Estratto da
"Gli Uomini vengono da Marte
Le Donne da Venere"

di John Gray

 

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  1. Uomini e donne sono diversi

  2. Il Cervello

  3. Gli ormoni

  4. Pagina 2


  5. L'energia delle donne

  6. La felicità della donna

  7. In famiglia

    Pagina 3


  8. La Lite

  9. Smettere di litigare


  10. Parlare di sentimenti

 

 

 

Un Saluto Un Commento

 

 

 

 

Uomini e donne sono diversi

 

- Diversi i ruoli

   Un tempo l'uomo lavorava per mantenere la famiglia; il senso di orgoglio e realizzazione che di conseguenza provava, insieme all'amore e al sostegno che riceveva tra le mura domestiche, lo aiutavano ad alleviare le molteplici tensioni quotidiane.
   La donna si dedicava alla casa e alla vita familiare, coltivava le amicizie e dava il suo contributo alla comunità. Era un ruolo impegnativo ma dato che aveva il tempo di concentrarsi sui suoi compiti, era in grado di vivere a tali ritmi.
   Con l'aumento del costo della vita molte donne vengono chiamate a contribuire al mantenimento familiare. Il femminismo ha portato nel contempo a una sorta di risveglio della coscienza femminile e le ha spesso indotte a perseguire carriere appaganti in cui poter sviluppare tutte le loro capacità. Oggi, quando una donna torna a casa, sa di avere il compito di mantenere un'atmosfera accogliente e costruttiva in famiglia e di doverlo fare nonostante gli impegni di lavoro. Non c'è dunque da stupirsi che tra casa e lavoro si sentano sopraffatte.

   L'uomo non torna più a casa per riposare e riprendersi da una dura giornata, ma per affrontare una famiglia più esigente: la moglie si aspetta che la aiuti a gestire la casa e a seguire i figli. Egli non avverte più quel senso di realizzazione insito nell'essere il capofamiglia. Non ha il tempo di riprendersi dalle tensioni lavorative e finisce per sentirsi stanco e irritabile. Una coppia, dopo essersi dedicata alle numerose incombenze della vita domestica, ha ben poco tempo e desiderio di pensare a sé: questo è causa delle sottili tensioni che rischiano di compromettere i rapporti.

   La donna per raggiungere il successo professionale deve fare in molti casi grandi sacrifici e, quando non ha il tempo di coltivare giorno dopo giorno il suo lato femminile, si sente stanca, svuotata, colma di rancore. Ne consegue che il naturale senso di conforto, di tranquillità, di comprensione e indulgenza presente tra le mura domestiche venga sovente minato da apprensioni, ansie e da un profondo sfinimento.




- Di natura diversa

    In una relazione, il problema principale è rappresentato dal fatto che non vengono considerate in modo corretto e positivo le diversità della natura maschile e femminile.

   Mentre l'uomo si ritira nella sua tana e dimentica i problemi della giornata, la donna desidera interagire e discutere. Quando lei esprime le sue frustrazioni, il partner le propone soluzioni mentre lei chiede soltanto un po' di solidarietà.

   Perché tra uomini e donne esista pari rispetto, è indispensabile riconoscerne e corroborarne le diversità. Rispetto significa tenere in debita considerazione la persona ed essere pronti ad apprezzare quanto ha da offrire.
   Nei suoi sogni, l'uomo vorrebbe tornare a casa e trovare una partner felice, che gli abbia preparato la cena e sia pronta a soddisfare ogni suo desiderio sessuale. Oggi la donna, generalmente, non ha tempo, energie né propensione ad assecondare tali fantasie.
Anche lei nutre aspettative nei confronti del compagno: anche lei quando rientra dal lavoro, vorrebbe spesso trovare una "moglie" affettuosa da cui avere conforto.

   Tali aspettative rappresentano una nuova fonte di contrasti nella coppia. Le donne pretendono che gli uomini siano come loro, ossia che si assumano pari responsabilità in casa e nell'ambito della relazione. Un uomo non è più solo la fonte di sostentamento della famiglia: se anche la donna lavora, deve contribuire per equità alla gestione domestica ed essere più presente nella vita di coppia. Se lei svolge un lavoro tradizionalmente «maschile», lui deve svolgere compiti tradizionalmente «femminili».

   Sembra un principio giusto ma c'è un problema da considerare: se la donna vuole che l'uomo cambi, l'uomo non vuole che la donna cambi.

   La donna ha aspettative nuove per l'uomo. Desidera un partner comprensivo, disponibile a parlare dei problemi della giornata, ad assumersi la sua parte di responsabilità e di oneri domestici, ma anche premuroso e romantico, incline a portarla fuori per farla divertire dopo aver risolto i numerosi imprevisti che si verificano nella vita familiare. In poche parole, desidera una "moglie" che condivida la routine domestica e un marito che abbia l'energia e la voglia di dedicarsi alle affettuosità dopo aver fatto tutto quello che un uomo fa di solito, come riparare le cose rotte e gestire le emergenze.
Se gli uomini coltivano antiche aspettative, le donne ne hanno di nuove, giustificabili ma utopistiche.


   Gli uomini apprezzano di solito una casa bella e ordinata, ma anche in un ambiente poco curato non hanno problemi a rilassarsi davanti alla tv. Nella loro ottica il rilassamento è infatti prioritario rispetto all'ordine e alla pulizia di casa. Terminata una lunga giornata di lavoro, sospirano di sollievo e iniziano a rilassarsi al solo pensiero di rincasare.

   Quando una donna rientra dal lavoro, la sua tensione sale. La casa va pulita prima di poter stare tranquilli: Vorrebbe riposare, ma non può. Nella mente femminile c'è sempre un lungo elenco di cose da sbrigare: finché non le termina, una donna difficilmente riposa, si rilassa o fa qualcosa per suo piacere.
   La donna organizza e stabilisce quello che va fatto. A tale scopo prima individua le necessità, poi coinvolge il partner. Questi è in genere contento di fare quanto gli si chiede, ma raramente prende l'iniziativa. Talvolta deve essere sollecitato più volte perché svolga un determinato compito, e quando infine si decide lo sbriga con tale indolenza che la donna conclude sia meglio fare da sé. Non capisce, in sostanza, perché il partner non si senta altrettanto motivato a condividere le responsabilità domestiche e se ne risente.
   La donna è la vestale dell'amore, della famiglia e del rapporto di coppia. Quando smette di essere donna ed è sottoposta a stress eccessivi che le impediscono di svolgere tale funzione, è la catastrofe.
   La donna ricorda all'uomo quello che conta nella vita, possiede la saggezza e lo ispira ad agire con il cuore. L'uomo può anche essere dotato di grande sagacia, ma è la donna a gettare le basi della relazione: se lei non è felice, nessuno lo è.

 



- Quello che un uomo sa fare

    Nel caso in cui il marito non aiuti abbastanza in casa, la soluzione è chiedergli una mano in modo mirato. L'importante è indirizzarlo, senza sperare che si accorga di tutto quello che nell'ottica femminile va fatto. Per un uomo i compiti di routine non sono urgenti. Fondamentale, quindi, è chiedere aiuto in maniera specifica. L'uomo ama i programmi, che sono specifici in quanto hanno un inizio e una fine; può di conseguenza stabilire che cosa farà, come lo farà e soprattutto quando. Spesso svolge prima quello che ritiene più importante. Tutti questi fattori contribuiscono a conferirgli l'energia e la motivazione necessarie. Ecco alcune strategie per domandare aiuto a un uomo in modo mirato anziché generico.

- Se una sera lei è stanca, può chiedere: «Stasera potresti preparare tu la cena o ordinare una Pizza?».
- Se il bucato si è accumulato: «Stasera puoi aiutarmi a piegare la biancheria?».
- Se non ha voglia di pulire la cucina: «Stasera puoi fare tu i piatti per favore? Ho bisogno di riposarmi un po'».
- Se ha bisogno di una mano per sparecchiare, invece di aspettare che lo faccia lui può domandare: «Puoi portarmi i piatti?» o «Puoi sistemare i piatti stasera? Ti sarei davvero grata se mi aiutassi».
- Se le serve qualcosa al supermercato, invece di andarci di persona può chiedere: «Puoi fare un salto al supermercato e comprare alcune cose?».

    In ognuno dei casi descritti la donna dà all'uomo un programma con un inizio e una fine. Per un uomo stanco un lavoro domestico di routine rappresenta di rado una priorità, a differenza di quanto accade per la donna. Un programma che ha un termine preciso e porta a una soluzione gli conferirà invece un po' di carica. Se dal tono di voce o dall'espressione di lei capisce che il risultato del suo intervento sarà apprezzato, si sentirà più vicino a lei e sarà maggiormente disposto a darle una mano in futuro.
 

 



- Nutrire aspettative realistiche.

 E’ illusorio attendersi che la donna curi alla perfezione la casa senza aiuto e senza che vengano apprezzati i suoi sforzi, che sia sempre di buonumore, che non abbia mai esigenze e sia sempre disponibile. Molte donne cercano di realizzare questa fantasia, ma se il partner non ricambia il loro amore si sentono ingannate e tradite.

Fortunato è l'uomo in grado di provvedere alle sue esigenze e soddisfare quelle della partner per quanto riguarda

gli aiuti domestici,
il dialogo,
la sfera affettiva,

perché quando tornerà a casa troverà una persona felice ad attenderlo!

Ma se in una relazione l'uomo diventa simile alla donna, tale inversione dei ruoli può minare il «romanticismo» di un rapporto di coppia. Se l'uomo diviene più femminile, l'attrazione che la donna provava per lui all'inizio scompare.
Invece di diventare più sensibili in assoluto, gli uomini dovrebbero diventare più sensibili alle esigenze femminili. Il rischio che un uomo corre nell'eccedere con le attenzioni verso la donna, è quello di far nascere in lei sentimenti materni. Tutto questo va a discapito dell'attrazione sessuale. Quando è la donna che mostra sensibilità, apprezzamento e fiducia per il sostegno che il partner le offre, l'interesse sessuale che quest'ultimo ha per lei aumenta incredibilmente. La sensibilità femminile grazie a cui la donna sa godersi le piccole cose della vita, ha un forte potere eccitante sull'uomo.

 



– Le esigenze delle donne.
   Le donne moderne, più indipendenti e autosufficienti, vorrebbero un uomo che condivida la loro esistenza ma non ne avvertono veramente la necessità.

   Le donne che avvertono il bisogno di un uomo attraggono naturalmente il sesso opposto. Viceversa, quelle che hanno uno spirito molto indipendente e sono professionalmente affermate restano spesso sole, dato che non capiscono perché si debba aver bisogno di un uomo.
   Il fattore che allontana la donna dalla sua sfera emozionale e dal bisogno di una relazione è la necessità di sopravvivere, o il desiderio di far carriera. Per raggiungere il successo professionale, deve dare spazio alla parte più indipendente di sé e incontra quindi difficoltà a recuperare il lato femminile che la induce a sentire il bisogno di un uomo.
   Queste donne desidererebbero avere accanto un uomo sensibile e premuroso, ma in realtà devono solo riprendere contatto con l'aspetto più femminile della loro personalità.
   Più l'uomo è sensibile, più i discorsi ruoteranno attorno a lui. Un uomo bisognoso di attenzioni spegne qualsiasi entusiasmo nella donna: dopo un po' questa non desidererà nemmeno più parlargli perché si ritroverebbe costretta ad ascoltare discorsi riguardanti i suoi stati d'animo o filippiche improntate alla sua intransigenza. Quando una donna crede di aver bisogno di un uomo sensibile ed emotivo, ha in realtà bisogno di esprimere la parte più vulnerabile di sé e di essere ascoltata, cosa che qualsiasi uomo può imparare a fare.

 

 


A7 – Gli uomini devono sentirsi indispensabili, le donne non sentirsi sole.
    La donna non deve imitare l'uomo per essere influente e ottenere quello che vuole, ma riscoprire il potere e la forza della femminilità; in modo analogo, il maschio non deve imitare la donna, per donare amore e stabilità in una relazione di coppia.
   Uomini e donne hanno esigenze sostanziali diverse: i primi devono sentirsi indispensabili, le seconde non sentirsi sole. Così come una donna è felice quando sa di ricevere ciò di cui necessita, un uomo lo è quando sa di poter soddisfare le richieste della partner. Uomini e donne hanno bisogno gli uni delle altre, ma per motivi differenti.

   Quando sa di essere di sostegno alla donna, l'uomo vive più sereno e trova una ragione di vita. La donna, dal canto suo, è meno tesa se percepisce di non essere sola e di ricevere quello di cui ha bisogno. Quando è certa di poter aprire il suo cuore e di avere qualcuno sempre al suo fianco, vive molto più tranquilla.
Quando una moglie non si rende conto di aver bisogno del marito, lui sente spegnersi l'amore e l'apprezzamento: vivere con lei diventa sempre più faticoso.
   Se invece la donna riesce a mantenere il contatto con il suo lato femminile e a capire l'autentico bisogno che ha di un uomo, può aiutare il partner a dare il meglio di sé e questi, invece di stancarsi, sarà sempre più stimolato dalla relazione di coppia.

 

 

 

Il cervello.


- Reazioni e capacità diverse.

   Il cervello maschile e quello femminile sono strutturalmente e funzionalmente diversi.
   Una volta compreso il quadro biologico, ci renderemo conto della perfetta complementarietà dei due sessi. In verità, è proprio come se uomini e donne fossero fatti gli uni per le altre. Talvolta le persone non sono compatibili, ma di solito i problemi nascono dall'incapacità di cogliere le diversità. Acquisendo consapevolezza delle diversità che caratterizzano uomini e donne potrete far affiorare il lato migliore di voi stessi e di chi vi sta accanto.

   Quando l'uomo ha bisogno di un po' di tempo per stare solo o non vuole parlare della giornata appena trascorsa, non significa che si disinteressi della partner. In modo analogo, quando la donna desidera discutere della sua giornata, non significa che sia troppo invasiva o esigente. Se il distacco maschile non è sinonimo di indifferenza, le reazioni emotive più spiccate della donna non significano che non apprezzi quanto l'uomo fa per lei.
   Uomini e donne si comportano, pensano, percepiscono e reagiscono in modo diverso. è ovvio che non elaborino linguaggio, sentimenti e informazioni nella stessa maniera: Le donne sono più solidali e inclini a cercare la sicurezza rispetto agli uomini, oltre a possedere migliori capacità sociali e verbali. Gli uomini sono invece più indipendenti, aggressivi, dominatori e possiedono abilità spaziali e matematiche più sviluppate.
   Dal punto di vista pratico, questo significa che situazioni di per sé semplici diventano molto noiose e sfibranti se non capiamo e accettiamo le nostre differenze. L'educazione ricevuta ha senza dubbio una grande importanza in tal senso, ma in linea di principio l'uomo è più propenso a rischiare mentre la donna dà priorità alla sicurezza. Una volta compresa tale differenza, l'uomo non deve offendersi se la partner fa tante domande: la cosa non indica necessariamente che non abbia fiducia in lui, cerca soltanto di soddisfare la sua maggiore necessità di sicurezza. Quando l'uomo, più impulsivo, vuole trovare subito una soluzione, lei deve invece ricordare che questa è la sua natura, non interpretare tale atteggiamento come segno di disinteresse verso i suoi sentimenti, i suoi desideri o le sue esigenze.

 



- Il cervello maschile e quello femminile. 

    Il nostro cervello potrebbe essersi sviluppato in modo diverso perché gli uomini e le donne primitivi avevano ruoli molto specifici, dettati da ragioni di sopravvivenza: i primi andavano a caccia e dovevano percorrere lunghe distanze per inseguire la selvaggina. Grazie alla spiccata capacità di orientamento divennero abili cacciatori e procacciatori di cibo.
     Le donne raccoglievano il cibo nei territori in cui soggiornavano e si occupavano dei figli. Formavano forti legami affettivi con le altre donne, dalle quali dipendevano quando gli uomini erano lontani. Quando raccoglievano frutta secca e bacche per sopravvivere, ispezionavano il territorio circostante l'accampamento: forse è per questo che oggi riescono a trovare qualsiasi cosa in casa o nei cassetti quando l'uomo sembra non vedere nulla!
    Si è ipotizzato che le maggiori capacità verbali della donna siano legate alle sue dimensioni corporee. L'uomo aveva la forza fisica per lottare con i suoi simili, la donna usava invece il linguaggio per discutere e convincere; inoltre, aveva modo di utilizzarlo, a differenza dell'uomo che nei momenti di pericolo doveva restare per lo più in silenzio. Oggi in situazioni di stress l'uomo tende a tacere e si ritira nella sua tana per recuperare le energie, mentre la donna si è adattata imparando a esternare le tensioni che l'affliggono. Comunicando agli altri i suoi problemi, riesce più facilmente a ottenerne l'aiuto. Se non parlasse, nessuno saprebbe quello di cui ha bisogno.
    Il cervello si è dunque sviluppato in modo diverso nei due sessi per ragioni di sopravvivenza. Gli adattamenti cui è andato incontro si sono verificati nel corso di migliaia di anni ed è pertanto assurdo pensare che possa modificarsi d'un tratto, in conformità con i profondi cambiamenti di ruolo avvenuti negli ultimi decenni.

 



- Il cervello maschile si concentra su un compito alla volta, quello femminile tende a svolgere più compiti.

    Il cervello femminile ha un corpo calloso più grande. Tale struttura, costituita da un fascio di nervi che collega i due emisferi cerebrali, consente la comunicazione tra essi ed è del 25 percento più grande di quello dell'uomo. Praticamente questo significa che gli uomini non associano sentimenti e pensieri con la stessa rapidità delle donne. Il cervello femminile ha, per così dire, immense autostrade che collegano la sfera emozionale con il linguaggio, mentre in quello maschile ci sono solo strade secondarie costellate di stop. Secondo alcuni ricercatori l'integrazione dei due emisferi potrebbe spiegare l'«intuito femminile», che sarebbe quindi frutto di un'attività di elaborazione dell'intero cervello.
   La presenza di maggiori collegamenti tra le aree cerebrali potenzia la capacità femminile di svolgere più compiti nello stesso momento. Quando una donna ascolta, nel contempo pensa, ricorda e prova sentimenti.



   Il cervello dell'uomo è altamente specializzato: usa una parte specifica di un singolo emisfero per svolgere un determinato compito. Il cervello della donna si attiva in modo più generico e utilizza entrambi gli emisferi per svolgere più compiti. Questa differenza neurologica consente agli uomini di concentrarsi e di escludere qualsiasi fonte di distrazione per lunghi periodi di tempo; le donne, d'altro canto, tendono a vedere ogni cosa in un contesto più vasto, da un punto di vista più ampio.
   L'uomo, che tende a fare una sola cosa alla volta, mentalmente e concretamente, è facile che si dimentichi della partner e delle sue necessità.

   Alla luce di quanto poc’anzi ricordato, non dovrebbe offendersi se a una sua domanda il partner, impegnato in un’attività, appare infastidito: per lei è semplice spostare l'attenzione quando viene interrotta, per lui è molto più complicato. Se questi assume un'aria seccata, dovrebbe ricordare che per l'uomo è molto più difficile voltare pagina.
   In modo analogo, la donna si irrita quando l'uomo cerca di limitare la conversazione a un argomento soltanto: talora la interrompe, le chiede di andare al sodo, di non inserire riferimenti tra parentesi quando sta parlando di un argomento o le domanda che cosa voglia da lui, affermazione che la donna interpreta come un invito a smettere di parlare.
   Lui ritiene che non sia necessario continuare a parlare perché ha capito; lei, che è ancora impegnata a elaborare quello che si propone di dire, sa invece che non può aver capito tutto. Quando una donna si esprime, l'argomento non è mai unico. Se l'uomo dedicasse più tempo ad ascoltare tutte le sfumature del discorso, potrebbe aiutarla a recuperare una prospettiva più equilibrata e serena.
   Da parte sua, la donna dovrebbe interrompere il meno possibile un uomo concentrato in un'attività, per aiutarlo ad alleviare la tensione. Lasciare un uomo solo e ignorarlo è talvolta la strategia migliore per dargli una mano. Quando comprendiamo che tali differenze sono dettate dalla diversità del nostro cervello, superiamo il risentimento e scopriamo sistemi pratici per interagire con il partner.

   Tale differenza strutturale ha un'altra implicazione importante per quanto concerne l'alleviamento della tensione: un uomo riesce con più facilità a scollegarsi dall'emisfero sinistro preposto a gestire questioni serie, di responsabilità. Quando vive un periodo di forti pressioni, rivolge spesso la sua attenzione a un hobby o alla tv e si rilassa. Passa in sostanza dall'emisfero sinistro, logico, pratico, legato alla realtà, a quello destro, associato a sentimenti, fantasie e alla tendenza a correre rischi. Nel momento in cui effettua la commutazione, si allontana in modo automatico dalle tensioni generate dalle sue responsabilità. Grazie a questo sistema l'uomo può dunque prendere le distanze dalle preoccupazioni quotidiane con maggiore facilità.
   La donna non è altrettanto fortunata, dato che il tessuto connettivo presente tra i due emisferi non le consente di scollegarsi con la medesima rapidità. Quando attiva l'emisfero destro nel tentativo di rilassarsi o di divertirsi, resta sempre connessa con la parte analitica e razionale del cervello.

   Dal punto di vista pratico, quando diviene consapevole di tale differenza, l'uomo si rende conto dell'inutilità di fare commenti quali, «lascia perdere» o «non ti preoccupare» mentre parla con una donna. Lei non riesce a scollegarsi con altrettanta semplicità, ma è indotta a esternare le sue preoccupazioni. Se un uomo non riesce a risolvere un problema, se ne dimentica finché non trova una via d'uscita; se una donna non riesce a risolvere un problema, ritiene che «almeno se ne possa parlare». Discuterne con qualcuno che ha a cuore il suo benessere attiva i neurotrasmettitori necessari per controllare la situazione. Ricordando i problemi che la affliggono, la donna riesce in realtà a liberarsi dalla morsa che l'attanaglia e le altera l'umore.

 


 
- La sostanza bianca e la sostanza grigia.

    Uomini e donne possiedono un cervello diverso, capace di pari intelligenza. L’uomo ha una sostanza grigia 6,5 volte più estesa di quella femminile; la donna ha una sostanza bianca quasi dieci volte più grande di quella maschile. I centri di elaborazione delle informazioni sono localizzati nella sostanza grigia. I collegamenti, o reti, tra di essi sono invece composti da sostanza bianca. Tali differenze spiegano perché l'uomo tenda a eccellere nei compiti che implicano un'elaborazione effettuata dalla sostanza grigia - in matematica, per esempio - mentre le donne sono più abili a integrare e assimilare i dati necessari per il linguaggio, provenienti da varie regioni della sostanza grigia, grazie al maggior numero di connessioni cerebrali formate da sostanza bianca.
    La diversa costituzione cerebrale spiega perché comunichiamo in modo tanto dissimile. Il cervello femminile riesce a collegare tutto quanto. Più una donna ha a cuore qualcosa, più la connette con tutte le altre informazioni presenti nel suo cervello.
    Siccome l’uomo spesso non ha nulla da dire, la donna presume che non voglia discutere, quando in realtà non ha commenti da fare. Se invece è al corrente delle diversità poc'anzi illustrate, capisce che è interessato ad ascoltare la sua opinione, anche se non ha niente da aggiungere. Quando una donna smette di pretendere che il partner sia più loquace, non solo questi apprezza la sua disponibilità al dialogo ma a poco a poco diventa più ricettivo.
    Lo stesso vale quando gli chiede della giornata trascorsa o di un viaggio che ha intrapreso: se l'uomo ha poco da dire, non nasconde volutamente qualcosa. Significa che ha dato scarso peso ai fatti accaduti e di conseguenza non ricorda molto. La donna invece non vede l'ora di descrivere tutto: il processo di comunicazione la aiuta a ridurre i livelli di stress.


    Due regioni del cervello, l'area di Broca nel lobo frontale e l'area di Wernicke in quello temporale, sono associate al linguaggio; nella donna sono più grandi, il che ne spiega la loquacità. I ricercatori hanno individuato sei o sette centri del linguaggio in entrambi gli emisferi del cervello femminile. Nell'uomo il linguaggio è localizzato solo nell’emisfero sinistro; dato che possiede un minor numero di centri specializzati, non solo ha maggiore difficoltà a esprimere quello che sente ma non ne avverte nemmeno la necessità.
    I centri maschili del linguaggio si attivano in particolare, per risolvere un problema. Alcuni uomini sono più loquaci all'inizio di una relazione perché in tale fase si presentano e parlare è un modo per «risolvere il problema», ossia aiutare la donna a fare la loro conoscenza e riuscire a capire che cosa provano per lei. Risolto il problema, i centri del linguaggio non si attivano tanto facilmente. In modo analogo, il centro dell'ascolto si attiva soprattutto in presenza di una difficoltà da superare.
    Il cervello femminile è strutturato per comunicare ed esprimere sentimenti. Rispetto a quello maschile, è molto più attivo, sempre impegnato a coordinare reazioni e percezioni. Quando una donna parla, molte aree vengono attivate completamente. L'uomo non è altrettanto pronto a collegare i sentimenti con i pensieri o a esprimere quello che prova, e tale differenza è fonte di notevole attrito nelle relazioni. Se tuttavia una donna comprende che il partner non le nasconde nulla quando è silenzioso, può liberarsi del senso di frustrazione che prova quando cerca di indurlo a descriverle in dettaglio la giornata.
    Con la pratica un uomo può imparare ad ascoltare, il che rappresenta uno dei modi più efficaci per aiutare la donna. Lei apprezza un uomo capace di aprirsi e di comunicare pensieri e sentimenti, ma finché non si sentirà ascoltata non riuscirà a rilassarsi. Inoltre, a mano a mano che l'uomo diventa più abile ad ascoltare, impara ad aprire il suo cuore, purché la donna sappia apprezzarne l'impegno.


    Il lobulo parietale inferiore (Lpi) è una regione presente in entrambi gli emisferi cerebrali, localizzata poco al di sopra delle orecchie. Le sue dimensioni sono legate alle capacità matematiche. Il lobulo parietale inferiore sinistro, più sviluppato nell’uomo, interviene nella percezione del tempo e della velocità, nonché nella capacità di ruotare le figure tridimensionali. Tali abilità sono fortemente correlate con la passione maschile per i videogame: più del 90 percento degli utenti è rappresentato da uomini!
    Questa è anche la ragione per cui l'uomo sembra sollecitare la donna, quando parla o deve prendere una decisione ad arrivare al punto: è attento al tempo che impiega per farlo. Mentre la ascolta, cerca inoltre di stabilire come intervenire per risolvere quanto prima il problema. Questo atteggiamento non nasce dunque dal disinteresse, ma dall'interesse che ha per lei: desidera aiutarla, pur senza rendersi conto che allo scopo sarebbe meglio porle più domande invece che esortarla ad arrivare al sodo.
    Il Lpi consente al cervello di elaborare le informazioni provenienti dai cinque sensi. Il Lpi destro, dominante nelle donne, è associato alla memoria e alla valutazione delle relazioni spaziali, nonché alla percezione dei sentimenti: il punto di forza delle venusiane!
    Se l'uomo è abile nel seguire da lontano il pallone in un campo di calcio, la donna è maestra nel rilevare le sfumature dei sentimenti suoi e altrui.
    L'amigdala, una struttura a forma di mandorla presente nella parte anteriore del cervello, poco al di sotto della sua superficie, controlla la risposta al pericolo ed esercita la sua azione in modo diverso nell'uomo e nella donna. Il destro è più attivo negli uomini e presenta più connessioni con altre zone cerebrali; il lato sinistro è invece più attivo nelle donne. Il cervello maschile possiede più collegamenti tra l'amigdala e la corteccia visiva, il che significa che l'uomo è più reattivo agli stimoli visivi rispetto alla donna.
    Questo spiega perché tenda maggiormente a guardare le altre donne: in tal modo il suo cervello si mantiene più attivo. Quando un uomo si trova di fronte a una sfida - e una donna lo è! - la sua corteccia visiva viene stimolata. L'istinto di guardare le altre donne non indica - disamore per la partner, al contrario è una semplice manifestazione di quanta energia generi quest'impulso nel suo cervello. L'uomo non deve tuttavia dimostrarsi insensibile. Quando guarda un'altra donna, dovrebbe mantenere un atteggiamento di rispetto nei confronti della partner, evitando di prolungare l'occhiata e, in ogni caso, subito dopo dimostrarle un po' più di affetto e attenzione.
    è un bene che l'uomo sia attratto dalle donne: anche perché altrimenti non sarebbe stato attratto neanche da sua moglie. Per il semplice fatto di reagire visivamente ad altre donne, non significa che non sia attratto dalla partner o non la ami. Se, quando lei è presente, non si sente sicuro nel dimostrare la sua attrazione verso le altre donne, finirà per comportarsi freddamente con lei.
Nel cervello maschile l'amigdala è inoltre direttamente connessa con il centro dell'azione, il che rende in genere l'uomo più impaziente o impulsivo di fronte a un problema urgente da risolvere.
    Nel cervello femminile l'amigdala sinistra, più attiva, è collegata con altre regioni cerebrali tra cui l'ipotalamo, il quale riceve i segnali sensoriali dal corpo più che dall'ambiente esterno. L'amigdala femminile quindi è direttamente legata alle aree che elaborano i sentimenti più che le azioni. Nella donna la connessione con l'emisfero sinistro controlla i processi corporei; per questo risulta particolarmente sensibile su quanto avviene all'interno dell'organismo. Secondo alcuni ricercatori tale differenza si è sviluppata perché il corpo femminile deve affrontare fattori traumatici come la gravidanza e il parto. Nel cervello maschile le aree associate all'amigdala reagiscono invece all’ambiente esterno.
    Come già osservato, la sua amigdala, grande quasi il doppio di quella femminile, è connessa con i centri visivi e dell’azione votati alla «ricerca di una soluzione». L’amigdala femminile è viceversa associata ad altre parti del cervello che controllano i sentimenti più che le azioni. Quando lui si sente indotto ad agire, lei preferisce analizzare ulteriormente il suo stato d'animo.


    Il cervello femminile è concepito per cogliere e rievocare i sentimenti con maggiore intensità rispetto a quello maschile. Le donne tendono ad avere ricordi più vividi e profondi dei fatti legati a sentimenti rispetto agli uomini. Sono inoltre in grado di rievocarli più rapidamente. I ricordi infine sono più dettagliati e intensi; nei momenti di stress possono letteralmente invadere la mente di una donna.
   La capacità della donna di ricordare offese, torti e liti del passato ha dunque una spiegazione fisica. L'amigdala svolge un ruolo fondamentale nelle risposte emozionali nonché nella memoria emozionale. Le connessioni neurali con il resto del cervello fanno sì che risponda rapidamente agli stimoli sensoriali e influenzi le reazioni psicologiche e comportamentali della persona.
    Così come ricorda i sentimenti negativi, quando è più serena la donna ha una maggiore capacità di rammentare le cose positive che l'uomo ha fatto ed è proprio questa caratteristica che la rende tanto attraente agli occhi maschili: l'uomo infatti dimentica facilmente i risultati conseguiti, ma le manifestazioni affettuose della partner gli ricordano l'importanza del suo ruolo.
    Le donne che sperano che in un legame gli uomini dimostrino la loro stessa intensità e la loro stessa attenzione resteranno deluse. Quando tuttavia si rendono conto di tale differenza, possono sempre variare le loro aspettative: non si tratta di ridimensionarle, solo di adattarle in modo che risultino realistiche. Per esempio, una donna ricorda molto bene e con gioia un momento particolarmente romantico e si avvilisce quando si accorge che il partner lo ha completamente rimosso. Invece di sentirsi ferita o arrabbiata, dovrebbe ricordare che il cervello maschile e quello femminile sono diversi. Come già osservato, se accettiamo la realtà, anche se è molto meno romantica di un film, possiamo sperimentare il profondo appagamento del vero amore, che non chiede a nessuno di essere perfetto.


    Il sistema limbico, composto da ipotalamo, ippocampo e amigdala, è la sede dei sentimenti e degli stimoli. Una donna possiede un sistema limbico più vasto ed esteso  che le consente una percezione più intensa dei sentimenti. La sua capacità di instaurare legami e di sentirsi vicina agli altri ha origine proprio in tale zona del cervello. Il maggior sviluppo cui questa è andata incontro la renderebbe tuttavia più vulnerabile alla depressione; viceversa, se corroborata dall'affetto e da sentimenti positivi, la donna può raggiungere un livello di appagamento molto maggiore dell'uomo. Anche per questo l'uomo ne è così attratto: vedendone la straordinaria capacità di gioia, serenità e autorealizzazione, si rende conto che può fare molto per stimolarla. Dal canto suo, quando la donna sì prende spiritualmente cura del partner, trova in sé una pace ancora più profonda.
   Se desideriamo crescere e non solo sopravvivere, dobbiamo rivedere le nostre capacità relazionali in modo che esprimano le nostre abilità, tendenze ed esigenze naturali.


    Quando comprendiamo le differenze sostanziali esistenti tra i due sessi, riusciamo a interpretare il comportamento del partner in un'ottica più positiva e a liberarci dell'aspettativa utopistica che possa pensare, percepire e agire come noi.
   A questo punto si può iniziare a usare nuovi sistemi e strategie per sostenersi vicendevolmente. Il modo più efficace per farlo è rispettare le diversità insite nel nostro cervello. Invece di scontrarci per cercare di ottenere di più dal partner, ci concentreremo su un solo obiettivo: creare l'armonia, dando a noi stessi quello di cui abbiamo bisogno per poter in seguito dare di più al partner.
   Quando arriviamo a capire che il cervello femminile e quello maschile sono fatti per completarsi, ogni conflittualità scompare. La donna vuol essere felice e l'uomo desidera che lo sia; quando lei è felice, lo sono entrambi.

 

 

 

C: Gli ormoni

   Gli ormoni sono messaggeri che agiscono da catalizzatori delle variazioni chimiche che avvengono a livello cellulare e influenzano la crescita, lo sviluppo, l'energia e l'umore. Quando siamo innamorati, ci sentiamo al settimo cielo: ci abbandoniamo alla passione e di conseguenza tendiamo con più facilità ad accettare o a ignorare le nostre differenze. Nelle prime fasi di un legame siamo ansiosi di soddisfare le esigenze del partner. Quando l'uomo si prende cura della donna, nel suo organismo si attivano particolari ormoni; in modo analogo, altri ormoni vengono stimolati nella donna che beneficia delle sue premure. All'inizio di una relazione dunque tali ormoni sono elevati e contribuiscono a ridurre lo stress, il caos e le tensioni della vita quotidiana.
   Passata la novità dei primi tempi, si instaura un senso di familiarità e routine. Gli ormoni del benessere cominciano a diminuire e i livelli di stress ad aumentare. è come se l'amore ci regalasse tre anni di ormoni della felicità; quando però termina questa sorta di luna di miele, dobbiamo guadagnarceli.
 

 



C1- Adrenalina e Cortisolo.

   Ingorghi, bollette da pagare, case da pulire, tensioni sul lavoro, una valanga di cose da fare, scadenze, mancanza di aiuti, bambini che piangono... sono certamente alcune delle numerose cause di tensione nella vita quotidiana. Il corpo umano reagisce producendo adrenalina e cortisolo, due ormoni secreti dalle ghiandole surrenali che possono a poco a poco diminuire la riserva di endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere.
   Se ci troviamo in condizioni di pericolo, le ghiandole surrenali liberano adrenalina, cortisolo e altri ormoni per conferirci una carica improvvisa e temporanea di energia oltre a un'adeguata lucidità mentale. Per i nostri avi tali ormoni rappresentavano un sistema di sopravvivenza nelle situazioni rischiose: o riuscivano a fuggire o venivano divorati. Quando vengono rilasciati adrenalina e cortisolo, l'energia in più viene indirizzata al cervello e ai muscoli per acuire i sensi, aumentare la forza e prolungare la resistenza. In questo processo viene inoltre deviata l'energia da altri apparati e sistemi: digestione e altre funzioni secondarie vengono, per esempio, rallentate.
   Adrenalina e cortisolo assolvono un'importante funzione di sopravvivenza nelle situazioni in cui la vita è a rischio; l'organismo tuttavia non è concepito per adattarsi alla liberazione continua degli ormoni dello stress. Se siamo sottoposti a tensioni incessanti ma non a pericoli, tali ormoni vengono ugualmente rilasciati e nel tempo finiscono per compromettere l'apparato digerente e il sistema immunitario. Ne conseguono una diminuzione del livello di energia e un aumento della vulnerabilità alle malattie. In presenza di stress prolungati cortisolo e adrenalina determinano fluttuazioni indesiderate della glicemia, responsabili di variazioni dell'umore, lievi forme depressive, senso di inquietudine, irritabilità, ansia e malessere generale. Tutti questi fattori possono influenzare le nostre relazioni:

1. La depressione lieve, che inibisce la passione.
2. Il senso di inquietudine, che ci rende impazienti e inflessibili.
3. Malessere, ansia e panico, che riducono notevolmente la nostra capacità d'essere felici.
4. L'irritabilità, che mina l'affetto, l'apprezzamento per l'altro e la premurosità nei suoi confronti.
5. La minore energia, che ci impedisce di donarci liberamente all'altro.
6. In presenza di fluttuazioni glicemiche diventiamo indifferenti o siamo soggetti a troppi sbalzi d'umore.
7. L'uomo perde interesse per la relazione, mentre la donna si sente sopraffatta: ha troppe cose da fare e non ha il tempo o l’aiuto necessari.

   Quando individuiamo questi sintomi, comprendiamo perché molte relazioni finiscano.

   Tra cortisolo, obesità e aumento del grasso immagazzinato nel corpo c'è un nesso. Livelli elevati di tale ormone tendono a favorire l'accumulo di grasso nella regione addominale, che è ritenuto dannoso in quanto predisponente a ictus e attacchi cardiaci.
   La presenza di un alto tasso di cortisolo è inoltre responsabile delle cattive abitudini alimentari. Le donne con cortisolo elevato dovuto allo stress tendono a mangiare cibi ricchi di grassi o di carboidrati raffinati rispetto a quelle con una minore quantità di cortisolo nell'organismo. Avete notato che quando siete stanchi o tesi andate alla ricerca di cibi contenenti carboidrati raffinati come biscotti, patatine o bevande gassate? Questo perché in condizioni di stress l'organismo trae energia da tali sostanze.
   Il cortisolo stimola la secrezione di insulina, che a sua volta aumenta l'appetito. Questo terribile circolo vizioso porta a ingrassare e può alla fine causare l'insorgenza di diabete e di numerose altre malattie. Gli effetti dell'incremento di tale ormone evidenziano l'importanza di seguire una dieta sana nei periodi di stress: in queste circostanze ci sembra di non avere il tempo di mangiare o di cucinare piatti salutari, invece dovremmo ricordarci che un'alimentazione corretta diventa ancor più importante quando viviamo momenti di tensione. Una tecnica per capire quali cibi siano controindicati è osservare che cosa mangiamo quando siamo sotto pressione: sono proprio questi gli alimenti che ci fanno sentire peggio e aumentare di peso.
   Diciamolo chiaramente: quando siamo in forma, ci sentiamo non solo meglio ma anche più attraenti, e quando ci sentiamo attraenti, il partner è effettivamente più attratto da noi!
   Per poter invecchiare insieme, sani e innamorati come agli inizi, è dunque importante imparare a controllare lo stress e saremo non solo più sani ma anche più dinamici, pazienti e felici, oltre a vivere una vita di maggiore passione.
   Una delle grandi differenze tra uomini e donne è rappresentata dal fatto che nei momenti di stress le donne producono più cortisolo, il che spiega in parte perché abbiano maggiori problemi di peso. Quando il cortisolo è elevato, bruciamo solo carboidrati o zuccheri per ricavare energia invece di utilizzare una combinazione corretta di carboidrati e grassi. Nel caso in cui questi ultimi non vengano efficacemente utilizzati, non solo è più difficile dimagrire ma si ha anche minore apporto energetico. I grassi forniscono venti volte più energia dei carboidrati.
   L'aumento del cortisolo ha un altro grave effetto sul corpo femminile: il prodotto secondario dell'utilizzo dei carboidrati è l'acido lattico. Se l'organismo di una donna brucia carboidrati al posto dei grassi, il livello di acido lattico sale; quando raggiunge quantità eccessive, il calcio presente nelle ossa viene liberato per neutralizzarlo. Questo spiega perché l'80 percento dei soggetti affetti da osteoporosi è di sesso femminile.

 

 


C2-  Testosterone e Ossitocina.

   All'inizio di una relazione l'uomo è eccitato e motivato dalla sfida di conquistare l'affetto della donna, il che stimola automaticamente la produzione di testosterone, ormone che gli conferisce un senso di forza e benessere. Quando il suo livello è normale, l'uomo è pieno di entusiasmo e si dimostra più premuroso e attratto dalla partner.
   Quando con il tempo comincia la routine e il senso di sfida si affievolisce, il livello di testosterone si riduce: è questa la fase in cui termina la luna di miele e l'uomo va in cerca di stimoli per aumentarlo nuovamente. Il lavoro gli offre quasi sempre nuove sfide che attirano il suo interesse e incrementano il tasso di testosterone. Nel momento in cui passa dall'estasi dell'innamoramento all'entusiasmo lavorativo, va incontro a un calo di passione a livello biologico.
   In modo analogo, quando una donna arriva a conoscere il partner e si sente sicura di lui, nel suo corpo aumenta la produzione di ossitocina, il cosiddetto ormone delle coccole. Così come l'uomo reagisce al livello di testosterone, la donna si sente più dinamica, più felice, più flessibile e prova maggiore attrazione per il partner quando ha una maggiore quantità di ossitocina in corpo.
   Con il passare del tempo, posta di fronte alla realtà che spesso smentisce le sue aspettative, si convince che non tutte le sue esigenze potranno essere soddisfatte. Speranza, fiducia e ottimismo si riducono di conseguenza, il che influenza il tasso di ossitocina. La routine quotidiana perde un po' della sua magia, che lei cerca di recuperare dedicandosi maggiormente al rapporto; quando tuttavia i suoi tentativi non vengono corrisposti, entusiasmo e motivazione vacillano. L'atteggiamento distaccato dell'uomo e la sempre maggiore attenzione che la donna pone sulla mancanza di contatto finiscono inevitabilmente per generare tensioni nella coppia. Se si esaminano con più attenzione gli effetti del testosterone e dell'ossitocína, si può comprendere meglio la diversa risposta allo stress di uomini e donne e trovare il modo di sfruttarla per raggiungere l'armonia nel rapporto.



 
    - Testosterone, il re degli ormoni.

   Il testosterone, l'ormone maschile più importante, è uno dei fattori chiave che determinano i tratti sessuali dell'uomo, tra i quali il carattere dominante, la forza fisica ed emotiva, la forma corporea, la pelosità, il tono di voce, l'odore e la performance sessuale. L'ormone influenza anche la sicurezza di sé, lo spirito d'iniziativa, la competitività, la creatività, l'intelletto e la capacità di concepire e attuare nuove idee. Anche le donne possiedono una certa quantità di testosterone, ma rispetto a loro un uomo adulto ne produce venti, trenta volte di più. Il testosterone è importante ai fini della buona salute generale e contribuisce allo sviluppo di ossa e muscoli. Con il giusto livello di testosterone, un uomo è in grado di controllare lo stress. Questo è l'aspetto fondamentale: l'ormone non deve essere troppo né troppo poco.
   Il testosterone infatti può aumentare significativamente in caso di stress acuti e potenziare l'aggressività. Dalle ricerche è emerso che molti uomini sono affetti da stress cronico, il che determina una drastica diminuzione di tale ormone. Il fenomeno si associa alla cosiddetta sindrome dell'uomo irritabile, caratterizzata da asocialità, suscettibilità e depressione.
   Nell'uomo un livello normale di testosterone si associa a una sensazione di appagamento. Per star bene in un rapporto di coppia, l'uomo deve sapere di poter soddisfare le esigenze della partner. Quando lei gli dimostra fiducia, consenso e apprezzamento, non solo ne arricchisce lo spirito ma contrasta gli effetti dello stress contribuendo a mantenere un livello adeguato di testosterone nel suo organismo.
   Spesso un uomo innamorato si tormenta all'idea di rendere felice la donna. La sfida rappresentata dalla relazione genera in lui un'ondata di sentimenti positivi e un incremento di testosterone. Quando percepisce di poter ottenere quello che vuole, la produzione dell'ormone aumenta; quando invece avverte il contrario, sale lo stress e il testosterone si riduce.
   Più un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto, più il livello dell'ormone si manterrà a livelli adeguati. La sicurezza di sé stimola il testosterone e i comportamenti che ne inducono la produzione aumentano a loro volta la sicurezza che un uomo ha di sé. Vale in entrambi i sensi. Quando un uomo percepisce di avere successo, gode di maggiore energia e benessere perché i livelli di testosterone sono normali. Se invece ha la sensazione di essere inetto, energia e interesse calano di pari passo con la quantità dell'ormone. Per questo per un uomo è molto importante essere accettato e apprezzato.
   Quando l'uomo sente di non avere successo sul lavoro o si preoccupa per problemi che non è in grado di risolvere, il livello di testosterone comincia a diminuire e finché non tornerà normale egli si sentirà giù di morale. Gli uomini depressi hanno in effetti una scarsa quantità di testosterone.
   Questa dinamica spiega anche perché l'uomo prenda spesso le distanze da un problema e per un po' se ne dimentichi. Dedicandosi a un'altra attività meno impegnativa, riesce con facilità a riconquistare la sicurezza di sé e quindi a ripristinare il tasso di testosterone. A quel punto potrà riprendere in mano il problema e risolverlo in modo più efficace.
   L'ambiente lavorativo tradizionale, dominato dagli uomini, presenta un'ampia gamma di attività, sfide, regole e situazioni adatte a stimolare la produzione di testosterone, tra cui:


• Definizione degli obiettivi
• Competizione
• Risoluzione di problemi
• Responsabilità
• Rischio
• Pericolo
• Posizioni di predominio
• Successo
• Efficienza
• Urgenza
• Denaro
• Conquista
• Progetti
• Risultati finali
• Potere

   Se un uomo si sente sicuro delle sue capacità, tali fattori stimoleranno la secrezione di testosterone e lo entusiasmeranno, riducendo gli effetti devastanti dello stress. Gli stessi fattori però possono essere fonte di depressione se non ha fiducia in se stesso. Sviluppare e mantenere la sicurezza di sé è una delle maggiori difficoltà che l'uomo incontra nella vita: da essa dipendono il suo successo o il suo fallimento, il suo entusiasmo o la sua depressione.

   In tutti gli uomini i livelli di testosterone si riducono nel corso della giornata. L'ormone segue infatti un ciclo naturale e raggiunge un picco al mattino. Lavorando l'uomo esaurisce le sue riserve, e quando termina ha bisogno di rilassarsi per ripristinarle; questo processo si avvia di solito al tramonto. Quando si trova nella fase di recupero, l'uomo non segue più l'istinto che lo porta a essere responsabile, il che permette ai livelli ormonali di normalizzarsi. Allo scopo può fare un sonnellino, impegnarsi in qualcosa di semplice o svagarsi guardando la tv e leggendo il giornale.
   Se invece non si concede un po' di tempo per recuperare, il livello di testosterone si abbassa ancora, fatto che compromette non solo il desiderio sessuale ma anche l'umore: l'uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo. La donna non capisce istintivamente il bisogno maschile di relax, perché il suo benessere non dipende dalla normalizzazione dei livelli di testosterone.
   Spesso pensa quindi che il marito sia pigro, quando in realtà segue solo l'imperativo biologico a riposare. La donna produce testosterone, che tuttavia nel suo caso è scarsamente correlato con lo stress. L'ormone che ha una funzione equivalente nell'organismo femminile è l'ossitocina.

 

 


     - Ossitocina, l’ ormone delle coccole.

   L'ossitocina, nota anche come ormone dell'attaccamento, viene prodotta in gran quantità durante il parto, la lattazione e l'orgasmo, in entrambi i sessi. Nella donna i livelli di ossitocina possono aumentare durante un massaggio rilassante e diminuire in situazioni di trascuratezza e abbandono. Tale ormone influenza i legami interpersonali, la fiducia e il riconoscimento sociale. Nella donna stimola il comportamento materno e induce l'eccitazione sessuale; riduce inoltre la pressione sanguigna, il tasso di cortisolo e la sensazione di paura. Gli studi condotti sull'argomento hanno dimostrato che uomini e animali con livelli elevati di ossitocina sono più calmi, meno ansiosi e più inclini a socializzare.
   Uomini e donne hanno in media la stessa quantità di ossitocina nel sangue, ma le donne possiedono più estrogeni che ne potenziano l'efficacia. Inoltre, il testosterone presente nell'uomo contrasta l'effetto calmante dell'ossitocina. La modalità in cui questa interagisce con estrogeni e testosterone spiega la diversa reazione allo stress di uomini e donne.
   Si è scoperto che l'ossitocina diminuisce lo stress nella donna ma non ha lo stesso effetto sull'uomo. Stimolare una produzione eccessiva di tale ormone negli uomini può in realtà ridurne il livello di testosterone; in modo analogo, nella donna una quantità eccessiva di testosterone può compromettere l'efficacia dell'ossitocina ai fini della gestione dello stress.
   L'ossitocina genera sentimenti di attaccamento; non a caso aumenta quando la donna crea un legame di amicizia, condivisione, aiuto o affetto e diminuisce quando invece perde qualcuno o subisce una perdita di qualche tipo, si separa o si sente sola, ignorata, rifiutata, disarmata e insignificante. Una donna innamorata presenta un livello elevato di ossitocina: arde dal desiderio di donare se stessa e di trascorrere più tempo con il partner.
   Per star bene in una relazione, la donna deve sapere che il partner si dedica a lei con altrettanta cura. Questo tipo di sostegno influenza direttamente i livelli di ossitocina del suo organismo, il che a sua volta riduce lo stress da cui è afflitta. Se dal partner arrivano messaggi di interessamento, comprensione e rispetto, nella coppia si crea un legame di fiducia che nutre lo spirito della donna e ne aumenta l'ossitocina.
   Questa aspettativa ha però l'effetto contrario quando una donna si attende dall'uomo più di quello che può darle: a quel punto la delusione limita la produzione di ossitocina.
   Quando, invece di ricercare altri tipi di sostegno, pretende inconsapevolmente che sia l'uomo l'unica fonte utile per stimolare l'ossitocina, predispone la strada per il suo fallimento.

   Esistono diversi modi in cui la donna può incrementare l'ossitocina presente nel suo organismo: per esempio, aiutando qualcuno. In questo caso si adopera perché ha a cuore una persona, non perché viene pagata o perché deve svolgere il suo lavoro. Quando diamo per avere in cambio qualcosa, aumentiamo il testosterone, non l'ossitocina. Se una donna sente di non ricevere abbastanza da una relazione, si dona al partner in modo limitato: in altre parole, è più concentrata su quello che riceve in cambio. Il suo donare non disinteressato stimola ben poco la produzione di ossitocina; la sua produzione è minata dalla negatività e dalla rabbia. Quando invece doniamo in modo incondizionato, l'ormone aumenta notevolmente: ciò si verifica nel caso in cui ci dedichiamo agli altri, condividiamo e creiamo legami di amicizia senza nutrire aspettative. Così come aumenta quando doniamo qualcosa agli altri, la produzione di ossitocina si incrementa anche quando doniamo qualcosa a noi stessi.
In passato nelle comunità femminili, dove le donne lavoravano allevando nel contempo i figli e aiutandosi a vicenda, erano presenti attività, comportamenti e fattori che favorivano la liberazione di tale ormone:


• Condivisione
• Dialogo
• Sicurezza
• Pulizia
• Bellezza
• Fiducia
• Lavoro di squadra
• Interessamento agli altri
• Condivisione delle responsabilità
• Coerenza
• Elogi
• Affetto
• Virtù
• Attività educativa
• Sostegno
• Cooperazione
• Impegno collettivo
• Routine, ritmo e regolarità
 

   A casa, come del resto in una relazione, il corpo femminile produce ossitocina quando la donna si sente libera di donare a se stessa e agli altri. Se invece è indaffarata, sopraffatta o sotto pressione, esaurisce la riserva di ormoni utili a controllare lo stress facendolo aumentare.
   L'ossitocina inizia a normalizzarsi quando la donna si sente di nuovo considerata, ascoltata e sostenuta. Al termine della giornata, il pensiero di un semplice abbraccio, di due chiacchiere e di un po' di affetto può essere davvero corroborante. Quando una donna è convinta di non poter ricevere tra le mura domestiche quello di cui ha bisogno, ogni sentimento affettuoso scompare e il livello di ossitocina si riduce drasticamente.

   Partecipare ad attività lavorative che stimolano la produzione di testosterone può ridurre il tasso di ossitocina nella donna. Quando torna a casa con una scarsa quantità di ossitocina nell'organismo, la donna vive come un peso il ruolo di compagna, madre, amica e dispensatrice di affetto. Se presume di dover ancora sbrigare molte incombenze senza avere né il tempo né le energie sufficienti, lo stress di cui è vittima aumenta. La donna vive in sostanza un'esperienza molto diversa dall'uomo.
   Quando questi termina la giornata di lavoro, comincia già a rilassarsi. Se a casa si sente sollecitato a fare di più, la sua attitudine al riposo viene frustrata; posto di fronte ad altre responsabilità e con poco tempo per riprendersi, ha sempre meno energie. Invece di tornare a casa e trovare un ambiente affettuoso e corroborante, uomini e donne si trovano quindi di fronte a una nuova fonte di stress. Gli uomini sono quasi privi di forze, le donne hanno bisogno del loro tempo e del loro aiuto; di conseguenza entrambi ricevono sollecitazioni negative.
   Le donne che valutano l'idea di divorziare affermano spesso di dare in continuazione ma di non ricevere quello di cui hanno bisogno. Aggiungono inoltre che notano l'indolenza del marito e questo le demotiva ancora di più. Avendo l'impressione che il partner non si curi delle sue esigenze, la donna si sente sempre più insoddisfatta e carica di risentimento. Può continuare ad amarlo ma desidera porre fine alla relazione perché sente che non ha più nulla da dargli.
   Stare insieme a lui non la aiuta più a ripristinare i livelli di ossitocina dopo un'impegnativa giornata di lavoro. La sola idea di poter essere ignorata o rifiutata induce un ulteriore abbassamento dell'ormone e un aumento dello stress. Invece di rappresentare una fonte di sostegno, il partner diventa così un ulteriore fardello. Se viceversa questi riesce a comprendere le sue necessità, è pronto ad abbracciarla quando si rivedono e a passare un po' di tempo con lei per permetterle di parlare della sua giornata, la produzione di ossitocina aumenta e così il benessere della coppia. Dato che la donna sarà altrettanto attenta alle esigenze di lui, non si dimostrerà troppo esigente e lascerà che il partner si goda un momento di riposo.
   Il successo professionale è importante per una donna, ma non migliora la qualità delle sue relazioni se questa non raggiunge un equilibrio tra attività lavorative legate alla produzione di testosterone e comportamenti utili a stimolare l'ossitocina. Le prime possono ridurre lo stress nell'uomo, non nella donna: per lei l'elemento fondamentale è infatti la qualità delle relazioni.



 
C3-  L'effetto degli ormoni.

   La reazione del «combatti o fuggi» è una risposta automatica dell'intero organismo a ciò che viene percepito come un attacco o una minaccia per la sopravvivenza: ci prepara in sostanza a difenderci ed è insita nel nostro cervello. Quando siamo in pericolo, il sistema nervoso centrale si attiva; adrenalina, cortisolo e altri ormoni vengono liberati nel sangue mentre frequenza cardiaca, pressione sanguigna e respirazione aumentano. Per consentirci di avere più energia per correre e lottare, l'afflusso di sangue viene deviato dall'apparato digerente ai muscoli e agli arti. l'attenzione si acuisce e gli impulsi diventano più rapidi. In questo stato di allerta qualsiasi cosa può essere percepita come un nemico o una minaccia per la sopravvivenza. Tale reazione fisica è dunque un efficace sistema di difesa nelle situazioni in cui c'è pericolo di vita.
   Oggi, a causa delle tensioni prolungate della vita moderna, gli ormoni dannosi dello stress vengono secreti nel nostro corpo in risposta a eventi che non rappresentano una vera minaccia fisica. Non riusciamo a utilizzarli né a metabolizzarli con l'attività fisica, né possiamo fuggire dalle minacce percepite o combattere contro quanti consideriamo avversari. Dobbiamo invece mantenere la calma quando veniamo biasimati sul lavoro, dominare la rabbia quando restiamo imbottigliati nel traffico, essere pazienti quando incappiamo in situazioni spiacevoli che non possiamo evitare. Molti fattori che generano tensione nella vita quotidiana attivano la reazione del «combatti o fuggi» e possono indurci all'aggressività o a comportamenti eccessivi. Questa reazione, inoltre, può avere effetti devastanti a livello emozionale e psicologico: abbiamo infatti la sensazione di passare da una crisi all'altra. Per di più l'accumulo degli ormoni dello stress determina la comparsa di disturbi quali cefalee, sindrome dell'intestino irritabile, ipertensione, affaticamento cronico, depressione e allergie.
   La risposta a questo tipo di pressione è suddivisa in tre fasi: fisiologica, psicologica e comportamentale.

  • A livello fisico, l'organismo entra in stato di allerta, passa poi alla fase di resistenza nella quale inizia a rilassarsi, per giungere infine a una condizione di spossatezza estrema.
  • La risposta psicologica allo stress comporta sentimenti di ansia, paura, rabbia, tensione, frustrazione, disperazione e depressione.
  • A livello comportamentale tentiamo di alleviare i sentimenti negativi causati dallo stress: mangiamo troppo o troppo poco, beviamo o fumiamo troppo, assumiamo più farmaci o attuiamo la reazione del «combatti o fuggi», rispettivamente, dimostrandoci polemici o chiudendoci in noi stessi.
   Quando l'uomo manifesta tale reazione, il suo organismo libera vasopressina che viene potenziata dal testosterone. La combinazione di tali ormoni sopprime la produzione di ossitocina, per questo l'uomo ha più difficoltà a calmarsi: non possiede quel tranquillante innato di cui dispone invece la donna per controllare lo stress. Nello svolgimento delle attività quotidiane le donne sono soggette a maggiori reazioni emotive ma nei momenti di grave pericolo, quando gli uomini sono pronti a combattere, sono spesso loro a calmare le acque.

   Gli scienziati ritengono che le nostre antenate abbiano sviluppato tale reazione allo stress per proteggersi durante la gravidanza, l'allattamento e la cura dei figli. Nei momenti di tensione la donna accudisce la prole e aiuta gli altri per salvaguardare la sopravvivenza della specie. Dato che un gruppo ha più probabilità di un individuo di evitare un pericolo, la sensibilità e la capacità di intessere legami è un meccanismo protettivo sia per la madre sia per il figlio. In passato, quando gli uomini andavano a caccia, aiutare le altre donne era un atto necessario per la sopravvivenza, dal momento che gravidanza, allattamento e cura della prole rendevano una madre più vulnerabile alle minacce esterne.
   Creandosi una rete di sostegno, le donne godevano dunque di protezione e assistenza maggiori per allevare i figli. Lavorare in gruppo consentiva loro di raccogliere il cibo e di occuparsi in modo più efficace del focolare. Nella preistoria gli uomini tendevano a formare gruppi più grandi per ragioni difensive e offensive, le donne gruppi più piccoli da cui trarre sostegno emotivo e affettivo nei momenti di tensione.
   Esse non possedevano forza, dimensioni corporee e massa muscolare tali da potersi difendere alla stregua degli uomini. La reazione del «combatti o fuggi» non avrebbe garantito la sopravvivenza loro e dei loro figli, perché non avrebbero potuto metterla in pratica in gravidanza né proteggere i bambini quando erano impegnate ad allattarli o accudirli.

   Questa reazione allo stress è ancora oggi evidente nel comportamento femminile: invece di chiudersi in sé o di diventare aggressiva, per alleviare la tensione la donna cerca il contatto sociale soprattutto con altre donne e si dedica ai figli. Come osservato, la produzione di ossitocina è direttamente legata ai comportamenti e alle reazioni inerenti alla cura dell'altro. Le situazioni in cui una donna si dedica agli altri o instaura contatti a livello emozionale sono le più efficaci per stimolare tale ormone.
   Nel mondo del lavoro il rilascio di ossitocina può essere compromesso dalla necessità di prendere decisioni o di stabilire priorità in base al risultato da conseguire, nonché di comportarsi in modo professionale. Tali circostanze stimolano infatti il testosterone e, pur non essendo affatto negative, non servono a diminuire il livello di stress nella donna.
   Anche i comportamenti di una madre che accudisce i figli e cura la casa possono tuttavia diventare stressanti se lei percepisce di avere tutto sulle sue spalle, di non beneficiare del sostegno della comunità o di altre donne.
   In definitiva, la donna è vittima dello stress quando non si ritaglia il tempo necessario per svolgere attività in grado di aumentare i livelli di ossitocina.
   Quando comprende quali siano i comportamenti utili a stimolare l'ossitocina, l'uomo riesce a interpretare gli atteggiamenti della donna in un'ottica completamente diversa. Per esempio, quando questa si lamenta perché non ha abbastanza sostegno o sente la necessità di parlare di un problema, capirà che non disprezza il suo aiuto e che sta solo cercando di controllare lo stress mediante l'ossitocina.
   La maggior parte degli uomini non sa che parlare e condividere i problemi può aumentare la quantità di ossitocina e aiutare quindi una donna a gestire lo stress. Se non conosce questo impulso biologico, l'uomo può presumere erroneamente che la donna voglia da lui una soluzione e la interrompe per fornirgliela: questo perché, come abbiamo già visto, risolvere i problemi è una delle strategie che adotta per star meglio quando è teso. è convinto di poter aiutare anche la partner in tal modo, invece così facendo aumenta il proprio livello di testosterone, non quello di ossitocína di lei. Quando un uomo comprende che ascoltare la partner è sufficiente a rasserenarla, il suo tasso di testosterone aumenta lo stesso perché sa che sta risolvendo un problema.

   La donna non ha mai tregua, ma se i suoi livelli di ossitocina sono ottimali, la riduzione dello stress che ne consegue le permette di avere una fonte infinita di energia e di apprezzare anche il sesso. Insieme a un'efficace comunicazione, l'intimità sessuale può essere per lei uno dei metodi più validi per alleviare le tensioni, perché durante l'eccitazione sessuale e l'orgasmo viene appunto rilasciato tale ormone.
   Il problema sta nel fatto che, per provare desiderio sessuale, ha in genere bisogno di una buona quantità di ossitocina in corpo. Le donne sessualmente molto attive tendono a voler fare molto sesso perché in questo modo innescano una produzione a cascata dell'ormone. Quelle che invece non hanno rapporti da tempo non ne sentono la mancanza, perché sono sottoposte a un grave stress. Si tratta, in sostanza, di una reazione da «tutto o niente».
   Dopo una giornata impegnativa l'ultima cosa che di solito una donna desidera è fare sesso: spesso questo occupa l'ultimo posto della lunga lista di cose da sbrigare. Ci sono certamente eccezioni, ma nella maggior parte dei casi lo stress inibisce il desiderio sessuale della donna.
   Alcune donne, per così dire più sensibili al testosterone, desiderano far sesso anche quando sono tese e hanno un basso livello di ossitocina: sono, in poche parole, simili agli uomini, che possono usare il sesso per alleviare lo stress. Quando questo succede, trovano un po' di sollievo ma per ragioni diverse dall'uomo.
   L'orgasmo aumenta temporaneamente il tasso di ossitocina e riduce quello di testosterone; per un breve periodo loro sono quindi sollevate dagli effetti dell'ormone maschile. Talvolta desiderano intensamente fare sesso ma sono incapaci di raggiungere l'orgasmo o non vengono appagate da un solo orgasmo. Per quanto eccitante possa sembrare, in realtà è un fatto molto frustrante per entrambi i partner. L'uomo vuole essere in grado di soddisfare la donna, proprio come lei desidera essere soddisfatta. L'ossitocina dà una sensazione di appagamento. Una quantità eccessiva di testosterone può invece interferire con la capacità della donna di fare sesso in modo soddisfacente. è come mangiare un biscotto ricco di zucchero: ha un buon sapore ma aumenta la voglia di mangiarne altri.
   L'attivítà sessuale stimola la produzione di testosterone nell'uomo, l'orgasmo determina il rilascio di ossitocina. L'effetto calmante di questa cascata ormonale spiega perché, dopo, l'uomo spesso si addormenti. In tale fase i livelli maschili di testosterone calano per qualche tempo: per questo subito dopo il rapporto l'uomo sente talora la necessità di un maggior distacco.
   Uomini e donne hanno reazioni diverse dopo il sesso per ragioni ormonali: mentre i livelli elevati di ossitocina rendono la donna incline alle tenerezze, l'aumento di ossitocina e la diminuzione di testosterone inducono sovente l'uomo a chiudersi in sé nella fase in cui gli ormoni si normalizzano. Conoscendo e accettando tale diversità, si evitano spiacevoli incomprensioni.
   Far sesso con regolarità e in modo appagante è uno dei lati migliori di un valido rapporto di coppia. Per riuscire a beneficiarne a vita, ben oltre gli entusiasmi iniziali, uomini e donne devono dare spazio alla creatività e trovare nuovi modi per aumentare i livelli femminili di ossitocina. Quando una donna riesce a rilassarsi, apprezza di nuovo la sessualità.
   Dare al partner quello che vogliamo produce spesso il risultato opposto a quello desiderato. Uomini e donne hanno molti obiettivi identici: vogliono entrambi sentirsi protetti, felici, realizzati e amati, ma per raggiungere lo scopo possono aver bisogno di strategie molto diverse. Sono gli ormoni che fanno la differenza.
   Alla luce dei fattori biologici che spiegano la diversa reazione allo stress di uomini e donne, si comprende perché talvolta Marte e Venere entrino in collisione. Il condizionamento sociale, il modello parentale e la cultura possono influenzare significativamente il modo in cui interagiamo e reagiamo; la nostra risposta allo stress è tuttavia insita nell'organismo e nel cervello.