare le liti, anche se dovesse
finire per scontrarsi userà toni meno aspri e riuscirà più
facilmente a far pace.
| Affermazioni che
peggiorano la situazione |
Affermazioni che
migliorano la situazione |
| «Questo non ha alcun senso.»
|
«D'accordo, se ho capito bene mi
stai dicendo che ti senti...» |
| «Ti agiti per niente.» |
«So che questa cosa ti sconvolge.
Intendi dire che...?» |
| «Stai ingigantendo a dismisura
le cose.» |
«Fammi capire. Hai la sensazione
che...» |
| «Ma è ridicolo.» |
«Non mi è molto chiaro. Stai dicendo
che...?» |
| «Non ho mai detto una cosa del
genere.» |
«Allora io ti ho detto che...»
|
| «Non è quello che intendevo.» |
«Vorrei capire. Io ti ho detto
che...?» |
| «Non deve essere per forza così
complicato.» |
«Penso di capire. Tu intendi dire
che...» |
| «Non è affatto razionale.» |
«Dammi il tempo di riflettere.
Ti senti ... e ti meriteresti che...» |
| «Perché dobbiamo parlarne ancora?»
|
«Ne abbiamo già parlato, credo.
Vediamo se ho capito bene come ti senti. Tu...»
|
| «Non capisci.» |
«Lascia che mi spieghi in un altro
modo. Quello che voglio dire è...» |
Invece di fare commenti che sminuiscono lo stato d'animo
della partner, l'uomo dovrebbe riformulare con attenzione
quanto lei dice per riuscire a capire meglio e a confermarle
di aver recepito la sua opinione. In una discussione è inoltre
opportuno non affrettare i tempi, perché si riesce con più
facilità ad alleviare la tensione. L'uomo non dovrebbe soltanto
evitare osservazioni offensive ma comunicare alla partner
quanto ha capito.
Gli uomini si scoraggiano perché ritengono che discutere
sia perlopiù una perdita di tempo. Hanno la sensazione di
non trovare una via d'uscita, il che per loro è motivo di
sconforto e tensione: di qui il fastidio e l'impazienza
che dimostrano. Non dimentichiamo che l'uomo è per natura
incline a risolvere i problemi! Se viceversa prende coscienza
delle esigenze della partner, è in grado di affrontare il
discorso in modo da appianare la difficoltà e diminuire
lo stress di cui lei è vittima. Nel momento in cui arriva
a comprenderne le necessità, sente di aver realizzato qualcosa
e non riterrà più di aver perso tempo. Invece di abbassarsi,
il livello di testosterone che ha nell'organismo aumenta.
La donna è contenta quando ha la sensazione che il partner
capisca i suoi sentimenti, i suoi bisogni, i suoi desideri
e le sue richieste. La tecnica che abbiamo descritto potrà
sembrare noiosa a un uomo, ma è molto apprezzata dalla donna.
Ogniqualvolta la utilizzerà, la partner si sentirà maggiormente
compresa e lui più abile nell'aiutarla, il che naturalmente
allevia lo stress di entrambi in quanto aumenta i livelli
di ossitocina in lei e di testosterone in lui.
- Come la donna può evitare la lite
Uno dei metodi più semplici con cui la
donna può evitare una lite è parlare con un'amica, più che
con il partner, del problema che l'affligge: in tal modo
può analizzare i suoi sentimenti, liberarsi di ogni negatività
e ripristinare il livello di ossitocina. A quel punto riuscirà
a esprimere le sue necessità o a intavolare un dialogo ponderato
con il partner.
Se una donna vive un momento di tensione, ha bisogno di
parlare e capire il suo stato d'animo prima di conoscere
l'opinione del compagno. Dopo aver discusso
della situazione con un'amica ed eventualmente aver valutato
la diversità di posizioni nella coppia, potrà raggiungere
un compromesso equo. Arrivando a comprendere meglio le proprie
esigenze, può assecondare quelle del partner in maniera
più adeguata. In condizioni di stress la donna tende infatti
ad adottare l'approccio del «tutto o niente»: se invece
si sente ascoltata, riesce più facilmente a trovare una
soluzione equilibrata che soddisfi entrambi e a evitare
così un potenziale scontro.
Le domande che la donna pone sottintendono tendenzialmente
qualche inadeguatezza del partner; inoltre, quando esterna
i suoi sentimenti, spesso si allontana dall'argomento del
discorso.
Invece di porre altre domande, dovrebbe riformulare con
parole sue quello che sente: se non ha capito bene un concetto,
il partner potrà fornirle ulteriori informazioni. L'uomo
ama che la donna ripresenti le sue idee in veste lievemente
diversa: gli fa piacere che quanto afferma abbia un senso
e che le sue argomentazioni siano giuste, legittime.
Impegnarsi a discutere in modo equo non significa prevenire
sempre le liti, ma se il disaccordo viene controllato far
pace sarà più semplice. La tabella che segue illustra come
le donne si allontanino dal seminato esternando i propri
sentimenti o come facciano domande retoriche che sottintendono
l'incompetenza del partner. Nella seconda colonna sono indicate
le strategie per migliorare la comunicazione ed evitare
che la discussione degeneri.
| Affermazioni che
peggiorano la situazione |
Affermazioni che
migliorano la situazione |
| «Ho la sensazione che tu non mi
stia ascoltando.» |
«Cercherò di spiegarmi in un altro
modo.» |
| «Proprio non capisci.» |
«Lascia che te lo spieghi in un
modo diverso.» |
| «Come puoi dire una cosa del genere?»
|
«Fammi capire. Hai la sensazione
che...» |
| «Io non la vedo come te.» |
«Capisco quando dici che... quello
che intendo è...?» |
| «Tu non mi stai affatto ascoltando.»
|
«Userò altre parole. Quando..,
quello di cui ho bisogno in questo caso è...»
|
| «Non mi sento a mio agio a parlarti.»
|
«Lasciami riflettere su quello
che hai detto, ne riparleremo.» |
| «Come fai a dire che...?» |
«Dammi il tempo di riflettere.
Ti senti ... e ti meriteresti che...» |
| «Perché dobbiamo parlarne ancora?»
|
«Stai diventando sgarbato. Ne parleremo
un'altra volta.» (Poi se ne va.) |
| «Pretenderesti che io...?» o: «Perché
dovrei...?» |
«Fammi capire con chiarezza quello
che intendi.
Hai bisogno che...» |
| «Perché non hai...?» |
«Hai ragione. Io non... Adesso
capisco che tu...» |
| «Non hai detto questo.» |
«Oh, non avevo capito quello che
hai detto. Allora intendi che...» |
Per evitare di litigare e migliorare la situazione, la donna
non dovrebbe sfidare l'uomo con domande e commenti sospettosi
ma ripetere quanto afferma in un'ottica positiva. Invece
di accusarlo di non ascoltare quando avverte che è così,
dovrebbe esprimere il suo stato d'animo in un modo che gli
sia più comprensibile.
Dato che Marte e Venere parlano lingue diverse, le donne
non possono incolpare gli uomini di non capirle. Con un
sorriso possono però comunicare la loro idea in un modo
che risulti più comprensibile al partner. Se ci ricordiamo
che parliamo lingue diverse, è molto più facile discutere
senza biasimarci a vicenda. Quando non pretendiamo la perfezione,
non restiamo tanto delusi.
- Sentimenti e risoluzione dei problemi.
Mescolare sentimenti e risoluzione dei problemi non è saggio,
anzi: di solito peggiora le cose. È come mescolare acqua
e olio. Questa è in effetti una delle ragioni principali
per cui Marte e Venere si scontrano.
Per evitare conflitti, è necessario mantenere le due cose
distinte. Appena sentite crescere la tensione, dovete decidere
se esternare i sentimenti in modo da sentirvi più a vostro
agio o escluderli dal discorso e mirare a uno scambio obiettivo
di informazioni per appianare il contrasto e risolvere il
problema.
Esternare i sentimenti allevia lo stress nella donna ma
può aumentare quello dell'uomo. Impegnarsi a risolvere un
problema senza implicazioni emotive rilassa l'uomo ma può
scoraggiare la donna. Alla luce di tutto questo, una coppia
può trovare nuovi modi per conciliare le esigenze talvolta
conflittuali dei partner. Invece di commettere l'errore
poc'anzi descritto, può intavolare due diversi tipi di dialogo
H: Come smettere
di litigare
H1- Concordare una tregua.
A volte parlare è la soluzione, altre è meglio non farlo.
Se in una coppia sale la tensione, una delle strategie migliori
è concordare una tregua.
Quando scoppia una lite, l'uomo dovrebbe di solito prendere
l'iniziativa e allontanarsi: del resto, è per natura incline
alla reazione del «combatti o fuggi». In condizioni di stress
la donna tende invece a parlare di più.
Se la tensione cresce e i toni si fanno più accesi, la soluzione
migliore è rimandare il discorso a un momento di maggiori
calma e serenità.
Durante la tregua è molto importante che l'uomo si dedichi
a un'attività che ama e che la donna parli con qualcuno
che non sia il partner. Talvolta, quando lui si allontana,
lei lo segue e continua a bersagliarlo di domande, e questo
non fa che peggiorare le cose. In questo caso lui non dovrebbe
risponderle ma semplicemente allontanarsi; se proprio è
costretto a dire qualcosa, può ripetere quello che ha detto
per dichiarare la tregua.
Per la tregua, tutto quello che l'uomo o la donna devono
fare è pronunciare poche parole con tono pacato, educato
e allontanarsi senza aggiungere altro. La tensione, a quel
punto, inizierà automaticamente a calare.
La tabella seguente spiega cosa fare e cosa non fare per
concordarla.
| Che cosa non dire
|
Che cosa dire
|
| «Ti comporti in modo
così irrazionale. Con te non si può parlare.»
|
«Hai ragione a essere
agitata. Lasciami riflettere su quello che hai detto,
così potremo riparlarne.» |
| «È solo una grande
perdita di tempo. Non riesco a discutere con te.»
|
«Quello che dici
è importante per me. Mi serve un po' di tempo per
riflettere, poi ne riparleremo.» |
| «Non ne posso più.
Sei così testardo/a.» |
«Voglio affrontare
il discorso ma ho bisogno di tempo per riflettere.
Riparliamone in un altro momento.» |
| «Non ascolti una
sola parola di quello che dico. Con te non si riesce
a parlare.» |
«Hai ragione. Dammi
il tempo di riflettere, poi ne parleremo.» |
| «Basta. Non sopporto
questo genere di offese.» |
«Apprezzo quello
che dici. Per darti una risposta, ho bisogno di
riflettere. Parliamone tra un po'.» |
| «Dicendo questo,
mi hai offeso a morte. Non ci posso credere. Non
ho altro da dirti.» |
«Non mi sembra corretto
il tuo comportamento. Ho bisogno di tempo per riflettere,
poi ne riparleremo.» |
Dopo, se il partner vi insegue e continua
a farvi domande, mostratevi decisi e ripetete soltanto:
«Mi serve un po' di tempo per riflettere, poi ne riparleremo».
Le donne in genere non avvertono l'importanza di stabilire
una tregua in situazioni del genere, ma dopo qualche tempo
arrivano ad apprezzarne i vantaggi. Dal momento che vengono
da un pianeta diverso, come fanno a capire quando con la
loro emotività irritano il partner, lo fanno infuriare o
lo rendono aggressivo? Proteggerlo, tuttavia, non è una
loro responsabilità: spetta a lui difendere la partner e
la relazione. Quando dichiara una tregua, l'uomo in sostanza
la protegge dal guerriero che è in lui, che ha come unica
alternativa quella di combattere o di fuggire.
La donna, d'altronde, dovrebbe rendersi conto che non può
dire tutto quello che vuole ignorando la sensibilità del
partner, ma con lui non può nemmeno avere la sensazione
di camminare sulle uova. Uomini e donne dimenticano troppo
facilmente in nome dell'onestà le virtù della pazienza,
della flessibilità e della considerazione dei sentimenti
altrui.
Molte donne non capiscono che cosa scateni l'irritazione
maschile. Se, mediante la tecnica della tregua, gli uomini
non comunicano loro che stanno per esplodere, le donne si
abitueranno alla loro reazione infuriata e avranno paura
a esprimere desideri ed esigenze. Proclamando una tregua
quando non ne può più, o quando entrambi hanno imboccato
una strada sbagliata, l'uomo in realtà crea le condizioni
adatte perché la donna possa sentirsi sicura e indotta a
dialogare.
- Quando è la donna a chiedere la tregua.
Per le donne è in genere più difficile
dichiarare una tregua, perché in condizioni di stress tendono
per natura a parlare, il che è una strategia efficace per
loro ma non per gli uomini. Per una donna è addirittura
«vietato» allontanarsi durante una discussione. Se non comprende
e accetta l'importanza di una tregua, può offendersi e innervosirsi.
Le difficoltà che incontra in tal senso sono dovute al fatto
che in situazioni di tensione è influenzata da ormoni completamente
diversi da quelli maschili: come abbiamo già visto, parlare,
essere ascoltata, creare un contatto con l'altro stimola
la produzione di ossitocina nel suo corpo e ne diminuisce
il livello di stress. In tali circostanze la donna tende
quindi a parlare di più. Quello che le sfugge è che così
facendo può aumentare lo scoramento e la rabbia del partner.
Se questi percepisce che sta cercando di incolparlo o di
controllarlo, si innervosisce ancora di più.
Quando la donna dichiara tregua, deve riflettere sull'accaduto
parlando con un'amica, un terapeuta, un esperto di relazioni
coniugali o un gruppo di sostegno formato da altre donne,
descrivere quello che prova in un diario e meditarci su.
Tali strategie la aiutano ad analizzare il proprio stato
d'animo, a riflettere, nonché a individuare esigenze e sentimenti
positivi. Una volta raggiunto questo obiettivo, riuscirà
a spiegare meglio il suo punto di vista e ad ascoltare quello
che il partner ha da dirle. Una coppia dovrebbe aspettare
almeno dodici ore prima di riprendere l'argomento della
discussione.
La donna dovrebbe inoltre ricordare sempre che gli uomini
vengono da Marte e che potrebbe quindi avere frainteso atteggiamenti
e parole del partner. Può pertanto sfruttare questo momento
di riflessione per cercare un approccio più efficace per
valutare e affrontare il problema. Talvolta rammentare quello
che di buono ha fatto il partner ha un effetto calmante;
spesso le è utile esporre il proprio punto di vista - dialogando
con se stessa o con un'amica - in un'ottica più positiva
che non respinga l'uomo, ma riconosca il sostegno che questi
le dà.
In genere non dovrebbe però discuterne con un familiare
perché rischia di esporsi a ritorsioni: i familiari tendono
infatti a ricordare tutti i sentimenti negativi che una
donna prova momentaneamente per il partner, ignari di quelli
positivi che invece alimentano il rapporto. Se vi confidate
con la vostra famiglia in un momento di crisi, tra questa
e vostro marito potrebbe ergersi un muro.
Di seguito trovate un elenco di dodici punti su cui riflettere
prima di riprendere il contatto con il partner:
l. Per quale motivo lo biasimo?
2. Per quale motivo sono arrabbiata, triste o spaventata?
3. Che cosa mi aspetto dica, faccia o provi?
4. Le mie aspettative sono ragionevoli?
5. Di che cosa ho veramente bisogno io?
6. Di che cosa ha veramente bisogno lui?
7. In che senso mi fraintende?
8. Potrei averlo frainteso e in che senso?
9. Di che cosa mi sono pentita?
10. Quali fattori mi inducono a fidarmi di lui, ad accettarlo
o ad apprezzarlo?
11. Per che cosa lo perdono?
12. Che cosa vorrei dicesse o facesse?
- Quando è l'uomo a chiedere la tregua.
Quando l'uomo dichiara tregua, deve innanzitutto dedícarsi
a qualcosa che lo aiuti a star meglio e quindi riflettere
sul modo migliore per comunicare con la partner. Nel suo
caso il processo è diverso. Necessita di svolgere un'attívità
utile a stimolare la produzione di testosterone, come giocare
al solitario online, guardare una partita, leggere il giornale.
Quando si sentirà meglio, potrà riflettere sul problema,
in modo da riuscire a esprimere chiaramente pensieri e desideri
non appena avrà ascoltato quelli di lei.
Per l'uomo è utile ricordare le esatte parole della discussione
e meditare su quanto invece non è stato detto e che sarebbe
stato opportuno dire. Con spirito critico do vrebbe quindi
analizzare gli sbagli suoi e della partner: questo lo induce
a entrare nella modalità «risoluzione problemi», che gli
risolleva sempre il morale e lo rende più capace di comunicare.
L'uomo valuta le esigenze della partner e l'approccio che
questa avrebbe potuto usare per spiegarsi senza dimostrargli
scarso apprezzamento: si rende conto così che non è sempre
facile per lei esprimersi in modi che non lo irritino. Ripensa
inoltre agli atteggiamenti che lui stesso ha tenuto e che
hanno aggravato la situazione, come cercare di influenzarla
o di risolvere il problema senza averla prima ascoltata.
Tale processo lo rasserena e lo stimola ad abbandonare il
comportamento difensivo.
- Quello che
la donna dovrebbe considerare durante la tregua.
Qui di seguito trovate un elenco di dodici punti su cui
riflettere prima di riprendere il contatto con la partner:
l. Che cosa ha detto di irritante?
2. Che cosa non ha detto che avrebbe dovuto dire?
3. Che cosa stava cercando di dire?
4. In quale altro modo si sarebbe potuta esprimere?
5. Qual è la sua esigenza?
6. Qual è la mia esigenza?
7. In che modo mi ha frainteso?
8. Potrei averla fraintesa e in che senso?
9. Qual è la migliore soluzione per entrambi?
10. Di che cosa mi sono pentito e in quale altro modo
mi sarei potuto comportare?
11. Per che cosa la perdono?
12. Che cosa vorrei dicesse o facesse?
L'uomo si libera facilmente dei sentimenti negativi se riesce
a crearsi un quadro chiaro degli errori commessi e delle
strategie efficaci da seguire.
Innumerevoli fattori influenzano il nostro umore e la nostra
emotività. Quando il partner è agitato o sulla difensiva,
non ha importanza se il vostro punto di vista è logico o
legittimo: niente di quello che direte o farete servirà.
In tal caso dovete accettare che per un certo periodo non
sarete in grado di ascoltarvi, capirvi né di apprezzare
il punto di vista dell'altro. Potete solo ripiegare e riprendere
il dialogo in un momento successivo, non prima però di dodici
ore.
Se imponete il vostro punto di vista alla partner, non aspettatevi
che vi stia a sentire. Se non siete in grado di ascoltarla,
non pensate che lei ascolti voi. Più opponete resistenza,
più lei farà lo stesso.
L'uomo deve ascoltare pensieri, sentimenti ed esigenze della
donna prima che lei senta quanto ha da dirle: questa è un'altra
regola fondamentale per evitare le liti. L'uomo riesce ad
ascoltare con più attenzione se comprende che in tal modo
sta risolvendo un problema e non discutendo vanamente.
Come già ricordato, gli uomini sono per natura indotti a
trovare rimedi, le donne a parlare. Quando lei terminerà
il discorso, lui le comunicherà di aver recepito il suo
punto di vista facendola contenta. Se l'uomo si rende conto
di quanto sia importante ascoltare la partner per aiutarla
a rasserenarsi, lo farà volentieri. Nel momento in cui i
livelli femminili di ossitocina aumentano e lo stress diminuisce,
lei sarà a sua volta in grado di ascoltare quello che lui
ha da dirle. Quando entrambi si sentiranno ascoltati, si
dimostreranno abbastanza flessibili da trovare, laddove
necessario, un compromesso.
H2- Regole
per evitare una lite.
La tecnica per evitare accese e penose discussioni è semplice:
l'uomo chiede una tregua e qualche tempo dopo la donna lo
avvicina per decidere insieme a lui quando riprendere il
discorso. Optando con decisione per la tregua, lui evita
inutili spargimenti di sangue; lei, da parte sua, favorisce
la riconciliazione attraverso il dialogo.
Per interrompere una discussione animata, l'uomo può affermare:
«Parliamo prima di come ti senti, poi ci concentreremo sul
problema». Mentre dialogano, dovrebbe fare solo brevi commenti
quali: «Spiegami meglio». Quando lei avrà terminato, può
dichiarare: «Lasciami il tempo di riflettere, poi vedremo
che si può fare».
Entrambi possono decretare una tregua e scegliere un momento
più adatto per riprendere l'argomento; l'approccio descritto
è però maggiormente in sintonia con le nostre differenze
ormonali, nonché utile a diminuire le tensioni.
- Ricuperare l'armonia.
Ora che conosciamo la tecnica per interrompere le discussioni,
impareriamo ad appianare i conflitti che, se irrisolti,
possono suscitare risentimenti e distacco. Se dopo un disaccordo
la donna non si libera dei sentimenti negativi, i suoi livelli
di ossitocina crollano e si instaura di conseguenza una
spirale dannosa che minerà l'interazione con il partner.
Quando litighiamo, abbiamo due modi per recuperare l'armonia:
L'Incontro Marziano.
Il Dialogo Venusiano
L'Incontro marziano è finalizzato esclusivamente alla risoluzione
del problema. Il secondo consente alla donna di discutere
del proprio stato d'animo senza cercare soluzioni al problema:
in questo modo potrà analizzare i sentimenti che nutre e
capire perché sia tanto agitata.
- Stabilire un incontro marziano.
Passate almeno dodici ore dalla lite, la coppia può riconsiderare
il problema senza però affrontare discorsi riguardanti i
sentimenti. L'Incontro marziano può avvenire anche senza
il Dialogo venusiano, a seconda che la donna abbia o no
esigenza di esternare quello che prova. In alcuni casi la
tregua durante la quale ogni partner riflette sull'accaduto
è sufficiente a elaborare sentimenti e sensazioni. La coppia
può dunque passare direttamente alla risoluzione del problema
con l'Incontro marziano, durante il quale dovrà mantenere
la massima obiettività possibile e mirare a cercare una
via d'uscita.
- Il dialogo venusiano.
Se la donna ha bisogno di parlare dei sentimenti che la
lite le ha suscitato, è opportuno rinviare l'Incontro marziano.
Allo scopo può affermare: «Avrei bisogno di spiegarti quello
che provo. Stavolta non dobbiamo trovare rimedi o risolvere
problemi. Non c'è bisogno che tu dica niente o che cambi
in qualche modo. Devi solo ascoltare. Non devi nemmeno dispiacerti».
A quel punto l'unica cosa che lui deve rispondere è: «D'accordo».
Se evitano di appianare le difficoltà nel Dialogo venusiano,
la donna ha la possibilità di essere ascoltata e l'uomo
di riflettere su quanto dice. Quando termina, lei dovrebbe
dichiarare: «Grazie per avermi ascoltata, mi è stato davvero
di grande aiuto. Ora mi sento molto meglio».
Queste semplici parole possono avere un grande impatto.
Se a un uomo viene affidato un compito chiaro e fattibile,
si impegnerà e sarà disponibile all'ascolto. Non appena
finisce di parlare, la donna dovrebbe allontanarsi. Lui
ha infatti la sensazione di averla aiutata ascoltandola;
se a quel punto lei insiste perché parli a sua volta, è
come se lo punisse per aver fatto una cosa giusta.
I Dialoghi venusiani hanno anche un'altra funzione: se programmati
indipendentemente dalle liti, possono rappresentare una
strategia utile per aiutare le donne ad alleviare lo stress
nei momenti di maggiore tensione.
Non bisogna mai affrettarsi a stabilire un Incontro marziano
per appianare un contrasto. Se ciò avviene prima che i partner
abbiano avuto modo di riflettere, l'uomo corre il rischio
di proporre una soluzione senza tener conto dello stato
d'animo della partner, il che equivale a riproporre la stessa
situazione che ha scatenato la lite. Se invece la coppia
si concede più tempo, lui riuscirà a valutare con maggiore
attenzione lo stato d'animo; la donna, dal canto suo, si
sentirà ascoltata.
Nel periodo che passano a riflettere, lontani dal clamore
della battaglia, uomini e donne riescono a vedere la situazione
con gli occhi dell'altro. Diventeranno in tal modo più aperti
e flessibili; di conseguenza l'Incontro marziano sarà più
produttivo e utile per entrambi.
H3- Resistere alla tentazione
di dire tutto.
È ingenuo pensare di condividere tutto con il partner per
creare un legame intimo e profondo. Nelle relazioni l'intimità
stimola l'eccitazione e il senso di appagamento, ma non
è necessario esternare subito tutto quello che si pensa
o si prova: si può scegliere che cosa rivelare. Credere
che il partner possa soddisfare ogni nostra esigenza è sempre
sbagliato.
Nella vita possiamo condividere i diversi aspetti della
nostra natura con varie persone. Per creare un contatto,
non è necessario esternare qualsiasi sentimento o idea.
In un rapporto di coppia è invece importante condividere
il lato più affettuoso e generoso che possediamo.
Questo è uno degli errori più comuni delle coppie sposate.
Dopo anni in cui dicono e fanno tutto quello che sentono,
un uomo e una donna finiscono per trattarsi con minor affetto,
gentilezza e considerazione di quelli che riserverebbero
a un emerito sconosciuto o a un ospite. Quando ci sentiamo
troppo a nostro agio con qualcuno, smettiamo di crescere.
Dovremmo invece ricordare come trattavamo il partner all'inizio
e cercare di conservare in un certo qual modo tale atteggiamento
di affettuoso sostegno.
Se volete dare sfogo a tutti i vostri sentimenti o spiegare
le vostre strategie per star meglio, è preferibile lo facciate
in un diario o parliate con un buon amico, un gruppo di
sostegno, un esperto di relazioni o un terapeuta. È facile
ascoltare considerazioni e opinioni negative quando non
si è coinvolti: gli amici saranno in grado di ascoltare
il vostro sfogo perché i sentimenti e i pensieri che esternate
non riguardano loro. Quando vi sarete liberati, vi sarà
più facile condividere sentimenti positivi, desideri e bisogni.
Se si tratta di evitare liti di coppia, saper frenare la
lingua è ancora più efficace che dire le cose giuste.
H4- I comportamenti
disfunzionali.
Non tutte le differenze sono insite nel sesso. Alcuni individui
provano piacere o un senso di potere quando gli altri li
temono: questa non è una diversità correlata al sesso ma
un segno di insicurezza dovuta a problemi irrisolti, comportamenti
acquisiti dai genitori o immaturità. Quando uomini e donne
sono insicuri, tendono a usare le forti crisi emotive o
il silenzio come armi per minacciare, far vergognare o punire
il partner. Usano, in poche parole, le loro reazioni per
controllare e manipolare, non per alleviare lo stress.
Tale distinzione è molto importante. Un uomo può chiudersi
in sé per un motivo sano, cioè per liberarsi dallo stress,
oppure per punire la partner o darle una lezione. Se presenta
una personalità disfunzionale, ricorre a tale tecnica per
ridurre le tensioni, ma quando si accorge che così facendo
la partner entra in grande agitazione, può utilizzarla a
suo vantaggio come rivalsa.
In modo analogo, quando un uomo si estranea per recuperare
le energie, la partner può punirlo rifiutandone il contatto
e sviluppando al riguardo una sorta di tendenza maschile
all'isolamento. Purtroppo, comportamenti astiosi del genere
non giovano a nessuno.
Quando la donna entra in uno stato di agitazione emotiva
per il bisogno legittimo di controllare lo stress, l'uomo
può punirla reagendo nello stesso modo. Questo comportamento
è comune tra quanti presentano una dipendenza dall'alcol
o dagli stupefacenti: questi soggetti usano infatti i loro
sentimenti negativi per intimorire gli altri.
Anche la donna può usare indebitamente le proprie reazioni
emotive. Quando si sente insicura, se ne avvale per dare
una lezione al partner, per farlo sentire colpevole o semplicemente
«rendergli la vita difficile». Tendenze sane e naturali
possono essere dunque utilizzate per punire e non più a
fin di bene, per amare.
Punire il partner privandolo del nostro affetto può essere
efficace nel breve periodo, ma a lungo termine genera paura
e sfiducia, nonché uno stato di crescenti tensione e conflittualità.
Se sentiamo di non poter ricevere quello di cui abbiamo
bisogno, finiamo per perdere entrambi.
In una relazione l'atteggiamento dell'«io vinco quando tu
perdi» non ha senso. Quando si ama, si perde se la persona
amata perde; l'unico modo di vincere è farlo insieme. Il
dolore più profondo in un legame nasce quando neghiamo il
nostro amore. Tutti desiderano, in definitiva, che il partner
si senta libero e sicuro di essere se stesso.
La capacità di discutere e di appianare i contrasti consente
al legame di fiorire. Se le differenze ci allontanano, con
il tempo la passione diminuisce; se invece riusciamo a superarle
grazie al sostegno, a un'efficace comunicazione e a qualche
sano compromesso, abbiamo buone probabilità di vivere un'intera
vita di amore.
H5- Come fare pace.
Dopo esservi presi una pausa di riflessione e aver elaborato
i vostri sentimenti, siete pronti per fare pace. Tentare
di rappacificarsi quando uno attende ancora le scuse dell'altro
non è una strategia efficace. Ogniqualvolta si verifica
una crisi nel rapporto, basta che uno dei due si scusi per
ricreare l'armonia.
C'è sempre qualcosa per cui scusarsi, anche se ritenete
che il partner abbia torto. La semplice dichiarazione di
essere dispiaciuti e di volervi riconciliare è una delle
armi più potenti che avete. Scusarsi è una delle capacità
più importanti da apprendere.
Se il partner si scusa e voi non siete ancora pronti a rappacificarvi,
fategli almeno capire che apprezzate il gesto. A quel punto
spetta tutto a voi: elaborare i vostri sentimenti in modo
da liberarvene e far pace. Continuare a ritenersi offesi
perché il partner non si è scusato o non sta abbastanza
male ha come unico effetto quello di rallentare il processo
di riconciliazione.
Per liberarvi di ogni risentimento, durante il periodo di
tregua provate a scrivere una lettera usando parole confortanti.
Specificate che cosa vorreste sentirvi dire per stare meglio:
in questo modo vi rendete maggiormente responsabili del
vostro benessere. Leggete la lettera e immaginate come vi
sentireste se il partner dicesse o provasse tali sentimenti.
Scrivete quindi la risposta: è una tecnica che vi consentirà
di aprire nuovamente il vostro cuore.
Potete anche dare la lettera al partner e chiedergli di
leggervela: fategli capire che tali parole vi avrebbero
fatto molto bene se le avesse usate per scusarsi. Qualora
non riesca a ripeterle con esattezza, apprezzate ugualmente
quanto vi dice.
Cara Giulia,
mi spiace tanto di aver lasciato scadere l'assicurazione
della macchina. Con il problema che c'è stato in ufficio
avevo troppe cose per la mente e non mi sono interessato
a te e a cosa succedeva a casa quanto avrei dovuto.
Tu fai moltissimo per gestirla bene e io contribuisco solo
in minima parte. So di dare spesso per scontato il nostro
rapporto, ma voglio tu sappia che non potrei fare quel che
faccio senza il tuo sostegno, la tua accortezza e il tuo
amore.
Anche se lavori sodo, pensi a tutto quel che serve per il
nostro benessere. Non so come tu faccia, ma mi meraviglio
sempre della naturalezza con cui ci riesci. La vita che
abbiamo costruito insieme è preziosa e mi addolora che la
mia sbadataggine la metta in pericolo. Mi spiace di averti
ritorto contro tutto facendoti sembrare colpevole quando
so di aver sbagliato io. Mi sforzo davvero di renderti felice
e impazzisco quando capisco che non lo sei. Per favore,
perdonami per essermi comportato tante volte da stupido.
Ti amo e vorrei veder comparire un bel sorriso sul tuo volto.
Con tutto il mio affetto Francesco
Questa è la risposta:
Caro Francesco,
grazie per aver capito quanto sia importante per me il nostro
legame e per avermi rassicurata che per te lo è altrettanto.
Grazie anche per aver riconosciuto l'impegno che metto per
mandare avanti tutto e cercare di sostenerti.
Grazie per aver capito che sono molto tesa e tendo a focalizzarmi
su cose banali. Non voglio essere noiosa: il punto è che
non faccio che correre di qua e di là con in mente una serie
infinita di cose da fare, e qualche volta la tua capacità
di estraniarti davanti alla tv senza preoccuparti di nulla
mi fa rabbia.
Ti amo e vorrei potessimo affrontare i problemi della vita
con più serenità e armonia.
Giuly
Se non concordate su quale sia stato l'errore o su chi abbia
sbagliato, stabilite almeno che non desideravate accadesse
quello che è accaduto e che e ferite emozionali sono come
quelle fisiche: ci facciamo male ma possiamo riprenderci.
Se per guarire aspettiamo che il partner si scusi, rimandiamo
la guarigione. Un bambino ha bisogno di ricevere delle scuse,
un adulto può imparare a poco a poco a non darvi tanta importanza.
Dobbiamo imparare ad aprire il nostro cuore senza attendere
che prima lo faccia il partner.
I : Parlare di sentimenti
Per molti uomini la cosa peggiore che una donna possa dire
è: «Dobbiamo parlare». In teoria, dovrebbe essere la mossa
più sensata ma dato che spesso, quando si tratta di dialogare,
non ci troviamo sullo stesso piano, lo scambio di idee finisce
per snervare l'uomo o degenera in lite.
Nel mondo del lavoro i sentimenti passano sempre in secondo
piano: non possiamo esternarli di fronte ai clienti, ai
pazienti o ai nostri superiori. In quest'ambito dobbiamo
semplicemente fare il nostro dovere. Tra le mura domestiche
e nelle relazioni tutto cambia. Abbiamo già visto che quando
la donna torna a casa la sera, ha un disperato bisogno di
aumentare il suo livello di ossitocina.
Se non ha modo di manifestare quello che prova, viene privata
di uno degli strumenti più efficaci di cui dispone per alleviare
lo stress. Le donne che trascorrono la giornata sul posto
di lavoro o a casa, in solitudine, devono compensare l'aumento
del testosterone dovuto al senso di elevata responsabilità
che avvertono con un incremento dell'ossitocina.
Spesso il problema principale che la donna incontra in un
legame è l'incapacità di ascolto del partner. Tale fenomeno
è apparso solo di recente, in un'epoca in cui, per esigenze
di vita, non è più a contatto con una comunità di donne
con cui condividere pensieri e sentimenti. In passato invece
le donne trascorrevano il tempo insieme e non pretendevano
che gli uomini si curassero della loro sfera emozionale.
Quando durante il giorno la donna non ha la possibilità
di parlare, accumula tensione e appena rientra a casa ha
necessità di esternare il proprio stato d'animo al partner.
Qualora la sua esigenza non venga soddisfatta, qualsiasi
cosa l'uomo faccia non basterà a cancellare in lei la sensazione
di non ricevere abbastanza dal rapporto.
Viste le diversità dei sessi, il dialogo non può svilupparsi
secondo le stesse modalità usate dalle donne per conversare
tra loro. Se adotterete le strategie e le tecniche descritte
in queste pagine, dialogare con un uomo diventerà ancora
più utile per allentare le tensioni che discorrere con un'altra
donna, soprattutto per quanto riguarda i Dialoghi venusiani.
I1- Strategia di dialogo
- parlare di sentimenti nei momenti sbagliati.
La donna spesso si autodanneggia esternando i suoi sentimenti
nei momenti sbagliati. Questo vale sia per le single sia
per le donne sposate. Inizia inconsciamente a discutere
o a lamentarsi perché ha bisogno di sfogarsi: in presenza
di un problema, lo analizza in dettaglio al solo scopo di
manifestare ciò che prova.
Anche se è preoccupata per ragioni di lavoro, quando il
partner la porta al ristorante critica la qualità del cibo
0 afferma che cenare fuori è stato un errore. Se le chiede
di passare a prendere un abito in tintoria, lei reagisce
elencandogli tutto quello che deve fare quando basterebbe
dicesse un semplice «no».
Continuare a parlare è la strategia poco felice che adotta
per stimolare la produzione di ossitocina e alleviare lo
stress. La capacità di ascolto maschile viene influenzata
dal ‘momento’ che la donna sceglie per esternare i propri
sentimenti.
Saper individuare il momento giusto è cruciale in qualsiasi
ambito della vita, come del resto nelle comunicazioni interpersonali:
se la donna è tesa, non ha la lucidità sufficiente per coglierlo.
Qui di seguito elencheremo i tipici momenti sbagliati e
le possibili reazioni maschili:
| Lei sostiene: |
Lui prova: |
Se disapprova í metodi educativi del partner,
aspetterà che i bambini manifestino atteggiamenti
di ribellione, infelicità o scarso rendimento a
scuola.
|
Si sente biasimato e criticato nel momento in
cui è più vulnerabile. Non sola lei non lo aiuta,
ma sembra non apprezzare l'impegno che dimostra
per cercare di essere un buon genitore.
|
Si sente biasimato e criticato nel momento in cui
è più vulnerabile. Non sola lei non lo aiuta, ma
sembra non apprezzare l'impegno chedimostra per
cercare diessere un buon genitore.
Se si sente sopraffatta da mille incombenze,
aspetterà che lui le chieda di fare qualcosa, dopodiché
darà sfogo alle lamentele con dovizia di particolari
specificando che fa già troppo.
|
Si sente biasimato, come se avesse sbagliato
a chiederle aiuto, e oppresso dai problemi di lei.
Ha la sensazione di averla in qualche modo delusa
e che i problemi di lei siano colpa sua.
|
Se è nervosa perché il partner non fa quello
che ha detto, aspetterà che si dedichi a un'attività
rilassante o di svago come leggere o guardare la
tv.
|
É infastidito perché lei ha aspettato a parlargli
nel momento che dedica a recuperare le energie e
perché si aspetta che interrompa la sua attività
per ascoltarla. Desidera farlo ma ha bisogno di
riposare e ha la sensazione che la partner avanzi
pretese.
|
Se desidera trascorrere più tempo con il partner,
aspetterà che questi decida di vedere un amico,
poi gli esternerà quello che prova.
|
Si sente manipolato dai sentimenti di lei. Quando
pensa alle proprie esigenze, lei gli manifesta le
sue. Ha a cuore i sentimenti della partner, perciò
per accontentarla rinuncia a fare quello che desidera.
|
Quando la donna insiste a parlare dei suoi sentimenti, desideri
e bisogni, l'uomo ha la sensazione che voglia controllarlo.
Lei invece - almeno di solito - cerca solo il modo di affrontare
argomenti di cui lui sembra non voler parlare. Se viceversa
una coppia si ritaglia momenti di dialogo, tale tendenza
scompare.
Dalla tabella emerge che l'uomo ha l'impressione che la
partner lo rifiuti, lo critichi, protesti, lo controlli
o lo punisca. Se valutate con più attenzione il problema,
noterete quello che a tutte le donne conviventi risulta
più che
ovvio. nell'arco della giornata ci sono ben poche occasioni
per parlare di sentimenti con il partner e, quando se ne
presenta una, questi affiorano spontanei. L'uomo dovrebbe
sempre ricordare che la donna è diversa e che parlare è
semplicemente la sua reazione allo stress.
Per risolvere la questione, oltre ad accettare tale differenza,
è opportuno creare momenti di dialogo. Anche se l'uomo non
ha niente da dire, la donna potrà esprimersi e tutto quello
che egli dovrà fare sarà ascoltare; se tuttavia lei si aspetta
di più dal partner, conversare diventerà faticoso.
- Trovare il momento adatto
Trovare momenti per parlare in termini generali non è efficace
perché l'uomo ha sempre poco da dire. Quando però capisce
che non deve manifestare sentimenti e sensazioni, sarà molto
più disposto ad ascoltare la partner: se questo la rende
felice e lei non pretende che lui sia quello che non è,
non avrà difficoltà a collaborare.
Se dialogare significa che la partner parla e lui ascolta
per aiutarla a stare meglio, accetterà senza problemi. Se
invece lei parla e si aspetta che lui faccia altrettanto,
la questione si complica; se poi la donna intende esternare
í propri sentimenti e nel contempo risolvere un problema,
l'uomo si dimostrerà ancora più perplesso.
La donna desidera spiegare quello che sente e nello stesso
tempo appianare le difficoltà: così si comporta con le amiche
e così vorrebbe fare a casa. Se presume di poter dialogare
con il partner come con un'amica, non solo andrà incontro
a una sonora delusione ma non gli permetterà nemmeno di
aiutarla. Quando intende risolvere un problema, dovrà usare
il suo stesso linguaggio e mettere da parte i sentimenti.
Un tempo la donna si rivolgeva di rado all'uomo per parlare
di sé; solo con l'avvento della psicoterapia ha iniziato
a credere che il partner possa analizzare e corroborare
i suoi sentimenti, oltre ad appianare eventuali difficoltà.
Si tratta tuttavia di un'aspettativa utopistica che può
essere fonte di gravi attriti in una coppia.
Oggi, considerare in primo luogo la necessità femminile
di esternare i sentimenti e pensare in seguito a risolvere
i problemi non è solo opportuno da parte maschile, ma è
anche un gesto di affetto, di comprensione e di gentilezza.
Nel momento in cui capisce che in tal modo aiuta la donna
a star meglio, l'uomo risolve una situazione potenzialmente
esplosiva e riesce nel contempo a mantenere alti i livelli
di testosterone che ha nell'organismo.
In caso contrario, mentre la ascolta passivamente o si focalizza
sulla resistenza che questa oppone ai suoi suggerimenti,
il tasso dell'ormone si abbasserà e lui percepirà l'esperienza
come un fallimento. Quando la donna parlerà dei suoi problemi,
l'uomo si sentirà dapprima inquieto, irritabile e infine
scoraggiato. Nel momento in cui le manifesterà tali sentimenti,
lei diventerà ancora più tesa. Per evitare che la situazione
degeneri in lite, l'uomo deve dunque imparare l'arte dell'ascolto
ed evitare di interrompere la donna per darle consigli.
Tale approccio non consente alla donna di parlare liberamente
di tutto quello che desidera, ma se si dimostrerà attenta
alle esigenze del partner e alle parole che usa, non solo
lo stimolerà ad ascoltarla ma riuscirà ad aumentare il suo
livello di ossitocina. Quando avrà la certezza che lui l'ascolterà,
riuscirà a controllare lo stress.
I2- Il dialogo venusiano
- Il corretto approccio
al dialogo
Purtroppo, nonostante í cellularí e gli sms, il ritmo frenetico
della vita non consente alla donna di sfogarsi regolarmente
con qualche amica. II Dialogo venusíano può colmare in modo
efficace tale lacuna. Per aiutare le donne ad affrontare
la tensione generata dall'impossibilità di parlare di quanto
vorrebbero durante il giorno, gli uomini possono imparare
ad ascoltarle senza trovare rimedi o appianare difficoltà.
Dal canto loro, le donne possono imparare a esprimersi senza
l'intenzione di risolvere problemi, con l'unico scopo di
soddisfare il bisogno di contatto: riusciranno così a descrivere
i particolari della loro giornata senza attendersi risultati
specifici e ad aumentare i livelli di ossitocina.
Così come l'uomo deve imparare ad ascoltare, la donna deve
imparare a esternare ciò che prova senza attendersi che
il partner cambi in qualche modo. Se vuole nel contempo
dargli una lezione, correggerne il comportamento o farlo
star male, la situazione le si ritorcerà contro: userà i
sentimenti negativi per motivarlo o modificarne l'atteggiamento.
Lui, di conseguenza, si sentirà manipolato e opporrà maggiore
resistenza quando dovrà ascoltarla.
Per la donna può essere difficile esprimersi senza pretendere
che il partner cambi o intervenga per aiutarla, perché durante
la giornata è costretta ad adottare la modalità «risoluzione
problemi», che stimola il testosterone. Quando tuttavia
ci riesce, produce grandi quantità di ossitocina e contrasta
l'aumento del testosterone.
- La conversazione
Le donne quando conversano con un'amica, mescolano nel discorso
sentimenti e desiderio di risolvere i problemi, sfogo emotivo
e decisioni pratiche, il che stimola la produzione sia di
ossitocina sia di testosterone. Se tuttavia imparano a manifestare
il proprio stato d'animo senza andare in cerca di rimedi,
produrranno ancor più ossitocina perché il loro corpo non
libererà testosterone, che inibisce l'effetto calmante di
tale ormone. Di conseguenza, riusciranno a controllare meglio
lo stress, comprenderanno di non avere bisogno di aiuto
per risolvere eventuali difficoltà e spesso ne ridimensioneranno
l'importanza. Quando parlano e vengono ascoltate parlano
per aiutare se stesse, si trovano nella condizione ideale
per esternare il proprio stato d'animo proprio perché lui
è assente, ed è per tale ragione che riescono a farlo in
modo esauriente.
Il Dialogo venusiano presenta alcune caratteristiche della
seduta terapeutica: questa è infatti una procedura orientata
al paziente e per le dinamiche stesse che si instaurano
con il terapeuta consente di analizzare in modo più efficace
la sfera emozionale di una donna. Inoltre, quando la paziente
tenta di risolvere un problema, il terapeuta la riconduce
abilmente a parlare di sentimenti.
Le pazienti chiedono spesso perché il partner dica o faccia
una determinata cosa: è il loro tentativo di appianare una
difficoltà. Invece di rispondere, il terapeuta replicherà
con un'altra domanda invitandole a descrivere che cosa provano
in tali circostanze. Inducendole a focalizzarsi sulla sfera
emozionale, le aiuta ad aprirsi e a liberarsi dallo stress.
Se si seguono i criteri indicati, il Dialogo venusiano permette
alla donna di ottenere gli stessi benefici della psicoterapia.
Con il tempo ne sperimenterà anche altri, dato che raggiungerà
una profonda intimità con il partner che poche coppie sperimentano
nella vita. Il Dialogo venusiano non consente solo alla
donna di conoscere meglio i propri sentimenti, ma aiuta
l'uomo a essere più sensibile nei confronti delle sue esigenze,
nonché più attento, motivato e capace di sostenerla.
- L'efficacia del Dialogo venusiano
Il Dialogo venusiano è efficace solo quando i partner hanno
lo stesso obiettivo. Lei non deve aspettarsi che l'uomo
si scusi o le prometta di comportarsi in modo diverso, né
che le dimostri in qualche modo empatia: esterna soltanto
quello che prova mentre lui la ascolta.
Quando elenca le innumerevoli incombenze che deve sbrigare,
non deve aspettarsi che il partner le offra aiuto: se questo
accade, è un beneficio in più. In poche parole, il suo unico
scopo è quello di farsi ascoltare. In un momento successivo
lui potrà anche darle una mano, ma durante il dialogo è
importante che la donna si limiti a descrivere quello che
la agita o la preoccupa. Meno si attende dal partner, meglio
si sentirà e più questi cercherà di rendersi utile in seguito.
Quando afferma di aver troppo da fare, la donna non può
pretendere che il partner si offra di passare in tintoria,
cambiare le lampadine bruciate, controllare l'estratto conto
delle carte di credito e sbrigare tutta una serie di altre
mansioni. Si deve aspettare solo che la ascolti e la aiuti
così ad alleviare lo stress che la induce a sentirsi sopraffatta.
Prima di iniziare un Dialogo venusiano, è bene ricordare
all'uomo che non gli verrà chiesto di risolvere alcun problema.
È un'esperienza nuova per lui come per lei. Se la donna
non ha presente le proprie necessità, non può pretendere
che le conosca lui; quando gli ricorda che non deve dire
niente né trovare rimedi, allo stesso tempo ripete a se
stessa che non si attende nulla da lui.
Può sembrare una strategia artificiosa e falsa; ebbene,
dopo averla messa in pratica rimarrà stupita della sensazione
di benessere che prova. Sa che il partner non è molto coinvolto
dai suoi problemi, ma non era mai stata in grado di parlargli
senza venire interrotta, il che è bastato a motivarla. Con
il tempo anche lui ha fatto progressi ed è riuscito a interessarsi
di più ai suoi discorsi.
Alcuni uomini devono sentirsi capaci di fare qualcosa prima
di provare interesse. Quando capiscono di poter aiutare
la partner semplicemente ascoltandola, trovano l'energia
per mantenere vivo il loro interesse. Potranno anche non
avere a cuore tutto quello che lei dice, ma desiderano renderla
felice. Racconti di shopping, storie di bambini, pettegolezzi
dell'ufficio, progetti matrimoniali non saranno mai tanto
affascinanti per l'uomo quanto per la donna!
I3- Come comunicare
- Le donne che non parlano abbastanza
Alcune donne non sentono il bisogno di esternare i propri
sentimenti: sono troppo occupate e non vogliono fastidi.
Di primo acchito sembrano avere un carattere mascolino,
ma nel profondo conservano un'indole femminile. Anche loro
possono beneficiare dei Dialoghi venusiani: il punto è che
non lo sanno finché non li sperimentano. Spesso hanno un
marito, o un fidanzato, che parla troppo; se dovessero rivelargli
quello che provano, si ritroverebbero ad ascoltare ulteriori
lamentele e di conseguenza si sentirebbero ancor peggio.
È bene che l'uomo esprima i suoi sentimenti, ma non dopo
un Dialogo venusiano. Per comunicare tra le mura domestiche
è buona regola che l'uomo non parli mai più della donna:
quando lei ha necessità di esprimersi o è tesa, l'ultima
cosa che ha bisogno di sentire sono i problemi del partner.
Oggi molte donne non sanno nemmeno di aver bisogno di manifestare
i propri sentimenti: pensano che confidarsi con il partner
sia un atteggiamento obsoleto e non vogliono apparire lagnose.
Questo perché vivono in una realtà che genera tensione,
dominata dal testosterone. Non avvertono tale necessità,
ma in realtà è quello di cui sentono maggiormente la mancanza.
Via via che imparano a farlo grazie al Dialogo venusiano,
iniziano ad apprezzare i numerosi benefici dovuti all'aumento
dell'ossitocina.
- Programmare i dialoghi venusiani
Invece di lasciare che lo stress aumenti, è bene programmare
una serie di Dialoghi venusiani come se si trattasse di
fissare appuntamenti per uscire. Non bisognerebbe aspettare
a farlo quando si è costretti: l'ansia di comunicare qualcosa
può di per sé limitare la produzione di ossitocina. I Dialoghi
venusiani sono molto più efficaci quando sono programmati;
in questo modo, inoltre, la donna è indotta ad attenderli
con gioia.
A livello ideale, un dialogo dovrebbe durare una decina
di minuti ed essere effettuato almeno tre volte alla settimana.
Ovviamente, nei momenti di grave stress una donna può aver
bisogno di parlare più a lungo; in queste circostanze è
preferibile si rivolga prima ad un’amica, per non opprimere
il partner. È infatti importante che nel Dialogo venusiano
riesca a esprimere con chiarezza il proprio stato d'animo
in ordine alle difficoltà incontrate. In tal modo il partner
sarà in grado di ascoltarla con più attenzione e di indurla
a spiegarsi meglio. A questo proposito ricordate sempre
che l'uomo non deve fare osservazioni e la donna non fare
domande.
Terminato il discorso, lo ringrazierà e lo abbraccerà affettuosamente.
In genere, nessuno dei due commenta quanto emerso, ma se
l'uomo desidera esprimere un'opinione dovrebbe attendere
almeno dodici ore. Dopo un Dialogo, può arrivare a dire:
«Ho bisogno di crogiolarmi per un po' nel tuo amore e nella
tua comprensione».
All'inizio vi sembrerà forse di non riuscire a parlare per
dieci minuti oppure vi sembreranno troppo pochi. Qualsiasi
cosa proviate, fate in modo che i dialoghi abbiano tale
durata; a poco a poco riuscirete a portare alla luce i sentimenti
negativi e a liberarvene. Nel corso di alcune conversazioni
addestrerete mente e corpo a produrre più ossitocina in
minor tempo.
Purché effettuati con regolarità, i Dialoghi venusiani aiutano
la coppia a comunicare in modo più pacato. Essi sono in
effetti uno strumento molto efficace per ridurre le tensioni
in entrambi i sessi. Così come i livelli femminili di ossitocina
aumentano quando la donna parla, il tasso maschile di testosterone
sale quando l'uomo ha la sensazione di rendersi utile.
- Spunti per il Dialogo venusiano
Durante un Dialogo venusiano vi suggerisco di considerare
gli spunti di seguito illustrati: si tratta di una semplice
guida composta da sei domande riguardanti la vostra giornata,
la vostra settimana, il vostro passato, la vostra infanzia
o qualsiasi altro argomento vi stia a cuore.
Inconsciamente sappiamo che cosa ci preoccupa e, nelle condizioni
giuste, riusciamo a scaricare completamente lo stress. Tutto
quello che dobbiamo fare è porci le domande indicate e descrivere
quanto sentiamo affiorare nel nostro animo. Se analizza
ed esterna i sentimenti che avverte in tale occasione, la
donna produce più ossitocina e di conseguenza controlla
meglio lo stress.
Spunti per un Dialogo venusiano:
• Che cosa vi fa sentire scoraggiate, arrabbiate o seccate?
• Che cosa vi fa sentire deluse, tristi o ferite?
• Che cosa vi fa sentire spaventate, preoccupate o allarmate?
• Che cosa vi fa sentire dispiaciute, imbarazzate o piene
di vergogna?
• Che cosa desiderate, volete o di che cosa avete bisogno?
• Che cosa apprezzate, capite o di che cosa vi fidate?
Dedicate circa novanta secondi a ogni domanda ed esprimete
quello che provate. Se una domanda riguarda le sensazioni
di rabbia e voi percepite invece tristezza, spiegate che
cosa vi rende tristi, ma riflettete anche brevemente su
quanto vi fa infuriare. Usate questa guida per esplorare
la vostra sfera emozionale e manifestare quanto provate.
I Dialoghi aiutano la donna a liberarsi della necessità
di stabilire e raggiungere obiettivi, attività che stimola
tipicamente la produzione di testosterone. Di conseguenza,
non solo non si aspetterà più che il partner cambi, ma abbandonerà
anche l'idea che il Dialogo venusiano sia sempre catartico.
Anche qualora vi sentiate indotte a soffermarvi su una domanda
in particolare, dopo qualche minuto è bene passare a quella
seguente. Limitare il tempo dedicato a ogni risposta allena
infatti la donna ad analizzare i sentimenti e a gestirli
in modo più efficace.
Quando si effettuano regolarmente i Dialoghi venusiani,
l'uomo acquista l'abitudine di aiutare la partner a controllare
lo stress, e se lei è felice anche lui ha maggiori probabilità
di esserlo. Tale processo ha, come già rilevato, uno straordinario
effetto collaterale: mantiene alti i livelli maschili di
testosterone. Con il tempo lui diventerà molto più abile
nell'ascolto e terrà in maggiore considerazione la partner
quando dovrà riflettere o prendere decisioni. L'importante
è rinunciare a ogni aspettativa. Non attendetevi miracoli;
se qualche volta si verificano, tanto meglio!
I4- Il Dialogo venusiano in pratica.
- Seguire i principi fondamentali
Molte donne presumono che il partner non sia interessato
ai Dialoghi venusiani, ma si sbagliano. Quando un uomo legge
i principi su cui si basano e si rende conto dei numerosi
benefici che la partner può ricavarne, in genere è lieto
di collaborare. La donna dovrà tuttavia ricordargli ogni
volta che le è stato di grande aiuto. All'inizio la procedura
potrà sembrare un po' artificiosa, ma a poco a poco diventerà
naturale, trasformandosi in un'interazione significativa
e molto amata dalla donna.
Usando i sei spunti descritti, cominciare sarà più facile.
Quando diventerete più esperte, potreste pensare di non
averne più bisogno: vi consiglio tuttavia di continuare
a utilizzarli. Hanno infatti lo scopo di distogliervi dall'idea
di risolvere i problemi e di mantenervi concentrate sui
vostri sentimenti, inoltre conferiscono un compito al vostro
partner.
Un Dialogo venusiano dovrebbe svolgersi nel modo seguente:
l. L'uomo legge la prima domanda.
2. La donna inizia parlare.
3. Dopo circa novanta secondi lui la ringrazia e le
pone la domanda successiva.
4. Se lei smette di parlare prima che scadano i novanta
secondi, il partner può affermare: «Grazie, continua».
5. In nessuna occasione lui dovrà dare consigli, fornire
suggerimenti, scusarsi o prometterle di fare qualcosa.
6. In nessuna occasione lei dovrà aspettarsi che il
partner risolva il problema o risponda alle sue domande.
7. Questo è un momento in cui la donna allevia lo stress
e impara a esternare i propri sentimenti senza cercare
di appianare le difficoltà.
8. Quando hanno terminato, lei dovrebbe dichiarare:
«Grazie per avermi ascoltata, mi è stato di grande aiuto.
Mi sento molto meglio».
9. Il dialogo si conclude con un bell'abbraccio.
Alcune donne apprezzano questa procedura e ne hanno bisogno,
altre preferiscono manifestare quello che le preoccupa o
le agita secondo le modalità descritte all'inizio del capitolo.
Vi suggerisco di ricorrere più volte agli spunti indicati
prima di scegliere eventualmente altre soluzioni: essi si
sono infatti rivelati utili per moltissime persone.
Così facendo, interiorizzate il meccanismo e dopo qualche
tempo non avrete più bisogno di porvi le domande suggerite.
Quando cominciate a effettuare i Dialoghi venusiani, il
processo vi risulterà più facile se non vi focalizzate sui
sentimenti riguardanti il partner. In fondo, ci sono molti
altri argomenti di cui parlare. In seguito, quando diventerete
più abili, potrete discutere di lui se lo desiderate. In
tale fase sia l'uomo sia la donna devono essere consapevoli
che si tratta solo di esternare i sentimenti e che non si
avanzano pretese né richieste di cambiamento.
Quando la donna rinuncia a voler cambiare l'uomo, questo
ha più energia da dedicare all'affetto e alle tenerezze
e riesce a fornirle il sostegno di cui ha bisogno. I Dialoghi
venusiani aiutano la donna a ridurre lo stress e quindi
a essere più ricettiva, nonché ad apprezzare l'aspetto romantico
della relazione.
- L'efficacia
del Dialogo venusiano per l'uomo
Quando l'uomo non deve trovare rimedi, cambiare per qualche
aspetto o non viene colpevolizzato, il suo cervello è libero
di concentrarsi su un compito soltanto: ascoltare. Se non
è costretto a difendersi o a decidere che cosa fare con
le informazioni che la partner gli dà, è in grado di ascoltarla
con maggiore attenzione. In tali circostanze la donna riesce
ad analizzare meglio cosa prova. In qualità di scrittore,
utilizzo la scrittura per capire meglio quello che so e
lo stesso vale con la parola, parlare per elaborare meglio
quello che conosco. In modo analogo, la donna può esprimersi
per esplorare più a fondo i suoi stati d'animo.
Per la donna parlare con il partner può essere fonte di
grande agitazione, perché quando solleva un argomento non
sa bene come esprimersi oppure teme la sua reazione. Durante
il Dialogo venusiano è invece libera di dire quasi tutto
quello che vuole senza che lui se la prenda. Le sarà inoltre
più facile passare al vaglio i sentimenti negativi e scoprire
quelli positivi che continua a nutrire nel profondo dell'animo.
I5- L’uomo e i sentimenti
A questo punto vi chiederete se l'uomo abbia bisogno di
esternare i propri sentimenti. Lui ama esprimere quello
che prova: a volte lo fa dopo l'amore, altre volte mentre
osserva il tramonto o la luna in compagnia della partner.
Manifestare i propri stati d'anímo è per lui un modo di
creare un contatto, non di certo la strategia migliore per
alleviare lo stress.
Analizzare ed esprimere quello che sente può essergli utile
per sanare antiche ferite in terapia o per superare un momento
di grave tensione. A questo scopo, tuttavia, ot terrà risultati
migliori se annoterà pensieri e sentimenti in un diario
o se si farà assistere da un terapeuta o da una persona
che non sia la partner. Questa potrà aiutarlo concedendogli
molto spazio e apprezzando le cose che fa.
Quando l'uomo ha a cuore i sentimenti della donna, prova
sempre più attrazione per lei; se però lei si lascia coinvolgere
troppo, tende a diventare materna e a cercare di risolvere
i problemi, assumendosi responsabilità eccessive. Questo
non solo indebolisce l'uomo ma costituisce per lei un ulteriore
fardello da portare.
Invece di affidarsi al sostegno emozionale della partner,
l'uomo può gestire lo stress appianando le difficoltà ed
essendo sempre presente nella vita di coppia. I Dialoghi
venusiani gli sono particolarmente utili quando attraversa
un periodo difficile: concentrarsi sui problemi di lei può
essergli infatti di grande sollievo. Per questo gli uomini
amano guardare il telegiornale: quando si focalizzano sui
drammi altrui, dimenticano per qualche istante i propri
affanni.
Invece di affrontare tutte le cause di stress e le dífficoltà
della vita, e di sentirsene responsabile, l'uomo può fare
un gesto concreto per aiutare la partner. Quando la ascolta,
riesce peraltro a non pensare a tutto quello che ha da fare.
Aiutare lei è dunque un modo per aiutare anche se stesso.
Paradossalmente, quando non sente di dover fare di più per
accontentarla, inizia a fare di più! La maggiore consapevolezza
di quanto lei prova lo stimola e gli dà ulteriore energia
per dimostrarsi più affettuoso, per essere divertente e
romantico, nonché per sbrigare le mansioni domestiche che
gli spettano.
Seguendo i principi del Dialogo venusiano, si favorisce
notevolmente la comunicazione tra i sessi. L'uomo non si
vede costretto a capire lo stato d'animo della part ner
e nello stesso tempo ad appianare le difficoltà, il che
gli consente di ascoltare con più attenzione. Come è noto,
gli uomini dimostrano interessamento attivandosi per risolvere
i problemi; nei Dialoghi venusiani l'unica cosa che viene
chiesta loro è ascoltare.
Non va dimenticato che nell'uomo il senso di empatia non
è sviluppato quanto nella donna: l'area cerebrale femminile
preposta alla sfera emozionale è grande quasi il doppio
di quella maschile. Nel cervello dell'uomo il centro dello
stress, l'amigdala, è grande due volte quello della donna
ed è direttamente correlato con i centri dell'azione. Sensibile
com'è allo stimolo del testosterone, l'uomo tende ad affrontare
subito le difficoltà che incontra. Quando tuttavia capisce
che mediante l'ascolto può risolvere il problema più grande
della partner, ossia aumentare il livello di ossitocina,
è ben lieto di collaborare.
Con la pratica imparerà a sviluppare empatia. Questi sono
i miracoli che il cervello è in grado di compiere. Se una
sua parte resta ínutilizzata, perdiamo determinate facoltà;
se invece viene stimolata anche mediante la ripetizione
di specifici comportamenti, si formano nuove cellule cerebrali
e nuove vie neurali. Quando l'uomo si dedica ai Dialoghi
venusiani con la partner, impara a poco a poco a provare
empatia e compassione; in tal modo inoltre cambia, diventa
un uomo nuovo, non di certo più simile alla donna, ma capace
di ascoltare con il cuore.
FINE
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