Un tempo l'uomo
lavorava per mantenere la famiglia; il senso di
orgoglio e realizzazione che di conseguenza provava,
insieme all'amore e al sostegno che riceveva tra
le mura domestiche, lo aiutavano ad alleviare le
molteplici tensioni quotidiane.
La donna si dedicava alla casa e alla vita familiare, coltivava le
amicizie e dava il suo contributo alla comunità.
Era un ruolo impegnativo ma dato che aveva il tempo
di concentrarsi sui suoi compiti, era in grado di
vivere a tali ritmi.
Con l'aumento del costo della vita molte donne vengono chiamate a contribuire
al mantenimento familiare. Il femminismo ha portato
nel contempo a una sorta di risveglio della coscienza
femminile e le ha spesso indotte a perseguire carriere
appaganti in cui poter sviluppare tutte le loro
capacità. Oggi, quando una donna torna a casa, sa
di avere il compito di mantenere un'atmosfera accogliente
e costruttiva in famiglia e di doverlo fare nonostante
gli impegni di lavoro. Non c'è dunque da stupirsi
che tra casa e lavoro si sentano sopraffatte.
L'uomo non torna più a casa per riposare e riprendersi da una dura
giornata, ma per affrontare una famiglia più esigente:
la moglie si aspetta che la aiuti a gestire la casa
e a seguire i figli. Egli non avverte più quel senso
di realizzazione insito nell'essere il capofamiglia.
Non ha il tempo di riprendersi dalle tensioni lavorative
e finisce per sentirsi stanco e irritabile. Una
coppia, dopo essersi dedicata alle numerose incombenze
della vita domestica, ha ben poco tempo e desiderio
di pensare a sé: questo è causa delle sottili tensioni
che rischiano di compromettere i rapporti.
La donna per raggiungere il successo professionale deve fare in molti
casi grandi sacrifici e, quando non ha il tempo
di coltivare giorno dopo giorno il suo lato femminile,
si sente stanca, svuotata, colma di rancore. Ne
consegue che il naturale senso di conforto, di tranquillità,
di comprensione e indulgenza presente tra le mura
domestiche venga sovente minato da apprensioni,
ansie e da un profondo sfinimento.
- Di natura diversa
In una relazione, il problema principale è rappresentato dal
fatto che non vengono considerate in modo corretto
e positivo le diversità della natura maschile e
femminile.
Mentre l'uomo si ritira nella sua tana e dimentica i problemi della
giornata, la donna desidera interagire e discutere.
Quando lei esprime le sue frustrazioni, il partner
le propone soluzioni mentre lei chiede soltanto
un po' di solidarietà.
Perché tra uomini e donne esista pari rispetto, è indispensabile riconoscerne
e corroborarne le diversità. Rispetto significa
tenere in debita considerazione la persona ed essere
pronti ad apprezzare quanto ha da offrire.
Nei suoi sogni, l'uomo vorrebbe tornare a casa e trovare una partner
felice, che gli abbia preparato la cena e sia pronta
a soddisfare ogni suo desiderio sessuale. Oggi la
donna, generalmente, non ha tempo, energie né propensione
ad assecondare tali fantasie.
Anche lei nutre aspettative nei confronti del compagno:
anche lei quando rientra dal lavoro, vorrebbe spesso
trovare una "moglie" affettuosa da cui avere conforto.
Tali aspettative rappresentano una nuova fonte di contrasti nella coppia.
Le donne pretendono che gli uomini siano come loro,
ossia che si assumano pari responsabilità in casa
e nell'ambito della relazione. Un uomo non è più
solo la fonte di sostentamento della famiglia: se
anche la donna lavora, deve contribuire per equità
alla gestione domestica ed essere più presente nella
vita di coppia. Se lei svolge un lavoro tradizionalmente
«maschile», lui deve svolgere compiti tradizionalmente
«femminili».
Sembra un principio giusto ma c'è un problema da considerare: se la
donna vuole che l'uomo cambi, l'uomo non vuole che
la donna cambi.
La donna ha aspettative nuove per l'uomo. Desidera un partner comprensivo,
disponibile a parlare dei problemi della giornata,
ad assumersi la sua parte di responsabilità e di
oneri domestici, ma anche premuroso e romantico,
incline a portarla fuori per farla divertire dopo
aver risolto i numerosi imprevisti che si verificano
nella vita familiare. In poche parole, desidera
una "moglie" che condivida la routine domestica
e un marito che abbia l'energia e la voglia di dedicarsi
alle affettuosità dopo aver fatto tutto quello che
un uomo fa di solito, come riparare le cose rotte
e gestire le emergenze.
Se gli uomini coltivano antiche aspettative, le
donne ne hanno di nuove, giustificabili ma utopistiche.
Gli uomini apprezzano di solito una casa bella e ordinata, ma anche
in un ambiente poco curato non hanno problemi a
rilassarsi davanti alla tv. Nella loro ottica il
rilassamento è infatti prioritario rispetto all'ordine
e alla pulizia di casa. Terminata una lunga giornata
di lavoro, sospirano di sollievo e iniziano a rilassarsi
al solo pensiero di rincasare.
Quando una donna rientra dal lavoro, la sua tensione sale. La casa
va pulita prima di poter stare tranquilli: Vorrebbe
riposare, ma non può. Nella mente femminile c'è
sempre un lungo elenco di cose da sbrigare: finché
non le termina, una donna difficilmente riposa,
si rilassa o fa qualcosa per suo piacere.
La donna organizza e stabilisce quello che va fatto. A tale scopo prima
individua le necessità, poi coinvolge il partner.
Questi è in genere contento di fare quanto gli si
chiede, ma raramente prende l'iniziativa. Talvolta
deve essere sollecitato più volte perché svolga
un determinato compito, e quando infine si decide
lo sbriga con tale indolenza che la donna conclude
sia meglio fare da sé. Non capisce, in sostanza,
perché il partner non si senta altrettanto motivato
a condividere le responsabilità domestiche e se
ne risente.
La donna è la vestale dell'amore, della famiglia e del rapporto di
coppia. Quando smette di essere donna ed è sottoposta
a stress eccessivi che le impediscono di svolgere
tale funzione, è la catastrofe.
La donna ricorda all'uomo quello che conta nella vita, possiede la
saggezza e lo ispira ad agire con il cuore. L'uomo
può anche essere dotato di grande sagacia, ma è
la donna a gettare le basi della relazione: se lei
non è felice, nessuno lo è.
- Quello che un uomo sa fare
Nel caso in cui il marito non aiuti abbastanza in casa, la soluzione
è chiedergli una mano in modo mirato. L'importante
è indirizzarlo, senza sperare che si accorga di
tutto quello che nell'ottica femminile va fatto.
Per un uomo i compiti di routine non sono urgenti.
Fondamentale, quindi, è chiedere aiuto in maniera
specifica. L'uomo ama i programmi, che sono specifici
in quanto hanno un inizio e una fine; può di conseguenza
stabilire che cosa farà, come lo farà e soprattutto
quando. Spesso svolge prima quello che ritiene più
importante. Tutti questi fattori contribuiscono
a conferirgli l'energia e la motivazione necessarie.
Ecco alcune strategie per domandare aiuto a un uomo
in modo mirato anziché generico.
- Se una sera lei è stanca, può chiedere: «Stasera
potresti preparare tu la cena o ordinare una
Pizza?».
- Se il bucato si è accumulato: «Stasera puoi
aiutarmi a piegare la biancheria?».
- Se non ha voglia di pulire la cucina: «Stasera
puoi fare tu i piatti per favore? Ho bisogno
di riposarmi un po'».
- Se ha bisogno di una mano per sparecchiare,
invece di aspettare che lo faccia lui può domandare:
«Puoi portarmi i piatti?» o «Puoi sistemare
i piatti stasera? Ti sarei davvero grata se
mi aiutassi».
- Se le serve qualcosa al supermercato, invece
di andarci di persona può chiedere: «Puoi fare
un salto al supermercato e comprare alcune cose?».
In ognuno
dei casi descritti la donna dà all'uomo un programma
con un inizio e una fine. Per un uomo stanco un
lavoro domestico di routine rappresenta di rado
una priorità, a differenza di quanto accade per
la donna. Un programma che ha un termine preciso
e porta a una soluzione gli conferirà invece un
po' di carica. Se dal tono di voce o dall'espressione
di lei capisce che il risultato del suo intervento
sarà apprezzato, si sentirà più vicino a lei e sarà
maggiormente disposto a darle una mano in futuro.
- Nutrire aspettative realistiche.
E’ illusorio attendersi
che la donna curi alla perfezione la casa senza
aiuto e senza che vengano apprezzati i suoi sforzi,
che sia sempre di buonumore, che non abbia mai esigenze
e sia sempre disponibile. Molte donne cercano di
realizzare questa fantasia, ma se il partner non
ricambia il loro amore si sentono ingannate e tradite.
Fortunato è l'uomo in grado di provvedere alle sue
esigenze e soddisfare quelle della partner per quanto
riguarda
gli aiuti domestici,
il dialogo,
la sfera affettiva,
perché quando tornerà a casa troverà una persona
felice ad attenderlo!
Ma se in una relazione l'uomo diventa simile alla
donna, tale inversione dei ruoli può minare il «romanticismo»
di un rapporto di coppia. Se l'uomo diviene più
femminile, l'attrazione che la donna provava per
lui all'inizio scompare.
Invece di diventare più sensibili in assoluto, gli
uomini dovrebbero diventare più sensibili alle esigenze
femminili. Il rischio che un uomo corre nell'eccedere
con le attenzioni verso la donna, è quello di far
nascere in lei sentimenti materni. Tutto questo
va a discapito dell'attrazione sessuale. Quando
è la donna che mostra sensibilità, apprezzamento
e fiducia per il sostegno che il partner le offre,
l'interesse sessuale che quest'ultimo ha per lei
aumenta incredibilmente. La sensibilità femminile
grazie a cui la donna sa godersi le piccole cose
della vita, ha un forte potere eccitante sull'uomo.
– Le esigenze delle donne.
Le donne moderne, più indipendenti e autosufficienti, vorrebbero un
uomo che condivida la loro esistenza ma non ne avvertono
veramente la necessità.
Le donne che avvertono il bisogno di un uomo attraggono naturalmente
il sesso opposto. Viceversa, quelle che hanno uno
spirito molto indipendente e sono professionalmente
affermate restano spesso sole, dato che non capiscono
perché si debba aver bisogno di un uomo.
Il fattore che allontana la donna dalla sua sfera emozionale e dal
bisogno di una relazione è la necessità di sopravvivere,
o il desiderio di far carriera. Per raggiungere
il successo professionale, deve dare spazio alla
parte più indipendente di sé e incontra quindi difficoltà
a recuperare il lato femminile che la induce a sentire
il bisogno di un uomo.
Queste donne desidererebbero avere accanto un uomo sensibile e premuroso,
ma in realtà devono solo riprendere contatto con
l'aspetto più femminile della loro personalità.
Più l'uomo è sensibile, più i discorsi ruoteranno attorno a lui. Un
uomo bisognoso di attenzioni spegne qualsiasi entusiasmo
nella donna: dopo un po' questa non desidererà nemmeno
più parlargli perché si ritroverebbe costretta ad
ascoltare discorsi riguardanti i suoi stati d'animo
o filippiche improntate alla sua intransigenza.
Quando una donna crede di aver bisogno di un uomo
sensibile ed emotivo, ha in realtà bisogno di esprimere
la parte più vulnerabile di sé e di essere ascoltata,
cosa che qualsiasi uomo può imparare a fare.
A7 – Gli uomini devono sentirsi indispensabili,
le donne non sentirsi sole.
La donna non deve imitare l'uomo per essere influente e ottenere
quello che vuole, ma riscoprire il potere e la forza
della femminilità; in modo analogo, il maschio non
deve imitare la donna, per donare amore e stabilità
in una relazione di coppia.
Uomini e donne hanno esigenze sostanziali diverse: i primi devono sentirsi
indispensabili, le seconde non sentirsi sole. Così
come una donna è felice quando sa di ricevere ciò
di cui necessita, un uomo lo è quando sa di poter
soddisfare le richieste della partner. Uomini e
donne hanno bisogno gli uni delle altre, ma per
motivi differenti.
Quando sa di essere di sostegno alla donna, l'uomo vive più sereno
e trova una ragione di vita. La donna, dal canto
suo, è meno tesa se percepisce di non essere sola
e di ricevere quello di cui ha bisogno. Quando è
certa di poter aprire il suo cuore e di avere qualcuno
sempre al suo fianco, vive molto più tranquilla.
Quando una moglie non si rende conto di aver bisogno
del marito, lui sente spegnersi l'amore e l'apprezzamento:
vivere con lei diventa sempre più faticoso.
Se invece la donna riesce a mantenere il contatto con il suo lato femminile
e a capire l'autentico bisogno che ha di un uomo,
può aiutare il partner a dare il meglio di sé e
questi, invece di stancarsi, sarà sempre più stimolato
dalla relazione di coppia.
Il cervello.
- Reazioni e capacità diverse.
Il cervello maschile
e quello femminile sono strutturalmente e funzionalmente
diversi.
Una volta compreso il quadro biologico, ci renderemo conto della perfetta
complementarietà dei due sessi. In verità, è proprio
come se uomini e donne fossero fatti gli uni per
le altre. Talvolta le persone non sono compatibili,
ma di solito i problemi nascono dall'incapacità
di cogliere le diversità. Acquisendo consapevolezza
delle diversità che caratterizzano uomini e donne
potrete far affiorare il lato migliore di voi stessi
e di chi vi sta accanto.
Quando l'uomo ha bisogno di un po' di tempo per stare solo o non vuole
parlare della giornata appena trascorsa, non significa
che si disinteressi della partner. In modo analogo,
quando la donna desidera discutere della sua giornata,
non significa che sia troppo invasiva o esigente.
Se il distacco maschile non è sinonimo di indifferenza,
le reazioni emotive più spiccate della donna non
significano che non apprezzi quanto l'uomo fa per
lei.
Uomini e donne si comportano, pensano, percepiscono e reagiscono in
modo diverso. è ovvio che non elaborino linguaggio,
sentimenti e informazioni nella stessa maniera:
Le donne sono più solidali e inclini a cercare la
sicurezza rispetto agli uomini, oltre a possedere
migliori capacità sociali e verbali. Gli uomini
sono invece più indipendenti, aggressivi, dominatori
e possiedono abilità spaziali e matematiche più
sviluppate.
Dal punto di vista pratico, questo significa che situazioni di per
sé semplici diventano molto noiose e sfibranti se
non capiamo e accettiamo le nostre differenze. L'educazione
ricevuta ha senza dubbio una grande importanza in
tal senso, ma in linea di principio l'uomo è più
propenso a rischiare mentre la donna dà priorità
alla sicurezza. Una volta compresa tale differenza,
l'uomo non deve offendersi se la partner fa tante
domande: la cosa non indica necessariamente che
non abbia fiducia in lui, cerca soltanto di soddisfare
la sua maggiore necessità di sicurezza. Quando l'uomo,
più impulsivo, vuole trovare subito una soluzione,
lei deve invece ricordare che questa è la sua natura,
non interpretare tale atteggiamento come segno di
disinteresse verso i suoi sentimenti, i suoi desideri
o le sue esigenze.
- Il cervello maschile e quello femminile.
Il nostro
cervello potrebbe essersi sviluppato in modo diverso
perché gli uomini e le donne primitivi avevano ruoli
molto specifici, dettati da ragioni di sopravvivenza:
i primi andavano a caccia e dovevano percorrere
lunghe distanze per inseguire la selvaggina. Grazie
alla spiccata capacità di orientamento divennero
abili cacciatori e procacciatori di cibo.
Le donne raccoglievano il cibo nei territori in cui soggiornavano
e si occupavano dei figli. Formavano forti legami
affettivi con le altre donne, dalle quali dipendevano
quando gli uomini erano lontani. Quando raccoglievano
frutta secca e bacche per sopravvivere, ispezionavano
il territorio circostante l'accampamento: forse
è per questo che oggi riescono a trovare qualsiasi
cosa in casa o nei cassetti quando l'uomo sembra
non vedere nulla!
Si è ipotizzato che le maggiori capacità verbali della donna
siano legate alle sue dimensioni corporee. L'uomo
aveva la forza fisica per lottare con i suoi simili,
la donna usava invece il linguaggio per discutere
e convincere; inoltre, aveva modo di utilizzarlo,
a differenza dell'uomo che nei momenti di pericolo
doveva restare per lo più in silenzio. Oggi in situazioni
di stress l'uomo tende a tacere e si ritira nella
sua tana per recuperare le energie, mentre la donna
si è adattata imparando a esternare le tensioni
che l'affliggono. Comunicando agli altri i suoi
problemi, riesce più facilmente a ottenerne l'aiuto.
Se non parlasse, nessuno saprebbe quello di cui
ha bisogno.
Il cervello si è dunque sviluppato in modo diverso nei due sessi
per ragioni di sopravvivenza. Gli adattamenti cui
è andato incontro si sono verificati nel corso di
migliaia di anni ed è pertanto assurdo pensare che
possa modificarsi d'un tratto, in conformità con
i profondi cambiamenti di ruolo avvenuti negli ultimi
decenni.
- Il cervello maschile si concentra
su un compito alla volta, quello femminile tende
a svolgere più compiti.
Il cervello femminile ha un corpo calloso più grande. Tale struttura,
costituita da un fascio di nervi che collega i due
emisferi cerebrali, consente la comunicazione tra
essi ed è del 25 percento più grande di quello dell'uomo.
Praticamente questo significa che gli uomini non
associano sentimenti e pensieri con la stessa rapidità
delle donne. Il cervello femminile ha, per così
dire, immense autostrade che collegano la sfera
emozionale con il linguaggio, mentre in quello maschile
ci sono solo strade secondarie costellate di stop.
Secondo alcuni ricercatori l'integrazione dei due
emisferi potrebbe spiegare l'«intuito femminile»,
che sarebbe quindi frutto di un'attività di elaborazione
dell'intero cervello.
La presenza di maggiori collegamenti tra le aree cerebrali potenzia
la capacità femminile di svolgere più compiti nello
stesso momento. Quando una donna ascolta, nel contempo
pensa, ricorda e prova sentimenti.
Il cervello dell'uomo è altamente specializzato: usa una parte specifica
di un singolo emisfero per svolgere un determinato
compito. Il cervello della donna si attiva in modo
più generico e utilizza entrambi gli emisferi per
svolgere più compiti. Questa differenza neurologica
consente agli uomini di concentrarsi e di escludere
qualsiasi fonte di distrazione per lunghi periodi
di tempo; le donne, d'altro canto, tendono a vedere
ogni cosa in un contesto più vasto, da un punto
di vista più ampio.
L'uomo, che tende a fare una sola cosa alla volta, mentalmente e concretamente,
è facile che si dimentichi della partner e delle
sue necessità.
Alla luce di quanto poc’anzi ricordato, non dovrebbe offendersi se
a una sua domanda il partner, impegnato in un’attività,
appare infastidito: per lei è semplice spostare
l'attenzione quando viene interrotta, per lui è
molto più complicato. Se questi assume un'aria seccata,
dovrebbe ricordare che per l'uomo è molto più difficile
voltare pagina.
In modo analogo, la donna si irrita quando l'uomo cerca di limitare
la conversazione a un argomento soltanto: talora
la interrompe, le chiede di andare al sodo, di non
inserire riferimenti tra parentesi quando sta parlando
di un argomento o le domanda che cosa voglia da
lui, affermazione che la donna interpreta come un
invito a smettere di parlare.
Lui ritiene che non sia necessario continuare a parlare perché ha capito;
lei, che è ancora impegnata a elaborare quello che
si propone di dire, sa invece che non può aver capito
tutto. Quando una donna si esprime, l'argomento
non è mai unico. Se l'uomo dedicasse più tempo ad
ascoltare tutte le sfumature del discorso, potrebbe
aiutarla a recuperare una prospettiva più equilibrata
e serena.
Da parte sua, la donna dovrebbe interrompere il meno possibile un uomo
concentrato in un'attività, per aiutarlo ad alleviare
la tensione. Lasciare un uomo solo e ignorarlo è
talvolta la strategia migliore per dargli una mano.
Quando comprendiamo che tali differenze sono dettate
dalla diversità del nostro cervello, superiamo il
risentimento e scopriamo sistemi pratici per interagire
con il partner.
Tale differenza strutturale ha un'altra implicazione importante per
quanto concerne l'alleviamento della tensione: un
uomo riesce con più facilità a scollegarsi dall'emisfero
sinistro preposto a gestire questioni serie, di
responsabilità. Quando vive un periodo di forti
pressioni, rivolge spesso la sua attenzione a un
hobby o alla tv e si rilassa. Passa in sostanza
dall'emisfero sinistro, logico, pratico, legato
alla realtà, a quello destro, associato a sentimenti,
fantasie e alla tendenza a correre rischi. Nel momento
in cui effettua la commutazione, si allontana in
modo automatico dalle tensioni generate dalle sue
responsabilità. Grazie a questo sistema l'uomo può
dunque prendere le distanze dalle preoccupazioni
quotidiane con maggiore facilità.
La donna non è altrettanto fortunata, dato che il tessuto connettivo
presente tra i due emisferi non le consente di scollegarsi
con la medesima rapidità. Quando attiva l'emisfero
destro nel tentativo di rilassarsi o di divertirsi,
resta sempre connessa con la parte analitica e razionale
del cervello.
Dal punto di vista pratico, quando diviene consapevole di tale differenza,
l'uomo si rende conto dell'inutilità di fare commenti
quali, «lascia perdere» o «non ti preoccupare» mentre
parla con una donna. Lei non riesce a scollegarsi
con altrettanta semplicità, ma è indotta a esternare
le sue preoccupazioni. Se un uomo non riesce a risolvere
un problema, se ne dimentica finché non trova una
via d'uscita; se una donna non riesce a risolvere
un problema, ritiene che «almeno se ne possa parlare».
Discuterne con qualcuno che ha a cuore il suo benessere
attiva i neurotrasmettitori necessari per controllare
la situazione. Ricordando i problemi che la affliggono,
la donna riesce in realtà a liberarsi dalla morsa
che l'attanaglia e le altera l'umore.
- La sostanza bianca e la sostanza
grigia.
Uomini e donne possiedono un cervello diverso, capace di pari
intelligenza. L’uomo ha una sostanza grigia
6,5 volte più estesa di quella femminile; la donna
ha una sostanza bianca quasi dieci volte
più grande di quella maschile. I centri di elaborazione
delle informazioni sono localizzati nella sostanza
grigia. I collegamenti, o reti, tra di essi sono
invece composti da sostanza bianca. Tali differenze
spiegano perché l'uomo tenda a eccellere nei compiti
che implicano un'elaborazione effettuata dalla sostanza
grigia - in matematica, per esempio - mentre le
donne sono più abili a integrare e assimilare i
dati necessari per il linguaggio, provenienti da
varie regioni della sostanza grigia, grazie al maggior
numero di connessioni cerebrali formate da sostanza
bianca.
La diversa costituzione cerebrale spiega perché comunichiamo
in modo tanto dissimile. Il cervello femminile riesce
a collegare tutto quanto. Più una donna ha a cuore
qualcosa, più la connette con tutte le altre informazioni
presenti nel suo cervello.
Siccome l’uomo spesso non ha nulla da dire, la donna presume
che non voglia discutere, quando in realtà non ha
commenti da fare. Se invece è al corrente delle
diversità poc'anzi illustrate, capisce che è interessato
ad ascoltare la sua opinione, anche se non ha niente
da aggiungere. Quando una donna smette di pretendere
che il partner sia più loquace, non solo questi
apprezza la sua disponibilità al dialogo ma a poco
a poco diventa più ricettivo.
Lo stesso vale quando gli chiede della giornata trascorsa o di
un viaggio che ha intrapreso: se l'uomo ha poco
da dire, non nasconde volutamente qualcosa. Significa
che ha dato scarso peso ai fatti accaduti e di conseguenza
non ricorda molto. La donna invece non vede l'ora
di descrivere tutto: il processo di comunicazione
la aiuta a ridurre i livelli di stress.
Due regioni del cervello, l'area di Broca nel lobo frontale
e l'area di Wernicke in quello temporale,
sono associate al linguaggio; nella donna sono più
grandi, il che ne spiega la loquacità. I ricercatori
hanno individuato sei o sette centri del linguaggio
in entrambi gli emisferi del cervello femminile.
Nell'uomo il linguaggio è localizzato solo nell’emisfero
sinistro; dato che possiede un minor numero di centri
specializzati, non solo ha maggiore difficoltà a
esprimere quello che sente ma non ne avverte nemmeno
la necessità.
I centri maschili del linguaggio si attivano in particolare,
per risolvere un problema. Alcuni uomini sono più
loquaci all'inizio di una relazione perché in tale
fase si presentano e parlare è un modo per «risolvere
il problema», ossia aiutare la donna a fare la loro
conoscenza e riuscire a capire che cosa provano
per lei. Risolto il problema, i centri del linguaggio
non si attivano tanto facilmente. In modo analogo,
il centro dell'ascolto si attiva soprattutto in
presenza di una difficoltà da superare.
Il cervello femminile è strutturato per comunicare ed esprimere
sentimenti. Rispetto a quello maschile, è molto
più attivo, sempre impegnato a coordinare reazioni
e percezioni. Quando una donna parla, molte aree
vengono attivate completamente. L'uomo non è altrettanto
pronto a collegare i sentimenti con i pensieri o
a esprimere quello che prova, e tale differenza
è fonte di notevole attrito nelle relazioni. Se
tuttavia una donna comprende che il partner non
le nasconde nulla quando è silenzioso, può liberarsi
del senso di frustrazione che prova quando cerca
di indurlo a descriverle in dettaglio la giornata.
Con la pratica un uomo può imparare ad ascoltare, il che rappresenta
uno dei modi più efficaci per aiutare la donna.
Lei apprezza un uomo capace di aprirsi e di comunicare
pensieri e sentimenti, ma finché non si sentirà
ascoltata non riuscirà a rilassarsi. Inoltre, a
mano a mano che l'uomo diventa più abile ad ascoltare,
impara ad aprire il suo cuore, purché la donna sappia
apprezzarne l'impegno.
Il lobulo parietale inferiore (Lpi) è una regione presente
in entrambi gli emisferi cerebrali, localizzata
poco al di sopra delle orecchie. Le sue dimensioni
sono legate alle capacità matematiche. Il lobulo
parietale inferiore sinistro, più sviluppato nell’uomo,
interviene nella percezione del tempo e della velocità,
nonché nella capacità di ruotare le figure tridimensionali.
Tali abilità sono fortemente correlate con la passione
maschile per i videogame: più del 90 percento degli
utenti è rappresentato da uomini!
Questa è anche la ragione per cui l'uomo sembra sollecitare la
donna, quando parla o deve prendere una decisione
ad arrivare al punto: è attento al tempo che impiega
per farlo. Mentre la ascolta, cerca inoltre di stabilire
come intervenire per risolvere quanto prima il problema.
Questo atteggiamento non nasce dunque dal disinteresse,
ma dall'interesse che ha per lei: desidera aiutarla,
pur senza rendersi conto che allo scopo sarebbe
meglio porle più domande invece che esortarla ad
arrivare al sodo.
Il Lpi consente al cervello di elaborare le informazioni provenienti
dai cinque sensi. Il Lpi destro, dominante nelle
donne, è associato alla memoria e alla valutazione
delle relazioni spaziali, nonché alla percezione
dei sentimenti: il punto di forza delle venusiane!
Se l'uomo è abile nel seguire da lontano il pallone in un campo
di calcio, la donna è maestra nel rilevare le sfumature
dei sentimenti suoi e altrui.
L'amigdala, una struttura a forma di mandorla presente
nella parte anteriore del cervello, poco al di sotto
della sua superficie, controlla la risposta al pericolo
ed esercita la sua azione in modo diverso nell'uomo
e nella donna. Il destro è più attivo negli uomini
e presenta più connessioni con altre zone cerebrali;
il lato sinistro è invece più attivo nelle donne.
Il cervello maschile possiede più collegamenti tra
l'amigdala e la corteccia visiva, il che significa
che l'uomo è più reattivo agli stimoli visivi rispetto
alla donna.
Questo spiega perché tenda maggiormente a guardare le altre donne:
in tal modo il suo cervello si mantiene più attivo.
Quando un uomo si trova di fronte a una sfida -
e una donna lo è! - la sua corteccia visiva viene
stimolata. L'istinto di guardare le altre donne
non indica - disamore per la partner, al contrario
è una semplice manifestazione di quanta energia
generi quest'impulso nel suo cervello. L'uomo non
deve tuttavia dimostrarsi insensibile. Quando guarda
un'altra donna, dovrebbe mantenere un atteggiamento
di rispetto nei confronti della partner, evitando
di prolungare l'occhiata e, in ogni caso, subito
dopo dimostrarle un po' più di affetto e attenzione.
è un bene che l'uomo sia attratto dalle donne: anche perché altrimenti
non sarebbe stato attratto neanche da sua moglie.
Per il semplice fatto di reagire visivamente ad
altre donne, non significa che non sia attratto
dalla partner o non la ami. Se, quando lei è presente,
non si sente sicuro nel dimostrare la sua attrazione
verso le altre donne, finirà per comportarsi freddamente
con lei.
Nel cervello maschile l'amigdala è inoltre direttamente
connessa con il centro dell'azione, il che rende
in genere l'uomo più impaziente o impulsivo di fronte
a un problema urgente da risolvere.
Nel cervello femminile l'amigdala sinistra, più attiva, è collegata
con altre regioni cerebrali tra cui l'ipotalamo,
il quale riceve i segnali sensoriali dal corpo più
che dall'ambiente esterno. L'amigdala femminile
quindi è direttamente legata alle aree che elaborano
i sentimenti più che le azioni. Nella donna la connessione
con l'emisfero sinistro controlla i processi corporei;
per questo risulta particolarmente sensibile su
quanto avviene all'interno dell'organismo. Secondo
alcuni ricercatori tale differenza si è sviluppata
perché il corpo femminile deve affrontare fattori
traumatici come la gravidanza e il parto. Nel cervello
maschile le aree associate all'amigdala reagiscono
invece all’ambiente esterno.
Come già osservato, la sua amigdala, grande quasi il doppio di
quella femminile, è connessa con i centri visivi
e dell’azione votati alla «ricerca di una soluzione».
L’amigdala femminile è viceversa associata ad altre
parti del cervello che controllano i sentimenti
più che le azioni. Quando lui si sente indotto ad
agire, lei preferisce analizzare ulteriormente il
suo stato d'animo.
Il cervello femminile è concepito per cogliere e rievocare i
sentimenti con maggiore intensità rispetto a quello
maschile. Le donne tendono ad avere ricordi più
vividi e profondi dei fatti legati a sentimenti
rispetto agli uomini. Sono inoltre in grado di rievocarli
più rapidamente. I ricordi infine sono più dettagliati
e intensi; nei momenti di stress possono letteralmente
invadere la mente di una donna.
La capacità della donna di ricordare offese, torti e liti del passato
ha dunque una spiegazione fisica. L'amigdala svolge
un ruolo fondamentale nelle risposte emozionali
nonché nella memoria emozionale. Le connessioni
neurali con il resto del cervello fanno sì che risponda
rapidamente agli stimoli sensoriali e influenzi
le reazioni psicologiche e comportamentali della
persona.
Così come ricorda i sentimenti negativi, quando è più serena
la donna ha una maggiore capacità di rammentare
le cose positive che l'uomo ha fatto ed è proprio
questa caratteristica che la rende tanto attraente
agli occhi maschili: l'uomo infatti dimentica facilmente
i risultati conseguiti, ma le manifestazioni affettuose
della partner gli ricordano l'importanza del suo
ruolo.
Le donne che sperano che in un legame gli uomini dimostrino la
loro stessa intensità e la loro stessa attenzione
resteranno deluse. Quando tuttavia si rendono conto
di tale differenza, possono sempre variare le loro
aspettative: non si tratta di ridimensionarle, solo
di adattarle in modo che risultino realistiche.
Per esempio, una donna ricorda molto bene e con
gioia un momento particolarmente romantico e si
avvilisce quando si accorge che il partner lo ha
completamente rimosso. Invece di sentirsi ferita
o arrabbiata, dovrebbe ricordare che il cervello
maschile e quello femminile sono diversi. Come già
osservato, se accettiamo la realtà, anche se è molto
meno romantica di un film, possiamo sperimentare
il profondo appagamento del vero amore, che non
chiede a nessuno di essere perfetto.
Il sistema limbico, composto da ipotalamo, ippocampo e
amigdala, è la sede dei sentimenti e degli stimoli.
Una donna possiede un sistema limbico più vasto
ed esteso che le consente una percezione più
intensa dei sentimenti. La sua capacità di instaurare
legami e di sentirsi vicina agli altri ha origine
proprio in tale zona del cervello. Il maggior sviluppo
cui questa è andata incontro la renderebbe tuttavia
più vulnerabile alla depressione; viceversa, se
corroborata dall'affetto e da sentimenti positivi,
la donna può raggiungere un livello di appagamento
molto maggiore dell'uomo. Anche per questo l'uomo
ne è così attratto: vedendone la straordinaria capacità
di gioia, serenità e autorealizzazione, si rende
conto che può fare molto per stimolarla. Dal canto
suo, quando la donna sì prende spiritualmente cura
del partner, trova in sé una pace ancora più profonda.
Se desideriamo crescere e non solo sopravvivere, dobbiamo rivedere
le nostre capacità relazionali in modo che esprimano
le nostre abilità, tendenze ed esigenze naturali.
Quando comprendiamo le differenze sostanziali esistenti tra i
due sessi, riusciamo a interpretare il comportamento
del partner in un'ottica più positiva e a liberarci
dell'aspettativa utopistica che possa pensare, percepire
e agire come noi.
A questo punto si può iniziare a usare nuovi sistemi e strategie per
sostenersi vicendevolmente. Il modo più efficace
per farlo è rispettare le diversità insite nel nostro
cervello. Invece di scontrarci per cercare di ottenere
di più dal partner, ci concentreremo su un solo
obiettivo: creare l'armonia, dando a noi stessi
quello di cui abbiamo bisogno per poter in seguito
dare di più al partner.
Quando arriviamo a capire che il cervello femminile e quello maschile
sono fatti per completarsi, ogni conflittualità
scompare. La donna vuol essere felice e l'uomo desidera
che lo sia; quando lei è felice, lo sono entrambi.
C: Gli ormoni
Gli ormoni sono messaggeri che agiscono da catalizzatori delle variazioni
chimiche che avvengono a livello cellulare e influenzano
la crescita, lo sviluppo, l'energia e l'umore. Quando
siamo innamorati, ci sentiamo al settimo cielo:
ci abbandoniamo alla passione e di conseguenza tendiamo
con più facilità ad accettare o a ignorare le nostre
differenze. Nelle prime fasi di un legame siamo
ansiosi di soddisfare le esigenze del partner. Quando
l'uomo si prende cura della donna, nel suo organismo
si attivano particolari ormoni; in modo analogo,
altri ormoni vengono stimolati nella donna che beneficia
delle sue premure. All'inizio di una relazione dunque
tali ormoni sono elevati e contribuiscono a ridurre
lo stress, il caos e le tensioni della vita quotidiana.
Passata la novità dei primi tempi, si instaura un senso di familiarità
e routine. Gli ormoni del benessere cominciano a
diminuire e i livelli di stress ad aumentare. è
come se l'amore ci regalasse tre anni di ormoni
della felicità; quando però termina questa sorta
di luna di miele, dobbiamo guadagnarceli.
C1- Adrenalina e Cortisolo.
Ingorghi, bollette da pagare, case da pulire, tensioni sul lavoro,
una valanga di cose da fare, scadenze, mancanza
di aiuti, bambini che piangono... sono certamente
alcune delle numerose cause di tensione nella vita
quotidiana. Il corpo umano reagisce producendo adrenalina
e cortisolo, due ormoni secreti dalle ghiandole
surrenali che possono a poco a poco diminuire la
riserva di endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere.
Se ci troviamo in condizioni di pericolo, le ghiandole surrenali liberano
adrenalina, cortisolo e altri ormoni per conferirci
una carica improvvisa e temporanea di energia oltre
a un'adeguata lucidità mentale. Per i nostri avi
tali ormoni rappresentavano un sistema di sopravvivenza
nelle situazioni rischiose: o riuscivano a fuggire
o venivano divorati. Quando vengono rilasciati adrenalina
e cortisolo, l'energia in più viene indirizzata
al cervello e ai muscoli per acuire i sensi, aumentare
la forza e prolungare la resistenza. In questo processo
viene inoltre deviata l'energia da altri apparati
e sistemi: digestione e altre funzioni secondarie
vengono, per esempio, rallentate.
Adrenalina e cortisolo assolvono un'importante funzione di sopravvivenza
nelle situazioni in cui la vita è a rischio; l'organismo
tuttavia non è concepito per adattarsi alla liberazione
continua degli ormoni dello stress. Se siamo sottoposti
a tensioni incessanti ma non a pericoli, tali ormoni
vengono ugualmente rilasciati e nel tempo finiscono
per compromettere l'apparato digerente e il sistema
immunitario. Ne conseguono una diminuzione del livello
di energia e un aumento della vulnerabilità alle
malattie. In presenza di stress prolungati cortisolo
e adrenalina determinano fluttuazioni indesiderate
della glicemia, responsabili di variazioni dell'umore,
lievi forme depressive, senso di inquietudine, irritabilità,
ansia e malessere generale. Tutti questi fattori
possono influenzare le nostre relazioni:
1. La depressione lieve, che inibisce la passione.
2. Il senso di inquietudine, che ci rende impazienti
e inflessibili.
3. Malessere, ansia e panico, che riducono notevolmente
la nostra capacità d'essere felici.
4. L'irritabilità, che mina l'affetto, l'apprezzamento
per l'altro e la premurosità nei suoi confronti.
5. La minore energia, che ci impedisce di donarci
liberamente all'altro.
6. In presenza di fluttuazioni glicemiche diventiamo
indifferenti o siamo soggetti a troppi sbalzi d'umore.
7. L'uomo perde interesse per la relazione, mentre
la donna si sente sopraffatta: ha troppe cose da
fare e non ha il tempo o l’aiuto necessari.
Quando individuiamo questi sintomi, comprendiamo perché molte relazioni
finiscano.
Tra cortisolo, obesità e aumento del grasso immagazzinato nel corpo
c'è un nesso. Livelli elevati di tale ormone tendono
a favorire l'accumulo di grasso nella regione addominale,
che è ritenuto dannoso in quanto predisponente a
ictus e attacchi cardiaci.
La presenza di un alto tasso di cortisolo è inoltre responsabile delle
cattive abitudini alimentari. Le donne con cortisolo
elevato dovuto allo stress tendono a mangiare cibi
ricchi di grassi o di carboidrati raffinati rispetto
a quelle con una minore quantità di cortisolo nell'organismo.
Avete notato che quando siete stanchi o tesi andate
alla ricerca di cibi contenenti carboidrati raffinati
come biscotti, patatine o bevande gassate? Questo
perché in condizioni di stress l'organismo trae
energia da tali sostanze.
Il cortisolo stimola la secrezione di insulina, che a sua volta aumenta
l'appetito. Questo terribile circolo vizioso porta
a ingrassare e può alla fine causare l'insorgenza
di diabete e di numerose altre malattie. Gli effetti
dell'incremento di tale ormone evidenziano l'importanza
di seguire una dieta sana nei periodi di stress:
in queste circostanze ci sembra di non avere il
tempo di mangiare o di cucinare piatti salutari,
invece dovremmo ricordarci che un'alimentazione
corretta diventa ancor più importante quando viviamo
momenti di tensione. Una tecnica per capire quali
cibi siano controindicati è osservare che cosa mangiamo
quando siamo sotto pressione: sono proprio questi
gli alimenti che ci fanno sentire peggio e aumentare
di peso.
Diciamolo chiaramente: quando siamo in forma, ci sentiamo non solo
meglio ma anche più attraenti, e quando ci sentiamo
attraenti, il partner è effettivamente più attratto
da noi!
Per poter invecchiare insieme, sani e innamorati come agli inizi, è
dunque importante imparare a controllare lo stress
e saremo non solo più sani ma anche più dinamici,
pazienti e felici, oltre a vivere una vita di maggiore
passione.
Una delle grandi differenze tra uomini e donne è rappresentata dal
fatto che nei momenti di stress le donne producono
più cortisolo, il che spiega in parte perché abbiano
maggiori problemi di peso. Quando il cortisolo è
elevato, bruciamo solo carboidrati o zuccheri per
ricavare energia invece di utilizzare una combinazione
corretta di carboidrati e grassi. Nel caso in cui
questi ultimi non vengano efficacemente utilizzati,
non solo è più difficile dimagrire ma si ha anche
minore apporto energetico. I grassi forniscono venti
volte più energia dei carboidrati.
L'aumento del cortisolo ha un altro grave effetto sul corpo femminile:
il prodotto secondario dell'utilizzo dei carboidrati
è l'acido lattico. Se l'organismo di una donna brucia
carboidrati al posto dei grassi, il livello di acido
lattico sale; quando raggiunge quantità eccessive,
il calcio presente nelle ossa viene liberato per
neutralizzarlo. Questo spiega perché l'80 percento
dei soggetti affetti da osteoporosi è di sesso femminile.
C2- Testosterone e Ossitocina.
All'inizio di una relazione l'uomo è eccitato e motivato dalla sfida
di conquistare l'affetto della donna, il che stimola
automaticamente la produzione di testosterone, ormone
che gli conferisce un senso di forza e benessere.
Quando il suo livello è normale, l'uomo è pieno
di entusiasmo e si dimostra più premuroso e attratto
dalla partner.
Quando con il tempo comincia la routine e il senso di sfida si affievolisce,
il livello di testosterone si riduce: è questa la
fase in cui termina la luna di miele e l'uomo va
in cerca di stimoli per aumentarlo nuovamente. Il
lavoro gli offre quasi sempre nuove sfide che attirano
il suo interesse e incrementano il tasso di testosterone.
Nel momento in cui passa dall'estasi dell'innamoramento
all'entusiasmo lavorativo, va incontro a un calo
di passione a livello biologico.
In modo analogo, quando una donna arriva a conoscere il partner e si
sente sicura di lui, nel suo corpo aumenta la produzione
di ossitocina, il cosiddetto ormone delle coccole.
Così come l'uomo reagisce al livello di testosterone,
la donna si sente più dinamica, più felice, più
flessibile e prova maggiore attrazione per il partner
quando ha una maggiore quantità di ossitocina in
corpo.
Con il passare del tempo, posta di fronte alla realtà che spesso smentisce
le sue aspettative, si convince che non tutte le
sue esigenze potranno essere soddisfatte. Speranza,
fiducia e ottimismo si riducono di conseguenza,
il che influenza il tasso di ossitocina. La routine
quotidiana perde un po' della sua magia, che lei
cerca di recuperare dedicandosi maggiormente al
rapporto; quando tuttavia i suoi tentativi non vengono
corrisposti, entusiasmo e motivazione vacillano.
L'atteggiamento distaccato dell'uomo e la sempre
maggiore attenzione che la donna pone sulla mancanza
di contatto finiscono inevitabilmente per generare
tensioni nella coppia. Se si esaminano con più attenzione
gli effetti del testosterone e dell'ossitocína,
si può comprendere meglio la diversa risposta allo
stress di uomini e donne e trovare il modo di sfruttarla
per raggiungere l'armonia nel rapporto.
- Testosterone,
il re degli ormoni.
Il testosterone, l'ormone maschile più importante, è uno dei fattori
chiave che determinano i tratti sessuali dell'uomo,
tra i quali il carattere dominante, la forza fisica
ed emotiva, la forma corporea, la pelosità, il tono
di voce, l'odore e la performance sessuale. L'ormone
influenza anche la sicurezza di sé, lo spirito d'iniziativa,
la competitività, la creatività, l'intelletto e
la capacità di concepire e attuare nuove idee. Anche
le donne possiedono una certa quantità di testosterone,
ma rispetto a loro un uomo adulto ne produce venti,
trenta volte di più. Il testosterone è importante
ai fini della buona salute generale e contribuisce
allo sviluppo di ossa e muscoli. Con il giusto livello
di testosterone, un uomo è in grado di controllare
lo stress. Questo è l'aspetto fondamentale: l'ormone
non deve essere troppo né troppo poco.
Il testosterone infatti può aumentare significativamente in caso di
stress acuti e potenziare l'aggressività. Dalle
ricerche è emerso che molti uomini sono affetti
da stress cronico, il che determina una drastica
diminuzione di tale ormone. Il fenomeno si associa
alla cosiddetta sindrome dell'uomo irritabile, caratterizzata
da asocialità, suscettibilità e depressione.
Nell'uomo un livello normale di testosterone si associa a una sensazione
di appagamento. Per star bene in un rapporto di
coppia, l'uomo deve sapere di poter soddisfare le
esigenze della partner. Quando lei gli dimostra
fiducia, consenso e apprezzamento, non solo ne arricchisce
lo spirito ma contrasta gli effetti dello stress
contribuendo a mantenere un livello adeguato di
testosterone nel suo organismo.
Spesso un uomo innamorato si tormenta all'idea di rendere felice la
donna. La sfida rappresentata dalla relazione genera
in lui un'ondata di sentimenti positivi e un incremento
di testosterone. Quando percepisce di poter ottenere
quello che vuole, la produzione dell'ormone aumenta;
quando invece avverte il contrario, sale lo stress
e il testosterone si riduce.
Più un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto, più
il livello dell'ormone si manterrà a livelli adeguati.
La sicurezza di sé stimola il testosterone e i comportamenti
che ne inducono la produzione aumentano a loro volta
la sicurezza che un uomo ha di sé. Vale in entrambi
i sensi. Quando un uomo percepisce di avere successo,
gode di maggiore energia e benessere perché i livelli
di testosterone sono normali. Se invece ha la sensazione
di essere inetto, energia e interesse calano di
pari passo con la quantità dell'ormone. Per questo
per un uomo è molto importante essere accettato
e apprezzato.
Quando l'uomo sente di non avere successo sul lavoro o si preoccupa
per problemi che non è in grado di risolvere, il
livello di testosterone comincia a diminuire e finché
non tornerà normale egli si sentirà giù di morale.
Gli uomini depressi hanno in effetti una scarsa
quantità di testosterone.
Questa dinamica spiega anche perché l'uomo prenda spesso le distanze
da un problema e per un po' se ne dimentichi. Dedicandosi
a un'altra attività meno impegnativa, riesce con
facilità a riconquistare la sicurezza di sé e quindi
a ripristinare il tasso di testosterone. A quel
punto potrà riprendere in mano il problema e risolverlo
in modo più efficace.
L'ambiente lavorativo tradizionale, dominato dagli uomini, presenta
un'ampia gamma di attività, sfide, regole e situazioni
adatte a stimolare la produzione di testosterone,
tra cui:
• Definizione degli obiettivi
• Competizione
• Risoluzione di problemi
• Responsabilità
• Rischio
• Pericolo
• Posizioni di predominio
• Successo
• Efficienza
• Urgenza
• Denaro
• Conquista
• Progetti
• Risultati finali
• Potere
Se un uomo si sente
sicuro delle sue capacità, tali fattori stimoleranno
la secrezione di testosterone e lo entusiasmeranno,
riducendo gli effetti devastanti dello stress. Gli
stessi fattori però possono essere fonte di depressione
se non ha fiducia in se stesso. Sviluppare e mantenere
la sicurezza di sé è una delle maggiori difficoltà
che l'uomo incontra nella vita: da essa dipendono
il suo successo o il suo fallimento, il suo entusiasmo
o la sua depressione.
In tutti gli uomini i livelli di testosterone si riducono nel corso
della giornata. L'ormone segue infatti un ciclo
naturale e raggiunge un picco al mattino. Lavorando
l'uomo esaurisce le sue riserve, e quando termina
ha bisogno di rilassarsi per ripristinarle; questo
processo si avvia di solito al tramonto. Quando
si trova nella fase di recupero, l'uomo non segue
più l'istinto che lo porta a essere responsabile,
il che permette ai livelli ormonali di normalizzarsi.
Allo scopo può fare un sonnellino, impegnarsi in
qualcosa di semplice o svagarsi guardando la tv
e leggendo il giornale.
Se invece non si concede un po' di tempo per recuperare, il livello
di testosterone si abbassa ancora, fatto che compromette
non solo il desiderio sessuale ma anche l'umore:
l'uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo.
La donna non capisce istintivamente il bisogno maschile
di relax, perché il suo benessere non dipende dalla
normalizzazione dei livelli di testosterone.
Spesso pensa quindi che il marito sia pigro, quando in realtà segue
solo l'imperativo biologico a riposare. La donna
produce testosterone, che tuttavia nel suo caso
è scarsamente correlato con lo stress. L'ormone
che ha una funzione equivalente nell'organismo femminile
è l'ossitocina.
- Ossitocina,
l’ ormone delle coccole.
L'ossitocina, nota anche come ormone
dell'attaccamento, viene prodotta in gran quantità
durante il parto, la lattazione e l'orgasmo, in
entrambi i sessi. Nella donna i livelli di ossitocina
possono aumentare durante un massaggio rilassante
e diminuire in situazioni di trascuratezza e abbandono.
Tale ormone influenza i legami interpersonali, la
fiducia e il riconoscimento sociale. Nella donna
stimola il comportamento materno e induce l'eccitazione
sessuale; riduce inoltre la pressione sanguigna,
il tasso di cortisolo e la sensazione di paura.
Gli studi condotti sull'argomento hanno dimostrato
che uomini e animali con livelli elevati di ossitocina
sono più calmi, meno ansiosi e più inclini a socializzare.
Uomini e donne hanno in media la stessa quantità di ossitocina nel
sangue, ma le donne possiedono più estrogeni che
ne potenziano l'efficacia. Inoltre, il testosterone
presente nell'uomo contrasta l'effetto calmante
dell'ossitocina. La modalità in cui questa interagisce
con estrogeni e testosterone spiega la diversa reazione
allo stress di uomini e donne.
Si è scoperto che l'ossitocina diminuisce lo stress nella donna ma
non ha lo stesso effetto sull'uomo. Stimolare una
produzione eccessiva di tale ormone negli uomini
può in realtà ridurne il livello di testosterone;
in modo analogo, nella donna una quantità eccessiva
di testosterone può compromettere l'efficacia dell'ossitocina
ai fini della gestione dello stress.
L'ossitocina genera sentimenti di attaccamento; non a caso aumenta
quando la donna crea un legame di amicizia, condivisione,
aiuto o affetto e diminuisce quando invece perde
qualcuno o subisce una perdita di qualche tipo,
si separa o si sente sola, ignorata, rifiutata,
disarmata e insignificante. Una donna innamorata
presenta un livello elevato di ossitocina: arde
dal desiderio di donare se stessa e di trascorrere
più tempo con il partner.
Per star bene in una relazione, la donna deve sapere che il partner
si dedica a lei con altrettanta cura. Questo tipo
di sostegno influenza direttamente i livelli di
ossitocina del suo organismo, il che a sua volta
riduce lo stress da cui è afflitta. Se dal partner
arrivano messaggi di interessamento, comprensione
e rispetto, nella coppia si crea un legame di fiducia
che nutre lo spirito della donna e ne aumenta l'ossitocina.
Questa aspettativa ha però l'effetto contrario quando una donna si
attende dall'uomo più di quello che può darle: a
quel punto la delusione limita la produzione di
ossitocina.
Quando, invece di ricercare altri tipi di sostegno, pretende inconsapevolmente
che sia l'uomo l'unica fonte utile per stimolare
l'ossitocina, predispone la strada per il suo fallimento.
Esistono diversi modi in cui la donna può incrementare l'ossitocina
presente nel suo organismo: per esempio, aiutando
qualcuno. In questo caso si adopera perché ha a
cuore una persona, non perché viene pagata o perché
deve svolgere il suo lavoro. Quando diamo per avere
in cambio qualcosa, aumentiamo il testosterone,
non l'ossitocina. Se una donna sente di non ricevere
abbastanza da una relazione, si dona al partner
in modo limitato: in altre parole, è più concentrata
su quello che riceve in cambio. Il suo donare non
disinteressato stimola ben poco la produzione di
ossitocina; la sua produzione è minata dalla negatività
e dalla rabbia. Quando invece doniamo in modo incondizionato,
l'ormone aumenta notevolmente: ciò si verifica nel
caso in cui ci dedichiamo agli altri, condividiamo
e creiamo legami di amicizia senza nutrire aspettative.
Così come aumenta quando doniamo qualcosa agli altri,
la produzione di ossitocina si incrementa anche
quando doniamo qualcosa a noi stessi.
In passato nelle comunità femminili, dove le donne
lavoravano allevando nel contempo i figli e aiutandosi
a vicenda, erano presenti attività, comportamenti
e fattori che favorivano la liberazione di tale
ormone:
• Condivisione
• Dialogo
• Sicurezza
• Pulizia
• Bellezza
• Fiducia
• Lavoro di squadra
• Interessamento agli altri
• Condivisione delle responsabilità
• Coerenza
• Elogi
• Affetto
• Virtù
• Attività educativa
• Sostegno
• Cooperazione
• Impegno collettivo
• Routine, ritmo e regolarità
A casa, come del resto in una relazione, il corpo femminile
produce ossitocina quando la donna si sente libera
di donare a se stessa e agli altri. Se invece è
indaffarata, sopraffatta o sotto pressione, esaurisce
la riserva di ormoni utili a controllare lo stress
facendolo aumentare.
L'ossitocina inizia a normalizzarsi quando la donna si sente di nuovo
considerata, ascoltata e sostenuta. Al termine della
giornata, il pensiero di un semplice abbraccio,
di due chiacchiere e di un po' di affetto può essere
davvero corroborante. Quando una donna è convinta
di non poter ricevere tra le mura domestiche quello
di cui ha bisogno, ogni sentimento affettuoso scompare
e il livello di ossitocina si riduce drasticamente.
Partecipare ad attività lavorative che stimolano la produzione di testosterone
può ridurre il tasso di ossitocina nella donna.
Quando torna a casa con una scarsa quantità di ossitocina
nell'organismo, la donna vive come un peso il ruolo
di compagna, madre, amica e dispensatrice di affetto.
Se presume di dover ancora sbrigare molte incombenze
senza avere né il tempo né le energie sufficienti,
lo stress di cui è vittima aumenta. La donna vive
in sostanza un'esperienza molto diversa dall'uomo.
Quando questi termina la giornata di lavoro, comincia già a rilassarsi.
Se a casa si sente sollecitato a fare di più, la
sua attitudine al riposo viene frustrata; posto
di fronte ad altre responsabilità e con poco tempo
per riprendersi, ha sempre meno energie. Invece
di tornare a casa e trovare un ambiente affettuoso
e corroborante, uomini e donne si trovano quindi
di fronte a una nuova fonte di stress. Gli uomini
sono quasi privi di forze, le donne hanno bisogno
del loro tempo e del loro aiuto; di conseguenza
entrambi ricevono sollecitazioni negative.
Le donne che valutano l'idea di divorziare affermano spesso di dare
in continuazione ma di non ricevere quello di cui
hanno bisogno. Aggiungono inoltre che notano l'indolenza
del marito e questo le demotiva ancora di più. Avendo
l'impressione che il partner non si curi delle sue
esigenze, la donna si sente sempre più insoddisfatta
e carica di risentimento. Può continuare ad amarlo
ma desidera porre fine alla relazione perché sente
che non ha più nulla da dargli.
Stare insieme a lui non la aiuta più a ripristinare i livelli di ossitocina
dopo un'impegnativa giornata di lavoro. La sola
idea di poter essere ignorata o rifiutata induce
un ulteriore abbassamento dell'ormone e un aumento
dello stress. Invece di rappresentare una fonte
di sostegno, il partner diventa così un ulteriore
fardello. Se viceversa questi riesce a comprendere
le sue necessità, è pronto ad abbracciarla quando
si rivedono e a passare un po' di tempo con lei
per permetterle di parlare della sua giornata, la
produzione di ossitocina aumenta e così il benessere
della coppia. Dato che la donna sarà altrettanto
attenta alle esigenze di lui, non si dimostrerà
troppo esigente e lascerà che il partner si goda
un momento di riposo.
Il successo professionale è importante per una donna, ma non migliora
la qualità delle sue relazioni se questa non raggiunge
un equilibrio tra attività lavorative legate alla
produzione di testosterone e comportamenti utili
a stimolare l'ossitocina. Le prime possono ridurre
lo stress nell'uomo, non nella donna: per lei l'elemento
fondamentale è infatti la qualità delle relazioni.
C3- L'effetto degli ormoni.
La reazione del «combatti o fuggi» è una risposta automatica dell'intero
organismo a ciò che viene percepito come un attacco
o una minaccia per la sopravvivenza: ci prepara
in sostanza a difenderci ed è insita nel nostro
cervello. Quando siamo in pericolo, il sistema nervoso
centrale si attiva; adrenalina, cortisolo e altri
ormoni vengono liberati nel sangue mentre frequenza
cardiaca, pressione sanguigna e respirazione aumentano.
Per consentirci di avere più energia per correre
e lottare, l'afflusso di sangue viene deviato dall'apparato
digerente ai muscoli e agli arti. l'attenzione si
acuisce e gli impulsi diventano più rapidi. In questo
stato di allerta qualsiasi cosa può essere percepita
come un nemico o una minaccia per la sopravvivenza.
Tale reazione fisica è dunque un efficace sistema
di difesa nelle situazioni in cui c'è pericolo di
vita.
Oggi, a causa delle tensioni prolungate della vita moderna, gli ormoni
dannosi dello stress vengono secreti nel nostro
corpo in risposta a eventi che non rappresentano
una vera minaccia fisica. Non riusciamo a utilizzarli
né a metabolizzarli con l'attività fisica, né possiamo
fuggire dalle minacce percepite o combattere contro
quanti consideriamo avversari. Dobbiamo invece mantenere
la calma quando veniamo biasimati sul lavoro, dominare
la rabbia quando restiamo imbottigliati nel traffico,
essere pazienti quando incappiamo in situazioni
spiacevoli che non possiamo evitare. Molti fattori
che generano tensione nella vita quotidiana attivano
la reazione del «combatti o fuggi» e possono indurci
all'aggressività o a comportamenti eccessivi. Questa
reazione, inoltre, può avere effetti devastanti
a livello emozionale e psicologico: abbiamo infatti
la sensazione di passare da una crisi all'altra.
Per di più l'accumulo degli ormoni dello stress
determina la comparsa di disturbi quali cefalee,
sindrome dell'intestino irritabile, ipertensione,
affaticamento cronico, depressione e allergie.
La risposta a questo tipo di pressione è suddivisa in tre fasi: fisiologica,
psicologica e comportamentale.
A livello fisico, l'organismo entra in stato
di allerta, passa poi alla fase di resistenza
nella quale inizia a rilassarsi, per giungere
infine a una condizione di spossatezza estrema.
La risposta psicologica allo stress comporta
sentimenti di ansia, paura, rabbia, tensione,
frustrazione, disperazione e depressione.
A livello comportamentale tentiamo di alleviare
i sentimenti negativi causati dallo stress:
mangiamo troppo o troppo poco, beviamo o fumiamo
troppo, assumiamo più farmaci o attuiamo la
reazione del «combatti o fuggi», rispettivamente,
dimostrandoci polemici o chiudendoci in noi
stessi.
Quando l'uomo manifesta tale reazione, il suo organismo libera vasopressina
che viene potenziata dal testosterone. La combinazione
di tali ormoni sopprime la produzione di ossitocina,
per questo l'uomo ha più difficoltà a calmarsi:
non possiede quel tranquillante innato di cui dispone
invece la donna per controllare lo stress. Nello
svolgimento delle attività quotidiane le donne sono
soggette a maggiori reazioni emotive ma nei momenti
di grave pericolo, quando gli uomini sono pronti
a combattere, sono spesso loro a calmare le acque.
Gli scienziati ritengono che le nostre antenate abbiano sviluppato
tale reazione allo stress per proteggersi durante
la gravidanza, l'allattamento e la cura dei figli.
Nei momenti di tensione la donna accudisce la prole
e aiuta gli altri per salvaguardare la sopravvivenza
della specie. Dato che un gruppo ha più probabilità
di un individuo di evitare un pericolo, la sensibilità
e la capacità di intessere legami è un meccanismo
protettivo sia per la madre sia per il figlio. In
passato, quando gli uomini andavano a caccia, aiutare
le altre donne era un atto necessario per la sopravvivenza,
dal momento che gravidanza, allattamento e cura
della prole rendevano una madre più vulnerabile
alle minacce esterne.
Creandosi una rete di sostegno, le donne godevano dunque di protezione
e assistenza maggiori per allevare i figli. Lavorare
in gruppo consentiva loro di raccogliere il cibo
e di occuparsi in modo più efficace del focolare.
Nella preistoria gli uomini tendevano a formare
gruppi più grandi per ragioni difensive e offensive,
le donne gruppi più piccoli da cui trarre sostegno
emotivo e affettivo nei momenti di tensione.
Esse non possedevano forza, dimensioni corporee e massa muscolare tali
da potersi difendere alla stregua degli uomini.
La reazione del «combatti o fuggi» non avrebbe garantito
la sopravvivenza loro e dei loro figli, perché non
avrebbero potuto metterla in pratica in gravidanza
né proteggere i bambini quando erano impegnate ad
allattarli o accudirli.
Questa reazione allo stress è ancora oggi evidente nel comportamento
femminile: invece di chiudersi in sé o di diventare
aggressiva, per alleviare la tensione la donna cerca
il contatto sociale soprattutto con altre donne
e si dedica ai figli. Come osservato, la produzione
di ossitocina è direttamente legata ai comportamenti
e alle reazioni inerenti alla cura dell'altro. Le
situazioni in cui una donna si dedica agli altri
o instaura contatti a livello emozionale sono le
più efficaci per stimolare tale ormone.
Nel mondo del lavoro il rilascio di ossitocina può essere compromesso
dalla necessità di prendere decisioni o di stabilire
priorità in base al risultato da conseguire, nonché
di comportarsi in modo professionale. Tali circostanze
stimolano infatti il testosterone e, pur non essendo
affatto negative, non servono a diminuire il livello
di stress nella donna.
Anche i comportamenti di una madre che accudisce i figli e cura la
casa possono tuttavia diventare stressanti se lei
percepisce di avere tutto sulle sue spalle, di non
beneficiare del sostegno della comunità o di altre
donne.
In definitiva, la donna è vittima dello stress quando non si ritaglia
il tempo necessario per svolgere attività in grado
di aumentare i livelli di ossitocina.
Quando comprende quali siano i comportamenti utili a stimolare l'ossitocina,
l'uomo riesce a interpretare gli atteggiamenti della
donna in un'ottica completamente diversa. Per esempio,
quando questa si lamenta perché non ha abbastanza
sostegno o sente la necessità di parlare di un problema,
capirà che non disprezza il suo aiuto e che sta
solo cercando di controllare lo stress mediante
l'ossitocina.
La maggior parte degli uomini non sa che parlare e condividere i problemi
può aumentare la quantità di ossitocina e aiutare
quindi una donna a gestire lo stress. Se non conosce
questo impulso biologico, l'uomo può presumere erroneamente
che la donna voglia da lui una soluzione e la interrompe
per fornirgliela: questo perché, come abbiamo già
visto, risolvere i problemi è una delle strategie
che adotta per star meglio quando è teso. è convinto
di poter aiutare anche la partner in tal modo, invece
così facendo aumenta il proprio livello di testosterone,
non quello di ossitocína di lei. Quando un uomo
comprende che ascoltare la partner è sufficiente
a rasserenarla, il suo tasso di testosterone aumenta
lo stesso perché sa che sta risolvendo un problema.
La donna non ha mai tregua, ma se i suoi livelli di ossitocina sono
ottimali, la riduzione dello stress che ne consegue
le permette di avere una fonte infinita di energia
e di apprezzare anche il sesso. Insieme a un'efficace
comunicazione, l'intimità sessuale può essere per
lei uno dei metodi più validi per alleviare le tensioni,
perché durante l'eccitazione sessuale e l'orgasmo
viene appunto rilasciato tale ormone.
Il problema sta nel fatto che, per provare desiderio sessuale, ha in
genere bisogno di una buona quantità di ossitocina
in corpo. Le donne sessualmente molto attive tendono
a voler fare molto sesso perché in questo modo innescano
una produzione a cascata dell'ormone. Quelle che
invece non hanno rapporti da tempo non ne sentono
la mancanza, perché sono sottoposte a un grave stress.
Si tratta, in sostanza, di una reazione da «tutto
o niente».
Dopo una giornata impegnativa l'ultima cosa che di solito una donna
desidera è fare sesso: spesso questo occupa l'ultimo
posto della lunga lista di cose da sbrigare. Ci
sono certamente eccezioni, ma nella maggior parte
dei casi lo stress inibisce il desiderio sessuale
della donna.
Alcune donne, per così dire più sensibili al testosterone, desiderano
far sesso anche quando sono tese e hanno un basso
livello di ossitocina: sono, in poche parole, simili
agli uomini, che possono usare il sesso per alleviare
lo stress. Quando questo succede, trovano un po'
di sollievo ma per ragioni diverse dall'uomo.
L'orgasmo aumenta temporaneamente il tasso di ossitocina e riduce quello
di testosterone; per un breve periodo loro sono
quindi sollevate dagli effetti dell'ormone maschile.
Talvolta desiderano intensamente fare sesso ma sono
incapaci di raggiungere l'orgasmo o non vengono
appagate da un solo orgasmo. Per quanto eccitante
possa sembrare, in realtà è un fatto molto frustrante
per entrambi i partner. L'uomo vuole essere in grado
di soddisfare la donna, proprio come lei desidera
essere soddisfatta. L'ossitocina dà una sensazione
di appagamento. Una quantità eccessiva di testosterone
può invece interferire con la capacità della donna
di fare sesso in modo soddisfacente. è come mangiare
un biscotto ricco di zucchero: ha un buon sapore
ma aumenta la voglia di mangiarne altri.
L'attivítà sessuale stimola la produzione di testosterone nell'uomo,
l'orgasmo determina il rilascio di ossitocina. L'effetto
calmante di questa cascata ormonale spiega perché,
dopo, l'uomo spesso si addormenti. In tale fase
i livelli maschili di testosterone calano per qualche
tempo: per questo subito dopo il rapporto l'uomo
sente talora la necessità di un maggior distacco.
Uomini e donne hanno reazioni diverse dopo il sesso per ragioni ormonali:
mentre i livelli elevati di ossitocina rendono la
donna incline alle tenerezze, l'aumento di ossitocina
e la diminuzione di testosterone inducono sovente
l'uomo a chiudersi in sé nella fase in cui gli ormoni
si normalizzano. Conoscendo e accettando tale diversità,
si evitano spiacevoli incomprensioni.
Far sesso con regolarità e in modo appagante è uno dei lati migliori
di un valido rapporto di coppia. Per riuscire a
beneficiarne a vita, ben oltre gli entusiasmi iniziali,
uomini e donne devono dare spazio alla creatività
e trovare nuovi modi per aumentare i livelli femminili
di ossitocina. Quando una donna riesce a rilassarsi,
apprezza di nuovo la sessualità.
Dare al partner quello che vogliamo produce spesso il risultato opposto
a quello desiderato. Uomini e donne hanno molti
obiettivi identici: vogliono entrambi sentirsi protetti,
felici, realizzati e amati, ma per raggiungere lo
scopo possono aver bisogno di strategie molto diverse.
Sono gli ormoni che fanno la differenza.
Alla luce dei fattori biologici che spiegano la diversa reazione allo
stress di uomini e donne, si comprende perché talvolta
Marte e Venere entrino in collisione. Il condizionamento
sociale, il modello parentale e la cultura possono
influenzare significativamente il modo in cui interagiamo
e reagiamo; la nostra risposta allo stress è tuttavia
insita nell'organismo e nel cervello.
D L' Energia delle
donne.
D1- La lista infinita.
Più una donna si sente vittima dello stress, più
ne viene sopraffatta: ha troppe cose da sbrigare
prima di potersi rilassare e quando cerca di fare
l'impossibile arriva allo sfinimento. Purtroppo
però il problema non finisce qui: più si sente esaurita,
più avverte l'ansia di fare tutto quello che ha
in mente.
- Sempre qualcosa da
fare.
Lo stress induce a sentirsi sopraffatti, sentirsi
sopraffatti porta all'esaurimento, l'esaurimento
genera ansia e l'ansia provoca ulteriore stress.
Si instaura, in poche parole, un circolo vizioso.
Quando una donna si dedica ad attività che stimolano
la produzione di ossitocina, il livello di stress
diminuisce, il senso di sopraffazione scompare e
le energie ritornano. Se è piena di energia, le
sue responsabilità le appaiono molto piacevoli:
ha sempre una lista infinita di cose da fare ma
l'impresa non le sembra più tanto sconfortante.
Quando lo stress si riduce e le energie abbondano,
le donne sono felici e orgogliose di fare quanto
devono. Mia madre ha cresciuto sei maschi e una
femmina; mio padre viaggiava molto, eppure lei riusciva
a fare quello che doveva anche quando lui era assente,
senza sfinirsi. Apparteneva a un'altra generazione
di donne che erano in grado di fare tutto. Vero
è che seguivano un altro stile di vita: non erano
immerse nel mondo del lavoro né si occupavano di
attività che stimolavano continuamente la produzione
di testosterone. Adottavano un modo di vivere e
un'alimentazione che garantivano loro tutta l'energia
necessaria e favorivano il rilascio di ossitocina.
Indipendentemente dal fatto che abbia o no figli,
la donna ha il dono della resistenza. Studi recenti
hanno rivelato che il corpo femminile possiede una
resistenza quasi doppia rispetto a quello maschile.
L'uomo ha circa il 30 percento di massa muscolare
in più della donna, ma i suoi muscoli si stancano
molto più rapidamente - a una velocità quasi doppia
- rispetto a quelli femminili. La scoperta è stata
effettuata dai ricercatori della Nasa. Nello spazio
l'uomo perde tanta massa muscolare che all'atterraggio
lascia la navicella sulla sedia a rotelle; quando
sono andate in orbita le donne, si è osservato che
i loro muscoli non si logoravano quanto quelli maschili.
Questa è una delle ragioni per cui l'uomo deve produrre
più testosterone: oltre a ridurre lo stress, l'ormone
ne ricostruisce la massa muscolare. Come abbiamo
già visto, il livello di testosterone si ripristina
quando l'uomo sta a riposo.
Maggiore è lo stress cui è sottoposto durante il
giorno, maggiore è lo svuotamento mentale cui va
incontro. Per la donna è inconcepibile che l'uomo
possa star seduto senza pensare a niente, eppure
è così: gli basta trovare un punto focale per liberare
del tutto la mente. Alla donna questo non succede
perché i suoi muscoli non si logorano quanto quelli
maschili e non privano di conseguenza il cervello
degli amminoacidi necessari alle attività mentali.
Più un uomo si sente vittima dello stress, più ha
necessità di recuperare. I messaggi positivi che
gli giungono dalla partner possono tuttavia aiutarlo
a ridurre le tensioni e il tempo necessario a riprendersi.
Il corpo femminile è molto diverso da quello maschile
anche per altri aspetti. Dato che possiede il 20-25
percento di grasso in più, la donna dispone di una
riserva prolungata di energia per restare attiva
durante le ore di veglia. Il rapporto massa grassa-massa
muscolare più elevato le consente non solo di produrre
gli ormoni necessari in gravidanza ma anche energia
in più. Bruciando il grasso immagazzinato nelle
cellule adipose, la donna genera un'energia circa
venti volte superiore a quella dell'uomo per alimentare
il cervello che non riposa mai e continua a elaborare
liste infinite di cose da fare.
- La vera ragione della
stanchezza femminile.
La donna si esaurisce non per logoramento muscolare
ma per mancanza di una quantità sufficiente di ossitocina.
A mano a mano che il livello di stress sale e l'organismo
produce più cortisolo, diventa più difficile bruciare
i grassi per ricavare energia, che viene invece
ottenuta dai carboidrati e dagli zuccheri. In tale
condizione la donna sente il desiderio di ingerire
carboidrati, caffeina o zuccheri per avere una carica
a breve termine, che la lascia ben presto ancora
più sfinita. Come abbiamo visto, nel suo caso la
soluzione non è dedicare maggior tempo al riposo,
ma trovare attività in grado di stimolare l'ossitocina
per ridurre lo stress.
- Il Somatotipo
La reazione della donna all'incapacità dell'organismo
di bruciare i grassi a causa dello stress è influenzata
dalla tipologia corporea. Esistono tre somatotipi
principali: endomorfo, mesomorfo ed ectomorfo.
Endomorfo: la donna che tende ad avere una forma
corporea arrotondata possiede più energia di molte
altre, ma nei momenti di stress inizierà a immagazzinare
i grassi in eccesso nei punti indesiderati. Ritiene
che troppe persone abbiano bisogno di lei e a poco
a poco finisce per esaurirsi.
Mesomorfo: la donna che ha un corpo più muscoloso
immagazzinerà un po' di grasso in più nei muscoli,
ma nei momenti di stress resterà priva di energie.
Senza un'elevata quantità di ossitocina in corpo,
sarà sempre più vittima dello stress e avrà la sensazione
di avere troppo da fare.
Ectomorfo: la donna molto magra, con grasso e massa
muscolare minori di altre, nonché priva di un livello
adeguato di ossitocina, è afflitta da ansie e preoccupazioni
sempre più profonde. Ha la sensazione di doversi
preoccupare di troppe cose.
Quando l'organismo non produce abbastanza ossitocina,
la donna va in genere incontro ad aumento di peso,
perdita di energia e a un senso di sopraffazione.
L'entità di tali effetti dipende dal somatotipo.
La ragione per cui oggi le donne sono stanche non
è rappresentata dalle tante cose da fare, ma dal
rilascio di una quantità inadeguata di ossitocina
che le aiuti a gestire lo stress.
Quando non si rendono conto del vero problema, si
danno molto da fare invece di svolgere attività
in grado di aumentare tale ormone, erroneamente
convinte di poter alla fine riposare. Non solo impongono
a se stesse un maggior carico di lavoro, ma si attendono
che il partner le imiti.
L'idea che, depennando tutte le voci della lista,
stress e angosce scompaiano è un'illusione. è proprio
lo stress a indurre sfinimento e senso di sopraffazione.
D2- La vita si logora.
- Come non
trattare le donne tese.
Spesso l'uomo commette lo sbaglio di credere che,
aiutando la partner a risolvere i suoi problemi,
questa si senta meglio: è una strategia efficace
per lui, non per lei. Come già rilevato, l'aumento
del testosterone impiegato nella risoluzione dei
problemi non giova alla donna logorata dallo stress.
Quello che invece l'uomo può fare è aiutarla a produrre
più ossitocina.
Se ignora questa differenza tra i sessi, l'uomo
peggiora la situazione nel tentativo di darle una
mano o di accorciare la lista di cose da fare. Il
caso qui descritto è piuttosto tipico e forse vi
sarà familiare:
Lui- Rilassati. Guardiamo un po’ di TV.
Lei- Non capisci. Ho troppe cose da fare: Devo
preparare la cena, pagare le bollette. Devo
fare il bucato. Non ho ancora telefonato ai
miei per ringraziarli. E stavo quasi dimenticando
che avevo promesso di preparare gli inviti per
il compleanno della piccola e non riesco a trovare
niente sulla scrivania: è un tale caos! » Con
un sospiro aggiunge: «Sono così indietro con
tutto. Non ho tempo di guardare la tv.
Lui- Ma è ridicolo, non hai niente da fare!
Lei- Non è affatto vero. Tu proprio non capisci!
Invece di aiutarla, le risposte
noncuranti di lui e il tentativo di indurla a considerare
le situazione da un altro punto di vista aumentano
tensioni e fraintendimenti. Inoltre, una discussione
simile ingenera nell'uomo una sensazione di sconfitta;
dopo qualche anno non si curerà nemmeno più di aiutare
la partner perché avrà l'impressione che non ci
sia nulla che le vada bene. Lei alla fine smetterà
di comunicargli quello che prova perché non lo riterrà
in grado di capire quello di cui ha bisogno per
rasserenarsi.
L'uomo ama provvedere alle necessità: si pone sempre
delle priorità in ordine a quello che deve fare
e valuta l'energia che possiede, in modo da realizzare
prima gli obiettivi più importanti. Come già ricordato,
si concentra su un solo compito alla volta; questo
fatto gli impedisce di venire sopraffatto come invece
capita alla donna, ma anche di capire lo stato d'animo
della partner.
Quando la donna parla, l'uomo vaglia tutto ciò che
dice per decidere che cosa vada fatto prima. Stabilisce
continuamente priorità e confronta le esigenze della
partner con tutti gli altri problemi da appianare:
in altre parole, classifica le sue affermazioni
come importanti o irrilevanti in relazione a una
serie di questioni da risolvere in base a determinate
priorità. Se quanto esprime è irrilevante nel quadro
generale delle cose, finisce in fondo alla lista.
Tale approccio genera talvolta nella donna la sensazione
che le sue richieste non siano importanti per l'uomo,
ovvero di non essere importante per lui. Ciò non
corrisponde al vero ma questa è l'impressione che
ha. Di certo converrebbe che, rispetto a molti altri
problemi, i suoi non sono così gravi, ma nella sua
ottica non è questo il punto. Le donne parlano per
molteplici ragioni che possono non riguardare affatto
il superamento delle difficoltà: bisogno di vicinanza,
desiderio di ricreare un contatto, voglia di sentirsi
meglio o necessità di analizzare i propri sentimenti.
- Dare meno per
ricevere di più
Talora la donna descrive tutta una serie di fatti
secondari che le sono accaduti: desidera solo essere
compresa, invece il partner li vaglia e li classifica
come meno rilevanti rispetto a questioni serie come
guadagnare di più e migliorare il tenore di vita.
Mentre è assorto in questo compito, la qualità della
conversazione scade. Proprio come lei ha difficoltà
a mantenere viva la sua attenzione, lui ha difficoltà
a concentrarsi sul discorso.
Se viceversa smette di cercare di risolvere i problemi
della partner e si limita ad ascoltarla - esigenza
questa che è perfettamente in grado di soddisfare
- resta concentrato. Dal canto suo, la donna può
mantenere elevati i livelli di testosterone dell'uomo
quando gli affida compiti concreti da svolgere.
In molti casi ha bisogno soltanto di esprimere i
suoi sentimenti, di sapere che il partner la ascolta
e cerca di capire che cosa prova. Non vuole che
le risolva tutti i problemi o che la aiuti a stabilire
che cosa debba o non debba fare. Quando spiega il
suo stato d'animo, la donna cerca di alleviare lo
stress aumentando l'ossitocina che ha in corpo.
Se tuttavia spera dentro di sé di motivare il partner
a darsi da fare, si sbaglia completamente. Se l'uomo
non deve cercare di risolvere i problemi della donna
quando questa esterna il suo stato d'animo, la donna
non deve aspettarsi che l'uomo ascolti e intervenga
per appianare le difficoltà. In poche parole, deve
ricordare con chiarezza che comunicare i propri
sentimenti non significa domandare indirettamente
aiuto per tutte le cose che ha da fare. In un altro
momento, quando sarà in grado di mettere da parte
i sentimenti, potrà chiedergli in modo molto più
efficace una mano per uno scopo preciso.
Se ignora la correlazione tra testosterone e senso
di benessere nell'uomo, la donna potrebbe pensare
che gli uomini non siano che bambini desiderosi
di attenzioni. In fondo, le donne non hanno bisogno
di apprezzamenti per tutto quello che fanno in casa:
vogliono solo un po' di aiuto. Se tuttavia non conoscono
le differenze ormonali che ci caratterizzano, rischiano
di ignorare o sminuire la necessità che l'uomo ha
di sentirsi apprezzato.
L'uomo, dal canto suo, può fraintendere in modo
analogo il comportamento femminile. Se per esempio
non capisce che la donna ha bisogno dell'ossitocina
per rilassarsi, tende a giudicarla, gli sembra troppo
esigente nella sua ricerca di una maggiore intimità.
Il bisogno di ricevere più complimenti, attenzioni,
affetto e abbracci, dettato da tale ormone, può
essere facilmente trascurato o recepito come eccessivo.
Quando invece comprendiamo che i comportamenti sono
influenzati dagli ormoni, iniziamo a capire perché
i tentativi compiuti in passato per aiutare il partner
siano falliti.
Quando la donna vive un periodo di stress, commette
spesso l'errore di dare di più invece di concentrarsi
su se stessa per ricevere quello di cui ha bisogno.
Così come l'uomo ha necessità di riposare e recuperare
dopo il lavoro, la donna deve poter controbilanciare
il ritmo frenetico della giornata ritagliandosi
un po' di tempo per ricevere il sostegno che le
serve. Il suo livello di ossitocina risulta ottimale
solo se, oltre a dare, percepisce di ricevere amore,
aiuto e affetto.
Se si sente sostenuta, l'ormone aumenta; in questo
caso può continuare a donare agli altri e riesce
a controllare lo stress. Si crea così un ciclo ideale
che favorisce l'appagamento.
Tuttavia c'è anche un rischio: quando non riceve
quello di cui ha bisogno, la donna obbedisce all'imperativo
femminile di dare di più per stare meglio e salvo
che non compia volutamente uno sforzo, sentirà un
bisogno compulsivo di donare invece di ricevere
dagli altri.
Se non si impone di smettere, rischia di fallire
nel suo intento. L'uomo è diverso: ama di più la
partner quando lei non ha l'impressione di sacrificarsi
e accetta quanto ha da darle. A mano a mano che
la donna impara a ricevere l'aiuto offertole, l'uomo
si sente sempre più realizzato.
«Dare di meno» è facile per l'uomo ma non lo è altrettanto
per la donna. Per produrre ossitocina, lei ha bisogno
di sentirsi appagata nel dare ma anche nel ricevere.
Imparare a dire di no alle richieste altrui è importante
tanto quanto saper dire di sì. Dato che una donna
ha difficoltà a dire di no alle necessità del prossimo,
può cercare di vedere la questione in una luce diversa:
non dire di no agli altri ma sì a se stessa. Ricevendo
di più, riuscirà a donare con il cuore senza covare
rancori e avere l'impressione di sacrificarsi.
Molte donne temono che, pensando un po' a sé, il
partner smetta di amarle. Chiaramente non è vero:
l'uomo amerà sempre una donna appagata e realizzata.
Quando le donne lo capiscono, si liberano dell'ulteriore
peso di dover rendere felice il partner.
- Quando
il sacrificio è positivo.
Questo non significa che non dobbiamo fare sacrifici
per chi amiamo. Quando il sacrificio è un peso,
è un sacrificio negativo, quando invece nasce dal
cuore è un sacrificio positivo, ossia un meraviglioso
atto di amore. La parola sacrificio deriva dal latino
«rendere sacro». Quando mettiamo da parte i nostri
desideri per aiutare l'altro, lo rendiamo speciale
e acquisiamo maggiore capacità di amare.
Ricordiamo l'atto di amore nell'alzarci la notte
per confortare i figli quando stanno male o piangono.
Abbiamo sacrificato una notte di riposo ma non lo
abbiamo vissuto come un peso: è stato
un sacrificio positivo.
Perché un rapporto possa funzionare, è necessario
adattarsi e scendere a compromessi. Gli uomini sono
felici di farlo tanto quanto le donne. Se ci ricordiamo
che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere,
i sacrifici negativi si possono facilmente trasformare
in sacrifici positivi.
Quando in macchina ho voglia di correre e mia moglie
desidera invece che vada piano, ho la sensazione
di dover sacrificare la mia esigenza per il suo
bisogno di sicurezza. Talora mi sento anche controllato
e non accetto il compromesso. Guidare velocemente
abbassa il mio livello di stress ma aumenta quello
di mia moglie. Dato che capisco le sue esigenze,
faccio un sacrificio positivo per esprimerle il
mio amore e la mia considerazione: non è necessario
che rinunci del tutto ad andare veloce, quando sono
in sua compagnia devo solo rallentare un po'.
In sostanza, quando capisco che il mio comportamento
aumenta il suo stato di tensione, il sacrificio
diviene ragionevole e utile. Di conseguenza, rallentare
diventa un sacrificio positivo, un semplice adattamento
da parte mia in nome della premura che ho per lei.
Quella che può sembrare una richiesta fastidiosa
assume un nuovo significato, perché capisco quello
di cui lei ha bisogno per alleviare il suo stress.
Rispettare le diverse esigenze di mia moglie quando
sono alla guida e lei mi siede accanto è una dimostrazione
di ragionevolezza. In auto la nostra serenità è
dettata da fattori diversi, ma questo non significa
che lei non si fidi di me o cerchi di controllare
il mio comportamento. Per ridurre i livelli di stress,
avverte semplicemente un maggior bisogno di sicurezza,
e nonostante le risponda brontolando il gesto che
compio mi fa sentire un eroe.
Il desiderio che un uomo ha di rendere felice la
partner viene tuttavia ampiamente sottovalutato,
la donna come abbiamo visto, trae gioia ed energia
dalle attività che favoriscono la produzione di
ossitocina, come prendersi cura degli altri ed esserne
a sua volta sostenuta. L'uomo, viceversa, trae gioia
ed energia soprattutto dalle azioni che aumentano
il livello di testosterone e lo fanno sentire appagato.
D3- Rendere felice un uomo
è facile.
Il detto «il cane è il migliore amico dell'uomo»
ha un fondamento di verità: il cane infatti è sempre
felice, anche se il padrone ha avuto una giornata
terribile, non ha lamentele da fargli. Quando rincasa,
lo accoglie con entusiasmo e gli comunica ancora
una volta che è un eroe. Non appena l'uomo lo vede
scodinzolare, sente lo stress diminuire.
Tutte le volte che rientro, il mio cane impazzisce
di gioia. Corre in soggiorno e annuncia il mio arrivo
facendo molte feste: l'eroe è tornato e spesso è
ferito. La sua reazione mi aiuta a dare un senso
a ogni cosa. Questo è il modo in cui un uomo desidera
essere amato: l'affetto incondizionato e lo straordinario
apprezzamento che un cane gli dimostra hanno enorme
importanza. Capire perché l'uomo sia tanto legato
al suo cane è utile per comprenderne la natura e
l'affettività.
Il buon esito delle sue azioni e decisioni aumenta
i livelli di testosterone e lo fa sentire bene.
Per questo l'entusiasmo manifestato dal cane quando
rientra gli fa tanto piacere: vedendo la lealtà
assoluta e l'apprezzamento incondizionato che questo
gli mostra, ha l'impressione di essere accolto da
una folla plaudente dopo una grande vittoria.
Per una donna il riconoscimento è importante, ma
non serve a ridurre lo stress. Spesso peraltro non
capisce perché l'uomo desideri tanto essere apprezzato
per i suoi successi. Come già osservato, questo
stimola la produzione di testosterone. La donna
tuttavia non considera subito l'importanza di tale
fattore, visto che a lei il testosterone non produce
lo stesso effetto.
Questa semplice differenza spiega perché l'uomo
tenda a non chiedere indicazioni quando è in macchina
o rimandi una visita medica finché non diventa assolutamente
necessaria. In tali circostanze la donna è invece
molto più incline a chiedere aiuto. L'uomo lo fa
solo quando sente ai aver tentato tutto il possibile;
solo in questo caso la richiesta di aiuto può stimolarne
il livello di testosterone perché diventa un modo
per risolvere il problema. Il punto è semplicemente
che uomini e donne hanno tempistiche diverse: i
primi cercano innanzitutto di superare le difficoltà
da soli.
La verità è che gli uomini chiedono sempre indicazioni,
ma quando lei non c'è. In macchina la donna percepisce
che il partner ha bisogno di aiuto molto prima che
questi se ne accorga. La cosa induce ancor di più
l'uomo a dimostrarle che non si è perso e che è
in grado di risolvere il problema.
Ricevere aiuto è più importante per la donna, perché
è un processo che stimola l'ossitocina. Non a caso
spesso le scappa un bel sorriso, a conferma che
riceve proprio quello di cui ha bisogno. Per le
donne la qualità delle relazioni ha maggior rilevanza
del successo di un'impresa; in termini ormonali,
l'ossitocina prodotta svolgendo attività collettive
è più importante del testosterone prodotto svolgendo
attività per conto proprio.
Nelle relazioni il desiderio più profondo dell'uomo
è rendere felice la partner. Gli uomini sono biologicamente
predisposti a realizzare qualcosa, le donne a essere
positivamente colpite da quanto realizzano. L'uomo
non passa la vita in cerca di qualcuno che lo ami,
ma di qualcuno da poter amare.
In questo modo uomini e donne riescono a integrarsi
alla perfezione. Lei è felice quando il partner
si adopera per soddisfare le sue esigenze, lui quando
riesce a soddisfarle.
Grazie a questo tipo di sostegno una donna si libera
del fardello di tutte le incombenze che ha da sbrigare.
Anche se non ci sarà mai un momento in cui non avrà
nulla cui pensare, l'appoggio che riceverà la conforterà,
le darà una carica incredibile di energia e non
la farà sentire sola.
Potrà quindi rilassarsi e accettare con gioia le
sue numerose responsabilità, nonché i vari modi
in cui il partner la aiuta. L'uomo sarà felice di
poter contribuire alla sua serenità e di liberarla
dall'obbligo di dover terminare tutto quello che
ha in programma. Capire tale differenza può segnare
una vera e propria svolta in una relazione, ridurre
le tensioni e favorire rapporti oltremodo diversi.
E: La felicità
della donna
E1- Cosa la rende felice
Quando una donna presenta un basso livello di ossitocína,
le viene spontaneo cercare a casa il sostegno di
cui ha bisogno per alleviare lo stress. Il problema
è che, come già visto, si attende di averlo dal
partner. Per migliaia di anni le donne non hanno
fatto affidamento sugli uomini per stimolare la
produzione di tale ormone, ma sull'aiuto delle altre
donne della comunità mentre i mariti erano a caccia
o, in epoche successive, al lavoro.
Storicamente gli uomini hanno sempre fornito alle
donne solo una piccola percentuale del sostegno
di cui avevano bisogno. Essi avevano infatti la
funzione di provvedere alla famiglia e di proteggerla.
Oggi conservano ancora questo ruolo, che tuttavia
non è più così significativo perché le donne sono
in grado sia di provvedere a se stesse sia di proteggersi.
In realtà, l'uomo è in grado di dare alla donna
solo una piccola parte dell'appoggio che le serve
per alleviare lo stress. Immaginiamo che il fabbisogno
femminile di ossitocina sia come un pozzo da riempire:
l'uomo riesce a farlo solo al 10 percento, il resto
deve colmarlo lei. Quando il pozzo è quasi pieno,
il partner si sentirà naturalmente motivato a ultimare
il compito. Bisogna tener presente però che se il
pozzo è vuoto e lui contribuisce con il suo 10 percento,
sarà molto difficile colmarlo. Entrambi i partner
avranno di conseguenza la sensazione che l'intervento
dell'uomo sia stato irrilevante. Quando la donna
si assume la responsabilità di riempire il 90 percento
di quel pozzo, riesce a costruire un rapporto molto
più appagante con il partner. La strategia del 90/10
può dunque aiutare uomini e donne a porsi aspettative
più realistiche.
- Piccole
cose fanno felice la donna
L'uomo può favorire la produzione di ossitocina
nella donna solo quando lei si sforza di procurarsi
in altro molo il sostegno che le serve. Invece di
fare affidamento sull'uomo per soddisfare gran parte
delle sue esigenze, deve modificare le sue aspettative:
tale atteggiamento è in grado di influenzare considerevolmente
la dinamica del rapporto di coppia.
L'uomo, con il suo contributo solo in apparenza
minimo, induce un profondo cambiamento nello stato
d'animo della partner: quando lei si sentirà totalmente
bene, gli conferirà tutto il merito e anche lui
sarà felice. Nel momento in cui si rende conto che
facendo piccole cose per la partner ottiene un risultato
notevole, l'uomo sarà automaticamente motivato a
fare ancora di più. Tale consapevolezza diminuisce
inoltre i suoi livelli di stress, stimola l'interesse
che ha per il rapporto e aumenta l'energia che può
dedicare all'aspetto passionale del rapporto.
Così come è utopistico presumere che una donna possa
fare tutto quello che faceva sua madre e svolgere
nel contempo un'attività lavorativa, è altrettanto
irrealistico ritenere che un uomo possa compensare
il carico ulteriore di tensioni cui lei è sottoposta
e rappresentare l'unica soluzione al problema. Uomini
e donne possono collaborare per alleviare lo stress,
ma solo se nutrono aspettative realistiche e possiedono
un adeguato senso di responsabilità. L'uomo non
può ignorare le nuove incombenze che ricadono oggi
sulla donna e limitarsi a fornirle il sostegno dei
mariti di un tempo. Molti peraltro non capiscono
di che cosa abbiano veramente bisogno le donne.
Migliorando le capacità relazionali tra i sessi,
si può aumentare il tasso di ossitocina della donna,
ma lei deve anche trovare il modo di aiutarsi da
sola. Soltanto se riuscirà a raggiungere uno stato
di benessere con le sue forze, il partner potrà
aumentare ancora la sua felicità. Allo scopo la
donna può, per esempio, modificare lo stile di vita
in modo da dedicare più tempo alle cose che ama:
questo indurrà un sicuro aumento dell'ossitocina
nel suo organismo.
- 100 modi
della donna di aiutarsi
Come già accennato, l'uomo si sente più motivato
quando si accorge di svolgere una funzione importante.
Il solo pensiero di passare un po' di tempo con
la partner gli conferirà grande energia, sempreché
abbia la sensazione di poter contribuire al suo
benessere. Egli tuttavia può raggiungere questo
obiettivo solo se lei ha fatto la sua parte. La
donna dovrebbe impegnarsi al massimo per ottenere
il genere di sostegno di cui ha bisogno e incrementare
quindi i livelli di ossitocina; a tal fine può ricorrere
a molte strategie senza dipendere direttamente dal
partner. Quando si assume la responsabilità di alleviare
lo stress di cui è vittima, diviene sempre più ricettiva
e sensibile nei confronti dell'impegno dell'uomo
nel renderla felice.
Qui di seguito vengono elencati diversi metodi per
stimolare la produzione di ossitocina e aiutare
la donna a raggiungere uno stato di benessere. Si
tratta di attività in cui può prendersi cura di
sé oppure fare qualcosa di gratificante, appagante,
confortante e che implichi il contatto con altre
persone oltre al partner. La produzione di ossitocina
viene favorita da comportamenti mirati alla cura
e all'aiuto del prossimo.
l. Fare un massaggio.
2. Andare dal parrucchiere.
3. Fare una manicure/pedicure.
4. Progettare una serata con le amiche.
5. Parlare al telefono con un'amica.
6. Pranzare con un'amica per motivi che non
siano di lavoro.
7. Cucinare con un'amica e sparecchiare insieme.
8. Meditare quando si cammina o fare esercizi
di respirazione profonda quando ci si allena.
9. Dipingere una stanza insieme ad amici o familiari.
10. Ascoltare musica.
11. Cantare sotto la doccia.
12. Prendere lezioni di canto.
13. Cantare in un coro.
14. Fare un bagno aromatico.
15. Cenare a lume di candela.
16. Fare spese per divertimento con un'amica.
17. Andare un giorno in una spa o fare una vacanza
in una spa con amici.
18. Fare un trattamento al viso.
19. Seguire un programma di allenamento con
personal trainer.
20. Frequentare un corso di yoga.
21. Frequentare un corso di ballo.
22. Camminare per almeno un'ora.
23. Incontrare regolarmente un'amica per una
passeggiata.
24. Preparare da mangiare per una coppia di
amici che ha appena avuto un bambino.
25. Preparare da mangiare per amici e familiari
ammalati.
26. Piantare rose e altri fiori profumati in
giardino.
27. Comprare fiori per la casa.
28. Piantare e curare un orto.
29. Andare al mercato.
30. Preparare un pasto con i prodotti del proprio
orto.
31. Fare un'escursione a piedi.
32. Fare una gita in tenda con amici.
33. Tenere un bambino piccolo.
34. Coccolare, tenere o occuparsi di un animale
domestíco.
35. Prendersi «una pausa» con un'amica.
36. Chiedere un regalo.
37. Chiedere aiuto.
38. Prendersi tutto il tempo di curiosare in
un negozio di libri.
39. Leggere un buon libro.
40. Raccogliere le ricette migliori delle amiche.
41. Fare un corso di cucina.
42. Procurarsi un aiuto per cucinare, pulire,
fare la spesa e curare la casa.
43. Procurarsi un abile tuttofare per le riparazioni
di casa.
44. Progettare attività divertenti per la famiglia.
45. Trasformare un pasto in un'occasione speciale
usando i piatti e le tovaglie migliori.
46. Partecipare a una riunione insegnanti-genitori.
47. Cucinare qualcosa per una raccolta di fondi.
48. Andare a teatro, ai concerti, ai balletti.
49. Fare un picnic con amici e familiari.
50. Progettare eventi speciali, da attendere
con gioia.
51. Entrare a far parte di un'associazione di
mamme o fondarne una.
52. Occuparsi di bambini.
53. Dare da mangiare a chi ha fame.
54. Leggere riviste che trattino di moda e personalità
varie.
55. Frequentare regolarmente incontri spirituali
e religiosi.
56. Tenersi aggiornate sulla vita degli amici.
57. Guardare il programma televisivo preferito
0 un dvd con un'amíca.
58. Ascoltare cassette o cd in grado di stimolare
e dare la carica.
59. Parlare con il proprio terapeuta o telefonargli.
60. Conoscere una nuova cultura e assaggiarne
la cucina.
61. Passare un po' di tempo sulla spiaggia,
lungo un fiume o un lago.
62. Imparare a sciare, a giocare a golf o a
tennis con gli amici.
63. Andare a degustazíoni di vino con gli amici.
64. Partecipare a una dimostrazione per una
causa sociale o politica.
65. Andare o partecipare a una parata.
66. Farsi aiutare da qualcuno per buttar via
le cianfrusaglie che si hanno in casa.
67. Offrirsi di aiutare un amico a fare qualcosa.
68. Fare un corso di alimentazione, cucina o
benessere.
69. Leggere o scrivere poesie oppure andare
a una lettura di poesie.
70. Comprare una mangiatoia per uccellini e
ammirarli mentre si sfamano.
71. Visitare un museo d'arte.
72. Andare al cinema di pomeriggio.
73. Andare all'incontro con un autore nel negozio
di libri o nella biblioteca della zona.
74. Tenere un diario quotidiano dove annotare
pensieri e sentimenti.
75. Creare un diario fotografico per ogni figlio.
76. Creare un elenco di e-mail degli amici cui
mandare fotografie recenti.
77. Chiedere loro di fare altrettanto.
78. Realizzare un elenco di e-mail di amici
con idee politiche simili per sviluppare una
forma di sostegno reciproco.
79. Frequentare un corso di pittura o scultura
con un'amica.
80. Lavorare ai ferri una sciarpa per qualcuno
cui si vuole bene.
81. Andare a bere un caffè con gli amici.
82. Fare una donazione per beneficenza. 83.
Riorganizzare l'armadio.
84. Cambiare colore di capelli.
85. Comprare un vestito nuovo
86. Acquistare biancheria sexy.
87. Mostrare il proprio album fotografico agli
amici.
88. Iscriversi in palestra.
89. Giocare a carte con gli amici.
90. Seguire un nuovo regime alimentare o disintossicante
per migliorare la propria salute.
91. Dare i vestiti vecchi ai poveri.
92. Mandare un biglietto d'auguri per un compleanno.
93. Usare prodotti per la casa non dannosi per
l'ambiente.
94. Preparare e congelare qualche piatto per
le occasioni in cui non avrà voglia di cucinare.
95. Fare un corso per imparare l'arte di disporre
i fiori.
96. Fare volontariato in un ospedale o in un
centro per cure palliative.
97. Organizzare una festa a sorpresa per un
amico.
98. Donare libri usati all'ospedale e alla biblioteca
locale.
99. Fare da baby-sitter al bambino di un'amica
in modo che lei possa avere un po' di tempo
per sé.
100. Prendersi un po' di tempo per fare stretching
durante la giornata.
Troverete indubbiamente molte altre attività utili
per il vostro benessere. I suggerimenti qui descritti
si basano tutti sulla condivisione, sull'interessamento
agli altri, sul l'assistenza e sulla cura di qualcuno,
pertanto stimolano la produzione di ossitocina e
aumentano di conseguenza il senso di benessere.
Per alcune donne questo elenco è una vera rivelazione,
perché le induce e in un certo qual modo le autorizza
a impegnarsi di più nelle attività che amano, per
altre è semplicemente un'ulteriore lista di cose
da fare. Se state vivendo un momento di stress,
probabilmente penserete di non avere risorse per
altre attività; vi esorto tuttavia a non tralasciare
la lista: non ignorate le esigenze dei figli solo
perché avete la sensazione di essere sopraffatte.
Cominciate con il seguire una sola attività di questo
elenco, integrandola con i vostri impegni settimanali.
A mano a mano che il livello di ossitocina aumenta,
vi sarà sempre più facile aggiungerne altre. Ricordate
sempre che la ragione per cui vi sentite sopraffatte
è che svolgete troppe attività che stimolano il
testosterone e poche in grado di produrre ossitocina.
La soluzione è dunque trovare un equilibrio e solo
voi potete riuscirci. Il partner potrà certamente
aiutarvi, ma il 90 percento dell'impegno spetta
a voi, alle vostre amiche e alla vostra comunità.
Se continuate a vivere a ritmi frenetici, tamponando
i problemi quando sorgono, non vi libererete mai
della sensazione d'essere sopraffatte e verrete
logorate dallo stress. Solo se imparate a stimolare
la produzione di ossitocina, potete ridurre le tensioni
e godervi pienamente la vita. Se non riuscite a
farlo per voi, fatelo per il partner o i figli,
tenendo sempre presente che «quando la mamma è felice,
lo sono tutti».
- Il punteggio
venusiano.
Come abbiamo visto, l'uomo non può essere completamente
responsabile della felicità della partner, ma desidera
renderla felice in tutti i modi: se la donna si
sente sopraffatta, può essere un'impresa difficile.
Adesso vedremo come le donne valutino il contributo
e l'impegno maschile in tal senso.
Così come l'uomo calcola i punteggi negli sport,
la donna calcola i punteggi delle relazioni. A livello
inconscio, confronta sempre quanto dà e quanto riceve.
Quando l'uomo le dà qualcosa, gli attribuisce un
punto; quando è lei a dare, si assegna analogamente
un punto.
Anche gli uomini usano un sistema simile, ma non
nello stesso modo e nella stessa misura. Essi tendono
infatti a credere che realizzare qualcosa di importante,
come guadagnare bene per mantenere la famiglia o
regalare alla moglie una vacanza costosa, equivalga
a vincere cento punti. Inoltre, quando compiono
un'impresa significativa, pensano di potersi rilassare
per un po'. Il punteggio femminile tuttavia non
funziona così.
Per la donna qualsiasi dono d'amore è uguale agli
altri, per quanto grande possa essere. Quando l'uomo
compie un gesto importante, ottiene soltanto un
punto; quando ne compie molti anche se più piccoli,
ottiene tanti punti. Dal punto di vista della produzione
di ossitocina, non conta che cosa si faccia ma quanto
si faccia. Sono le piccole manifestazioni di affetto,
premura e aiuto che consentono all'uomo di ottenere
un buon punteggio nella classifica venusiana.
Un uomo sposato si vede assegnare un punto per il
fatto , di andare al lavoro, uno per il fatto di
tornare a casa e uno per essere fedele. Si tratta
di tre punti fondamentali: senza questi, non ne
conquisterà mai altri. A questo punto, la donna
è pronta ad aprirgli il suo cuore, ma saranno in
seguito le piccole cose a consolidare il rapporto.
è fondamentale che l'uomo lo capisca cosicché non
si senta sconfortato quando, pur facendo cose speciali,
la partner si lamenta perché ha poca iniziativa.
Può anche compiere un gesto importante come portarla
a cena fuori una sera - atto che nella sua ottica
dovrebbe valergli una caterva di punti - ma per
lei una serata piacevole vale relativamente poco.
Il rischio è che in seguito, quando lei protesterà
che non passano abbastanza tempo insieme, lui concluderà
di avere a che fare con una donna troppo esigente
o che non ci sia mai nulla che la renda felice.
per le donne è il pensiero che conta: il semplice
fatto di offrirvi di fare qualcosa vi fa ottenere
un punto prima ancora che vi mettiate all'opera.
Invece di alzare subito il termostato in casa, dico
a mia moglie: «Vedo che hai freddo. Vuoi che aumenti
il riscaldamento?». In un colpo solo guadagno tre
punti: uno per averla presa in considerazione e
aver pensato a lei, uno per essermi offerto di fare
qualcosa senza che me lo chiedesse e uno per aver
alzato il termostato. Se capisce come collezionare
punti, l'uomo riesce facilmente a combattere lo
stress e a rendere felice la partner.
Se voglio guadagnarne altri, mi offro di accendere
il caminetto per una serata romantica. A quel punto
ottengo altri punti: uno perché esco fuori al freddo
a prendere la legna, uno perché la porto in casa
e uno perché accendo il caminetto. Faccio in modo
che il fuoco resti basso e ogniqualvolta lo alimento
conquisto un punto perché noto una necessità e uno
perché aggiungo un ciocco.
Allo stesso modo, l'uomo colleziona punti quando
ascolta: tutte le volte che lei parla di un argomento
senza essere interrotta dai suoi consigli, gli assegna
un punto. In dieci minuti di conversazione si possono
guadagnare anche dieci punti. I piccoli gesti alleviano
lo stress della donna e fanno sì che il suo stato
di benessere aumenti notevolmente. Comportandosi
così, l'uomo ha inoltre la sensazione di provvedere
alla partner e si sente realizzato.
Se le dona una dozzina di rose, lei apprezza il
gesto ma gli conferisce solo due punti: uno perché
lo ha fatto senza essere sollecitato e uno per le
rose. Se desidera aumentare il suo punteggio, invece
di regalarle una dozzina di rose ogni due o tre
mesi, può portarle una rosa dodici volte: così si
conquisterà ventiquattro punti.
Imparando ad aggiudicarsi punti con i piccoli gesti,
l'uomo in realtà, pur facendo meno riceve maggiore
considerazione dalla donna. Quando la partner si
lamenta per tutti i lavori da sbrigare, invece di
farsi carico delle responsabilità di lei può cercare
di svolgere tanti piccoli compiti, che presi tutti
insieme risulteranno molto più significativi di
qualche mansione importante. Non è necessario che
le risolva i problemi: basta che si concentri sulle
attività che stimolano la produzione di ossitocina.
L'uomo si aggiudica più punti sia abbracciando la
partner che provvedendo a qualche sua necessità
concreta. abbracciamo la moglie quattro volte al
giorno: il mattino dopo il risveglio, al saluto
per andare al lavoro, quando si torna a casa e quando
andiamo a dormire. Il gesto di andarla a cercare
allo scopo e di trovarla fa guadagnare un ulteriore
punto; pertanto, con quattro abbracci otteniamo
otto punti.
Mostrandoci interessati e chiedendole della sua
giornata, conquistiamo facilmente altri dieci punti.
Ogniqualvolta le poniamo domande inerenti al suo
lavoro, mi vediamo assegnare un punto. A questo
proposito va ricordato che un uomo ottiene più punti
quando pone domande specifiche: invece di dire:
«Com'è andata la giornata?», chiedere: «Sei riuscita
a ottenere quello che volevi nella riunione con
il tuo capo?» significa dimostrare un vero interessamento.
Domandarle con sollecitudine della sua giornata
è utile per conquistare punti; domandarle com'è
andata la visita dal medico o il pranzo di lavoro
consente di acquisire ulteriori punti, perché si
dimostra di sapere quello che succede nella sua
vita e di preoccuparsene. Telefonarle ogni tanto
durante il giorno per avere notizie di un determinato
evento fa salire ancora il punteggio.
Come già ricordato, il semplice gesto di ascoltarla
mentre parla senza cercare di risolvere o minimizzare
i suoi problemi consente di guadagnare punti. Ogniqualvolta
lei tocca un nuovo argomento e lui non la interrompe,
ottiene un punto. Più lei parla, più punti lui acquista.
Portarla in ferie è un'iniziativa che procura punti,
ma pianificare una vacanza o una fuga romantica
in anticipo ne procura molti di più, perché in quel
modo lei ha più tempo per prepararsi e fantasticare
sull'idea. Prima di partire, quando ne parlerà con
un'amica o andrà a comprare qualcosa per il viaggio
gli attribuirà un punto. L'uomo può dunque guadagnarsi
già una trentina di punti prima della partenza.
Se in vacanza faranno fotografie, quando al ritorno
lei le mostrerà agli amici gli conferirà altri punti
ricordando i bei momenti trascorsi.
Un altro semplice modo per acquisire punti è andarle
incontro quando si torna a casa o smettere di fare
quello in cui si è impegnati se lei arriva dopo
e accoglierla con un abbraccio: in questo caso si
avrà un punto per l'abbraccio, uno per l'iniziativa
e un altro per avere abbandonato la propria occupazione
e averle dato priorità.
E', in sostanza, lo stesso principio che ispira
i comuni atti di cortesia come aprire la porta.
La donna è perfettamente in grado di fare da sé,
ma con tale gesto le si esprime considerazione:
è come cercare di renderle la vita più facile. Quando
un uomo cammina per strada con la partner a fianco,
dal lato opposto del traffico, è come se la proteggesse
da eventuali pericoli, perciò ottiene un punto.
Tutte le volte che si offre di darle una mano in
una situazione difficile, pericolosa o noiosa, si
vede attribuire un punto. Questo non significa tuttavia
che la donna non debba svolgere determinati compiti:
significa solo che esistono modi grazie ai quali
l'uomo può acquisire punti.
Quando si offre di portare un peso, buttare l'immondizia,
spostare cose, occuparsi dei bagagli, guidare, raccogliere
un oggetto caduto per terra o riparare un elettrodomestico,
l'impianto elettrico, un guasto idraulico, l'uomo
favorisce la produzione di ossitocina nel corpo
della donna. Lei tende a notare tutti i suoi piccoli
gesti, che insieme contribuiscono a farla sentire
amata e protetta, nonché ad alleviarle lo stress.
Se è compito dell'uomo pulire il garage, quando
lo fa guadagna un punto; se però la macchina di
lei è quasi senza benzina, farle trovare il pieno
ne fa guadagnare molti di più. Aiutarla a svolgere
qualsiasi mansione, soprattutto quando non spetta
a «lui», è un modo per stimolare la produzione di
ossitocina nel suo organismo e acquisire punti.
Anche dimostrarle affetto o farle un complimento
aiutano nell'impresa. Quando l'uomo nota la bellezza
della partner e le fa un complimento, lei lo apprezza
molto. Lui ha forse la sensazione di ripetersi,
ma una donna non si stanca mai dei complimenti.
Tutto serve per aumentare il punteggio.
Quando l'uomo si impegna a fondo per realizzare
qualcosa, desidera che i suoi sforzi vengano riconosciuti.
In modo analogo, la donna è contenta quando l'uomo
nota il suo aspetto. Spesso dedica molte energie
a farsi bella, perciò è importante che il partner
se ne accorga e le dica qualcosa di gentile. Se
l'uomo non si interessa di moda, la donna sì. Ammirandola
per qualche istante, acquista punti.
Quando lei parla, dovrebbe di tanto in tanto toccarle
la mano: è un gesto semplice e naturale che vale
altri due punti. Le manifestazioni affettive sono
molto importanti per la donna perché favoriscono
sensibilmente la produzione di ossitocina.
E2- Come alimentare la felicità
Gli uomini si rivelano spesso inetti quando si tratta
di capire come soddisfare le esigenze emozionali
delle donne. Se non conoscono l'importanza delle
attività in grado di stimolare l'ossitocina, l'impresa
si rivelerà impossibile; in caso contrario saranno
molto facilitati. Non bisogna mai dimenticare a
questo proposito che le piccole cose fanno la differenza.
- 100 modi
di aumentare l'ossitocina nella donna.
L'elenco seguente fornisce all'uomo alcuni suggerimenti
utili. Se proverà a metterli in pratica, noterà
un cambiamento istantaneo nella partner. Le donne
amano essere apprezzate. Più lui farà piccole cose
per lei, più la vita di coppia sarà gradevole. Recupereranno
lo smalto e sarà lui l'artefice di tale successo.
1. Prepararle il tè o il caffè il mattino, soprattutto
nel fine settimana.
2. Lasciarle un biglietto con scritto «ti amo».
3. Regalarle un'unica rosa a gambo lungo.
4. Notare la sua nuova camicetta.
5. Aprirle la porta.
6. Organizzare un picnic a sorpresa.
7. Proporle di andare a fare una passeggiata.
8. Dirle che è bella come il giorno in cui vi
siete conosciuti.
9. Abbracciarla quando vi alzate.
10. Abbracciarla quando uscite di casa.
11. Abbracciarla quando tornate a casa.
12. Abbracciarla prima di andare a dormire.
13. Svuotare la lavastoviglie senza che ve lo
chieda.
14. Notare quando è stata dal parrucchiere e
farle í complimenti per l'acconciatura.
15. Aprirle la portiera, almeno quando uscite
per una serata speciale.
16. Prendere i biglietti per un concerto o uno
spettacolo teatrale che desidera vedere.
17. Fare insieme un corso di ballo.
18. Andare a ballare con gli amici.
19. Incoraggiarla ad andare a vedere un film
sentimentale con le amiche.
20. Rivolgersi a un personal trainer per allenarsi
insieme.
21. Accendere il caminetto in una giornata di
pioggia.
22. Crearle un piccolo giardino fiorito.
23. Crearle un piccolo giardino di erbe aromatiche
sul davanzale.
24. Offrirsi di fare un lavoro noioso in cucina.
25. Prepararle una compilation delle canzoni
che ama.
26. Massaggiarsi a vicenda.
27. Imparare a farle un massaggio senza alcuna
aspettativa sessuale.
28. Massaggiarle i piedi quando è stanca.
29. Regalarle l'abbonamento a una rivista specialistica.
30. Portarla a una mostra dell'artigianato.
31. Regalarle una fotografia incorniciata di
voi due insieme.
32. Farle qualche nuova foto da tenere sulla
scrivania.
33. Prepararle a sorpresa una colazione a base
di dolcetti o macedonia nel fine settimana.
34. Farla accomodare sia a casa sia al ristorante
scostandole la sedia e lasciando che abbia la
vista migliore.
35. Regalarle una scelta di caffè e tè esotici.
36. Portare a lavare la sua macchina o lavarla
in giardino.
37. Lavare i piatti e riporli.
38. Regalarle un buono per una manicure.
39. Regalarle biancheria sexy.
40. Portarla a un mercatino delle pulci.
41. Chiederle se dovete comprare qualcosa mentre
tornate a casa.
42. Offrirsi di fare la spesa.
43. Aiutarla a riporre la spesa.
44. Dirle che l'amate.
45. Portarla a mangiare un gelato una sera d'estate.
46. Regalarle il nuovo romanzo del suo scrittore
preferito.
47. Offrirsi di piegare la biancheria pulita.
48. Comprare un piccolo televisore o una radio
per la cucina.
49. Regalarle una serie di essenze per aromaterapia
perché si rilassi.
50. Offrirsi di portare o di prendere i vestiti
in tintoria.
51. Fare un giro di bicicletta con lei.
52. Noleggiare una commedia romantica in dvd
53. Portarle la colazione a letto insieme ai
bambini.
54. Apparecchiare la tavola se lei sta preparando
la cena.
55. Mandarle una e-mail per dirle che sentite
la sua mancanza.
56. Portarla in barca a vela, in canoa o in
barca a remi.
57. Mettere i calzini nel cesto della biancheria
sporca.
58. Portarla a un museo dopo una notte di buon
sonno.
59. Proporre di invitare i suoi genitori a cena
al ristorante.
60. Regalarle graziose confezioni di saponi
mignon.
61. Giocare a tennis insieme.
62. Rifare il letto ogni tanto.
63. Incorniciare un paio di fotografie delle
vacanze o realizzare un album online.
64. Realizzare un video del compleanno per ciascun
figlio.
65. Andare a pesca insieme.
66. Regalarle un bracciale a cui appendere un
nuovo ciondolo per ogni evento speciale o viaggio.
67. Portarla a una mostra canina.
68. Regalarle un dvd per imparare la meditazione.
69. Informarsi della sua giornata ponendo domande
specifiche.
70. Farle í complimenti per il suo splendido
gusto.
71. Incontrarla a pranzo.
72. Sostituire una lampadina rotta senza che
lei lo chieda.
73. Fare un po' d'ordine in casa quando arrivano
gli ospiti.
74. Portarla a raccogliere frutti nel bosco.
75. Portarla regolarmente fuori.
76. Portarla a sorpresa a fare un giro in bicicletta
in campagna.
77. Tenerle la mano al cinema (non per tutto
il tempo).
78. Ringraziarla perché vi ama.
79. Giocare a carte con altre coppie.
80. Farle i complimenti per la sua cucina.
81. Ascoltare i messaggi in segreteria telefonica
e prenderne nota.
82. Portarla a una fiera.
83. Brindare alla sua salute prima di cena,
con qualsiasi cosa abbiate nel bicchiere.
84. Stupirla con una pianta di orchidea.
85. Farle i complimenti per tutte le cose che
sa gestire in modo così efficiente.
86. Comprare un audiolibro per un lungo viaggio
in macchina.
87. Eliminare periodicamente il mucchio dei
vostri vestiti accanto al letto.
88. Partecipare con lei ad un gruppo di lettura
o ad un seminario.
89. Offrirsi di iniziare a risparmiare per fare
un viaggio da favola.
90. Regalarle oli o sali da bagno lussuosi.
91. Regalarle un abbonamento ad una tv interattiva
se lavora fino a tardi.
92. Darle biglietti d'auguri o biglietti personali
nelle occasioni speciali.
93. Farle i complimenti per la splendida casa
che ha saputo creare.
94. Assumersi l'onere di cucinare una sera alla
settimana.
95. Andare a fare un'escursione in una riserva
naturalistica.
96. Dirle quanto è bella quando esce dalla doccia.
97. Portarla in una galleria d'arte.
98. Regalarle un buono per un trattamento al
viso.
99. Chiederle che vi prepari un elenco di cose
da fare durante il mese.
100. Offrirvi di pensare alle bevande quando
ricevete ospiti
- Il sistema
valutativo femminile
Mentre valuta il comportamento del partner, la donna
giudica anche il suo. Talvolta l'uomo si sente ininfluente
perché lei ritiene di avere accumulato più punti.
«Io faccio più di lui, quindi i suoi punti non contano»,
è il tipico ragionamento che subentra quando il
punteggio si attesta su trentatré a tre.
Come già osservato, l'uomo inizia con tre punti,
dovuti al fatto che va al lavoro, torna casa ed
è fedele. Lei si attribuisce gli stessi tre punti,
più altri trenta perché svolge tutte le incombenze
elencate nella sua lista infinita che, chiaramente,
riguarda anche il partner. Ogniqualvolta raccoglie
da terra qualcosa che gli appartiene, si attribuisce
un punto. Quando prepara un piatto che lui ama,
fa lo stesso; si assegna un punto anche quando si
preoccupa per lui. Le donne sono maestre nell'accumulare
punti.
A fine giornata, se ha raggiunto trentatré punti
e lui è rimasto a tre, fa inconsciamente un'altra
operazione: sottrae i punti del partner dai suoi.
Nella sua ottica il punteggio del partner equivale
a zero, perciò quando l'uomo tornerà a casa sarà
al punto di partenza. Se la donna si trova in questo
stato d'animo, significa che è in una fase di lieve
risentimento: in altre parole, ha la sensazione
che nella coppia il sostegno non sia equilibrato.
Se il partner non si scoraggia e continua fare piccole
cose, il punteggio tornerà in pari e lei si sentirà
più equa. è come se la mente femminile monitorasse
l'andamento; quando il punteggio è quasi identico,
la donna prova un grande benessere.>
Poi c'è la fase di risentimento moderato, molto
più delicata, che si verifica quando il punteggio
è impari e la riserva di ossitocína di lei è quasi
esaurita. In tal caso niente di quello che lui fa
conta. Prima di riprendere ad assegnargli punti,
la donna deve avere il tempo di ripristinare i suoi
livelli ormonali.
Nella fase di risentimento moderato, inizia a sottrargli
punti quando commette errori o non soddisfa le sue
aspettative. Viceversa, se i suoi livelli di ossitocina
sono quasi ottimali, le viene spontaneo attribuire
punti al partner per i numerosi aiuti che le dà;
anche se è semplicemente seduto sul divano a guardare
il telegiornale, lei percepisce il conforto della
sua presenza. In poche parole, invece di toglierli
punti quando sbaglia, gliene dà per tutti i tentativi
che compie. All'inizio della relazione apprezzava
ogni sua iniziativa e può riprendere a farlo.
Tale mutamento può avvenire solo se anche la donna
si impegna per migliorare la sua condizione e non
vede il partner come fonte primaria del suo benessere.
Quanto egli fa per aumentarne il tasso di ossitocina
ha rilevanza quando lei stessa cerca con le sue
risorse di ripristinarlo.
Un’altra differenza tra i sessi per quanto concerne
il sistema di punteggio è rappresentata dal fatto
che l'uomo è felice quando vince. Quando ha più
punti, assume un atteggiamento passivo e per un
po' si rilassa; quando è in testa, la donna ha invece
la sensazione di perdere: per poter vincere, deve
percepire di ricevere tanto quanto dà.
E3- L'importanza del
dialogo.
Se una donna viene incoraggiata a parlare della
lista infinita di cose che deve fare e se viene
ascoltata quando descrive i sentimenti che ha provato
durante la giornata, il fardello di tutte queste
attività scompare. Lo stress che l'affligge riguarda
più lo stato d'animo che i compiti effettivi da
svolgere.
Quando li elenca, inizia a liberarsi della compulsione
a fare sempre di più senza prendersi un po' di tempo
per sé. Come abbiamo visto, la donna possiede più
centri del linguaggio dell'uomo. Se durante la giornata
lavorativa usa la parola per risolvere problemi
piuttosto che per condividere sentimenti, non riesce
a produrre l’ossitocina necessaria ad alleviare
lo stress. Il cervello femminile è predisposto in
particolare al linguaggio; prendersi cura degli
altri è il modo in cui la donna si rilassa. Quando
parla senza dover risolvere problemi, in pochi minuti
il suo stato d'animo cambia profondamente. Lei si
sente più felice e più serena a mano a mano che
i livelli di ossitocina aumentano, eppure nessuno
dei suoi problemi si è risolto o depennato dalla
lista.
Passare un po' di tempo a conversare con la partner
è una strategia generale per ridurne il livello
di tensione, ma da sola non basta. Un tempo la donna
dedicava molte ore del giorno ad attività di gruppo
che stimolavano naturalmente la produzione di ossitocina.
La sua stessa vita era fonte di appagamento; le
affettuosità del marito costituivano, per così dire,
un bonus occasionale seppur molto speciale. Anche
quando lavorava fuori casa, si ritrovava di solito
in una comunità di donne che svolgeva attività per
gli altri come insegnare, accudire e fare da balia
ai bambini. Oggi la maggior parte delle donne si
ritrova ad affrontare i problemi e gli impegni della
giornata lavorativa senza godere degli effetti corroboranti
di un'attività o di un ambiente in grado di stimolare
l'ossitocina. Assumendosi maggiore responsabilità
del suo benessere, la donna non solo eviterà di
covare rancore verso il partner ma lo aiuterà ad
aiutarla. In questo modo si sentiranno entrambi
realizzati.
F: In Famiglia
Il bisogno che l'uomo ha di un suo spazio per stare
solo e quello della donna di disporre di più tempo
da trascorrere con il partner sono dettati da fattori
biologici. Adesso sappiamo dell'esigenza di solitudine
dell'uomo quando torna a casa: si chiude infatti
nella sua tana per ripristinare i livelli di testosterone
che a fine giornata sono inevitabilmente calanti.
Così, come la donna ha bisogno di tempo per parlare,
per condividere stati d'animo e interagire con l'uomo,
questi ha bisogno di tempo per riprendersi dalle
tensioni: perciò necessita di un ampio spazio dove
fare quello che desidera in solitudine, o almeno
dove poter essere padrone delle sue azioni.
Quando la donna ne critica il desiderio di rintanarsi
o il bisogno di spazio, ignora che si tratta di
strategie importanti per stimolare la produzione
di testosterone. Le è difficile concepire simili
necessità, visto che l'uomo ha molto più bisogno
di lei di ripristinare i livelli di tale ormone.
Come abbiamo già osservato, per poter controllare
efficacemente lo stress gli serve una quantità di
testosterone trenta volte maggiore. Agli occhi di
una donna il suo comportamento appare dunque incomprensibile.
In definitiva, le donne cercano di alleviare le
tensioni mediante il contatto con il partner, non
allontanandosi da lui. Potrebbero tuttavia utilizzare
il tempo che trascorrono in solitudine per riposare
un po', liberarsi dell'ansia quotidiana di fare
tutto quello che hanno in mente e dedicarsi alla
cura di sé, svolgendo attività mirate a stimolare
l'ossitocina e il rilassamento. Il che non è facile:
alcune restano sgomente alla sola idea di pensare
un po' a sé e apprezzare quello che hanno.
Altre, in particolare se svolgono attività che favoriscono
la produzione di testosterone, per esempio nel settore
bancario, legale e degli investimenti o se hanno
mansioni dirigenziali, sentono l'esigenza di rintanarsi
nel loro spazio proprio come gli uomini. Il loro
lavoro stimola il testosterone e hanno quindi bisogno
di ripristinare sia i livelli di tale ormone sia
quelli di ossitocina: desiderano rinchiudersi nella
loro tana ma anche recuperare il contatto con gli
altri.
Se non si libera dallo stress, la donna non solo
non riesce a vedere le cose positivamente ma può
anche andare incontro a sterilità oltre alle malattie
di cui abbiamo già parlato. Ho conosciuto molte
donne diventate sterili perché incapaci di controllare
efficacemente lo stress generato da un lavoro «maschile».
Negli ultimi decenni la sterilità femminile è diventata
un importante problema di salute e della coppia.
Queste donne gestiscono spesso lo stress lavorativo
passando un po' di tempo da sole o svolgendo un'attività
fisica solitaria, come correre; così facendo, però,
non si prendono cura del loro lato femminile e la
produzione di ossitocina viene compromessa. Molte
sono riuscite a risolvere i problemi di sterilità
semplicemente incrementando tali comportamenti,
nonché ricorrendo a terapie e alimenti adeguati.
Così come le donne vittime dello stress hanno difficoltà
a dedicare un po' di tempo a se stesse, in situazioni
di tensione gli uomini hanno difficoltà a dedicarsi
agli altri. A fine giornata le donne ricercano il
contatto, spinte da un senso di collaborazione e
condivisione; per gli uomini questo approccio non
è produttivo, anzi li priva delle poche energie
restanti. Il desiderio che la donna ha di passare
un po' di tempo con il partner è pressoché inefficace
per alleviarne le tensioni; quando tuttavia egli
si sarà ripreso, la condivisione e il contatto saranno
fonte di grande appagamento, come del resto la consapevolezza
di essere importante per la serenità della compagna.
F1- L'uomo: Come immedesimarsi
nel mondo femminile.
I metodi di comunicare dell'uomo sono naturalmente
volti a ridurre lo stress, ma spesso non si rende
conto che così facendo può invece aumentare lo stato
di tensione della donna. Per scaricarsi, lui risolve
il problema o in qualche modo lo accantona. Una
donna cerca invece una reazione più calorosa e solidale:
quando il partner esprime un'opinione per rendersi
utile, lei percepisce tale atteggiamento come freddo
e insensibile o conclude che non abbia capito il
suo discorso. Consideriamo ora la questione da un
punto di vista pratico.
Gli esempi qui elencati illustrano frasi tipiche
che gli uomini usano per risolvere o accantonare
i problemi della Partner:
• Non preoccuparti.
• Questo è quello che dovresti fare...
• Lascia perdere.
• Non è così importante.
• Non è quello che è successo.
• Non è quello che intendo.
• Pretendi troppo.
• Devi accettare le cose come sono.
• Non ti agitare tanto.
• Non devi permettergli di parlarti in questo modo
• Non è necessario che tu lo faccia.
• Fa' quello che ti senti di fare.
• Non lasciarti condizionare in questo modo.
• è semplice, digli soltanto...
• Tutto quello che devi fare è...
• Non ci pensare più. Hai fatto tutto il possibile.
• Non è poi una gran cosa.
• Senti, non c'è nient'altro che tu possa fare.
• Non devi sentirti così.
• Devi imparare a essere più dura.
Per un uomo commenti stringati del genere sono utili,
per una donna sono talora offensivi. Quando desidera
risolvere un problema, tali osservazioni possono
esserle d'aiuto, ma se è agitata e ha bisogno di
sostegno, giudica l'atteggiamento del partner arrendevole
e condiscendente.
Ascoltare e porre altre domande è una strategia
migliore: invece di fare commenti mirati alla soluzione
dei problemi, l'uomo può pronunciare parole di rassicurazione
come suggerito nel dialogo seguente:
Giulia crolla sul divano accanto al marito e si
sfila le scarpe.
Lui posa la rivista che stava leggendo. «Ciao, tesoro»
esclama abbracciandola. «Com'è andata la tua presentazione?»
«Non te lo immagini?» risponde lei appoggiandosi
stancamente al marito. «Mi sento a pezzi!»
«Che cos'è successo?»
«Be', il mio capo mi ha interrotta in continuazione
con le sue domande...»
«Uh-oh...»
«Sapevo tutte le risposte... mi ero preparata fin
troppo bene.»
«Sei sempre precisa» la incoraggia lui.
«Ma Pietro ha spezzato il ritmo del discorso» prosegue
lei, «e credo di essere stata meno efficace.» «Davvero?»
«Be', il suo modo di fare mi ha disorientata. Tutte
le volte che avevo la carica giusta, Pietro aggiungeva
qualcosa come se fossimo in competizione, non dalla
stessa parte. è stato così frustrante.»
«Lo credo.»
«Volevo parlargliene, ma ho pensato che prima dovessi
calmarmi.»
«Ottima mossa.»
«E mi ha elogiata davanti ai clienti.» «Che cosa
pensano i tuoi colleghi?» «Daniela è venuta nel
mio ufficio e ha detto di averlo notato, ma ha anche
aggiunto che Pietro ha fatto la figura dell'imbecille.
Franco si è semplicemente congratulato con me per
l'intervento.»
«Tu sei un'abile professionista... e anche molto
affascinante.»
Giulia scoppia ridere. «Grazie caro. Anche tu non
sei male... »
Nonostante desideri con tutto se stesso proporle
una soluzione o darle un parere utile, il marito
si comporta nel modo giusto: è come se facesse un
profondo respiro e la invitasse a raccontargli maggiori
particolari.
Con questo approccio presta attenzione a quanto
la partner prova e racconta, aiutandola a ridurre
lo stress. Calarsi nei panni del signor Sistematutto,
che fornisce soluzioni o minimizza i problemi, non
serve. Quando l'uomo comprende la diversa reazione
femminile allo stress, capisce anche perché in passato
molti tentativi di rendersi utile siano falliti.
La donna ammira l'uomo in grado di restare calmo,
impassibile, ed è certamente contenta quando questi
trova un rimedio valido; se tuttavia si sente dare
consigli mentre si sfoga emotivamente, recepisce
tale atteggiamento come una mancata considerazione
dei suoi sentimenti. In questa fase ha soltanto
bisogno che il partner la ascolti e le ponga domande.
Più si sente ascoltata e capita, meglio starà.
- Il signor 'Sistematutto'.
Quando il signor Sistematutto deve fare qualcosa
in casa, è meglio che lavori da solo, secondo il
suo ritmo. Come già osservato, l'uomo è più adatto
a svolgere compiti che stimolino la produzione di
testosterone. Per questo motivo, preparare un programma
anche per i lavori di routine da seguire punto dopo
punto secondo una determinata tempistica, può risultare
utile allo scopo. La programmazione ha un inizio
e una fine precisi, per cui favorisce il rilascio
di testosterone e non lo fa sentire controllato
o gestito dalla partner. Elemento ancora più importante,
non deve dipendere da lei per prendere decisioni.
Se infatti avverte di non avere il controllo su
un programma, l'uomo perde ogni energia.
Talvolta gli uomini apprezzano le attività di collaborazione
che stimolano l'ossitocina, ma queste non servono
ad aumentare il loro tasso di testosterone. Molti
finiscono in effetti per perdere energie e interesse
quando svolgono compiti simili, di routine, come
fare il bucato, la spesa, cucinare e pulire. Qualora
se ne occupino, li gestiscono in modo da favorire
la produzione di testosterone, da assumere il controllo
della situazione o almeno da avere una funzione
particolare.
Per un uomo dover chiedere continuamente alla partner
dove vada messo un determinato prodotto o ricordarsi
dove voglia venga sistemato, può essere piuttosto
logorante: gli uomini sono portati per lavorare
da soli, soprattutto se già stanchi.
In genere l'uomo è contento di svolgere tutte le
attività che non implicano cura o assistenza; in
poche parole, ama riparare le cose che si rompono.
«Riparare» è un compito che stimola il testosterone,
curare stimola invece l'ossitocina. Organizzare,
gestire, usare i vari prodotti di casa, guidare
nei lunghi viaggi, sbrigare commissioni specifiche,
accompagnare e andare a prendere i bambini, tenere
in ordine garage e giardino, portare fuori l'immondizia
ed effettuare altri lavori a contatto con la sporcizia,
portare scatole pesanti o le borse della spesa,
tagliare l'erba, sistemare le grondaie, dipingere,
riparare tubi, rimettere tutto a posto dopo un'inondazione
o un disastro, occuparsi di perdite, emergenze e
sciagure, ispezionare i dintorni in caso di pericolo:
queste sono attività che favoriscono il rilascio
di testosterone e che andrebbero affidate a un uomo.
Quando le avrà portate a termine, si sentirà più
legato alla partner e lei a sua volta apprezzerà
l'aiuto.
- Lavori da velocista.
Coinvolgere l'uomo nella gestione della casa è possibile,
ma ci vuole un metodo diverso. La donna desidera
istintivamente condividere le mansioni e prendere
le decisioni insieme, l'uomo invece ha una necessità
molto più profonda di spazio e di svolgere il lavoro
di testa sua, al suo ritmo. Dato che le donne hanno
tempistiche e priorità diverse, stentano a capire
tale esigenza. Per un uomo riposo e rilassamento
sono quasi sempre più importanti dei compiti di
routine, che a suo avviso possono essere rimandati
finché non diventano urgenti. In effetti, si dedica
volentieri a riparare le cose o a fare commissioni
con l'auto perché vive queste attività come piccole
emergenze che lo stimolano a intervenire.
Come già accennato, l'uomo ama in genere avere un
programma, gestire le richieste immediate e offrire
altri aiuti specifici per accontentare la partner,
soprattutto se questa ha un problema o è troppo
stanca. Costringerlo a condividere ogni giorno le
attività quotidiane significa logorarlo. Da questo
punto di vista siamo molto compatibili: le piccole
emergenze e le difficoltà conferiscono energia all'uomo
mentre sfiniscono la donna.
L'uomo è fiero di fare da sé. Per questo non chiede
subito aiuto: per dimostrare che è in grado di risolvere
il problema con i suoi mezzi, gira per un'ora in
macchina piuttosto che chiedere indicazioni. Offrirgli
un aiuto non richiesto può irritarlo o offenderlo.
Gli uomini vivono talvolta i suggerimenti come un
fastidio, anche se le donne desiderano solo dare
una mano.
F2- La Donna: Il
comitato domestico.
La donna crede di rendersi maggiormente utile quando
offre all'uomo un aiuto non richiesto, dal momento
che lei stessa è contenta di riceverlo e spesso
se lo attende. Aiutare è un modo per passare più
tempo insieme, per creare un contatto e collaborare,
tutte attività che diminuiscono il livello di stress
femminile ma non maschile. Una donna condivide volentieri
il compito di pulire la cucina o di lavare i piatti
dopo un pasto: fare cose insieme ad altri è il suo
approccio per rasserenarsi.
Quando ama, il desiderio di aiutare si estende anche
al partner perché vuole indurlo a sviluppare pienamente
le sue potenzialità. Talora sì entusiasma tanto
all'idea della vita di coppia e di questa nuova
opportunità che forma una sorta di Comitato per
il miglioramento domestico. Proprio come l'uomo
tende a essere il signor Sistematutto, la donna
tende ad avere il gene del miglioramento della casa.
Non è questa l'attenzione cui l'uomo ambisce, ma
lei è convinta di dimostrargli affetto: in questo
caso entrano infatti in gioco gli ormoni della cura
e dell'assistenza del prossimo. Fare qualcosa da
soli produce testosterone, fare qualcosa insieme
agli altri produce ossitocina. «L'ho fatto io» stimola
il testosterone, «lo abbiamo fatto noi», l'ossitocina.
Per l'uomo il Comitato per il miglioramento domestico
è un fastidio, anche se la donna vuole solo rendersi
utile.
Ecco alcuni esempi di interventi del Comitato:
• Hai intenzione di mettere quella cravatta?
• Oggi hai mangiato?
• Ne hai parlato con il tuo avvocato?
• Perché devi comprarne uno nuovo?
• Quando lo metterai via?
• Non è il caso che vada a tagliarti i capelli?
• Dovresti comprarti qualche maglietta nuova. Queste
hanno i buchi.
• Dovresti andare più piano, rischi una multa.
• Quando hai intenzione di pulire lo studio? Non
so come tu faccia a lavorare!
• Come fai a pensare con la musica così alta? O
Hai intenzione di metterlo a posto?
• Quando tagli l'erba?
• La prossima volta dovremmo leggere le recensioni.
• Ti sei lavato le mani?
• Hai già mangiato il dolce.
• Non ti concedi abbastanza tempo per riposare.
• Dovresti pianificare le cose con maggiore anticipo.
• Ti sei dimenticato di restituire il dvd. Forse,
se lo mettessi lì, te ne ricorderesti.
• Ricordati di prenotare.
• II tuo armadio è un caos. Quando metti in ordine?
- Strategia di convivenza
Una strategia migliore per prendersi cura di un
uomo è dargli molto spazio perché possa fare le
cose come desidera. Invece di cercare di cambiarlo
e migliorarlo, è importante considerare i risultati
che ottiene e apprezzarli. Quando la donna tiene
in considerazione quello che fa il partner, lo aiuta
a ripristinare i livelli di testosterone. Il semplice
fatto di tornare a casa da una donna che gli è grata
per il suo sostegno lo induce a rilassarsi e a recuperare
le energie.
Ecco la situazione ideale:
«Che bello, sei tornato a un'ora decente» esclama
Carla dando un bacio al marito che sta appendendo
il cappotto. «In questo periodo lavori così tanto.»
«Ciao, tesoro, sono a terra.»
«ll martedì è sempre duro. Perché non ti rilassi
un po'? Intanto scaldo la minestra che hai preso
ieri sera, quando sei tornato tardi. Preparerò anche
un'insalata.»
«Ottimo. Guardo solo i risultati in tv.»
«Fa' pure. Dimmi solo quando sei pronto per la cena.
Terrò in caldo la minestra e l'insalata in frigo.»
«Va bene» risponde Giorgio allentandosi la cravatta.
«Penso che nel frattempo guarderò la cassetta di
yoga che mi ha prestato Laura: c'è una serie di
esercizi veloci di rilassamento che potrei sperimentare.»
«Mi fa piacere che ti prenda un po' di tempo per
te. Sei grande!»
In questo modo Carla permette a Giorgio di rifugiarsi
nella sua tana, mostra apprezzamento per le piccole
e grandi cose che fa e riesce a inserire nella sua
routine un'attività in grado di stimolare l'ossitocina.
- A fare spese.
Il bisogno maschile di spazio e quello femminile
di tempo si evidenziano molto bene nel differente
approccio allo shopping. Fare spese, soprattutto
quando si tratta di scarpe e di accessori, riduce
lo stress cui è sottoposta la donna. Guardate nell'armadio
di una donna e scoprirete file e file di scarpe
di tutti i colori, per ogni stagione, stato d'animo
e abito. I colori maschili per qualsiasi stagione
il nero e le diverse tonalità di marrone.
Provate a osservare un uomo in un centro commerciale
mentre fa acquisti con la moglie: si trascina sperando
che il tormento finisca presto, cerca disperato
una panchina mentre la partner cammina contenta,
guarda di qua e di là, nota tutto, studia le nuove
mode e scopre le novità utili per la casa, per i
figli, per un familiare o un'amica. Tali attività
stimolano l'ossitocina e le riducono lo stress,
ma non influenzano minimamente l'uomo. Se non incontra
presto un bar rischia di morire sul posto.
L'uomo ama fare spese da solo e si diverte: alcuni
hanno una vera e propria ossessione per le automobili,
l'elettronica e i gadget. La differenza sta nel
fatto che lo shopping maschile mira a stimolare
la produzione di testosterone: in altre parole,
l'uomo deve avere una meta o un obiettivo precisi.
Per lui è molto importante sapere dove andare, quale
risultato perseguire e desidera entrare e uscire
dal negozio il più rapidamente possibile perché
è come se fosse in missione.
Talvolta gli uomini alleviano lo stress spendendo
denaro: il testosterone aumenta perché l'atto di
spendere è spesso indice di capacità e potere. La
donna trae beneficio dallo shopping ma in altro
modo: lo usa per allentare le tensioni visto che
rientrano tra le attività che implicano la cura
di sé. A condizione di averne il tempo, prendersi
cura di sé stimola l'ossitocina tanto quanto prendersi
cura degli altri. A poco a poco riesce, in sostanza,
a non pensare più al prossimo e a concentrarsi sui
propri desideri e sulle proprie necessità.
Le donne sono le consumatrici più incallite: a loro
si deve più del 70 percento di tutti gli acquisti.
Amano risparmiare ma anche spendere. Alcune si offendono
quando le si ricorda l'importanza dello shopping
come strumento per combattere lo stress, ma anche
per loro fare acquisti può essere un'ottima terapia
pro-ossitocina. Affinché sia efficace, devono però
avere il tempo necessario per dedicarvisi ed essere
in compagnia di un'amica più esperta che ami tale
attività.
Dato che è predisposta per aiutare il prossimo,
la donna ha talora difficoltà a provvedere alle
sue necessità. Tuttavia, lo stimolo visivo di tante
cose da comprare aumenta gradualmente il desiderio
di possederle, il che può indurla a recepire di
nuovo le sue esigenze come una priorità.
Quando non trova quello che vuole, la donna non
si infastidisce perché ha una ragione per tornare
a fare spese. Quando l'uomo va a fare acquisti,
è a caccia: vuole entrare e uscire dal negozio con
quanto gli interessa. Per la donna non è altrettanto
importante: prende quello che è disponibile e può
sempre tornare dopo, per comprare un articolo in
saldo o nel momento più opportuno. Persino la abitudini
in tema di acquisti riflettono gli antichi ruoli
di chi si dedicava alla caccia e chi alla raccolta.
Più conosciamo le nostre differenze, più è facile
andare d'accordo e ridurre i motivi di attrito.
Invece di attenderci che il partner ragioni come
noi, comprendiamo che cosa sia meglio per lui innescando
così un meccanismo di continua crescita per entrambi.
Quando cerchiamo di trattare il partner con il rispetto
che si merita, la nostra vita acquisisce un senso
e una finalità. In fondo, nessun sacrificio è troppo
grande se nel nostro cuore percepiamo che è giusto.
G: La Lite
G1 Anatomia di una lite
- I motivi della lite
La ragione principale delle liti in una coppia è
lo stress eccessivo. Quando corpo e mente sono sottoposti
a tensioni, diventiamo mutevoli d'umore e basta
poco per farci esplodere. Gli animi si accendono
e, influenzati dall'adrenalina e dal cortisolo,
reagiamo secondo la modalità del «combatti o fuggi».
Come già osservato, quando non si conosce la diversa
reazione allo stress dei due sessi, Marte e Venere
entrano in collisione.
Tale discrepanza comportamentale aggrava la situazione.
In una discussione animata le donne tendono a manifestare
pensieri, sentimenti e reazioni con un'ampia gamma
di sfumature emotive, gli uomini si affrettano a
risolvere il problema proponendo soluzioni in modo
indifferente e distaccato. La donna è per natura
incline a porre domande e a parlare, l'uomo ad agire.
Ai suoi occhi può dunque apparire troppo emotiva,
irragionevole ed eccessivamente esigente, così come
lui rischia di essere giudicato arrogante, insensibile
e deciso ad avere sempre ragione.
Queste reazioni naturali sono efficaci con i membri
del nostro stesso sesso, ma in quello opposto possono
sembrare provocatorie. Invece di dimostrarci gentili
e attenti, spesso esterniamo frustrazioni dovute
ad altri motivi e finiamo per sembrare critici,
insofferenti, scontrosi o intolleranti. Ora analizzeremo
le ragioni delle liti e la dinamica in base alla
quale una normale discussione sfocia in un vero
e proprio scontro.
Di solito una coppia si trova in disaccordo e litiga
per questioni come il denaro, gli impegni, le responsabilità
domestiche, le funzioni parentali e il sesso. In
qualsiasi caso, dopo qualche minuto finiamo per
litigare per il modo in cui litighiamo e proprio
qui sta il punto: invece di restare sul tema, di
concentrarci su un solo argomento, trasformiamo
il partner nel problema da risolvere. Ci discostiamo
dalla questione fondamentale e opponiamo resistenza
all'altro per il modo in cui si esprime.
Quando ci scontriamo, perdiamo di vista il vero
motivo della discussione per varie ragioni: l'uomo
tende a vedere nella reazione emotiva della donna
il problema sostanziale, la donna fa lo stesso con
la reazione del partner al suo stato d'animo. In
condizioni di stress l'animo femminile ribolle di
sentimenti: un eventuale disaccordo può dunque scatenare
una forte reazione. Questo induce l'uomo a credere
che la compagna sia esagerata o fin troppo agitata
e il suo atteggiamento non fa che aumentare la rabbia
di lei. In un istante il vero problema viene dimenticato
e scoppia la lite.
Dall'esterno la dinamica appare ovvia, ma quando
siamo coinvolti non ci rendiamo nemmeno conto di
cosa succede. Se non si comprendono tali meccanismi,
interrompere il circolo vizioso è come cercare di
uscire dalle sabbie mobili: più ci sforziamo, più
la situazione peggiora.
A un certo punto hanno superato la soglia: lui ha
fatto il tipico commento marziano «non ti preoccupare»
e lei si è infuriata. Si sente messa da parte, le
sembra che la sua opinione non conti. Le sue parole
implicano che il marito non si preoccupa del futuro
e non provvede a loro. La coppia è pronta per una
lite.
La discussione è destinata a farsi più accesa. Più
parleranno, più tempo impiegheranno dopo per far
pace. Tutto questo può essere evitato imparando
alcune tecniche per comunicare meglio. Allo scopo
l'uomo deve evitare commenti che critichino lo stato
d'animo femminile, la donna battute di disapprovazione
riguardanti i pensieri e le azioni del partner.
- Perché le liti degenerano
Di solito le liti degenerano quando l'uomo minimizza
involontariamente i sentimenti provati dalla donna,
che a quel punto reagisce disapprovandolo. Quando
non presta la debita considerazione allo stato d'animo
della partner, questa presume che non si curi di
lei e passa all'offensiva. Lui di conseguenza si
mette sempre più sulla difensiva. Invece di avvicinarsi,
i due si allontanano.
Il tono ha un impatto persino maggiore delle parole.
Quando discute, l'uomo cerca perlopiù di agire in
modo corretto e di proporre soluzioni, perciò il
suo tono può apparire distaccato, quasi disinteressato.
Si preoccupa dei desideri e delle esigenze della
partner, ma il suo tono freddo non comunica interessamento.
Quando invece impara ad ascoltare con attenzione
il punto di vista di lei, i motivi di conflitto
si riducono spesso al minimo.
Quando discute, la donna cerca soprattutto di manifestare
i sentimenti che prova e di porre domande. Dal tono
che usa può sembrare che non si fidi del compagno,
che non lo apprezzi e sia molto critica; nella maggior
parte dei casi crede che il partner voglia aiutarla,
ma non glielo comunica nel modo giusto. Se impara
ad ammorbidire le affermazioni esprimendo parole
di lode per quanto dice e fa, può interrompere questa
serie esplosiva di reazione a catena.
L'uomo dovrebbe dunque evitare di dire alla donna
quali sentimenti provare, la donna di esasperare
la discussione parlando troppo del suo stato d'animo,
che tra l'altro rischia di essere minimizzato. Invece
di spiegare come si sente, deve in sostanza attenersi
al problema.
Quasi tutti gli esperti che si occupano di relazioni
sentimentali invitano le coppie a manifestare quello
che provano, ma si tratta di un consiglio che viene
ampiamente frainteso. Parlare di «sentimenti positivi»
è di solito utile; parlare di quelli negativi può
essere efficace quando ci sentiamo sostenuti, ma
in situazioni di conflittualità siamo di rado apprezzati,
appoggiati e capiti. Esternare sentimenti negativi
è una delle cause più frequenti di lite.
Invece di cercare soluzioni passiamo al contrattacco.
Quando iniziamo a vedere l'altro come un problema,
non riusciamo più a collaborare per appianare le
difficoltà. In questa fase delicata la donna ha
bisogno di percepire che il partner tiene in considerazione
le sue idee, l'uomo di sapere che lei è disposta
ad accettare il suo aiuto.
- Abbiamo bisogno di rassicurazioni
Spesso pensiamo che il partner sappia sempre con
certezza che lo apprezziamo e ci prendiamo cura
di lui. Così come nelle giornate calde una pianta
ha bisogno di una maggiore quantità d'acqua, nei
momenti di tensione e di difficoltà le coppie devono
venirsi incontro e rassicurarsi di più. La donna
ha difficoltà a mantenere un atteggiamento ricettivo
e aperto quando avverte che il partner non dà grande
peso alle sue opinioni; continua tuttavia a manifestarle,
perché è per natura incline a farlo. L'uomo ha invece
difficoltà a mantenere un atteggiamento di sostegno
e di considerazione se ritiene di essere mal giudicato
quando sta solo tentando di risolvere il problema
o vuole essere lasciato solo per riprendersi. Lei
ha bisogno di sentirsi importante, lui bravo.
Una discussione può sfociare in un diverbio quando
cerchiamo di convincere il partner del nostro punto
di vista: la lite si scatena proprio nel momento
in cui smettiamo di considerare la sua esigenza
di essere ascoltato e rispettato.
L'uomo, sensibile com'è al testosterone, si affanna
per trovare una via d'uscita e la donna non si sente
ascoltata: come già osservato, tende a parlare a
lungo del problema che l'affligge e non dice direttamente
quello che vuole né suggerisce soluzioni.
Il modo migliore per ridurre al minimo le liti è
comunicare al partner che comprendiamo e in un certo
qual modo riconosciamo i lati positivi delle sue
idee. Una donna, in particolare, ha bisogno di sapere
che il partner la ascolta, capisce quello che dice
e considera valido il suo punto di vista; l'uomo,
che la donna ascolta e apprezza i lati positivi
di quanto afferma.
Lui si preoccupa di agire nel modo giusto, lei di
ottenere quello di cui ha bisogno. Talvolta la donna
ha difficoltà a far valere le sue esigenze e, quando
ci riesce, spesso non si dimostra molto garbata.
Se l'uomo glielo fa notare, peggiora le cose.
Quando un uomo sostiene una tesi, evidenziarne i
punti deboli equivale a metterlo ancor più sulla
difensiva. Se invece la donna si sforza di capire
il senso del discorso, il partner si dimostrerà
più incline al compromesso.
Allo scopo potrebbe, per esempio, pronunciare frasi
del tipo: «Questo per me ha un senso, allora significa
che...?» oppure: «Credo di capire. Intendi dire
che...?».
Riflettere su quello che l'altro dice, elemento
che viene spesso trascurato nelle discussioni, è
una delle strategie migliori per far sì che gli
interessati ricevano entrambi quello che desiderano.
In una coppia, trovarsi in disaccordo non significa
intavolare un dibattito in cui una parte cerca di
avere ragione e di dimostrare che l'altra ha torto.
Una discussione non implica giudizi di merito, non
è una competizione in cui uno vuol vincere e battere
l'avversario.
Quando abbiamo punti di vista divergenti o esigenze
conflittuali, la discussione comincia ad assumere
i toni di un dibattito, di un processo o di una
competizione, con conseguenze disastrose. è sempre
necessario sostenersi a vicenda, anche quando si
è in presenza di gravi tensioni e si tende a dimenticarne
l'importanza.
Quando si hanno punti di vista diversi, per trovare
una soluzione si può adottare il seguente approccio:
1. Comunicare al partner che si comprende il suo
punto di vista.
2. Valutare l'importanza che la questione ha per
voi e per il partner. Se per voi non è tanto rilevante
ma lo è per il partner, intervenite prontamente
per porre fine al conflitto. Saggezza vuole che
in tal caso acconsentiate a soddisfare le sue esigenze.
3. Se entrambi non riuscite a ottenere quello di
cui avete bisogno, è necessario arrivare a un compromesso.
G2- Gli errori
- Gli errori della donna durante una
lite
Quando riflettiamo sul ruolo che abbiamo avuto nel
provocare una discussione, possiamo liberarci di
molti sentimenti negativi e favorire la ricerca
di un compromesso. Per la donna può essere utile
valutare la seguente lista di errori: in tal modo
riuscirà a capire che non è l'unica a non ricevere
quello che vorrebbe. La reazione maschile di difesa
le apparirà più comprensibile se riconosce il ruolo
avuto nel fomentare il contrasto.
1. Alzare la voce e usare toni emotivi: accusare,
piagnucolare, deridere, essere sarcastiche. Cercate
di comportarvi in modo razionale.
2. Ricorrere a domande retoriche quali: «Come fai
a dire che?... », invece di esprimere direttamente
quello che gradite o accettate. Per esempio: «Capisco
e convengo con te che... ma...».
3. Interpretare la posizione del partner e portare
il discorso sul vostro stato d'animo: «Mi fa rabbia
che tu...». In una discussione è sempre preferibile
riaffermare quanto ha detto il partner: «Intendi
dire che...».
4. Esprimere lamentele generiche più che specifiche:
«Guardi sempre la tv» o «Non stiamo mai insieme».
La donna dovrebbe esprimere le proprie esigenze
usando formule diverse quali: «Mi piacerebbe fare
qualcosa di speciale insieme», «Andiamo a fare due
passi in centro» o «Questa settimana andiamo fuori
una sera».
5. Focalizzarsi sulle lamentele invece di dichiarare
ciò che si vuole. Il partner dovrebbe essere la
soluzione, non il problema. è quindi opportuno evitare
frasi quali: «Non mi piace che...» preferendo formule
come: «Mi piacerebbe tanto...» o «Ti spiacerebbe
se...».
6. Aspettarsi che l'uomo reagisca come una donna
invece che come un uomo. «Sei così razionale», «Perché
non parli con il cuore?» oppure «Perché non ti apri?».
Critiche simili vengono mosse quando si ignorano
le differenze tra uomo e donna. Molto più utile
è riconoscerne le discrepanze e ricorrere a frasi
quali: «Capisco che per te sia difficile parlare
di questo...» o «So che desideri trovare una soluzione...».
7. Paragonare il partner a un altro uomo o a com'era
in passato. «Una volta eri molto più affettuoso»
o «Nessuno dei miei ex si è mai comportato così».
è invece importante apprezzare quello che fa: «Sono
molto contenta quando tu...».
8. Scatenare una lite per esternare sentimenti repressi:
«Non mi dai mai una mano», «Lasci i piatti nel lavandino».
9. Continuare a parlare senza consentire al partner
di esprimere il suo punto di vista. è un chiaro
comportamento venusiano che denota perdita di autocontrollo.
10. Vedere il partner come la fonte del proprio
benessere invece di impegnarsi a conquistarlo con
le proprie risorse: «Questo non mi fa stare meglio».
Dovreste invece cercare di aiutarvi: «Credo che
ora farò un po' di tapis roulant per rilassarmi...».
11. Opporre resistenza usando i sentimenti: «Ho
la sensazione che tu...» oppure «Mi fai sentire
come ...». Riformulate invece quanto afferma: «Quindi,
mi stai dicendo che...».
12. Rivangare vecchie questioni per sostenere la
vostra posizione: «Così mi sono sentita quando tu...».
Non inquinate la discussione usando la memoria emozionale
a mo' di arma.
13. Non essere disposte a perdonare finché lui non
cambia, non si scusa o non soffre abbastanza. Quando
arrivate a comprendere le esigenze del partner,
dovreste essere in grado di dimostrarvi generose.
Aspettare che il partner cambi per aprirgli il vostro
cuore rende più difficile la crescita interiore
di entrambi. Aprire il proprio cuore e chiedere
quello che si desidera è molto più efficace che
attendere passivamente un cambiamento del partner.
14. Pretendere invece di esprimere preferenze. «Devi
fare così» oppure «Non dovresti agire in quel modo».
Potete esprimere gli stessi concetti sotto forma
di preferenze: «Mi piacerebbe che tu facessi cosi»
oppure «In questo modo per me sarebbe meglio. Ti
spiacerebbe fare così?».
Non c'è bisogno di aspettare una lite per riflettere
su questi errori. Una strategia valida per evitare
possibili contrasti è leggere con attenzione l'elenco
e valutare il proprio comportamento. Individuate
i vostri errori più frequenti e immaginate di discutere
con il partner. Questa sorta di esercizio è molto
efficace. Musicisti e atleti ricorrono a un metodo
simile per imparare ad agire e reagire spontaneamente
in determinate situazioni.
L'elenco descritto può essere utile agli uomini
come alle donne. Prima che un uomo rifletta sugli
sbagli che commette quando litiga, è opportuno che
valuti quelli femminili qui illustrati: gli è infatti
più facile assumersi la responsabilità dei suoi
errori quando capisce quello che gli accade intorno.
Così funziona il cervello maschile!
è altrettanto importante che la donna si renda conto
degli sbagli commessi dall'uomo: comprendere in
che modo litighi, la aiuta a corroborare i suoi
sentimenti e a ricordarsi che certi errori sono
frequenti. Potrà così imparare a non prendere troppo
personalmente il comportamento del partner.
- Gli errori dell' uomo durante una lite
L'uomo controlla con facilità i suoi stati d'animo
se a livello mentale riesce ad avere un quadro chiaro
di quello che non ha funzionato e di cosa invece
è efficace. La seguente lista di errori lo stimolerà
a elaborare eventuali motivi di rimpianto o a riflettere
l'opportunità di comportarsi in modo diverso.
1. Alzare la voce o diventare freddo, pungente o
distaccato. Dato che la voce maschile è più profonda
di quella femminile, quando siete in collera potreste
apparirle minacciosi e intenzionati a sopraffarla.
L'uomo desidera tanto essere nel giusto che talora
non si rende conto di avere un tono che alla donna
appare distaccato. Lei tende, di conseguenza, a
pensare che il suo sia semplice disinteresse.
2. Dimostrarsi condiscendenti affermando: «Non ti
preoccupare» o «Stai facendo un caso di Stato per
nulla». è invece opportuno dimostrarle di aver compreso
il suo stato d'animo: «Capisco la tua ansia...».
3. Interromperla con commenti che criticano il suo
stato d'animo o cercano di modificare le sue idee:
«Non dovresti sentirti così» oppure «Non è quello
che è successo». Riformulate invece quanto afferma
osservando: «Se capisco bene, pensi che...».
4. Giustificare il vostro comportamento smentendo
l'interpretazione che lei ne ha dato. «Non è quello
che intendevo» oppure: «Ti sei fatta un'idea sbagliata».
Riformulate invece il vostro punto di vista: «Lascia
che te lo spieghi in un altro modo...».
5. Criticarla o mortificarla chiarendo un'affermazione:
«Non è questo il punto» o «Ma non vedi che...?»
o «Ma non è evidente che...?». è invece opportuno
riaffermare la questione dicendo: «Quello che intendo
è...».
6. Dimostrarvi scoraggiati per il tenore della discussione:
«Perché dobbiamo parlarne all'infinito?» oppure
«Ho già detto che...». Potete invece affermare:
«Capisco che tu debba riflettere sulla cosa» e quindi
proporre una tregua.
7. Suggerire soluzioni invece di fare altre domande:
«Dovresti fare così...» o «Tutto quello che devi
fare è...». Chiedete invece: «Che cosa pensi dovremmo
fare?».
8. Modificare le sue priorità anziché corroborare
i suoi valori: «Non c'è bisogno che...» oppure «Non
è importante che...». Affermate: «Capisco perché
questo abbia tanta importanza per te».
9. Minimizzare il suo stato d'animo anziché restare
in silenzio ad ascoltarla: «Non dovresti agitarti
tanto» oppure «Non c'è bisogno di farne una questione
di vita o di morte». In questo modo non vi rendete
conto di ingigantire quanto lei ha già ingigantito.
Limitatevi a riconoscere i suoi sentimenti: «Ti
vedo molto agitata...».
10. Sminuire il suo stato d'animo e cercare di porre
fine al discorso: «Ho capito, vuoi che...» oppure
«Va bene, ho capito. Adesso possiamo lasciar perdere?»
o «Adesso possiamo stare in pace?». Affermate invece:
«Credo di capire. Quello che intendi è... Giusto?».
11. Voler avere l'ultima parola. Qualsiasi cosa
lei dica, ribattere: «Come sempre, bisogna fare
come vuoi tu». è molto più utile riformulare le
sue affermazioni: «Se ho afferrato bene, vuoi...».
12. Ripagare della stessa moneta. Quando lei si
lamenta, esprimere lamentele ancora maggiori sul
suo conto quasi a trasformarla nel vero problema:
«E vero ma...» oppure «Questo non è niente, non
ricordi quando tu...». Avvalorate invece quello
che dice: «In questo caso capisco perché tu sia
arrabbiata».
13. Cedere alle sue richieste lasciando intendere
che si comporta in modo irragionevole, troppo esigente
o che vuole farvi sembrare colpevole. «D'accordo,
farò come dici» oppure «Va bene, faremo di nuovo
a modo tuo». Dopo aver trovato una soluzione, dovreste
accettarla pienamente: «Convengo che dovremmo...».
14. Minacciare invece di esprimere preferenze. «Se
hai intenzione di fare così, dovremmo seriamente
pensare al divorzio.» Potreste invece esprimere
una preferenza: «Per me è davvero importante. Vorrei...».
Questi sono gli sbagli più frequenti che l'uomo
commette durante una discussione accesa o una lite;
può tuttavia anche ricorrere alle tipiche tattiche
femminili e rispondere con le stesse armi in base
al principio: «Se mi fai questo, ti ripago della
stessa moneta».
G3- Prevenire la lite
Ogni legame attraversa momenti critici, soprattutto
quando dobbiamo far fronte ai molteplici problemi
della vita: dobbiamo occuparci di così tante questioni
che talora abbiamo difficoltà a restare in sincronia
con il partner. Come osservato in questo capitolo,
lievi disaccordi e delusioni possono degenerare
in liti vere e proprie durante le quali dimentichiamo
l'influenza che le differenze tra i sessi hanno
sul nostro comportamento. Lo stress aumenta le diversità
e ci rende intolleranti, il che rappresenta la condizione
ideale per favorire i contrasti.
Abbiamo dunque illustrato l'anatomia di una lite:
perché bisticciamo e per quali motivi. Ora vedremo
quali tecniche usare per interrompere una discussione
e fare pace.
- Come l'uomo può evitare una lite
Uno dei metodi più semplici con cui l'uomo può evitare
una lite è cercare di non sminuire lo stato d'animo
della partner. All'inizio può essere difficile,
perché non si rende nemmeno conto di avere tale
atteggiamento: in molti casi infatti le parole che
offendono lei lasciano indifferente lui. Se una
coppia si sforza di evitare le liti, anche se dovesse
finire per scontrarsi userà toni meno aspri e riuscirà
più facilmente a far pace.
Affermazioni
che peggiorano la situazione
Affermazioni
che migliorano la situazione
«Questo non ha alcun senso.»
«D'accordo, se ho capito
bene mi stai dicendo che ti senti...»
«Ti agiti per niente.»
«So che questa cosa ti
sconvolge. Intendi dire che...?»
«Stai ingigantendo a dismisura
le cose.»
«Fammi capire. Hai la sensazione
che...»
«Ma è ridicolo.»
«Non mi è molto chiaro.
Stai dicendo che...?»
«Non ho mai detto una cosa
del genere.»
«Allora io ti ho detto
che...»
«Non è quello che intendevo.»
«Vorrei capire. Io ti ho
detto che...?»
«Non deve essere per forza
così complicato.»
«Penso di capire. Tu intendi
dire che...»
«Non è affatto razionale.»
«Dammi il tempo di riflettere.
Ti senti ... e ti meriteresti che...»
«Perché dobbiamo parlarne
ancora?»
«Ne abbiamo già parlato,
credo. Vediamo se ho capito bene come ti
senti. Tu...»
«Non capisci.»
«Lascia che mi spieghi
in un altro modo. Quello che voglio dire
è...»
Invece di fare commenti che sminuiscono lo stato
d'animo della partner, l'uomo dovrebbe riformulare
con attenzione quanto lei dice per riuscire a capire
meglio e a confermarle di aver recepito la sua opinione.
In una discussione è inoltre opportuno non affrettare
i tempi, perché si riesce con più facilità ad alleviare
la tensione. L'uomo non dovrebbe soltanto evitare
osservazioni offensive ma comunicare alla partner
quanto ha capito.
Gli uomini si scoraggiano perché ritengono che discutere
sia perlopiù una perdita di tempo. Hanno la sensazione
di non trovare una via d'uscita, il che per loro
è motivo di sconforto e tensione: di qui il fastidio
e l'impazienza che dimostrano. Non dimentichiamo
che l'uomo è per natura incline a risolvere i problemi!
Se viceversa prende coscienza delle esigenze della
partner, è in grado di affrontare il discorso in
modo da appianare la difficoltà e diminuire lo stress
di cui lei è vittima. Nel momento in cui arriva
a comprenderne le necessità, sente di aver realizzato
qualcosa e non riterrà più di aver perso tempo.
Invece di abbassarsi, il livello di testosterone
che ha nell'organismo aumenta.
La donna è contenta quando ha la sensazione che
il partner capisca i suoi sentimenti, i suoi bisogni,
i suoi desideri e le sue richieste. La tecnica che
abbiamo descritto potrà sembrare noiosa a un uomo,
ma è molto apprezzata dalla donna. Ogniqualvolta
la utilizzerà, la partner si sentirà maggiormente
compresa e lui più abile nell'aiutarla, il che naturalmente
allevia lo stress di entrambi in quanto aumenta
i livelli di ossitocina in lei e di testosterone
in lui.
- Come la donna può evitare la lite Uno dei metodi più semplici con
cui la donna può evitare una lite è parlare con
un'amica, più che con il partner, del problema che
l'affligge: in tal modo può analizzare i suoi sentimenti,
liberarsi di ogni negatività e ripristinare il livello
di ossitocina. A quel punto riuscirà a esprimere
le sue necessità o a intavolare un dialogo ponderato
con il partner.
Se una donna vive un momento di tensione, ha bisogno
di parlare e capire il suo stato d'animo prima di
conoscere l'opinione del compagno. Dopo aver discusso
della situazione con un'amica ed eventualmente aver
valutato la diversità di posizioni nella coppia,
potrà raggiungere un compromesso equo. Arrivando
a comprendere meglio le proprie esigenze, può assecondare
quelle del partner in maniera più adeguata. In condizioni
di stress la donna tende infatti ad adottare l'approccio
del «tutto o niente»: se invece si sente ascoltata,
riesce più facilmente a trovare una soluzione equilibrata
che soddisfi entrambi e a evitare così un potenziale
scontro.
Le domande che la donna pone sottintendono tendenzialmente
qualche inadeguatezza del partner; inoltre, quando
esterna i suoi sentimenti, spesso si allontana dall'argomento
del discorso.
Invece di porre altre domande, dovrebbe riformulare
con parole sue quello che sente: se non ha capito
bene un concetto, il partner potrà fornirle ulteriori
informazioni. L'uomo ama che la donna ripresenti
le sue idee in veste lievemente diversa: gli fa
piacere che quanto afferma abbia un senso e che
le sue argomentazioni siano giuste, legittime.
Impegnarsi a discutere in modo equo non significa
prevenire sempre le liti, ma se il disaccordo viene
controllato far pace sarà più semplice. La tabella
che segue illustra come le donne si allontanino
dal seminato esternando i propri sentimenti o come
facciano domande retoriche che sottintendono l'incompetenza
del partner. Nella seconda colonna sono indicate
le strategie per migliorare la comunicazione ed
evitare che la discussione degeneri.
Affermazioni
che peggiorano la situazione
Affermazioni
che migliorano la situazione
«Ho la sensazione che tu
non mi stia ascoltando.»
«Cercherò di spiegarmi
in un altro modo.»
«Proprio non capisci.»
«Lascia che te lo spieghi
in un modo diverso.»
«Come puoi dire una cosa
del genere?»
«Fammi capire. Hai la sensazione
che...»
«Io non la vedo come te.»
«Capisco quando dici che...
quello che intendo è...?»
«Tu non mi stai affatto
ascoltando.»
«Userò altre parole. Quando..,
quello di cui ho bisogno in questo caso
è...»
«Non mi sento a mio agio
a parlarti.»
«Lasciami riflettere su
quello che hai detto, ne riparleremo.»
«Come fai a dire che...?»
«Dammi il tempo di riflettere.
Ti senti ... e ti meriteresti che...»
«Perché dobbiamo parlarne
ancora?»
«Stai diventando sgarbato.
Ne parleremo un'altra volta.» (Poi se ne
va.)
«Pretenderesti che io...?»
o: «Perché dovrei...?»
«Fammi capire con chiarezza
quello che intendi.
Hai bisogno che...»
«Perché non hai...?»
«Hai ragione. Io non...
Adesso capisco che tu...»
«Non hai detto questo.»
«Oh, non avevo capito quello
che hai detto. Allora intendi che...»
Per evitare di litigare e migliorare la situazione,
la donna non dovrebbe sfidare l'uomo con domande
e commenti sospettosi ma ripetere quanto afferma
in un'ottica positiva. Invece di accusarlo di non
ascoltare quando avverte che è così, dovrebbe esprimere
il suo stato d'animo in un modo che gli sia più
comprensibile.
Dato che Marte e Venere parlano lingue diverse,
le donne non possono incolpare gli uomini di non
capirle. Con un sorriso possono però comunicare
la loro idea in un modo che risulti più comprensibile
al partner. Se ci ricordiamo che parliamo lingue
diverse, è molto più facile discutere senza biasimarci
a vicenda. Quando non pretendiamo la perfezione,
non restiamo tanto delusi.
- Sentimenti e risoluzione dei problemi.
Mescolare sentimenti e risoluzione dei problemi
non è saggio, anzi: di solito peggiora le cose.
è come mescolare acqua e olio. Questa è in effetti
una delle ragioni principali per cui Marte e Venere
si scontrano.
Per evitare conflitti, è necessario mantenere le
due cose distinte. Appena sentite crescere la tensione,
dovete decidere se esternare i sentimenti in modo
da sentirvi più a vostro agio o escluderli dal discorso
e mirare a uno scambio obiettivo di informazioni
per appianare il contrasto e risolvere il problema.
Esternare i sentimenti allevia lo stress nella donna
ma può aumentare quello dell'uomo. Impegnarsi a
risolvere un problema senza implicazioni emotive
rilassa l'uomo ma può scoraggiare la donna. Alla
luce di tutto questo, una coppia può trovare nuovi
modi per conciliare le esigenze talvolta conflittuali
dei partner. Invece di commettere l'errore poc'anzi
descritto, può intavolare due diversi tipi di dialogo.
H: Come
smettere di litigare
H1- Concordare
una tregua.
A volte parlare è la soluzione, altre è meglio non
farlo. Se in una coppia sale la tensione, una delle
strategie migliori è concordare una tregua.
Quando scoppia una lite, l'uomo dovrebbe di solito
prendere l'iniziativa e allontanarsi: del resto,
è per natura incline alla reazione del «combatti
o fuggi». In condizioni di stress la donna tende
invece a parlare di più.
Se la tensione cresce e i toni si fanno più accesi,
la soluzione migliore è rimandare il discorso a
un momento di maggiori calma e serenità.
Durante la tregua è molto importante che l'uomo
si dedichi a un'attività che ama e che la donna
parli con qualcuno che non sia il partner. Talvolta,
quando lui si allontana, lei lo segue e continua
a bersagliarlo di domande, e questo non fa che peggiorare
le cose. In questo caso lui non dovrebbe risponderle
ma semplicemente allontanarsi; se proprio è costretto
a dire qualcosa, può ripetere quello che ha detto
per dichiarare la tregua.
Per la tregua, tutto quello che l'uomo o la donna
devono fare è pronunciare poche parole con tono
pacato, educato e allontanarsi senza aggiungere
altro. La tensione, a quel punto, inizierà automaticamente
a calare.
La tabella seguente spiega cosa fare e cosa non
fare per concordarla.
Che cosa
non dire
Che cosa
dire
«Ti comporti
in modo così irrazionale. Con te non si
può parlare.»
«Hai ragione
a essere agitata. Lasciami riflettere su
quello che hai detto, così potremo riparlarne.»
«è solo una
grande perdita di tempo. Non riesco a discutere
con te.»
«Quello che
dici è importante per me. Mi serve un po'
di tempo per riflettere, poi ne riparleremo.»
«Non ne posso
più. Sei così testardo/a.»
«Voglio affrontare
il discorso ma ho bisogno di tempo per riflettere.
Riparliamone in un altro momento.»
«Non ascolti
una sola parola di quello che dico. Con
te non si riesce a parlare.»
«Hai ragione.
Dammi il tempo di riflettere, poi ne parleremo.»
«Basta. Non
sopporto questo genere di offese.»
«Apprezzo
quello che dici. Per darti una risposta,
ho bisogno di riflettere. Parliamone tra
un po'.»
«Dicendo
questo, mi hai offeso a morte. Non ci posso
credere. Non ho altro da dirti.»
«Non mi sembra
corretto il tuo comportamento. Ho bisogno
di tempo per riflettere, poi ne riparleremo.»
Dopo, se il partner vi insegue
e continua a farvi domande, mostratevi decisi e
ripetete soltanto: «Mi serve un po' di tempo per
riflettere, poi ne riparleremo».
Le donne in genere non avvertono l'importanza di
stabilire una tregua in situazioni del genere, ma
dopo qualche tempo arrivano ad apprezzarne i vantaggi.
Dal momento che vengono da un pianeta diverso, come
fanno a capire quando con la loro emotività irritano
il partner, lo fanno infuriare o lo rendono aggressivo?
Proteggerlo, tuttavia, non è una loro responsabilità:
spetta a lui difendere la partner e la relazione.
Quando dichiara una tregua, l'uomo in sostanza la
protegge dal guerriero che è in lui, che ha come
unica alternativa quella di combattere o di fuggire.
La donna, d'altronde, dovrebbe rendersi conto che
non può dire tutto quello che vuole ignorando la
sensibilità del partner, ma con lui non può nemmeno
avere la sensazione di camminare sulle uova. Uomini
e donne dimenticano troppo facilmente in nome dell'onestà
le virtù della pazienza, della flessibilità e della
considerazione dei sentimenti altrui.
Molte donne non capiscono che cosa scateni l'irritazione
maschile. Se, mediante la tecnica della tregua,
gli uomini non comunicano loro che stanno per esplodere,
le donne si abitueranno alla loro reazione infuriata
e avranno paura a esprimere desideri ed esigenze.
Proclamando una tregua quando non ne può più, o
quando entrambi hanno imboccato una strada sbagliata,
l'uomo in realtà crea le condizioni adatte perché
la donna possa sentirsi sicura e indotta a dialogare.
- Quando è la donna a chiedere la tregua.
Per le donne è in genere più difficile dichiarare
una tregua, perché in condizioni di stress tendono
per natura a parlare, il che è una strategia efficace
per loro ma non per gli uomini. Per una donna è
addirittura «vietato» allontanarsi durante una discussione.
Se non comprende e accetta l'importanza di una tregua,
può offendersi e innervosirsi.
Le difficoltà che incontra in tal senso sono dovute
al fatto che in situazioni di tensione è influenzata
da ormoni completamente diversi da quelli maschili:
come abbiamo già visto, parlare, essere ascoltata,
creare un contatto con l'altro stimola la produzione
di ossitocina nel suo corpo e ne diminuisce il livello
di stress. In tali circostanze la donna tende quindi
a parlare di più. Quello che le sfugge è che così
facendo può aumentare lo scoramento e la rabbia
del partner. Se questi percepisce che sta cercando
di incolparlo o di controllarlo, si innervosisce
ancora di più.
Quando la donna dichiara tregua, deve riflettere
sull'accaduto parlando con un'amica, un terapeuta,
un esperto di relazioni coniugali o un gruppo di
sostegno formato da altre donne, descrivere quello
che prova in un diario e meditarci su. Tali strategie
la aiutano ad analizzare il proprio stato d'animo,
a riflettere, nonché a individuare esigenze e sentimenti
positivi. Una volta raggiunto questo obiettivo,
riuscirà a spiegare meglio il suo punto di vista
e ad ascoltare quello che il partner ha da dirle.
Una coppia dovrebbe aspettare almeno dodici ore
prima di riprendere l'argomento della discussione.
La donna dovrebbe inoltre ricordare sempre che gli
uomini vengono da Marte e che potrebbe quindi avere
frainteso atteggiamenti e parole del partner. Può
pertanto sfruttare questo momento di riflessione
per cercare un approccio più efficace per valutare
e affrontare il problema. Talvolta rammentare quello
che di buono ha fatto il partner ha un effetto calmante;
spesso le è utile esporre il proprio punto di vista
- dialogando con se stessa o con un'amica - in un'ottica
più positiva che non respinga l'uomo, ma riconosca
il sostegno che questi le dà.
In genere non dovrebbe però discuterne con un familiare
perché rischia di esporsi a ritorsioni: i familiari
tendono infatti a ricordare tutti i sentimenti negativi
che una donna prova momentaneamente per il partner,
ignari di quelli positivi che invece alimentano
il rapporto. Se vi confidate con la vostra famiglia
in un momento di crisi, tra questa e vostro marito
potrebbe ergersi un muro.
Di seguito trovate un elenco di dodici punti su
cui riflettere prima di riprendere il contatto con
il partner:
l. Per quale motivo lo biasimo?
2. Per quale motivo sono arrabbiata, triste o spaventata?
3. Che cosa mi aspetto dica, faccia o provi?
4. Le mie aspettative sono ragionevoli?
5. Di che cosa ho veramente bisogno io?
6. Di che cosa ha veramente bisogno lui?
7. In che senso mi fraintende?
8. Potrei averlo frainteso e in che senso?
9. Di che cosa mi sono pentita?
10. Quali fattori mi inducono a fidarmi di lui,
ad accettarlo o ad apprezzarlo?
11. Per che cosa lo perdono?
12. Che cosa vorrei dicesse o facesse?
- Quando è l'uomo a chiedere la tregua.
Quando l'uomo dichiara tregua, deve innanzitutto
dedícarsi a qualcosa che lo aiuti a star meglio
e quindi riflettere sul modo migliore per comunicare
con la partner. Nel suo caso il processo è diverso.
Necessita di svolgere un'attívità utile a stimolare
la produzione di testosterone, come giocare al solitario
online, guardare una partita, leggere il giornale.
Quando si sentirà meglio, potrà riflettere sul problema,
in modo da riuscire a esprimere chiaramente pensieri
e desideri non appena avrà ascoltato quelli di lei.
Per l'uomo è utile ricordare le esatte parole della
discussione e meditare su quanto invece non è stato
detto e che sarebbe stato opportuno dire. Con spirito
critico do vrebbe quindi analizzare gli sbagli suoi
e della partner: questo lo induce a entrare nella
modalità «risoluzione problemi», che gli risolleva
sempre il morale e lo rende più capace di comunicare.
L'uomo valuta le esigenze della partner e l'approccio
che questa avrebbe potuto usare per spiegarsi senza
dimostrargli scarso apprezzamento: si rende conto
così che non è sempre facile per lei esprimersi
in modi che non lo irritino. Ripensa inoltre agli
atteggiamenti che lui stesso ha tenuto e che hanno
aggravato la situazione, come cercare di influenzarla
o di risolvere il problema senza averla prima ascoltata.
Tale processo lo rasserena e lo stimola ad abbandonare
il comportamento difensivo.
-
Quello che l'uomo dovrebbe considerare durante la
tregua.
Qui di seguito trovate un elenco di dodici punti
su cui riflettere prima di riprendere il contatto
con la partner:
l. Che cosa ha detto di irritante?
2. Che cosa non ha detto che avrebbe dovuto
dire?
3. Che cosa stava cercando di dire?
4. In quale altro modo si sarebbe potuta esprimere?
5. Qual è la sua esigenza?
6. Qual è la mia esigenza?
7. In che modo mi ha frainteso?
8. Potrei averla fraintesa e in che senso?
9. Qual è la migliore soluzione per entrambi?
10. Di che cosa mi sono pentito e in quale altro
modo mi sarei potuto comportare?
11. Per che cosa la perdono?
12. Che cosa vorrei dicesse o facesse?
L'uomo si libera facilmente dei sentimenti negativi
se riesce a crearsi un quadro chiaro degli errori
commessi e delle strategie efficaci da seguire.
Innumerevoli fattori influenzano il nostro umore
e la nostra emotività. Quando il partner è agitato
o sulla difensiva, non ha importanza se il vostro
punto di vista è logico o legittimo: niente di quello
che direte o farete servirà. In tal caso dovete
accettare che per un certo periodo non sarete in
grado di ascoltarvi, capirvi né di apprezzare il
punto di vista dell'altro. Potete solo ripiegare
e riprendere il dialogo in un momento successivo,
non prima però di dodici ore.
Se imponete il vostro punto di vista alla partner,
non aspettatevi che vi stia a sentire. Se non siete
in grado di ascoltarla, non pensate che lei ascolti
voi. Più opponete resistenza, più lei farà lo stesso.
L'uomo deve ascoltare pensieri, sentimenti ed esigenze
della donna prima che lei senta quanto ha da dirle:
questa è un'altra regola fondamentale per evitare
le liti. L'uomo riesce ad ascoltare con più attenzione
se comprende che in tal modo sta risolvendo un problema
e non discutendo vanamente.
Come già ricordato, gli uomini sono per natura indotti
a trovare rimedi, le donne a parlare. Quando lei
terminerà il discorso, lui le comunicherà di aver
recepito il suo punto di vista facendola contenta.
Se l'uomo si rende conto di quanto sia importante
ascoltare la partner per aiutarla a rasserenarsi,
lo farà volentieri. Nel momento in cui i livelli
femminili di ossitocina aumentano e lo stress diminuisce,
lei sarà a sua volta in grado di ascoltare quello
che lui ha da dirle. Quando entrambi si sentiranno
ascoltati, si dimostreranno abbastanza flessibili
da trovare, laddove necessario, un compromesso.
H2-
Regole per evitare una lite.
La tecnica per evitare accese e penose discussioni
è semplice: l'uomo chiede una tregua e qualche tempo
dopo la donna lo avvicina per decidere insieme a
lui quando riprendere il discorso. Optando con decisione
per la tregua, lui evita inutili spargimenti di
sangue; lei, da parte sua, favorisce la riconciliazione
attraverso il dialogo.
Per interrompere una discussione animata, l'uomo
può affermare: «Parliamo prima di come ti senti,
poi ci concentreremo sul problema». Mentre dialogano,
dovrebbe fare solo brevi commenti quali: «Spiegami
meglio». Quando lei avrà terminato, può dichiarare:
«Lasciami il tempo di riflettere, poi vedremo che
si può fare».
Entrambi possono decretare una tregua e scegliere
un momento più adatto per riprendere l'argomento;
l'approccio descritto è però maggiormente in sintonia
con le nostre differenze ormonali, nonché utile
a diminuire le tensioni.
- Ricuperare l'armonia.
Ora che conosciamo la tecnica per interrompere le
discussioni, impareriamo ad appianare i conflitti
che, se irrisolti, possono suscitare risentimenti
e distacco. Se dopo un disaccordo la donna non si
libera dei sentimenti negativi, i suoi livelli di
ossitocina crollano e si instaura di conseguenza
una spirale dannosa che minerà l'interazione con
il partner.
Quando litighiamo, abbiamo due modi per recuperare
l'armonia:
L'Incontro Marziano.
Il Dialogo Venusiano
L'Incontro marziano è finalizzato esclusivamente
alla risoluzione del problema. Il secondo consente
alla donna di discutere del proprio stato d'animo
senza cercare soluzioni al problema: in questo modo
potrà analizzare i sentimenti che nutre e capire
perché sia tanto agitata.
- Stabilire un incontro marziano.
Passate almeno dodici ore dalla lite, la coppia
può riconsiderare il problema senza però affrontare
discorsi riguardanti i sentimenti. L'Incontro marziano
può avvenire anche senza il Dialogo venusiano, a
seconda che la donna abbia o no esigenza di esternare
quello che prova. In alcuni casi la tregua durante
la quale ogni partner riflette sull'accaduto è sufficiente
a elaborare sentimenti e sensazioni. La coppia può
dunque passare direttamente alla risoluzione del
problema con l'Incontro marziano, durante il quale
dovrà mantenere la massima obiettività possibile
e mirare a cercare una via d'uscita.
- Il dialogo venusiano.
Se la donna ha bisogno di parlare dei sentimenti
che la lite le ha suscitato, è opportuno rinviare
l'Incontro marziano. Allo scopo può affermare: «Avrei
bisogno di spiegarti quello che provo. Stavolta
non dobbiamo trovare rimedi o risolvere problemi.
Non c'è bisogno che tu dica niente o che cambi in
qualche modo. Devi solo ascoltare. Non devi nemmeno
dispiacerti».
A quel punto l'unica cosa che lui deve rispondere
è: «D'accordo». Se evitano di appianare le difficoltà
nel Dialogo venusiano, la donna ha la possibilità
di essere ascoltata e l'uomo di riflettere su quanto
dice. Quando termina, lei dovrebbe dichiarare: «Grazie
per avermi ascoltata, mi è stato davvero di grande
aiuto. Ora mi sento molto meglio».
Queste semplici parole possono avere un grande impatto.
Se a un uomo viene affidato un compito chiaro e
fattibile, si impegnerà e sarà disponibile all'ascolto.
Non appena finisce di parlare, la donna dovrebbe
allontanarsi. Lui ha infatti la sensazione di averla
aiutata ascoltandola; se a quel punto lei insiste
perché parli a sua volta, è come se lo punisse per
aver fatto una cosa giusta.
I Dialoghi venusiani hanno anche un'altra funzione:
se programmati indipendentemente dalle liti, possono
rappresentare una strategia utile per aiutare le
donne ad alleviare lo stress nei momenti di maggiore
tensione.
Non bisogna mai affrettarsi a stabilire un Incontro
marziano per appianare un contrasto. Se ciò avviene
prima che i partner abbiano avuto modo di riflettere,
l'uomo corre il rischio di proporre una soluzione
senza tener conto dello stato d'animo della partner,
il che equivale a riproporre la stessa situazione
che ha scatenato la lite. Se invece la coppia si
concede più tempo, lui riuscirà a valutare con maggiore
attenzione lo stato d'animo; la donna, dal canto
suo, si sentirà ascoltata.
Nel periodo che passano a riflettere, lontani dal
clamore della battaglia, uomini e donne riescono
a vedere la situazione con gli occhi dell'altro.
Diventeranno in tal modo più aperti e flessibili;
di conseguenza l'Incontro marziano sarà più produttivo
e utile per entrambi.
H3- Resistere alla
tentazione di dire tutto.
è ingenuo pensare di condividere tutto con il partner
per creare un legame intimo e profondo. Nelle relazioni
l'intimità stimola l'eccitazione e il senso di appagamento,
ma non è necessario esternare subito tutto quello
che si pensa o si prova: si può scegliere che cosa
rivelare. Credere che il partner possa soddisfare
ogni nostra esigenza è sempre sbagliato.
Nella vita possiamo condividere i diversi aspetti
della nostra natura con varie persone. Per creare
un contatto, non è necessario esternare qualsiasi
sentimento o idea. In un rapporto di coppia è invece
importante condividere il lato più affettuoso e
generoso che possediamo.
Questo è uno degli errori più comuni delle coppie
sposate. Dopo anni in cui dicono e fanno tutto quello
che sentono, un uomo e una donna finiscono per trattarsi
con minor affetto, gentilezza e considerazione di
quelli che riserverebbero a un emerito sconosciuto
o a un ospite. Quando ci sentiamo troppo a nostro
agio con qualcuno, smettiamo di crescere. Dovremmo
invece ricordare come trattavamo il partner all'inizio
e cercare di conservare in un certo qual modo tale
atteggiamento di affettuoso sostegno.
Se volete dare sfogo a tutti i vostri sentimenti
o spiegare le vostre strategie per star meglio,
è preferibile lo facciate in un diario o parliate
con un buon amico, un gruppo di sostegno, un esperto
di relazioni o un terapeuta. è facile ascoltare
considerazioni e opinioni negative quando non si
è coinvolti: gli amici saranno in grado di ascoltare
il vostro sfogo perché i sentimenti e i pensieri
che esternate non riguardano loro. Quando vi sarete
liberati, vi sarà più facile condividere sentimenti
positivi, desideri e bisogni. Se si tratta di evitare
liti di coppia, saper frenare la lingua è ancora
più efficace che dire le cose giuste.
H4-
I comportamenti disfunzionali.
Non tutte le differenze sono insite nel sesso. Alcuni
individui provano piacere o un senso di potere quando
gli altri li temono: questa non è una diversità
correlata al sesso ma un segno di insicurezza dovuta
a problemi irrisolti, comportamenti acquisiti dai
genitori o immaturità. Quando uomini e donne sono
insicuri, tendono a usare le forti crisi emotive
o il silenzio come armi per minacciare, far vergognare
o punire il partner. Usano, in poche parole, le
loro reazioni per controllare e manipolare, non
per alleviare lo stress.
Tale distinzione è molto importante. Un uomo può
chiudersi in sé per un motivo sano, cioè per liberarsi
dallo stress, oppure per punire la partner o darle
una lezione. Se presenta una personalità disfunzionale,
ricorre a tale tecnica per ridurre le tensioni,
ma quando si accorge che così facendo la partner
entra in grande agitazione, può utilizzarla a suo
vantaggio come rivalsa.
In modo analogo, quando un uomo si estranea per
recuperare le energie, la partner può punirlo rifiutandone
il contatto e sviluppando al riguardo una sorta
di tendenza maschile all'isolamento. Purtroppo,
comportamenti astiosi del genere non giovano a nessuno.
Quando la donna entra in uno stato di agitazione
emotiva per il bisogno legittimo di controllare
lo stress, l'uomo può punirla reagendo nello stesso
modo. Questo comportamento è comune tra quanti presentano
una dipendenza dall'alcol o dagli stupefacenti:
questi soggetti usano infatti i loro sentimenti
negativi per intimorire gli altri.
Anche la donna può usare indebitamente le proprie
reazioni emotive. Quando si sente insicura, se ne
avvale per dare una lezione al partner, per farlo
sentire colpevole o semplicemente «rendergli la
vita difficile». Tendenze sane e naturali possono
essere dunque utilizzate per punire e non più a
fin di bene, per amare.
Punire il partner privandolo del nostro affetto
può essere efficace nel breve periodo, ma a lungo
termine genera paura e sfiducia, nonché uno stato
di crescenti tensione e conflittualità. Se sentiamo
di non poter ricevere quello di cui abbiamo bisogno,
finiamo per perdere entrambi.
In una relazione l'atteggiamento dell'«io vinco
quando tu perdi» non ha senso. Quando si ama, si
perde se la persona amata perde; l'unico modo di
vincere è farlo insieme. Il dolore più profondo
in un legame nasce quando neghiamo il nostro amore.
Tutti desiderano, in definitiva, che il partner
si senta libero e sicuro di essere se stesso.
La capacità di discutere e di appianare i contrasti
consente al legame di fiorire. Se le differenze
ci allontanano, con il tempo la passione diminuisce;
se invece riusciamo a superarle grazie al sostegno,
a un'efficace comunicazione e a qualche sano compromesso,
abbiamo buone probabilità di vivere un'intera vita
di amore.
H5- Come fare pace.
Dopo esservi presi una pausa di riflessione e aver
elaborato i vostri sentimenti, siete pronti per
fare pace. Tentare di rappacificarsi quando uno
attende ancora le scuse dell'altro non è una strategia
efficace. Ogniqualvolta si verifica una crisi nel
rapporto, basta che uno dei due si scusi per ricreare
l'armonia.
C'è sempre qualcosa per cui scusarsi, anche se ritenete
che il partner abbia torto. La semplice dichiarazione
di essere dispiaciuti e di volervi riconciliare
è una delle armi più potenti che avete. Scusarsi
è una delle capacità più importanti da apprendere.
Se il partner si scusa e voi non siete ancora pronti
a rappacificarvi, fategli almeno capire che apprezzate
il gesto. A quel punto spetta tutto a voi: elaborare
i vostri sentimenti in modo da liberarvene e far
pace. Continuare a ritenersi offesi perché il partner
non si è scusato o non sta abbastanza male ha come
unico effetto quello di rallentare il processo di
riconciliazione.
Per liberarvi di ogni risentimento, durante il periodo
di tregua provate a scrivere una lettera usando
parole confortanti. Specificate che cosa vorreste
sentirvi dire per stare meglio: in questo modo vi
rendete maggiormente responsabili del vostro benessere.
Leggete la lettera e immaginate come vi sentireste
se il partner dicesse o provasse tali sentimenti.
Scrivete quindi la risposta: è una tecnica che vi
consentirà di aprire nuovamente il vostro cuore.
Potete anche dare la lettera al partner e chiedergli
di leggervela: fategli capire che tali parole vi
avrebbero fatto molto bene se le avesse usate per
scusarsi. Qualora non riesca a ripeterle con esattezza,
apprezzate ugualmente quanto vi dice.
Cara Giulia,
mi spiace tanto di aver lasciato scadere l'assicurazione
della macchina. Con il problema che c'è stato in
ufficio avevo troppe cose per la mente e non mi
sono interessato a te e a cosa succedeva a casa
quanto avrei dovuto.
Tu fai moltissimo per gestirla bene e io contribuisco
solo in minima parte. So di dare spesso per scontato
il nostro rapporto, ma voglio tu sappia che non
potrei fare quel che faccio senza il tuo sostegno,
la tua accortezza e il tuo amore.
Anche se lavori sodo, pensi a tutto quel che serve
per il nostro benessere. Non so come tu faccia,
ma mi meraviglio sempre della naturalezza con cui
ci riesci. La vita che abbiamo costruito insieme
è preziosa e mi addolora che la mia sbadataggine
la metta in pericolo. Mi spiace di averti ritorto
contro tutto facendoti sembrare colpevole quando
so di aver sbagliato io. Mi sforzo davvero di renderti
felice e impazzisco quando capisco che non lo sei.
Per favore, perdonami per essermi comportato tante
volte da stupido. Ti amo e vorrei veder comparire
un bel sorriso sul tuo volto.
Con tutto il mio affetto Francesco
Questa è la risposta:
Caro Francesco,
grazie per aver capito quanto sia importante per
me il nostro legame e per avermi rassicurata che
per te lo è altrettanto. Grazie anche per aver riconosciuto
l'impegno che metto per mandare avanti tutto e cercare
di sostenerti.
Grazie per aver capito che sono molto tesa e tendo
a focalizzarmi su cose banali. Non voglio essere
noiosa: il punto è che non faccio che correre di
qua e di là con in mente una serie infinita di cose
da fare, e qualche volta la tua capacità di estraniarti
davanti alla tv senza preoccuparti di nulla mi fa
rabbia.
Ti amo e vorrei potessimo affrontare i problemi
della vita con più serenità e armonia.
Giuly
Se non concordate su quale sia stato l'errore o
su chi abbia sbagliato, stabilite almeno che non
desideravate accadesse quello che è accaduto e che
e ferite emozionali sono come quelle fisiche: ci
facciamo male ma possiamo riprenderci. Se per guarire
aspettiamo che il partner si scusi, rimandiamo la
guarigione. Un bambino ha bisogno di ricevere delle
scuse, un adulto può imparare a poco a poco a non
darvi tanta importanza. Dobbiamo imparare ad aprire
il nostro cuore senza attendere che prima lo faccia
il partner.
I : Parlare
di sentimenti
Per molti uomini la cosa peggiore che una donna
possa dire è: «Dobbiamo parlare». In teoria, dovrebbe
essere la mossa più sensata ma dato che spesso,
quando si tratta di dialogare, non ci troviamo sullo
stesso piano, lo scambio di idee finisce per snervare
l'uomo o degenera in lite.
Nel mondo del lavoro i sentimenti passano sempre
in secondo piano: non possiamo esternarli di fronte
ai clienti, ai pazienti o ai nostri superiori. In
quest'ambito dobbiamo semplicemente fare il nostro
dovere. Tra le mura domestiche e nelle relazioni
tutto cambia. Abbiamo già visto che quando la donna
torna a casa la sera, ha un disperato bisogno di
aumentare il suo livello di ossitocina.
Se non ha modo di manifestare quello che prova,
viene privata di uno degli strumenti più efficaci
di cui dispone per alleviare lo stress. Le donne
che trascorrono la giornata sul posto di lavoro
o a casa, in solitudine, devono compensare l'aumento
del testosterone dovuto al senso di elevata responsabilità
che avvertono con un incremento dell'ossitocina.
Spesso il problema principale che la donna incontra
in un legame è l'incapacità di ascolto del partner.
Tale fenomeno è apparso solo di recente, in un'epoca
in cui, per esigenze di vita, non è più a contatto
con una comunità di donne con cui condividere pensieri
e sentimenti. In passato invece le donne trascorrevano
il tempo insieme e non pretendevano che gli uomini
si curassero della loro sfera emozionale.
Quando durante il giorno la donna non ha la possibilità
di parlare, accumula tensione e appena rientra a
casa ha necessità di esternare il proprio stato
d'animo al partner. Qualora la sua esigenza non
venga soddisfatta, qualsiasi cosa l'uomo faccia
non basterà a cancellare in lei la sensazione di
non ricevere abbastanza dal rapporto.
Viste le diversità dei sessi, il dialogo non può
svilupparsi secondo le stesse modalità usate dalle
donne per conversare tra loro. Se adotterete le
strategie e le tecniche descritte in queste pagine,
dialogare con un uomo diventerà ancora più utile
per allentare le tensioni che discorrere con un'altra
donna, soprattutto per quanto riguarda i Dialoghi
venusiani.
I1- Strategia di dialogo
- parlare di sentimenti nei momenti sbagliati.
La donna spesso si autodanneggia esternando i suoi
sentimenti nei momenti sbagliati. Questo vale sia
per le single sia per le donne sposate. Inizia inconsciamente
a discutere o a lamentarsi perché ha bisogno di
sfogarsi: in presenza di un problema, lo analizza
in dettaglio al solo scopo di manifestare ciò che
prova.
Anche se è preoccupata per ragioni di lavoro, quando
il partner la porta al ristorante critica la qualità
del cibo 0 afferma che cenare fuori è stato un errore.
Se le chiede di passare a prendere un abito in tintoria,
lei reagisce elencandogli tutto quello che deve
fare quando basterebbe dicesse un semplice «no».
Continuare a parlare è la strategia poco felice
che adotta per stimolare la produzione di ossitocina
e alleviare lo stress. La capacità di ascolto maschile
viene influenzata dal ‘momento’ che la donna sceglie
per esternare i propri sentimenti.
Saper individuare il momento giusto è cruciale in
qualsiasi ambito della vita, come del resto nelle
comunicazioni interpersonali: se la donna è tesa,
non ha la lucidità sufficiente per coglierlo.
Qui di seguito elencheremo i tipici momenti sbagliati
e le possibili reazioni maschili:
Lei sostiene:
Lui prova:
Se disapprova í metodi educativi del
partner, aspetterà che i bambini manifestino
atteggiamenti di ribellione, infelicità
o scarso rendimento a scuola.
Si sente biasimato e criticato nel momento
in cui è più vulnerabile. Non sola lei non
lo aiuta, ma sembra non apprezzare l'impegno
che dimostra per cercare di essere un buon
genitore.
Si sente biasimato e criticato nel momento
in cui è più vulnerabile. Non sola lei non
lo aiuta, ma sembra non apprezzare l'impegno
chedimostra per cercare diessere un buon
genitore.
Se si sente sopraffatta da mille incombenze,
aspetterà che lui le chieda di fare qualcosa,
dopodiché darà sfogo alle lamentele con
dovizia di particolari specificando che
fa già troppo.
Si sente biasimato, come se avesse sbagliato
a chiederle aiuto, e oppresso dai problemi
di lei. Ha la sensazione di averla in qualche
modo delusa e che i problemi di lei siano
colpa sua.
Se è nervosa perché il partner non fa
quello che ha detto, aspetterà che si dedichi
a un'attività rilassante o di svago come
leggere o guardare la tv.
é infastidito perché lei ha aspettato
a parlargli nel momento che dedica a recuperare
le energie e perché si aspetta che interrompa
la sua attività per ascoltarla. Desidera
farlo ma ha bisogno di riposare e ha la
sensazione che la partner avanzi pretese.
Se desidera trascorrere più tempo con
il partner, aspetterà che questi decida
di vedere un amico, poi gli esternerà quello
che prova.
Si sente manipolato dai sentimenti di
lei. Quando pensa alle proprie esigenze,
lei gli manifesta le sue. Ha a cuore i sentimenti
della partner, perciò per accontentarla
rinuncia a fare quello che desidera.
Quando la donna insiste a parlare dei suoi sentimenti,
desideri e bisogni, l'uomo ha la sensazione che
voglia controllarlo. Lei invece - almeno di solito
- cerca solo il modo di affrontare argomenti di
cui lui sembra non voler parlare. Se viceversa una
coppia si ritaglia momenti di dialogo, tale tendenza
scompare.
Dalla tabella emerge che l'uomo ha l'impressione
che la partner lo rifiuti, lo critichi, protesti,
lo controlli o lo punisca. Se valutate con più attenzione
il problema, noterete quello che a tutte le donne
conviventi risulta più che
ovvio. nell'arco della giornata ci sono ben poche
occasioni per parlare di sentimenti con il partner
e, quando se ne presenta una, questi affiorano spontanei.
L'uomo dovrebbe sempre ricordare che la donna è
diversa e che parlare è semplicemente la sua reazione
allo stress.
Per risolvere la questione, oltre ad accettare tale
differenza, è opportuno creare momenti di dialogo.
Anche se l'uomo non ha niente da dire, la donna
potrà esprimersi e tutto quello che egli dovrà fare
sarà ascoltare; se tuttavia lei si aspetta di più
dal partner, conversare diventerà faticoso.
- Trovare il momento adatto
Trovare momenti per parlare in termini generali
non è efficace perché l'uomo ha sempre poco da dire.
Quando però capisce che non deve manifestare sentimenti
e sensazioni, sarà molto più disposto ad ascoltare
la partner: se questo la rende felice e lei non
pretende che lui sia quello che non è, non avrà
difficoltà a collaborare.
Se dialogare significa che la partner parla e lui
ascolta per aiutarla a stare meglio, accetterà senza
problemi. Se invece lei parla e si aspetta che lui
faccia altrettanto, la questione si complica; se
poi la donna intende esternare í propri sentimenti
e nel contempo risolvere un problema, l'uomo si
dimostrerà ancora più perplesso.
La donna desidera spiegare quello che sente e nello
stesso tempo appianare le difficoltà: così si comporta
con le amiche e così vorrebbe fare a casa. Se presume
di poter dialogare con il partner come con un'amica,
non solo andrà incontro a una sonora delusione ma
non gli permetterà nemmeno di aiutarla. Quando intende
risolvere un problema, dovrà usare il suo stesso
linguaggio e mettere da parte i sentimenti.
Un tempo la donna si rivolgeva di rado all'uomo
per parlare di sé; solo con l'avvento della psicoterapia
ha iniziato a credere che il partner possa analizzare
e corroborare i suoi sentimenti, oltre ad appianare
eventuali difficoltà. Si tratta tuttavia di un'aspettativa
utopistica che può essere fonte di gravi attriti
in una coppia.
Oggi, considerare in primo luogo la necessità femminile
di esternare i sentimenti e pensare in seguito a
risolvere i problemi non è solo opportuno da parte
maschile, ma è anche un gesto di affetto, di comprensione
e di gentilezza. Nel momento in cui capisce che
in tal modo aiuta la donna a star meglio, l'uomo
risolve una situazione potenzialmente esplosiva
e riesce nel contempo a mantenere alti i livelli
di testosterone che ha nell'organismo.
In caso contrario, mentre la ascolta passivamente
o si focalizza sulla resistenza che questa oppone
ai suoi suggerimenti, il tasso dell'ormone si abbasserà
e lui percepirà l'esperienza come un fallimento.
Quando la donna parlerà dei suoi problemi, l'uomo
si sentirà dapprima inquieto, irritabile e infine
scoraggiato. Nel momento in cui le manifesterà tali
sentimenti, lei diventerà ancora più tesa. Per evitare
che la situazione degeneri in lite, l'uomo deve
dunque imparare l'arte dell'ascolto ed evitare di
interrompere la donna per darle consigli.
Tale approccio non consente alla donna di parlare
liberamente di tutto quello che desidera, ma se
si dimostrerà attenta alle esigenze del partner
e alle parole che usa, non solo lo stimolerà ad
ascoltarla ma riuscirà ad aumentare il suo livello
di ossitocina. Quando avrà la certezza che lui l'ascolterà,
riuscirà a controllare lo stress.
I2- Il dialogo venusiano
- Il corretto approccio
al dialogo
Purtroppo, nonostante í cellularí e gli sms, il
ritmo frenetico della vita non consente alla donna
di sfogarsi regolarmente con qualche amica. II Dialogo
venusíano può colmare in modo efficace tale lacuna.
Per aiutare le donne ad affrontare la tensione generata
dall'impossibilità di parlare di quanto vorrebbero
durante il giorno, gli uomini possono imparare ad
ascoltarle senza trovare rimedi o appianare difficoltà.
Dal canto loro, le donne possono imparare a esprimersi
senza l'intenzione di risolvere problemi, con l'unico
scopo di soddisfare il bisogno di contatto: riusciranno
così a descrivere i particolari della loro giornata
senza attendersi risultati specifici e ad aumentare
i livelli di ossitocina.
Così come l'uomo deve imparare ad ascoltare, la
donna deve imparare a esternare ciò che prova senza
attendersi che il partner cambi in qualche modo.
Se vuole nel contempo dargli una lezione, correggerne
il comportamento o farlo star male, la situazione
le si ritorcerà contro: userà i sentimenti negativi
per motivarlo o modificarne l'atteggiamento. Lui,
di conseguenza, si sentirà manipolato e opporrà
maggiore resistenza quando dovrà ascoltarla.
Per la donna può essere difficile esprimersi senza
pretendere che il partner cambi o intervenga per
aiutarla, perché durante la giornata è costretta
ad adottare la modalità «risoluzione problemi»,
che stimola il testosterone. Quando tuttavia ci
riesce, produce grandi quantità di ossitocina e
contrasta l'aumento del testosterone.
- La conversazione
Le donne quando conversano con un'amica, mescolano
nel discorso sentimenti e desiderio di risolvere
i problemi, sfogo emotivo e decisioni pratiche,
il che stimola la produzione sia di ossitocina sia
di testosterone. Se tuttavia imparano a manifestare
il proprio stato d'animo senza andare in cerca di
rimedi, produrranno ancor più ossitocina perché
il loro corpo non libererà testosterone, che inibisce
l'effetto calmante di tale ormone. Di conseguenza,
riusciranno a controllare meglio lo stress, comprenderanno
di non avere bisogno di aiuto per risolvere eventuali
difficoltà e spesso ne ridimensioneranno l'importanza.
Quando parlano e vengono ascoltate parlano per aiutare
se stesse, si trovano nella condizione ideale per
esternare il proprio stato d'animo proprio perché
lui è assente, ed è per tale ragione che riescono
a farlo in modo esauriente.
Il Dialogo venusiano presenta alcune caratteristiche
della seduta terapeutica: questa è infatti una procedura
orientata al paziente e per le dinamiche stesse
che si instaurano con il terapeuta consente di analizzare
in modo più efficace la sfera emozionale di una
donna. Inoltre, quando la paziente tenta di risolvere
un problema, il terapeuta la riconduce abilmente
a parlare di sentimenti.
Le pazienti chiedono spesso perché il partner dica
o faccia una determinata cosa: è il loro tentativo
di appianare una difficoltà. Invece di rispondere,
il terapeuta replicherà con un'altra domanda invitandole
a descrivere che cosa provano in tali circostanze.
Inducendole a focalizzarsi sulla sfera emozionale,
le aiuta ad aprirsi e a liberarsi dallo stress.
Se si seguono i criteri indicati, il Dialogo venusiano
permette alla donna di ottenere gli stessi benefici
della psicoterapia. Con il tempo ne sperimenterà
anche altri, dato che raggiungerà una profonda intimità
con il partner che poche coppie sperimentano nella
vita. Il Dialogo venusiano non consente solo alla
donna di conoscere meglio i propri sentimenti, ma
aiuta l'uomo a essere più sensibile nei confronti
delle sue esigenze, nonché più attento, motivato
e capace di sostenerla.
- L'efficacia del Dialogo venusiano
Il Dialogo venusiano è efficace solo quando i partner
hanno lo stesso obiettivo. Lei non deve aspettarsi
che l'uomo si scusi o le prometta di comportarsi
in modo diverso, né che le dimostri in qualche modo
empatia: esterna soltanto quello che prova mentre
lui la ascolta.
Quando elenca le innumerevoli incombenze che deve
sbrigare, non deve aspettarsi che il partner le
offra aiuto: se questo accade, è un beneficio in
più. In poche parole, il suo unico scopo è quello
di farsi ascoltare. In un momento successivo lui
potrà anche darle una mano, ma durante il dialogo
è importante che la donna si limiti a descrivere
quello che la agita o la preoccupa. Meno si attende
dal partner, meglio si sentirà e più questi cercherà
di rendersi utile in seguito.
Quando afferma di aver troppo da fare, la donna
non può pretendere che il partner si offra di passare
in tintoria, cambiare le lampadine bruciate, controllare
l'estratto conto delle carte di credito e sbrigare
tutta una serie di altre mansioni. Si deve aspettare
solo che la ascolti e la aiuti così ad alleviare
lo stress che la induce a sentirsi sopraffatta.
Prima di iniziare un Dialogo venusiano, è bene ricordare
all'uomo che non gli verrà chiesto di risolvere
alcun problema. è un'esperienza nuova per lui come
per lei. Se la donna non ha presente le proprie
necessità, non può pretendere che le conosca lui;
quando gli ricorda che non deve dire niente né trovare
rimedi, allo stesso tempo ripete a se stessa che
non si attende nulla da lui.
Può sembrare una strategia artificiosa e falsa;
ebbene, dopo averla messa in pratica rimarrà stupita
della sensazione di benessere che prova. Sa che
il partner non è molto coinvolto dai suoi problemi,
ma non era mai stata in grado di parlargli senza
venire interrotta, il che è bastato a motivarla.
Con il tempo anche lui ha fatto progressi ed è riuscito
a interessarsi di più ai suoi discorsi.
Alcuni uomini devono sentirsi capaci di fare qualcosa
prima di provare interesse. Quando capiscono di
poter aiutare la partner semplicemente ascoltandola,
trovano l'energia per mantenere vivo il loro interesse.
Potranno anche non avere a cuore tutto quello che
lei dice, ma desiderano renderla felice. Racconti
di shopping, storie di bambini, pettegolezzi dell'ufficio,
progetti matrimoniali non saranno mai tanto affascinanti
per l'uomo quanto per la donna!
I3- Come comunicare
- Le donne che non parlano abbastanza
Alcune donne non sentono il bisogno di esternare
i propri sentimenti: sono troppo occupate e non
vogliono fastidi. Di primo acchito sembrano avere
un carattere mascolino, ma nel profondo conservano
un'indole femminile. Anche loro possono beneficiare
dei Dialoghi venusiani: il punto è che non lo sanno
finché non li sperimentano. Spesso hanno un marito,
o un fidanzato, che parla troppo; se dovessero rivelargli
quello che provano, si ritroverebbero ad ascoltare
ulteriori lamentele e di conseguenza si sentirebbero
ancor peggio. è bene che l'uomo esprima i suoi sentimenti,
ma non dopo un Dialogo venusiano. Per comunicare
tra le mura domestiche è buona regola che l'uomo
non parli mai più della donna: quando lei ha necessità
di esprimersi o è tesa, l'ultima cosa che ha bisogno
di sentire sono i problemi del partner.
Oggi molte donne non sanno nemmeno di aver bisogno
di manifestare i propri sentimenti: pensano che
confidarsi con il partner sia un atteggiamento obsoleto
e non vogliono apparire lagnose. Questo perché vivono
in una realtà che genera tensione, dominata dal
testosterone. Non avvertono tale necessità, ma in
realtà è quello di cui sentono maggiormente la mancanza.
Via via che imparano a farlo grazie al Dialogo venusiano,
iniziano ad apprezzare i numerosi benefici dovuti
all'aumento dell'ossitocina.
- Programmare i dialoghi venusiani
Invece di lasciare che lo stress aumenti, è bene
programmare una serie di Dialoghi venusiani come
se si trattasse di fissare appuntamenti per uscire.
Non bisognerebbe aspettare a farlo quando si è costretti:
l'ansia di comunicare qualcosa può di per sé limitare
la produzione di ossitocina. I Dialoghi venusiani
sono molto più efficaci quando sono programmati;
in questo modo, inoltre, la donna è indotta ad attenderli
con gioia.
A livello ideale, un dialogo dovrebbe durare una
decina di minuti ed essere effettuato almeno tre
volte alla settimana. Ovviamente, nei momenti di
grave stress una donna può aver bisogno di parlare
più a lungo; in queste circostanze è preferibile
si rivolga prima ad un’amica, per non opprimere
il partner. è infatti importante che nel Dialogo
venusiano riesca a esprimere con chiarezza il proprio
stato d'animo in ordine alle difficoltà incontrate.
In tal modo il partner sarà in grado di ascoltarla
con più attenzione e di indurla a spiegarsi meglio.
A questo proposito ricordate sempre che l'uomo non
deve fare osservazioni e la donna non fare domande.
Terminato il discorso, lo ringrazierà e lo abbraccerà
affettuosamente. In genere, nessuno dei due commenta
quanto emerso, ma se l'uomo desidera esprimere un'opinione
dovrebbe attendere almeno dodici ore. Dopo un Dialogo,
può arrivare a dire: «Ho bisogno di crogiolarmi
per un po' nel tuo amore e nella tua comprensione».
All'inizio vi sembrerà forse di non riuscire a parlare
per dieci minuti oppure vi sembreranno troppo pochi.
Qualsiasi cosa proviate, fate in modo che i dialoghi
abbiano tale durata; a poco a poco riuscirete a
portare alla luce i sentimenti negativi e a liberarvene.
Nel corso di alcune conversazioni addestrerete mente
e corpo a produrre più ossitocina in minor tempo.
Purché effettuati con regolarità, i Dialoghi venusiani
aiutano la coppia a comunicare in modo più pacato.
Essi sono in effetti uno strumento molto efficace
per ridurre le tensioni in entrambi i sessi. Così
come i livelli femminili di ossitocina aumentano
quando la donna parla, il tasso maschile di testosterone
sale quando l'uomo ha la sensazione di rendersi
utile.
- Spunti per il Dialogo venusiano
Durante un Dialogo venusiano vi suggerisco di considerare
gli spunti di seguito illustrati: si tratta di una
semplice guida composta da sei domande riguardanti
la vostra giornata, la vostra settimana, il vostro
passato, la vostra infanzia o qualsiasi altro argomento
vi stia a cuore.
Inconsciamente sappiamo che cosa ci preoccupa e,
nelle condizioni giuste, riusciamo a scaricare completamente
lo stress. Tutto quello che dobbiamo fare è porci
le domande indicate e descrivere quanto sentiamo
affiorare nel nostro animo. Se analizza ed esterna
i sentimenti che avverte in tale occasione, la donna
produce più ossitocina e di conseguenza controlla
meglio lo stress.
Spunti per un Dialogo venusiano:
• Che cosa vi fa sentire scoraggiate, arrabbiate
o seccate?
• Che cosa vi fa sentire deluse, tristi o ferite?
• Che cosa vi fa sentire spaventate, preoccupate
o allarmate?
• Che cosa vi fa sentire dispiaciute, imbarazzate
o piene di vergogna?
• Che cosa desiderate, volete o di che cosa avete
bisogno?
• Che cosa apprezzate, capite o di che cosa vi fidate?
Dedicate circa novanta secondi a ogni domanda ed
esprimete quello che provate. Se una domanda riguarda
le sensazioni di rabbia e voi percepite invece tristezza,
spiegate che cosa vi rende tristi, ma riflettete
anche brevemente su quanto vi fa infuriare. Usate
questa guida per esplorare la vostra sfera emozionale
e manifestare quanto provate.
I Dialoghi aiutano la donna a liberarsi della necessità
di stabilire e raggiungere obiettivi, attività che
stimola tipicamente la produzione di testosterone.
Di conseguenza, non solo non si aspetterà più che
il partner cambi, ma abbandonerà anche l'idea che
il Dialogo venusiano sia sempre catartico. Anche
qualora vi sentiate indotte a soffermarvi su una
domanda in particolare, dopo qualche minuto è bene
passare a quella seguente. Limitare il tempo dedicato
a ogni risposta allena infatti la donna ad analizzare
i sentimenti e a gestirli in modo più efficace.
Quando si effettuano regolarmente i Dialoghi venusiani,
l'uomo acquista l'abitudine di aiutare la partner
a controllare lo stress, e se lei è felice anche
lui ha maggiori probabilità di esserlo. Tale processo
ha, come già rilevato, uno straordinario effetto
collaterale: mantiene alti i livelli maschili di
testosterone. Con il tempo lui diventerà molto più
abile nell'ascolto e terrà in maggiore considerazione
la partner quando dovrà riflettere o prendere decisioni.
L'importante è rinunciare a ogni aspettativa. Non
attendetevi miracoli; se qualche volta si verificano,
tanto meglio!
I4- Il Dialogo venusiano in pratica.
- Seguire i principi fondamentali
Molte donne presumono che il partner non sia interessato
ai Dialoghi venusiani, ma si sbagliano. Quando un
uomo legge i principi su cui si basano e si rende
conto dei numerosi benefici che la partner può ricavarne,
in genere è lieto di collaborare. La donna dovrà
tuttavia ricordargli ogni volta che le è stato di
grande aiuto. All'inizio la procedura potrà sembrare
un po' artificiosa, ma a poco a poco diventerà naturale,
trasformandosi in un'interazione significativa e
molto amata dalla donna.
Usando i sei spunti descritti, cominciare sarà più
facile. Quando diventerete più esperte, potreste
pensare di non averne più bisogno: vi consiglio
tuttavia di continuare a utilizzarli. Hanno infatti
lo scopo di distogliervi dall'idea di risolvere
i problemi e di mantenervi concentrate sui vostri
sentimenti, inoltre conferiscono un compito al vostro
partner.
Un Dialogo venusiano dovrebbe svolgersi nel modo
seguente:
l. L'uomo legge la prima domanda.
2. La donna inizia parlare.
3. Dopo circa novanta secondi lui la ringrazia
e le pone la domanda successiva.
4. Se lei smette di parlare prima che scadano
i novanta secondi, il partner può affermare:
«Grazie, continua».
5. In nessuna occasione lui dovrà dare consigli,
fornire suggerimenti, scusarsi o prometterle
di fare qualcosa.
6. In nessuna occasione lei dovrà aspettarsi
che il partner risolva il problema o risponda
alle sue domande.
7. Questo è un momento in cui la donna allevia
lo stress e impara a esternare i propri sentimenti
senza cercare di appianare le difficoltà.
8. Quando hanno terminato, lei dovrebbe dichiarare:
«Grazie per avermi ascoltata, mi è stato di
grande aiuto. Mi sento molto meglio».
9. Il dialogo si conclude con un bell'abbraccio.
Alcune donne apprezzano questa procedura e ne hanno
bisogno, altre preferiscono manifestare quello che
le preoccupa o le agita secondo le modalità descritte
all'inizio del capitolo. Vi suggerisco di ricorrere
più volte agli spunti indicati prima di scegliere
eventualmente altre soluzioni: essi si sono infatti
rivelati utili per moltissime persone.
Così facendo, interiorizzate il meccanismo e dopo
qualche tempo non avrete più bisogno di porvi le
domande suggerite. Quando cominciate a effettuare
i Dialoghi venusiani, il processo vi risulterà più
facile se non vi focalizzate sui sentimenti riguardanti
il partner. In fondo, ci sono molti altri argomenti
di cui parlare. In seguito, quando diventerete più
abili, potrete discutere di lui se lo desiderate.
In tale fase sia l'uomo sia la donna devono essere
consapevoli che si tratta solo di esternare i sentimenti
e che non si avanzano pretese né richieste di cambiamento.
Quando la donna rinuncia a voler cambiare l'uomo,
questo ha più energia da dedicare all'affetto e
alle tenerezze e riesce a fornirle il sostegno di
cui ha bisogno. I Dialoghi venusiani aiutano la
donna a ridurre lo stress e quindi a essere più
ricettiva, nonché ad apprezzare l'aspetto romantico
della relazione.
-
L'efficacia del Dialogo venusiano per l'uomo
Quando l'uomo non deve trovare rimedi, cambiare
per qualche aspetto o non viene colpevolizzato,
il suo cervello è libero di concentrarsi su un compito
soltanto: ascoltare. Se non è costretto a difendersi
o a decidere che cosa fare con le informazioni che
la partner gli dà, è in grado di ascoltarla con
maggiore attenzione. In tali circostanze la donna
riesce ad analizzare meglio cosa prova. In qualità
di scrittore, utilizzo la scrittura per capire meglio
quello che so e lo stesso vale con la parola, parlare
per elaborare meglio quello che conosco. In modo
analogo, la donna può esprimersi per esplorare più
a fondo i suoi stati d'animo.
Per la donna parlare con il partner può essere fonte
di grande agitazione, perché quando solleva un argomento
non sa bene come esprimersi oppure teme la sua reazione.
Durante il Dialogo venusiano è invece libera di
dire quasi tutto quello che vuole senza che lui
se la prenda. Le sarà inoltre più facile passare
al vaglio i sentimenti negativi e scoprire quelli
positivi che continua a nutrire nel profondo dell'animo.
I5- L’uomo e i sentimenti
A questo punto vi chiederete se l'uomo abbia bisogno
di esternare i propri sentimenti. Lui ama esprimere
quello che prova: a volte lo fa dopo l'amore, altre
volte mentre osserva il tramonto o la luna in compagnia
della partner. Manifestare i propri stati d'anímo
è per lui un modo di creare un contatto, non di
certo la strategia migliore per alleviare lo stress.
Analizzare ed esprimere quello che sente può essergli
utile per sanare antiche ferite in terapia o per
superare un momento di grave tensione. A questo
scopo, tuttavia, ot terrà risultati migliori se
annoterà pensieri e sentimenti in un diario o se
si farà assistere da un terapeuta o da una persona
che non sia la partner. Questa potrà aiutarlo concedendogli
molto spazio e apprezzando le cose che fa.
Quando l'uomo ha a cuore i sentimenti della donna,
prova sempre più attrazione per lei; se però lei
si lascia coinvolgere troppo, tende a diventare
materna e a cercare di risolvere i problemi, assumendosi
responsabilità eccessive. Questo non solo indebolisce
l'uomo ma costituisce per lei un ulteriore fardello
da portare.
Invece di affidarsi al sostegno emozionale della
partner, l'uomo può gestire lo stress appianando
le difficoltà ed essendo sempre presente nella vita
di coppia. I Dialoghi venusiani gli sono particolarmente
utili quando attraversa un periodo difficile: concentrarsi
sui problemi di lei può essergli infatti di grande
sollievo. Per questo gli uomini amano guardare il
telegiornale: quando si focalizzano sui drammi altrui,
dimenticano per qualche istante i propri affanni.
Invece di affrontare tutte le cause di stress e
le dífficoltà della vita, e di sentirsene responsabile,
l'uomo può fare un gesto concreto per aiutare la
partner. Quando la ascolta, riesce peraltro a non
pensare a tutto quello che ha da fare. Aiutare lei
è dunque un modo per aiutare anche se stesso.
Paradossalmente, quando non sente di dover fare
di più per accontentarla, inizia a fare di più!
La maggiore consapevolezza di quanto lei prova lo
stimola e gli dà ulteriore energia per dimostrarsi
più affettuoso, per essere divertente e romantico,
nonché per sbrigare le mansioni domestiche che gli
spettano.
Seguendo i principi del Dialogo venusiano, si favorisce
notevolmente la comunicazione tra i sessi. L'uomo
non si vede costretto a capire lo stato d'animo
della part ner e nello stesso tempo ad appianare
le difficoltà, il che gli consente di ascoltare
con più attenzione. Come è noto, gli uomini dimostrano
interessamento attivandosi per risolvere i problemi;
nei Dialoghi venusiani l'unica cosa che viene chiesta
loro è ascoltare.
Non va dimenticato che nell'uomo il senso di empatia
non è sviluppato quanto nella donna: l'area cerebrale
femminile preposta alla sfera emozionale è grande
quasi il doppio di quella maschile. Nel cervello
dell'uomo il centro dello stress, l'amigdala, è
grande due volte quello della donna ed è direttamente
correlato con i centri dell'azione. Sensibile com'è
allo stimolo del testosterone, l'uomo tende ad affrontare
subito le difficoltà che incontra. Quando tuttavia
capisce che mediante l'ascolto può risolvere il
problema più grande della partner, ossia aumentare
il livello di ossitocina, è ben lieto di collaborare.
Con la pratica imparerà a sviluppare empatia. Questi
sono i miracoli che il cervello è in grado di compiere.
Se una sua parte resta ínutilizzata, perdiamo determinate
facoltà; se invece viene stimolata anche mediante
la ripetizione di specifici comportamenti, si formano
nuove cellule cerebrali e nuove vie neurali. Quando
l'uomo si dedica ai Dialoghi venusiani con la partner,
impara a poco a poco a provare empatia e compassione;
in tal modo inoltre cambia, diventa un uomo nuovo,
non di certo più simile alla donna, ma capace di
ascoltare con il cuore.