Nessuno di noi ha una sola età. Pur potendo raggiungere
la maturità in un aspetto della vita, possiamo rimanere
infantili in un altro, giovanili in un terzo ancora
e un tantino immaturi in un quarto. La nostra età
cronologica può essere un metodo di identificazione,
ma non inquadra necessariamente i molti livelli
di crescita cui sono arrivati i nostri diversi Aspetti
di età.
Esploreremo i livelli di crescita di 10 diversi Aspetti
di età: l'aspetto medico, l'adattamento, l'aspetto
sessuale, l'immagine di sé, l'aspetto coniugale,
l'essere soli, l'aspetto familiare, l'aspetto sociale,
il lavoro, e il futuro. Diventando consapevoli degli
svariati modi in cui avanziamo negli anni, la nostra
età cronologica perde gran parte del suo impatto.
Il punto importante non è più che età abbiamo, ma
che tipo di vita abbiamo avuto, se è stata piena
o vuota, se ci troviamo in uno stato di vigore e
di salute oppure siamo stanchi e logorati.
Dobbiamo imparare a ragionare in termini di maturo e immaturo.
Il comportamento maturo è calmo e consapevole, produttivo
e pacifico; può essere avventuroso e divertente,
certamente, ma è sempre limitato dal buon senso
e dalla integrità. Il comportamento immaturo è confuso
e disordinato, talvolta disperato.
Per ottenere la crescita, per progredire nella vita, dobbiamo
apprendere a non inseguire la giovinezza, con tutte
le sue frivolezze, ma la maturità, il vigore, la
salute e la soddisfazione.
L’età
Ciascuna cellula del nostro corpo ha la sua età. Alcune
si rinnovano ogni pochi giorni, altre in un periodo
di alcuni anni. Che età hanno i nostri reni, unghie,
pelle? Parte dei cambiamenti è costituita da un
processo di deterioramento, parte da una costante
rinascita. è la dialettica della vita, un cambiamento
costante come quello delle onde del mare.
Quanto più a lungo viviamo e quanto maggiore esperienza
facciamo, tanto più l’Aspetto della nostra età è
maturo. Questo nostro profilo d'età è di gran lunga
più significativo della nostra età cronologica.
Se possiamo ancora ...
a) iniziare una nuova carriera.
b) cambiare lo stile di vita.
c) avere un bambino.
d) tornare a scuola.
e) andare in una discoteca
f) iniziare un rapporto amoroso.
g) viaggiare per il mondo da sola, specialmente
se si tratta di una donna.
... fare una delle cose sopra elencate, significa
che stiamo ancora crescendo e che certi stereotipi
riguardanti l'età sono barriere che impediscono
la piena realizzazione dei nostri potenziali.
La crescita
Crescendo siamo testimoni di una caduta di capelli con
aggiunta o meno di un progressivo incanutimento,
di rughe sul volto e di una leggera perdita del
tono muscolare della giovinezza. D'altro canto,
la nostra precisione aumenta, abilità apprese spesso
diventano arti completamente dominate, vengono sviluppati
solidi sistemi di valori e diminuisce la confusione
emotiva.
Nessuno di questi processi di crescita è necessariamente
traumatico. Con la dovuta preparazione ed educazione,
e il mantenimento di una buona salute, può trattarsi
di esperienze eccitanti e stimolanti.
Quando passiamo da uno stadio della vita a un altro, rifiutiamo
di concedere a noi stessi lo stesso tempo per l'adattamento,
come se la residenza e la professione richiedessero
di più della crescita personale.
è naturale che la mente e il corpo richiedano del tempo
per adattarsi alle nuove situazioni, all'apprendimento,
alla crescita. Troppo spesso ci inganniamo credendo
di essere ben adattati e sani perché mangiamo adeguatamente
e ci teniamo in esercizio, mentre nello stesso tempo
poniamo a noi stessi disordinate richieste mentali
e fisiche. Ma la salute è qualcosa di più della
semplice assenza di malattie. è proprio l'equilibrio
quello che ci permette la capacità di funzionare
armoniosamente con il nostro ambiente. E’ il grado
di salute, non il numero degli anni nel nostro calendario
personale, che determina l'aspetto della nostra
età.
Siamo molto più consapevoli dell'età corporea che non di
quella intellettuale. Per quanto un grande risalto
dato al corpo possa allungare la nostra vita e possa
permetterci di goderne maggiormente, un insufficiente
accento su altri importanti aspetti della crescita
può ostacolare i nostri sforzi. Quando Socrate stava
morendo, così ammonì gli amici addolorati: "Siate
di buon animo e ripetetevi che state seppellendo
solo il mio corpo." Egli morì a 70 anni, nel 399
a. C.: Conosceva la forza della sua personalità.
Il ritmo della vita
Il ritmo della vita aumenta. Il desiderio-bisogno di sempre
nuove cose si accresce. I cicli dell'amore, delle
perdite, del dolore e dell'amicizia si evolvono
sempre più in fretta. Siamo divenuti dei consumatori
così mutevoli di persone, emozioni e cose da essere
fisicamente iperventilati: mangiamo di più, compriamo
di più, amiamo e perdiamo di più, e abbiamo più
attacchi di cuore.
Ne risulta un sentimento di vuoto e di insoddisfazione,
che ci conduce a un'attività ancora più vana e alla
consunzione. Si tratta di un processo vertiginoso
e ciclico che può fermarsi solo quando ciascuno
di noi decide di por fine al girotondo, guarda in
profondità dentro se stesso e impara, mediante una
varietà di tecniche, a filtrare le miriadi di messaggi
che ci circondano, in modo da scoprire le proprie
autentiche necessità e i propri desideri individuali.
Nulla può farci sentire più disadattati di questa
interminabile caccia a un'immagine di noi stessi
creata da qualcun altro.
I modelli
Non abbiamo modelli con cui identificarci. I pochi che
vediamo sono al di là della nostra portata: famosi
attori, direttori d'orchestra, personalità televisive
e scrittori. Siamo lasciati fuori, messi da parte.
Cosa vedono le persone giovani nella pubblicità?
Scorgono un mondo privo di bambini, di figure parentali,
di anziani. Un gruppo d'età è nettamente separato
dall'altro.
Il guardare la televisione induce uno stato fisico simile
a quello della trance ipnotica. Il movimento corporeo
è notevolmente limitato, così come quello dei globi
oculari che rimangono quasi fissi, le onde beta
diminuiscono e aumentano quelle alfa. In uno stato
alfa come quello indotto dalla televisione "si è
in una condizione totalmente passiva, nell'inconsapevolezza
del mondo circostante... Si è come isolati nello
spazio ".
Un apparecchio televisivo interferisce con la nostra mente
e le nostre risposte fisiche; la frattura fra i
vari gruppi d'età diviene sempre più ampia. I bambini
non imparano più dai loro genitori, ma dai programmi
per ragazzi, con le loro figure animate e i loro
presentatori pieni di giovinezza, ombre create da
migliaia di punti distinti sullo schermo in un locale
buio. Essi apprendono senza dissenso o discussione,
senza le lotte di potere che comportano naturalmente
le differenze di età.
L'assistere continuamente sullo schermo elettronico alla
vita felice di gente giovane, snella ed elegante,
ci aliena dalla nostra stessa esperienza di persone
con la pancetta e vestite alla bell'e meglio. Diventiamo
scontenti di noi stessi; oppure, se siamo ancora
abbastanza giovani, ci dispiacciono i nostri genitori,
insegnanti o colleghi. Il mondo dello schermo è
più attraente di quello reale. Si sviluppa una visione
deformata della realtà, accompagnata dal timore
per il futuro e dal conseguente desiderio di fuggire
da esso. Domina l'irrealtà.
Mentre la scienza e la medicina si sforzano di farci vivere
più a lungo, i mezzi di comunicazione ci fanno apparire
superati a un'età sempre più giovane. Secondo la
pubblicità, si è già in declino a 25 anni. Questa
adulazione della gioventù è un fatto ironico quando
si pensa che sono le persone oltre i 55 anni a guardare
la televisione più di ogni altro gruppo.
Il rapporto mente-corpo
Il corpo e la mente dell’uomo sono intimamente collegati,
tanto che ogni nostra emozione si ripercuote su
tutto il nostro organismo, producendo cambiamenti
anche molto sensibili su di esso. Quando piangiamo
per esempio, sono le nostre emozioni a far sì che
il nostro corpo produca lacrime e singulti. Un pensiero
piacevole può modificare sensibilmente il battito
cardiaco; stessa cosa dicasi per un bello spavento.
Conosciamo bene gli effetti dello stress sulle capacità
cardiache e sulla pressione sanguigna. Esempi che
dimostrano l’influenza delle emozioni sul nostro
corpo.
Allo stesso modo la nostra biologia influenza i nostri
pensieri. Questo collegamento è tale che i nostri
pensieri hanno potere sulla realtà indipendentemente
dalla nostra volontà. Se scegliamo consapevolmente
di amare e di essere compassionevoli nella nostra
vita individuale, saremo in grado non solo di migliorare
la nostra esistenza, ma di portare il nostro notevole
contributo al cambiamento in positivo del mondo
intero.
Se crescendo negli anni, avremo guardato l’esistenza
con atteggiamento positivo, ci troveremo nell'età
anziana in salute, perchè il potere curativo della
mente è sbalorditivo. Il fatto che la mente possa
sconfiggere completamente la malattia o che possa
solamente aiutare il processo di guarigione dipende
dal livello di convinzione e di fiducia dell’individuo
nelle sue capacità. Qualunque malattia o disturbo
vi affligga siate determinati a sentirvi bene al
più presto. La determinazione unita alla fiducia
muove le montagne ha detto a suo tempo un grand’uomo.
Le parole condizionano
Anche se entro di noi possiamo ancora sentirci i bambini
o i giovani che una volta siamo stati, agiamo in
modo diverso poiché rispondiamo a parole le quali
ci dicono che, poiché siamo stiamo diventando anziani,
dobbiamo comportarci in modo diverso. Il bombardamento
quotidiano di queste lezioni occulte provoca il
nostro comportamento: le persone giovani sono instabili,
mutevoli, idealiste, curiose, libere di costumi
(e anche irresponsabili, imprevidenti e pigre);
la gente più anziana è salda nelle sue azioni, inflessibile,
controllata (anche stabile e realistica). In verità,
invece, ognuno di noi è tutte queste cose in vari
momenti. Ma nascondiamo o sopprimiamo i comportamenti
che non si adattano alle serie di regole che inquadrano
la nostra età, e che ci sembrano inadeguati. Quando
diciamo a noi stessi, "Siamo troppo vecchi per queste
sciocchezze," l'apertura della nostra mente viene
limitata. Possiamo essere troppo maturi per "queste
sciocchezze", oppure troppo inibiti, o troppo giudiziosi,
ma raramente si è "troppo vecchi" per qualcosa.
La parola è spesso usata con una sfumatura di disprezzo:
vecchio sporcaccione, vecchio mulo, vecchia strega,
vecchio debosciato.
Ed esiste un'intera serie di modi di dire che contengono
insidiosi pregiudizi nei confronti dell'età:
- Ha un bell'aspetto per la sua età. (Un complimento
equivoco.)
- è troppo vecchio per fare questo. (Il "questo"
potrebbe essere ballare, fissare un appuntamento,
avere rapporti sessuali, imparare ad andare in bicicletta,
ecc. )
- Agisci secondo la tua età. (Ma come bisogna agire
a 38 anni rispetto ai 52?)
- Dopo il fior degli anni. (Non si fiorisce contemporaneamente
sotto ogni aspetto, quindi non è possibile avere
superato tutte le proprie fioriture.)
- Nel tuo declino. (Sebbene usato come sinonimo
di vecchiaia, questo termine denota "uno stato o
periodo di decadimento senile con un venir meno
dell'equilibrio mentale e della prontezza", condizione
chiamata anche "seconda fanciullezza".)
- Non stai diventando più vecchio, stai divenendo
migliore. (La negazione contenuta in questo modo
di dire popolare offende la vecchiaia nel modo più
insidioso e più nascosto. Perché il messaggio non
può essere "Stai diventando più vecchio e migliore"?)
Ma esistono anche parole ed espressioni piacevoli
che si riferiscono agli anni più avanzati: maturità,
stagionatura, fiore dell'età, età responsabile,
piena età, la meta della vita, la maggiore età.
I francesi chiamano spesso la mezza età entre deux
ages, fra due età.
Un vecchio che soffriva di dolori acuti a un ginocchio,
quando si recò dal medico, questi lo esaminò, gli
fece delle radiografie, lo analizzò in vari modi,
ma non riuscì a trovare nulla di malato. "Dovrete
far buon viso a cattiva sorte e sopportare," il
medico disse al paziente. "Queste cose succedono
quando si invecchia."
"Aspettate un minuto," ribatté il vecchio, cominciando
ad arrabbiarsi. "Cosa volete dire con “queste cose
succedono”? L'altro mio ginocchio funziona benissimo
e ha la stessa età di quello che mi fa male!".
La vita oltre le parole
Non meraviglia il fatto che la gente non ami sentirsi chiamare
vecchia. Che immagine ci viene in mente quando pensiamo
a una persona vecchia? Qualcuno che è superato,
lento, inattivo sessualmente, senile, inabile, lungo
la china, pesante, in menopausa, che bada alle cose
materiali, e, specialmente per le donne, non attraente.
Se si accetta il negativismo che circonda la mezza età,
allora si finisce col divenire pesanti, sofferenti
e stanchi, come vuole il mito della vecchiaia. Se
siete vittime volontarie dell'opprimente pubblicità
e dei sottili abusi di linguaggio, allora sarete
ghettizzati.
La parola "genario", come abbreviazione di sessagenario,
settuagenario, ottuagenario, nonagenario e centenario,
sarebbe un termine generale per tutti coloro che
hanno superato i 60 anni, o la terza età. Forse
la nostra vita potrebbe essere divisa in tre parti:
dalla nascita fino ai 30 anni, la giovinezza: dai
30 ai 60, l'età adulta; oltre i 60 anni, i genari.
E quelli terrorizzati dal passaggio da un'età all'altra
verrebbero chiamati gerontofobi. Credo che la gerontofobia
sia una malattia derivante dall'ansia nei confronti
della propria età, malattia che può e deve essere
trattata sistematicamente.
Se aspiriamo a conoscere le possibilità di crescita spirituale,
di sviluppo dei valori e della morale degli esseri
umani, allora potremo imparare di più dallo studio
delle persone più morali, etiche e sante. Cominciamo
ad ascoltare e a osservare i nostri cittadini più
anziani. Ricordiamoci di porre in risalto la salute
e il vigore, l'aura di vita e di energia che circonda
una persona, e non la sua età: non quanto sia vecchia,
ma quanto sia vibrante. E impariamo a parlare in
modo positivo, aumentando così la sua capacità di
pensare positivamente.
1: L'Aspetto medico della mezza età.
Non si perde mai veramente la propria gioventù. Le esperienze
e le lezioni della giovinezza ci appartengono. La
gioventù è uno stato della mente piuttosto che un
tempo e un posto nella vita. Possiamo essere molto
giovani per certe cose nei nostri anni più tardi,
esattamente come, durante la cosiddetta "giovinezza",
possiamo essere molto vecchi per altre.
Ciò che possiamo perdere, è il vigore: il tono dei muscoli, il
passo elastico e l'occhio brillante, le gote arrossate
per lo sforzo, la fronte imperlata o le ascelle
sudate per la danza, o la corsa, o la partita di
tennis, o per il giardinaggio. La perdita di vigore
può essere inevitabile, ma solo in un certo grado.
La sua velocità e la sua gravità variano da un individuo
a un altro.
Nel corso della vita, il deterioramento può essere rallentato.
Quanto più precocemente nella vita questo processo
di rallentamento viene inaugurato, tanto più sarà
efficace. Ma è sempre valido, anche se iniziato
molto tardi, dopo che è già comparso un certo deterioramento.
Sebbene il vigore primitivo non possa mai essere
riacquistato, gran parte di esso può essere rinnovato
e ciò costituisce una meta per noi molto ambita.
Salute, malessere, malattia.
Il deterioramento è una funzione naturale dell'invecchiamento?
Poiché una malattia è automaticamente accompagnata da un deterioramento,
definiamo cosa si intende per malattia. Una malattia
è ogni deviazione dalla forma o dal funzionamento
normali. Non è la stessa cosa di un malessere, sebbene
possa esservi associata. Il malessere implica disagio
fisico e l'incapacità di funzionare in modo ottimale.
Per esempio, se un diabetico viene curato con successo
mediante insulina, continua a soffrire della malattia
del diabete ma non si sente male. D'altra parte,
la vittima di una polmonite virale soffre sia di
malessere che della malattia. Alcune malattie croniche
provocano malessere solo occasionalmente, come la
malaria. Una persona libera da malattia non è necessariamente
in uno stato di salute.
La morte può essere considerata la malattia finale. Essa presuppone
un meccanismo incorporato all'interno dei nostri
sistemi, su cui si stanno interrogando scienziati
e gerontologi, molti dei quali credono all'inevitabilità
del prolungamento della durata della vita.
Il considerare l'invecchiamento una malattia sembra un atteggiamento
piuttosto positivo. D'altra parte alcuni eventi
associati con la vecchiaia, come l'indurimento delle
arterie, la pelle cedevole e grinzosa, l'incanutimento
e la calvizie, la cataratta, ecc., sono molto simili
ai sintomi di una malattia chiamata progería, condizione
di invecchiamento precoce nei bambini.
Cominciamo a comprendere che i cosiddetti sintomi dell'invecchiamento
non sono necessariamente una parte dell'invecchiamento
stesso.
Sebbene secondo alcuni l'invecchiamento e le malattie vadano
di pari passo, molti specialisti si trovano d'accordo
sul fatto che non esistano malattie causate dall'invecchiamento:
esse sono solo comunemente associate con la vecchiaia.
Quando si è giovani e si è colpiti da una malattia,
si viene definiti malati. Quando si è vecchi e i
malanni impediscono la nostra attività, siamo detti
invecchiati: in realtà nel nostro linguaggio vi
è un pregiudizio.
Invecchiare: Fenomeno naturale
Quando invecchiamo avvengono alcuni fenomeni fisiologici che
non sono malattie e quindi sembrano fenomeni naturali
dell’età avanzata.
Il rendimento di diversi sistemi organici del nostro corpo declina,
in alcuni casi più gradualmente che in altri. Gran
parte di questo fenomeno è attribuibile alla perdita
di cellule da questi organi. Inoltre, le cellule
rimanenti spesso non funzionano bene come facevano
in gioventù. Come conseguenza siamo meno abili a
contrastare malattie debilitanti di quanto lo eravamo
da giovani. Così una persona anziana può morire
di polmonite, mentre un giovane si ristabilirebbe
in fretta e bene.
Malgrado la nostra ignoranza del motivo per cui avviene la perdita
delle cellule, sappiamo che gran parte di essa è
prevedibile. Forse, in un'epoca futura, sarà del
tutto prevenibile.
I Denti:
Accettiamo il deterioramento dei denti come una conseguenza naturale
del passare degli anni. Non lo consideriamo una
malattia, un corrompimento di un organo corporeo
come nel caso della cirrosi del fegato. II deterioramento
dei denti e la loro caduta sono dovuti alla trascuratezza
e alla scarsa igiene, non all'invecchiamento.
Lo zucchero è la maggiore causa singola di carie dentale. Se
per tutta la vita si seguisse una dieta con cibi
sani e naturali, insieme a una adatta igiene orale,
le malattie della bocca e delle gengive non si svilupperebbero
così rapidamente e la perdita di denti sarebbe minima.
Gli animali selvatici non soffrono di un deterioramento
dentale come processo "naturale" dell'invecchiamento;
perfino gli animali domestici presentano meno malattie
orali degli esseri umani. La dieta dei nostri animali
di casa, sebbene diversa da quella dei loro parenti
selvatici, è controllata molto più giudiziosamente
della nostra.
I Riflessi:
Esiste un netto rallentamento della condizione degli impulsi
nervosi negli anziani, così che i riflessi sono
più lenti. Le ricerche dimostrano che questo rallentamento
aumenta quando deve essere presa una decisione rispetto
a quando si deve eseguire una semplice istruzione.
Ciò ha condotto i ricercatori a speculare che la
sede primaria del rallentamento delle risposte possa
essere localizzata all'interno del cervello. Inoltre,
la perdita di cellule si verifica ai livelli superiori,
evolutisi più recentemente, del sistema nervoso,
piuttosto che in altre regioni più primitive, come
il bulbo cerebrale o la spina dorsale, dove le fibre
diminuiscono del 20% fra i 30 e i 90 anni.
Il numero di base dei neuroni cerebrali è fissato circa all'età
di 20 anni e la leggera perdita che soffriamo è
trascurabile. è molto più probabile che la perdita
neuronale sia attribuibile alla carenza di ossigeno
piuttosto che all'invecchiamento. Le cellule cerebrali
sono molto sensibili all'ossigeno. è tale sensibilità
che provoca il mal di testa la mattina dopo una
sbornia.
Il cervello riceve ossigeno attraverso i globuli rossi del sangue.
Ma prima che il sangue possa condurre una nuova
fornitura al cervello, esso deve essere disintossicato
dagli organi a questo addetti: i reni e il fegato.
L'alcool altera la funzione disintossicante del
fegato, così che il sangue non può portare il solito
ammontare di ossigeno al cervello, ed ecco il mal
di testa. Le vittime di infezioni ai reni soffrono
di sintomi molto simili, ma in tal caso sono appunto
i reni che non riescono a fare il loro lavoro.
La riduzione dell'ossigenazione cerebrale è provocata da diverse
malattie, di cui la più comunemente nota e mortale
è l'arteriosclerosi, o indurimento delle arterie.
In questa condizione, dei depositi di grassi si
accumulano sulle pareti interne dei vasi sanguigni,
limitando il flusso naturale del sangue al cervello
(e altrove) e riducendo conseguentemente l'afflusso
di ossigeno. L'arteriosclerosi viene innescata da
una dieta inadeguata e da mancanza di esercizio
fisico. Sebbene si presenti più spesso negli anziani,
tale condizione non è esclusivamente associata con
l'invecchiamento ed è stata riscontrata in adolescenti.
II solo esercizio fisico può ridurre la probabilità
di malattie coronariche di circa un terzo.
La Circolazione:
è stato calcolato che se le malattie cardiovascolari fossero
eliminate, l'aspettativa media di vita alla nascita
aumenterebbe per gli uomini da 72 a 82 anni e per
le donne da 80 a 90 anni. Per quanti hanno già 65
anni, la scomparsa delle malattie cardiache aggiungerebbe
24 anni alla vita dei maschi e 29 a quella delle
donne; anni che potrebbero essere attivi, produttivi
ed eccitanti. E sebbene l'ammontare di sangue pompato
nel cuore possa diminuire del 50% dai 20 ai 90,
esistono notevoli differenze individuali: troviamo
ottantenni la cui funzione cardiaca è paragonabile
a quella del quarantenne medio, e viceversa.
Uno dei migliori indici a nostra disposizione della salute del
sistema circolatorio (e quindi della sua "età")
è la pressione sanguigna. Se non l'avete controllata
recentemente, fatelo, e continuate a farlo con regolarità.
Tavola indicante la pressione media sanguigna a seconda delle
varie età:
Si ricordi, però, che questi valori medi di pressione sanguigna
sono fondati su di un campione di persone ipernutrite,
poco attive e ipertese. Così, se riuscite a mantenere
a 65 anni i vostri livelli pressorii alla media
dei 35 anni, starete senz'altro meglio del sessantacinquenne
medio. Notate anche come la pressione continua a
salire con l'invecchiamento. Causa di questi valori
elevati è il continuo abuso che facciamo patire
al nostro corpo. Se prendessimo adeguata cura di
noi stessi, la pressione sanguigna non salirebbe.
In realtà, i maggiori fattori contribuenti a una
pressione sanguigna elevata non sono costituiti
dall'età avanzata, ma dalla obesità e dalla tensione.
Dieta mediterranea
La dieta mediterranea che conosciamo è
poco saziante,
e rende difficile il mantenimento del peso corporeo.
Se ci abituiamo a una dieta più bilanciata, e non ci accontentiamo
di 60 -70 grammi di pasta, potremo mangiare un piatto
di cereali (60 grammi di avena, orzo, farro), condito
con abbondanti verdure e anche un minimo elaborato,
utilizzando un cucchiaio d'olio per preparare il
condimento. Potremo unire alla minestra un cucchiaio
di parmigiano, mangiare una bella insalata o un
piatto di verdure condito con mezzo cucchiaio d'olio,
e finire il pranzo con 2 noci o qualche nocciola,
oppure un quadratino di cioccolato fondente.
Dieta Mediterranea
T I P O EQUILIBRATA
2000 Kcal
Carboidrati 60% = 300 g 50% = 63 g
Proteine 15% = 75 g 15% = 75 g
Grassi 25% = 56 g 35% = 78 g
500 Kcal
Carboidrati 60% = 75 g 50% = 63 g
Proteine 15% = 19 g 15% = 19 g
Grassi 25% = 14 g 35% = 20 g
Dobbiamo capire che la pasta è un alimento poco saziante. Se
non facciamo attenzione alle porzioni è troppo facile
eccedere con le calorie.
Inoltre lo sbilanciamento nei confronti dei carboidrati lo porterà
più facilmente ad avere sbalzi glicemici (soprattutto
su chi è "sfortunato" da questo punto di vista),
e il senso di sazietà durerà poco.
Il solo sacrificio che sarà chiesto è quello di limitare il consumo
di pasta e sostituirla con altri tipi di cereali,
con la ricompensa di non soffrire più la fame e
non ingrassare, pur mangiando cibi saporiti.
Una tale dieta ed esercizi fisici controllati, danno risultati
sorprendenti in persone afflitte da malattie cardiache,
angina, diabete, gotta, ipertensione e afflizione
agli arti (per circolazione insufficiente e condizioni
correlate). Tutte queste patologie degenerative
sono collegate da un fattore essenziale: una insufficiente
circolazione sanguigna (obesità e tensione).
Il peso corporeo
Il peso corporeo svolge un ruolo altamente significativo nella
salute e nella longevità degli esseri umani. Se
desiderate mantenere un aspetto medico giovanile,
dovete fare un tacito accordo con voi stessi per
mantenere basso il vostro peso.
Allo stato selvatico non esistono animali con eccesso di peso.
Avete mai trovato galline da uova o mucche da latte
obese? (Si è specificato galline da uova e mucche
da latte poiché gli animali allevati solo per la
loro carne sono appositamente ingrassati per il
mercato. Come? Aumentando la loro ingestione di
calorie e riducendo la loro attività fisica.)
Studiosi di scienze nutrizionali, hanno condotto studi dietetici
sui ratti. Somministrata a 1200 ratti una dieta
povera di calorie, nessuno di essi si ammalò e tutti
morirono di morte naturale in età avanzata.
Lo stesso esperimento fu condotto con 1000 ratti malnutriti e
ammalati. Le loro condizioni migliorarono quasi
immediatamente e ciascuno sopravvisse fino a tarda
età. Molte altre prove furono eseguite e tutti conclusero
che quanto minori sono le calorie consumate, tanto
maggiore è la durata della vita.
Le calorie consumate, naturalmente, devono essere quelle giuste.
La riduzione di un terzo delle calorie ingerite,
man irando però una dieta consistente soprattutto
in grassi e in carboidrati raffinati, non porta
a un allungamento della vita. Comunque, una adatta
dieta ipocalorica può aumentare il vigore di una
persoaa adulta del 20%, a seconda dell’età in cui
si è iniziato un tale programma.
Il peso corporeo possiede una interessante relazione
con la durata della vita quando viene posto in correlazione
con il ritmo del metabolismo. Il termine metabolismo
basale può essere tradotto in "consumo energetico
del processo vitale".
In altre parole, la durata della vita diminuisce con l’aumento
del consumo energetico. Gli scienziati hanno precisato
il nostro potenziale di consumo energetico in una
vita: 1,2 milioni di calorie per grammo di tessuto;
per gli animali domestici, come i cani e i gatti,
è di 400.000 calorie per grammo di tessuto. Ciò
significa che potete ridurre il vostro consumo di
calorie diminuendo il vostro peso corporeo, incrementando
Così il tempo per voi trascorribile su questo pianeta. Naturalmente,
potete diminuire il vostro consumo calorico anche
riducendo l’attività fisica, ma allora vi ritrovereste
al punto di partenza.
L’obesità è un fattore altamente significativo in un’altra mlattia
troppo comune: il diabete a insorgenza tardiva.
Nella maggior parte dei casi, esso si manifesta
in persone ipernutrite, poco attive e di peso eccessivo.
E sebbene un miglioramento significativo in uno
di questi tre aspetti non elimini la malattia, potrà
almeno tenerla sotto controllo.
Con l’invecchiamento si verifica una diminuzione della quantità
di insulina prodotta dal pancreas. L’insulina controlla
il ritmo con cui lo zucchero, o glucosio, viene
rimosso dal sangue. è conseguenza di questa naturale
riduzione (almeno la ricerca attuale la definisce
naturale) il fatto che i bambini durante la crescita
possono mangiare una quantità di cibo senza diventare
eccessivamente grassi, mentre quelli di noi che
sono più avanti in età non possono (sebbene alcuni
lo tentino).
Cattive abitudini
Molte malattie sono prodotte da cattive abitudini di dieta, di
igiene, con l'aggiunta o meno di errati moduli di
attività fisica. Queste cattive abitudini sono spesso
la conseguenza ineliminabile degli stress della
vita. Non tutti questi stress sono negativi; essi
possono comprendere i mutamenti di carriera o le
promozioni, il matrimonio, o il trasloco da una
casa a un'altra. In realtà, diversi degli stress
identificati sembrano del tutto desiderabili. La
loro base in comune è il cambiamento. I cambiamenti
richiedono adattabilità e capacità di far loro fronte.
L'età, per molti di noi, sembra ridurre la capacità di adattamento
e di far fronte alle situazioni della vita. Ci fissiamo
nelle nostre modalità di risposta, sembriamo aver
perso la flessibilità necessaria ad adattarci.
Molti degli avvenimenti stressogeni e degli eventi che provocano
malattie sono parte di valori che ricerchiamo: successo,
materialismo, fiducia in se stessi...", ecc. Le
affezioni psicosomatiche conseguenti sono: colite
ulcerosa, ipertensione, costipazione cronica, mal
di testa, esaurimento, artrite, insonnia, mal di
schiena, e una serie di altre, fra cui l'asma e
le allergie. Se perdiamo la nostra capacità di far
fronte ai cambiamenti e di adattarci a essi, allora
l'inseguimento dei nostri sogni (la casa in campagna,
un viaggio intorno al mondo, la presidenza di una
compagnia, l'aumento dello stipendio) può portare
alla malattia, impedendoci di godere il nostro successo.
Sottoposti dei ratti a stress mediante freddo intenso, frustrazioni,
rumori eccessivi, veleni, ansia, fatica e paura,
qualunque fosse il tipo di stress, si verificava
lo stesso tipo di danno interno: La pressione sanguigna
aumentava. All'autopsia, i ratti mostravano un notevole
aumento di dimensioni delle importantissime ghiandole
adrenali, una atrofia del timo e delle ghiandole
linfatiche e ulcere peptiche.
Come un maligno uccello da preda, la tensione aleggia sul capo
di milioni di persone, pronta a calare sulla sua
vittima in ogni momento e in ogni luogo. Un numero
sempre maggiore di uomini e donne, e perfino bambini,
viene afferrato nella sua fredda morsa e ivi trattenuto
per anni, talvolta per il resto della vita. La tensione,
infatti, è probabilmente una delle massime minacce
che il mondo civile deve oggi affrontare. Poiché
nel mondo attuale e civilizzato non possiamo evitare
il confronto con la tensione e lo stress, dobbiamo
trovare un modo valido per affrontarli.
L'antica disciplina dello Yoga è un mezzo ideale per controllare
lo stress attraverso esercizi fisici, respiratori
e di meditazione. Ma esistono anche altre vie, come
il "training autogeno" per addestrare dei soggetti
a produrre onde cerebrali alfa . In questa condizione
di rilassamento, i soggetti sono stati in grado
di curare le loro emicranie, di controllare la pressione
sanguigna, di abbassare o diminuire la temperatura
di un dito, e di regolare altri processi corporei
involontari mediante tecniche di rilassamento. (Anche
cultori molto progrediti dello yoga sono capaci
di un tale controllo.) Lo stato alfa è la meta del
rilassamento, comunque venga ottenuto; così che
l'effetto è lo stesso anche se è stato conseguito
attraverso lo yoga, la meditazione trascendentale,
il biofeedback, o qualsiasi altro metodo sviluppato
individualmente. Il rilassamento è un potente guaritore.
I vizi
Ignorare questi stress invece di affrontarli, crea ulteriore
stress: il consumo eccessivo di cibo, l'alcool,
e il tabacco, fra le altre cose, sono abitudini
che possono condurre a un declino prematuro e certamente
porteranno a uno stile di vita meno vigoroso, sano
e autosufficiente.
Medicinali:
I prodotti chimici farmaceutici possono avere un effetto terribile
sulla produzione di ormoni e sulla pressione sanguigna.
Le anfetamine possono provocare disordini gastrointestinali
e irritabilità, mentre i barbiturici sono in grado
di produrre danni ai reni e al fegato e indurre
un tale stato di depressione da sospendere il processo
della respirazione. I farmaci
dovrebbero essere sempre evitati a meno che non
siano assolutamente necessari e prescritti da un
medico. Sebbene vi sia spesso un abuso intenzionale
di farmaci, ancor più spesso l'ignoranza delle loro
proprietà porta a un loro errato uso, e, talvolta,
alla tragedia.
Fumo:
L'ignoranza, però, non può spiegare il terribile abuso cui sottoponiamo
il nostro corpo consumando tabacco. Sebbene ormai
sappiamo tutto sugli effetti nocivi del tabacco
sulla bocca, la gola, i polmoni e il cuore, ogni
anno vengono fumate 4100 sigarette per persona,
una cifra enorme in quanto molti di noi non fumano
affatto. I fumatori incalliti probabilmente ne consumano
un numero tre o quattro volte maggiore.
* Fino al 2002, 1 miliardo 100 milioni di morti;
di cui
800 milioni nel terzo mondo,
300 milioni nell’occidente.
* 8000 miliardi di sigarette all’anno.
* Nel 1999 per causa diretta o indiretta del fumo
sono morte 3 milioni di persone; i ogni 10 secondi.
* Nel 2020 saranno 10 milioni i morti nell’anno;
1 ogni 3 secondi.
L'enfisema consiste in una anormale distensione dei polmoni e
raggiunge la sua massima incidenza nelle persone
fra i 45 e i 64 anni. Sebbene le sue cause precise
siano sconosciute, è noto che agenti
nocivi o tossici presenti nell'aria, come il fumo
del tabacco, contribuiscono significativamente alla
malattia.
In studi condotti da medici inglesi, fu messo in evidenza che
il decesso per bronchite si verificava nei fumatori
di almeno 25 sigarette al giorno con una frequenza
sei volte maggiore rispetto ai non fumatori. Inoltre
le misurazioni della funzionalità polmonare di persone
che hanno smesso di fumare si avvicinano a quelle
dei non fumatori dopo un anno o due. I vostri polmoni
si sforzeranno di riprendersi se ora smettete di
fumare: non è mai troppo tardi; le statistiche dimostrano
anche questo. Se desiderate migliorare l’aspetto
medico alla vostra età, lasciate il fumo.
Sebbene la capacità polmonare diminuisca con l'età,
in seguito a una combinazione di calcificazione
delle ossa, di perdita di forza muscolare e di una
riduzione dell'elastina e del collageno (le sostanze
che danno elasticità ai polmoni), questa riduzione
è lieve e rilevabile solo nel corso di un esercizio
fisico violento. Nei fumatori, però, in cui vi è
un abuso dei polmoni, la diminuzione di capacità
viene esagerata e, perfino nei giovani, può condurre
a un doloroso affanno e al vomito mattutino. Eppure
i fumatori fumano, non solo riducendo la loro vita,
ma anche assottigliando quel vigore di cui possono
godere nel corso degli anni che rimangono loro.
Alcool:
L'alcool è una droga e non un alimento. Dopo l'ossidazione nel
fegato, solo il 5 % di esso viene escreto nelle
urine. Poiché i muscoli non possono utilizzare l'alcool,
e poiché l'assunzione di alcool riduce l'uso dei
grassi e dei carboidrati da parte del fegato, esso
è altamente tossico per tale organo, trasformandolo
in una appendice grassa e debilitata. Contribuisce
anche alla formazione di depositi grassi nel resto
del corpo: l’alcool fa ingrassare!
La percentuale di alcol contenuto nelle bevande è espresso in
gradi percentuali rispetto alla quantità:
La scienza lavora per estendere la durata della nostra vita,
per mantenerci più sani e più agili, non lasciamo
che delle abitudini compulsive distruggano tali
vantaggi.
Il Ciclo ormonale
Altro importante "problema medico" che influisce
sull’aspetto della nostra età è il mutamento nei
livelli di ormoni maschili e femminili. Il climaterio
femminile, o menopausa, è la fine del ciclo riproduttivo
della donna, quando vengono meno le mestruazioni
e non è più possibile il concepimento. Nel 50% dei
casi questo si verifica all'età di 45-52 anni. Le
sole conseguenze fisiche reali sintomatiche della
menopausa sono le cosiddette Vampe di calore, delle
sensazioni brucianti, con formicolio e rossore,
che si diffondono dal petto al viso, interferendo
talvolta con il sonno e producendo tremori notturni.
Tutti gli altri sintomi temuti e lamentati sono
di origine psicosomatica, di cui il più comune è
l'aumento di peso. Un improvviso aumento di peso,
comunque, è generalmente sintomatico di depressione
e ansia.
Poiché la maggior parte delle donne, e anche degli
uomini, considera la menopausa come annunciatrice
della vecchiaia essa è spesso accompagnata da tremende
preoccupazioni circa la propria identità, e molte
donne si danno al cibo o al bere per sfuggire tali
paure. Gli estrogeni, gli ormoni femminili, possono
essere prescritti da un medico, se giudicati necessari
per controllare le vampe di calore. Ma nella donna
in salute, la menopausa può essere superata facilmente,
con scarsi o nulli effetti sul suo stile di vita
(talché è noto in molte donne un effetto positivo
nei rapporti sessuali, in quanto non devono più
preoccuparsi di una eventuale gravidanza). La triste
fama che circonda la menopausa è più basata su paure
infondate che sulla realtà.
Anche negli uomini vi sono mutamenti nei livelli
ormonali e nei "cicli", sebbene siano più sottili
e non regolari come nelle donne. Esiste una "correlazione
fra i valori medi per [l'ormone maschile] testosterone
e la depressione: uomini con livelli elevati di
testosterone tendono a essere più depressi di quelli
con livelli inferiori.
L’Aspetto medico
L’ Aspetto Medico della nostra età è uno dei più
controllabili a nostra disposizione. Ma troppo spesso,
poiché ci vediamo invecchiati, e permettiamo alla
nostra immaginazione e alle nostre paure di influenzarci
eccessivamente (visioni di pancetta, muscoli flaccidi,
doppi menti, rapporti sessuali deludenti, ecc.),
assumiamo proprio tale ruolo nel nome della logica
induttiva.
Dobbiamo emulare i campioni che hanno mantenuto
l’aspetto medico della loro età inferiore alla loro
età cronologica. Con il semplice controllo del buon
senso, una giusta nutrizione, l'attenzione medica,
la moderazione, l'esercizio, e la comprensione di
ciò che è veramente naturale nel processo dell'invecchiamento
e di ciò che non lo è, anche noi possiamo mantenere
un l’aspetto medico della nostra età ben inferiore
all'età cronologica, conservandolo tale per tutti
gli anni della nostra lunga e vigorosa vita.
2: L'Aspetto Fisico.
Il giorno che notiamo una ruga, il grigio dei capelli che
si diffonde, le zampe di gallina che si estendono
insidiosamente, che ci si appesantisce leggermente
sui fianchi e si ansima un poco di più dopo poche
rampe di scale, allora, se il riconoscimento di
questi segni di invecchiamento ci induce a fare
più spesso esercizio fisico, a smettere di fumate
e a stare attenti alla nostra dieta, allora va tutto
bene. Ma se saltiamo impetuosamente sul tavolo operatorio
per un lifting, ci buttiamo in una ferrea dieta
per poterci mettere in bikini, e sprechiamo un mucchio
di tempo e di denaro preziosi cercando di correggere
superficialmente questi aspetti dell'invecchiamento,
e se non siamo disposti a correggere le abitudini
inveterate che incoraggiano l'invecchiamento prematuro
e le malattie, stiamo solo combattendo contro mulini
a vento.
Se ci prendiamo cura del nostro corpo, riusciamo a mantenere
gran parte del vigore giovanile, invecchiando in
modo piacevole. Un esercizio fisico intelligente
e una nutrizione bilanciata sono i primi elementi
da accertare. Con una giusta attenzione per la forma
fisica, non esiste una "mezza età" ma solo un'età
diversa, ancora ricca di potenzialità.
In forma perfetta
La forma fisica è uno stato ottimale di forza muscolare
unito a un adeguato funzionamento degli organi interni;
è uno stato di vigore e di entusiasmo. Un corpo
bene adattato e in forma funziona bene, resiste
alle malattie e allo stress fisico.
La capacità ortostatica consiste nell'abilità del corpo
a eseguire improvvisi mutamenti nella postura; la
velocità, del cervello, dei sistemi sensoriali,
e del sistema nervoso motorio nella risposta è fondamentale
per tutti; necessaria per tutti questi aspetti è
la capacità di rilassarsi, di ridurre volontariamente
la tensione in eccesso accumulata nel sistema neuromuscolare.
L'incapacità di rilassarsi rende difficile affrontare
lo stress, cosa che può portare direttamente alle
gravi condizioni patologiche e alle abitudini compulsive.
Per salute non si intende la semplice assenza di malattie.
La salute comprende il rilassamento, la dieta, l'esercizio
fisico, un atteggiamento mentale positivo, un buon
sistema di supporto (amici, famiglia, consorte),
e la prevenzione delle malattie. Raramente la salute
è; bisogna farla essere. Come in ogni buon rapporto,
bisogna lavorarvi, quotidianamente e per tutta la
vita, per mantenerla come parte integrante del nostro
essere.
Ogni momento qualcuna delle nostre 60 bilioni di cellule
sta morendo. Le cellule della pelle si riproducono
circa ogni 10 ore. Ogni tre mesi il nostro fluido
sanguigno si è rinnovato. Quasi ogni cellula del
nostro corpo viene sostituita in un periodo di 11
mesi, con l'eccezione delle cellule ossee, che muoiono
ogni due anni. Questo rinnovamento costante delle
nostre cellule ci offre la possibilità quotidiana
di mantenere e di promuovere la buona salute, e
di migliorare quella cattiva.
Siamo ciò che digeriamo
Esistono due vie fondamentali per migliorare l'adattamento
fisico e la salute: ciò che facciamo con il nostro
corpo e ciò che mettiamo dentro di esso. Insegnava
Ippocrate 2500 anni fa, "Il tuo cibo sarà il tuo
rimedio". Ma perché il cibo ci sia di giovamento,
dobbiamo essere pronti a digerirlo in modo adeguato.
Il sistema digerente è un lungo condotto che utilizza molti
altri organi, compreso il fegato, il pancreas e
i reni, e fluidi organici come la saliva e i succhi
gastrici.
Come risultato dell'invecchiamento non vi è alcun deterioramento
significativo del sistema digerente. Se mal trattato,
però, esso dà adito a un'ampia serie di disturbi,
dal semplice bruciore di stomaco e dalla acidità
alle ulcere e alle emorroidi; dall'esofagite (infiammazione
dell'esofago) alla colite spastica; dalla diarrea
alla costipazione. Il sistema digerente ci ripaga
in egual misura di ciò che gli diamo: energia e
attività in cambio di buona nutrizione e di un consumo
moderato, pesantezza e dolori per cibo cattivo e
mandato giù in fretta.
Il cibo ingerito viene trasformato in energia. Ogni
unità di energia bruciata viene chiamata caloria.
Una caloria equivale alla quantità di calore necessario
per aumentare di un grado C ° la temperatura di
un chilogrammo di acqua. Il consumo calorico è un
semplice processo matematico: se bruciate più calorie
di quelle ingerite, perdete di peso; se ne consumate
un numero minore, acquistate peso; e se, nel complesso,
mantenete un equilibrio fra l'ingestione e il consumo,
il peso rimarrà stabile.
è sufficiente uno squilibrio maledettamente piccolo per
alterare la stabilità. Se ogni mattina mangiate
una mezza fettina in più di pane tostato, aumenterete
la vostra assunzione calorica giornaliera di 50
calorie. Ciò significa 350 calorie alla settimana.
In un anno, avrete acquistato 18.200 calorie, e
sarete aumentati di circa due chili. Se manterrete
ancora tale abitudine alimentare, ingrasserete di
venti chili in dieci anni. Allora molto probabilmente
sarete obesi. Oppure se decidete di andare in macchina
al lavoro invece di fare la camminatina di dieci
minuti che solitamente facevate, brucerete 18.000
calorie in meno all'anno e diventerete un candidato
all'obesità.
La regolazione dell'assunzione e del consumo calorico è
una semplice questione di matematica. è uno dei
pochi aspetti della vita moderna su cui abbiamo
un controllo completo.
Il cibo
Anche la quantità la qualità di ciò che mangiamo influisce
sulla forma fisica generale. La preparazione e la
raffinazione dei prodotti alimentari elimina interamente
o distrugge in parte gli elementi vitali delle materie
originali: le vitamine, i sali minerali, e gli enzimi,
i mattoni essenziali per un sano tessuto vivente,
che invece vengono eliminati dalle ditte alimentari
allo scopo di fornire prodotti convenienti a lunga
conservazione. Ma se la muffa non vi può crescere
sopra, nemmeno noi possiamo crescere con essi, e
se gli insetti non vi possono prosperare, nemmeno
noi lo possiamo.
Non vale dare statistiche sul consumo dello zucchero. Se
solo una parte di ciò che è già noto a proposito
degli effetti dello zucchero fosse riscontrata per
qualche altra sostanza usata come additivo alimentare,
tale sostanza verrebbe prontamente messa al bando.
Lo zucchero sconvolge i livelli della glicemia ematica,
può produrre depressione, agitazione e tremori nervosi,
e una vasta gamma di alterazioni dell'umore. Molti
dietologi lo considerano capace di provocare una
dipendenza: una volta che vi siete fatti la bocca
al dolce, è difficile disabituarvi. Eppure lo zucchero
rappresenta più del 20% della nostra assunzione
di calorie, anche se non contiene proteine, sali
minerali o vitamime. Queste calorie sono inutili
e debilitanti. è noto come lo zucchero contribuisca
insidiosamente alla carie dentale, al diabete mellito,
all'arteriosclerosi, alle malattie cardiache e all’obesità.
Malgrado ciò è un ingrediente troppo comune nella
maggior parte dei cibi preparati. Cominciate a leggere
l’etichetta con gli ingredienti: è difficile comprare
degli alimenti già pronti che non contengano zucchero.
Oltre a consumare una quantità sempre crescente di cibi
lavorati, mangiamo anche più cibo di quanto ne abbiamo
bisogno. Abbiamo cibi più poveri di quelli usati
fino alla produzione industriale, e ingoiamo più
cibi sbagliati di quanto dovremmo.
Sebbene i nostri antenati del principio del secolo spendessero
molta più energia di noi (niente automobili, niente
ascensori, niente trattori o macchine agricole),
oggi all’anno mangiamo 87kg di carne a testa in
confronto ai 50 kg del 1900, pensa agli 8 Kg degli
anni ’50, dopoguerra. Inoltre, il bestiame di un
tempo era allo stato brado. Quegli animali si nutrivano
liberamente di erba e cespugli, e raramente si cibavano
di quel pastone di cereali che costituisce il principale
alimento per gli animali allevati oggi. Quegli animali
erano magri e non fornivano quelle bistecche ben
bordate di grasso che richiediamo e ci aspettiamo
oggi.
I grassi animali sono veramente deleteri per il nostro
sistema cardiovascolare e costituiscono i principali
responsabili dell'aumento dei livelli di colesterolo
e di trigliceridi, ladri che privano le nostre arterie
della loro elasticità e capacità circolatoria. La
maggior parte degli adulti non ha bisogno di più
di 55-75 grammi di proteine al giorno, che possono
essere ottenute da fonti diverse dalla carne.
Come risultato della corsa al consumo dei cibi, molte persone,
pur mangiando in grande abbondanza, sono denutrite.
Una buona nutrizione significa una dieta bilanciata.
Una dieta bilanciata comporta il fatto che vengano
assunte solo le calorie quotidianamente necessarie,
consistenti nella quantità appropriata di proteine,
grassi e carboidrati, mangiati crudi o cotti in
modo da fornire il necessario ammontare di vitamine,
sali minerali, fibre vegetali, enzimi, ecc. Senza
questa regola quotidiana di nutrizione bilanciata,
non è possibile mantenere un sano Aspetto Salutare
rapportato alla nostra età.
Sei in forma?
Riusciamo a toccare la punta dei piedi? Manca il respiro
dopo aver fatto poche rampe di scale? “Servono”
tre tazze di caffè forte al mattino prima che il
cervello cominci a funzionare? Dormiamo profondamente
o irregolarmente?
Sebbene la media delle ore di sonno per notte sia di sette
ore e mezza, cioè tra le sei o nove ore, quanti
dormono più di dieci ore possono soffrire di una
grave depressione o di disturbi circolatori, o entrambe
le cose. Pur dormendo una notte regolare di sette
ore e
mezza, se ci si sveglia diverse volte, l'organismo
sta avvertendoci che la bontà del nostro sonno è
inferiore alla norma.
Esiste una semplice prova per accertare la qualità della
propria forma fisica generale. Misurate il vostro
polso quando vi trovate in condizioni di riposo:
il momento migliore sarebbe alla mattina, prima
di alzarvi dal letto. Anche la sera dopo essere
stati distesi per un po' a guardare la televisione.
Il numero normale di pulsazioni dovrebbe essere
inferiore a 70 per gli uomini e al di sotto di 75
per le donne. Dopo questo computo, alzatevi in piedi
e rimanete così per qualche istante, poi ripetete
la misurazione. Se il numero di pulsazioni è aumentato
di più di 15, indica che non vi trovate in forma
molto buona. Ora, correte per un minuto, senza sforzarvi,
con tutta comodità.Trascorso il minuto, sdraiatevi
e prendetevi ancora il polso. Se avete più di 100
pulsazioni al minuto, siete decisamente in cattiva
forma.
I livelli della salute sono caduti regolarmente negli anni
recenti in seguito al drammatico aumento, specialmente
fra gli uomini oltre i 30 anni, nel tasso degli
incidenti cardiovascolari, del ricovero in cliniche
mentali, dell'alcoolismo, dei divorzi, dei decessi
per cancro, delle malattie respiratorie, degli incidenti
e degli atti di violenza. Le statistiche del comportamento
distruttivo non coincidono del tutto col fatto che
a 30 anni raggiungiamo l'apice della forma fisica:
quando la garanzia del veicolo è scaduta, ogni cosa
comincia a rompersi. Questo non succede se abbiamo
mantenuto in ordine il motore e l'organismo, nel
qual caso il processo di deterioramento è così lento
da essere appena rilevabile; così non potrà provocare
l'ansia e la paura che tanto spesso conducono a
quello stato negativo, che inevitabilmente comporta
scarsa salute, con un conseguente peggioramento
dell'ansia e della paura, così che il cerchio si
chiude irrimediabilmente.
Le donne sembrano possedere un più profondo apprezzamento
del proprio organismo. Questa più acuta consapevolezza
può essere il risultato dei drammatîci cambiamenti
cui la donna assiste nel proprio corpo con ogni
ciclo mensile, o con quello più lungo della gravidanza.
E’ possibile che la stessa oggettificazione sessuale
lamentata dalle femministe abbia indotto la donna
a curare più attentamente la dieta, a mantenere
il tono muscolare, a seguire con attenzione il proprio
aspetto, l'acconciatura, l'igiene e il guardaroba,
insomma a badare maggiormente al proprio io totale.
I nostri sensi:
Vista
La capacità di discriminare dettagli sottili (acuità visiva)
è relativamente scarsa nei bambini piccoli ma migliora
con gli anni. Da circa i 25 anni fino alla cinquantina
vi è un leggero declino, che tende ad accelerare
in seguito. Intorno ai sessant'anni con una certa
frequenza si manifesta una difficoltà nel mettere
a fuoco gli oggetti vicini: la presbiopia, per cui
gli oggetti lontani sono visti più distintamente
di quelli vicini. Gli occhiali bifocali offrono
una soluzione valida per molte persone. L'incidenza
del glaucoma e della cataratta aumenta col crescere
dell'età.
Udito
L'udito non cambia molto con gli anni. Nelle persone oltre
i 60 anni, vi può essere una riduzione graduale
nella capacità di percepire i toni di frequenza
più elevata. Sebbene ciò possa eventualmente interferire
con l'abilità di identificare la voce, non limita
o danneggia la vita della maggior parte di noi.
Gusto
Intorno ai 60 anni, la maggioranza delle persone ha perso
il 50% delle proprie papille gustative, con una
riduzione della sensibilità ai sapori che influisce
anche su quella agli odori. Sebbene quest'ultima
sia difficilmente quantificabile, può diminuire
fino al 40% in un periodo di 60 anni. La legolare
esposizione a sostanze nocive e a forti odori chimici,
oltre che al fumo, altera la nostra capacità di
rilevare gli odori, danneggiando così anche il nostro
senso del gusto.
La memoria
I cultori di yoga sono in grado di eseguire imprese stupefacenti
nel controllo del proprio fisico, in quanto si dedicano
con zelo e disciplina allo sviluppo della mente,
dello spirito e del corpo. Lo yoga pone grande importanza
sulla pratica della respirazione profonda, chiamata
pranayama. Nello yoga, tutta la forza vitale è contenuta
nella pratica della respirazione. Perfino per il
pensiero occidentale non vi è nulla di strano in
tale teoria, poiché per quanto l’ organismo possa
essere in condizioni perfette, esso morirà se non
respira. I cultori di yoga sono convinti che se
il respiro può venire controllato, tale controllo
si estenderà a tutta l’energia vitale.
Lo yoga non è una religione ma una scienza antica che si
trova molto in accordo con alcune "scoperte" scientifiche
recenti come il fatto che una diminuzione dell'ossigenazione
può condurre a un rallentamento della sintesi proteica.
Questo può costituire un fattore nella minore capacità
di apprendimento e nel calo di memoria degli anziani.
è stato dimostrato che l'inspirazione di ossigeno
puro può migliorare diversi processi mentali nell'anziano;
perfino la capacità dell'occhio di adattarsi al
buio viene aumentata dall'ossigeno puro. Lo sviluppo
della capacità polmonare e la pratica della respirazione
profonda può allontanare molti dei malanni prodotti
dalla carenza di ossigeno. Il pieno uso dei nostri
polmoni Gioverà a mantenerci mentalmente e fisicamente
in forma, migliorando l’Aspetto Salutare rapportato
alla nostra età.
Gran parte della mancanza di memoria così collegata alla
senilità è il semplice e tragico risultato di una
carenza di ossigenazione cerebrale, spesso prodotta
dall'arteriosclerosi.
La senilità:
La “Dementia senile” non è una conseguenza naturale della
vecchiaia. Si tratta solitamente di un sintomo di
un disordine molto grave chiamato malattia di Alzheimer,
che è responsabile di circa il 90% delle forme di
senilità. Può essere provocata anche da alcuni farmaci,
compresi quelli usati per curare l'arteriosclerosi.
Un ultrasessantacinquenne su sei soffre della malattia
di Alzheimer, e morirà probabilmente cinque anni
dopo la prima diagnosi.
Tale malattia è senza dubbio tragica. Ma coloro
che hanno 40 0 50 anni, e certamente cinque ogni
sei ultrasessantacinquenni, non ne cadranno vittime.
Possiamo avere scarsa memoria ed essere un po' assenti,
ma non siamo senili.
L'organismo
Lo sviluppo della capacità dei polmoni e del fiato può
essere ottenuto non solo con esercizi specifici
di respirazione, come quelli raccomandati dallo
yoga. Anche facendo regolarmente attività fisica
gioveremo a un sano mantenimento dei polmoni, del
cuore e del sistema circolatorio; tonificheremo
e svilupperemo i nostri muscoli striati o volontari,
che ci conferiscono una forma esteriore più gradevole,
e aumenteremo la nostra capacità di rilassarci completamente,
migliorando così anche la qualità del nostro sonno.
La massa corporea sembra diminuire dopo il raggiungimento
della maturità fisica. Nella vecchiaia estrema,
può ridursi a due terzi del valore originario. Ma
questa perdita può essere tenuta sotto controllo
o resa più grave, a seconda dell 'attività fisica
cui vengono sottoposti i muscoli. Le prove indicano
chiaramente che la massa muscolare diminuisce a
causa dell'inattività e che non è un risultato inevitabile
della vecchiaia.
Fra gli adulti che praticano una attività fisica regolare,
l’incidenza delle malattie cardiovascolari è inferiore,
e così pure l'obesità, la pressione elevata, e molti
altri disturbi. Alcune persone temono che l'attività
fisica aumenti il loro appetito, inducendoli a mangiare
di più e quindi ad aumentare di peso. Non è vero.
Gli allevatori rinchiudono in recinti il loro bestiame
perché sanno che con l'inattività aumenta l'appetito
e quindi l’ingestione di cibo. Questo, unitamente
all'inattività fisica, fa crescere il peso. Il tessuto
muscolare si ammorbidisce, aumenta il grasso corporeo:
grandi bistecche, scarsissima forma fisica.
L’esercizio non solo ci aiuta a perdere peso bruciando
calorie in più, ma realmente riduce l'appetito,
particolarmente quando viene praticato prima dei
pasti. (Una tranquilla distensione dopo i pasti
giova al processo digestivo, mentre l'esercizio
fisico dopo di essi può provocare dei crampi e altri
disordini digestivi). Inoltre l'esercizio aumenta
la circolazione sanguigna, promuovendo l'assorbimento
delle sostanze nutritive dal cibo.
L'esercizio fisico può essere diretto all'aumento della
forza, della resistenza, della velocità, o della
capacità di rilassarsi completamente. Contrariamente
all'opinione popolare, il rilassamento non significa
semplicemente "lasciare andare il corpo". La maggior
parte di noi è in continua tensione muscolare; dobbiamo
imparare “contrarre” i muscoli con un’attività fisica
e poi “rilassarli”. Solo attraverso la pratica e
l'attività fisica possiamo godere di un completo
rilassamento fisico.
Per trarne il massimo beneficio dovrebbe essere speso quotidianamente
un minimo di 300 calorie in qualche tipo di esercizio
fisico. Una donnina di 49 chili non deve bruciare
tante calorie quanto un uomo di 86 chili. Se camminate
o correte per 4 miglia al giorno, andate in bicicletta
per 45 minuti alla velocità di 15 miglia all'ora,
o passate un'ora facendo nuoto, o una qualsiasi
combinazione di queste attività, potete fare tranquillamente
affidamento sul consumo di almeno 300 calorie.
[[[[[[[[[[[[[Tabella calorie consumate[[[[[[[[[[[
Con questi riferimenti si può stabilire la forma di attività
preferita per avvicinarsi o meno alle 300 calorie
al giorno.
Alcuni esperti affermano che risultati cardiovascolari
e respiratori si ottengono quando il ritmo cardiaco
rimane a circa 120 pulsazioni al minuto per almeno
tre minuti: il salire velocemente tre rampe di scale
o 50 scalini può ottenere con rapidità tale risultato.
Altri autorità ritengono che sia indispensabile
un'attività minima di 15 minuti, indipendentemente
dalla sua qualità. Tendo a concordare con il secondo
punto di vista.
è importante ricordare, soprattutto se si è fuori forma,
che la capacità di un duro esercizio fisico diminuisce
in qualche modo con l'età, come pure i valori di
sicurezza per il ritmo cardiaco. Un buon livello
di sicurezza per un esercizio fisico non condotto
sotto la supervisione di esperti, in un adulto sano,
equivale a circa 20 pulsazioni al minuto in meno
rispetto al proprio massimo ritmo cardiaco. Potete
appurare il vostro massimo ritmo cardiaco con la
seguente semplice formula. Partite da 220 e sottraete
la vostra età, quindi togliete ancora 20, per il
"livello di sicurezza". La cifra finale è il ritmo
massimo cui potrete arrivare nel corso dei vostri
esercizi.
è facile contare i propri battiti cardiaci. Ponete le dita
di una mano con fermezza ma non strettamente sul
polso dell'altra, che dovrebbe essere rilassata
e distesa. Contate i battiti per sei secondi, aggiungete
quindi uno zero a tale numero.
Molte persone iniziano dei programmi di esercizio come
mezzo per dimagrire, ma bisogna correre per un miglio
per perdere solo 28 grammi di grasso corporeo. L'esercizio
dà buoni risultati per la salute generale e per
un senso di benessere, ma non fa necessariamente
dimagrire. Dimostra, però, risultati sorprendenti
a lungo termine, malgrado il fatto che l'ago della
bilancia rimanga ostinatamente fermo. Il tessuto
muscolare è più compatto del grasso, così, sebbene
pesi più del grasso a parità di volume, a parità
di peso occupa meno volume. Dal momento che l'esercizio
sviluppa i muscoli, potete raggiungere un fisico
più asciutto senza perdere un solo grammo!
I benefici tratti dagli sforzi diminuiranno entro un mese
da quando si smette. Come una dieta sana, deve costituire
un fatto quotidiano. Molti cominciamo dei programmi
di esercizio, ma, dopo uno o due giorni, doloranti
e affaticati, ci lamentiamo, “Sono troppo vecchio
per queste cose! “ e smettiamo.
Non bisogna farlo: "Non lascerò che qualche doloretto
mi fermi. Devo spuntarla."
La determinazione non è in funzione dell'età, ma del carattere.
L’ età non sia una scusa per cedere. In nessun momento
un nuovo compito fisico viene eseguito senza sforzo
e resistenza da parte del nostro corpo. Il corpo
dobbiamo dirigerlo, guidarlo, alimentarlo, esercitarlo
e curarlo, altrimenti lo distruggiamo. Impiegando
l’età come scusa per non fare, noi, e non il tempo,
accelereremo il processo d'invecchiamento. A 60
anni, avremo un'età fisica molto maggiore.
Ci sono dei maratoneti sessantenni. Non sono arrivati a
un tal punto arrendendosi ai muscoli doloranti o
lamentandosi di essere troppo vecchi. Essi vinsero
la propria indolenza e la propria resistenza costruendo
la propria forza. I muscoli doloranti stanno dandosi
da fare per irrobustirsi. Se smettiamo di esercitarli,
si indeboliranno; se invece continuiamo quotidianamente,
sentiremo aumentare la nostra forza e la nostra
capacità di godere.
Se non avete mai partecipato a un qualche regolare programma
di esercizio fisico e siete ora decisi a farlo,
cominciate lentamente; lunghe passeggiate a passo
svelto possono costituire il migliore inizio. Fate
conoscere tale progetto al vostro medico, soprattutto
se avete qualche problema cronico di salute, e seguite
le raccomandazioni che vi potrà dare.
L’età del nostro aspetto di salute.
Per appurare onestamente il nostro stato di salute, rispondiamo
a queste domande:
- Se l'ascensore è guasto, riuscite a fare le sei
rampe di scale del palazzo senza farvi venire l'affanno?
- Quando vi alzate in fretta dopo essere stati distesi
qualche tempo, vi sentite presi da vertigine e storditi?
- Siete in grado di portare due pesanti pacchi senza
farvi venire mal di schiena?
- Potete camminare in fretta per almeno dieci minuti
senza che vi vengano fitte al fianco o il fiatone?
- Contraete i muscoli dello stomaco come quando
flettete i bicipiti. Ora tastateli. Sono duri e
sodi, o molli e flaccidi?
Se riuscite a superare tutte queste prove, siete probabilmente
in buona forma e il vostro stato di salute dovrebbe
essere adatto alla vostra età cronologica. Ma se
non siete capaci di superarle, fareste meglio a
preoccuparvi per la vostra forma, finché siete in
tempo. Sulle prime sembrerà pesante cambiare le
proprie abitudini alimentari, condurre un regolare
esercizio ogni giorno, eliminare le sigarette, ridurre
il caffè e le bevande alcoliche, non prendere più
pillole, ecc. Ma dopo non molto tempo, se persevererete,
comincerete a sentirvi molto meglio. Sarete molto
più pronti mentalmente ed emotivamente stabili.
I vostri riflessi saranno veloci e i muscoli forti.
Vi sentirete anche più rilassati. Il vostro corpo
avrà un aspetto migliore e i suoi organi e sistemi
funzioneranno meglio di prima. Avrete tutto un altro
spirito.
Come il giardiniere che desidera bei fiori in estate deve
iniziare coltivando il suolo e nutrendo adeguatamente
le piantine che spuntano in primavera. L'organismo
umano ha bisogno di un ampio rifornimento di validi
materiali di costruzione per riparare i danni del
logorio quotidiano.
2: L'Aspetto sessuale
Il piacere sessuale non è precluso ai più anziani. Questo
è un mito perpetuato dai nostri figli divenuti adulti,
che pensano con imbarazzo al fatto che i loro genitori
hanno, o hanno avuto, una attività sessuale. Essi
possiedono un concetto immacolato della loro creazione.
Gli uomini e le donne possono godere di piene relazioni
sessuali nel corso della mezza età, degli anni senili
e perfino di quelli più tardi. La mezza età, in
particolare, può essere una prima esplorazione profonda
e significativa della propria sessualità, a differenza
dei febbrili tentativi degli adolescenti o dei desideri
insicuri e delle spesso disperate bravate dei ventenni.
Le leggende sul sesso
L'espressione sessuale negli anni avanzati può sostituire
la solitudine e la sensazione di finitezza con un
senso di rinnovamento e di comunione.
L'Aspetto Sessuale in età avanzata è fondato su come vi
sentite in proposito, non su quanto altri possono
pensare di voi. Se credete che il rapporto sessuale
debba verificarsi solo fra persone sposate, e voi
e il vostro coniuge siete stati felicemente insieme
per anni, godendo del rapporto a un livello reciprocamente
soddisfacente, vi troverete con un Aspetto Sessuale
maturo.
Ma qualunque sia l'atteggiamento, ciò che denota la maturità
sessuale è la comprensione del proprio corpo, di
ciò che veramente gli procura piacere, e non l'età
cronologica o l'esperienza. Quando riusciamo ad
accettare le carezze di un amante senza inibizione
o censura, e possiamo ricambiarle al nostro compagno,
diamo un chiaro segno di maturità sessuale. Il sesso
frenetico, inibito, promiscuo, competitivo, nevrotico,
è una manifestazione di immaturità della pulsione
sessuale. Può essere detto sessualmente maturo chi
gode di relazioni sessuali soddisfacenti e non nevrotiche
con il compagno (o i compagni) di sua scelta.
Quando è troppo o troppo poco?
La frequenza con cui viene praticato il coito sembra essere
condizionato più socialmente che da leggi di natura.
L'attività sessuale diminuisce progressivamente
tra i 20 e i 60 anni sia nei maschi che nelle femmine,
seppure gradualmente. Fra i maschi la frequenza
dei rapporti con la moglie cade da una media di
4 volte alla settimana, quando sono sulla ventina,
a una media di una volta alla settimana, quando
raggiungono la sessantina. Quasi tutti gli uomini
fra i 20 e i 45 riportano un certo livello di attività
sessuale, ma fra i 45 e i 60 anni, circa il 5 %
di essi riferisce una diminuzione di attività.
Se si dovesse indicare un'età in cui l'attività sessuale
declina in modo notevole, si potrebbe parlare dei
50 anni, in quanto la maggior parte delle donne
si è allora avvicinata alla menopausa e la maggior
parte degli uomini è costretta a riconoscere un
incremento delle limitazioni fisiche. Ma rapporti
sessuali godibili possono continuare fino alla vecchiaia,
e spesso è così.
Molti uomini fisicamente in forma continuano a godere del
sesso fino a 90 anni. è indubitabile, però, il fatto
che una volta superata la cinquantina, è necessario
più tempo di una volta per raggiungere l'erezione,
e il periodo di refrattarietà (il tempo necessario
fra un orgasmo e l'altro) è più esteso.
Le donne generalmente resistono all'invecchiamento sessuale
meglio degli uomini, sebbene entrambi i sessi subiscano
una diminuzione nell'attività delle ghiandole secretorie
(che può essere contrastata con l'uso di vari lubrificanti).
E sebbene i genitali femminili gradualmente tendono
ad atrofizzarsi, la capacità di orgasmo frequente
della donna la aiuta a mantenere la propria validità
sessuale.
Un uomo divorziato di 65 anni, che vive con una donna molto
più giovane di lui, esterna candidamente i mutamenti
sessuali esperiti col passare degli anni: "Parlando
francamente, la faccenda del chiavare, se posso
usare questa espressione, è una cosa dura. Perché
quando ero giovane, molto spesso mi abituavo al
fatto di essere un buon amante, di esprimermi del
tutto sessualmente, poiché il rapporto è solo un
aspetto della sessualità. Chiunque conosca il sesso
sa che vi è molto di più in esso. Ora, proprio perché
mi ci vuole un'ora per avere un'erezione... ho delle
splendide esperienze sessuali durante le quali non
chiavo neppure. Ma mi sento amato e amante. Rilassato...
provo tutte le altre meravigliose cose che possono
accadere. Da un punto di vista sensuale sono molto
più ricco di quand'ero giovane, e sono un amante
molto migliore."
Per quanto riguarda la frequenza dei rapporti sessuali,
non è possibile confrontarci con una “norma”. I
nostri bisogni, i desideri, e le nostre abitudini
sono solo nostre, e non possono essere misurate
su quelle di alcun altro. Ciò di cui abbiamo bisogno
è realizzare noi stessi: dovremmo sentirci tranquilli
con noi stessi.
La divulgazione ci fa un cattivo scherzo con l'equazione
secondo cui la giovinezza è eguale al sesso: fascino
sessuale, pulsione sessuale, attività, virilità,
prodezze sessuali, e così via. Tale equazione viene
sostenuta nei film, nei romanzi, e nelle riviste.
Perché le immagini sessuali non includono mai persone
di mezza età o anziane? Il mito della giovinezza
= sesso ci priva della nostra fiducia in noi stessi
e della nostra autostima. Dobbiamo contrastare questa
tendenza pensando così: "Questo è ciò che pare buono
a me. Questo è quanto piace a me e al mio compagno."
Possiamo rinforzarci esplorando, comprendendo e
soddisfacendo i nostri bisogni e i nostri desideri
più individuali e particolari.
Il sesso in età avanzata
Una coppia sulla settantina, ha ricominciato la propria
vita sessuale, la loro relazione è diventata più
intima e più calda, e più divertente. Gli amanti
non invecchiano mai. Un grande numero di coppie
ha confermato la minima importanza dell'età come
fattore nella frequenza e nel rendimento sessuali
in entrambi i sessi.
All'interno di una coppia maritata, questo è senza dubbio
vero. Ma al di fuori del matrimonio, gli uomini
rimangono compagni sessuali appetibili anche in
età avanzata, mentre le donne perdono il loro valore
sessuale in età ancora giovanile. Considerate i
divorzi fra persone di mezza età: molto spesso,
l'ex marito inizierà una relazione con una donna
di 15 o 20 anni minore di lui. Ma la divorziata
di mezza età spesso rimane sola, o deve accontentarsi
di un uomo di 15 = 20 anni più vecchio di lei.
Sebbene uomini giovani talvolta cerchino donne più anziane
per una iniziazione sessuale, queste, parlando in
generale, non sono considerate compagne potenziali.
Ironicamente, solo quando raggiunge i 35 anni una
donna diventa sessualmente matura, proprio quando
il duplice criterio di misura dell'invecchiamento
sfavorisce le donne di quell'età. Le regole di questa
società sono crudeli con le donne. Allevate per
non essere mai adulte, le donne sono condannate
a essere trascurate prima degli uomini. Eppure,
le donne in buona salute non devono diventare "trascurate"
sessualmente. Esistono chiare prove della capacità
di orgasmo multiplo della donna, sia prima che dopo
la menopausa.
Non vi è ragione per cui la pietra miliare della menopausa
debba essere attesa come termine della capacità
sessuale della donna... Non esiste alcun limite
temporale alla sessualità femminile.
Il problema maggiore della menopausa non è costituito dalle
manifestazioni fisiche, ma dai timori che la circondano.
è il terrore provocato da essa che provoca i sintomi
della depressione, il ritiro dall'attività sessuale,
l'acquisto di peso, e tutto il resto. Se le donne
potessero semplicemente continuare a vivere la propria
vita, rimanendo attive e partecipando, invece che
arrendendosi all'inevitabile, starebbero molto meglio
all'arrivo del climaterio.
Anche gli uomini attraversano un climaterio, o cambiamento,
sebbene non sia contrassegnato in modo così cospicuo
come la menopausa. Però, ci sono diversi sintomi
che possono contrassegnare tale cambiamento: declino
o perdita della potenza, erezioni deboli o di breve
durata, irregolarità urinaria, ritenzione di liquidi,
vampe di calore, una falsa angina pectoris, ulcere
peptiche, pruriti, mal di testa, vertigini, irritabilità,
stanchezza, insonnia, depressione e varie alterazioni
del comportamento. Vi sono anche netti, sebbene
minimi, mutamenti nei livelli di ormoni maschili.
Se desideriamo continuare una vita sessuale attiva e soddisfacente,
dobbiamo smettere di pensare sempre in termini di
organi sessuali, e raggiungere aree più sottili
e sensuali di espressione sessuale.
Alcuni uomini, con l'avvicinarsi della mezza età, possono
sentirsi minacciati dalla perdurante elevata capacità
di orgasmo della donna. Dall'infanzia in avanti,
ai maschi è stato insegnato a misurare se stessi
in base alle dimensioni del proprio pene, alla frequenza
delle erezioni. Nel modo della donna, è necessaria
grande fatica per raggiungere il punto in cui si
misura la propria virilità.
Il comprendere le differenze nel mutamento della sessualità,
non solo nel proprio sesso ma anche in quello opposto,
è una chiave per diminuire questo genere di paure.
La masturbazione
La masturbazione è un qualcosa che si fa con la persona
che amiamo di più; non vi sono problemi di intimità
e non bisogna vestirsi o prepararsi in modo particolare
per essa, ed esistono molti fatti per cui raccomandare
l'autoerotismo.
Generalmente si crede che la maggior parte di noi smetta
di "farlo" quando è ancora adolescente, se mai poi
l'ha fatto davvero. Ma la realtà è ben diversa dal
mito. Da interviste a donne adulte, l'82% rispose
di masturbarsi; di queste, solo il 56% non raggiungeva
l'orgasmo durante l'atto. Malgrado gli ammonimenti,
la masturbazione è sempre stata più attesa e accettata
fra i ragazzi, forse perché viene loro insegnato,
e quindi la cosa viene accettata, di avere il membro
al fine di urinare, mentre le ragazze vengono scoraggiate
dall'avere contatti con le loro "parti intime".
In epoca vittoriana, la reazione dei genitori alla
masturbazione delle figlie era tale che talvolta
sorprese in tali pratiche venivano bruciate sul
clitoride con ferri roventi.
Malgrado la cattiva fama che l'autoerotismo ha così erroneamente
acquistato, si tratta di una pratica comune. Poiché
la frequenza non sembri diminuire con l'età, essa
è altrettanto benefica nel soddisfare i bisogni
delle persone di mezza età e anziane come quelli
degli adolescenti e dei giovani, con le loro passioni
troppo energiche.
Per una persona priva di compagno sessuale, la masturbazione
può fornire uno sfogo necessario alle energie sessuali.
Può aumentare le attività sessuali fra due persone,
in quanto ci insegna in modo valido ciò che piace
ai nostri corpi molto individualistici. Può avere
effetti favorevoli in periodi di tensione, ansie
e insonnia. è anche un modo molto speciale di apprezzare
il proprio corpo, di goderlo e di esplorarlo, di
lasciare che esso ci serva, come fanno la mente
e lo spirito. Un vero e proprio problema per molti
maschi che hanno superato la mezza età, è l'incapacità
di avere erezioni spontanee. Per queste persone
la masturbazione è un importante mezzo terapeutico.
Per la donna che non riesce a raggiungere l'orgasmo
durante l'amplesso, può costituire un toccasana.
E per chi (spesso una persona di mezza età o anziana)
sta facendo il suo primo tentativo sessuale dopo
una lunga astinenza, rappresenta una ripresa graduale
e non terrorizzante.
Ora che la sessuologia ha una idea migliore della funzione
e degli usi della masturbazione nelle diverse età,
la gente sta imparando a farne un uso efficace come
stimolatore e sostegno sessuale. Se nell'infanzia
avete appreso a considerarla con senso di colpa,
e in età adulta il vostro concetto di essa è stato
ambiguo, potete ora riesaminarla, insieme al vostro
corpo, con maggiore tranquillità. La masturbazione
non è assolutamente un sostituto del rapporto sessuale,
ma un suo supplemento, di egual valore per gli uomini
e le donne."
Prima degli approcci erotici
La maggior parte di noi è consapevole della necessità
di una appropriata dose di approcci e giuochi erotici
prima che avvenga il coito: un uomo bacia e accarezza
il petto della donna, e questa manipola il pene
dell'uomo, oppure può essere praticata la fellatio
o il cunnilingus. Ma quanti pensano a ciò che può
accadere prima di questi approcci? Lo stabilire
la scena per le avventure sessuali può essere altrettanto
godibile e piacevole del progettare i particolari
delle proprie vacanze.
Di somma importanza è la capacità di esprimere i propri
desideri, ma non è tanto facile. è difficile parlare
del sesso prima, durante e persino dopo il rapporto.
L'incapacità di esprimere le nostre necessità sessuali,
conduce alla frustrazione, alla insoddisfazione
e spesso al risentimento verso il proprio compagno.
L’attuazione di un rapporto senza una meta sessuale è un
importante passo avanti nel rivitalizzare una vita
sessuale disturbata. Si tratta di creare una occasione
in cui scoprire ciò che arreca piacere in una situazione
non minacciosa e non sessuale. Un massaggio ai piedi
è uno dei metodi più popolari impiegati.
La persona che riceve il massaggio ai piedi deve dire al
proprio compagno cosa le piace e cosa non le piace:
"Per favore, massaggia con un po' più di forza,
premi bene fra i muscoli, e tira di più le articolazioni;
mi piace quando usi l'olio sul dorso del piede"".
E’ importante essere specifici. In questo modo si
impara a concentrare le proprie energie sulle proprie
necessità piuttosto che sull'essere preoccupati
del modo in cui si sta comportando il proprio compagno.
Si scopre ciò che è bene per se stessi e ciò che
non lo è. Questa è una tecnica particolarmente valida
per quanti sono stati allevati in un ambiente di
inibizione sessuale.
Persone che sono sposate da 18 o 25 anni, e più, possono
cader vittime della monotonia della loro vita sessuale,
e sentimenti di inibizione potrebbero impedir loro
di spezzare i vecchi moduli, anche se ne hanno il
desiderio.
Se non sapete cosa è bene per voi, non vi è modo per cui
lo sappia il vostro compagno. Non lo può sapere
per telepatia. Se continuerete così vivrete in uno
stato di frustrazione e inadeguatezza. E tutto ciò
perché non vi siete presi la briga di scoprire e
di esprimere ciò che vi piace.
Siate avventurosi, siate audaci, siate disposti ad arricchire
di novità la vostra vita sessuale, con qualche erotismo
frammisto a elementi umoristici. Poiché siete vecchi
amici, non c’è grande rischio: potete sempre riderne
se le cose non vanno, a differenza dei più giovani,
amanti meno coinvolti.
Una donna ha l'opportunità di coprirsi e di scoprirsi con
vasta gamma di biancheria e vesti da notte, da quelle
fatali a quelle innocenti, in modo da eccitare il
proprio compagno. Entrambe le parti possono introdurre
nell'atto un qualche nuovo giuoco: un vibratore,
o altro arnese consimile, o creme o sali da bagno
profumati. Lo scrivere, con tinture lavabili, sul
petto o sulla schiena un indirizzo di saluto o di
ben arrivato può costituire un delizioso invito
a un amplesso.
Impiegate tutte le parti del vostro corpo per ricevere
e per dare piacere durante le vostre esplorazioni
sessuali: mani, dita, lingua e labbra. Avvaletevi
del senso del tatto e non dimenticate quello della
vista: potrete godere del fare l'amore in piena
luce del giorno o del vedere l'immagine dell'amplesso
riflessa in uno specchio. Il naso è un organo che
risponde sessualmente all'aroma di un profumo e
del talco, ai fumi dell'incenso e all'odore di un
corpo pulito. Scoprite quale tipo di musica eccita
i vostri sensi. Spegnete la televisione, anzi, toglietela
dalla camera da letto; essa ha probabilmente rovinato
più vite sessuali di qualsiasi altra cosa!
L'anatema della routine sessuale è fin troppo comune nelle
persone di mezza età. Non iniziate mai il rapporto
allo stesso modo. Non fatelo mai nella stessa posizione,
esistono dozzine di variazioni che sono divertenti
da provare. Con la sperimentazione, troverete quella
che aumenta il vostro livello di eccitazione. E
neppure fate sempre l'amore nello stesso luogo.
Provate camere diverse, o case diverse. Vi sembra
sciocco? E perché no? Perché l'attività sessuale
non dovrebbe essere sciocca, divertente e spensierata,
oltre che pesante e profonda? Perché non può essere
diversa in momenti diversi?
Se il sesso vi rende tesi, il miglior rimedio è di farlo
sapere al vostro compagno. Allora non dovrete nascondere
i vostri sentimenti; sarete automaticamente più
rilassati. Alcune persone pensano che un bicchiere
o due le scioglie abbastanza per liberarle da alcune
inibizioni. Molti uomini, però. trovano che anche
livelli minimi di alcool nel sangue rende loro impossibile
avere un'erezione, sebbene la mente sia ben disposta.
Appurate le vostre capacità, in modo da non rovinare,
bevendo troppo, quella che avrebbe potuto essere
una splendida serata.
Se non vi sentite disposti a fare l'amore, ditelo al vostro
compagno. Non usate però il rifiuto sessuale come
una forma di punizione o non siate troppo negativi
se non ne avete voglia. A meno che il vostro umore
non sia proprio nero, oppure non siate malati, potete
"farvene venir voglia" se lasciate che il vostro
compagno vi manipoli un po'. è sciocco opporsi rigidamente
quando non vi sentite disposti, poiché potrete perdere
l'occasione per uno dei migliori rapporti sessuali
che mai abbiate avuto. Quando fra due persone vi
è amore e rispetto, non vi è mai sfruttamento negativo,
ma solo un intelligente adattamento, il materiale
di cui sono fatte le vere unioni.
Al fine di godere pienamente dell'attività sessuale, dovete
essere in buone condizioni fisiche. Organismi malati
non sono validi per questa attività. Sicuramente
avrete notato che quando vi ammalate perdete il
gusto non solo per il cibo ma anche per il sesso.
Esistono alcuni esercizi che possono giovare nell'elevare
il livello del piacere sessuale. Il muscolo che
controlla i genitali (il "muscolo del sesso" se
volete chiamarlo così) può essere rafforzato e portato
sotto il vostro controllo mediante esercizi isometrici.
Provate questa tecnica: la prossima volta che urinate,
cercate di interrompere volontariamente il flusso.
Trattenetelo un momento, quindi lasciatelo andare,
poi trattenetelo ancora. Il muscolo che state usando
è proprio il "muscolo del sesso. Una volta che lo
avete identificato e sapete qual è la sensazione
della sua contrazione, potete contrarlo e rilassarlo
isometricamente mentre siete seduti a un tavolo
o guardate la televisione. Nello Yoga è un esercizio
di contrazione chiamato ‘Mula bandha’. Il controllo
di questo muscolo può aumentare il piacere del rapporto
sessuale per voi e il vostro compagno.
Tutti gli esercizi che giovano a mantenere forti e agili
le gambe e il busto aumenteranno la capacità sessuale;
ciò diviene più importante con l'età, poiché possiamo
mantenere il nostro tono muscolare solo con l'esercizio,
una volta superato l’apice della forma fisica della
gioventù. Anche gli esercizi Yoga per il volto,
che rafforzano le labbra e la lingua, possono giovare
alle pratiche sessuali orali.
L’adulto sessualmente maturo è libero dalle limitazioni
di un sesso centrato sugli organi sessuali. Molto
viene perduto quando il sesso è fondato su basi
così ristrette. Il nostro corpo e spesso il nostro
compagno, viene lasciato inesplorato e non apprezzato
a fondo. Questa limitazione sfocia spesso nella
frustrazione totale, poiché è tutto il resto che
porta a un climax sessuale più elevato. Tali limitazioni
ci privano del meglio dell'attività sessuale.
L’Aspetto Sessuale in rapporto alla nostra età
Per quanto possa essere inibita la propria vita
sessuale, la funzione sessuale non è mai distrutta,
ma solo anestetizzata. La maggior causa delle disfunzioni
sessuali, è la paura, che assume molte forme e varietà.
Quando i timori sono dissolti, ed esistono molte
tecniche per riuscirvi, il normale funzionamento
sessuale può essere riconquistato in ogni momento
della vita.
La chiave più utile per una sana vita sessuale consiste
in un genuino interesse per il vostro compagno,
sotto ogni aspetto, e nell'essere completamente
onesti reciprocamente, non solo nel mostrare i vostri
punti di forza ma nell'evidenziare anche le vostre
debolezze. Quando date prova di autentico interesse,
quando offrite rinforzo e sostegno, quando mostrate
fiducia non nascondendo i vostri difetti, l'affetto
si instaurerà spontaneamente e prontamente. E l'affetto
è necessario a una valida relazione sessuale come
la pioggia lo è in primavera.
La piena sperimentazione della propria sessualità e le
difficoltà dei rapporti con un compagno possono
difficilmente essere superate prima di almeno dieci
anni di attività sessuale. Poiché, per la maggior
parte della gente, questo equivale a una età di
30 anni, l’Aspetto Sessuale a un’età inferiore a
questa cifra deve essere considerato immaturo. Come
per ogni tipo di crescita, anche per la sessualità
possono essere raggiunti livelli di maturità sempre
più profondi.
L’Aspetto dell’Età Sessuale ha poco a che fare con la nostra
età cronologica. Molti giovani adulti sulla trentina
possono soffrire di problemi di inibizione e di
repressione: che età hanno, sessualmente, in confronto
ad amanti più vecchi e soddisfatti?
La strada verso la soddisfazione e la maturità della vita
sessuale è realmente la strada della sensualità.
Il pieno uso dei nostri sensi prepara il corpo a
una attività sessuale godibile, proprio come l'esercizio
della mente ci prepara ai conseguimenti intellettuali.
Tutti noi possiamo praticare nell'intimità della
nostra casa la sperimentazione del nostro corpo:
il sentire la tessitura della pelle e le curve e
gli angoli della nostra struttura, l'apprezzare
le miracolose giunture degli arti e delle dita,
la forza dei muscoli.
Con questo tipo di approccio, senza dubbio raggiungerete
la maturità sessuale, in accordo con la vostra età
cronologica, o, addirittura, più in avanti.
4: L'Aspetto soggettivo
Le priorità
La conoscenza di sé è caratterizzata dalla consapevolezza
delle proprie priorità (la famiglia, la religione,
il divertimento, il lavoro), dei propri valori (lealtà,
sincerità, discrezione, onestà), delle proprie paure
(povertà, morte, perdita della propria condizione
sociale). Consiste anche nell'essere al corrente
delle proprie fantasie più segrete: un safari in
Africa, una casa in campagna, la scoperta di un
tesoro nascosto. Prima di prendere nella vita una
decisione, dobbiamo essere in grado di riempire
tutte queste caselle, poiché è la risposta a queste
e ad altre domande che compone l'immagine di noi
stessi.
I bambini non hanno una immagine di sé. Come gli altri
mammiferi, essi sono programmati in modo da soddisfare
solo i bisogni fondamentali della vita: cibo, sonno
e comodità. Gli stadi iniziali dell'immagine di
sé cominciano a evolversi quando con il linguaggio
il bambino può chiaramente comprendete quanto è
bravo, quanto è brillante, oppure quanto è cattivo.
L'immagine di sé può subire un arresto in età molto precoce:
possiamo bloccarci su di una versione antiquata
e immatura di noi stessi, che, a sua volta, influisce
sul nostro comportamento, sulle nostre relazioni
e sulle nostre azioni. Oppure, incapaci di creare
una immagine di noi stessi individualizzata, possiamo
conformarci a uno stereotipo qualsiasi: dal momento
che ho 42 anni e sono madre di tre adolescenti,
dovrei essere così e così; poiché sono un vecchio
impiegato comunale, vedovo, che vive con i figli
grandi, il mio comportamento dovrebbe seguire certi
moduli. Anche queste sono immagini di sé immature.
Una immagine di sé matura, oltre a essere una riflessione
accurata su chi e cosa siete, deve volteggiare con
leggerezza sulle luci e sulle ombre della vostra
personalità, mutando all'interno della sua trama
complessiva; è una immagine in movimento piuttosto
che una fotografia immobile, e come tale deve comprendere
la dinamica del cambiamento.
L'occhio della mente
La personalità ha tanti aspetti: calore, amichevolezza,
timidezza, ritrosia. Come vi vedete? Siete brillanti
e attivi, di larghe vedute e adattabili? Siete dei
solitari, attacati alle vostre idee, non troppo
interessati a ciò che vi circonda? Siete una persona
fisicamente attiva? Avete "sex appeal"? Siete loquaci
o laconici, indulgenti o inflessibili? Ascoltate
gli altri e siete recettivi nei confronti delle
loro idee, oppure, troppo spesso, insistete sul
vostro punto di vista? Vestite in un modo piacevole
e moderno, siete estrosi nei vostri gusti, o non
vi importa affatto di ciò che indossate? A queste
e a molte altre domande bisogna rispondere se volete
sviluppare una immagine di voi stessi stabile e
precisa.
La comprensione di sé giova a colmare lo iato fra il reale
e l'ideale. II primo passo verso la comprensione
consiste nell'enumerare quei fatti che conducono
alla conoscenza. Ogni valutazione di sé che avviene
senza un tale inventario sarà errata in partenza.
Una volta fatta la lista, può iniziare la comprensione
della dialettica della propria vita, nei confronti
della famiglia, degli amici, del lavoro, del dívertimento.
L'accettazione che tanti di noi desiderano dagli altri
è spesso conseguente a una mancanza di autoaccettazione.
Questa opprimente atmosfera di autorifiuto può essere
rimossa solo sviluppando l'autentica comprensione
e una accettazione incondizionata di chi e cosa
siamo. II comportarsi come un adolescente o attaccarsi
disperatamente al proprio lo di 35 anni costituisce
un rifiuto del quarantaseienne che siete. Finché
non riusciremo a integrare e a comporre il nostro
timore, la nostra curiosità e la nostra audacia
della fanciullezza nei nostri Sé adulti, continueremo
a comportarci in modo immaturo e infantile. D'altra
parte dobbiamo accettare il "vecchio" che è in noi,
poiché quell'essere futuro, saggio paziente e moderato,
appartiene a noi già da adesso e deve esistere entro
di noi esattamente come il fanciullo. L'integrazione
di questi elementi apparentemente disparati è la
fonte della maturità, che ci rende capaci di vivere
in pieno la nostra vita.
Eliminando gli errori e i blocchi che ostacolano
la percezione di noi stessi, possiamo acuire la
nostra autoconsapevolezza e consolidare l'immagine
di noi stessi. Riconosciamo, per esempio, la tendenza
quasi universale a vedere gli altri come forti e
noi come deboli. Radicato nelle esperienze dell'infanzia,
quando tutti erano più grandi e più forti di noi,
questo atteggiamento è alla base di una illusione
fondata sulla nostra passata storia personale. Una
volta esplorata, riconosciuta e accettata, possiamo
lasciarla andare.
Lasciare andare
Sebbene possiamo ancora avere un fanciullo entro di noi,
abbiamo perduto la nostra fanciullezza. Alcuni di
noi non hanno più i genitori. Molti di noi non posseggono
più il bell'aspetto e l'energia giovanili. Tutti
noi abbiamo sprecato qualche opportunità lungo la
strada. Esiste la necessità genuina di piangere
queste perdite. Esse sono realtà che possono e devono
essere affrontate. Il rifiuto di affrontare tali
questioni, ignorandole o distorcendole, blocca la
nostra crescita e può provocare grandi danni. Se
veniamo presi nel circolo chiuso del blocco e del
rifiuto, la nostra vita diventerà meno significativa,
piena di insipidi "divertimenti" e di banali eventi;
manchiamo di profondità. Diveniamo fissati nel tempo,
in una sorta di limbo.
Ma se osiamo affrontare profondamente le realtà dolorose
delle nostre perdite autentiche, saremo allora in
grado di conseguire e afferrare la gioia che non
avremmo potuto esperire altrimenti. Immaginate un
albero. Quanto più profonde sono le sue radici,
tanto più alto crescerà. Un albero piantato sulla
roccia avrà lo sviluppo arrestato, avvizzirà e morirà.
Ma un albero con lunghe radici e piantato in un
suolo ricco, curato e nutrito, può raggiungere altezze
maestose. Così anche noi.
Durante l'adolescenza, attraversiamo un periodo di disperazione
per i nostri limiti, di timore che la vita possa
essere priva di significato. Nello stesso tempo,
vi è quella sensazione di eccitazione e di meraviglia,
di curiosità, la gioia di scoprire forze latenti,
l'esultanza di essere vivi, con la prospettiva di
molte avventure. Proprio come l'adolescenza segna
il sopraggiungere della maturità fisica, la mezza
età segna l'arrivo di una seconda maturità, quella
della mente. è il momento in cui le persone smettono
di preoccuparsi per le opinioni degli altri e si
rivolgono alla crescita del proprio Sé.
Mantenete davanti all'occhio della mente una solida immagine
di voi stessi composta da una continua autovalutazione,
dal riconoscimento, dall'accettazione e infine dal
lasciare andare. Con un solido dominio di questo
processo, non adatterete volontariamente la vostra
personalità al capriccio di una influenza esterna,
sia pure quella del consorte, di un genitore, di
una organizzazione politica o dell'ultima delle
teorie sociali. E nemmeno vi conformerete senza
pensarci agli stereotipi professionali: un dottore
la pensa così, un operaio agisce così. Al contrario,
esaminerete costantemente le vostre esperienze alla
luce di chi e cosa siete.
Le parti che la gente recita
Il "concetto dell'ameba" è uno strumento colorito e comprensibile
per illustrare i ruoli che svolgiamo nella vita.
L'ameba è un organismo mutevole influenzato dalle
sostanze nutritive e dai fattori ambientali esterni,
esattamente come le persone. Quando è ben nutrita
e posta in un ambiente adatto, è elastica, resistente
e malleabile. Ma tolta da una tale situazione favorevole,
si essicca. Similmente, il nostro ambiente ci deve
fornire nutrimento per renderci elastici, resistenti
e malleabili. Queste sostanze nutritive sono i ruoli
che noi svolgiamo: cittadino, studente, bambino,
lavoratore, marito, amante, genitore, giocatore,
parente, amico, volontario. Al centro di questi
ruoli ambientali vi è un nucleo, il Sé. Se dovessimo
perdere tutti i nostri ruoli (le sostanze nutritive
del nostro organismo sociale), come l'ameba, seccheremmo.
Sebbene non sia necessario che queste varie parti
siano sempre le stesse (in realtà cambiano in continuazione)
esse devono esserci! Quando sono troppo poche, la
nostra identità è in serio pericolo. Ma allorché
sono troppe il nucleo può essere soffocato. è un
equilibrio delicato.
Esistono storie terribili eppure incoraggianti di persone.
che hanno subito perdite orribili, amputazioni,
paralisi, o che si sono viste strappar via l'intera
famiglia in un incidente, oppure hanno osservato
che ciò su cui avevano fondato la propria vita era
stato distrutto, danneggiato o costruito con arnesi
consunti. Questi racconti eccitano quanto vi è di
meglio in noi poiché queste coraggiose persone hanno
fatto una scelta: una scelta per la vita. Esse perdono
qualcosa di valore, ma nella perdita capiscono che
si devono fare delle scelte, che bisogna assumere
nuovi ruoli, e che non devono affondare nel mare
della confusione o della conformità.
Chi ha avuto una sventura fisica o sociale, o un tracollo
finanziario, la forte immagine che ha di sé e i
molti ruoli da lui svolti lo aiuteranno a superare
la catastrofe. Essi rimarranno i suoi maggiori e
più sicuri amici per tutta la vita.
Fortunatamente, pochi di noi patiscono tali disgrazie.
Ma tutti soffriamo a volte di perdite terribili.
Quando siamo privati di un ruolo, qualunque sia,
dobbiamo svilupparne un altro, proprio come la brava
stella marina fa crescere un nuovo braccio quando
ne perde uno. La forza per una tale impresa proviene
dalla conoscenza di sé. Quanto meglio sappiamo chi
e cosa siamo, tanto più progrediremo nella vita.
SolIevare l'immagine di sé
La strada verso l'autoconsapevolezza può iniziare nel più
semplice dei modi. Mentre leggete queste parole,
immagginatevi con l'occhio della mente. Che aspetto
avete? Siete arruffati o in ordine? Irraggiate salute
o avete una cera malaticcia? State eretti o chinati
in avanti? Avete una bella figura e musscoli ben
sodi, o lo stomaco prominente? I vostri capelli
sono curati e brillanti? Passate in rassegna mentalmente
il vostro aspetto, dalla testa ai piedi. Quindi
ponetevi davanti a uno specchio a figura intera.
Ispezionate la vostra immagine riflessa così come
avete fatto per l'immagine mentale. In che misura
siete simili a essa? Se avete fatto centro, è un
buon risultato. Ma se scoprite che stavate ingannando
voi stessi, avete del lavoro da fare.
Quanto più accurata è la vostra autovalutazione, tanto
più maturo sarà il vostro Aspetto interiore e l'Immagine
di Sé. Coloro che hanno dato una valutazione imprecisa,
scopriranno di essere in una gamma di valori molto
giovanili.
Dopo aver fatto il primo passo, proseguite. Immaginatevi
in varie recenti situazioni sociali: la cena di
ieri sera, la riunione della settimana scorsa, l'ufficio
questa mattina. Cercate di ricordare situazioni
specifiche, umoristiche o meno, e domandatevi se
vi piace ciò che vedete. Apprezzate la vostra personalita?
Oppure vi nascondete da ciò che siete lasciando
costantemente che altri prendano il sopravvento
in una data situazione?
Vi piace stare da soli ogni tanto? Non suona affatto eccessivo.
Ma nel trambusto della vita di oggi, quando tanti
di noi ruotano nel vortice sociale che spesso ci
lascia esausti, è raro trovare una persona che goda
della propria compagnia lontano dalla "folla che
fa impazzire" e dalla compagnia di altri. Un solitario
non è necessariamente una persona che apprezza la
propria compagnia. Molto spesso, è una persona che
non riesce a tollerare la compagnia degli altri
perché si disprezza, in quanto ciò che pensiamo
degli altri è spesso una proiezione di quanto pensiamo
dI noi stessi.
Molti di noi sono così ansiosi e preoccupati per come appaiono
agli altri che divengono invisibili a se stessi.
Tutti abbiamo provato la solitudine e l'alienazione
che derivano dal tentare di compiacere gli altri,
dimenticando i propri particolari criteri e il proprio
stile di vita. Se ciò diviene abituale, perdiamo
la nostra identità, la nostra integrità. Ci pieghiamo
fino a deformarci per mantenere l'amore delle altre
persone. Lo facciamo per conquistarci la stima di
quella persona, per ricevere qualche carezza. é
molto rischioso apparire come si è. Si perdono molti
amici in questo modo, sebbene se ne guadagna qualcuno.
Gli amici conservati e quelli che guadagnati sono
quelli che meritiamo mantenere, poiché ci lasciano
essere incondizionatamente quello che siamo. Quanti
offrono la propria amicizia condizionatamente, che
vogliono far di voi una non entità accomodante,
che chiedono sempre qualcosa in cambio di qualcosa,
che non desiderano essere sconvolti da una eccessiva
intimità, sono degli ostacoli alla vostra crescita
e dovrebbero essere lasciati andare.
Nell'atmosfera conformista della nostra società, dobbiamo
cercare quelle cose che realmente rispondono a noi,
piuttosto che accettare ogni cosa. Qual genere di
letteratura giunge in casa nostra, attraverso le
riviste e i libri, e quali spettacoli telesivi guardiamo?
Lasciare acceso il video notte e giorno è un ostacolo
alla nostra individualizzazione. è necessario fare
scelte, scelte consapevoli. Perfino le abitudini
alimentari possono sviluppare la nostra unicità:
mettete insieme dei menù fondati sul vostro benessere,
o seguite semplicemente la corrente dei cibi usulmante
conosciuti, facili da preparare, troppo alterati
e raffinati? Siete originali nella scelta dei vestiti
o vi affrettate a comprare e a indossare le stesse
cose di cui fanno sfoggio i signori Rossi?
Quali sono le vostre speranze?
La maggior parte di noi sente il cambiamento come
una crisi: siamo colti dal panico e dal terrore,
ci blocchiamo, cerchiamo di fuggire, di ritirarci.
Ma per quanto possiamo esse abili e veloci, non
possiamo evitarlo. è parte della natura delle cose.
Perché allora non impariamo mai ad accogliere il
cambiamento, a dargli il benvenuto come apportatore
di nuove avventure, di nuove lezioni, di nuove sfide?
Uno dei modi migliori per affrontare il cambiamento consiste
nel cercare un momento appartato in cui possiamo
decidere da soli il grado in cui essere coinvolti
nelle speranze della società. Il passaggio dal giovane
all'adulto maturo, significa diventare più autentici,
più individualisti e più autorevoli. è una integrazione,
un risveglio, il yin e il yang, la completezza.
Questi meravigliosi ed eccitanti cambiamenti sono
l'essenza della vita.
Ognuno di noi ha diritto all'opportunità di modellare e
plasmare i propri moduli di vita. E ciò comincia
dal concetto che abbiamo di noi stessi. Molti scienziati
sociali credono che, storicamente, siamo sul punto
di riconoscere la potenza dell'effetto che l'immagine
di noi stessi ha sulle nostre percezioni e sul nostro
comportamento. "Una delle grandi tragedie della
nostra società, è che milioni di persone, poiché
si percepiscono come capaci di produrre solo una
quantità limitata di lavoro e di successo, si comportano
così di conseguenza. La società a sua volta, li
valuta in base a tale comportamento, confermando
così quanto viene giudicato dall'individuo. E' uno
spreco di potenziale umano nella nostra società.
Se vi vedete capaci, con ogni probabilità sarete
capaci; mentre se vi considerate incompetenti, molto
probabilmente non realizzerete il vostro potenziale.
Se credete che arrivati alla mezza età, sia troppo
tardi per imparare la tecnologia del computer, non
la imparerete; se il divenire nonni vi farà pensare
di aver perso la giovinezza, l'avrete davvero perduta.
La gente raramente nota i dolorosi ed esitanti gradi mediante
i quali si ottiene anche il successo più insignificante.
Gli eventi che meritano una lode (fare un progresso,
guadagnarsi un diploma, perdere peso, diventare
nonni) sono eccitanti e ricompensanti, poiché riceviamo
carezze da quanti ci circondano, e questo è bello.
Ma durano poco. La gente dimentica che avete smesso
di fumare, che avete superato l'esame di stato,
che avete costruito quella serra con le vostre mani,
che siete stati promossi al rango di direttore.
è la nostra conoscenza di questi conseguimenti,
la nostra consapevolezza dell'impegno e della forza
con cui ci siamo applicati, che giovano a promuovere
quel genere di profondo orgoglio in grado di elevare
la nostra autostima.
Una immagine di noi stessi deve essere coesiva se vuole
resistere nei momenti difficili. Se avete sempre
desiderato di essere un giocatore di pallacanestro,
o una showgirl, e siete alti solo un metro e mezzo,
vi siete preparati a una delusione già molto, molto
tempo fa. Siate realistici nella valutazione di
voi stessi, ma esigenti; siate gentili, ma non indulgenti;
siate insistenti, ma anche disponibili e aperti.
Il fatto che "non lo fate" non significa che "non
potete". Una immagine di noi stessi limitata ci
condiziona ad accontentarci di soffocanti speranze;
una immagine aperta ci prepara a vivere pienamente
le nostre potenzialità.
Oh uomini, oh donne!
Come essere umano l'uomo è destinato a invecchiare. Per
una donna, l'invecchiare non è solo il suo destino...
è anche il suo punto vulnerabile. La meta di ogni
donna è la non-crescita: la rimozione di ogni segno
di peluria, il mascheramento con cosmetici oppure
mediante un lifting del viso di tutte le linee della
maturità, il celare i primi accenni di incanutimento
con tinture. In altre parole rimanere con un aspetto
il più infantile possibile.
Il volto di un uomo può essere il "prodotto dell'esperienza",
ma il viso di una donna è "innato, statico... apprezzato
finché rimane inalterato.
I "segreti di bellezza" di una giovane ventenne degli anni
'60:"Fui avvertita di non inarcare mai le sopracciglia
se volevo evitare orribili rughe. Quando protestai
che mi era impossibile essere costantemente consapevole
delle espressioni del mio viso, una donna mi suggerì
di cospargermi la fronte col bianco d'uovo: sarebbe
essicato e indurito, così da rompersi se avessi
aggrottato la fronte. Questa tecnica mi avrebbe
allenato a mantenere il mio viso immobile, fermo
e disteso come una maschera."
Quando una donna è ancora giovane, può non badare,
superficialmente, a tutto ciò. Ma il messaggio è
molto chiaro. Molte donne giovani decidono con grande
anticipo che in qualche momento della loro vita
dovranno sottoporsi a un lzfting facciale. La chirurgia
estetica è di aiuto per molti, e non può essere
messa da parte così facilmente. L'altro estremo
della gamma, però, può essere il ridicolo.
Sebbene non dipende, per la propria autostima. dal suo
aspetto così come tante donne. Ciò non significa
che gli uomini non abbiano problemi che mettono
in pericolo
ia propria immagine di sé; la minaccia della calvizie
spinge molti di loro a una serie di estremi davvero
ridicoli. E ci sono molte conseguenze che uomini
più anziani patiscono, perché si pone tanto peso
sulla forza dei giovani per la propria difesa, sull'importanza
di un aspetto giovanile nel commercio e in altre
occupazioni, o sulla quantità di denaro che un uomo
può guadagnare.
Questi valori errati inculcatici dalla nostra cultura possono
e devono essere contrastati se vogliamo migliorare
la nostra autoimmagine. Quando siamo giovani e più
preoccupati per l'opinione che la società ha di
noi, questo è più difficile. La terza età porta
nuove preoccupazioni e nuovi interessi che permettono
di raggiungere tale meta, se usiamo gli strumenti
che abbiamo a disposizione: la nostra consapevolezza,
la nostra individualità e la nostra capacità di
fare scelte.
L'aspetto interiore e limmagine di sé.
L'immagine di sé è il fondamento su cui sono basate tutte
le nostre esperienze soggettive di vita. Per il
nostro stesso bene dobbiamo imparare ad accettare
noi stessi, incondizionatamente, al fine di valorizzarci
per la nostra intrinseca dignità di esseri umani,
e non per ciò che abbiamo realizzato e per quanto
abbiamo fatto effetto sugli altri. Se non possiamo
accettare noi stessi senza condizioni, sicuramente
nessun altro potrà farlo. Con l'accettazione di
noi stessi, contemporaneamente svilupperemo un approccio
verso la vita fondato su "io posso", invece che
su "io non posso". "Io posso" non contiene alcuna
falsa limitazione, poiché con l'accettazione non
possiamo più ingannarci.
Un elevato Aspetto interiore e di Immagine di sé sarà il
risultato dell'apprendere a pensare nel modo giusto
su noi stessi e del rispetto di ogni importante
aspetto di noi: il corpo, la sessualità, la salute,
il lavoro, il divertimento, i rapporti sociali,
la comunicazione. Una immagine di sé solida, non
limitata e matura possiede effetti positivi di vasta
portata che possono fornirvi la forza e la flessibilità
necessarie per navigare attraverso il mare della
vita.
Mutare la propria vita equivale a riconquistare la verità
per cui solo gli individui e le vite individuali
sono reali. Ognuno di noi può farlo. è necessario
uno sguardo chiaro e audace nello specchio, nei
riflessi degli occhi dei nostri familiari, amici
e colleghi di lavoro, e soprattutto nello specchio
della nostra anima. Può sembrare pauroso, ma è una
avventura eccitante. Ricordatevi della tartaruga:
non può fare alcun progresso se non tira fuori il
collo.
5: L'aspetto matrimoniale
L' Aspetto matrimoniale non dipende dalla lunghezza
dell' unione ma dalia sua profondità e dalla sua
sincerità. Esistono matrimoni, durati per 25 0 40
anni, che possono rivelarsi molto giovani, cioè
immaturi. Altri matrimoni, di breve durata, possono
essersi a tal modo evoluti da avere un Aspetto molto
elevato.
Cerchiamo di scoprire (o riscoprire) il perno su
cui ruota un matrimonio maturo.
I nostri cugini ancestrali, che apparvero sulla scena circa
15 miilioni di anni fa, per la prima volta si unirono
in una relazione coniugale, per assicurare la sopravvivenza
della specie. dovettero instaurare dei legami che
avrebbero prodotto prole e lavoro, in quanto gli
uomini preistorici si sarebbero ben presto estinti
se non si fossero uniti a scopo di protezione e
assistenza reciproca.
Le famiglie moderne non lavorano più insieme per produrre
il loro sostentamento, invece sono costituite da
un picccolo gruppo di consumatori, uniti da vincoli
più o meno
stretti, i cui membri più giovani, una volta divenuti
maturi, si allontanano per formare nuovi nuclei.
La maggior parte dei matrimoni moderni sono tenuti
insieme da legami emotivi piuttosto che da necessità
economiche.
Immagine astratta ...
Alcuni rimandano il matrimonio, mentre altri ne godono,
lo sopportano, o vi pongono fine, ma ben poche persone
possono, o vogliono, sfuggirlo completamente.
La maggior parte delle donne hanno una visione distorta
del matrimonio. Un giorno il proprio principe verrà,
la porterà via, le offrirà piena soddisfazione sessuale,
le fornità una casa comoda e introiti più che adeguati,
sarà un padre orgoglioso dei loro figli sani e brillanti,
la conforterà quando sarà malata o impaurita, riparerà
la loro casa, investirà abilmente i loro guadagni,
sarà completamente fedele e non la lascerà mai,
mai, neppure nella morte.
Anche gli uomini hanno i loro sogni di riscossa. Un uomo
desidera una ragazza esattamente eguale a quella
che ha sposato il vecchio papà; qualcuna che si
comporterà con lui come una madre e renderà confortevole
la casa che le avrà costruito, farà nascere figli
forti e capaci, sarà un'ottima cuoca, una splendida
padrona di casa, una compagna nelle gite, non si
lamenterà per i suoi viaggi d'affari lontano da
casa, non diventerà gelosa ma sarà fantastica a
letto.
Sebbene la maggior parte di noi riceva un minimo di 12
anni di educazione, pochi di noi imparano qualcuno
dei fondamenti pratici delle dinamiche matrimoniali,
anche se ci si aspetta che tutti ci sposiamo. Così
"cadiamo" innamorati. Dopo 8 o 12 anni, possiamo
notare che qualcosa non va nel nostro matrimonio.
Ci svegliamo dal nostro sogno di riscossa per trovarci
impantanati in un incubo di speranze errate e di
giudizi poco illuminanti. Ormai siamo sulla sulla
quarantina, vi sono dei bambini cui pensare e degli
obblighi da mantenere.
La maggior parte di noi cerca di usare il comune buon senso,
di essere pragmatica nelle sue decisioni. Eppure
raramente veengono citate ragioni pratiche per
il matrimonio, come quelle economiche o l'allevamento
figli. La maggior parte risponde che si era era
sposata perché si era innamorata.
A meno di non essere molto fortunati, le coppie che si
fondano quasi esclusivamente sull'amore romantico
quale solo scopo per il matrimonio è facile si trovino
nel numero sempre in aumento dei divorziati.
Gli elementi che cementano.
Qualunque sia la causa del nostro innamoramento, durante
il corso della relazione devono realizzarsi alcuni
ingredienti che cementino una tale unione:
--Inizialmente vi è una certa idealizzazione: lei è la
più bella e la più abile; lui è il più affascinante
e il più brillante. Sebbene le realtà della vita
di ogni giorno limitino questi concetti iniziali
di mutua ammirazione, una certa quantità minima
di essa deve sussistere perché qualsiasi relazione
abbia una possibilità di sopravvivenza.
--La fiducia, sebbene raramente si instauri subito, deve
essere presente e deve continuare a crescere. Quando
la fiducia viene meno, l'unione si spezza.
--L'identificazione, una conseguenza naturale dell'intimità,
porta con sé la comprensione dei bisogni e della
sensibilità altrui; ci si identifica reciprocamente:
quando l'uno è frustrato, anche l'altro lo è; quando
l'uno è addolorato, l'altro non può sopportarlo.
--Un altro elemento psicologico di ogni relazione d'amore
è la complementarietà: ciascuna delle parti è essenziale
al mantenimento della relazione, ciascuna apporta
contributi distinti che, insieme a quelli dell'altra,
completano e arricchiscono una terza entità, la
relazione appunto, che hanno insieme creato. Vi
è, però, un pericolo.
--Molti di noi hanno l'illusione che il nostro compagno
dovrebbe "completarci": se siamo timidi, ci procurerà
gli amici; se siamo insicuri, sarà forte per noi;
se non sappiamo badare alle minime faccende di casa,
lo farà per entrambi. Sebbene l'interdipendenza
sia una componente di ogni sana relazione, quando
ci lasciamo diventare dipendenti dagli altri, cominciamo
ad accumulare risentimento. Dobbiamo operare indipendentemente
per renderci completi, lavorando nel contempo a
rendere completa la nostra relazione.
--L'approccio maturo consiste nell'incoraggiare la completezza
e la forza nel nostro compagno, invece che sollecitare
la sua dipendenza. L'effetto si accresce, giovando
a creare una relazione più solida.
Certamente l'ingrediente più cospicuo è l'attaccamento
reciproco. Si è parte ciascuno della vita dell'altro,
è quasi impossibile immaginarsi senza il proprio
compagno. Ci sentiamo uniti a un'altra parte, quando
siamo legati dall'affetto e dalla lealtà.
--Vi sono altri ingredienti necessari a un matrimonio maturo
e soddisfacente: la passione, la compatibilità,
il rispetto, l'apprezzamento reciproco. è interessante
il fatto che sappiamo dire cosa ci piace nei nostri
amici, ma sapete indicare cosa vi piace in vostra
moglie o in vostro marito? Lo diamo così per scontato
che dimentichiamo di passare in rassegna le qualità
più fini che inizialmente ci attrassero. è importante
continuare a piacersi reciprocamente, e ciò, come
molte altre cose, richiede indagine costante, apertura,
considerazione e apprezzamento. Quanto più a lungo
dura un matrimonio, tanto più è facile cadere nell'abitudine
e nell'oblio di quelle caratteristiche che un tempo
ammiravamo. L'ammirazione palese è uno degli strumenti
migliori di rinforzo che abbiamo a disposizione.
E quando vengono rinforzati i motivi che amiamo
di più nel nostro compagno, egli piace ancora di
più. Potete scegliere quale aspetto della personalità
del vostro coniuge volete porre in risalto.
In una buona relazione, tutti questi ingredienti continuano
ad approfondirsi col passare del tempo. Una coppia
di mezza età solidamente unita è più fiduciosa,
più identificata e più attaccata di quando erano
giovani amanti. Così l'improvvisa rottura di tale
unione, per separazione temporanea. per divorzio
o per morte, è molto distruttiva e traumatica.
Al contrario, un matrimonio con scarsi legami diventerà
sempre meno solido col passare degli anni. Con l'avvicinarsi
della mezza età, quando si allentano i vincoli forniti
dai figli, la coppia osserva lo sfasciarsi dell'unione
davanti ai propri occhi non troppo stupiti.
Coppie di fatto.
La coabitazione è sempre esistita nei secoli. La sua funzione
è sempre stata quella di una prova, sebbene la serietà
con cui la prova viene affrontata vari molto da
cultura a cultura come pure da individuo a individuo.
Le ricerche indicano che la fedeltà è importante fra quanti
coabitano, come fra le coppie sposate, e che la
divisione dei compiti per il mantenimento della
casa è del tutto tradizionale, con la donna che
sopporta il peso del lavoro. Essi hanno gli stessi
problemi delle coppie sposate, con la sola eccezione
di questioni di parentela, e un ulteriore problema,
quello se sposarsi o meno.
Sebbene la maggior parte di noi pensi che i conviventi
siano giovani, molti cittadini di età più avanzata
hanno scelto la coabitazione in luogo del matrimonio,
come metodo semplice per ricevere i benefici interi
dell'assistenza sociale e pensionistica. Se due
ultrasessantacinquenni si sposano, non riceveranno
dal governo la stessa quantità di denaro che avrebbero
avuto se fossero rimasti non sposati.(?)
Le somiglianze fra le persone sposate e quelle che coabitano,
in termini di bisogni e soddisfazioni reciproci,
sono le stesse. Lo stato legale della vostra relazione
non ha alcuna influenza sul come appare la maturità
del vostro rapporto di convivenza.
Sesso e matrimonio
L'attività sessuale fra coniugi è colma di problemi correlati
direttamente non con l'atto sessuale ma con le dinamiche
della relazione.
Sebbene l'attività sessuale in se stessa abbia sempre goduto
di una sana reputazione, quella coniugale non l'ha
mai molto condivisa. La maggioranza delle coppie
stabiliscono molto presto moduli sessuali nel matrimonio,
e tali moduli mutano ben poco dai loro primi anni
di unione. Il luogo dove fare l'amore, il momento
della giornata e perfino il giorno della settimana,
diventano abituali e, spesso, monotoni. Ma la noia
non è inevitabile nell'attività sessuale come non
lo è in nessun altro campo della vita umana. Ma
può essere evitata solo con uno sforzo e con la
negazione della sua inevitabilità.
I 40 e i 50 anni sono spesso l'epoca in cui dobbiamo affrontare
la mancata soddisfazione dei nostri sogni e delle
nostre ambizioni. L'attività sessuale può essere
un valido sostituto durante questo periodo di crisi.
Ma poiché molti genirori diventano consapevoli del
proprio atteggiamento verso il sesso proprio quando
i loro figli cominciano a occuparsene, vi è spesso
una ritirata da esso piuttosto che un aumento dell'intimità
sessuale. Le esplorazioni, sessuali o di altro genere,
possono venire interrotte a causa dell'ansia correlata
con la vita del lavoro e della famiglia. Forse non
è una coincidenza il fatto che il tasso dei divorzi
comincia ad aumentare intorno ai 40-50 anni d'età.
Gli uomini i cui figli si stanno velocemente avvicinando
all'età adulta possono nutrire gelosie sessuali:
il figlio è più forte, più alto, più virile e attraente
del padre. Egli dà appuntamenti e porta in casa
ragazze che hanno tutto l'aspetto di donne, eppure
trattano il padre non come un uomo, non come un
essere sessuato, ma come un "padre", qualcuno da
temere, o da tollerare, o da placare, o, peggio
di tutto, da ignorare.
Un uomo sui 40 anni può finalmente avere raggiunto una
solida posizione nel suo lavoro, una posizione di
autorità e di dignità. Con la nuova consapevolezza
della propria mortalità, esacerbata dalla morte
di genitori, zii e zie (una circostanza triste ma
comune a questa età), egli comincia a lottare sempre
più per accumulare potere e denaro, consumandosi
nella propria carriera. L'esaurimento e la frustrazione
possono portare a una diminuzione della pulsione
sessuale. Una comune reazione di difesa a questa
non familiare e minacciosa mancanza di virilità
consiste nello scaricare la colpa sulla moglie.
è per l'uomo più facile razionalizzare che lei ha
perduto il suo fascino perché è ingrassata, è divenuta
grigia e "si lascia andare", piuttosto che ammettere
con se stesso di avere difficoltà di erezione spontanea.
Con l'invecchiamento aumenta il panico circa le proprie
capacità sessuali. Gli uomini non sanno parlare
di questo, combattono da soli con questo problema:
Essere colti dal panico quando sulla cinquantina
si devono affrontare affrontare i primi sintomi
dell'impotenza. Si sentono pieni di paure, tristi
e preoccupati. Ma, come si espresse qualcuno: "Vi
è un lato positivo. Ho imparato ad avere una fantastica
vita sessuale malgrado il mio problema. Il coito
è solo un aspetto della sessualità."
Talvolta questa ridda di sogni non soddisfatti condurrà
un uomo in una corsa che lo porterà direttamente
in un letto estraneo. L'attività sessuale dei maschi
di livello sociale superiore, solo per il 62% deriva
da rapporti coniugali. La cosa è diversa per i maschi
del livello socioeconomico inferiore: a 50 anni
il 90% della loro attività sessuale avviene all'interno
del matrimonio. E solo il 10% delle donne sopra
i 40 anni indulge ad attività sessuali extraconiugali.
Quando si verifica un'infedeltà, ciò non significa
necessariamente la fine di un matrimonio: vi sono
molti modi per affrontarla: dall'accettazione alle
rinnovate promesse di fedeltà. Ma il tarlo della
gelosia può corrodere i migliori matrimoni. Il distruttore
è la gelosia, piuttosto che l'atto dell'adulterio.
E la gelosia è il risultato diretto della possessività
e dell'insicurezza.
E' bene che ogni coppia discuta i possibili esiti delle
relazioni extraconiugali prima che esse si verifichino;
è necessario avere un durevole dialogo sull'argomento,
poiché i nostri atteggiamenti possono cambiare,
e cambieranno, col nostro crescere e divenire più
maturi. Il mantenere l'argomento chiuso in un cassetto
finché non esplode una notte è un invito un sicuro
disastro.
Sebbene sia impossibile mantenere una relazione profonda
e intima intrattenendo nel contempo legami sessuali
con altre persone, una occasionale relazione extraconiugale
non deve necessariamente essere la causa della rottura
di un matrimonio, quando esso possiede alt ri elementi
positivi. Il sesso è solo un aspetto del matrimonio.
Se riusciamo a evitare di credere di possedere il
proprio compagno (cioè se evitiamo la dinamica del
padrone e dello schiavo), dovrebbe essere possibile
affrontare l'adulterio con ragionevolezza, comprensione
e simpatia; e ciò è valido per ognuno di noi, sia
per la "vittima innocente" del tradimento del consorte,
sia per chi lo ha perpetrato.
Due personalità
A nessuno di noi piace affrontare i problemi. è tanto più
facile leggere il giornale, fare una passeggiata,
lavorare fino a tardi, o lamentarci con un amico
delle nostre difficoltà, piuttosto che discuterne
con la moglie o il marito. Ma nessuna relazione
può crescere senza qualche frizione risultante da
due corpi, o due Ego, che vengono costantemente
strisciati l'uno contro l'altro. L'affrontare questi
conflitti, il risolverli, facendo i compromessi
necessari, sono mezzi per dare a una relazione profondità
e dimensioni.
Quando raggiungiamo i 40 o i 50 anni, ci sembra di meritare
un po' di riposo da tutte queste discussioni, così
perdiamo la pazienza quando si presentano. Ma perdere
la pazienza equivale solo a perdere, appunto. Un
matrimonio non si prende mai cura di sé: siete voi
che dovete prendervene cura, finché vi sta a cuore.
Ogni nuovo stadio della vita presenta la sua originale
serie di problemi, e la mezza età non è differente
sotto questo aspetto.
Un numero sempre crescente di uomini di mezza età si trova
di fronte a una moglie resa da poco più libera:
i figli sono cresciuti e il mondo si sta aprendo,
a queste donne, come non fu mai quando erano giovani.
Molte donne desiderano nuove occupazioni e carriere
o vogliono completare o migliorare la propria educazione,
che forse è stata troncata dai figli. Sebbene tutto
questo appaia positivo in teoria, in pratica provoca
miriadi di problemi e di adattamenti. Alcuni mariti,
del tutto favorevoli e ben disposti verso i nuovi
sforzi delle mogli, devono ora affrontare compiti
domestici che , non avevano mai sostenuto prima.
Altri mariti resistono, cercando di dissuadere le
proprie mogli da queste "stupidaggini" e si rifiutano
di accollarsi una parte delle faccende di casa,
mettendo la donna nella situazione di dover in qualche
modo comprimere la sua nuova vita in quella vecchia,
con il risultato di una combinazione di risentimento
e di stanchezza che dà adito a nuovi problemi.
La perdita di un lavoro in questo stadio della vita non
è una cosa lieve: è straordinariamente difficile
per un lavoratore anziano trovare un altro posto.
Un cambiamento di lavoro, che una volta poteva sembrare
una avventura, può essere estremamente doloroso
quando vi allontana dai vostri figli, che ormai
hanno una casa loro e vecchi genitori dipendenti.
Tristemente, malattie debilitanti colpiscono molti
di noi che hanno 50 0 60 anni. Come affrontare una
lunga malattia o una minorazione, quando i moduli
della vita sono stati così stabili e regolari?
Non ci sono soluzioni semplici. Ma se il matrimonio deve
superare la tempesta, bisogna tentare uno sforzo
concertato e coscienzioso per mantenere aperte le
linee della comunicazione. Con la perseveranza,
molti sono in grado di sopravvivere alle difficili
e varie fasi del matrimonio, maturando il proprio
Aspetto Matrimoniale.
Il denaro è simbolo di potere in molti matrimoni. II modo
in cui viene usato è indicativo delle personalità
e dei livelli di maturità coinvolti. Poiché le giovani
coppie agli inizi ne hanno ben poco, è solo nei
matrimoni vecchi di 15 0 20 anni che il possesso
di denaro può ergere minacciosamente la testa. Quando
il denaro diviene un argomento, il problema generalmente
non è costituito dalla quantità di esso ma dal modo
in cui viene usato: per controllare, per punire,
per manipolare. Tutto ciò deriva dalla immaturità,
dall'essere vendicativi, dall'egoismo: le autentiche
malattie del matrimonio.
Il mutare dei ruoli tradizionali della nostra cultura occidentale
(l'uomo guadagna e la donna cura la casa) ha provocato
un grande tumulto, creando lotte egoistiche e di
potere fra i coniugi. In una famiglia su tre dove
la moglie lavora fuori casa, i suoi guadagni sono
eguali o maggiori a quelli del marito. In quanto
minaccia per l'ego del marito, questa può essere
una delle cause dell'aumento dei divorzi intorno
alla mezza età.
Quali che possano essere i nuovi problemi, non possiamo
evitarli. Dobbiamo, dunque, essere aperti a essi
e pronti ad affrontarli. "Ma li affronto sempre!"
forse griderete. è facile affrontarli quando si
domina la situazione. E quanto più invecchiamo,
tanto più siamo sicuri di dover dominare la situazione.
La maturità viene generalmente intesa così. Invece,
la maturità ammette la confusione, il non avere
tutte le risposte; confessa apertamente sentimenti
di impotenza e di debolezza. La maturità ha il coraggio
di ammettere la vulnerabilità. Se giuochiamo a essere
il padre onnisciente o la supermadre con i nostri
figli o con il nostro coniuge, ostacoleremo lo sviluppo
della nostra relazione come pure quello della nostra
personalità. Per le coppie più Vecchie, però, questo
atteggiamento costituisce una forte tentazione.
Dobbiamo lasciare ai nostri compagni lo spazio per respirare,
cambiare e crescere. Troppo spesso creiamo delle
barriere congelando l'immagine che abbiamo del nostro
compagno al tempo dell'inizio della nostra relazione.
Questo è immaturo e spiacevole come il rimanere
attaccati ai moduli dei nostri anni giovanili; anzi
ancora di più, in quanto poniamo vincoli a un'altra
persona. Non possiamo attenderci che il nostro compagno
rimanga lo stesso più di quanto possiamo aspettare
questa immutabilità da noi stessi. Perché dunque
non alimentare la crescita reciproca, mediante la
costante apertura, l'incoraggiamento, il rispetto,
la flessibilità e la tenerezza, gli ingredienti
principali della intimità?
Divorzio.
Naturalmente, ogni matrimonio ha i suoi alti e i suoi bassi
ogni giorno, ogni mese e ogni anno. Il modo in cui
questi alti e bassi vengono affrontati indica la
maturità o l'immaturità delle parti in causa.
Statisticamente, la felicità coniugale raggiunge il suo
punto inferiore quando i figli della coppia entrano
nell'adolescenza e i genitori sono sulla trentina.
I tassi di divorzio aumentano da quel punto in avanti
finché i figli non sono cresciuti e lasciano la
casa. Perché?
Potrebbe essere che i figli siano la colla che mantiene
insieme un matrimonio già rotto. Con la loro partenza,
molte donne perdono la loro ragion d'essere e si
sentono perdute e inutili; gli uomini possono divenire
annoiati o scoraggiati per l'immobilità della loro
carriera. Ciascuno comincia a incolpare l'altro
per innumerevoli irritazioni quotidiane che in precedenza
sembravano irrilevanti in confronto all'allevamento
dei bambini. Con l'assenza dei figli, i coniugi
hanne una visione più chiara l'uno dell'altro. Difetti
prima ignorati ora vengono ingigantiti. Ciascuno
nota, nell'altro come in se stesso, i capelli grigi
e la pelle flaccida. Forse uno o entrambi hanno
cominciato a lasciarsi andare. I rapporti sessuali
divengono sporadici. Nell 26% dei casi, è il sesso
ragione di separazione.
Molti divorzi avvengono dopo un periodo di tempo molto
breve: al di sotto dei due anni. I matrimoni di
lunga durata, quelli di 10, 20 e anche 30 anni,
sono molti di più e sono i più difficili da sciogliere.
Perché continua un matrimonio per molto tempo dopo che
esso è morto? un uomo smette di amare sua moglie
molto prima che gli passi per la testa la possibilità
del divorzio. C'è una paura generalizzata dell'ignoto:
arrivare ai 50 anni e sposarsi due volte; in cosa
ci si sta per imbarcare? Almeno, questo è noto.
Vi sono i bambini e il timore di non essere un buon
genitore a distanza [si tratta di una paura particolare
degli uomini, in quanto le donne generalmente mantengono
l'affidamento dei figli]. Esiste anche una leggera
e costante pressione della società sotto forma dei
vostri amici, genitori, e così via, che tendono
a reagire negativamente al divorzio e alla rottura
del matrimonio. L'incertezza finanziaria, il non
volere ammettere il fallimento, e la semplice determinazione
a essere fedeli al proprio voto coniugale. Tutto
ciò costituisce una grande sfera di paure da superare.
La questione se por fine o meno a un matrimonio può essere
risolta solo dalle parti in causa. Ma va notato
che la maggior parte dei matrimoni infelici provocano
gravi danni psichici a uomini e donne brutalizzati
dal risentimento reciproco e verso se stessi. Dopo
un lungo e doloroso processo di mutua alienazione",
la maggior parte dei mariti e delle mogli emerge
ferita, col morale a terra, bassa autostima, e con
scarsa capacità di funzionamento. I giovani che
pongono fine a una relazione di due o cinque anni
non sono in generale così profondamente offesi come
le persone di mezza età che emergono da anni di
repressione e di risentimento. Il recupero è un
processo molto lento.
Quando una persona dice del proprio coniuge, "Non ho più
bisogno di lui," in realtà sta dicendo, "Ho bisogno
di qualcuno, ma tu non stai soddisfacendo le mie
esigenze così come le percepisco." è interessante
ascoltare come marito e moglie pensano che l'altro
soddisfi propri desideri. C'è una dicotomia fra
ciò che secondo il marito non va nel matrimonio
e il parere in proposito della moglie, che può essere
del tutto diverso.
Queste versioni apparentemente contraddittorie della realtà
possono anche annebbiare le relazioni fra genitori
e fra datore di lavoro e impiegato. Quando le comunicazioni
non sono aperte né chiare, i legami o i distacchi
che ne risultano sono fondati su false premesse.
Se, invece di essere franchi e onesti nella discussione
con chi ci è vicino, ci aspettiamo che i nostri
compagni indovinino le nostre necessità, i nostri
desideri e le nostre speranze, in modo quasi soprannaturale,
ci prepariamo a un sicuro fallimento.
L'errore non è il matrimonio-
Un matrimonio sbagliato non significa necessariamente
che uno dei suoi componenti manchi di qualche cosa;
semplicemente l'uno non è adatto all'altro. Possono
essersi sposati troppo giovani, senza il vantaggio
dell'esperienza e della conoscenza di se stessi.
Ora che sono in qualche modo crescîuti, sono pronti
per una relazione più matura. Le generazioni attuali
non rifiutano il matrimonio in se stesso, ma solo
quelli sbagliati. Quando un matrimonio è in difficoltà,
questo matrimonio non funziona. Così si divorzia
e si prova un altro matrimonio, migliore. Più di
metà dei divorziati si risposa e la maggior parte
di essi sposa persone che sono state anch'esse già
sposate.
Tutti, naturalmente, compiono degli errori e il matrimonio
qualche volta è uno di questi. Il perdonare noi
stessi per un tale errore è un atto supremo come
il perdonare un'altra persona.
Ma spesso l'errore non è stato il matrimonio, ma la mancanza
di preparazione alla sua continua evoluzione. Il
divenire troppo dipendenti dal proprio coniuge,
il limitare la propria attività a campi troppo ristretti
(l'ufficio, i bambini), l'incoraggiare la dipendenza
dei figli invece che favorire un aumento dell'indipendenza,
sono fattori che, insieme ad altri, possono corrodere
quello che altrimenti sarebbe stato un matrimonio
fondamentalmente valido. Sebbene non sia mai troppo
tardi per ricominciare, è spesso troppo tardi perché
un matrimonio decrepito e dominato dalla ostilità
possa ringiovanire.
Quando il divorzio è inevitabile non deve essere considerato
un fallimento. Al contrario, deve essere guardato
come un capitolo della propria vita, nel quale si
sono imparate alcune difficili lezioni, che possono
condurre a un futuro più ricco. Se ci applichiamo
intelligentemente, il divorzio dovrebbe essere celebrato
quanto il matrimonio.
Altetnative coniugali.
Molto tempo fa una persona media viveva solo 22-30 anni.
Conseguentemente, le unioni non potevano durare
più di pochi anni. Ma oggi, la gente vive, 70, 80
e 9O anni, e il matrimonio può durare un'eternità.
La monogamia è il modello standard nella nostra cultura.
Ci viene insegnato che siamo destinati a formare
nella vita sola coppia. Forse questo era accettabile
in un'epoca in cui la durata della vita era breve,
ma, come indicano le tendenze del divorzio, ciò
appare sempre meno possibile. Più matrimoni consecutivi
ben presto diventeranno la norma. In futuro, invece
che essere coinvolti nelle battaglie legali per
le questioni di proprietà, di affidamento, e per
tutte le altre miserie del divorzio, forse faremo
un contratto per cui ci sposeremo per un dato numero
di anni, mentre i particolari delle quiestioni di
proprietà e di affidamento dei bambini saranno stabilite
fin dall'inizio. Questi contratti sarebbero rinnovabili
se entrambe le parti sono consenzienti. Le famiglie
aggregate, come tante ne vediamo già oggi, potrebbero
intrecciare amichevoli relazioni, facendo ripensare
ai giorni della famiglia estesa.
Se una persona di mezza età si trova sola, per divorzio
o vedovanza, oppure è stanca della solitudine, non
c'è alcun bisogno di limitate le sue possibilità
di trovare un compagno sulla base dell'età. Le persone
dovrebbero essere interessate "non all'età, ma a
tutto il resto". Mete comuni, interessi, valori,
cose che piacciono e non piacciono, questioni politiche,
religiose, stili di vita simili, tutti questi sono
i legami che rendono armonioso lo strumento del
matrimonio. Molte persone anziane si sono unite
con altre molto più giovani. Non solo persone famose
rna anche gente comune ha superato le barriere dell'età.
In realtà, con l'avvento del movimento di liberazione della
donna, vi è un numero sempre crescente di relazioni
fra donne mature e uomini più giovani, un fenomeno
sociale che un tempo ha destato molte chiacchiere
ma ora sta divenendo del tutto normale. Sembra che
gli uomini più giovani siano più aperti alle richieste
delle donne appena emancipate: sono spesso più egualitari
nei doveri domestici, meno minacciati dalle donne
che hanno avuto successo nel lavoro, e più ricettivi
verso l'amore aggressivo delle loro indipendenti
compagne.
Vi sono numerosi aspetti in favore della compatibilità
in queste unioni. Dal momento che l'apice sessuale
dell'uomo è a 18 anni e quello della donna a 30,
tali unioni sembrano favorire la concordia sessuale.
Poiché le donne vivono più a lungo degli uomini,
vi sono minori probabilità che esse rimangano vedove
prematuramente. Dato che la maggior parte delle
donne in queste relazioni lavorano e hanno ottimi
stipendi, sono meno probabili le difficoltà economiche
rispetto alle famiglie più tradizionali.
La maturità dell'Aspetto matrimoniale
Per trovare un compagno adatto l'importante non è l'età
cronologica, ma la compatibilità degli Aspetti sessuale,
matrimoniale, familiare.
L'Aspetto matrimoniale può essere mantenuto elevato e sano
imparando ad anticipare certi cambiamenti inevitabili
nello stato fisico vostro e del vostro coniuge:
la possibile morte del vostro compagno; la potenziale
andata in pensione o il cambiamento di professione.
Piuttosto che lasciare un buco vuoto nel proprio
matrimonio quando i figli se ne vanno di casa, i
coniugi possono trovare nuovi orizzonti da esplorare.
I figli non sono più il tema centrale delle battaglie,
dell'attività e delle conversazioni. I coniugi possono
cominciare a stabilire nuovi punti di contatto fra
di loro e con il gruppo dei loro pari, scoprendo
nuovi impieghi per il loro tempo.
Quando vi avvicinate ed entrate nella mezza età o negli
anni ancora più avanzati, l'anticipazione di tutti
questi fattori diviene sempre più importante, poiché
allora le circostanze della vita iniziano a mutare
radicalmente rispetto ai precedenti 20 e più anni.
è vitale essere preparati a questi mutamenti, insieme
al proprio coniuge, pronti a fare compromessi, desiderosi
di nuove avventure, in uno stato di disponibilità
e di maturità. In tal modo, potremo tutti avere
un Aspetto matrimoniale almeno pari alla nostra
età cronologica, ma preferibilmente più elevato.
5: L'aspetto matrimoniale
L' Aspetto matrimoniale non dipende dalla lunghezza
dell' unione ma dalia sua profondità e dalla sua
sincerità. Esistono matrimoni, durati per 25 0 40
anni, che possono rivelarsi molto giovani, cioè
immaturi. Altri matrimoni, di breve durata, possono
essersi a tal modo evoluti da avere un Aspetto molto
elevato.
Cerchiamo di scoprire (o riscoprire) il perno su
cui ruota un matrimonio maturo.
I nostri cugini ancestrali, che apparvero sulla scena circa
15 miilioni di anni fa, per la prima volta si unirono
in una relazione coniugale, per assicurare la sopravvivenza
della specie. dovettero instaurare dei legami che
avrebbero prodotto prole e lavoro, in quanto gli
uomini preistorici si sarebbero ben presto estinti
se non si fossero uniti a scopo di protezione e
assistenza reciproca.
Le famiglie moderne non lavorano più insieme per produrre
il loro sostentamento, invece sono costituite da
un picccolo gruppo di consumatori, uniti da vincoli
più o meno stretti, i cui membri più giovani, una
volta divenuti maturi, si allontanano per formare
nuovi nuclei. La maggior parte dei matrimoni moderni
sono tenuti insieme da legami emotivi piuttosto
che da necessità economiche.
Immagine astratta e realtà del matrimonio
Alcuni rimandano il matrimonio, mentre altri ne godono,
lo sopportano, o vi pongono fine, ma ben poche persone
possono, o vogliono, sfuggirlo completamente.
La maggior parte delle donne hanno una visione distorta
del matrimonio. Un giorno il proprio principe verrà,
la porterà via, le offrirà piena soddisfazione sessuale,
le fornirà una casa comoda e introiti più che adeguati,
sarà un padre orgoglioso dei loro figli sani e brillanti,
la conforterà quando sarà malata o impaurita, riparerà
la loro casa, investirà abilmente i loro guadagni,
sarà completamente fedele e non la lascerà mai,
mai, neppure nella morte.
Anche gli uomini hanno i loro sogni di riscossa. Un uomo
desidera una ragazza esattamente eguale a quella
che ha sposato il vecchio papà; qualcuna che si
comporterà con lui come una madre e renderà confortevole
la casa che le avrà costruito, farà nascere figli
forti e capaci, sarà un'ottima cuoca, una splendida
padrona di casa, una compagna nelle gite, non si
lamenterà per i suoi viaggi d'affari lontano da
casa, non diventerà gelosa ma sarà fantastica a
letto.
Sebbene la maggior parte di noi riceva un minimo di 12
anni di educazione, pochi di noi imparano qualcuno
dei fondamenti pratici delle dinamiche matrimoniali,
anche se ci si aspetta che tutti ci sposiamo. Così
"cadiamo" innamorati. Dopo 8 o 12 anni, possiamo
notare che qualcosa non va nel nostro matrimonio.
Ci svegliamo dal nostro sogno di riscossa per trovarci
impantanati in un incubo di speranze errate e di
giudizi poco illuminanti. Ormai siamo sulla sulla
quarantina, vi sono dei bambini cui pensare e degli
obblighi da mantenere.
La maggior parte di noi cerca di usare il comune buon senso,
di essere pragmatica nelle sue decisioni. Eppure
raramente veengono citate ragioni pratiche per il
matrimonio, come quelle economiche o l'allevamento
figli. La maggior parte risponde che si era sposata
perché si era innamorata.
A meno di non essere molto fortunati, le coppie che si
fondano quasi esclusivamente sull'amore romantico
quale solo scopo per il matrimonio è facile si trovino
nel numero sempre in aumento dei divorziati.
Gli elementi che cementano una unione
Qualunque sia la causa del nostro innamoramento, durante
il corso della relazione devono realizzarsi alcuni
ingredienti che cementino una tale unione:
--Inizialmente vi è una certa idealizzazione: lei è la
più bella e la più abile; lui è il più affascinante
e il più brillante. Sebbene le realtà della vita
di ogni giorno limitino questi concetti iniziali
di mutua ammirazione, una certa quantità minima
di essa deve sussistere perché qualsiasi relazione
abbia una possibilità di sopravvivenza.
--La fiducia, sebbene raramente si instauri subito, deve
essere presente e deve continuare a crescere. Quando
la fiducia viene meno, l'unione si spezza.
--L'identificazione, una conseguenza naturale dell'intimità,
porta con sé la comprensione dei bisogni e della
sensibilità altrui; ci si identifica reciprocamente:
quando l'uno è frustrato, anche l'altro lo è; quando
l'uno è addolorato, l'altro non può sopportarlo.
--Un altro elemento psicologico di ogni relazione d'amore
è la complementarietà: ciascuna delle parti è essenziale
al mantenimento della relazione, ciascuna apporta
contributi distinti che, insieme a quelli dell'altra,
completano e arricchiscono una terza entità, la
relazione appunto, che hanno insieme creato. Vi
è, però, un pericolo.
--Molti di noi hanno l'illusione che il nostro compagno
dovrebbe "completarci": se siamo timidi, ci procurerà
gli amici; se siamo insicuri, sarà forte per noi;
se non sappiamo badare alle minime faccende di casa,
lo farà per entrambi. Sebbene l'interdipendenza
sia una componente di ogni sana relazione, quando
ci lasciamo diventare dipendenti dagli altri, cominciamo
ad accumulare risentimento. Dobbiamo operare indipendentemente
per renderci completi, lavorando nel contempo a
rendere completa la nostra relazione.
--L'approccio maturo consiste nell'incoraggiare la completezza
e la forza nel nostro compagno, invece che sollecitare
la sua dipendenza. L'effetto si accresce, giovando
a creare una relazione più solida.
Certamente l'ingrediente più cospicuo è l'attaccamento
reciproco. Si è parte ciascuno della vita dell'altro,
è quasi impossibile immaginarsi senza il proprio
compagno. Ci sentiamo uniti a un'altra parte, quando
siamo legati dall'affetto e dalla lealtà.
--Vi sono altri ingredienti necessari a un matrimonio maturo
e soddisfacente: la passione, la compatibilità,
il rispetto, l'apprezzamento reciproco. è interessante
il fatto che sappiamo dire cosa ci piace nei nostri
amici, ma sapete indicare cosa vi piace in vostra
moglie o in vostro marito? Lo diamo così per scontato
che dimentichiamo di passare in rassegna le qualità
più fini che inizialmente ci attrassero. è importante
continuare a piacersi reciprocamente, e ciò, come
molte altre cose, richiede indagine costante, apertura,
considerazione e apprezzamento. Quanto più a lungo
dura un matrimonio, tanto più è facile cadere nell'abitudine
e nell'oblio di quelle caratteristiche che un tempo
ammiravamo. L'ammirazione palese è uno degli strumenti
migliori di rinforzo che abbiamo a disposizione.
E quando vengono rinforzati i motivi che amiamo
di più nel nostro compagno, egli piace ancora di
più. Potete scegliere quale aspetto della personalità
del vostro coniuge volete porre in risalto.
In una buona relazione, tutti questi ingredienti continuano
ad approfondirsi col passare del tempo. Una coppia
di mezza età solidamente unita è più fiduciosa,
più identificata e più attaccata di quando erano
giovani amanti. Così l'improvvisa rottura di tale
unione, per separazione temporanea. per divorzio
o per morte, è molto distruttiva e traumatica.
Al contrario, un matrimonio con scarsi legami diventerà
sempre meno solido col passare degli anni. Con l'avvicinarsi
della mezza età, quando si allentano i vincoli forniti
dai figli, la coppia osserva lo sfasciarsi dell'unione
davanti ai propri occhi non troppo stupiti.
Coppie di fatto, tale e quale il matrimonio
La coabitazione è sempre esistita nei secoli. La sua funzione
è sempre stata quella di una prova, sebbene la serietà
con cui la prova viene affrontata vari molto da
cultura a cultura come pure da individuo a individuo.
Le ricerche indicano che la fedeltà è importante fra quanti
coabitano, come fra le coppie sposate, e che la
divisione dei compiti per il mantenimento della
casa è del tutto tradizionale, con la donna che
sopporta il peso del lavoro. Essi hanno gli stessi
problemi delle coppie sposate, con la sola eccezione
di questioni di parentela, e un ulteriore problema,
quello se sposarsi o meno.
Sebbene la maggior parte di noi pensi che i conviventi
siano giovani, molti cittadini di età più avanzata
hanno scelto la coabitazione in luogo del matrimonio,
come metodo semplice per ricevere i benefici interi
dell'assistenza sociale e pensionistica. Se due
ultrasessantacinquenni si sposano, non riceveranno
dal governo la stessa quantità di denaro che avrebbero
avuto se fossero rimasti non sposati.(?)
Le somiglianze fra le persone sposate e quelle che coabitano,
in termini di bisogni e soddisfazioni reciproci,
sono le stesse. Lo stato legale della vostra relazione
non ha alcuna influenza sul come appare la maturità
del vostro rapporto di convivenza.
Sesso e matrimonio
L'attività sessuale fra coniugi è colma di problemi correlati
direttamente non con l'atto sessuale ma con le dinamiche
della relazione.
Sebbene l'attività sessuale in se stessa abbia sempre goduto
di una sana reputazione, quella coniugale non l'ha
mai molto condivisa. La maggioranza delle coppie
stabiliscono molto presto moduli sessuali nel matrimonio,
e tali moduli mutano ben poco dai loro primi anni
di unione. Il luogo dove fare l'amore, il momento
della giornata e perfino il giorno della settimana,
diventano abituali e, spesso, monotoni. Ma la noia
non è inevitabile nell'attività sessuale come non
lo è in nessun altro campo della vita umana. Ma
può essere evitata solo con uno sforzo e con la
negazione della sua inevitabilità.
I 40 e i 50 anni sono spesso l'epoca in cui dobbiamo affrontare
la mancata soddisfazione dei nostri sogni e delle
nostre ambizioni. L'attività sessuale può essere
un valido sostituto durante questo periodo di crisi.
Ma poiché molti genirori diventano consapevoli del
proprio atteggiamento verso il sesso proprio quando
i loro figli cominciano a occuparsene, vi è spesso
una ritirata da esso piuttosto che un aumento dell'intimità
sessuale. Le esplorazioni, sessuali o di altro genere,
possono venire interrotte a causa dell'ansia correlata
con la vita del lavoro e della famiglia. Forse non
è una coincidenza il fatto che il tasso dei divorzi
comincia ad aumentare intorno ai 40-50 anni d'età.
Gli uomini i cui figli si stanno velocemente avvicinando
all'età adulta possono nutrire gelosie sessuali:
il figlio è più forte, più alto, più virile e attraente
del padre. Egli dà appuntamenti e porta in casa
ragazze che hanno tutto l'aspetto di donne, eppure
trattano il padre non come un uomo, non come un
essere sessuato, ma come un "padre", qualcuno da
temere, o da tollerare, o da placare, o, peggio
di tutto, da ignorare.
Un uomo sui 40 anni può finalmente avere raggiunto una
solida posizione nel suo lavoro, una posizione di
autorità e di dignità. Con la nuova consapevolezza
della propria mortalità, esacerbata dalla morte
di genitori, zii e zie (una circostanza triste ma
comune a questa età), egli comincia a lottare sempre
più per accumulare potere e denaro, consumandosi
nella propria carriera. L'esaurimento e la frustrazione
possono portare a una diminuzione della pulsione
sessuale. Una comune reazione di difesa a questa
non familiare e minacciosa mancanza di virilità
consiste nello scaricare la colpa sulla moglie.
è per l'uomo più facile razionalizzare che lei ha
perduto il suo fascino perché è ingrassata, è divenuta
grigia e "si lascia andare", piuttosto che ammettere
con se stesso di avere difficoltà di erezione spontanea.
Con l'invecchiamento aumenta il panico circa le proprie
capacità sessuali. Gli uomini non sanno parlare
di questo, combattono da soli con questo problema:
Essere colti dal panico quando sulla cinquantina
si devono affrontare affrontare i primi sintomi
dell'impotenza. Si sentono pieni di paure, tristi
e preoccupati. Ma, come si espresse qualcuno: "Vi
è un lato positivo. Ho imparato ad avere una fantastica
vita sessuale malgrado il mio problema. Il coito
è solo un aspetto della sessualità."
Talvolta questa ridda di sogni non soddisfatti condurrà
un uomo in una corsa che lo porterà direttamente
in un letto estraneo. L'attività sessuale dei maschi
di livello sociale superiore, solo per il 62% deriva
da rapporti coniugali. La cosa è diversa per i maschi
del livello socioeconomico inferiore: a 50 anni
il 90% della loro attività sessuale avviene all'interno
del matrimonio. E solo il 10% delle donne sopra
i 40 anni indulge ad attività sessuali extraconiugali.
Quando si verifica un'infedeltà, ciò non significa
necessariamente la fine di un matrimonio: vi sono
molti modi per affrontarla: dall'accettazione alle
rinnovate promesse di fedeltà. Ma il tarlo della
gelosia può corrodere i migliori matrimoni. Il distruttore
è la gelosia, piuttosto che l'atto dell'adulterio.
E la gelosia è il risultato diretto della possessività
e dell'insicurezza.
E' bene che ogni coppia discuta i possibili esiti delle
relazioni extraconiugali prima che esse si verifichino;
è necessario avere un durevole dialogo sull'argomento,
poiché i nostri atteggiamenti possono cambiare,
e cambieranno, col nostro crescere e divenire più
maturi. Il mantenere l'argomento chiuso in un cassetto
finché non esplode una notte è un invito un sicuro
disastro.
Sebbene sia impossibile mantenere una relazione profonda
e intima intrattenendo nel contempo legami sessuali
con altre persone, una occasionale relazione extraconiugale
non deve necessariamente essere la causa della rottura
di un matrimonio, quando esso possiede altri elementi
positivi. Il sesso è solo un aspetto del matrimonio.
Se riusciamo a evitare di credere di possedere il
proprio compagno (cioè se evitiamo la dinamica del
padrone e dello schiavo), dovrebbe essere possibile
affrontare l'adulterio con ragionevolezza, comprensione
e simpatia; e ciò è valido per ognuno di noi, sia
per la "vittima innocente" del tradimento del consorte,
sia per chi lo ha perpetrato.
Due caratteri a confronto
A nessuno di noi piace affrontare i problemi. è tanto più
facile leggere il giornale, fare una passeggiata,
lavorare fino a tardi, o lamentarci con un amico
delle nostre difficoltà, piuttosto che discuterne
con la moglie o il marito. Ma nessuna relazione
può crescere senza qualche frizione risultante da
due corpi, o due Ego, che vengono costantemente
strisciati l'uno contro l'altro. L'affrontare questi
conflitti, il risolverli, facendo i compromessi
necessari, sono mezzi per dare a una relazione profondità
e dimensioni.
Quando raggiungiamo i 40 o i 50 anni, ci sembra di meritare
un po' di riposo da tutte queste discussioni, così
perdiamo la pazienza quando si presentano. Ma perdere
la pazienza equivale solo a perdere, appunto. Un
matrimonio non si prende mai cura di sé: siete voi
che dovete prendervene cura, finché vi sta a cuore.
Ogni nuovo stadio della vita presenta la sua originale
serie di problemi, e la mezza età non è differente
sotto questo aspetto.
Un numero sempre crescente di uomini di mezza età si trova
di fronte a una moglie resa da poco più libera:
i figli sono cresciuti e il mondo si sta aprendo,
a queste donne, come non fu mai quando erano giovani.
Molte donne desiderano nuove occupazioni e carriere
o vogliono completare o migliorare la propria educazione,
che forse è stata troncata dai figli. Sebbene tutto
questo appaia positivo in teoria, in pratica provoca
miriadi di problemi e di adattamenti. Alcuni mariti,
del tutto favorevoli e ben disposti verso i nuovi
sforzi delle mogli, devono ora affrontare compiti
domestici che , non avevano mai sostenuto prima.
Altri mariti resistono, cercando di dissuadere le
proprie mogli da queste "stupidaggini" e si rifiutano
di accollarsi una parte delle faccende di casa,
mettendo la donna nella situazione di dover in qualche
modo comprimere la sua nuova vita in quella vecchia,
con il risultato di una combinazione di risentimento
e di stanchezza che dà adito a nuovi problemi.
La perdita di un lavoro in questo stadio della vita non
è una cosa lieve: è straordinariamente difficile
per un lavoratore anziano trovare un altro posto.
Un cambiamento di lavoro, che una volta poteva sembrare
una avventura, può essere estremamente doloroso
quando vi allontana dai vostri figli, che ormai
hanno una casa loro e vecchi genitori dipendenti.
Tristemente, malattie debilitanti colpiscono molti
di noi che hanno 50 0 60 anni. Come affrontare una
lunga malattia o una minorazione, quando i moduli
della vita sono stati così stabili e regolari?
Non ci sono soluzioni semplici. Ma se il matrimonio deve
superare la tempesta, bisogna tentare uno sforzo
concertato e coscienzioso per mantenere aperte le
linee della comunicazione. Con la perseveranza,
molti sono in grado di sopravvivere alle difficili
e varie fasi del matrimonio, maturando il proprio
Aspetto Matrimoniale.
Il denaro è simbolo di potere in molti matrimoni. II modo
in cui viene usato è indicativo delle personalità
e dei livelli di maturità coinvolti. Poiché le giovani
coppie agli inizi ne hanno ben poco, è solo nei
matrimoni vecchi di 15 0 20 anni che il possesso
di denaro può ergere minacciosamente la testa. Quando
il denaro diviene un argomento, il problema generalmente
non è costituito dalla quantità di esso ma dal modo
in cui viene usato: per controllare, per punire,
per manipolare. Tutto ciò deriva dalla immaturità,
dall'essere vendicativi, dall'egoismo: le autentiche
malattie del matrimonio.
Il mutare dei ruoli tradizionali della nostra cultura occidentale
(l'uomo guadagna e la donna cura la casa) ha provocato
un grande tumulto, creando lotte egoistiche e di
potere fra i coniugi. In una famiglia su tre dove
la moglie lavora fuori casa, i suoi guadagni sono
eguali o maggiori a quelli del marito. In quanto
minaccia per l'ego del marito, questa può essere
una delle cause dell'aumento dei divorzi intorno
alla mezza età.
Quali che possano essere i nuovi problemi, non possiamo
evitarli. Dobbiamo, dunque, essere aperti a essi
e pronti ad affrontarli. "Ma li affronto sempre!"
forse griderete. è facile affrontarli quando si
domina la situazione. E quanto più invecchiamo,
tanto più siamo sicuri di dover dominare la situazione.
La maturità viene generalmente intesa così. Invece,
la maturità ammette la confusione, il non avere
tutte le risposte; confessa apertamente sentimenti
di impotenza e di debolezza. La maturità ha il coraggio
di ammettere la vulnerabilità. Se giuochiamo a essere
il padre onnisciente o la supermadre con i nostri
figli o con il nostro coniuge, ostacoleremo lo sviluppo
della nostra relazione come pure quello della nostra
personalità. Per le coppie più Vecchie, però, questo
atteggiamento costituisce una forte tentazione.
Dobbiamo lasciare ai nostri compagni lo spazio per respirare,
cambiare e crescere. Troppo spesso creiamo delle
barriere congelando l'immagine che abbiamo del nostro
compagno al tempo dell'inizio della nostra relazione.
Questo è immaturo e spiacevole come il rimanere
attaccati ai moduli dei nostri anni giovanili; anzi
ancora di più, in quanto poniamo vincoli a un'altra
persona. Non possiamo attenderci che il nostro compagno
rimanga lo stesso più di quanto possiamo aspettare
questa immutabilità da noi stessi. Perché dunque
non alimentare la crescita reciproca, mediante la
costante apertura, l'incoraggiamento, il rispetto,
la flessibilità e la tenerezza, gli ingredienti
principali della intimità?
Divorzio
Naturalmente, ogni matrimonio ha i suoi alti e i suoi bassi
ogni giorno, ogni mese e ogni anno. Il modo in cui
questi alti e bassi vengono affrontati indica la
maturità o l'immaturità delle parti in causa.
Statisticamente, la felicità coniugale raggiunge il suo
punto inferiore quando i figli della coppia entrano
nell'adolescenza e i genitori sono sulla trentina.
I tassi di divorzio aumentano da quel punto in avanti
finché i figli non sono cresciuti e lasciano la
casa. Perché?
Potrebbe essere che i figli siano la colla che mantiene
insieme un matrimonio già rotto. Con la loro partenza,
molte donne perdono la loro ragion d'essere e si
sentono perdute e inutili; gli uomini possono divenire
annoiati o scoraggiati per l'immobilità della loro
carriera. Ciascuno comincia a incolpare l'altro
per innumerevoli irritazioni quotidiane che in precedenza
sembravano irrilevanti in confronto all'allevamento
dei bambini. Con l'assenza dei figli, i coniugi
hanne una visione più chiara l'uno dell'altro. Difetti
prima ignorati ora vengono ingigantiti. Ciascuno
nota, nell'altro come in se stesso, i capelli grigi
e la pelle flaccida. Forse uno o entrambi hanno
cominciato a lasciarsi andare. I rapporti sessuali
divengono sporadici. Nell 26% dei casi, è il sesso
ragione di separazione.
Molti divorzi avvengono dopo un periodo di tempo molto
breve: al di sotto dei due anni. I matrimoni di
lunga durata, quelli di 10, 20 e anche 30 anni,
sono molti di più e sono i più difficili da sciogliere.
Perché continua un matrimonio per molto tempo dopo che
esso è morto? un uomo smette di amare sua moglie
molto prima che gli passi per la testa la possibilità
del divorzio. C'è una paura generalizzata dell'ignoto:
arrivare ai 50 anni e sposarsi due volte; in cosa
ci si sta per imbarcare? Almeno, questo è noto.
Vi sono i bambini e il timore di non essere un buon
genitore a distanza [si tratta di una paura particolare
degli uomini, in quanto le donne generalmente mantengono
l'affidamento dei figli]. Esiste anche una leggera
e costante pressione della società sotto forma dei
vostri amici, genitori, e così via, che tendono
a reagire negativamente al divorzio e alla rottura
del matrimonio. L'incertezza finanziaria, il non
volere ammettere il fallimento, e la semplice determinazione
a essere fedeli al proprio voto coniugale. Tutto
ciò costituisce una grande sfera di paure da superare.
La questione se por fine o meno a un matrimonio può essere
risolta solo dalle parti in causa. Ma va notato
che la maggior parte dei matrimoni infelici provocano
gravi danni psichici a uomini e donne brutalizzati
dal risentimento reciproco e verso se stessi. Dopo
un lungo e doloroso processo di mutua alienazione",
la maggior parte dei mariti e delle mogli emerge
ferita, col morale a terra, bassa autostima, e con
scarsa capacità di funzionamento. I giovani che
pongono fine a una relazione di due o cinque anni
non sono in generale così profondamente offesi come
le persone di mezza età che emergono da anni di
repressione e di risentimento. Il recupero è un
processo molto lento.
Quando una persona dice del proprio coniuge, "Non ho più
bisogno di lui," in realtà sta dicendo, "Ho bisogno
di qualcuno, ma tu non stai soddisfacendo le mie
esigenze così come le percepisco." è interessante
ascoltare come marito e moglie pensano che l'altro
soddisfi propri desideri. C'è una dicotomia fra
ciò che secondo il marito non va nel matrimonio
e il parere in proposito della moglie, che può essere
del tutto diverso.
Queste versioni apparentemente contraddittorie della realtà
possono anche annebbiare le relazioni fra genitori
e fra datore di lavoro e impiegato. Quando le comunicazioni
non sono aperte né chiare, i legami o i distacchi
che ne risultano sono fondati su false premesse.
Se, invece di essere franchi e onesti nella discussione
con chi ci è vicino, ci aspettiamo che i nostri
compagni indovinino le nostre necessità, i nostri
desideri e le nostre speranze, in modo quasi soprannaturale,
ci prepariamo a un sicuro fallimento.
La seconda volta
Un matrimonio sbagliato non significa necessariamente
che uno dei suoi componenti manchi di qualche cosa;
semplicemente l'uno non è adatto all'altro. Possono
essersi sposati troppo giovani, senza il vantaggio
dell'esperienza e della conoscenza di se stessi.
Ora che sono in qualche modo crescîuti, sono pronti
per una relazione più matura. Le generazioni attuali
non rifiutano il matrimonio in se stesso, ma solo
quelli sbagliati. Quando un matrimonio è in difficoltà,
questo matrimonio non funziona. Così si divorzia
e si prova un altro matrimonio, migliore. Più di
metà dei divorziati si risposa e la maggior parte
di essi sposa persone che sono state anch'esse già
sposate.
Tutti, naturalmente, compiono degli errori e il matrimonio
qualche volta è uno di questi. Il perdonare noi
stessi per un tale errore è un atto supremo come
il perdonare un'altra persona.
Ma spesso l'errore non è stato il matrimonio, ma la mancanza
di preparazione alla sua continua evoluzione. Il
divenire troppo dipendenti dal proprio coniuge,
il limitare la propria attività a campi troppo ristretti
(l'ufficio, i bambini), l'incoraggiare la dipendenza
dei figli invece che favorire un aumento dell'indipendenza,
sono fattori che, insieme ad altri, possono corrodere
quello che altrimenti sarebbe stato un matrimonio
fondamentalmente valido. Sebbene non sia mai troppo
tardi per ricominciare, è spesso troppo tardi perché
un matrimonio decrepito e dominato dalla ostilità
possa ringiovanire.
Quando il divorzio è inevitabile non deve essere considerato
un fallimento. Al contrario, deve essere guardato
come un capitolo della propria vita, nel quale si
sono imparate alcune difficili lezioni, che possono
condurre a un futuro più ricco. Se ci applichiamo
intelligentemente, il divorzio dovrebbe essere celebrato
quanto il matrimonio.
Altetnative coniugali.
Molto tempo fa una persona media viveva solo 22-30 anni.
Conseguentemente, le unioni non potevano durare
più di pochi anni. Ma oggi, la gente vive, 70, 80
e 9O anni, e il matrimonio può durare un'eternità.
La monogamia è il modello standard nella nostra cultura.
Ci viene insegnato che siamo destinati a formare
nella vita sola coppia. Forse questo era accettabile
in un'epoca in cui la durata della vita era breve,
ma, come indicano le tendenze del divorzio, ciò
appare sempre meno possibile. Più matrimoni consecutivi
ben presto diventeranno la norma. In futuro, invece
che essere coinvolti nelle battaglie legali per
le questioni di proprietà, di affidamento, e per
tutte le altre miserie del divorzio, forse faremo
un contratto per cui ci sposeremo per un dato numero
di anni, mentre i particolari delle quiestioni di
proprietà e di affidamento dei bambini saranno stabilite
fin dall'inizio. Questi contratti sarebbero rinnovabili
se entrambe le parti sono consenzienti. Le famiglie
aggregate, come tante ne vediamo già oggi, potrebbero
intrecciare amichevoli relazioni, facendo ripensare
ai giorni della famiglia estesa.
Se una persona di mezza età si trova sola, per divorzio
o vedovanza, oppure è stanca della solitudine, non
c'è alcun bisogno di limitate le sue possibilità
di trovare un compagno sulla base dell'età. Le persone
dovrebbero essere interessate "non all'età, ma a
tutto il resto". Mete comuni, interessi, valori,
cose che piacciono e non piacciono, questioni politiche,
religiose, stili di vita simili, tutti questi sono
i legami che rendono armonioso lo strumento del
matrimonio. Molte persone anziane si sono unite
con altre molto più giovani. Non solo persone famose
rna anche gente comune ha superato le barriere dell'età.
In realtà, con l'avvento del movimento di liberazione della
donna, vi è un numero sempre crescente di relazioni
fra donne mature e uomini più giovani, un fenomeno
sociale che un tempo ha destato molte chiacchiere
ma ora sta divenendo del tutto normale. Sembra che
gli uomini più giovani siano più aperti alle richieste
delle donne appena emancipate: sono spesso più egualitari
nei doveri domestici, meno minacciati dalle donne
che hanno avuto successo nel lavoro, e più ricettivi
verso l'amore aggressivo delle loro indipendenti
compagne.
Vi sono numerosi aspetti in favore della compatibilità
in queste unioni. Dal momento che l'apice sessuale
dell'uomo è a 18 anni e quello della donna a 30,
tali unioni sembrano favorire la concordia sessuale.
Poiché le donne vivono più a lungo degli uomini,
vi sono minori probabilità che esse rimangano vedove
prematuramente. Dato che la maggior parte delle
donne in queste relazioni lavorano e hanno ottimi
stipendi, sono meno probabili le difficoltà economiche
rispetto alle famiglie più tradizionali.
La maturità dell'Aspetto matrimoniale
Per trovare un compagno adatto l'importante non è l'età
cronologica, ma la compatibilità degli Aspetti sessuale,
matrimoniale, familiare.
L'Aspetto matrimoniale può essere mantenuto elevato e sano
imparando ad anticipare certi cambiamenti inevitabili
nello stato fisico vostro e del vostro coniuge:
la possibile morte del vostro compagno; la potenziale
andata in pensione o il cambiamento di professione.
Piuttosto che lasciare un buco vuoto nel proprio
matrimonio quando i figli se ne vanno di casa, i
coniugi possono trovare nuovi orizzonti da esplorare.
I figli non sono più il tema centrale delle battaglie,
dell'attività e delle conversazioni. I coniugi possono
cominciare a stabilire nuovi punti di contatto fra
di loro e con il gruppo dei loro pari, scoprendo
nuovi impieghi per il loro tempo.
Quando vi avvicinate ed entrate nella mezza età o negli
anni ancora più avanzati, l'anticipazione di tutti
questi fattori diviene sempre più importante, poiché
allora le circostanze della vita iniziano a mutare
radicalmente rispetto ai precedenti 20 e più anni.
è vitale essere preparati a questi mutamenti, insieme
al proprio coniuge, pronti a fare compromessi, desiderosi
di nuove avventure, in uno stato di disponibilità
e di maturità. In tal modo, potremo tutti avere
un Aspetto matrimoniale almeno pari alla nostra
età cronologica, ma preferibilmente più elevato.
L'Aspetto della mezza età di chi vive solo.
|||||||||||||||||XXXXXXXXXXXXXXXXXX|||||||||||||
Paragrafo
in elaborazione.
L'Aspetto familiare della mezza età.
|||||||||||||||||XXXXXXXXXXXXXXXXXX|||||||||||||
Paragrafo
in elaborazione
L'Aspetto sociale della mezza età.
|||||||||||||||||XXXXXXXXXXXXXXXXXX|||||||||||||
Paragrafo
in elaborazione
L'Aspetto della mezza età nel lavoro.
|||||||||||||||||XXXXXXXXXXXXXXXXXX|||||||||||||
Paragrafo
in elaborazione.
La Mezza età in prospettiva al futuro
---Se lo vogliamo, possiamo continuare a crescere
fino ai nostri ultimi giorni.Il nostro l’Aspettativa
d'Età per il Futuro dipende da vari processi di
crescita, ottenuti mediante l'adattamento, l'educazione,
e la progettazione del futuro.
---Oggi abbiamo opportunità che in precedenza non
sono mai state altrettanto disponibili in così vasta
scala. In altri tempi, quella che noi consideriamo
la mezza età costituiva e gli ultimi anni della
vita stessa. Ma i progressi della medicina moderna,
della scienza, e della tecnologia hanno aumentato
l'aspettativa media di vita, regalandoci ulteriore
tempo per dedicarci a migliorare la nostra forma
fisica, ci hanno insegnato molte cose sui nostri
bisogni alimentari, e ci fanno risparmiare fatiche
e i dolori richiesti un tempo da molte occupazioni.
Per queste e altre ragioni, la nostra utilità e
il nostro vigore sono più che mai durevoli.
---Perché, allora, abbiamo tanta apprensione nel
considerare gli anni della mezza età e della vecchiaia?
Perché la maggior parte di noi non trae vantaggio
dalle porte che si aprono nel futuro? Forse, a qualche
livello profondo e subconscio, la mancanza di modelli,
di ruolo derivanti dal passato circa le attività
e le scelte della mezza età, insieme al moderno
lavaggio del cervello circa il fatto che una volta
superata la «gioventù» stiamo già «scendendo la
china», ci stanno bloccando. impedendoci di fare
piani alternativi per il futuro. Dobbiamo concentrarci
su quanti hanno fatto con successo il passaggio
alla vecchiaia. Dobbiamo riuscire in tale compito,
per noi stessi e la posterità.
---Le nostre aspettative e i nostri tentativi di
emulazione devono seguire tali persone piuttosto
che le sfortune di coloro con cui il destino non
è stato così generoso. Sebbene non vi sia certamente
garanzia che anche noi non possiamo cadere tristemente
vittime di malattie, disgrazie e povertà, il bloccarsi
su queste possibilità, immaginandosele, può solo
costituire un invito a esse.
Trattando con il futuro, è più importante avere
immaginazione e introspezione che "aver ragione"
al 100%. Le teorie non devono essere giuste per
essere molto utili. Anche gli errori hanno la loro
utilità.
Adattarsi ai cambiamenti
--- L'età adulta, la mezza età, la vecchiaia talvolta,
senza una preparazione adeguata, possono costituire
uno «Shock da età». Tendiamo a mantenere un'immagine
di noi stessi molto giovanile. Sebbene questo fatto
sia innocuo, forse addirittura vantaggioso, se è
accompagnato da un'idea fissa di ciò che siamo,
stiamo preparandoci a soffrire lo shock da età,
poiché non saremo in grado di adattarci.
---Molti di noi possono non avere più la natura
flessibile dei vent'anni. I cambiamenti possono
congelarci. Ma il mondo sta mutando così rapidamente,
che, a meno di non toglierci dal refrigeratore e
iniziare il processo dello scongelamento, rimarremo
congelati nel passato.
---Un buon metodo per riscaldarci consiste nel passare
in rassegna e nel datare i nostri «prima» e «dopo».
Tutti noi li abbiamo: prima della morte di Carlo,
dopo la nascita di Angelo, prima del mio matrimonio,
dopo che ho perso il lavoro. Alcuni di noi dispongono
di alcuni di questi marcatori temporali e si riferiscono
sempre a essi. Per molti, questi momenti fondamentali
della vita divengono punti fissi che indicano quella
che per noi è stata una esperienza di punta, con
tutto il «poi» che scende dall'altra parte della
china.
---La paura del cambiamento può veramente paralizzarci
e razionalizzeremo e giustificheremo il nostro immobilismo
in centinaia di modi. Piuttosto che affrontare l'insicurezza
di abbandonare un lavoro che odiamo, ci ricordiamo
i benefici della pensione e dei piani di assicurazione,
delle (minime) probabilità di promozione. Invece
di por fine a un matrimonio che non ha mai significato
nulla, “pensiamo ai bambini” oppure diciamo a noi
stessi che perfino il buffone insensibile che abbiamo
sposato è meglio di nessuno. L'inerzia è sempre
accoppiata a una spiegazione razionale, con queste
conseguenze: Thanatos, morte, stagnazione.
---Il cambiamento, d'altra parte, è sempre precursore
di crescita, o anima. Quando i computer cominciarono
a inserirsi nel mondo degli affari, tutti si preoccuparono
per un crollo repentino del mercato del lavoro.
Accadde invece che si aprì un nuovo campo d'impiego
e vennero richieste nuove specializzazioni. La gente
frequentò corsi e si preparò per questa nuova era
nell'industria. Inizialmente, alcuni possono aver
perduto il proprio lavoro, ma furono catapultati
in una esperienza lavorativa completamente nuova.
Se non si congelarono, se cercarono di addolcire
l'apparente limone che la vita aveva dato loro,
lo scossone può aver del tutto rivitalizzato la
loro esistenza. Le più travolgenti e distruttive
forze della vita, della società, della natura, abbattono
sempre barriere, lasciando posto alla crescita e
alla creatività. Il piangere tali perdite per un
breve periodo è necessario e giusto, ma se ci attacchiamo
a esse, limiteremo tutto il potenziale dello sviluppo
futuro. Gli eventi passati, siano perdite o guadagni,
dovrebbero essere impiegati per coltivare il suolo
della nostra vita di ogni giorno, assicurandoci
un raccolto completo e abbondante.
---Se riusciamo a mantenere i nostri prima e i nostri
dopo aggiornati e malleabili, potremo avere presente,
realisticamente, ciò che vogliamo o non vogliamo
fare della nostra vita e in cosa possiamo o non
possiamo cambiare. In altre parole, potremo scoprire
gli ingredienti attivi sia del nostro piacere sia
della nostra scontentezza. Se avete 39 anni e avete
sempre desiderato di essere un atleta, potete scordarvi
delle Olimpiadi; ma potrete cominciare un programma
di allenamento alla corsa che, in due o tre anni,
vi permetterà di partecipare a qualche maratona.
Se avete sempre sognato un lavoro indipendente e
avete 58 anni, avete scarse probabilità di divenire
un grande imprenditore; ma potrete dare l'avvio
a una piccola azienda in casa vostra, che vi permetterà
di rimanere attivi ben oltre la data della pensione.
---Il fare cambiamenti richiede una quantità di
energia e di concentrazione, così è importante non
essere impulsivi. L'impetuosità spesso finisce in
rimpianti, facendo sì che la prossima volta sarete
ancora più riluttanti al cambiamento. Poiché il
cambiamento solleva sempre una certa quantità di
stress, vi conviene dividere “gli innumerevoli cambiamenti
di questa vita mortale” nel numero massimo di piccole
fasi, in modo che la pressione che dovrete sopportare
sia positiva piuttosto che negativa.
---Adattabilità significa osservare e ascoltare
con mente aperta il mondo che cambia intorno a noi.
Se disprezzate ogni passo del progresso che si presenta
(l'energia solare, i computer domestici, o una nuova
forma di controllo delle nascite), diventerete fissati
sul passato, soffocando ogni possibilità di crescita.
Mantenersi aggiornati
---Il modo migliore per aumentare la vostra adattabilità
consiste nel diminuire la vostra dipendenza: dal
vostro coniuge, dai figli, dai genitori, dal lavoro,
dal ruolo sociale. Sebbene un coinvolgimento adeguato
in tutti questi campi sia necessario per una esistenza
equilibrata, una eccessiva dipendenza da qualcuno
di essi può ostacolare la crescita. Un certo grado
di distacco può promuovere una indipendenza sicura
ma non ostinata che ci aiuterà a rimanere flessibili
e resistenti. Uno dei modi migliori per divenire
più indipendenti è l'educazione. “L'educazione?
Significa dover tornare a scuola?” voi direte. “Sono
troppo vecchio per questo!”
---Innanzitutto, finché viene lasciato tempo sufficiente,
la capacità di soluzione di problemi si deteriora
relativamente poco prima della vecchiaia. La crescita
intellettuale apparentemente continua per tutta
l'età adulta in quanti rimangono intellettualmente
attivi. Sfortunatamente, per la maggior parte della
popolazione, un marcato declino ha inizio intorno
ai 25 anni, poiché la maggioranza di noi non usa
la propria mente. Se avete vissuto in una caverna
per 20 anni, non potrete mai abituarvi alla luce
del sole. Egualmente, una mente che è rimasta cronicamente
al buio, permane ermeticamente sigillata.
---In secondo luogo, educazione non significa necessariamente
andare a scuola, almeno non in senso ortodosso.
L'educazione può consistere nella lettura ragionata
e nella visita di musei e gallerie con interesse
genuino e disponibilità a considerare le opere e
la vostra risposta a esse. Anche coltivare un giardino
o costruire una capanna di tronchi può esser educativo.
Qualunque cosa facciate, se la fate con cura, meditando
prima sulla procedura e poi esaminando attentamente
la vostra opera, state educando voi stessi.
---L'auto-educazione è un fattore primario nel rimuovere
gli impedimenti che ci ostacolano nell'adattarci
al cambiamento. Se avete una malattia e un medico
ne fa la diagnosi e prescrive una cura, le vostre
paure, per quanto siano state irragionevoli, sono
sedate. Una donna che attraversa la menopausa può
essere colma di apprensioni, nel timore di ingrassare,
invecchiare, diventare brutta, antipatica, e così
via. II conoscere i sintomi reali della menopausa
(che sono pochi) e cosa ci si deve attendere in
termini di cambiamenti fisici, elimina l'ansia,
rendendo l'esperienza, se non piacevole, almeno
certamente meno traumatica.
---L'arricchimento del vostro ambiente immediato
è un'altra via verso la crescita intellettuale.
Negli esperimenti è stato riscontrato che ratti
di laboratorio posti in gran numero con altri ratti
in un ambiente arricchito (una grande gabbia equipaggiata
con scale, labirinti, gallerie, ecc. ), svilupperanno
una corteccia cerebrale più spessa, rispetto a ratti
alloggiati a tre a tre in gabbie comuni. La cosa
più importante, è il fatto che gli effetti [positivi]
dell'arricchimento sono stati riscontrati a ogni
età.
---Noi attualmente "educhiamo" la maggior parte
dei nostri cittadini fino alla scuola superiore,
una minoranza fino all'università e quasi nessuno
oltre. Quando si presenta una scelta difficile...
il pensiero della maggior parte della popolazione
al di sopra dei 30 anni rivela di essersi congelato
al tempo in cui era stata interrotta la loro educazione.
L'educazione dovrebbe essere un processo continuato,
per tutti gli anni dell'età adulta e non solo della
fanciullezza. Lo stadio della vita chiamato generalmente
gioventù, è un momento per accumulare esperienze
e cultura, per raggiungere la consapevolezza...
potrebbe essere meglio descritto come lo stadio
dell'educazione: questo stadio può e deve durare
per tutta la vita.
---Una educazione continuata è un elemento ineliminabile
del progresso. Ma non siamo preparati a pensare
in termini di educazione in età adulta, e molti
di noi non l'hanno mai sperimentata. Nei paesi scandinavi,
però, esistono “scuole superiori popolari” da più
di cent'anni. La Danimarca, con una popolazione
di soli 5 milioni di abitanti, possiede più di 80
di tali scuole.
Alcune università progressiste offrono anche delle
facilitazioni in base alla “esperienza di vita”,
così che quanti sono stati lontani dalla scuola
per molti anni ma hanno chiaramente ricevuto una
istruzione dalla vita stessa (sia nel mondo degli
affari o in casa, come madri), non devono ricominciare
da zero, se desiderano ricevere un diploma universitario:
la loro conoscenza duramente conquistata merita
un credito ufficiale.
---I rapidi cambiamenti tecnologici rendono necessario
un addestramento aggiornato in quasi ogni mestiere
o servizio moderni. Perfino l'attuale casalinga
deve superare le difficoltà dei nuovi elettrodomestici
e dei preparati alimentari, come il forno a microonde
e gli elaboratori alimentari. Gli impiegati devono
essere addestrati a manovrare i complessi equipaggiamenti
di comunicazione e di elaborazione delle parole.
Gli impiegati e i dirigenti, comprendono molto chiaramente
che la moderna industria è molto invecchiata...
Come reazione bisogna incoraggiare la fondazione
di scuole tecniche e tecnologiche; promuovere l'educazione
degli adulti a ogni livello; rivolgere l'attenzione
ai corsi serali e non a tempo pieno; e fornire maggiore
addestramento ed educazione nelle imprese industriali
stesse.»
---A parte le scuole secondarie e le università,
vi sono molte altre forme di educazione per adulti.
Le scuole professionali offrono corsi per corrispondenza;
il Dipartimento dell'Agricoltura conduce programmi
di istruzione agricola, di economia domestica, e
perfino corsi commerciali; organizzazioni comunitarie,
come l'Associazione delle Giovani Donne Cattoliche,
partiti politici, sindacati, organizzazioni femminili,
biblioteche, musei, e giardini botanici, offrono
corsi specializzati e seminari. La ditta per cui
lavorate può tenere suoi corsi particolari o può
pagarvi l'iscrizione a corsi su argomenti correlati
al vostro lavoro in università o scuole vicine.
E molte agenzie di previdenza sociale offrono servizi
educativi nel campo della salute, della sicurezza,
della consulenza matrimoniale, della pianificazione
familiare, e così via. Le persone che affermano
il proprio desiderio di frequentare un corso ma
non sanno dove andare, probabilmente sono quelle
stesse che portano il paraocchi e si congelano al
pensiero del cambiamento (l'apprendere, dopo tutto,
è un cambiamento); esse non osservano né ascoltano
il mondo che le circonda.
La vecchiaia, una malatia da curare
---Come l'educazione può disperdere molte paure
e aiutarci a superare molti ostacoli, così il prepararci
ai nostri anni più tardi eliminerà gran parte di
questa trepidazione. Il poter beneficiare a 65 anni
della previdenza sociale non significa che potete
stare del tutto tranquilli. Sebbene non sostenga
personalmente di impiegare tutto il tempo, l'energia
e il denaro di adesso per prepararsi un futuro,
vi sono alcune misure pratiche che possono e devono
essere prese. Per esempio, ora è il momento di assicurarsi
che le cure mediche saranno per voi disponibili
in seguito. Fate quello che potete per assicurarvi
un piccolo capitale, o investite quanto possedete
in una casa, così da non dovervi preoccupare per
un tetto sopra la testa quando avrete 75 anni. Preparate
un testamento. Questo risparmierà alla vostra famiglia
grossi dispiaceri quando morrete, non importa a
quale età.
---Datevi da fare. Quali sono i vostri interessi?
Sviluppate un hobby, iniziate un programma di esercizi
fisici, progettate una seconda carriera, iniziate
una piccola attività commerciale in casa o migliorate
le vostre capacità per un lavoro a parttime. Pensate
a come e dove desiderate vivere quando sarete vecchi:
con la famiglia, da soli, in un ritiro. Parlate
con persone anziane e domandate loro cosa significhi
essere vecchi, come si prepararono, o non si prepararono,
alla vecchiaia. Non solo acquisterete informazioni
di valore, ma supererete quella orribile barriera
dell'età che forzatamente isola gli anziani da tutti
gli altri.
---Siate realistici. “L'età dorata?” chiese ironicamente
una donna. “Non è affatto dorata. è piena di affanni
e di dolori. Eppure, non credo ai rimpianti. Molte
persone hanno rimpianti e sono completamente insoddisfatte
della propria vita. Ora immaginano di essere sulla
china e ciò li deprime. Perché dovrebbe essere così?
Avete avuto un buon tempo per salire e ne avrete
anche per scendere. è anche più facile perché si
va in discesa. “
---La soddisfazione deriva dal fare ciò che soddisfa
voi di quello che essa dovrebbe essere, data dalla
società. Potrete appurarlo solo assumendo dei rischi,
sfruttando delle possibilità, sperimentando. Il
solo tenersi occupati non costituisce una risposta.
L'essere indaffarati non equivale a essere soddisfatti.
Stiamo sfidando dei rischi, stiamo assumendo la
responsabilità della nostra vita, oppure stiamo
creandoci delle trappole, vivendo entro i confini
di vecchi modelli?
---Queste sono tutte domande che dobbiamo porci
in ogni periodo di sosta nella nostra crescita personale,
e tali periodi sono molti. Se non ci poniamo tali
questioni, se non ci esaminiamo e mettiamo alla
prova, rimarremo dove siamo e la vita perderà il
suo interesse, la crescita verrà ostacolata.
---Per quanto possa sembrare spiacevole, dobbiamo
affrontare l'idea della nostra morte. Pochi di noi
vi pensano finché. non affrontiamo la morte di qualche
persona cara, soprattutto un genitore. «I genitori,
per quanto vecchi possano essere e qualunque sia
la nostra età, servono fra le altre cose a farci
scudo contro il destino. Finché sono vivi, possiamo
evitare il fatto della nostra mortalità; possiamo
essere ancora bambini innocenti. Ma una volta che
la nostra vita è stata segnata dalla morte di una
persona amata, o dal fatto che voi stessi l'avete
sfiorata, la morte è un argomento inevitabile.
---Il progetto dell'eutanasia praticata da amici
fidati, sebbene non legale, è una scelta. La sua
eticità è ancora discussa. Parola greca, eutanasia
significa «buona morte» e Socrate e Platone la trovavano
perfettamente morale, con il consenso, naturalmente,
della vittima. In caso di malattie incurabili e
dolorose, molte persone pensano che “l'uccisione
pietosa” sia l'alternativa più umana e consapevole.
Che la accettiate o meno, dovete pensarvi e fare
piani circa la vostra morte e sepoltura. Ignorare
questa realtà, lasciare tutte le responsabilità
e le spese ai parenti addolorati, è un atto di immaturità.
L'invecchiamento nel futuro
---Esiste la possibilità che la vostra morte sia
rimandata nel futuro più di quanto pensiate, specialmente
se siete ancora sulla ventina o sulla trentina,
come risultato di alcune ricerche che vengono attualmente
condotte.
---La «malattia» si verifica quando due molecole
in un gene, l'unità di base dell'ereditarietà, si
agganciano insieme mediante un processo chiamato
legame crociato. Se mettete le manette a due uomini
forti, essi sono ostacolati e non riescono a lavorare
bene come senza di esse. Se poi legate un terzo
uomo agli altri due, la cosa porrà ulteriori difficoltà.
Questo è quanto accade nel nostro corpo quando le
molecole divengono legate insieme, producendo sintomi
come la pelle cadente o le arterie fragili.
---La soluzione del fenomeno dei legami crociati
sarebbe risolutiva. Nella ricerca sull'invecchiamento
non consideriamo i problemi cardiaci come una malattia,
e nemmeno la gotta o il diabete. Sono sintomi che
dobbiamo trattare. La vera malattia è l'invecchiamento
dell'organo stesso, e questo è il DNA.
---La risposta potrà essere trovata nell'ingegneria
genetica. La maggior parte delle persone, quando
sentono tale termine, pensano alla clonazione. Ma
la clonazione è solo una parte, per quanto sensazionale,
dell'ingegneria genetica. è come il fuoco. Solo
perché brucia, non dovremmo usarlo? Bisogna sfruttarne
le buone qualità e controllarle.
---Esistono 40.000 geni, che compongono il nucleo
di una cellula, nel DNA. Ciascun gene è destinato
a eseguire una funzione specifica nell'organismo.
Fino a un’epoca recente è stato molto difficile
distinguere queste funzioni poiché i geni sono incredibilmente
minuscoli. Ma è stato sviluppato un nuovo microscopio
elettronico che ingrandisce fino a 15 milioni di
volte, così che mediante il suo impiego è possibile
cominciare ad ascrivere la sua funzione a ogni gene.
Il significato di queste scoperte consiste nel fatto
che, un giorno, sarà possibile, mediante microchirutgia
o iniezioni di sostanze chimiche, riprogrammare
virtualmente i geni.
---Cosa vuol dire tutto ciò? Si potrà trovare l'orologio,
l'orologio di morte se volete, che spegne la cellula
stessa. Si potrà allora riprogrammarlo in modo da
non morire così in fretta. In altre parole la cellula
non si spegnerà. Secondariamente, le malattie genetiche,
come i problemi cardiaci, la gotta, il diabete,
e forse il cancro, saranno eliminati. Diventeranno
una cosa del passato, come la poliomielite o altre
malattie che un tempo affliggevano il mondo e sono
ora superate.
---II DNA opera inviando istruzioni mediante l'uso
di enzimi. Se tali enzimi non sono presenti, in
altre parole se non li produciamo, si verificano
mutazioni o problemi genetici: questo è ciò che
conosciamo come malattia. Se l'enzima giusto può
essere iniettato nel sistema, invertirà la tendenza.
Solo una cellula è necessaria per riprogrammare
tutte le altre cellule, in quanto sono simbiotiche;
cioè, lavorano tutte insieme. Se le cellule cardiache,
per esempio, sono isolate in laboratotio, continueranno
a pulsare secondo il ritmo che avevano quando furono
rimosse dal cuore. Ma se vengono poste in stretta
contiguità l'una con l'altra, in pochi istanti cominceranno
a pulsare in perfetta sincronia. In modo simile,
una cellula che è riprogrammata geneticamente per
“mangiare” le cellule cancerogene potrebbe essere
iniettata nel corpo, dove programmerebbe altre cellule
simili a fare la stessa cosa.
---A differenza della maggior parte delle medicine
e delle procedure mediche di oggi, quando queste
possibilità saranno disponibili, il loro costo sarà
molto basso. Una semplice iniezione provocherà una
guarigione dalla malattia o una estensione della
vita alla portata di tutti. Gli importanti farmaci
che attualmente usiamo saranno probabilmente tolti
dal mercato e i nostri metodi di cura e di ricovero
in ospedale saranno alterati.
---L'invecchiamento è un fenomeno naturale che abbiamo
sempre accettato. Ma, non lo accettiamo più. Stiamo
guardando verso una vita lunga forse 120 anni e
interamente produttiva. Non ci deterioreremo invecchiando
e saremo virtualmente liberi da malattie. è una
concezione del tutto nuova.
---Una concezione davvero del tutto nuova. Le enormi
conseguenze culturali ed economiche potrebbero riempire
dei volumi. Forse con la soluzione dei legami crociati,
la sofisticazione delle apparecchiature bioniche,
e la scoperta della funzione di ogni gene, ritorneremo
a un atteggiamento di rispetto verso gli anziani,
quando i vari gruppi d'età saranno integrati, senza
pregiudizi, nella nostra società e ciascuno potrà
guardare avanti ai propri anni futuri senza timore
di essere respinto o isolato.
---Per adesso, comunque, l'età fra i 40 e i 65 anni
è ancora piena di barriere culturali che inibiscono
un sano invecchiamento, almeno dal punto di vista
psicologico. Una volta rimosse tali barriere, non
vi sarà alcuna vergogna, alcuna perdita di status
o di dignità, alcun timore per quel processo universale
che è l'invecchiamento.
II vostro Quoziente d'Età per il Futuro
---«Nella nostra società... siamo così indaffarati
a fare piani per il futuro, che quando il futuro
ci coglie, non possiamo goderne, poiché siamo ancora
troppo presi a fare piani per il futuro. Sebbene
il predisporre piani per il futuro possa rendere
il nostro presente più produttivo, il lavorare e
il vivere interamente per tale futuro presunto ci
aliena dal mondo di ogni giorno. Con lo sguardo
fisso a una entità sconosciuta, non possiamo più
osservare e ascoltare quanto accade intorno a noi.
---Sarebbe saggio avere una qualche idea di ciò
che vorreste fare fra 30 o 40 anni, rimanendo nel
contempo ben immersi nel vostro presente attuale.
Poiché, per quanto l'ulteriore allungamento della
vita offerto dalla ricerca scientifica possa far
ribollire di progetti futuri la vostra mente, se
non alimentiamo e controlliamo adeguatamente le
fiamme dell'oggi, non vi sarà alcun fuoco che illumini
il domani. Come sempre è un equilibrio delicato.
---Per quanto riguarda l’Aspetto del nostro Futuro,
questo equilibrio, formato da adattabilità, progressi
educativi, preparativi per il futuro e accettazione
della propria morte, oltre che quella dei propri
cari, è una lotta costante ma vantaggiosa, che ci
permette di mantenere il dominio della nostra vita.
Dobbiamo ricordare che “la strada verso le proprie
mete non deve essere misurata! Che importanza hanno
le settimane, i mesi e gli anni?”
--- Le caratteristiche della gioventù, la curiosità,
la vitalità e l'apertura mentale, possono essere
vostre a ogni età. Una buona massima è questa: “quando
lo studente è pronto, il guru apparirà”. Siamo tutti
studenti. Se ci manteniamo sempre pronti, saremo
in grado di passare attraverso nuove porte con facilità,
trovando nuovi orizzonti da esplorare. Le sole porte
che dobbiamo chiudere sono quelle del passato.
---Possiamo evitare la trappola della crescita bloccata,
costruita non sull'evoluzione dell'età ma sulle
fragili tavole dell'inattività, continuando a sviluppare
nuove capacità, permettendoci di vivere pienamente,
e incoraggiando costantemente noi stessi a crescere,
a svilupparci, a espanderci e a essere aperti al
cambiamento. Ricordate il momento importante di
Via col vento, quando Rossella tirò giù le grandi
tende verdi dalle finestre della biblioteca e le
fece trasformare da Mammy in un meraviglioso vestito
alla moda? Anche noi abbiamo risorse che possono
essere riutilizzate per altri scopi, e dovremo sempre
essere alla ricerca di esse.
---Gli stereotipi dell'invecchiamento devono essere
distrutti. Come per i passati movimenti per i diritti
umani, siamo di fronte a una nuova rivoluzione:
la rivoluzione dell'età. “Solo accettando le premesse
rivoluzionarie, possiamo liberare la nostra immaginazione
in modo che entri in contatto con il futuro.”
I cronotipi: una spiegazione
---L'invecchiamento è un processo misterioso come
la nascita e la morte. Sappiamo che occorrono nove
mesi perché un uovo umano fertilizzato si sviluppi
in un infante sgambettante; abbiamo sentito le descrizioni
del processo, lo abbiamo visto illustrato e perfino
fotografato, ma nessuna di queste cose diminuisce
il miracolo dell'evento. Perché, allora, quando
siamo testimoni della prima comparsa dei capelli
grigi, non siamo colti da una stessa sensazione
di reverenza? Ciascuno di questi processi è il risultato
di una evoluzione biochimica, il secondo dei quali
impiega da 15 a 60 anni per svilupparsi. Il grigio
dei capelli è il prodotto della perdita o di un
aumentato bisogno di acido paraminobenzoico (APAB),
che appartiene alla famiglia delle vitamine B; eppure
tutto l’APAB del mondo non ridarebbe necessariamente
il suo colore originale a dei capelli grigi. Anche
l'incanutimento è un mistero.
---L'invecchiamento è un viaggio unico che può essere
osservato con altrettanto piacere e stupore nella
fanciullezza come negli anni adulti. E come i bambini
hanno molto da imparare dai loro modelli adulti,
così noi abbiamo molto da apprendere dai giovani.
La loro mancanza di auto-consapevolezza, il loro
occhio spalancato, pronto alla meraviglia e la loro
bramosia di imparare, la loro assoluta necessità
di esplorare e di scoprire, sono tutti aspetti che
dovremmo acquisire nuovamente.
---Ciò che ci rende “vecchi”, nel significato più
antipatico del termine, piuttosto che il crescere
dell'età, è il limitarsi e il ridursi delle nostre
risposte al mondo che ci circonda ed è in noi. In
che misura prestiamo attenzione ai colori, agli
odori, alle tessiture? Quanto siamo in contatto
con il nostro corpo? Un bastoncino di zucchero vi
fa sentire energici o iperattivi? Quando vi alzate
storditi al mattino lo attribuite al troppo liquore
che avete bevuto la sera prima o alle sigarette
che avete fumato, oppure insistete che state diventando
vecchi? In che misura osservate quanto vi circonda?
Il vostro amico sembra più affaticato o di buon
umore della settimana scorsa? Quando è stata l'ultima
volta che avete sostenuto una posizione controversa
in una riunione sociale? In società prendete sempre
la via più semplice, una semplice conversazione
e qualche risata? Quando raggiungiamo la superficie
della superficialità ci troviamo subito alle corde
e il nostro cervello comincia a incespicare. Questo
vuol dire “invecchiare”, e può verificarsi a 15
come a 50 anni.
La dicotomia dell'età
---Ecco un dialogo fra alcuni anziani della tribù
africana degli Akamba e uno dei giovani che era
appena tornato da un viaggio all'estero. Dopo aver
ascoltato il racconto delle avventure, uno degli
anziani esclamò: «Giovane uomo, se dici il vero,
sei vecchio, hai visto molto e noi siamo molto bambini.»
Il vecchio capo aggiunse: «Giovane uomo, ti ringraziamo
per le notizie. Ci hai resi più vecchi di quello
che eravamo, ma tu sei ancora più vecchio, poiché
hai visto con gli occhi quanto noi abbiamo sentito
con le orecchie.» Questo popolo saggio ma semplice
riconosceva il valore della diretta esperienza e
sapeva che il tempo è il recinto in cui può essere
raccolta ogni esperienza. Nella loro società a movimento
più lento, il resoconto in prima persona del loro
giovane compagno di tribù circa le molte cose che
aveva visto e fatto nel mondo turbinante fuori del
loro villaggio, lo classificava come uno che aveva
passato molto tempo nel mondo. Forse in qualche
modo avevano compreso che lui era riuscito a comprimere
il tempo, divenendo così più vecchio di loro, un
qualcosa che ricorda la teoria generale della relatività
di Einstein.
---Con l'allungamento della nostra vita e il miglioramento
delle nostre condizioni fisiche, noi, insieme con
i tempi mutevoli e le mutevoli caratteristiche demografiche,
dobbiamo apprendere ad accettare la realtà che tutti
noi siamo nello stesso tempo giovani e vecchi. I
bambini, per esempio, possono essere molto vecchi
nella loro giovinezza, proprio come quanti invecchiano
in bellezza, mantenendo il proprio vigore e la propria
salute, sembrano avere un volto senza età. Ciò che
fossilizza è solo l'attaccarsi inutile e tenace
a vecchi valori e a concetti superati insieme a
un rifiuto nel considerarne di nuovi, sia nell'adolescenza
sia nella mezza età. Finché non viene inaugurato
il ciclo del “lasciare andare”, che permette una
nuova crescita, rimaniamo fissati, sprecando una
quantità di tempo e le opportunità della vita.
Il profilo d'età
---Nell'Appendice, vi è un questionario destinato
ad aiutarvi ad accertare i vari Aspetti della vostra
età; costituisce semplicemente una guida per aiutarvi
a elevare la consapevolezza della vostra età rendendovi
coscienti delle varie barriere d'età costruite,
che riflettono le vedute antiseniliste della nostra
società. Condizionati a considerare alcune caratteristiche
(entusiasmo, indecisione, adattabilità, ecc. ) come
tipiche della gioventù, e altre (rigidità, cinismo,
ostinazione e così via) come proprie della vecchiaia,
dobbiamo riconoscere che questi tratti non hanno
una “età” in sé. La premessa generale su cui sono
fondate le valutazioni è che ogni comportamento
o attività che porta alla crescita e all'espansione,
all'umanismo e all'illuminazione, ha caratteristiche
di maturità dandoci, quindi, un quoziente d'età
“più vecchio”, mentre il comportamento o l'attività
che in qualche modo bloccano o costringono la nostra
evoluzione di essere umano soddisfatto, siano immaturi
e ci diano un quoziente d'età “più giovane”. Queste,
però, non sono regole rigide, in questo campo non
ne esistono.
---Possiamo e dobbiamo sforzarci sempre di apparire
e di sentirci il meglio possibile. E poiché quanti
più anni abbiamo per indulgere ai deleteri effetti
della “bella vita”, pigra, dolce e intossicante,
tanto più il nostro corpo diviene vulnerabile al
deterioramento, per quanto riguarda il nostro Aspetto
d'Età medica e per l'Adattamento, è più desiderabile
mantenerli a un basso livello. Quanto più forte
e sano sarà il vostro essere fisico, tanto meglio
potrà sopportare altri sistemi di crescita.
---Per quanto riguarda l'immagine di se stessi,
è preferibile avere valori intorno alla nostra età
cronologica, particolarmente per quanti sono sulla
ventina. La crescita troppo veloce in alcune aeree
può ritardare la maturità in altre. Nell’Aspetto
d'Età sociale e sessuale, il giungere a un quoziente
che è troppo giovane o troppo vecchio può indicare
non solo immaturità ma una perdita dell'immaginazione
e della capacità di divertirsi. I quozienti d'età
che rimangono intorno alla mezza età, sulla trentina
o sulla quarantina, sono quelli probabilmente meglio
bilanciati in questi due aspetti.
---Per quanto riguarda gli altri Aspetti d'età,
quello matrimoniale, familiare, della vita da soli,
economico, o per il futuro, non è possibile essere
troppo “vecchi”; infatti quanto più si è vecchi
meglio è.
---è più che probabile che tutti i vostri Aspetti
d'Età saranno l'uno diverso dall'altro. Insieme
compongono il vostro cronotipo, un profilo d'età
costantemente variabile che aumenta, s'inverte o
rimane costante insieme a voi.
---Questi Aspettii d'età non possono essere ridotti
a una media, per avere un valore totale; ciò sarebbe
egualmente privo di senso come sommare le vostre
misure del petto, della vita e del bacino e dividerle
per tre, per avere una misura media. Non esiste
un tal valore. Il vostro cronotipo consiste semplicemente
in questi undici valori di base.
---A cosa serve tutto ciò? è un sistema di auto-valutazione,
una guida per fare scelte. Il vostro cronotipo può
aiutarvi a trovare maggiore equilibrio nella vostra
vita, indicandovi i punti squilibrati. Esempi:
----Un uomo di 39 anni arrivò ad un Aspetto di età
di 22 punti. Alcuni potrebbero fare salti di gioia
per una età sessuale giovane, ma per un uomo maturo
questo è un valore immaturo. E’ evidente che quest’uomo
non sposato, che aveva relazioni con tre o quattro
donne diverse, godeva della propria attività sessuale,
sebbene ripetuta diverse volte alla settimana, meno
di quando era più giovane. Ciò costituisce una regressione
sessuale, non la maturità. Inoltre, quest'uomo,
che è gioviale e si muove in un vasto circolo di
persone di ogni età e condizione economica, giudica
di non poter star dietro a questo numeroso gruppo
di conoscenze e si lamenta di aver meno tempo libero
di prima, e di trascorrere male questo tempo limitato.
Il suo l’Aspetto della sua Età sociale era di 31,
sebbene la maggior parte degli uomini della sua
età abbiano una differenza fra età cronologica ed
età sociale pari a non più di tre anni.
----Una donna sola di 33 anni aveva l’aspetto d'Età
medica e per l'adattamento molto giovanili, pari
a 26, ma il suo Aspetto d'Età sessuale era relativamente
basso: 23. Esaminando le risposte del suo questionario,
vi era solo una ragione importante di ciò: in quel
momento non aveva alcun compagno sessuale. Le sue
attività sessuali, sebbene regolari e soddisfacenti,
erano tutte di natura autoerotica. Se avesse avuto
un compagno adatto, il suo Aspetto d'Età sessuale
sarebbe salito a 30, entro la norma per una donna
della sua età. Questa stessa giovane aveva Aspetti
d'Età molto stabili per l'Immagine di sé e per la
vita da soli; erano entrambi pari a 33, uguali alla
sua età cronologica. Il suo Quoziente d'Età familiare
era maturo, 43, poiché le sue relazioni familiari
non solo erano strette ma erano anche migliorate
con gli anni.
Sommario
---Mentre cresciamo, maturiamo e sperimentiamo la
vita, lo scetticismo può accompagnare molte considerazioni
di nuovi valori e il cinismo può derivare da ideologie
superate; siamo costantemente in potere di qualche
forma di conflitto interiore per questi mutevoli
e polimorfi valori. Quanto prima comincia il processo
di reintegrazione, che significa riconoscimento
e accettazione dei cambiamenti, tanto prima raggiungeremo
un'età adulta vibrante e reale. Come affermava tanto
eloquentemente Carl Jung: “Persone intelligenti
e colte vivono tutta la vita senza nemmeno conoscere
le possibilità di tali trasformazioni. Del tutto
impreparate, si imbarcano nella seconda metà della
vita... Peggio ancora, facciamo questo passo con
la falsa assunzione che le nostre verità e i nostri
ideali ci serviranno come prima. Ma non possiamo
vivere nel pomeriggio della vita secondo i programmi
del mattino; poiché ciò che era vero al mattino,
alla sera diventa una falsità.”
---Con tante cose che cambiano, psicologicamente,
socialmente e fisicamente, cos'è che ci mantiene
gli stessi? La nostra essenza risiede soprattutto
nella memoria, nella parentela, nell'essere corporeo,
o nella sfuggente anima o coscienza? Chi lo può
dire? Nondimeno, continuiamo a crescere e a mutare
anche se rimaniamo gli stessi: è la dialettica della
vita.
---Ma è in nostro potere cambiare noi stessi, senza
dubbio. Siamo creature notevoli, capaci di modellarci
e di formarci, così come modelliamo e formiamo il
mondo in cui viviamo. Proprio come il possedere
pollici opponibili differenzia i primati da tutte
le altre specie, permettendo loro di afferrare e
usare strumenti e altri oggetti con le mani, l'avere
una “mente opponibile”, se volete chiamarla così,
permette all'Homo sapiens, a differenza dei suoi
cugini primati, di sviluppare la logica, il ragionamento
con se stessi, l'opposizione interiore, così da
poter afferrare qualunque situazione e modellarla
in una forma accettabile e utile per la nostra mente.
A causa di questa meravigliosa capacità, noi, a
differenza di ogni altra creatura, siamo uomini
e donne con molte età, che si sviluppano ciascuna
al proprio ritmo, come permette ognuno di noi.