E R O S   

 

 



      Il Sesso è uno dei più complessi ed appassionanti misteri della natura. Perchè i meccanismi dell' evoluzione che favoriscono sempre l' adozione delle soluzioni più efficaci, hanno favorito l' adozione, da parte di così tante specie, del sesso? Considerato con tutti i preliminari (incontri, corteggiamento, riti, regali, ... ), il sesso richiede un enorme dispendio di energia. È molto meno efficace di altri sistemi per svolgere la funzione principale: Fare figli.
     Gli organismi asessuati producono il doppio di figli senza modificare il loro patrimonio genetico (cloni). Noi "sessuati" ogni volta che facciamo un figlio rimescoliamo i nostri geni con quelli del partner, col rischio di peggiorare la miscela: l' unico scopo di questa faticosa ricombinazione di geni è sopravvivere. Cambiando continuamente il Dna e salvaguardando la varietà, il sesso garantisce più possibilità che esistano individui capaci di resistere ai parassiti (virus) e salvare la discendenza. Se un virus attacca una specie fatta di organismi tutti uguali, può distruggerli dal primo all' ultimo.
     Questa la teoria; ma è la spiegazione perchè il sesso sta dilagando e invadendo ogni aspetto della nostra vita? È questa una "misteriosa", ma piacevole, invasione. Per il sesso c' è chi dilapida patrimoni, compie azioni di cui non si sarebbe mai creduto capace, commette reati. Il sesso è importante nella nostra vita quotidiana, nel modo in cui ci vestiamo, ci curiamo, ci impegniamo e ci comportiamo sul lavoro, scegliamo un' auto, decidiamo dove passare le vacanze. Represso per secoli, liberato è esploso come fenomeno di erotizazione di quasi tutte le aree della nostra esistenza. Può essere mercificato, e per questo la società dei consumi lo esalta.
     Ma per l' uomo il bisogno d' amore è una spinta più importante della pulsione erotica. Richiede più impegno e più tempo. e soprattutto non si può comprare.


Abitudini sessuali dei nostri antenati.

"Fare l'amore è bello, restare incinta è sgradevole", dice un proverbio sumerico del 2000 a. C., che esprime molto bene la concezione che Sumeri e Assiro-Babilonesi avevano del sesso; e diventa ancora più evidente se si aggiunge che il proverbio era pronunciato da una donna e che l'espressione tradotta con "fare l'amore" nel testo originale significava "essere penetrata". Presso questi popoli il sesso era religione e il luogo più adatto per farlo era il tempio, dove centinaia di sacerdotesse della dea babilonese Belit-Ishtar si concedevano ai fedeli. Era sufficiente versare un'offerta: l'accoppiamento avveniva nei dintorni del tempio, alla vista di tutti, perché non c'era pudore, il coito era considerato un gesto sacro e l'orgasmo un modo per avvicinarsi agli dei. Ancora più sorprendente, visto con gli occhi di un europeo del XXI secolo, è però l'assoluto, e spesso molto violento, dominio maschile nel rapporto tra i sessi: una caratteristica comune a gran parte delle civiltà avvicendatesi nei 4 millenni successivi. In altre parti della città, era per esempio usanza riunire tutte le più belle ragazze da marito: dopo averle fatte spogliare, venivano messe all'asta. Era perfino previsto che i Babilonesi, prima di acquistarle, le "provassero" sul posto. Il ricavato di tale vendita forniva la dote alle ragazze brutte e storpie, in modo che anch'esse potessero sposarsi.

• Capezzoli colorati
In Egitto l'amore era esaltato con naturalezza, senza pregiudizi e sensi di colpa. La nudità era normale: la maggior parte delle donne andava in giro poco vestita o con abiti così trasparenti da lasciare poco all'immaginazione. Forse per questo le donne, invece di spogliarsi per prepararsi all'amore, si coprivano: indossavano una parrucca elaborata e profumata di essenze, si dipingevano i capezzoli, inoltre cospargevano i peli del proprio sesso con unguenti e sostanze afrodisiache. In altre situazioni, invece, le donne inscenavano veri e propri spettacoli di strip-tease in cui le ballerine rimanevano "vestite" di soli tatuaggi o di una sottile cintura di perle.

• Bava dì stallone
La posizione preferita per il sesso era in piedi, anche perché il letto sarebbe stato inventato solo alcuni secoli più tardi e la posizione "del missionario" era molto poco piacevole su una stuoia. In una società in cui fare sesso non era difficile, erano molto diffusi i prodotti afrodisiaci e i contraccettivi. Perché la donna potesse provare più piacere si consigliava per esempio di ungere, prima del rapporto, il pene del partner con la bava di uno stallone o con una miscela di miele e acacia triturata. Per evitare gravidanze indesiderate, invece, si ricorreva o a preservativi ricavati da intestini d'animale, oliati e profumati o a cappucci di lino ricamato (i ricami erano in rilievo per dare più piacere alla donna) legati alla base del pene. Per essere grandi amatori, secondo gli egizi, bisognava inoltre mangiare tanta cipolla (vietata infatti ai sacerdoti che avevano fatto voto di castità).

• Spettacoli "a luci rosse
Nell'Atene classica fu elaborata un'organizzazione del piacere a pagamento che sarebbe stata presa a modello anche da Roma. Un proverbio dell'epoca diceva "Le prostitute sono per il piacere sessuale, le etere (letteralmente "compagne". In pratica prostitute di lusso) per le cure di tutti i giorni e le spose per aver una discendenza legittima". La città di Atene acquistava centinaia di giovani schiave per i suoi cittadini con l' obiettivo garantire la castità delle donne libere. Ecco come uno scrittore descriveva il classico rapporto che il greco medio aveva con il sesso: «I giovani della nostra città possono trovare belle ragazze nei bordelli e le possono vedere scaldarsi al sole, disposte in fila a seno nudo. Ognuo può scegliere la ragazza che si adatta ai suoi gusti, esile o grassa, alta o magra: un prezzo diverso per posizioni diverse. Tali bordelli sono aperti sempre, di giorno e di note». Con i profitti tratti dal commercio di queste donne, ad Atene si costruì anche un tempio in onore di Afrodite Pandemia protettrice dell'amore a pagamento. Un momento importante nella giornata degli ateniesi di buona società era il simposio, cioè il banchetto, alla fine del quale si svolgevano spesso spettacoli "a luci rosse'' che si ispiravano a scene della mitologia: uno dei più gettonati era l'incontro del dio Bacco con Arianna, interpretato da veri pornodivi dell'epoca di fronte ai convitati estasiati e molto eccitati.

• Romani puritani e gelosi
Prima di assimilare i costumi greci, i romani erano invece molto puritani nei costumi sessuali. Basti pensare che ancora in epoca augustea (fine I sec. A.C.) era considerato deprecabile che un'amante scoprisse il seno o facesse l'amore con la lucerna accesa. Fissare in pubblico una matrona romana sposata era considerato un atto simile allo stupro. Si sa di mariti che fecero malmenare a sangue gli amanti delle proprie consorti, spinsero i propri schiavi a orinare e defecare su di loro e infine li fecero sodomizzare. Questo non toglie che anche a Roma, nelle case più ricche, andassero di moda, alla fine delle feste, spettacoli a luci rosse. L'imperatore Nerone organizzò addirittura un villaggio del sesso: ancorò una grande zattera in uno stagno in Campo Marzio su cui furono disposte le tavole del banchetto. La zattera era raggiungibile con barche manovrate da schiavi omosessuali suddivisi in squadre, secondo le loro abilità sessuali. Intorno allo stagno era stato costruito un villaggio "a luci rosse" dove le più belle prostitute della città, completamente nude, assumevano pose oscene o si lanciavano in spettacoli saffici: a gestire queste case l'imperatore aveva imposto che fossero molte matrone o vergini di buona famiglia di Roma, che dovevano recitare la parte di prostitute o di ostesse.

• Repressione imperiale
È opinione comune che il Medioevo e il Cristianesimo abbiano provocato una svolta nella concezione e nella pratica sessuale. In realtà, secondo Qli storici, la svolta avvenne molto prima, già durante l'impero romano. «La repressione sessuale arrivò con la legge imperiale romana». La nuova religione cristiana trasformò poi con la forza della legge divina un comportamento di pochi aristocratici in legge universale, regolamentando i rapporti amorosi, condannando l'aborto. proibendo la bisessualità. I medici sostenevano che l' eiaculazione maschile era uno sforzo costoso a livello fisico, di conseguenza era necessario gestire con parsimonia il proprio sperma. L'abuso del coito era considerato pericoloso, perché, si diceva, abbreviava la vita, debilitava il corpo prosciugandolo, distruggeva gli occhi.

• Donne incontrollabili
Inoltre l'uomo doveva saper fermare la donna, considerata più soggetta al desiderio sessuale perché capace di avere orgasmi ripetuti. Era quindi importante che l'uomo non si abbandonasse a smodate carezze con la consorte per evitare che l'eccitazione femminile diventasse inarrestabile. Meglio soddisfare la donna ingravidandola. Vi erano precisi divieti e conseguenti penitenze per i coniugi che praticavano sesso: per esempio se "Ti sei accoppiato da dietro con la tua sposa o con un'altra donna, come fanno i cani, farai penitenza 10 giorni a pane e acqua. Se ti sei unito con la tua sposa o con un'altra donna nel loro periodo mestruale, farai penitenza per altri 10 giorni con pane e acqua". .. e così via.

• Abbasso il piacere
Tutte queste regolamentazioni portarono anche nel Medioevo una grande diffusione dei bordelli. Le case da appuntamento erano spesso camuffate da bagni pubblici: sembra, infatti, che fosse considerato molto erotico incontrare e consumare l' appuntamento con la prostituta nelle grandi tinozze di legno colme di acqua calda e proseguire poi in grandi letti chiusi da pesanti cortine. La Riforma protestante e la Controriforma cattolica limitarono, alla fine del XVI secolo, sempre più la presenza del piacere sessuale nella società, bollandolo spesso come peccato mortale. La bellezza femminile era considerata una trappola di Satana. Si doveva fare l' amore il più vestiti possibile, di notte, evitando a tutti i costi la nudità. Si consigliava la posizione del missionario classica, e una penetrazione violenta con eiaculazione veloce, nella quasi totale indifferenza per il piacere della compagna. Posizioni diverse erano considerate pericolose, provocavano la collera di Dio. offendevano l'ordine naturale e potevano originare figli deformi.

• Borghesia ipocrita
Le grandi rivoluzioni del XVIII secolo (americana. francese. e industriale), portarono in molti ambiti la ragione e la scienza a trionfare sulla superstizione; tuttavia i pregiudizi sul sesso, invece di sparire, si rafforzarono ancora di più: la società borghese nascondeva i propri comportamenti sessuali. Anzi: doveva reprimerli o convogliarli nelle case di tolleranza. Questo fece sì che la prostituzione in Europa si diffondesse a macchia d'olio: solo a Parigi, prima della I Guerra mondiale, "operavano" 500 mila prostitute! Solamente la diffusione delle malattie veneree, la rivoluzione sessuale del 1968 e il femminismo sarebbero riusciti a ribaltare millenni di pregiudizi sessuali e di maschilismo.


Le armi della seduzione.

   L' intero corpo umano gioca un ruolo da protagonista nei potenti meccanismi d' attrazione e desiderio scatenati dal sesso. Ecco le parti più importanti di questo speciale linguaggio del corpo.

1  Il cervello
     Controlla ormoni, comportamenti e anche le fantasie.
    Come si chiama l’ organo sessuale più importante e più grande nella specie umana? Sembra una domanda banale, ma non lo è. La risposta giusta, secondo i sessuologi, è infatti “il cervello". È nel cervello che si sviluppano le fantasie che accendono il desiderio. Ed è da “centri di controllo” come l'ipotalamo e il nucleus accumbens che è guidato, attraverso una cascata di ormoni, lo svolgimento del rapporto sessuale. È grazie al cervello che si decidono quali sono i comportamenti più adatti nelle varie situazioni del corteggiamento e del rapporto di coppia, in una specie di infinita partita scacchi. Ed è sempre qui che si immagazzinano i modelli di bellezza che costituiscono il nostro immaginario erotico e che sono così importanti nelle prime fasi della seduzione. Modelli che sono spesso un retaggio dell'evoluzione della nostra specie: indicatori di forza per i maschi (sedere, spalle, muscoli, voce) e di fertilità (fianchi, seno, sedere) per le donne.

Il colpo di fulmine visto dal cervello
   Negli incontri tra due potenziali amanti il cervello svolge un ruolo determinante e inconsapevole. Prima si attiva la corteccia temporale, dov'è il "deposito immagini facce" per il riconoscimento(1). Il giudizio estetico, se positivo, viene espresso nella corteccia frontale sinistra (2). Con l'incrociarsi degli sguardi si attiva lo striato ventrale (3), deputato al piacere della ricompensa e attivato anche dal gioco d'azzardo. Lui si avvicina e percepisce l'odore di lei (4), importante nella scelta del partner. Poi tocca alla corteccia orbito-frontale (5), area solo umana della morale, che valuta eventuali sensi di colpa nei confronti del partner abituale.
   Vai! Infine, se l'incontro finisce a letto, l'ordine per una sequenza (erezione, accoppiamento, eiaculazione), difficile da interrompere, parte da un gruppo di cellule dette Bnst (6). Il legame di coppia si stringe nell'ipotalamo (7); l'euforia da "cotta" nasce nel cingolato anteriore (8)



2 Il sedere
   Per i primati è la principale arma di seduzione.
   Ma così tondo e irresistibile. . . L’ abbiamo solo noi.
   Il sedere è da sempre lo strumento più efficace di seduzione in tutte le quasi 300 specie di primati esistenti. Ma quello dell'uomo ha una caratteristica unica: natiche semicircolari sporgenti, che derivano dal camminare in posizione eretta. E per quanto questo modo di camminare lo abbia reso meno visibile. è rimasto nell'immaginario erotico, sia maschile sia femminile, una forrnidabile arma d'attrazione.
   In epoca greca l'attributo che più spesso era dato alla divinità della bellezza, Venere, era "callipigia" cioè "dalle belle natiche". E c'è perfino chi sostiene (come l'antropologo Desmond Morris) che il simbolo universale dell'amore, la forma - stilizzata - del cuore, rappresenti in realtà il sedere femminile. Le caratteristiche che rendono attraente un sedere variano però da Paese a Paese e di epoca in epoca. E anche fra le diverse popolazioni: in genere i neri hanno un sedere più grosso e scultoreo grazie alla maggiore percentuale di masse muscolari rispetto ai bianchi.

Come gobbe di cammelli
   Ma tra le popolazioni africane dei Boscimani e degli Ottentotti. anche i glutei di un centometrista di colore sarebbero considerati troppo piccoli. Loro apprezzano infatti la "steatopigia" cioè l'ipertrofia delle natiche. Nell'Islam devono invece essere bianchissime e abbondanti. Mentre nella pittura erotica degli indiani d'America uomini e donne, completamente vestiti, lasciano scoperto solo il fondoschiena.
   Ma il sedere non ha solo valenze erotiche. È anche la più imponente massa muscolare del corpo umano, un inesauribile deposito di energie. di grassi (come le gobbe dei cammelli). la parte del corpo che ci permette di stare seduti, muovere le gambe e camminare. Insomma: una vera meraviglia. Coperto per secoli in osservanza a tabù morali, ora il sedere torna a essere valorizzato: dai vestiti attillati degli anni '60, oggi si è arrivati al "vedo-non vedo" degli abiti da sera e al tanga. Molti antropologi ritengono che il seno si sia sviluppato come richiamo erotico da esibire nella postura eretta in sostituzione del sedere. I gusti, poi, variano con le epoche: primitivi e africani apprezzano la steatopigia, cioè l'ipertrofia dei glutei, simbolo di fecondità . . . E di fortuna, come dimostrano molti coloriti modi di dire tuttora in uso.

3 IL SENO
    Non è un organo sessuale, ma attrae.
    Perchè . . . "sostituto del sedere"?

   Per l'antropologo Desmond Morris la natura ha favorito lo sviluppo del seno per rendere più attraente anche l' aspetto frontale. A parte lo sguardo... La parte del corpo femminile che più attrae gli uomini è il seno. Banale? Sì, ma anche molto strano. Il seno non è un organo sessuale, non esistono altri animali che lo usino come strumento di richiamoo sessuale (avete mai visto un toro interessato alle mammelle di una mucca?). E anche all'interno della specie umana non è sempre considerato un richiamo erotico: in alcune zone dell'Africa e dell'India, per esempio non lo è.

Fonte di cibo e di piacere
    La spiegazione più accreditata, avanzata dall'antropologo britannico Desmond Morris è che il seno sia erotico perché somiglia al sedere. Meglio: perché lo sostituisce. Per lanciare un segnale sessuale le femmine di scimmie esibiscono le natiche, come probabilmente facevano le nostre progenitrici. Poi, con l'acquisizione dell'andatura eretta, per rendere anche l'aspetto frontale seducente,l'evoluzione ha favorito lo sviluppo di due rigonfiamenti simmetrici che ricordano i glutei. Oggi le relazioni sociali avvengono frontalmente, quindi è inevitabile che le parti più osservate in una donna siano occhi e seno.
   E poi c'è una ragione inconscia: il seno evoca una sensazione di sicurezza e calore perché rappresenta il primo contatto intimo del neonato, fonte di cibo e di piacere. Non a caso la sua potenza è raccontata persino dalla Bibbia, nel Cantico dei cantici. E quadri come la "Tempesta" di Giorgione e "la Fornarina" di Raffaello ne celebrano la potenza e il mistero.

Guardarsi negli occhi?
   Molto meglio il décolleté. Qual è la parte del corpo che esercita una maggiore attrazione? A un ballo, la prima cosa che i maschi osservano è il seno, mentre le donne sono più attente al sedere e, in genere, alla struttura corporea.

E poi nacque il reggiseno
   Quand'è nato il reggiseno? Nel Periodo romano c'erano il "mammillare", fascia di cuoio che appiattiva, e lo "strophium", che avvolgeva senza comprimere. Poi più nulla fino al Rinascimento, quando le donne indossano un pettorale di tela rigida. Solo dal '600 il seno è spinto in alto col corsetto, ma è lasciato libero sotto la camicia. Dopo la Rivoluzione francese il busto, in tessuto leggero, è indossato sopra la camicia e compare il "fichu", fazzoletto che avvolge e sostiene le mammelle.
Invenzione USA. Il reggiseno moderno è brevettato negli Usa da Caresse Crosby nel 1914: è formato da due fazzoletti e un nastro. Da allora l'indumento vive alterne fortune: raro durante la Guerra perché scarseggiavano i tessuti, rinasce nel '50 con le nuove fibre sintetiche. Le femministe degli anni '60 lo bruciano in piazza; negli ultimi 20 anni diventa strumento di seduzione (anche tecnologico), ottenuto assemblando oltre 30 parti diverse.

4 La bellezza ormonale:
   Mani, Bocca, Spalle, Fianchi, Piedi.
   La maggior parte delle zone "erogene" del corpo umano è indice di salute e di fertilità, o (nei maschi) di forza: tutte qualità governate dagli ormoni. Anche se i criteri estetici e le parti preferite del corpo umano possono cambiare nel corso del tempo e a seconda dei luoghi, ci sono alcuni "punti caldi" che influenzano da sempre in modo irresistibile la scelta dell'uomo o della donna da corteggiare. È un retaggio ancestrale, che probabilmente abbiamo ereditato dagli ominidi e che è stato selezionato, secondo i meccanismi dell'evoluzione, in milioni di anni.

Lui & Lei
    Le parti del corpo femminile che più attraggono i maschi sono quelle che indicano fertilità o sono manifestazione di ormoni utili per la riproduzione. Come il seno e i fianchi larghi (che garantiscono le qualità di mamma), i capelli luminosi (indice di salute), la pelle liscia (indice di giovinezza), fronte spaziosa, occhi grandi (sono essenziali nel primo contatto), naso piccolo. Labbra carnose e rosse attraggono, secondo gli antropologi, perchè "imitano" i genitali femminili. Seni simmetrici e sodi. rapporto ' vita fianchi 0,7 (la vita deve essere il 70% dei fianchi). E oggi anche l'ombelico, che "allude" ai genitali.
    Mentre ad attrarre le donne sono soprattutto le parti del corpo maschile che indicano la forza, una qualità indispensabile in passato per garantire la sicurezza e le crescita dei figli: Alta statura, spalle larghe, muscoli (da quelli del sedere a quelli del tronco, ai pettorali), fronte ampia, sopracciglia marcate, mascella larga (favorita dagli ormoni maschili), mento pronunciato. Rapporto vita-fianchi 0,9 .

5 I Genitali
    Celati dai vestiti, ma presenti in molti oggetti.
   Le forme degli organi sessuali sono usate come simboli in molti utensili, spot e riti.  Mentre le zone erogene "secondarie" (seni, labbra, capelli, sedere), sono sempre più spesso esibite dalla moda, i protagonisti principali di quello straordinario fenomeno che chiamiamo sesso, i genitali, stanno in genere ben nascosti sotto i vestiti. In compenso appaiono, in forma allusiva, in un'infinità di oggetti.

   In passato i simboli degli organi genitali maschili e femminili erano molto più espliciti: i totem precolombiani degli indiani d'America avevano una chiara forma fallica; i cippi funerari etruschi avevano forma fallica per i maschi e di casetta per le donne. E anche lo scettro dei re era una chiara allusione all'origine sessuale del potere maschile. Oggi la pubblicità sfrutta missili, banane, bottiglie di spumante e altri oggetti che possono  ricordare il fallo. E i genitali riappaiono nei riti della nostra società, come il matrimonio: l' anello (come i tutti i cerchi simbolo femminile)  che lei infila al dito (simbolo maschile) di lui.



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Samba Fantastica




Il corteggiamento:
      I rituali di conquista
      Se foste dei cervi, avreste a disposizione un solo giorno per conquistare la vostra partner. Se foste paradisee, gli splendidi uccelli tropicali, per attirare l’attenzione delle femmine vi mettereste a testa in giù ed emettereste suoni incredibili.
      Quando si tratta però di corteggiare una donna, i rituali possono essere altrettanto pittoreschi. Muscoli messi ìn bella vista, auto potenti esibite come trofei, voce alta e battute brillanti: un piccolo campionario delle strategie usate dagli uomini per attirare l’attenzione dell’altro sesso. Se vi sembrano più sottili rispetto ai canti degli uccelli o alle lotte spietate dei cervidi, il motivo è il tempo: a differenza della maggior parte degli animali, l’uomo ha a disposizione tutto l’anno per cercare una compagna.

      Sussurrate il vostro amore
      «Per l’animale maschio», spiega Enrico Alleva, direttore del Laboratorio di Fisiopatologia comportamentale all’Istituto superiore di sanità di Roma, «mettere in mostra grandi code o corna imponenti significa rendersi più vulnerabile nei confronti dei predatori. Chi lo fa vuole comunicare che dispone di geni forti e sani, che gli permettono di sopravvivere nonostante tutto». I maschi di rane, per esempio, sfidano il pericolo gracidando rumorosamente per attirare l’attenzione delle femmine. Una strategia familiare anche per qualche uomo. «In presenza di una donna attraente, gli uomini tendono spesso ad alzare la voce o a ridere più rumorosamente», spiega Marco Pacori, esperto di Comunicazione non verbale. «Una voce forte è certamente indice di una personalità dominante. Meglio evitare però le risate troppo fragorose, è preferibile sorridere in modo rasserenante: i rapporti con l’altro sesso generano sempre una certa diffidenza e per avere successo bisogna mostrarsi sì forti e dominatori, ma anche rassicuranti».

      Al posto dei muscoli
      Un mix complesso che si esprime in un gioco di gesti. «Gonfiare il torace e tirare in dentro la pancia, per esempio, serve all’uomo per aumentare la dimensione “psicologica” del proprio corpo», prosegue Pacori. «Mentre sorridere, distendere i tratti del volto, sedersi con le gambe leggermente divaricate sono altrettanti modi per esprimere un approccio non aggressivo».
      E chi sui muscoli non può contare? Gli umani rimediano utilizzando abiti dalla forma squadrata e imbottiture che li fanno apparire più robusti e quindi desiderabili. Ci sono invece animali, soprattutto rettili, che adottano lo stratagemma di gonfiarsi per apparire più grandi e potenti. «Lo fanno i varani, ma anche le comuni fucertole», prosegue Alleva. «Alcuni di questi rettili alzano la testa per mostrare le macchie colorate sotto la gola che diventano più vivide nel periodo degli amori. Altri gonfiano le sacche che hanno ai lati del collo oppure mettono in evidenza squame o aculei, a volte colorati».

      Falla ridere:
      Le donne si conquistano con una risata
      Il segreto per un rapporto spumeggiante e ricco di passione non è riempirla di attenzioni e di regali, ma farla sganasciare dalle risate da mattina a sera, perché sono loro che lo desiderano.
Molte donne, soprattutto tra le più giovani, non ci penserebbero due volte ad abbandonare il proprio partner per un po' di divertimento!
      Ma sapete qual è il significato originario del verbo divertirsi? Deriva dal latino divertere, vuol dire cambiare, distogliere, volgere altrove. Detto con un sinonimo più moderno: evadere. Evadere dalla routine della vita quotidiana, dalla noia che, secondo le donne intervistate è la peggior nemica della felicita , dell' amore e del sesso . Proprio la noia è il peggior male che possa affliggere la coppia.
      La soluzione è semplice: basta saper far ridere e un po' di fantasia! Il segreto per una relazione duratura con la propria partner? Farla ridere!

      L’importanza dell’olfatto
      Attenzione anche a non sottovalutare I’importanza dell’olfatto: tutti gli animali, compreso l’uomo, hanno delle ghiandole che producono sostanze odorose, ri­chiami sessuali chimici. Il loro messaggio raggiunge i centri nervosi del sistema limbico attraverso i recettori dell’olfatto, localizzati alla radice del naso. La nostra reazione a questi segnali è del tutto inconscia, sebbene sia molto intensa.
      Anche chi è solito conquistare con fiori e regali, è in otti­ma compagnia. «Fra gli animali, le offerte sono più spar­tane, ma non meno gradite», conferma Alleva. «Molti uccelli come le averle, per esempio, esibiscono insetti e piccole lucertole, magari infilzandole su rametti o filo spinato. Il dono del cibo è un classico segnale non ag­gressivo, serve a tranquillizzare la femmina e indurla a seguire il maschio. Magari nel nido, decorato per l’occa­sione con pietruzze o ramoscelli, come fanno molti uc­celli e alcuni animali marini come il polpo».

      Se mancano le idée
            Se siete a corto d’idee per conquistare la vostra donna (ma anche uomo) dei sogni, potete prendere spunto da una delle strategie utilizzate dagli animali: pur non es­sendo una assoluta garanzia di successo, sicuramente vi aiuteranno a comunicare al potenziale partner il vo­stro interesse.
Se poi avete la fortuna di arrivare a un bacio, dovrete giocare la «partita» della seduzione sul filo delle rea­zioni chimiche. Aumento della pressione sanguigna e della sudorazione, battiti accelerati, sudore: la respon­sabile dello «stress da bacio» è l’adrenalina prodotta dall’ipotalamo. Uno stress decisamente piacevole e po­sitivo, però, che gli europei hanno la fortuna di consi­derare un «preliminare».
      Gli americani, invece, considerano il bacio un gesto erotico, che accompagna il rapporto sessuale e lo suggella. Non a torto, visto che secondo gli esperti il bacio è il contatto intimo per eccellenza. Ancora di più dell’ unione sessuale.


Eros Si & No

    Sacerdoti celibi, anticoncezionali vietati, verginità prima del matrimonio, masturbazione peccaminosa... la religione sembra proprio considerare il sesso come un male, anche se un male necessario.

• Kamasutra nel tempio
   Non è però sempre stato così, soprattutto in Oriente. Anzi, a parte alcuni tabù sessuali che tutti condividono (come l'incesto e l' adulterio), il sesso in molte religioni del passato era visto come strumento per ricongiungersi a Dio. In India, per esempio, esisteva una categoria di donne. le Devadashi, alle quali era affidato il compito di esercitare, nei templi, la funzione dì "prostituta del dio": ne parlano già i Veda, i testi sacri dell'induismo, elaborati fra i 2500 e il 500 avanti Cristo. Anche il famoso manuale Kamasutra, che illustra le diverse posizioni dell'amplesso sessuale. non era affatto considerato un testo pornografico. Al contrario, aveva tali connotazioni religiose che alcuni tra i più azzardati intrecci umani da esso descritti sono scolpiti sulle pareti esterne di vari templi in India.

• Riassorbire lo sperma
   In Cina regnava il taoismo. una dottrina filosofico-religiosa fondata nel VI secolo avanti Cristo da Lao-Tse. Il Tao è il principio cosmico originario, nel quale si fondono lo Yang e lo Yin (ovvero il principio maschile e quello fem- minile). Gli uomini hanno una sostanza vitale yang (lo sperma), le donne una sostanza vitale yin (le secrezioni vaginali) che insieme formano il principio stesso della vita. La loro unione sessuale, dunque, è sacra.
   I Cinesi, anzi, andarono anche oltre. Ritenevano infatti che l' uso costante di tecniche e pratiche erotiche garantisse salute e longevità. Tanto che già ai tempi della prima dinastia Han (206 a. C. - 24 d. C.) esistevano ben 80 opere che descrivevano minuziosamente le modalità e i benefici di ogni aspetto della sessualità umana. Con una singolarità: nella sua forma estrema, l'unione sessuale taoista non doveva culminare nell' eiaculazione. Lo sperma accumulato andava invece trattenuto affinché, giunto al cervello attraverso la colonna vertebrale, si trasformasse in puro spirito vitale.
   Più tardi, al taoismo si affiancò il confucianesimo (fondato fra il VI e il V secolo avanti Cristo da Confucio): una dottrina molto più puritana, ma che comunque incoraggiava l'attività sessuale e promuoveva l'uso delle tecniche erotiche del taoismo, anche se principalmente allo scopo di avere figli sani e forti.

• Culto del pene
   Uno degli aspetti che accomunavano in passato religione e sesso era il mito della creazione, vista spesso come una riproduzione sessuale di ordine superiore. Gli dèi, in un certo senso, erano quindi veramente padri e madri del mondo, come accadeva per esempio in Egitto.
   Sempre in Egitto era molto diffuso il fallotenismo, cioè il culto del pene, legato alla fertilità dei campi, degli animali e degli uomini. Praticato soprattutto dalle donne, aveva profonde radici religiose. Di culti simili si sono trovate tracce in India, in Grecia e a Roma.
   Molto più antica dell'Afrodite greca e della Venere romana era poi Hator, dea dell'attrazione sessuale e dell'amore. Il principale centro di culto della dea era la città di Denderah, in Egitto, dove ogni anno il popolo celebrava in suo onore la "festa dell'ebbrezza" che durava 13 giorni e aveva un carat- tere orgiastico.

• Le scappatelle di Zeus
   Nella culla della civiltà occidentale, la Grecia antica, le cose non andavano in modo molto diverso. Lo si intuisce già dal comportamento sessuale delle divinità, che era la proiezione fantastica delle virtù e dei vizi del popolo greco. Zeus, signore degli dèi, si concedeva per esempio frequenti avventure amorose, anche con donne mortali, benché avesse una consorte divina.
   Il liberalismo erotico greco comincia dall'esaltazione del corpo umano nudo. Soprattutto fra gli scultori attivi a partire dal V secolo avanti Cristo, il nudo trova la sua più alta idealizzazione nella ricerca, essenzialmente religiosa, della forma umana ideale con le statue di Apollo, dio della luce, e di Afrodite, dea della bellezza.

• Zampe di caprone
   Il cosiddetto "amore greco'', cioè il rapporto sessuale fra uomo e uomo non escludeva affatto il rapporto fra uomo e donna; più che di omosessualità, si trattava quindi di bisessualità.
   Bisessualità praticata anche da varie divinità maschili, a cominciare da Zeus che appare di gran lunga il più libertino tra gli dèi, quasi a sancire anche sotto questo aspetto la sua supremazia sugli altri.
   Nel pantheon greco, infine, esistevano figure che facevano del sesso l'unica ragione di vita: i satiri, raffigurati con zampe di caprone e torso e testa umani. celebri per l'inesauribile potenza sessuale. Tanto celebri che ancor oggi la parola "satiro" evoca libidine e potenza sessuale.

• L'amore è femmina
   Per i Romani, fin dai primi tempi della Repubblica, al momento  culminante dell'unione sessuale c'è un dio che interviene. La differenza maggiore rispetto ai Greci è che l' intervento divino diventa femminile (Venere sostituisce Eros), come ad affermare che l'amore è prerogativa femminile ed è la donna che dà valore sacro all'unione carnale.
   C'è poi Iside, la dea di origine egiziana che trionfa a Roma contemporaneamente all'evoluzione dei costumi e all'emancipazione della donna. Iside impone penitenze e periodi di castità rituale alle donne, ma protegge la loro dignità ed esalta la loro potenza erotica e generatrice. Tutti gli inni che celebrano Iside le attribuiscono il merito di avere insegnato agli esseri umani l'amore, dando loro il mezzo per trionfare sulla morte.

• La "sozza libidine"
   Nel cristianesimo, la concezione dell'erotismo come peccato, e perciò da reprimere, risale ai primi padri della Chiesa, in particolare ad Agostino da Ippona. Nelle sue opere, scritte agli inizi del V secolo, Sant' Agostino attribuisce gran parte dei mali dell' umanità, se non tutti, alla "libidine" che dà vita alla "massa dannata" dei peccatori. Se non ci fosse stato il peccato originale commesso da Adamo ed Eva, la libidine non avrebbe posto sulla Terra, i figli verrebbero generati «senza conoscere la vergognosa concupiscenza, l'uomo li metterebbe al mondo con ordine e numero, mosso da volontà, non eccitato da sozza libidine». La visione di Sant' Agostino fu determinante nel bandire ogni caratteristica sacra dal sesso.
   Dal Medioevo all'Età Moderna, il marchio di peccato impresso  sull'erotismo è servito, nella cultura cristiana in Europa e altrove, come strumento di dominio, di repressione, di intimidazione, spesso in alleanza con il potere politico. Tendenza culminata, nel XVI secolo, con la Riforma e la Controriforma, vale a dire due ondate di moralismo e persecuzione identiche negli effetti anche se di segno contrario (fu allora, per esempio, che la nudità scomparve da molti affreschi sacri).
   Dal Medioevo a oggi la tendenza si è comunque invertita, benché persista una frattura fra sesso "ufficiale" e sesso "reale".




Lo fanno tutti e bene

   La masturbazione, condannata fina a pochi anni fa, è in realtà un istinto naturale, praticata da molti animali e utile all' uomo.

   Ai galli va il primato per la fantasia: quando sono su di giri, mimano il coito con una gallina immaginaria e ci danno dentro fino a eiaculare. Gli scimpanzé, invece, si toccano con le mani, i delfini si strofinano sul dorso delle tartarughe, mentre cani, cavalli, gatti e, più in generale, tutti i quadrupedi, si strusciano contro gli alberi, il suolo e tutto ciò che si trova a portata di genitali. Dunque, non siamo i soli.
   L'autoerotismo è una pratica che coinvolge l'intero mondo animale e ci accompagna per tutta la vita, anzi, inizia addirittura prima della nascita, come dimostrano le ecografie su feti di entrambi i sessi: oltre a succhiarsi il pollice, i futuri bebè si trastullano con contatti oro-genitali. Non solo è normale, la masturbazione è anche legittima secondo l'Organizzazione mondiale della sanità: un "diritto" al piacere che, dalle stime ufficiali, viene esercitato da quasi l' 80% delle donne e da oltre il 90% degli uomini in tutto il mondo. Fra i più entusiasti praticanti del passato sembra ci fossero Omero, Giulio Cesare (che la definiva "un meraviglioso diversivo") e Michelangelo. E questo nonostante il monito biblico: Dio uccise Onan perché "disperdeva a terra" il suo seme. La condanna dalle religioni ebraica e cristiana la mise al bando, almeno ufficialmente (la Chiesa prevedeva 15 anni di prigione per chi la praticava) in tutto il mondo occidentale.

• Piacevolmente utile
   Negli ultimi trent' anni i pediatri hanno riconosciuto alla masturbazione il ruolo importante di gioco esplorativo, utile per conoscere il proprio corpo, e i sessuologi quello di esercizio propedeutico a una felice vita di coppia.
   «In passato i medici tolleravano l' autoerotismo solo perché era considerato una sorta di sfogo, utile ai maschi adolescenti non ancora in grado di gestire un rapporto di coppia. In realtà è un atto positivo, che aiuta a crescere: toccandosi, i bambini scoprono come sono fatti, e da più grandicelli imparano a conoscere le proprie reazioni. Scoprono, per così dire, i loro personali 'punti grilletto', quelli che fanno scattare il piacere». Ma l'onanismo può essere anche una terapia: aiuta a recuperare sia la sessualità di coppia sia quella individuale. Oggi i medici, per curare la frigidità e l'incapacità femminile di raggiungere l' orgasmo, consigliano di praticare la masturbazione individuale o bilaterale. Le carezze, in fatti, sono uno dei modi privilegiati per scoprire non solo la propria anatomia, ma anche le proprie zone erogene, le strade intime verso il piacere. «La masturbazione viene consigliata anche dagli andrologi per contrastare il fenomeno dell'eiaculazione precoce. Basta cambiare il modo con cui ci si masturba, per trasformare questa pratica in un esercizio di autocontrollo».
   Ma le funzioni non si esauriscono qui: perfino l'autostima e il senso di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo. Nei cosiddetti periodi critici della vita, per esempio dopo una gravidanza, o dopo i sessant' anni, o semplicemente quando ci sentiamo inadeguati, il nostro potere seduttivo viene messo in discussione e ci si sente tagliati fuori dal circuito erotico. È allora che possono nascere ansie e insicurezze che l' autosoddisfazione tampona. E poi il piacere è un potente ansiolitico naturale, tant' è vero che adulti e ragazzi ricorrono di più alla masturbazione nei momenti di maggiore stress.

• Fa bene a tutti
   Ma cosa accade nell'organismo quando ci dedichiamo alle carezze intime? «La letteratura scientifica è concorde nel considerare la masturbazione un fenomeno che interessa poco il sistema psiconeuroendocrino. In altre parole: masturbandosi non vengono prodotti neurormoni dall'ipotalamo, quindi questa pratica non ha l'effetto benefico, tipico dei rapporti sessuali, di favorire la produzione del testosterone, che stimola non solo il desiderio, ma anche la forza, sia fisica sia psichica, e il benessere generale». Tuttavia gli esperti non hanno dubbi: la masturbazione ha altri effetti molto positivi sulla salute. Innanzitutto è efficace dal punto di vista vascolare: «La circolazione dei corpi cavernosi dell'uomo, ma anche della donna. è molto particolare. In quelle zone. infatti. ci sono vasi molto piccoli e una quantità limitata di ossigeno: è probabile, quindi, che vi si sviluppino processi degenerativi. Per contrastare questi fenomeni è necessario che ci siano eccitazioni, erezioni, lubrificazioni: la masturbazione permette tutto questo, perciò è considerata un'utile ginnastica vascolare». E i vantaggi non finiscono qui. Studi recenti hanno provato che nell'uomo l'emissione di liquido seminale è uno degli elementi più importanti per la prevenzione del cancro alla prostata. È vero che ciò avviene anche con i rapporti sessuali: ma la masturbazione è una valida alternativa per chi non ha un'attività sessuale frequente.

• Meglio del sesso a due?
   Infine è una pratica che giova all'apparato riproduttivo: elimina gli spermatozoi più vecchi; che se non sono espulsi si accumulano nel corpo maschile. e rinnova così il patrimonio delle cellule riproduttive maschili. Nelle femmine, invece, l'autoerotismo influisce sul coito successivo, regolando la capacità dell'utero di trattenere lo sperma per favorire il concepimento. La masturbazione e il coito sono piaceri diversi, dal punto di vista fisiologico, ma ugualmente intensi: «Non si può dire con certezza quale sia il migliore, dipende dalle persone». Per molti uomini l'autoerotismo rappresenta il massimo piacere fisico: l'orgasmo raggiunge un'intensità unica. «Bisogna considerare che nel coito subentrano meccanismi più articolati (endocrini, psicologici e ormonali): complessivamente, quindi, il rapporto può essere più appagante. L'importante è che si smetta di considerare la masturbazione come un ripiego: è una cosa diversa rispetto al rapporto sessuale, e risponde ad altre esigenze. È un atto del tutto naturale, sano dal punto di vista medico e fisiologico».

• Quando è troppo
   Ovviamente, come succede per quasi tutto, non bisogna esagerare. «Se si trasforma in un comportamento compulsivo, se cioè diventa un'ossessione e prevarica tutti gli interessi personali, finisce col causare una chiusura verso il mondo e verso le relazioni sociali. In questi casi è il sintomo di un disagio profondo. Soprattutto se si ha un partner». L'autoerotismo sconfina invece nella perversione quando si sente il bisogno di ricorrere a pratiche masochistiche: «Le più comuni sono l'introdurre corpi estranei nell'uretra». All'estremo opposto dei dipendenti dalla masturbazione ci sono coloro che la evitano dopo aver scoperto il sesso a due o che addirittura non si sono mai masturbati. «Se ci si sente soddisfatti e se la vita sessuale di coppia è appagante non c'è nulla di male, perché è vero che l'autoerotismo può far bene. ma se non lo si pratica non significa che si è malati. Se invece la vita sessuale è insoddisfacente, il rifiuto potrebbe nascondere un disturbo della sfera psico-sessuale».

   Ecco alcune delle più diffuse credenze sul "vizio solitario" inventate dai detrattori della masturbazione.
-«Causa alitosi». L' apparato digerente e quello riproduttivo non hanno punti di contatto: l'alito cattivo non può essere dunque collegato in alcun modo alla masturbazione.
-«Vi ammalerete». Non è vero.
-«Rende pazzi»? No, e neppure deprime.
-«Vi vengono i peli sulle mani!». Ovviamente falso.
-Blocca la crescita. Ma no, è infondato!
-«Dopo la prima bisogna smettere». In realtà subito dopo l'eiaculazione segue una fase di refrattarietà agli stimoli sessuali che dura un tempo variabile in base all'età, al desiderio, agli stimoli. Finita questa fase si può fare ciò che si vuole.
-«Fa diventare ciechì». In passato si credeva che la perdita di sostanze e di energie durante la masturbazione indebolisse il fisico e in particolare la vista. In realtà non vi è alcuna correlazione.
-«Rimpicciolisce il pene» Falso: non c'è alcuna correlazione tra dimensioni del pene e pratica masturbatoria.
-«Fa venire la depressione». Il fatto che la masturbazione provochi qualche senso di colpa è perfettamente normale. Si tratta di entrare in contatto con la propria intimità e soprattutto con qualcosa che comunque imbarazza tutti, dal momento che è in stretta relazione con paure e tabù ereditati da una cultura che mette al primo posto la riservatezza della sfera sessuale.

Per un giorno d’ amore non so cosa darei!

   Se l'amore si logora durante la settimana lavorativa, la domenica è il giorno per rigenerarlo: Una lenta domenica lussuriosa. Una giornata trascorsa a letto, tra coccole, carezze e sesso! Il connubio tra relax e passione è infatti il perfetto ingrediente per una perfetta domenica all'insegna del dolce far niente e dell'amore. Ci si sveglia con coccole, dolci baci e languide carezze per poi passare in cucina per una ricca colazione fino ad arrivare a un bel bagno caldo a base di essenza di cannella per rivitalizzare mente e corpo, seguito da un massaggio tra le coperte. All'ora del pranzo le scelte cadono o su atmosfere e sapori forti, a base di cibi speziati, o il classico pranzo domenicale, o ci si lascia influenzare dal clima e dalla stagione.

   Le carezze e i baci prima di un rapporto sessuale possono essere anche più fondamentali dell'atto stesso, specialmente per le donne. Se spesso a un uomo basta un bel corpo femminile per provare eccitazione, una donna chiede di più. Deve essere stimolata e coccolata e solo così potrà raggiungere la massima soddisfazione. Uno dei segreti è saper stimolare tutte le parti giuste del proprio e del suo corpo, nel modo e nell'ordine esatto. Bisognerebbe infatti cominciare dalle zone meno sensibili di lei. e ne sarà piacevolmente sorpresa . Potete usare anche le dita e le unghie per fare una leggera pressione oppure per picchiettare sulla sua pelle, in particolar modo tra le pieghe dei gomiti, sotto il seno e all'interno delle cosce. Le carezze possono anche essere un po' rudi, ma senza esagerare. Il tocco fatto con il dorso della mano, per la durezza delle nocche pare possa stimolare molto la partner. Anche un pizzicotto dato nel momento giusto aiuta, specie nelle zone in cui c'è più carne, oppure una pacca decisa sulle cosce e sui glutei, ma sempre con moderazione.
   Comunque, non solo sul letto si possono fare queste esperienze. Anche una vasca da bagno può essere molto stimolante. Un buon bagno rende la pelle morbida, profumata e stimolante per i sensi. Preparate una vasca d'acqua calda e immergetevi la vostra partner. Dopo esservi insaponati per bene le mani, massaggiatela lentamente e non cedete se lei dovesse diventare impaziente. Rassicuratela dicendole che avete tutto il tempo del mondo. Una volta terminato, fatela uscire e poi entrate voi stessi nella vasca e lasciate che sia lei a massaggiarvi. Non è solo prima del rapporto sessuale che un contatto fisico dolce può dimostrare la propria efficacia. Può capitare anche in occasione di una tranquilla serata davanti alla tv o al cinema. Toccarsi dolcemente i capelli o le braccia è un modo molto piacevole di stare insieme.
   Quando però l’ intimità è in fibrillazione, inizia l’ accarezzarsi intimo che bisogna saper fare. La vulva è racchiusa tra due strutture cutanee ricoperte da peli che si chiamano grandi labbra; divaricandole si possono osservare due lembi ricoperti da mucosa denominate piccole labbra. All'interno delle piccole labbra è localizzato l'introito vaginale, ovvero l'orifizio che dà accesso al canale vaginale, e sopra ad esso il meato uretrale attraverso il quale avviene l'emissione di urina. Le piccole labbra si fondono verso l'alto intorno al clitoride, ricoprendolo con un piccolo cappuccio mucoso. Il clitoride è il corrispettivo embriologico del pene maschile e come esso è riccamente innervato da fibre nervose sensitive; può essere considerato l'epicentro del piacere femminile e, proprio per la sua grande sensibilità, se viene stimolato in modo poco adeguato può trasmettere sensazioni di fastidio e dolore anziché di piacere. È senz'altro da evitarne la stimolazione diretta prima che la donna abbia raggiunto un alto livello di eccitazione. Inizialmente è meglio toccarlo dolcemente appoggiandosi al cappuccio mucoso che lo ricopre. Comincia a muovere le tue dita sulla regione clitoridea con piccoli movimenti circolari mentre la tua ragazza indossa le mutandine; con l'aumentare della sua eccitazione potrai in un secondo tempo andare direttamente sulla vulva, dischiuderla, raccogliere sui polpastrelli la secrezione lubrificante presente all'introito vaginale e tramite essa stimolare il clitoride con un ritmo crescente. Dovrai avere pazienza perché la risposta eccitatoria della donna è più lenta rispetto a quella dell’uomo, ma soprattutto chiedi a lei di aiutarti a capire.

E di sera . . . La danza del ventre.
   Di origine, l’ esotica “danza del ventre” è un culto africano di iniziazione alla fertilità e al parto, poiché i movimenti ritmici circolari rilassano e allo stesso tempo addestrano la muscolatura del bacino. In gravidanza i movimenti vengono effettuati più lentamente e delicatamente, e al nascituro, stare in grembo alla madre tra dolci movimenti, certo non dispiace. I Pigmei portarono la danza in Egitto e di qui si diffuse in Asia, Nordafrica, Spagna e Sudamerica. Fece il suo ingresso nel mondo occidentale nel 1893 con l’ esibizione delle danzatrici del ventre alla esposizione mondiale di Chicago.

L' esotica danza merita attenzione per i suoi effetti positivi sull' animo femminile, difatti, con le sue mosse, movenze e ruotar delle anche, aiuta a scaricare lo stress e a sentire ancora piacere del proprio corpo. Il temperamento della danza viene scelto dalla donna stessa, ed Il portamento diritto e fiero le fanno scoprire la grazia e l' erotismo, anche se alla bilancia risultasse qualche chilo di troppo, difatti non si deve essere snelle o sportive per goderne i vantaggi. Ed in più, la maggior sensibilità del bacino ha effetti positivi sulla vita sessuale. Per questo ogni donna che sa destreggiarsi con la "danza del ventre", padroneggia nuovi strumenti di seduzione. E quale uomo non si lascia affascinare volentieri dalla danza dei sette veli di Salomé?


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La danza del ventre


Altri effetti positivi:


  • Gli agili movimenti leniscono i disturbi della mestruazione e correggono la debolezza della vescica nelle piccole perdite di urina che dipende, per lo più, da una debolezza di tutto il bacino.
  • L’ intenso lavoro delle gambe rafforza la muscolatura dei piedi, dei polpacci e delle cosce.
  • I muscoli della pancia, delle natiche e delle anche sono rinforzati dai movimenti del bacino, quelli del busto e delle spalle dal deciso gesticolare delle braccia.
  • L’ esercitarsi regolarmente migliora l'abilità di coordinazione ed il senso di equilibrio.
  • I movimenti del ballo regolano l’ irrorazione del sangue negli organi interni e stimolano il sistema digerente.
  • Esercitazioni molto dinamiche contribuiscono ad una profonda respirazione. Così che il corpo intero è meglio fornito di ossigeno.


   Sempre più coppie si servono del giorno di festa per rivitalizzare la fiamma della passione con una cura all'insegna della lentezza e della dolcezza Baci, carezze, effusioni e sussurri: roba per sole femminucce? Niente di più antico, adesso sono gli uomini a volere la dolcezza sotto le lenzuola e a considerare i preliminari, fino a oggi ritenuti un desiderio tutto femminile, un ingrediente fondamentale per rendere più intenso e romantico il rapporto d'amore. Ora emergono da una parte un maschio che sa aspettare, anzi, apprezza particolarmente questo lato del rapporto perché lo trova eccitante, dall'altra una donna più intraprendente e istintiva che non sa che farsene di abbracci e carezze. Insomma il contrario di quanto si è sempre pensato, detto e scritto. per la maggioranza del gentil sesso, infatti, i preliminari sono considerati "non indispensabili". Anche a proposito della durata, l'inversione di tendenza è indice di rinnovamento: sono almeno 30 i minuti di tempo che gli uomini desiderano dedicare a baci e carezze che precedono il rapporto sessuale, mentre le donne sostengono che un quarto d'ora sia sufficiente a introdurre l'incontro.
   Ma in che cosa consistono le pratiche preliminari? Lui preferisce sfioramenti e carezze, lei predilige essere baciata con passione e toccata con decisione. Un uomo docile, generoso, e una donna cui non piacciono i mezzi termini sono quindi i protagonisti del nuovo scenario sessuale: "Le idee coscienti degli italiani sul sesso si sono modificate nell'ultima generazione più che in tutto il secolo precedente".

Sesso  felice.
   Per essere appagati occorre superare l'ossessione riguardo a tutto ciò che concerne l'eros. La soddisfazione del proprio desiderio non dipende dal numero di rapporti, né dalla prestanza fisica o dal sex appeal del partner: Per essere pienamente contenti di un rapporto amoroso, occorre creare e coltivare le proprie fantasie che aiutano ad affrontare l'incontro carichi di aspettativa. Insomma le persone che possiedono una buona intelligenza sessuale hanno molte meno probabilità di soffrire di disfunzioni rispetto a chi invece ne è carente.
   Esistono in entrambi i sessi alcuni atteggiamenti che tradiscono i pensieri e i sentimenti di chi li manifesta. La donna si morde il labbro inferiore e si scopre il collo quando vuole approfondire la prima conoscenza. L'uomo, invece, per manifestare il proprio interesse, accarezza la cravatta, toglie la giacca o gli occhiali mentre parla, arrotola una rivista tra le mani alludendo a un simbolo fallico. Ma intuito e intelligenza sessuale accompagnano il rapporto anche quando risulta già consolidato e permettono di cogliere i desideri del partner nei momenti di maggiore intimità.
   Un uomo intelligente, con un ricco bagaglio di conoscenze, deve anche essere spiritoso, e deve notare soprattutto la bellezza della propria donna, i suoi punti forti, la causa della sua tristezza; deve sapere dire almeno qualche parola d'amore, perchè l'amore passa prima attraverso l'orecchio della donna, per poi raggiungere il suo cuore.
   Il nostro corpo vive di ricordi propri, memorizza ogni contatto con l' altro sesso grazie ad un sofisticato meccanismo biologico. anche se gli anni passano e tutto scompare nel nulla, il ricordo dell'amore e del sesso non finisce mai nell'oblio, anzi avvolto da un'alone misterioso, vive la sua vita eterna senza mai invecchiare. Questo ricordo può uscire in qualsiasi momento: in sogno, mentre riflettiamo su qualche argomento importante, mentre camminiamo per strada, o leggiamo un libro, o parliamo con uno sconosciuto, o, addirittura, mentre facciamo l'amore con un'altro partner.
   Se vivrete senza complessi, meno timori e meno paura di far brutte figure, imparerete a conoscere meglio voi stessi, amerete di più il partner e la vostra vita sessuale sarà tutta "rose e fiori".

 




















Il Bacio


   Tra i ricordi più splendenti  che ci terremo per sempre sono i baci. Il bacio unisce più di un rapporto sessuale, rivela chi siamo, è quanto di più intimo possiamo condividere.
   Delle persone che amiamo o che abbiamo amato ci tornano in mente le labbra. Sulle nostre. Sulla pelle. Perché? Ci viene spiegato con la poesia.E adesso ci si è messa anche la scienza ad analizzare la magia di un bacio. Neurologi, psicologi, fisiologi fanno un gran parlare della biochimica delle emozioni. Il bacio, studiato, analizzato, sezionato  perde un po' del suo fascino. Ma per fortuna la vita ce lo riabilita tutto.
   Nel bacio come atto sessuale tra adulti, sopravvive il significato di accudimento tra genitori e prole: e poiché più spesso è il maschio introduce la propria lingua nella bocca della femmina, si perpetua simbolicamente il ruolo attivo del primo come procacciatore di cibo per la compagna e di suo protettore. Esperienze infantili fondamentali per la vita umana sono legati alla bocca e alla lingua, innervata e sensibilissima. Questi due organi sono i nostri primi strumenti di esplorazione del mondo circostante. Vengono prima degli occhi: il neonato conosce il mondo con la lingua e la bocca prima ancora di vederlo. Il mondo per il nuovo nato è il seno della madre, che prevede l'impiego coordinato di labbra, palato e lingua, già noto per istinto, facente parte della strumentazione di base di tutti noi. Baciare quindi rievoca esperienze arcaiche, archiviate in un luogo defilato della mente, ma non per questo meno vitali e influenti nel presente e su chi siamo diventati.
   Baciare una persona è il modo più diretto e autentico di mettersi in relazione con lei. Una relazione profonda, fusionale, simultanea. Addirittura più di un rapporto sessuale, che implica un gioco di alterità tra i partner, nella gestualità e anche nella tempistica. Il bacio è una relazione tra sensi prossimali (distali: vista e udito. Prossimali: olfatto, tatto e gusto). E’ attraverso i sensi prossimali che si supera una soglia, il limite tra noi e gli  altri. Si entra nel territorio dell'altro, conoscendolo e rivelandogli il nostro. Con risultati a volte sorprendenti: perché un bacio può capovolgere un rapporto emotivo basato sulla percezione visiva o uditiva di una persona, cioè determinato dai sensi distali. Prima di baciarla, e quindi di  entrare in relazione con lei la trovavamo attraente e ora ci disgusta. E viceversa.

   Incontrare qualcuno in un bacio significa imparare molto di lui. E tutto in una volta. Il bacio è una cartina al tornasole. Perché ciascuno bacia a modo suo e si racconta. Anche se è poco romantico specificare, ci sono dei parametri che la dicono lunga: staticità o dinamicità della lingua, rigidità o rilassatezza della medesima, labbra aperte o socchiuse, profondità del bacio, ritmo, durata, respiro. Ciascuno di questi aspetti ha un significato specifico e variabile in funzione di chi glielo attribuisce: rivela generosità, coraggio, slancio vitale, fantasia, ma, anche aggressività, insicurezza, ansia, incomunicabilità, avarizia. Senza dimenticare il fattore età: il bacio ha valenze diverse anche a seconda dell’ età in cui lo si scambia. Per i giovanissimi, la dimensione esplorativa è prevalente, così come quella sperimentale in campo erotico.

   E che succede a coloro che giovani non sono più e hanno cassetti pieni di vita e di baci, donati, scambiati, rubati, che considerano scaduto il tempo delle effusioni semplicemente su base anagrafica o anche per la stanchezza di lottare per amare? La vita non è finita per chi ancora desidera un bacio, un inatteso e meraviglioso incontro di uomini e donne sulla soglia delle loro bocche. Un bacio dice che siamo in gioco, conferma sentimentalmente chi fa parte praticamente della nostra vita, apre le braccia a chi bussa alla porta, invita, promette, seduce. Allo stesso modo, anche il bacio negato parla; a esso tocca l'ingrato compito di rifiutare, sospendere, eludere. Non mentiamo. Non sprechiamo. Ma se lo sentiamo germogliare dentro, facciamolo fiorire. Non neghiamo mai a noi stessi e agli altri la grazia di un bacio.
Rilassante: Nell'atto di baciarsi si attivano due ormoni: La vasopressina, più importante nell'organismo maschile, e l'ossitocina, prevalente in quello femminile. Nel gioco entrano anche le neurotrofine, proteine che alimentano i neuroni. Gli effetti di vasopressina e ossitocina: Hanno un'azione rilassante che produce sensazioni di pace e di benessere, facen­do aumentare la fiducia in se stessi e quindi l'autostima. In più rilassano i muscoli, riducendo il battito cardiaco e favorendo la vasodilatazione: distendono cioè le pareti delle arterie migliorando la circolazione e contribuendo ad abbassare la pressione.
Antistaminico: Le neurotrofine aiutano a mantenere in buona salute il cervello: Nel soggetto adulto, o in età avanzata, dove non si sono manifestate particolari patologie, l'azione delle neurotrofine riduce il rischio di malattie neurodegenerative. Diverso è il discorso che riguarda gli allergici, specie i giovani: il bacio può agire come un efficace antistaminico, inibendo i mediatori biochimici responsabili delle reazioni allergiche, con un evidente miglioramento delle condizioni generali.
Immunizzante: Lo scambio dei batteri contenuti nella saliva fa aumentare le immunoglobuline di tipo A, quelle coinvolte nelle secrezioni, rafforzando le difese immunitarie dei singoli partner.
Antidepressivo: In quanto ormoni del benessere emotivo, vasopressína e ossitocina potrebbero agire positivamente sui malati di depressione: il bacio quindi potrebbe rivelarsi un efficace antidoto naturale. I giovani depressi (in questo del tutto simili agli adulti) probabilmente baciano poco, mostrando spiccatamente una tendenza a ridurre al minimo le frequentazioni sociali e il numero di rapporti personali, ad avere un atteg­giamento autosvalutante e a spostare il baricentro della loro vita sul prossimo, la cui eventuale valutazione anche solo lievemente negativa può renderli estremamente vulnerabili. Uno smacco insormontabile, immaginando il quale fuggono preventivamente, senza misurarsi. Alla scoperta del Sesso

Viaggio nelle profondità del corpo umano. Alla scoperta delle trasformazioni biochimiche che si scatenano in noi prima e durante il sesso.


Perché le donne provano l'orgasmo con frèquenza inferiore ai maschi'? Perché a volte è sesso e altre è amore? E perché in fatto di attrazione fisica il cervello obbedisce al corpo? Domande che oggi trovano risposta in studi che ci riportano a una evidenza scientifica: siamo governati dalla fisiologia e da complessi meccanismi. Comprese tutte le trasformazioni del corpo umano quando si scatenano gli ormoni. Certo la spinta al sesso e alla riproduzione entra spesso in conflitto con la cultura e l'educazione. Dal primo incontro all'atto conclusivo è un equilibrio precario: gli ormoni emessi dalle strutture più profonde e antiche del cervello (ipofisi e ipotalamo) combattono con stimoli, ricordi e inibizioni elaborati dalla corteccia frontale. Così l'atto sessuale si presenta come una "conquista finale" che le spiegazioni della scienza rendono ancora più affascinante. Quando due persone sono interessate l'uno all'altra, ogni segno è interpretato con grande attenzione dalle zone del cervello sviluppate per analizzare le sensazioni. Ma è col tatto che si inizia il rapporto vero. Anche se non tutto il corpo risponde allo stesso modo, perché la combinazione di sensori cambia secondo la zona: ci sono gruppi di cellule che rispondono alla pressione, alle vibrazioni o alla temperatura. Le labbra e gli organi sessuali, per esempio, sono molto ricchi di sensori tattili, ed è per questa ragione che giocano un ruolo così importante negli scambi sessuali; tanto che una parte rilevante della "corteccia sensoria" del cervello è dedicata ad analizzare i segnali provenienti da labbra e lingua. Ma il cervello elabora i segnali in modo diverso secondo le occasioni, le persone e il nostro stato interno. Nel momento in cui la pelle è stimolata da un tocco, anche leggero, e i nervi inviano la sensazione percepita, se ci tocca un estraneo, tendiamo a ritrarci. Se la stessa identica sensazione proviene da una persona amata, scatena una serie di reazioni ben diverse.


Nella prima fase della risposta sessuale, quando l'interesse si trasforma in eccitazione, si risponde agli stimoli e all'attrazione: all'interno del corpo tutto cambia. II cuore batte più forte e i muscoli si tendono: sono i processi biologici che sommati danno l'eccitazione. Al primo è anche collegata la dilatazione dei vasi, in modo che il sangue possa fluire più rapidamente nelle zone dov'è necessario. E i muscoli si tendono proprio nelle zone erogene, come i capezzoli (sia negli uomini sia nelle donne), la vagina e lo scroto. L'intricata preparazione all'atto sessuale, che coinvolge tutto il corpo, dimostra come la nostra specie si sia evoluta per trarne il massimo piacere. Perché questo accada è però ancora un mistero evolutivo: forse serve a rafforzare il legame tra i membri della coppia, o convincere il maschio a non fuggire dopo l'accoppiamento, come succede in altre specie. Solo così può essere indotto a prendersi cura dei piccoli.


L'ovaia è un organo complesso, che ogni mese produce una cellula adatta alla fecondazione attraverso un intricato concerto di ormoni, la cui concentrazione si alza e si abbassa secondo le condizioni, il periodo e la salute della donna. La produzione ciclica delle cellule sessuali è però un processo che ha inizio quando la donna ha pochi mesi di vita: in quel momento infatti ogni ovaio raggiunge la sua "dotazione" di uova fecondabili, che durerà tutta la vita. Liberato dall'ovaia dal rilascio di ormoni come I'Fsh e I'Lh, l'uovo viaggia attraverso le tube di Falloppio fino all'utero. Qui ha la possibilità di incontrare la cellula maschile, lo spermatozoo, e di essere fecondato. Se ciò non avviene, l'intera parete dell'utero, che si era sviluppata per accogliere l'uovo fecondato, si sfalda e viene espulsa dal corpo femminile: sono le mestruazioni.


Mentre l'uovo femminile è merce preziosa, "prodotto" una volta al mese con grande dispendio di energia e attenzione, gli spermatozoi maschili sono minuscoli e facili da produrre, tanto che ogni giorno ne nascono milioni. I testicoli umani, gli organi che li sintetizzano, sono situati fuori dal corpo, forse per tenere bassa la temperatura della "fabbrica". Dopo il complicato processo di produzione le minuscole cellule sessuali maschili si spostano dai testicoli agli epididimi. Qui rimangono fino al momento dell'espulsione, quando, uniti a liquidi prodotti dalla vescichetta seminale e dalla prostata, si avventurano nel corpo femminile. Dove avviene la loro maturazione definitiva, un processo chiamato capacitazione. Dopo, e solo dopo, potranno essere in grado di fecondare l'ovulo.


L'ipofisi, il direttore d'orchestra è una ghiandola non più grande di un pisello. La sua funzione è stata a lungo un mistero, tanto che si pensava servisse solo a produrre muco. Ma senza di essa il corpo non funziona. È infatti una vera centrale di smistamento di ormoni che comandano quasi tutte le funzioni del corpo: dalla crescita alla pressione sanguigna, dalla produzione di latte al metabolismo. Ma I'ipofisi, situata in un alloggiamento osseo alla base del cranio, organizza soprattutto le funzioni degli organi sessuali, sia nei maschi sia nelle femmine. È da qui che partono i comandi per la produzione, in altri distretti del corpo, degli ormoni sessuali: estrogeni, testosterone e Dht. Che, nonostante siano designati come ormoni femminili (estrogeni) e maschili (testosterone e Dht), sono presenti tutti in entrambi i sessi. È infatti solo un equilibrio tra queste sostanze che conduce a risposte sessuali corrette in maschi e femmine.


Nonostante le evidenti differenze esterne, l'apparato sessuale femminile e quello maschile hanno la stessa origine embriologica; anche se già a sole otto settimane di sviluppo nel feto si possono notare le strade diverse che prenderanno gli organi. Prima e durante il rapporto sessuale, l'intero apparato femminile si modifica profondamente; si arricchisce di sangue e diventa più sensibile alle stimolazioni. Su questa base "biologica", tuttavia, si innesta l'intricata stratificazione di natura e storia culturale che porta ogni società a considerare in maniera diversa l'atto sessuale. Che però ha una caratteristica comune, nella maggior parte delle società. conosciute: avviene in luoghi nascosti. Secondo gli etologi umani, la ragione di ciò potrebbe essere la vulnerabilità delle persone coinvolte nell'atto.


L'apparato riproduttore maschile va incontro a notevoli cambiamenti prima del rapporto; si riempie di sangue che occupa i corpi cavernosi del pene e induce l'erezione. Altrettanto rapidamente torna in situazione di riposo dopo il rapporto. L'esperienza dell'orgasmo, comune a entrambi i sessi, ha sollevato parecchi interrogativi negli studiosi del comportamento, specialmente per quanto riguarda quello femminile. La psicologa Elisabeth Lloyd elenca le ipotesi che spiegano, dal punto di vista evolutivo, la funzione dell'orgasmo femminile; sono quasi trenta e vanno dal fatto che l'orgasmo è più forte con i compagni più desiderabili all'idea che le contrazioni che lo accompagnano "aspirino" gli spermatozoi nel tratto riproduttivo. Lloyd trova difetti in ognuna di queste ipotesi, e giunge alla conclusione che l'orgasmo femminile altro non è che un sottoprodotto di quello maschile. E come tale è evolutivamente inutile.


Glispermatozoi, che per arrivare all'obiettivo devono sostenere qualcosa di simile a una vera e propria maratona. Durante l'atto sessuale, che culmina con I'eiaculazione, circa 400 milioni di loro vengono riversati nel canale cervicale della donna, dal quale migrano per 3 0 4 giorni verso la cavità dell'utero. A una velocità pari a 35 millesimi di millimetro al secondo, lo spermatozoo raggiunge una delle due tube entro 4-6 ore e lì avviene una fortissima selezione: soltanto alcune centinaia riescono a raggiungere le ampolle degli ovidotti. Tutti gli altri muoiono nella risalita e sono fagocitati dai leucociti presenti nell'utero. I gameti maschili acquistano la capacità di fecondare durante questa difficile risalita delle vie genitali femminili, ma solo uno di loro arriverà a fecondare la cellula uovo. Lo zigote così formato migrerà attraverso l'ovidotto per raggiungere il lume dell'utero, dove andrà poi ad annidarsi: ormai è fatta!


Ogni parte del corpo umano è coinvolta nel sesso; ma anche tutte le strutture cerebrali contribuiscono, in un modo o nell'altro, all'esperienza. È un delicato gioco di equilibrio tra la parte più evoluta, la corteccia, e le più antiche, I'ipotalamo e I'ipofisi. La prima si abbandona a pensieri e fantasie sessuali che possono dare lo spunto giusto per il rapporto, le altre controllano l'intero processo con la produzione di numerosi ormoni. Ancora, l'area del cervello definita sistema limbico governa e coordina le emozioni, positive e negative, che accompagnano ogni esperienza. I segnali, che giungono al cervello attraverso le vie più varie, sono elaborati grazie alla produzione di sostanze, neurotrasmettitori come I'ossitocina o l'ossido nitrico (che regola il flusso sanguigno), che mediano le reazioni del corpo. L'intero processo è così delicatamente bilanciato che anche gli apporti di sostanze esterne possono modificarlo profondamente.


Alcol, droghe e farmaci possono cambiare l'equilibrio ormonale e rendere il sesso un'esperienza negativa. Per quanto riguarda il primo, persino Shakespeare disse, nel Macbeth: «It provokes the desire, but it takes away the performance» (provoca il desiderio, ma peggiora la performance). Se una modesta quantità può contribuire a diminuire l'inibizione del primo incontro, infatti, bere molto ottunde le sensazioni; per l'uomo è più difficile raggiungere l'erezione e per la donna l'orgasmo. Con diverse modulazioni, anche l'uso, o l'abuso, di sostanze psicotrope ha effetto sul sesso; è stato dimostrato che, a dosi elevate, la sostanza attiva della marijuana (Thc) riduce la produzione di ormoni sessuali. La cocaina, se pure diminuisce le inibizioni e aumenta l'eccitazione sessuale, a dosi più elevate ha un effetto depressivo.


Diverso e più controverso, forse perché modificato da profonde stratificazioni culturali, è il ruolo dei cibi afrodisiaci. La lista di sostanze che dovrebbero aumentare il desiderio e l'eccitazione è quasi infinita, dalle ostriche alla mandragola, dal miele a numerose spezie al cioccolato. A volte, l'unica connessione tra sostanze e proprietà afrodisiache è dovuta alla somiglianza tra una parte della pianta e gli organi sessuali, come nel caso del ginseng o delle oloturie (cetrioli di mare); altre volte è la rarità del cibo che fa pensare al suo potere. In nessun caso (a parte quello di sostanze molto pericolose come la cantaridina) la scienza è arrivata a stabilire con certezza il potere afrodisiaco di un cibo. Tanto che Manuel Vàzquez Montalbàn scrisse, nelle sue Ricette immorali: «Nessuno ha mai sedotto soltanto grazie al cibo».


Dopo l'atto, i corpi di maschi e femmine rispondono in maniera diversa. In media ci vogliono da 10 a 20 minuti per "calmarsi", ma nella femmina la discesa dell'eccitazione è un processo lento, mentre nei maschi c'è un vero e proprio crollo. Tanto che molti si sono chiesti se questa sonnolenza non abbia un qualche tipo di spiegazione. Questa, dal punto di vista biochimico, chiama in causa il rilascio da parte del cervello di un cocktail di composti, tra cui la noradrenalina, la serotonina, Vossitocina, l'ossido nitrico e l'ormone prolattina. La prolattina in particolare è legata alla soddisfazione dopo l'atto sessuale, e la quantità di questa sostanza è direttamente proporzionale al "tempo di recupero". Ma la sonnolenza per i maschi potrebbe essere anche solo un effetto collaterale della presenza nel sangue degli stessi ormoni. II loro primo scopo, con un profondo significato evolutivo, sarebbe infatti quello di stringere i legami tra i componenti della coppia. Indispensabili perché il maschio non "fugga" quando arriva il frutto del concepimento.




Le fasi dell' Amore

 L'amore viene spesso paragonato a una droga da cui è impossibile liberarsi. La novità è che ora sono d'accordo anche gli scienziati: «Da un punto di vista psicologico, l'amore non è altro che la soddisfazione di un desiderio, magari associato anche al raggiungimento di una certa stimolazione sensoriale. In gioco ci sono i concetti di piacere e gratificazione, che sono coinvolti anche nei comportamenti in cui si manifesta dipendenza». Qui non si tratta solo di psicologia: diversi studi, negli ultimi anni, hanno dimostrato che l'amore è una faccenda di fisiologia e biochimica e proprio da un punto di vista chimico ha non pochi punti in comune con il fenomeno della dipendenza da droghe.

Partiamo dal primo incontro. Si guarda una persona, la si trova attraente, si capisce di essere in qualche modo ricambiati e l'organismo sembra perdere il controllo: le guance si arrossano, le mani sudano, lo stomaco si chiude, il cuore batte all'impazzata, le pupille si dilatano.
Una vera e propria tempesta, insomma. Che gli scienziati attribuiscono a una molecola in particolare, la feniletilamina (Pea), che in elevate concentrazioni induce effetti simili a quelli delle anfetamine e che agisce sul comportamento amoroso regolando la produzione di due ormoni: la dopamina e la noradrenalina. La dopamina è un neurotrasmettitore legato a un circuito neuronale che genera sensazioni gratificanti e piacevoli quando si soddisfano stimoli come la fame, la sete e il desiderio sessuale. Ecco perché, nelle prime fasi dell'innamoramento, il desiderio di stare con la persona amata continua a crescere: l'incontro con il partner provoca il rilascio di dopamina e una sensazione piacevole che il soggetto è spinto a rivivere.

Se la dopamina è responsabile della sensazione di benessere, la noradrenalina è responsabile dell'agitazione. Questa molecola provoca eccitazione ed euforia, riduce l'appetito e aumenta il rilascio di adrenalina che, a sua volta, determina un aumento del battito cardiaco, della frequenza respiratoria e della pressione del sangue. Come se non bastasse, la noradrenalina provoca vasocostrizione: una condizione che, a livello dell'organo sessuale maschile, favorisce l'erezione.
Tutte queste sono le caratteristiche dell'amore romantico, quella fase dell'amore che consente di concentrare un'enorme quantità di energia sul partner, che diventa l'unico vero motivo di interesse, al punto di non mangiare e non dormire più. In realtà, per chiudere il quadro dell'amore romantico bisogna chiamare in causa ancora un'altra molecola, la serotonina, i cui livelli nel cervello delle persone innamorate sono più bassi del normale, e ciò rende probabilmente conto dei comportamenti di natura ossessiva.


La fase dell'amore super romantico, ovviamente, non è eterna. Ma quanto dura esattamente? L' innamoramento dura al massimo un anno o poco più: dopo questo periodo, il batticuore e le farfalle nello stomaco passano. E il passaggio è evidente anche a livello biochimico: Mentre i neo-innamorati mostrano elevati livelli di una particolare sostanza - il fattore di crescita nervosa: le neurotrofine - nel corso del tempo la concentrazione di questa sostanza diminuisce.
Come ben sappiamo, però, la fine dell'amore romantico non è la fine di tutto: A questa fase subentra quella dell'attaccamento, una fase a lungo termine in cui la coppia si prepara a mettere al mondo un figlio e ad accudirlo per gli anni a venire. Qui in gioco ci sono altri due ormoni, i cui livelli in questa fase tendono a salire: l'ossitocina nella donna e la vasopressina nell'uomo. Sono gli ormoni dell'appagamento, dell'attaccamento affettivo, della fissazione nella memoria di ricordi positivi. Nella donna 1'ossitocina (che tra l'altro viene prodotta anche durante il parto per indurre le contrazioni dell'utero e durante l'allattamento per favorire la fuoriuscita del latte dalle ghiandole) facilita comportamenti che predispongono al rapporto sessuale. Durante e dopo il rapporto, i livelli di ossitocina e vasopressina aumentano, contribuendo alla sensazione di appagamento che ne deriva.

Il ruolo dell'ossitocina nella stabilizzazione dei rapporti sociali ha molto a che fare con un effetto particolare di questo ormone, e cioè la riduzione dello stress: nella sua prima fase, l'amore induce infatti uno stato di agitazione e di stress inizialmente positivo, ma che potrebbe avere effetti
deleteri nel caso in cui durasse troppo a lungo. Ecco allora che interviene 1'ossitocina come un provvidenziale ansiolitico naturale.


Fino a ora abbiamo visto solo due dei tre sistemi cerebrali che caratterizzano l'amore e cioè quello romantico e quello a lungo termine. Manca il terzo sistema: l'attrazione sessuale, che spinge gli individui ad accoppiarsi ed è legato essenzialmente alla produzione di testosterone. In realtà, questi tre sistemi cerebrali, possono funzionare benissimo anche in modo indipendente l'uno dall'altro. Si può avere un forte attaccamento verso una persona, provare amore romantico nei confronti di un'altra ed essere allo stesso tempo attratti sessualmente verso una terza (o anche più di una)». In altri casi, invece, i tre sistemi si intersecano.
Così, per esempio, l'amore romantico può essere innescato da un rapporto sessuale casuale. Può capitare di fare l'amore con qualcuno che è solo un amico e improvvisamente ritrovarti pazzamente innamorato di lui: in certi casi l'elevato tasso di testosterone provocato dall'eccitazione sessuale può indurre un'alta produzione di dopamina nel cervello e scatenare l'amore. Difatti la scelta del partner ideale non dipende soltanto dalla cultura, dalle convenzioni sociali e dagli stereotipi della pubblicità. Sotto sotto c'è qualcosa che ha a che fare con l'istinto e con la storià evolutiva del genere umano: meccanismi collaudati nel corso di milioni di anni ci guidano in queste decisioni, all'unico scopo di garantire il nostro successo riproduttivo.

Nel mondo animale, l'obiettivo di ogni individuo è quello di riuscire a produrre il maggior numero possibile di figli sani e forti, in modo che riescano a loro volta a riprodursi e a trasmettere il proprio materiale genetico alle generazioni successive. Proprio per non sprecare le occasioni di riproduzione (cioè le cellule riproduttive, uova e spermatozoi), è necessario riconoscere il compagno e la compagna più adatti.
In questa incessante ricerca del partner ideale, però, è la femmina a dover stare più attenta: anzitutto perché le sue risorse riproduttive sono più limitate di quelle maschili e poi perché ogni gravidanza rappresenta un enorme spreco di energia, oltre che un pericolo per la sopravvivenza. Le femmine, insomma, non possono permettersi sbagli ed è per questo che in genere sono loro a scegliere. Ed è per questo che sceglie solo dopo un attento processo di ricognizione che coinvolge ragionamento e memoria, mentre in genere all'uomo basta un'occhiata per capire se una donna è giovane e sana.

Nel mondo animale, spesso la scelta si basa sui cosiddetti ornamenti sessuali: elementi che non hanno alcuna funzione pratica, ma che rendono il maschio particolarmente attraente, come la coda del pavone
o il canto degli uccelli e delle rane. Secondo la cosiddetta teoria"dei buoni geni", questi ornamenti rappresentano degli indicatori dello stato di salute dell'animale che li porta. In effetti, non solo gli ornamenti spesso non servono a nulla, ma rappresentano addirittura dei fardelli che, per esempio, possono ostacolare la fuga davanti a un predatore. Per questo, solo un animale molto forte o astuto può permettersi di possederli ed è quindi possibile che i suoi figli erediteranno queste caratteristiche ottimali di forza o astuzia.
Nella nostra società sono gli status symbol a rivestire il ruolo di ornamenti sessuali: Le macchine di lusso, gli abiti firmati, i gioielli di per sé non servono a nulla, ma lanciano un segnale forte e preciso, suggerendo il livello di prestigio, potenza e ricchezza di chi li esibisce.

Nella scelta del partner, inoltre, gli esseri umani danno spesso un peso notevole a un aspetto particolare: le caratteristiche del volto. In effetti, come tutti i primati siamo portati a concentrarci sul volto degli altri sia per riconoscere i singoli individui sia per cercare di interpretarne emozioni e intenzioni e capire al volo se abbiamo di fronte un individuo amichevole o uno ostile. Questo significa che siamo portati per natura a valutare con attenzione il volto degli altri. Ma in base a cosa decidiamo se è bello o brutto? Sia uomini sia donne giudicano più attraenti i volti più simmetrici. Ma in generale i due sessi seguono criteri di bellezza differenti: gli uomini tendono a considerare come attraenti volti iper-femminili come quello della Barbie, con occhi grandi, fronte alta, labbra carnose, naso e mento piccoli. Tutto ciò potrebbe avere una spiegazione evolutiva: I tratti ritenuti iper-attraenti in un volto femminile sono quelli che segnano maggiormente la differenza del volto di Homo sapiens da quello dell'uomo di Neanderthal e che, di conseguenza, hanno allontanato, nel corso della nostra storia evolutiva, il rischio di accoppiamento con questa specie. Un accoppiamento che sarebbe stato improduttivo, visto che in genere l'accoppiamento tra individui di specie diverse o non dà prole o porta alla nascita di individui sterili.
Nel caso delle donne è più difficile indicare preferenze assolute. Alcuni studi sembrano dimostrare che le donne prediligono volti con caratteristiche più femminee che mascoline, ma questo non è sempre vero. Di certo c'è il fatto che le preferenze variano in funzione di caratteristiche psicologiche oppure ormonali, legate in particolare alla fase del ciclo. Così nel momento del ciclo, caratterizzato da massima possibilità di concepimento, le donne sembrano più attratte da facce molto mascoline (attraenti compagni occasionali), mentre in altri momenti preferiscono volti più delicati, quasi femminili, espressione di un partner potenzialmente propenso a dedicarsi alla famiglia.
Sempre più complicate, le signore...



Potere e Sesso

   • Potere e Sesso sono sempre andati di pari passo. Spesso il secondo è stato usato per raggiungere il primo. Ma ancor più spesso chi deteneva il primo ha ottenuto come corollario anche il secondo. Il sesso è il motore della Storia: Una lagge di natura, spietata ma motivata, che vige fra gli uomini come fra gli animali più evoluti. Nei rapporti con l' altro sesso il maschio dominante di un branco ha più successo rispetto ai subordinati, garantendosi l' esclusiva su tutte le femmine del gruppo. Succede fra i leoni e i gorilla (si chiama Alfa il gorilla dominante). Lo scopo di questa legge biologica, che abbina sesso e potere, è chiaro: garantire alla prole un padre rispettato, quindi un'adeguata protezione e maggiori probabilità di sopravvivenza. Hanno applicato questo principio, che vale per gli animali, esseri umani emuli del gorilla Alfa: Benito mussolini, il brutto Aristotele Onassis, Boris Eltsin, negli anni '30 alcune donne tedesche provavano qualcosa come l' orgasmo ascoltando i discorsi dell' ometto nevrotico Adolf Hitler. Comun denominatore, fra questi personaggi, il potere politico o economico.


• Nelle civiltà passate, il sesso aveva anche una valenza religiosa e sociale, ed è stata la fusione di fede, erotismo e poesia. Il potente re dell'antico Israele, Salomone, figlio di Davide, personaggio venerato da tre grandi religioni (ebraismo, cristianesimo e islam) nonché emulo del gorilla Alfa: pare avesse 700 mogli e 300 concubine. Il suo cantico dei cantici è nella Bibbia: "I tuoi seni sono come due cerbiatti gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli". A Tiro e a Sidone tutte le fenicie in età da marito, prima di sposarsi, venivano arruolate come prostitute sacre nel tempio della dea della fertilità (ma anche della guerra) Astarte, che le metteva "a disposizione" dei pellegrini in cambio di un'offerta. Solo dopo aver dimostrato sufficiente devozione alla dea (cioè solo dopo aver raccolto una somma prestabilita) una donna era libera di tornare a casa, essendosi guadagnata il diritto di convolare a giuste nozze. Facendo di nuovo valere le ragioni biologiche del "motore della Storia".


• È stato il sesso, attraverso il meccanismo dell'incrocio del patrimonio genetico di maschi e femmine, a determinare il passaggio dai primi ominidi a ciò che noi siamo oggi. Certe caratteristiche fisiche - per esempio un bacino più largo (e quindi adatto al parto), grandi seni o una struttura scheletrica leggera ma resistente per le donne. La forza muscolare o un'alta statura sono state di volta in volta preferite nella scelta del partner uomo. Le caratteristiche più premiate nelle diverse epoche furono poi diffuse dall'arte, dalla letteratura e dalla poesia come criteri estetici e canoni di bellezza. Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, sarebbe cambiata tutta la faccia della Terra perché Antonio non si sarebbe innamorato della regina, l'Egitto non sarebbe finito sotto il diretto controllo romano e quindi gli equilibri nel Mediterraneo (e di conseguenza il corso della Storia) sarebbero stati diversi.


• Che il sesso fosse decisivo nelle questioni dinastiche si sapeva fin dal tempo dell'Iliade: Omero non racconta forse di una guerra combattuta 3 mila anni fa per una donna, Elena? A Omero fece eco lo storico romano Tito Livio, narrando che uno dei primi conflitti scatenati da Roma puntava proprio a un bottino sessuale: le donne dei vicini Sabini (che effettivamente si unirono ai Latini, forse però senza alcun "ratto"). Ai lanzichenecchi del '400 e del '500, fu garantito il diritto di saccheggiare case e razziare donne nei territori conquistati. Ed è noto, infine, che negli Anni '30 del secolo scorso le campagne coloniali fasciste suscitarono consensi anche grazie alla prospettiva (in seguito contrastata con motivazioni razziali) di unirsi alle donne dell'Africa orientale, esaltata da Giuseppe Micheli e Mario Ruccione in una celebre marcetta: "Faccetta nera, bell'abissina / aspetta e spera che già l'ora si avvicina... ".


• Guerre e invasioni hanno portato alla vicenda umana, insieme a orrori e nefandezze, anche qualche vantaggio. In America Latina, dopo una prima fase di massacri, gli accoppiamenti fra conquistadores bianchi, nativi e neri evitarono ciò che accadde nel Nord, dove la promiscuità non ci fu e dove i pellerossa non furono mai integrati, finendo sterminati. Negli Stati Uniti, bianchi, latinos e neri vivono vite sociali e sessuali separate. Una separatezza che si ritrova in tutti i Paesi colonizzati dagli anglosassoni: in Australia, Sudafrica e India i meticci sono una rarità. Spagnoli e portoghesi in Sudamerica (ma anche i russi in Asia Centrale, gli arabi in Nord Africa, i francesi ai Caraibi) hanno invece dato vita a popoli di sangue misto. Perché questa differenza tra cultura latina e anglosassone? Tutta colpa del puritanesimo inglese che prese piede nell'Inghilterra a cavallo fra '500 e'600; una reazione contro il papato (e contro il clero anglicano) accusato di essere corrotto, anche nei costumi sessuali. Va infatti ricordato che il cristianesimo aveva separato, per la prima volta nella Storia, il sesso dalla sfera sacra. In precedenza, gli dèi grecoromani erano fortemente caratterizzati sessualmente. In Oriente, nell'India antica, il Kama-sutra era un testo religioso, ancor prima che erotico. E lo stesso islam, che sul tema ci appare oggi rigidissimo, storicamente ebbe con il sesso un rapporto più aperto del cristianesimo: Maometto aveva varie mogli, i califfi suoi successori anche. Questa "anomalia" determinò conseguenze a catena. La prima fu che, una volta eliminato il suo legame con la sfera sacra, il sesso fu visto solo come un male assoluto. Per questo molti potenti dell'Occidente hanno cercato di accreditarsi come "esenti" da pulsioni sessuali». Dal papa, unico monarca al mondo votato alla castità, alle regine inglesi "sessuofobe" (Elisabetta I e Vittoria), fino a George W. Bush, che quando si insediò alla Casa Bianca sottopose a una benedizione-esorcismo la sala dove si incontravano Clinton e la Lewinski. Le frequenti "deroghe" a questa separazione fra sesso e cristianesimo indignarono i puritani inglesi, che poi fondarono le prime colonie nordamericane.


• Ottenuto il primo embrione umano clonato, Il sesso perde, pensano in molti, il suo ultimo potere: l'esclusiva della procreazione. Negli Anni '30, lo scrittore britannico Aldous Huxley aveva immaginato un'umanità generata artificialmente e composta da cloni, divisi in caste programmate al servizio di registi occulti, i quali davvero pensavano che “kumannari è megghiu ca futtiri”. A proposito: in quel mondo, oltre al sesso, era bandito anche l'insegnamento della Storia, sua inseparabile compagna.


• Negli ultimi 150 anni si è discusso se all'alba della Storia il potere fosse prevalentemente maschile o femminile. «Senz'altro femminile» rispose a fine '800 Johann lakob Bachofen, storico svizzero delle religioni e padre della teoria del matriarcato originario. Secondo Bachofen i sacerdoti maschi delle civiltà protostoriche "detronizzarono" divinità femminili preistoriche, sostituendole con sommi dèi maschi. Quel primigenio "golpe celeste" (di cui resterebbe traccia nei miti greci, dove si narra il succedersi di tre generazioni divine) sarebbe la prova dell'avvento del patriarcato, cioè del predominio sessuale, economico e politico degli uomini.


A Wilczice, un villaggio polacco, l'archeologo Romuald Schild, dell'Accademia delle scienze dì Varsavia, ha scoperto nel marzo scorso (2007) una trentina di statuette femminili di 15 mila anni fa, apparentemente legate al culto delle 'Veneri preistoriche" considerate da molti legate all'antichissimo culto di una Grande Madre. Obietta lo storico delle religioni antiche Paolo Scarpi: Il concetto di Dio come lo intendiamo noi apparve solo nel III millennio a. C., E da allora molte tra le più importanti società umane sono state impostate su un modello patriarcale. E le statuette di Wilczice o ì tanti altri reperti simili? Reperti preistorici che raffigurano donne sono numerosi quanto quelli che raffigurano uomini, risponde Scarpi. «Ma che si riferiscano a divinità è un'interpretazione di noi moderni". Anche se sono state magari trovate in tombe e aree sacre, non ci sono insomma certezze che quelle immagini rappresentino delle divinità.


• Ci sono uomini (e donne) che preferiscono inseguire cariche e poltrone piuttosto che dedicarsi alle conquiste amorose. Perché? Secondo i fondatore della psicanalisi Sigmund Freud (1865-1939) le radici di questo comportamento sarebbero da cercare nella cosiddetta "sublimazione". Nei suoi scritti, Freud ipotizzò che la sessualità attingesse tutta la sua energia a una riserva inesauribile, che chiamò libido. Ma questa energia può essere diretta, proprio attraverso i processo di sublimazione, verso obiettivi diversi dal sesso: gli impulsi del desiderio potrebbero cioè deviare dal loro oggetto naturale verso qualcosa di socialmente più accettabile. Proprio indirizzando le energie sessuali verso obiettivi diversi dalla riproduzione, artisti, scienziati, politici e altri grandi della Storia avrebbero compiuto imprese che hanno favorito il progresso umano. La conquista del potere non sarebbe dunque altro che uno di questi "obiettivi" alternativi per gli Istinti sessuali. Così, nella mitologia greca, la prima moglie di Zeus, Meti, è l'unico "oggetto del desiderio" della divinità. Ma poi, di fronte al rischio di perdere il potere a causa della nascita di un figlio da Meti, Zeus preferisce sacrificarla e rimanere il dio supremo. E il re d'Inghilterra Enrico VIII (1494-1547) sacrificò volentieri 8 mogli pur di restare su trono.


Le donne votate al sesso

     Se eserciti, pulpiti, cattedre e troni sono stati spesso negati al sesso femminile, di una cosa non si è mai dubitato: che grazie al proprio ascendente sugli uomini le donne potessero distruggere quegli stessi eserciti, pulpiti, cattedre e troni. Ma le avventure (non sempre a lieto fine) di molte cortigiane insegnano che non basta un corpo flessuoso per sedurre. Occorre anche un cervello scattante.

Tradita gli occhi viola di Elizabeth Taylor, che l'ha interpretata sul grande schermo nel 1963, per noi Cleopatra è solo la sensuale e un po' isterica regina che prima sedusse Cesare (dandogli un figlio, Cesarione), poi passò a Marco Antonio (dalla loro passione nacquero due gemelli) e infine riuscì quasi a sedurre anche Ottaviano (il futuro imperatore Augusto) prima di suicidarsi trentanovenne. Ma anche se, come confermerebbe la recente scoperta di una moneta del 32 a. C. con la sua effigie, non era proprio una bellezza (il grande naso è però forse frutto della leggenda) aveva enorme fascino.

Cleopatra VII, figlia di Tolomeo XII e ultima "faraone" d'Egitto, salì al trono diciassettenne, nel 51 a. C. Dovette sposare il fratellastro Tolomeo XIII, di appena 10 anni, che tentò presto di farla fuori. Rimessa al suo posto da Cesare (di cui divenne l'amante), sposò un altro fratello, Tolomeo XIV, che forse fece avvelenare nel 44 a. C. Gli storici romani cercarono subito di demolirla: Plinio il Vecchio la definì regina meretrix.
Recenti studi spiegano quest'odio con il fatto che Cesare, attraverso l'imposizione della sua figura (identificata con la Venere dell'Esquilino), pare avesse tentato di introdurre a Roma il culto orientale del re divinizzato, anticipando così ciò che sarebbe avvenuto con l'impero.
Con i cristiani non andò meglio: Dante la spedì all'inferno tra i lussuríosi, Boccaccio ne condannò la "lascivia". Dal '700 in poi fu principalmente una maestra di erotismo.
La realtà storica è che Cleopatra tentò di salvare l'autonomia politica dell'Egitto. Parlava molte lingue, conosceva la letteratura e tentò di ripristinare la tradizione faraonica, messa in ombra dalla civiltà greco-ellenistica.


La greca Frine, celebre soprattutto per il processo contro di lei, è stata prima di tutto una prostituta spiritosa e raffinata.. Un’ etèra, ovvero una donna che, oltre al proprio corpo, vendeva la sua capacità di suonare, danzare e conversare.
Frine, "Ranocchietta", era un soprannome: in realtà si chiamava Mnesarete, "Colei che fa pensare alla virtù". Era ; nata a Tespi, cittadina della Beozia, nella prima metà del IV secolo a. C. Al contrario di molte sue colleghe, era di condizione libera, ma si prestò a fare i lavori più umili: "raccoglieva capperi" scrisse di lei il poeta Timocle. Ad Atene, divenne una prostituta ricercatissima. Guadagnò molto e riuscì a studiare, diventando l'influente amica di artisti, politici, magistrati e scrittori. Una rarità in Grecia, dove le donne "perbene" non uscivano di casa. Fu l'amante-musa del grande scultore Prassitele e del più celebre pittore dell'antichità, Apelle, che la raffigurò come Venere che emerge dalle acque. Quando, tra il 350 e il 340, fu condotta davanti al tribunale di Atene con l'accusa di avere offeso gli dèi, il suo difensore Iperide la spogliò davanti ai giudici esclamando: "Come può una simile bellezza offendere gli dèi?!". E vinse la causa. Della fine di Fine non sappiamo nulla. Sappiamo però che, ricca com'era, si offri di ricostruire le mura di Tebe (capitale della Beozia) distrutte da Alessandro Magno nel 335 a. C. Chiese in cambio solo una lapide che ricordasse: "Alessandro le ha distrutte, Frine le ha ricostruite". I notabili di Tebe però rifiutarono, sdegnati.

Se Frine amava Tebe, un'altra etèra, Taide, volle vendicare Atene, distrutta dai Persiani nel 480 a. C. Quando, 150 anni dopo, Alessandro Magno invase l'Asia Minore, il sovrano macedone si era portato dietro, oltre ai soldati, un esercito di cortigiane. Taide era una di loro. Seguace del dio Pan, suonatrice di flauto e danzatrice, proprio grazie alla danza riuscì a compiere l'impresa che la fece entrare nella Storia: l'incendio della reggia persiana di Persepoli.
Alessandro era rimasto abbagliato dalla splendore della città conquistata e non intendeva certo distruggerla. Per convincerlo, la donna pronunciò un discorso che lo storico greco Plutarco giudicherà secoli dopo "troppo elevato per una come lei". Dimenticava quanto un'etèra, magari educata in una delle scuole dove si insegnavano "eros e poesia" sparse per la Grecia, potesse essere colta. In una notte di bevute e di danze sfrenate, comunque, Alessandro decise di accontentare Taide.

Alla corte dei papi. L'eredità delle colte etère greche fu raccolta, nel Rinascimento, dalle "cortigiane oneste", come le definì il capo cerimoniere di papa Alessandro Borgia. Veronica Franco, la più celebre e la più influente di loro, era nata a Venezia nel 1546. Borghese, era a sua volta figlia di una cortigiana, che divenne la ruffiana della figlia. Dopo un matrimonio combinato fallito, conobbe Jacomo di Baballi, il più ricco mercante di Ragusa (oggi Dubrovnik) e primo dei suoi amanti-protettori.
In una delle 50 lettere che lei stessa pubblicò nel 1580, Veronica scrisse che avrebbe passato tutto il suo tempo nelle accademie, se solo le fosse stato concesso. Ma anche se diventò poetessa e patrona delle arti, la sua pagina di Storia la scrisse fra le lenzuola. Per la gloria di Venezia, infatti, fu spedita nel letto di Enrico dì Valois, futuro re di Francia. Questo non le evitò di finire nelle mani dell'Inquisizione, con l'accusa (frequente per le cortigiane) di stregoneria. Come Frine, fu salvata dalle sue conoscenze, o forse dalla sua bellezza.


La stagione delle grandi cortigiane finì all'inizio del '900 con la Belle époque, quando Parigi dívenne la capitale delle grandes horizontales, le "grandi orizzontali". La più celebre fu Carolina Augustina Carasson (o Iglesias), meglio nota come la Bella Otero. Lei raccontava di essere una gitana andalusa figlia di un greco morto in duello, ma la realtà era meno romantica: nata in Galizia (Spagna del Nord) da una madre prostituta che la maltrattava, Carolina era la seconda di sette figli, tutti di padri diversi e ignoti. Per di più, a 11 anni fu violentata, rimanendo sterile. Fuggita di casa e da un collegio, a 18 arrivò a Parigi. E qui iniziò la sua carriera. Avrebbe voluto diventare attrice o cantante, ma sapeva soprattutto ballare con movenze seducenti. Fu la sua fortuna. Carolina stregava gli uomini: era snella, aveva gli occhi verdi, i capelli nerissimi e un seno alto e sodo, che divenne celeberrimo.
Dai palcoscenici di tutta Europa alle alcove degli uomini più potenti del suo tempo il passo fu breve: quasi tutte le teste coronate vollero conoscerla, dal re del Belgio allo zar di Russia; miliardari come l'americano Vanderbilt o celebrità , come l'ingegner Eiffel e l'architetto Antoni Gaudì caddero ai suoi piedi. E più di un uomo si tolse la vita per lei. Il potere che esercitava sugli uomini di potere non la salvò però da una triste e lunga vecchiaia, durata fino ai 96 anni.


Decisamente meno tormentate furono le vite delle signore degli harem. Almeno di quelle che partivano schiave e finivano sovrane. Come l'araba Khayzuran (`Bambù"), vissuta nell'VIII secolo, senza la quale non esisterebbero Le mille e una notte. La bella concubina del califfo di Baghdad riuscì infatti a mettere sul trono il figlio Harun Al-Rashid. E Harun, feroce califfo della dinastia abbasside, fu l'ispiratore di molte novelle della raccolta. Khayzuran era una quaina, cioè una schiava che conosceva la poesia, la danza, la musica e il canto. Entrata nell'harem del califfo Al-Mahdi, che regnò dal 775 al 785, divenne la favorita del sovrano, dandogli due figli maschi. Quando il califfo morì, sali al trono il primogenito Musa Al-Hadi, così com' era stato deciso dal padre. E da Khayzuran. In pochi anni, la bella ex-schiava era infatti diventata la consigliera più ascoltata del sovrano. Alla morte di lui pose fine alle guerre interne liquidando l'esercito mercenario del califfo con ricchissimi doni. Ben presto, però, si accorse che il figlio non intendeva tollerare le sue manovre politiche, Musa fu ucciso e tutti puntarono il dito contro di lei. Non ci sono elementi né per scagionarla né per condannarla. Sappiamo però che Khayzuran riuscì a mettere sul trono il secondogenito, Harun, senza disordini. Sotto il suo regno il potere della donna continuò a crescere fino alla sua morte, nel 789.

Otto secoli dopo, un'altra schiava del sesso conquistò il potere nell'impero ottomano. Si chiamava Roxelana, "la Rossa". Il suo vero nome era forse Aleksandra Lisowska ed era nata tra il 1506 e i11510 nell'attuale Ucraina. Fu fatta prigioniera e venne portata al mercato degli schiavi di Istanbul. La comprò il gran visir Ibrahim Pascià, che era molto amico del sultano, Solimano il Magnifico, al quale la regalò. Secondo alcuni, la donò invece prima al padre di Solimano, Selim, che, non essendo più in età di goderne, la cedette al figlio.
Solimano aveva quattro concubine ufficiali, le ikbal, ovvero le madri degli eredi al trono. Pur confusa tra altre circa 300 schiave, Roxelana riuscì a farsi notare, non solo per i suoi capelli biondo-rossi e il suo sguardo, ma anche per la prontezza di spirito e la sua abilità di narratrice. Il sultano le concesse sempre più tempo di accompagnarlo nelle sue apparizioni pubbliche. E alla fine, incredibilmente, nel 1534 la sposò, facendone l’ unica e veneratissima moglie.
Roxelana, a cui Solimano dedicò versi dolcissimi, era in realtà una donna fredda e determinata: si vendicò del potentissimo visir Ibrahim Pascià e nel 1536 riuscì a farlo uccidere. Nel 1541 approfittò di un incendio dell'harem (che era separato dal palazzo) per trasferirsi con tutte le donne presso la corte, al Topkapi di Istanbul. Poi indusse Solimano a far assassinare il suo primogenito, Mustafà, favorendo così la successione dei propri figli Bayezid e Selim. Che però, dopo la morte della madre, nell'aprile del 1558, si scagliarono l'uno contro l'altro.

Se l'Oriente inventò le signore dell'harem, i sovrani francesi fra Sei e Settecento crearono qualcosa di molto simile: le maîtresses en titre, amanti ufficiali con tanto di palazzo e stipendio.
Una delle più potenti fu madame du Barry. Marie-Jeanne Bécu nacque il 19 agosto 1743 a Vaucouleurs, sulla Mosa. Sua madre era figlia di un rosticciere, faceva la sarta e collezionava amanti. Il padre di Jeanne era forse un monaco cappuccino, che l'avrebbe raccomandata per un posto in un collegio religioso. Ne uscì ignorante ma decisa a sfondare. Iniziò come parrucchiera ma intuì presto di avere un altro talento. Incontrò allora il conte guascone Jean du Barry, un ruffiano che era solito far prostituire le sue numerose amanti. Il conte ebbe almeno un merito: l'affidò ai migliori professori di letteratura e filosofia. Poi, dopo averla spinta nel letto di alcuni nobili, la offrì come amante, nel 1768, al re Luigi XV, in sostituzione dell'adorata madame de Pompadour, morta quattro anni prima.
Luigi XV, in 59 anni di regno, fu in assoluto il re con il maggior numero di favorite. E Jeanne Antoinette Poisson Le Normand d'Etiolles, marchesa di Pompadour, era stata forse la più influente. Ma aveva due difetti: era frigida e malata di tubercolosi. Per questo il re, pur lasciandole ampia libertà d'azione a corte, la tradì spesso. Quando vide la du Barry, bionda e con gli occhi azzurri, dovette pensare di aver trovato una degna sostituta. Nel 17681a invitò a stabilirsi a Versailles, ma la costrinse a sposare il fratello del conte du Barry: non era giudicato dignitoso, per l'amante ufficiale del re, essere nubile.
Come la Pompadour, la du Barry influenzò, dall'alcova, gli affari di Stato. Un ruolo che Jeanne pagò a caro prezzo: dopo la Rivoluzione francese fu arrestata e accusata di finanziare i nobili francesi fuoriusciti, di svolgere attività controrivoluzionaria e di aver sottratto beni della Corona e quindi del popolo francese. Dopo un lungo processa, fu condotta alla ghigliottina 1'8 dicembre 1793.

La du Barry della Cina, invece, visse quasi 2.300 anni prima della sua omologa francese. Ma fu più di un'amante influente. Fu la Mata Hari d'Oriente. Si chiamava Xi Shi e nacque tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a. C. in un villaggio dell'attuale provincia cinese di Zhejiang. Il paesino si chiamava Zholou e si trovava nel regno di Yue, uno dei tanti in cui era allora divisa la Cina.
Nel 494 a. C. il regno di Yue era stato sconfitto da quello di Wu. Gou Jian, re di Yue, era caduto prigioniero ed era stato torturato. Una volta libero, decise di vendicarsi. Il suo ministro Wen Zhong escogitò un piano: regalare al re di Wu bellissime ragazze, addestrate però a spîarlo. Il bando fu diffuso in tutte le province e arrivò nel villaggio di Xi Shi. Per tre anni Xi Shi e le altre prescelte furono istruite nel canto, nella danza, nella musica e nell'arte della seduzione. Furono anche indottrinate sulla cultura, la lingua e l'etichetta del nemico regno di Wu. Xi Shi si rivelò la migliore.
Donata al sovrano di Wu, Fu Chai, Xi Shi lo sedusse e lo distrasse con le sue delizie dal governo. Fece allontanare e poi indusse al suicidio il potente ministro Wu Zixu, che sospettava l'intrigo. Quindi propose al monarca di preparare la guerra contro i vicini regni di Qi, Jin e Lu. Fu Chai si lasciò persuadere. L'attacco al regno di Qi, all'inizio vittorioso, si trasformò in una guerra di logoramento. II re di Yue ne approfittò, attaccò e sconfisse Fu Chai, costretto ad accettare una pace così umiliante che alla ' fine si uccise, nel 473 a. C.
Xi Shi entrò nella leggenda: della sua fine esistono almeno quattro versioni. Sappiamo che rientrò in patria, ma non è chiaro se fu poi uccisa o se riuscì a tornare al suo villaggio.

La storia di Xi Shi ricorda quella di un'altra seduttrice patriottica, ma dell'Ottocento. Un'italiana che contribuì a fare l'Italia da sotto le lenzuola. Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini era nata a Firenze il 23 marzo del 1837, anche se dichiarò sempre di essere più giovane. Era una bugiarda cronica, il che servì ai suoi scopi ma ne minò la credibilità agli occhi degli storici.
Il padre "ufficiale" di Virginia era il marchese Filippo Oldoini Rapallini, un ambasciatore colto e mondano. La madre, Isabella Lamporecchi, era una salottiera irrequieta. Forse il padre naturale era però Giuseppe Poniatowski, squattrinato discendente del re di Polonia.
Virginia mostrò molto presto di essere assai disinvolta con gli uomini. Non ancora diciassettenne sposò il conte Francesco Verasis di Castiglione Tinella e di Costigliole d'Asti, cugino di Camillo Benso di Cavour, diventando così la contessa di Castiglione.
Virginia non amava il marito, ma il matrimonio fu per lei una svolta: si trasferì a Torino e fece il suo travolgente debutto alla corte dei Savoia. II re, come ipnotizzato, la coprì di regali. Cavour la giudicava immorale, ma la trovava utile, anche perché Virginia parlava perfettamente il francese. Come aveva fatto oltre 2 mila anni prima il ministro del regno di Yue, Cavour propose al re di utilizzarla per sedurre l'imperatore di Francia Napoleone III e convincerlo ad appoggiare l'unità italiana. Il 9 gennaio 1856 Virginia si trasferì col marito a Parigi.
Il successo di Virginia alla corte fu immediato e spettacolare. Napoleone III, donnaiolo impenitente, non resistette al suo fascino. I due si amarono, per mezz'ora, nella camera azzurra del castello di Compiègne. Missione breve, ma compiuta. L'appoggio francese alla causa italiana fu aiutato anche da quel momento di passione.
L'imperatrice Eugenia, gelosissima, cominciò a fare la guerra alla rivale e Virginia non ebbe quasi più contatti con 1'imperatore. Intanto il marito di Virginia chiese il divorzio, documentando le numerose scappatelle di lei: Costantino Nigra (influente ambasciatore sabaudo in Francia), il principe Eugenio di Carignano (fratello minore di Vittorio Emanuele II) e l'ingegnere Ferdinando de Lesseps, futuro progettista del canale di Suez.
L'inquieta Virginia prese a vivere tra la Francia, l'Italia e l'Inghilterra. I suoi affari andavano benissimo: da vera insider, si arricchì grazie a notizie economiche riservate. Continuò anche un'intensa attività patriottica, sia come informatrice, sia come "ambasciatrice occulta". La sua vita di intrighi, però, la rese vittima di manie di persecuzione. Dal 1879 (l'Italia unita era ormai una realtà) Virginia prese a uscire solo di notte. Mori il 28 novembre 1899 a Parigi, sola e tormentata dai rancori.

Fu l'esame che confermò la sua verginità a renderla affidabile agli occhi del re. E così a Giovanna d'Arco furono consegnate le sorti della Francia. Giovanna era una contadínella senza istruzione, nata forse il 6 gennaio 1412 a Domrémy (Lorena). A 13 anni cominciò a sentire voci, accompagnate dalla visione di santi, che le ordinavano di liberare la Francia, allora divisa in tre parti: dominio inglese, ducato di Borgogna e regno "legìttímo" di Carlo VII.
II 6 marzo 1429, vestita da uomo, Giovanna giunse a Chinon, dov'era la corte di Carlo VII. Riconobbe il sovrano e ne conquistò la fiducia sottoponendosi a quell'esame medico. La verginità fu interpretata come garanzia di purezza di spirito: ancora una volta la sorte di una nazione era decisa da una questione di sesso, anche se, in questo caso, negato. Dopo una furiosa battaglia, I'8 maggio la ragazza-condottiera liberò Orléans assediata dagli inglesi. Le voci sulla pulzella (dal francese medioevale pulcele, "vergine») d'Orléans corsero per tutto il regno, facendone un personaggio semileggendario capace di trascinare folle ed eserciti. Giovanna inanellò una serie di vittorie, finché, il 17 luglio, riuscî a far incoronare Carlo a Reims.
La Francia rinasceva. Ma anziché tornare a casa, Giovanna restò in armi e da allora le andò tutto storto. II 23 maggio 1430 fu fatta prigioniera dai borgognoni, che la vendettero agli inglesi. A Rouen, il 30 maggio 1431, fu arsa sul rogo, condannata per stregoneria. Da secoli considerata, almeno dai francesi, una martire, fu proclamata santa i19 maggio 1920 da papa Benedetto XV.

Per millenni la diplomazia si è servita di accordi matrimoniali per tessere alleanze. Ecco la “strategia nuziale” delle grandi dinastia: sai faraoni ai re di Pagna fino ai Savoia.
“ Matrimoni per amore, matrimoni per forza l ne ho visti di ogni tipo, di gente di ogni sorta" cantava Fabrizio De André. Si era dimenticato quelli per interesse, numerosi almeno quanto quelli per amore e forse più di quelli per forza.
Gli alberi genealogici di tutte le dinastie d'Europa ne sono pieni, ma in pole po
sition (o quasi) ci sono i Savoia che, benché nati provinciali e montanari, diventarono potenti facendo sposare le loro donne a due duchi di Milano, un duca di Sassonia, un re di Spagna, un re del Portogallo, un re di Germania, quattro re di Francia e addirittura due imperatori. Uno di questi ultimi era
Enrico IV che, dieci secoli fa, si convinse ad "andare a Canossa" per chiedere perdono a papa Gregorio VII anche su pressione della moglie, Berta di Savoia. «I traffici tra famiglie e la strategia matrimonale dei nobili» ha scritto il grande medievalista francese Georges Duby «finivano abitualmente per porre la donna in posizione di superiorità nella coppia. Ciò, con il prestigio che aveva arrecato, le valeva dopo la morte la venerazione della discendenza».
Fra i Paesi d'Europa ce n'è addirittura uno che a un matrimonio "strategico" deve la propria esistenza. Si tratta della Spagna, che sei secoli fa era solo un mosaico di staterelli, un po' come i Balcani di oggi, riunificati nel 1469 dalle nozze tra Ferdinando II e Isabella, eredi delle due più importanti corone della regione, quelle di Aragona e di Castiglia. Grazie alla I loro unione, i due regni si fusero: prima di fatto e poi anche di diritto. Non contenti di ciò, i coniugi si preoccuparono di tessere alleanze di parentela con le maggiori dinastie d'Europa, facendo sposare quattro loro figli a rampolli delle case reali di Portogallo, Borgogna (Francia), Austria e Inghilterra.

L'abitudíne di usare i matrimoni per fini politici non è però un'esclusiva dell'età moderna. Si narra per esempio che il mitico re d'Israele Salomone, cercando di stringere alleanze diplomatiche, arrivò a contare 700 mogli. E riuscì nello scopo, perché Israele non fu mai potente come allora.
Ma il matrimonio che più di ogni altro influì sulla Storia antica fu forse quello che oltre 3 mila anni fa unì il faraone Ramses II con la bella Nefertari. Secondo varie fonti (non tutte concordi) Nefertari era una
principessa ittita. Egizi e Ittiti erano le due superpotenze dell'epoca, che spesso si erano affrontate in armi, cercando di prevalere una sull'altra. Dopo la battaglia decisiva (combattuta a Qadesh, nel 1274 a. C.) ambedue i regni si dichiararono vincitori, ma in realtà non aveva vinto nessuno. La questione fu risolta solo dal matrimonio Ramses-Nefertari, che assicurò una lunga pace.


...e anche gli uomini

     Favorita: sostantivo femminìle. Donna prediletta da un uomo, specialmente potente".
Così recita il Dizionario della lingua italiana Zanichelli. Il maschile di questo nome esiste, ma ha un altro significato prevalente: "favorito" può essere un aggettivo, un participio o un sinonimo di basetta. Ma è davvero così? In altre parole: chi c'è al posto delle concubine quando il potere è declinato al femminile? La risposta è semplice: i ruoli si invertono ma le dinamiche non cambiano

Emblematica è la storia di Caterina II, zarina di Russia (1729-1796), che tramite il sesso conquistò il potere e poi per le stesse vie lo redistribuì (con parsimonia) ai suoi numerosi amanti (almeno 21). Nobile di provincia di origini polacche, nata con il nome di Sofia, la futura zarina fu chiamata a corte come promessa sposa del granduca Carlo Pietro Ulrico (erede al trono, futuro zar Pietro III). Che poi non solo sposò, ma anche cornificò, detronizzò, imprigionò e infine fece probabilmente strangolare in prigione da uno dei suoi favoriti nel luglio del 1762, scippandogli la corona.
I biografi non ufficiali della zarina l'hanno descritta come un'assatanata di sesso. Pare che nel Palazzo d'inverno di San Pietroburgo, residenza degli imperatori russi, l'ex-Sofia avesse fatto allestire una stanza hard, decorata con statue raffiguranti accoppiamenti di ogni tipo, comprese scene sadomaso, atti di pedofilia e copule con animali. Si mormorava che lei stessa fosse sensibile all'eros zoofilo, tanto che una leggenda popolare attribuì poi la sua morte a lesioni dovute a un rapporto sessuale con un cavallo. La notizia non è vera, ma la dice lunga sulla fama di cui godeva l'imperatrice presso i sudditi.
Nessun cavallo della corte russa fece mai carriera grazie ai "favori" di Caterina. Ma almeno quattro uomini, i "favoriti ufficiali", sì. I quattro si chiamavano Sergeij Saltykov, Stanislao Poniatowski, Grigorij Orlov e Grigorij Potémkin; i primi tre diedero alla zarina anche un figlio a testa (Paolo, Anna e Alekseij). Chi trasse il maggior vantaggio dalle imperiali prestazioni fu Poniatowski, incoronato re di Polonia. Anche Potémkin ne uscì benissimo: diventò infatti governatore della Crimea e principe della Tauride, una regione strappata all'Impero ottomano. In cambio, pur di compiacere la sua "padrona", faceva costruire lungo il percorso delle visite imperiali al regno finti villaggi ridipinti di fresco (chiamati poi "villaggi Potémkin") e abitati da contadini festanti, che nascondevano la povertà del Paese reale.

In fatto di favoriti, nessuna regina della Storia può rivaleggiare con Caterina II. Ma la zarina fu solo meno accorta delle sue colleghe regnanti, che avevano altrettanti favoriti ma più ritegno: per esempio, Maria Antonietta (1755-1793), moglie di Luigi XVI e primattrice della reggia di Versailles, che fu ghigliottinata dopo la Rivoluzione francese; o, prima di lei, Giovanna II d'Angiò (1373-1435), regina di Napoli, che nel Mezzogiorno è ritenuta tuttora un proverbiale esempio di lussuria. I suoi favoriti passati alla Storia furono due: tali Pandolfello Alopo e Gianni Caracciolo. Entrambi ottennero, in tempi successivi, il titolo di "gran siniscalco" di corte, una delle sette cariche più importanti del regno. Ma Pandolfello finì male: quando Giovanna decise di sposarsi, per ragioni politiche, con il cugino Giacomo di Borbone, quest'ultimo si ingelosì dell'intimità che Giovanna dimostrava col gran siniscalco e, andato su tutte le furie, fece prima arrestare, poi torturare e infine decapitare l'incomodo rivale. Invece Caracciolo, di carattere molto forte e autoritarío, riuscì a imporsi sulla regina e addirittura a far cacciare da Napoli suo marito.

La Storia ricorda anche un favorito "platonico", che riuscì a sfruttare a proprio favore la passione (non ricambiata) che una regina nutriva nei suoi confronti. I protagonisi della strana vicenda furono Elisabetta I, sovrana d'Inghilterra (1533-1603), e sir Walter Raleigh (1552-1618), un navigatore-esploratore famoso per aver importato in Europa due prodotti americani destinati ad avere largo successo: il tabacco e la patata. Generalmente refrattaria agli uomini (tanto da meritarsi il soprannome di "regina vergine"), Elisabetta ebbe un debole solo per Raleigh, a cui finanziò vari viaggi transatlantici. Lui accettò tutti i favori, ma non cedette mai alla corte spietata della regina.
Non tutte le donne di potere si circondarono serenamente di favoriti, distribuendo privilegi in cambio di sesso. Ci furono regine che, imitando modelli maschili di tutt'altro genere, si procurarono gli amanti con la forza. Tra queste la babilonese Semiramide, che secondo Dante "a vizio di lussuria fu sì rotta / che libito fé licito in sua legge". Si narra che costei dichiarò guerra all'Armenia pur di possedere Ara il Gentile, sovrano di quel Paese, di cui si era invaghita.



2050: Sesso per ricreazione

I - Nel 2050 si continuerà a fare l'amore, anche se, probabilmente, con modalità un po' diverse da oggi.
II - Il sesso potrebbe essere definitivamente disgiunto dalla riproduzione. Cosa che, in un certo senso, è già accaduta: con l'introduzione della pillola, negli anni '60, le donne hanno iniziato a godersi il sesso senza preoccupazioni e, contemporaneamente, l'accettazione crescente dell'omosessualità ha autorizzato rapporti sessuali non finalizzati alla nascita di un bambino.

• Tutti in provetta
   Nei prossimi decenni questa distinzione tra procreazione e "ricreazione" si rafforzerà, per più motivi:
1) molti di coloro che sono nati con tecniche in vitro sono infertili,
2) i gay vogliono poter avere figli e
3) la ricerca di una prole sana determinerà un ricorso generalizzato alla provetta.
   Quando la definitiva separazione tra coito e gravidanza si sarà verificata, non sarà solo lo scopo dell'atto sessuale a mutare. Saranno anche i rapporti tra i sessi. A partire dal tipo di partner che le donne cercheranno.

• Il nuovo principe azzurro
   L'intreccio tra nuove tecnologie e comportamenti sessuali provocherà una trasformazione più signicativa di quelle avvenute negli ultimi 2 milioni di anni. Sicure di potersi riprodurre artificialmente e sempre più emancipate dalla scelta di un partner che assicuri alla prole protezione e sostentamento economico, le donne cercheranno nel web i propri partner. La libertà di scelta sposterà gli orientamenti femminili dalla relazione con un uomo solido, magari non attraente ma dotato di un certo status sociale a un altro prototipo: quello giovane, forte e capace di soddisfare le aspettative immediate. Insomma, posto che avere figli sarà sempre più un fatto personale che di coppia, per le donne conteranno più le caratteristiche genetiche di un "donatore di sperma" che le sue prospettive future nel mantenimento della prole. Il che significa che un giorno i ricchi e potenti si renderanno conto di non riuscire più a fare colpo su una ragazza. Riconoscendo che, come affermava l'armatore areco Aristotele Onassis, uno che di soldi se ne intendeva, «senza donne tutto il denaro del mondo non ha più senso».

• La droga di Barbie
   La ricerca del piacere verrà intrapresa da uomini e donne secondo modalità distinte perché è l'eccitazione sessuale a funzionare diversamente nei due sessi: quella maschile si lega maggiormente a stimoli fisici, quella femminile è più una questione culturale. Rispetto a un uomo, una donna ha 25 volte meno testosterone, ormone che regola la risposta fisica a uno stimolo sessuale. L'idea che il piacere femminile sia soprattutto di origine culturale e non biologica trova credito tra gli antropologi, i quali ipotizzano che la capacità di provare piacere nelle donne si sarebbe formata solo 3 milioni di anni fa. L'orgasmo femminile, non indispensabile alla riproduzione, sarebbe dunque nato allo scopo biologico di rendere più stabili (e quindi più utili alla sopravvivenza del gruppo), i rapporti di coppia. Eppure i laboratori sfornano incessantemente farmaci che agiscono a livello fisico per intensificare il desiderio femminile: cerotti al testosterone. creme alla Prostaglandina E1, che aumentano la lubrificazione vaginale, varie forme di DHEA, ormone importante nell'invecchiamento (ed efficace soprattutto sulle donne over 70) e la cosiddetta Barbie drug, una molecola che deve il suo nome alla capacità di inibire l' appetito, facilitare l'abbronzatura e innalzare la libido, rendendo le donne belle e sexy come la celebre bambola, appunto. La società Usa Palatin sta testando il PT-141, ormone che agisce sul cervello per aumentare l'eccitazione e che verrà venduto come spray nasale. Infine, non mancano congegni meccanici come l'Eros Cct, una sorta di pompa che dovrebbe aumentare l'afflusso di sangue alla clitoride e che di recente é stato approvato dalla Food and drug administration USA.

• Sexy shop a luci "rosa"
   Ma sui farmaci del desiderio rosa grava un sospetto: quello che curino disturbi inesistenti. Cioè che le disfunzioni sessuali femminili siano un'invenzione del marketing delle aziende farmaceutiche. Cioè le aziende farmaceutiche riducono la sessualità femminile a una questione organica, come la digestione o la respirazione, mentre riguarda le emozioni.
   Forse per questo, desiderose di gestire personalmente la loro sessualità, alcune disinibite americane hanno inventato nuovi metodi, più meccanici che chimici, per liberare il desiderio. Come gli Strip-a-thon, serate con strip femminile fatto da socie per socie, o la vendita di film porno "non centrati sul maschio". Il modello è Ann Sommers, pioniera dei sexy shop unisex. In Usa esiste perfino una catena di sexy shop per sole donne: Toys in Babeland.

• Mouse o Yagra?
   Se le donne avranno meno bisogno e voglia dei maschi questi si potranno consolare con il cvbersex e i gadget digitali*. L'ambiente virtuale sembra particolarmente adatto a dare sfogo alle fantasie maschili. Il sesso via computer rappresenterebbe l'evoluzione della normale masturbazione maschile. Per due motivi: dà soddisfazione senza richiedere granché in cambio ed è praticabile ogni volta che lo si vuole. In questo senso, c'è differenza tra l'approccio al web di maschi e femmine. I primi lo usano per proiettarvi le proprie fantasie (cercando soprattutto filmati e immagini stimolanti), le seconde per iniziarvi possibili relazioni (grazie alle conoscenze nate in chat). In rete, infatti, ogni tipo di perversione è permesso, compresi i diffusissimi riti sadomaso con travestimenti in lattice cuoio e vinile. E allora, perché mai uno dovrebbe preferire una normale vita di coppia alle sue fantasie più ardite? Eppure, nonostante tutta questa libertà, gli stessi adepti del cybersesso concordano sul fatto che niente è paragonabile all'esperienza reale. Per loro fortuna gli estimatori della realtà possono contare sulle pastiglie per soddisfare il loro appetito sessuale. Anche perché, prolungandosi l'aspettativa di vita, avranno più tempo per farlo. Già oggi il mercato di queste pillole ammonta a vari miliardi di dollari l'anno. Questi preparati faticano però a imporsi in Europa. Colpa della riluttanza dei maschi (soprattutto latini) «ad ammettere disfunzioni erettili». Perciò, in Europa, invece di accusare gli uomini di non essere abbastanza virili, la pubblicità antiimpotenza si rivolgerà alle donne; invitandole ad aiutare i compagni nei momenti... di difficoltà.

• Il terzo sesso
   Il sesso eterosessuale come lo concepiamo oggi potrebbe diventare sempre più un'opzione di minoranza. Già ora esistono i Mud (Multiple lisers Domain), ambienti on-line dove gli utenti interagiscono in giochi erotici in cui assumono le identità preferite. Descritti nel libro Clicking In, Hot links to a Digìtcrl Culttire. scritto da Lvnn Hershmann Leeson. questi ambienti sono popolati da maschi che esibiscono il loro lato femminile. L'utente può inventarvi anche individui dalla personalità multipla e cambiare a piacimento sesso e stato emozionale. Per Sadie Piant, scrittrice femminista, proprio la diffusione di identità virtuali dal sesso incerto dimostra che gli individui non si definiscono più con l'identità originaria. «Avere un terzo sesso, né uomo né donna, diventerà possibile: le scelte non saranno più sovrapposte ai corpi e l'identità sessuale delle persone diventerà sempre più fluida». Adrian Coyle, docente all'università del Surrev: «Il confine tra etero, omo e biséx diventerà sempre più permeabile. Terapie ormonali consentiranno a chiunque di provare gli impulsi di un sesso».

• Qual è la mamma?
   Che la confusione e la sovrapposizione di ruoli sessuali sia inarrestabile pare suggerirlo anche l'apparizione odierna di un nuovo soggetto sessuale: il Drag king, una via di mezzo tra il travestitismo e la performance artistica, inscenata da donne omosessuali che di tanto in tanto si travestono da uomo. Non si tratta della solita posa di donne eterosessuali che si baciano, come Madonna e Britney Spears», né di travestiti. Le Drag queen sono maschi che emulano star femminili. La fluidità sessuale, ovvero il fatto che non si rimarrà uomo o donna tutta la vita, si ripercuoterà probabilmente anche sul concetto di maternità biologica: ogni donna potrà avere figli con ogni altra donna e lo stesso avverrà per ogni uomo. Il che renderà difficile identificare la mamma.