L’isola, per estensione la seconda dell’arcipelago (26,8 kmq.), è costituita
interamente da rocce vulcaniche e deve il suo nome al laghetto salato di Punta Lingua,
situato dirimpetto all’isola di Lipari (distante appena 2 miglia), da cui anticamente
si estraeva il sale marino, luogo di sosta degli aironi cinerini durante il viaggio
migratorio dall’Africa.
Già conosciuta nell’antichità dai Greci, che l’avevano denominata Dydyme, ossia
“Gemelli”, perché formata da due rilievi montuosi, Monte Fossa delle Felci (963
m., il punto più alto dell’intero Arcipelago, con un cratere di 600 m. di diametro,
profondo 100 m.), e Monte dei Porri (860 m.). Residui di altri 4 vulcani, dai crateri
oggi difficilmente riconoscibili a causa delle erosioni, sono Monte Rivi, Capo,
Pizzo di Corvo e Pollara. I due “Gemelli”, degradando, si congiungono a formare
la vallata di Valdichiesa, dove si trova il celebre santuario della Madonna del
Terzito. Lungo i declivi verdeggianti e ricchi di boschi di pioppi, querce, castagni,
corbezzoli ginestre e pini di impianto recente, grazie alla feracità del suolo vulcanico
ed alla presenza di sorgive di acqua dolce, un dono della natura di cui sono prive
le restanti isole, si pratica la coltivazione della vite, da cui si ricava la malvasia,
il prelibato vino da dessert dal sapore delicato, ed i gustosi capperi, rinomati
in tutto il mondo. I fenomeni vulcanici, che hanno fatto emergere l’isola dalle
profondità marine, si sono esauriti con l’ultima eruzione risalente a 13.000 anni
fa. Tracce di manifestazioni fumaroliche si trovano nelle vicinanze di Rinella.
L’isola fu abitata fin dalla preistoria. Resti di villaggi dell’età del bronzo sono
stati rinvenuti a Serra dei Cionfi e a Sciara Portella, mentre i resti di Serra
dell'Acqua (IV - V secolo a.C.) ed altri insediamenti, fanno ipotizzare la presenza
di un consistente nucleo abitativo nel periodo ellenistico e successivamente in
epoca imperiale romana di IV secolo d.C. Dalla fase di declino in cui precipitò
in conseguenza delle invasioni musulmane, si riprese a partire dal XVII secolo.
L’isola, la seconda dell’arcipelago dopo Lipari per estensione e popolazione, conta
2.300 abitanti, distribuiti nei tre comuni di Malfa (851), Santa Marina (808) e
Leni (641).
Salina, la seconda isola per grandezza dell’arcipelago delle Eolie, è di origine
vulcanica; di forma quasi trapezoidale, deriva il suo nome attuale da uno stagno
costiero che un tempo era utilizzato come salina. La conformazione geologica, le
caratteristiche fisiche e la storia dell’isola sono descritte nel brano che segue,
tratto dalla Guida Rossa Sicilia del Touring Club Italiano.
Salina si è formata per l’accumularsi dei prodotti di sei diversi edifici vulcanici:
gli strato-vulcani Pizzo di Corvo m 529, monte Rivi m 854, capo Faro (poco riconoscibili
nella loro struttura), Fossa delle Felci m 962 (il punto più alto dell’isola), attivi
durante il Pleistocene medio, quindi, dopo un lungo periodo di cessazione dell’attività
vulcanica, messo in evidenza dalla formazione di livelli terrazzati dall’abrasione
marina, con la ripresa dell’attività eruttiva nel corso della glaciazione wurmiana
(l’ultima), il monte dei Porri m 860, e il cratere di Pollara, formatosi da un’esplosione
durante l’ultima, violenta fase parossistica della vicenda vulcanica, conclusasi
ca. 13.000 anni or sono. L’associazione magmatica, basalti ricchi in allumina-andesiti-daciti,
presenta analogie con quella degli archi vulcanici circumpacifici.
La morfologia dell’isola è piuttosto accidentata, e la natura del terreno, formato
da rocce laviche, scorie, lapilli, cenere e tufi, favorisce l’azione di forti erosioni
di superficie. Le coste sono quasi sempre alte, tranne brevi tratti sul versante
est; frequenti sono le valli sospese, che terminano a mare con un’alta parete verticale.
La rete idrografica di superficie è costituita essenzialmente dagli alvei dei torrenti
che raccolgono le acque piovane lungo le possibili linee di deflusso verso il mare.
Tra le Eolie, Salina è quella che possiede, grazie a una relativa ricchezza di acqua
dolce, il manto vegetale più ricco ed esteso, che le conferisce un aspetto meno
arido delle altre isole; vi prosperano diverse essenze arboree: querce e alcune
varietà di pini di recente impianto, e, fatto eccezionale nell’arcipelago, anche
castagni. L’agricoltura, anche se in misura minore che in passato, rappresenta,
dopo il turismo, l’attività economica di maggior rilievo: le colture più praticate
sono la vite, l’olivo e il cappero. La più antica testimonianza di presenza umana
nell’isola, il corredo funerario di una tomba della seconda metà del III millennio
a.C., proviene da Malfa. Numerosi frammenti di ceramica dei periodi di capo Graziano
e del Milazzese, insieme a altri di ceramica egea importata, emersi da un accumulo
di terreno ricco di reperti, purtroppo irrimediabilmente rimosso dall’erosione,
sono ciò che rimane a testimonianza di un insediamento stabilitosi, tra il 1700
e il 1300 a.C., sul Serro dei Cianfi, fra Santa Marina e il faro. Successivamente,
durante il secolo XIV. a.C., a causa del pericolo di attacchi nemici, il villaggio
viene spostato di poche centinaia di metri più a nord, alla Portella, in una posizione
naturalmente e fortemente munita, più facilmente difendibile lungo un crinale fiancheggiato
da profonde valli di erosione che la rendevano praticamente inaccessibile: le dieci
capanne ritrovate erano seminterrate sul lato a monte e costruite in elevazione
sul lato rivolto al mare (questa parte in molti casi si presentava rimossa dall’erosione
di superficie), e recavano evidenti i segni di una distruzione violenta. Nel crollo
rimasero sepolte le suppellettili: pithoi a sei anse, orci, teglie, fruttiere, gradi
conche, coppe dall’alto piede tubolare, olle con nervature e incisioni, fuseruole,
macine, mortai, pestelli, alcune pietre discoidali forate, ceramiche importate (“appenniniche”
e micenee) e una lunga collana di vaghi di pietre dure, paste vitree e pastiglia
colorata; fatto singolare e importante per quest’ultimo reperto la forma a cilindro
segmentato di parecchi vaghi, motivo rinvenuto, oltre che nell’Egeo, anche in Spagna,
Bretagna, Francia meridionale e Inghilterra, a testimonianza della contemporaneità
e delle reciproche relazioni di culture appartenenti a paesi molto distanti fra
loro. Pochi frammenti, che suggeriscono l’esistenza di un primo stanziamento greco
nel secolo VI-V a.C., sono stati ritrovati sul Serro dell’Acqua, poco a nord di
santa Marina. Nel secolo IV a.C. un insediamento si stabilì sull’area urbana di
Santa Marina, e fu prospero fino all’età romana tardoimperiale: i resti erano visibili
fino a qualche tempo fa, quando furono coperti per consentire la costruzione delle
strada rotabile; in precedenza erano state rinvenute anche alcune tombe. Altri pochi
frammenti fittili, che testimoniano di piccoli nuclei agricoli di epoca romana,
provengono da vari luoghi della costa nord. Tutti i reperti sono custoditi o esposti
nel Museo di Lipari.
C A P R I E G A D I E L B A E O L I E E T N A I S C H I A P A L E R M O PANTELLERIA U S T I C A D I O R A M A |
Isole Eolie![]()
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| Salina |
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Il modello
è in Scala 1:12.500 - 4 cm = 500 m. Misura cm 67 x 58 [un altro modello è in Scala 1:18.200 - 2,8 cm = 500 m. Misura cm. 49 x 42] In entrambi vi è aggiunto un elenco di tutti i siti caratteristici rintracciabili attraverso il sistema ortogonale di ricerca. Esempio: E6= Capo faro. |
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Scale
1:12.500 - 4 cm = 500 m. Misures cm 67 x 58 |
[Smaller
Model: Scale 1:18.200 - 2,8 cm = 500 m. Misures cm. 49 x 42] |
| Panarea |
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Il modello
è in Scala 1:10.500 - 4 cm = 440 m. Misura cm 42 x 32 |
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Scale
1:10.500 - 4 cm = 440 m. Misures cm 42 x 32 |
| Altri Modelli |
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Salina Scala 1: 12.500 cm 67 x 58 € 41.00 Scala 1: 15.200 cm 49 x 42 € 51.00
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Panarea
Scala 1: 10.500 cm 42x32 € 31.00
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Capri Scala 1: 21.000 cm 42 x 30 € 30.00 Scala 1: 15.000 cm 48 x 33 € 37.00
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Egadi - Erice Scala 1: 25.000 cm 260x67 € 110.00 Scala 1: 67.000 cm 110x40 € 77.00
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E L B A Scala 1: 56.000 cm 70 x 42 € 43.00
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I S C H I A Scala 1: 20.500 cm 57 x 47 € 50.00
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Palermo
Scala 1: 25.000 cm 150x89 € 130.00 Scala 1: 41.500 cm 87x62 € 103.00
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Pantelleria
Scala 1: 20.000 cm 85 x 59 € 65.00 Scala 1: 33.000 cm 52 x 36 € 47.00
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Ustica Scala 1: 8.500 cm 67 x 48 € 45.00 Scala 1: 12.000 cm 52 x 36 € 33.00
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Caverna Sub cm 50x50x50 Pesa 1.5 Kg € 25.00
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Conferma: Consegna: Pagamento:
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